Rubrica settimanale a cura di Laura Goria
Kiran Millwood Hargrave “Vardø dopo la tempesta” – Neri Pozza – euro 18,oo
L’autrice è una giovane (nata nel 1990) poetessa, romanziera e drammaturga britannica, che ha vinto numerosi premi con i suoi libri dedicati all’infanzia, ed ora si lancia nel romanzo storico con questo testo che non è solo bello…. di più.
Ambientato nella Norvegia tra 1617 e 1620, inizia con una spaventosa tempesta nel Mare di Barents che in un battibaleno affonda le vite dei 40 pescatori di uno sperduto villaggio costiero. Le loro donne assistono impotenti alla tragedia e giorni dopo si ritrovano a recuperare i corpi straziati che il mare restituisce. Li conservano in una rimessa per barche, in attesa che la terra si sgeli per poter scavare le fosse, dare pace ai morti e riprendere a vivere dovendosela cavare da sole.
Poi la dura lotta per la sopravvivenza riparte dalla loro immensa forza d’animo. Rimettono in mare le barche, vanno a pesca, coltivano, cacciano e conciano gli animali. Sono vedove di tutte le età e sono diventate autosufficienti.
La loro vita è difficile, ma mai come dopo l’arrivo del sovrintendente Absalom Cornet e la sua giovane moglie norvegese Ursula; inesperta figlia di un armatore, fidanzata e sposata in soli 3 giorni a un uomo che non aveva mai visto prima e che cercava una consorte qualsiasi. Inutile dire che la sua esistenza è tristissima e riesce a trovare un po’ di consolazione soprattutto in una donna del villaggio che diventa aiutante, amica… Si chiama Maren, la burrasca le ha portato via il padre e il fratello, ed è un personaggio da tenere d’occhio per la sua incredibile umanità ed energia di fronte alle tragedie.
Absalom è duro, spietato, invasato con l’idea di dare la caccia alle streghe e verrà fuori che ne ha già strangolata e bruciata una. A Vardø la sua brama si scatena e con essa la caccia alle “presunte” streghe del villaggio.
Di più non vi racconto, però posso dirvi che questo romanzo, basato su una storia vera, vi condurrà nelle tenebre dell’animo umano. Tra superstizione, invidie, brama di potere, torture e roghi di innocenti, che il più delle volte sono ritenuti posseduti dal Maligno solo perché appartengono ai Sámi, (popolazione indigena nomade che ha suoi riti e credenze, pertanto visti come “diversi”).
Ma non saranno solo uomini Sami ad ardere vivi, a Vardø la caccia alle streghe vede condannate due donne innocenti…..
Margaret Storm Jameson “Amore a prima vista” -Fazi Editore- euro 18,50
Dopo “Company Parade”, ecco il secondo capitolo della trilogia “Lo specchio nel buio” considerata manifesto del femminismo e dell’emancipazione delle donne, scritto dalla giornalista e scrittrice inglese Margaret Storm Jameson. Nata nel 1891 e morta nel 1986 è stata la prima donna a laurearsi in inglese all’Università di Leeds, a ricevere una borsa di studio post laurea ed è diventata presidente del British Section of International Pen.
C’è molto di lei nella sua eroina Hervey Russel che, 6 anni dopo la fine della Grande Guerra, continua a lottare per ottenere successo nella società letteraria londinese, lavorando nel frattempo per la volubile Evelyn Lamb e la sua rivista, mantenendo se stessa e il figlio piccolo.
E’ ambiziosa, forte e irrequieta, ha conquistato a fatica l’indipendenza e sta per divorziare dal marito, l’inconcludente Penn.
Soprattutto sta scrivendo il primo corposo volume di una trilogia in cui racconta la vita di sua nonna, la temibile Mary, sperando di diventare l’autrice di fama che sogna di essere.
La strada verso il successo però non sarà né dritta né facile e Hervey dovrà barcamenarsi tra il difficile milieu letterario londinese dell’epoca, le incomprensioni con gli editori, l’inseguimento di successo e guadagni.
E sullo sfondo di questa seconda puntata c’è pure l’amore per il cugino Nicholas Roxby: uomo complicato e pieno di sentimenti contrastanti, tiranneggiato dalla moglie. La superficiale, capricciosa, narcisista e bellissima Penny che l’ha lasciato per un altro uomo…salvo poi pentirsene.
Non sarà facile per Hervey e Nicholas smussare gli angoli dei loro caratteri e delle storie che hanno alle spalle….l’idea è che entrambi divorzino dai coniugi fedifraghi; ma siamo nell’Inghilterra del 1924 e la strada per questo genere di decisioni è tutta in salita.
Mary Beth Keane “Un amore qualunque e necessario” -Mondadori – euro 19,50
E’ un libro che parla di ferite profonde, fragilità, amori potenti, forza del perdono e possibile riscatto. Tutto inizia nel 1973 quando due reclute della polizia del Bronx si trovano ad abitare vicine: sono Francis Gleason e Brian Stanhope con le rispettive famiglie. Due matrimoni che saranno messi a dura prova: da un lato c’è la solitudine della moglie di Francis, Lena, e dall’altro, l’instabilità emotiva della moglie di Brian, Anne.
Tutto deflagra quando Anne, che non approva il sentimento che lega Peter (il suo unico figlio adolescente) a Kate, una delle figlie dei Gleason, in un impeto di follia compie un gesto estremo che travolgerà i loro destini.
Passano gli anni, Kate e Peter si ritrovano, anche se le loro famiglie sono ormai inconciliabili a causa di quello che ha fatto la mamma di Peter.
L’amore che lega i due giovani è un sentimento portentoso e in parte capace di suturare alcune ferite…ma non tutte.
Il romanzo racconta la loro vita insieme. Si sposano, mettono al mondo due figli e le loro esistenze scorrono tra normalità e fragilità di Peter, fino a quando il riapparire di Anne non costringerà
tutti a superare il difficile passato.
Una storia familiare che fa i conti con la tragedia e scava a fondo nell’anima dei vari personaggi.
Una prova di grande bravura di Mary Beth Keane, scrittrice americana di origini irlandesi -nel 2011 annoverata tra le 5 migliori scrittrici statunitensi under 35- che oggi vive vicino a New York con il marito e due figli.
Elvira Seminara “I segreti del giovedì sera” -Einaudi- euro 16,50
Siamo a Catania dove un gruppo di amici prossimi ai 60 anni si ritrovano i giovedì sera per raccontarsi e misurare le loro vite.
Dialoghi serrati, riflessioni intelligenti, una spietata radiografia dei guasti –non solo fisici- che procura il tempo che passa, tutto condito da piacevoli dosi di autoironia.
Voce narrante è quella di Elvira che racconta vizi, virtù, piccole e grandi tragedie sue e dei suoi coetanei.
Un tuffo piacevole e dolce-amaro negli anni che incombono e su cosa comporti avere 60 anni oggi. Un pool di personaggi che non si arrendono e, tra segreti e nuove scoperte, fragilità e doppie vite, conseguenze fisiche e psicologiche, litigi ed incertezze annaspano, tenaci, nella vita. Con un po’ di malinconia cercano di lasciare andare il tempo che passa, e si preparano a una nuova stagione tutta da scoprire e vivere.
Pagine di puntiglioso rigore storico e scientifico. Ma non meno coinvolgenti sul piano emozionale. Da alcuni giorni è in libreria “Una guerra di nervi. Soldati e medici nel manicomio di Racconigi (1909-1919)”, scritto da Fabio Milazzo, per i tipi dell’editrice “Pacini”, nella collana di storia contemporanea “Le ragioni di Clio”. Di origini messinesi, classe ’79, Milazzo da sempre si occupa di “storia della devianza” , in particolare nell’ambito militare della Grande Guerra ed attualmente svolge attività di ricerca presso l’Istituto Storico della Resistenza e della Società Contemporanea di Cuneo, oltreché presso l’Archivio Storico dell’ex Ospedale Psichiatrico di Racconigi. E proprio da qui, da queste sue esperienze professionali accompagnate da spiccate e personali “curiosità” culturali e di indagine approfondita sulla mente e la figura umana quand’essa sia investita da guerra e follia, nasce il suo ultimo libro, che verrà presentato il prossimo venerdì 16 ottobre, alle 21, dall’Associazione “Progetto Cantoregi”, in collaborazione con la Città di Racconigi, alla Soms (ex Società Operaia di Mutuo Soccorso, da tempo sede dell’Associazione) in via Carlo Costa 23, a Racconigi.“Sguardi sbarrati, allucinazioni, tremori, confusione mentale, depressione, tentativi di suicidio. Furono questi alcuni dei sintomi – si legge nella presentazione del libro – che i soldati investiti dalla potenza traumatica della Grande guerra manifestarono al momento del loro ingresso nel manicomio di Racconigi”. Queste le prime manifestazioni di un disagio e di una devianza psico-comportamentale difficilmente “rappezzabile”. Soprattutto allora e in istituzioni manicomiali quali erano quelle in quegli anni concepite. Sulla base di studi e indagini d’archivio, la ricerca di Milazzo si sofferma sulle storie di internamento dei soldati traumatizzati dal primo conflitto mondiale, in un periodo in cui non esisteva ancora la categoria clinico – diagnostica del trauna di guerra (“shell shock”), codificata pienamente soltanto dopo la guerra in Vietnam. Nello specifico il libro cerca di rispondere ad alcuni interrogativi: Quali furono le cause che determinarono l’internamento dei soldati in manicomio? Chi decideva e come venivano gestiti e organizzati i ricoveri? Quale fu il ruolo dei medici-alienisti? Quale fu invece il ruolo delle famiglie? Come reagì la psichiatria italiana di fronte ai traumi bellici? Come vennero trattati dalle autorità militari i soldati traumatizzati? Quale fu il ruolo delle teorie lombrosiane nel descrivere il fenomeno? E quali furono le diagnosi attraverso cui vennero inquadrati i sintomi? Come il conflitto investì e stravolse l’organizzazione e la vita nel manicomio? Interrogativi ad ampio spettro. Cui, attraverso lo spoglio sisistematico di vari fondi archivistici e l’esame di tutte le cartelle cliniche dei soldati, il volume risponde con puntualità, “interpretando in sede locale dinamiche più generali riguardanti il rapporto tra esercito, disagio mentale e guerra”. Rapporto che mette insieme “guerra e follia”, facendo per l’appunto emergere quella nozione di “trauma di guerra” che vede anche un altro tassello significativo nella guerra di Libia, affrontata sempre da Fabio Milazzo in un precedente volume dal titolo “Deserti della mente. Psichiatria e combattenti nella guerra di Libia 1911 – 1912”, scritto a quattro mani con Graziano Mamone e pubblicato nel 2019 da “Le Monnier”.
Rubrica settimanale a cura di Laura Goria
Quest
E’ un autentico gioiello questo libro di 197 pagine che racchiudono infinite traiettorie di vita, tutte narrate con estrema maestria
L’autrice
Ecco un autore britannico da riscoprire,
Un’edizione particolare, la decima del


Nell’arco della sua lunga e complessa esistenza ha scritto 23 romanzi, tra i quali la saga di Jalna, che si rivelò un successo internazionale. Fu anche la prima donna a vincere i 10.000 dollari del prestigioso Atlantic Monthly Prize.
Tre storie ambientate a Holt, fittizia cittadina del Colorado, luogo letterario inventato dall’autore che vi inserisce le storie dei suoi personaggi: semplici, comuni, ma alle prese con grandi segreti e immani tragedie.
Una Sicilia assolata e affascinante, intrisa di mistero, famiglie blasonate, palazzi carichi di storia e splendore passati, ma anche un omicidio e un po’ di perversione.
L’avventura della protagonista, Florence Connelly, inizia quando dopo il funerale della nonna Peggy, mettendo mano nelle sue cose, in un armadio trova una scatola che è un tesoro: piena di cartamodelli degli anni 60, accompagnati da ritagli di tessuto, una cartolina e la foto di una donna –sempre la stessa- che indossa l’abito in questione.