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Sanità, nove arresti per appalti truccati all'Asl To1

LETTO OSPEDALE

Il commento dell’assessore alla  Sanità, Antonio Saitta: “La sanità piemontese svolterà solo quando nomineremo i nuovi direttori delle Asl e, di conseguenza, i direttori sanitari e amministrativi

 

La Guardia di finanza ha effettuato un blitz all’Asl To1  e all’ospedale San Luigi di Orbassano. Le fiamme gialle hanno effettuato perquisizioni e arresti in merito ad appalti irregolari. L’inchiesta è coordinata dal procuratore aggiunto Andrea Beconi.

 

Sono nove  gli arresti e  23  le perquisizioni tra Torino, Genova, Milano e Parma. Le indagini sono state condotte per due hanni  dal nucleo di polizia tributaria della Guardia di Finanza di Torino, per smantellare  un “articolato sistema di aggiudicazione fraudolenta di appalti pubblici – dicono all’Ansa gli inquirenti – organizzato grazie ad amicizie ed interessi reciproci tra imprenditori e dirigenti del settore sanitario locale”. I reati che vengono contestati sono: associazione per delinquere, turbativa d’asta, turbata libertà del procedimento di scelta del contraente, corruzione, falso ideologico in atti pubblici, frode nelle pubbliche forniture e danneggiamento di sistemi informatici.

 

Il commento dell’assessore alla  Sanità, Antonio Saitta: “La sanità piemontese svolterà solo quando nomineremo i nuovi direttori delle Asl e, di conseguenza, i direttori sanitari e amministrativi. Sceglieremo queste figure non per lottizzazione o meriti politici, ma per competenze”.  Saitta  annuncia l’intenzione di voler creare  un “servizio ispettivo” sugli  atti amministrativi e le procedure.

In coma da 26 anni, la Regione risarcisce per quasi 2 milioni

LETTO OSPEDALEOltre un milione e 900mila euro alla madre di una ragazza che, nell’ormai lontano  1988 (allora  aveva cinque anni)  per complicazioni  dopo una vaccinazione antitetanica, è rimasta in stato vegetativo fino ad oggi

 

La Regione Piemonte , attraverso la Asl To3, risarcirà con più di  un milione e 900mila euro la madre di una ragazza che, nell’ormai lontano  1988 (allora  aveva cinque anni)  per complicazioni  dopo una vaccinazione antitetanica, è rimasta in coma fino ad oggi. Nessun medico prese provvedimenti.

 

La bimba di allora ha adesso 31 anni e da 26 è  in stato vegetativo.

 

La corte di cassazione ha riconosciuto la responsabilità civile di quella che allora era la Ussl 36, e quindi della Regione, per l’operato dei medici che non si accorsero di quanto stava accadendo.