GUSTO- Pagina 6

La colomba salata più buona è di Davide Muro

Antica Pasticceria Castino di Pinerolo

Primo premio nel concorso di colombe artigianali Divina Colomba 2024 appena concluso a Bari

È di Davide Muro la migliore colomba salata 2024, primo premio conquistato in occasione del concorso Divina Colomba rivolto ai produttori di colombe artigianali di tutta Italia.

 

Con un impasto arricchito da funghi porcini, salame valsusino fresco di non più di 10 giorni e prezzemolo, Muro ha avuto la meglio sugli altri quattro finalisti, selezionati tra gli oltre 300 iscritti al contest provenienti da circa 200 botteghe artigiane di tutta Italia. La premiazione, avvenuta lunedì 4 marzo a Bari, lo ha visto trionfare insieme a Gianluca Cecere (Cecere Visionary Dessert di Napoli) per la colomba tradizionale e Camillo La Morgia (Crema e Cioccolato di Lanciano in provincia di Chieti) per quella al cioccolato.

A decretare i vincitori dell’edizione 2024 del concorso la giuria tecnica composta da Claudio Gatti, Maurizio Cossu, Daniele Scarpa, Alessandro Bertuzzi, Claudio Colombo e Paolo Caridi, che hanno degustato alla cieca i lievitati finalisti, scegliendo i vincitori per ogni categoria.

 

Negli anni ho sempre voluto mantenere uno stretto legame con gli ingredienti della tradizione – commenta Davide Muro – Questa colomba è figlia della mia storia e del percorso fatto. Siamo partiti dal pesto per poi arrivare, successivamente, al panettone peperoni e acciughe, che esprime in pieno il carattere del Piemonte. Questa nuova preparazione nasce da una fase di equilibrio ritrovato e da una sfida con me stesso in cui ho coinvolto la mia famiglia e i miei collaboratori. Ho cercato di trovare qualcosa che sul territorio nazionale non fosse ancora stato proposto. All’assaggio l’impronta del salame è quella immediata, ma subito dopo arriva la nota dei funghi, in un connubio perfetto. Ci tengo a sottolineare che oltre al premio ho ricevuto il golden buzz da parte di Claudio Gatti: il giudizio di un Maestro della pasticceria italiana è un riconoscimento prestigioso che mi rende davvero orgoglioso. La prossima sfida? Lasciamo spazio alla creatività!

 

Claudio Gatti, Presidente della giuria e autorevole Maestro di pasticceria e lievitati, ha motivato l’assegnazione del golden buzz in diretta “Quel profumo e quel sapore delicato di funghi porcini, il gusto pulito, una colomba molto morbida e delicata. Tutto questo mi ha fatto dire WOW, questa è la migliore colomba salata”.

 

Con questo nuovo riconoscimento la pasticceria pinerolese torna ancora una volta protagonista del panorama nazionale. Per Davide Muro, classe 1981, si tratta di un nuovo titolo che va ad aggiungersi ai numerosi conseguiti dall’Antica Pasticceria Castino in questi ultimi anni, come l’ingresso tra i Maestri del Gusto di Torino e Provincia nel 2021: terzo premio come miglior Panettone tradizionale di scuola piemontese nel 2020 in occasione della IX edizione di Una Mole di Panettoni, dedicato ai migliori grandi lievitati provenienti da tutta Italia; primo premio per il miglior Panettone salato nello stesso concorso, vinto con un lievitato salato con pesto e pomodori secchi, olive taggiasche e parmigiano; finalista nel 2020 nel prestigioso concorso I Maestri del panettone nella categoria Miglior panettone al cioccolato; riconoscimento per la colomba creativa (realizzata con carota e marzapane) a Una mole di Colombe nel 2021; semifinale del Campionato mondiale Panettone World Championship per il panettone classico sempre nel 2021.

 

L’Antica Pasticceria Castino nasce quando Giuseppe Castino insieme alla consorte Margherita Cleretti, discendente di una celebre famiglia di pasticceri, acquista nel 1925 l’antica confetteria Fabbre sorta nel 1845 sotto la parte più antica dei portici di Piazza Duomo, a Pinerolo.

In un clima internazionale, tra giovani ed eleganti ufficiali e nobili famiglie che popolano Pinerolo, la Città della cavalleria, Castino, cresciuto alla scuola di Stratta, Moriondo e Baratti, gode di un’ampia fama che va ben al di là di Pinerolo. In molti lo conoscono come il “Michelangelo del cioccolato”. Abile nella decorazione e innovativo nel preparare una vastissima gamma di leccornie dolci e salate.

Verso gli anni ’30 Castino dà vita a una sua creazione che è diventata insieme al panettone il dolce simbolo di Pinerolo: la Torta Zurigo-Castino.

Dopo un periodo di chiusura la pasticceria riapre il 24 dicembre 2014 su iniziativa della famiglia pinerolese Cosso-Eynard e con la gentile concessione del marchio da parte di Gemma Castino, figlia del Pasticcere fondatore dello storico locale. Boiserie in legno, poltroncine di velluto ed eleganti vetrine ricreano un’atmosfera d’altri tempi.

 

Antica Pasticceria Castino

Piazza San Donato, 42

Pinerolo (TO)

https://anticapasticceriacastino.it

“Tre galline”: le origini della tradizione gastronomica piemontese

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Facile parlare di tradizione gastronomica, un po’ meno trovarla effettivamente nei piatti. Soprattutto in una città come Torino dove, in mezzo a trattorie storiche e bistrot di nuovo insediamento, non si capisce dove trovarla davvero questa tradizione: per lo meno, quella generalmente considerata tale, soprattutto da cuochi e chef. 

Nella zona del quadrilatero romano in particolare, alle spalle di Porta Palazzo,  i ristoranti e i locali storici sono riusciti a mantenere – soprattutto dopo il restyling urbano – quella forma di identità culturale nella proposta culinaria dei piatti più rappresentativi di Torino e del Piemonte in genere: il ristorante ” Tre galline” ne è un valido ( e storico) esempio. È uno tra i primi ristoranti della città e alcuni romanzi del settecento narrano già dell’esistenza di una locanda denominata Tre Galline.

L’attuale gestione, dopo la ristrutturazione a cura degli architetti Gabetti, Isola, Fusari e Paglieri, ha intrapreso dal 1991 il cammino che l’ha portata oggi ad ottenere diffusi consensi della critica gastronomica e del pubblico.

Sin dall’ingresso, pare di addentrarsi nelle vecchie case dei contadini piemontesi, intenti a mettere nei piatti tutte le ricette tramandate dalle varie generazioni di nonne e mamme, dai più famosi antipasti ai dolci che più riconosciuti e apprezzati.

La cucina del Ristorante Tre Galline si può denominare cucina torinese neoclassica. Lo chef esecutivo Andrea Chiuni e lo chef di cucina Luigi Rosato , interpretano creativamente le ricette del territorio senza concedere mai nulla alla spettacolaritá o all’imitazione, mantenendo come obiettivo finale lo spirito accogliente, elegante e conviviale della ristorazione torinese. Una cucina fortemente legata al territorio da cui non riceve soltanto le materie prime, ma anche la storia e il significato gastronomico.

Le Tre Galline propongono da circa 500 anni la cucina di Torino cercando di coniugare in maniera creativa la memoria, gli ingredienti, le tecniche, ma anche una visione culinaria più all’avanguardia: ingredienti di stagione, ricette storiche, condimenti e cotture vengono reinterpretati dagli chef.

Gli arredamenti sono tipici di quello che non definirei propriamente ristorante, ma un ritrovo goloso dove assaporare ( scoprire o riscoprire) una serie di gusti originari trasportate nella modernità, rivivendo – sorso dopo sorso e boccone dopo boccone – le atmosfere delle cascine: il tutto,  facendosi coccolare la vista da un arredamento in legno e travi a vista, davvero originali e quasi più introvabili in zona.

Famoso è il loro carrello dei formaggi delle valli piemontesi : bontà che si percepisce anche solo a guardarli. Magistrale il loro famoso carrello dei bolliti : questa è una specialità da vivere e degustare soprattutto nel periodo autunnale e invernale, quasi sempre disponibile ( per la reperibilità di alcuni ingredienti, è sempre meglio chiamare e prenotare). Chicca davvero da riscoprire è il loro vitello tonnato ” alla loro maniera” : la ricetta viene rispettata in tutte le sue componenti, ma con un tocco personale e più innovativo, rende l’esperienza gastronomica al gusto di Torino, ancora più coinvolgente e privilegiata.

Che dite quindi, ” Fuma che ‘nduma”?

CHIARA VANNINI

 

Ristorante ” Le Tre Galline” 

V.Bellezia 37 

Tel. 011  436 6553

info@3galline.it

Cantine storiche e giovani vignaioli, è di scena a Torino il Salone del Vino

Al via il Salone del Vino di Torino che giunge alla sua II edizione da sabato 2 a lunedì 4 marzo all’interno di due spazi espositivi in cui il pubblico potrà incontrare cantine storiche e giovani vignaioli piemontesi: le OGR Torino e il Museo Nazionale del Risorgimento Italiano. Dopo la settimana di eventi OFF diffusi in tutta la città, organizzati dal 27 febbraio al 1° marzo, è in partenza il lungo weekend che vedrà protagonisti produttori e produttrici, consorzi ed enoteche regionali e durante il quale si potranno degustare i vini di oltre 350 cantine.

 

Una grande edizione, quindi, che quest’anno tra l’esposizione del weekend e il palinsesto del Salone OFF appena giunto al termine, conta circa 500 cantine coinvolte e un programma con oltre 100 appuntamenti: masterclass, degustazioni, grandi cene, incontri, eventi diffusi e talk dedicati a tutti gli amanti del vino e declinati attraverso tradizione e innovazionecultura, sostenibilità, musica e letteratura.

 

Mission del Salone del Vino di Torino 2024 è infatti raccontare il Piemonte del vino in tutte le sue sfaccettature e tipicità, alla scoperta delle radici profonde di un territorio capace di guardare al futuro, attraverso la lente di ingrandimento della sostenibilità. Un viaggio lungo tre giorni che narra i terroir, con l’obiettivo di valorizzare la grande diversità e la ricchezza vitivinicola del Piemonte.

 

L’edizione 2024 del Salone del Vino di Torino sarà un’esperienza autentica e coinvolgente: avremo l’opportunità di entrare in contatto diretto con cantine provenienti da tutta la nostra regione, con giovani produttori e realtà di eccellenza, assaporando il vino in un contesto che va oltre la degustazione. Ricostruiremo e restituiremo uno spaccato omogeneo e articolato del nostro territorio”, spiega Patrizio Anisio, Direttore del Salone del Vino di Torino.

 

Il Salone del Vino di Torino 2024 è organizzato da KLUG APS con il patrocinio e il sostegno di Città di Torino, Camera di Commercio di Torino, Unioncamere Piemonte, Turismo Torino e Provincia; con il patrocinio di Regione Piemonte, Città Metropolitana di Torino; con il contributo di Fondazione CRT e con la partecipazione e la collaborazione di Regione autonoma Valle d’Aosta, Camera valdostana delle imprese e delle professioni, Ascom Confcommercio Torino e Confesercenti di Torino e Provincia.

 

IL COMITATO SCIENTIFICO DEL SALONE DEL VINO DI TORINO

Il palinsesto della seconda edizione indaga e promuove la sostenibilità, ambientale, economica e  sociale, anche grazie al neonato comitato scientifico. Quest’ultimo è composto da Luca Giorgio Carlo Rolle, professore ordinario di Tecnologie Alimentari presso il Dipartimento di Scienze Agrarie, Forestali e Alimentari dell’Università di Torino; Paolo Sabbatini, professore ordinario di Viticoltura all’Università di Torino presso il Dipartimento di Scienze Agricole Forestali ed Alimentari; Paolo Marco Tamborrini professore in Design (ICAR/13) presso il Dipartimento di Ingegneria e Architettura (DIA) dell’Università degli Studi di Parma (UNIPR); Eleonora Fiore, professoressa e ricercatrice in Design (ICAR/13) presso il Dipartimento di Ingegneria e Architettura (DIA) dell’Università degli Studi di Parma (UNIPR); Giovanni Peira professore associato presso il Dipartimento di Management dell’Università di Torino; Alessandro Bonadonna, dottore di ricerca in Cultura e Impresa e professore associato presso il Dipartimento di Management dell’Università di Torino oltre a Egidio Dansero professore ordinario di Geografia economico-politica all’Università di Torino e Vice Rettore vicario per la sostenibilità e la cooperazione allo sviluppo, che coordina la Rete italiana politiche locali del cibo e l’Atlante del cibo di Torino metropolitana.
Nasce così un percorso di analisi e ricerca non solo sul Salone ma sull’intera filiera, anche in collaborazione con il Dipartimento di Management “Valter Cantino” dell’Università di Torino e il Dipartimento di Scienze Agrarie, Forestali e Alimentari.

L’approccio all’organizzazione della manifestazione è stato guidato dalla filosofia del design system, cercando di ridurre al minimo l’impatto ambientale e promuovendo pratiche sostenibili, sottolinea Luca Spadon, presidente dell’Associazione KLUG. La programmazione culturale analizza le sfide e le opportunità del presente, spaziando dall’uguaglianza di genere all’inclusione sociale, dalla promozione della cultura e dell’arte alla responsabilità sociale d’impresa, approfondendo le sfide del cambiamento climatico e scandagliando le ricerche scientifiche e le innovazioni tecnologiche.

 

 IL CUORE DEL SALONE DEL VINO DI TORINO 2024

La seconda edizione del Salone del vino di Torino entra nel vivo sabato 2 e domenica 3 marzo, con il fitto weekend di esposizione vitivinicola dedicata al grande pubblico, che verrà ospitata tra le OGR Torino e il Museo Nazionale del Risorgimento Italiano.

Si prosegue lunedì 4 marzo, nelle stesse location, con la giornata dedicata agli operatori professionali.

Grande novità di questa edizione 2024 sarà inoltre il coinvolgimento di una regione ospite: la Valle d’Aosta che, insieme al Consorzio Vini Valle d’Aosta, alle sue cantine vitivinicole e i suoi grandi spirits, darà l’opportunità al grande pubblico di conoscere un territorio ricco di storia e tradizioni.

 

DUE LOCATION: OGR TORINO E MUSEO NAZIONALE DEL RISORGIMENTO ITALIANO

Al Museo Nazionale del Risorgimento Italiano si potrà degustare una selezione di cantine da tutto il PiemonteL’Aula della Camera Italiana sarà dedicata alle cantine artigiane e alle cantine dell’Associazione dei vini biologici e del Consorzio di Cocconato, con una sezione di rappresentanza nazionale e internazionale a cura della Torino Wine Week, oltre alle storiche eccellenze vitivinicole piemontesi.

Restando all’interno del Museo, si potrà inoltre degustare una selezione di Vermouth piemontesi e, in Sala Plebiscito, ogni giorno, sono in programma 4 masterclass gratuite per il pubblico del Salone, tra le altre Spirito Agricolo Ballarin, Cascina Rüral, Le Viti, Cascina Corte, per approfondire la conoscenza e l’impegno delle cantine volto alla tutela delle tradizioni e della sostenibilità ambientale.

Alle OGR Torino, si potranno invece incontrare i consorzi e le associazioni di tutela e di promozione, le enoteche regionali e le centinaia di cantine a fotografare il Piemonte, a cui si aggiungeranno quelle ospiti provenienti quindi dalla Regione Valle d’Aosta, oltre ancora alle grappe e agli spirits.

Il palco principale delle OGR Torino vedrà protagonisti 11 talk volti ad analizzare i temi dell’attualità e le sue sfide, le nuove ricerche scientifiche e la presentazione in anteprima di nuovi percorsi di studio e valorizzazione del vino.

Anche negli spazi di Snodo il pubblico potrà partecipare a degustazioni e 4 masterclass gratuite e non, per ampliare la propria conoscenza sul mondo del vino in Piemonte.

Strada del Barolo e grandi vini di Langa approfondirà i cru e le annate del re dei vini il Barolo, Fisar Torino ci guiderà invece alla scoperta dei grandi vini valdostani, mentre con l’Enoteca Regionale del Roero si esploreranno i grandi vini di questo territorio. Grazie all’Onav Torino si andrà alla scoperta dell’Ovada DOCG, e ancora con Ais Piemonte le grandi bolle piemontesi, insieme al Consorzio Alta Langa. E poi ancora i vini eroici dei sorì del Moscato, i vini della Val Susa, le grandi fresia con il Consorzio della Freisa di Chieri, le grappe con il Consorzio Tutela Grappa del Piemonte e grappa di Barolo e l’ANAG associazione nazionale assaggiatori di grappa.

 

I TALK SUL PALCO DELLE OGR 

Sabato 2 marzo, il palco principale del Salone del Vino di Torino ospiterà alle ore 18 il panel su sostenibilità ambientale e cambiamenti climatici in relazione al mondo del vino e dell’enogastronomia insieme a Mario Tozzi, primo ricercatore CNR e Divulgatore scientifico, Chiara Foglietta, Assessora alla Transizione ecologica e digitale, innovazione, ambiente, mobilità e trasporti della Città di Torino, i docenti Luca Giorgio Carlo Rolle e Paolo Sabbatini del Dipartimento di Scienze Agrarie Forestali ed Alimentari e il direttore del Salone del Vino, Patrizio Anisio. L’incontro sarà moderato da Luca Ferrua, direttore de Ilgusto.it (Gruppo Gedi).

Nel corso del pomeriggio si approfondiranno inoltre le potenzialità e le criticità della filiera vitivinicola e dei suoi sottoprodotti, nel talk alle ore 16 a cura del Prof. Tamborrini e la Dott. Eleonora Fiore, Università di Parma e Politecnico di Torino, con la moderazione del giornalista Danilo Poggio.

Al centro del dibattito, anche il tema dell’enoturismo e del rapporto tra vino e città insieme a Dario Gallina, Presidente della Camera di commercio di TorinoPaolo Chiavarino assessore al Commercio della Città di Torino, i docenti Giovanni Peira e Alessandro Bonadonna del Dipartimento di Management Valter Cantino dell’Università degli Studi di Torino, Corrado Scapino – presidente dell’Enoteca Regionale dei Vini della Provincia di Torino e Marcella Gaspardone, dirigente  Turismo Torino e Provincia (ore 17).

A concludere la giornata alle ore 19.30, Luca Paiardi e Danilo Ragona, il primo architetto e musicista, il secondo imprenditore e designer, due amici in viaggio per dimostrare come i limiti della disabilità possano essere superati. Al Salone del vino di Torino, insieme a Paola Casagrande, Direttore del Coordinamento Politiche e Fondi Europei, Turismo e Sport della Regione Piemonte, racconteranno dei progetti Borghi in Carrozza e Viaggio Italia, oltre al lancio delle loro nuove iniziative di ricerca e approfondimento.

 

Domenica 3 marzo, alle ore 14, una nuova occasione per approfondire il tema dei cambiamenti climatici in viticoltura ed enogastronomia con l’intervento di Luca Rolle, docente di UNITO DISIFA, e Paolo Sabbatini dell’Università degli Studi di Torino – Dipartimento di Agraria.

Alle ore 15 si guarderà al futuro, alle sfide della viticoltura eroica e alla valorizzazione dell’enogastronomia insieme alla Regione Valle d’Aosta e al Consorzio Vini Valle d’Aosta, in dialogo con la giornalista Piera Genta del Corriere della Sera.

Al centro della giornata, anche la presentazione alle ore 16 della nuova Guida Go Wine Cantine d’Italia 2024, insieme al presidente Massimo Corrado e la presenza di alcune delle storiche cantine piemontesi che ‘valgono il viaggio’.

Alle 17.30 insieme all’Associazione Nazionale delle Donne del vino e venti comuni piemontesi, per la prima volta uniti sotto un’unica sigla di Città Europea del Vino 2024 (Acqui Terme, Barengo, Boca, Bogogno, Borgomanero, Briona, Brusnengo, Casale Monferrato, Fara Novarese, Gattinara, Ghemme, Grignasco, Maggiora, Mezzomerico, Ovada, Romagnano Sesia, Sizzano, Suno, Vigliano Biellese e Villa del Bosco), si parlerà di tradizioni tra presente e futuro del mondo del vino. Parteciperanno all’incontro anche Vittoria Poggio, assessore alla Cultura, Turismo e Commercio della Regione Piemonte e Marco Protopapa assessore all’Agricoltura, Cibo, Caccia e Pesca della Regione Piemonte.

 

Lunedì 4 marzo, in occasione della giornata dedicata agli operatori professionali, alle OGR Torino sarà presente una delegazione di buyer del nord Europa. La delegazione di operatori danesi e tedeschi è composta da importatori di media taglia, distributori attivi nel comparto ho.re.ca, enoteche specializzate e wine bar. A loro sarà dedicato un programma volto a scoprire i vini piemontesi attraverso Masterclass, visite guidate del Salone ed incontri con i produttori. L’iniziativa è organizzata in collaborazione con Unioncamere Piemonte con l’obiettivo di favorire l’incontro tra i piccoli produttori presenti al Salone e operatori del Nord Europa.

Alle 12 si approfondiranno Nuovi sistemi di vendita e promozione del vino con Tommaso Pezzato, COO di Vinodoo, Antonello Marzolla, segretario nazionale Usarci, Angelo Giunta, partner di Leading Law e Augusto Grandi, giornalista e scrittore.

Nel pomeriggio, alle ore 14, Nicola Dalla Preda parlerà della digitalizzazione dei processi di Cantina con TeamSystem, software all’avanguardia creato appositamente per semplificare e ottimizzare la gestione aziendale nel settore vinicolo.

Sul palco principale delle OGR Torino alle ore 15 si parlerà anche di Politiche locali del cibo e stili di vita sostenibili nell’ambito dell’Atlante del Cibo, con l’Agronomo Massimo Pinna, il Prof. Egidio Dansero del Dipartimento di Culture, Politica e Società di Unito, Andrea Pezzana, responsabile SC Nutrizione Clinica ASL Città di Torino, Sonia Cambursano, consigliera delegata Sviluppo Economico Città metropolitana di Torino, in un talk moderato dal giornalista Maurizio Tropeano.

Infine, un intero focus di approfondimento alle ore 16 è dedicato ai Giovani Viticoltori dei territori della Valsusa, del Pinerolese, della collina Torinese e del Canavese a confronto, in collaborazione con la Città Metropolitana di Torino.

In chiusura di giornata, alle ore 17, Camera di commercio con la selezione Torino Doc discuteranno di temi importanti per la filiera vinicola con Massimo Pinna, presidente AIAB in Piemonte, agronomo e consulente di aziende vitivinicole piemontesi in ambito di agricoltura biologica e integrata, Vittorio Garda, enologo della Cantina della Serra a Piverone e produttore, Fulvio Griffa, ristorante Goustò Torino – circuito MangèBin e Maurizio Zito, ristorante Gufo Bianco Torino – circuito MangèBin. Il talk dal titolo “Clima, cantine e calici: le risposte della filiera, dalle vigne alle carte dei vini” sarà introdotto e moderato da Sergio Arnoldi – Camera di commercio di Torino – progetto Torino DOC.

 

GLI APPUNTAMENTI COLLATERALI

Durante le giornate del Salone la Gelateria Silvano – gelato d’altri tempi, Mouu Mouu, Gelateria Miretti, Gelateria La Tosca, Gelato Dok, + di un gelato, e Gelati D’Antan daranno la possibilità di gustare un Sorbetto al Moscato – del Consorzio del Moscato – in collaborazione con Ascom Confcommercio Torino.

 

Inoltre, nei locali aderenti al circuito Mangébin – progetto di Camera di commercio di Torino, Ascom Torino, Confesercenti di Torino e Provincia, Città di Torino e Turismo Torino e Provincia –  composto da 51 ristoranti di Torino e della sua provincia che propongono nei propri menù le ricette tradizionali del Piemonte e i vini regionali, si potranno degustare dal 27 febbraio al 17 marzo i  famosi Plin e tutti i partecipanti al Salone del Vino riceveranno un calice in omaggio.

 

IL SALONE DEL VINO COME PIATTAFORMA PARTECIPATIVA: IL PIÙ GRANDE PALCO DI RAPPRESENTANZA DEL PIEMONTE DEL VINO

La partnership con più 18 realtà di tutela e promozione – il Consorzio Barbera d’Asti e Vini del Monferrato, il Consorzio di tutela e Valorizzazione Vini DOCG Caluso, Carema e Canavese DOC, Consorzio Cocconato Riviera del Monferrato, Consorzio di Tutela e Valorizzazione delle DOC Freisa di Chieri e Collina Torinese,  Consorzio di Tutela dell’Ovada DOCG, Il Consorzio per la Tutela e Valorizzazione dei Vini D.O.C. Valsusa, Associazione Tutela Baratuciat e Vitigni minori, Strada del barolo e i grandi vini di langa,  Associazione nazionale Le Donne del Vino, Associazione dei comuni del Moscato, i Giovani Vignaioli Canavesani, Associazione dei Vini Biologici, Consorzio Tutela Grappa del Piemonte e Grappa di Barolo, ·Enoteca Regionale dei vini della provincia di Torino, Enoteca Regionale di Gattinara e delle Terre del Nebbiolo, Enoteca regionale del Roero, Enoteca Regionale di Ovada e Monferrato, Torino DOC – rende la tre giorni del Salone del Vino, il più grande palco di rappresentanza del Piemonte del vino.

Il Salone del Vino nasce e cresce sempre più, quindi, come piattaforma partecipativa, volta a dare spazio direttamente alla cantine piemontesi come agli enti di tutela e promozione piemontesi, coinvolgendo nel percorso tanti compagni di viaggio: Associazione Go Wine, Fisar di di Torino e Le Strade di Torino, Libreria Bodoni.

 

Nell’ambito di questa edizione 2024, si aggiungono inoltre numerose collaborazioni: Borghi in carrozza – Viaggio Italia, il Progetto 8 Pari, l’Associazione SoloRoero, Cultura Liquida, To Housing, SeeYouSound, l’Ais Torino. Inoltre si consolidano le collaborazioni con l‘associazione FEA, Pin Torino, e l’Onav Torino.

 

Il Salone diventa inoltre cashless, con una piattaforma digitale dedicata, per il pubblico e le cantine, che offrirà possibilità di approfondimento e scambio.

 

Anche la formazione trova spazio con momenti dedicati ai volontari, grazie alla collaborazione con GxT e Senior Civico, incentrati sulla storia della viticoltura piemontese, l’enologia e la degustazione, al fine di offrire una crescita a tutti i soggetti che aderiscono volontariamente alla manifestazione. Si aggiunge inoltre la collaborazione con Engim, al fine di aprire lo sguardo verso le nuove generazioni di operatori enogastronomici.

 

Grazie al protocollo d’intesa per il coordinamento generale del Salone del Vino – siglato tra l’Associazione Klug APS, la Città di Torino e la Camera di commercio di Torino – la manifestazione sottolinea sempre di più il suo impegno verso una promozione enoturistica nazionale ed internazionale. In particolare, grazie alla collaborazione con Unioncamere Piemonte, la giornata di lunedì 4 marzo sarà animata da buyer internazionali oltre a tutto il comparto professionale del Piemonte e non solo, coinvolto anche grazie al sostegno di Ascom Confcommercio Torino e Confesercenti di Torino e Provincia.

 

Continua inoltre l’attenzione verso le cantine di Torino e provincia grazie alla collaborazione con la Camera di commercio di Torino e la sua selezione Torino DOC e la Città Metropolitana di Torino.

 

Turismo Torino e Provincia è partner nell’ambito della comunicazione attraverso diverse azioni ed attività, dall’inserimento dell’evento nel portale turismotorino.org tradotto in inglese e francese alla pianificazione di contenuti sui canali ufficiali dell’ATL, FB, IG e LINKEDIN, all’invio di newsletter dedicate al pubblico finale e agli operatori, per la promozione dell’evento a livello nazionale e internazionale oltre che a disposizione di visitatori e cittadini attraverso i 14 Uffici del Turismo presenti sul territorio.

 

Le zucchine in carpione, gustosa tradizione

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Le zucchine, quelle verdi chiare, tenere e dolci, ricche di acqua e vitamine ideali per reintegrare i sali minerali

 

Le ricette devono essere veloci, facili da preparare, leggere ma allo stesso tempo saporite. E le zucchine, quelle verdi chiare, tenere e dolci, ricche di acqua e vitamine sono  ideali per reintegrare i sali minerali persi con la sudorazione, molto gradevoli nel gusto e versatili nelle diverse preparazioni. Un modo goloso per cucinarle e’ con una gustosissima marinatura.

Ingredienti:

 

1 kg.di zucchinette

1 cipolla bianca

2 spicchi di aglio

1 rametto di salvia

6 foglie di basilico

origano fresco

½ bicchiere di aceto di mele

½ bicchiere di olio evo

sale q.b.

Lavare le zucchine, spuntarle e tagliarle a tronchetti. In una larga padella soffriggere la cipolla e l’aglio affettati, aggiungere le zucchine e rosolare mescolando ripetutamente a fuoco vivace per 10 minuti, aggiungere gli aromi, salare e sfumare con l’aceto, proseguire la cottura per altri 2 minuti. Lasciar marinare in frigo per almeno un giorno. Servire freddo. Croccanti e gustose.

Paperita Patty

Sfoglia caramellata alla crema, trionfo di dolcezza

Una croccante sfoglia caramellata che racchiude una deliziosa crema pasticcera aromatizzata al limone.

Un perfetto connubio di morbidezza e friabilita’, semplice e irresistibile.

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Ingredienti

 

1 confezione di pasta sfoglia pronta quadrata

500ml. di latte fresco intero

4tuorli

100gr. di zucchero

40gr. di maizena

1 bustina di vanillina

1 limone

Zucchero a velo

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Preparare la crema pasticcera. Portare ad ebollizione il latte aromatizzato con la buccia di limone grattugiata, lasciar intiepidire e filtrare. Lavorare i tuorli con lo zucchero, unire la vanillina, versare il latte a filo sempre mescolando. Cuocere la crema a bagnomaria per circa 10 minuti. Lasciar raffreddare, aggiungere il succo di  ½ limone senza mai smettere di mescolare. Disporre una base di sfoglia su un piatto da portata, coprire con la crema pasticcera, mettere la seconda sfoglia, ricoprire con la crema. Disporre l’ultima sfoglia, spolverizzare di zucchero a velo, guarnire a piacere. Servire fresca.

 

Paperita Patty

In 14 “piole” torinesi si va “a Merenda Sinoira” e “a tutta Barbera” in attesa del via al “Salone del Vino”

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“Notte Rossa Barbera”

Venerdì 1° marzo

E’ proprio l’ultimo invitante anticipo all’apertura del tanto atteso “Salone del Vino” (che partirà sabato 2 per arrivare a lunedì 4 marzo alle “OGR” e al “Museo Nazionale del Risorgimento”): parliamo dell’ottava edizione della “Notte Rossa Barbera”, la sagra diffusa del buon vino e della cucina a prezzi “giusti” e popolari che si terrà, in 14 “piole”, luogo simbolo della tradizione sabauda, con interventi musicali ad hoc di 14 musicisti (piemontesi e non) e di 14 produttori di “Barbera”, la “madre dei vini piemontesi – ha scritto qualcuno – accanto al padre, il ‘Nebbiolo’”.

Scriveva Padre Enzo Bianchi“Nel Monferrato un tempo ai bambini battezzati il prete metteva il sale in bocca e il padre un cucchiaino di Barbera”. Forse allora si esagerava un po’. Certo è che, a iniziare dalla giusta età ovviamente e con la giusta misura, un buon bicchiere di “Barbera” (in versione “giovane e vivace” o “invecchiata e robusta”) bevuta in buona compagnia può aiutare non dico a risolvere i quotidiani sagrin, ma per lo meno a darti un po’ di spinta ad affrontarli in altra e meno stressante maniera. Chissa!?  Fatto sta che forse anche con questo lodevole intento, va in scena, venerdì 1° marzo, l’ottava edizione della “Notte Rossa Barbera”, organizzata dall’Associazione Culturale “F.E.A.”, all’interno dell’ampio palinsesto “OFF” del “Salone del Vino di Torino 2024”, in un intrigante e suggestivo mix di musica ed enogastronomia. Accompagnata al “Barbera”, sarà sua maestà la “Merenda Sinoira”, base indimenticata ed indimenticabile dell’antica ristorazione popolare piemontese. Una maratona di note e sapori tra i tavoli, in cui la musica sarà protagonista insieme alla cucina.

Questo, in sintesi, il programma: il “Barbagusto” ospiterà il cantautore Filippo D’Erasmo, da “Il Camaleonte Piola” si esibirà Enrico Esma, sul palco del “Circolo Arci Cricca” suonerà Salvario, al “Ratatui” serata con “Alberodicarta”, da “Enoteca Ostu” il cantautore Eugenio Rodondi, a “OFF TOPIC” i “Bonsai Bonsai”. E ancora: Annibale alla “Bocciofila Vanchiglietta”, da “Qucina San Salvario” la musica di “La Cricca dij mes-cià”, in “Via Baltea” il live di Diletta Semboloni, Andrea Ciucchetti ai “Bagni Pubblici” di via Aglié, il Conte Biagio al “Capodoglio Murazzi”, l’eclettico pianista Protto accompagnato da una violoncellista al “Comala”, Dionysian al “Kontiki e Pedar al “Circolo Risorgimento”.

Per info e programma dettagliatowww.salonedelvinotorino.it o www.sottoilcielodifred.it/notte-rossa-barbera/

L’iniziativa darà il via al lungo week-end di esposizione del “Salone del Vino” e intende essere un’esperienza immersiva – dicono i responsabili – legata all’autenticità del territorio piemontese , un inno alla rusticità e alla memoria, senza cadere in polverose nostalgie ma rivivendo con eleganza e modernità un pezzo di storia della città. Un’occasione per far scoprire luoghi, sapori e usanze del Piemonte a un pubblico di ogni età, a cominciare dai giovani”.

g.m.

Nelle foto: immagini delle precedenti edizioni

Grande successo per il Salone del Vermouth e Torino già lavora al salone del Vino

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5.000 ingressi registrati al Museo Nazionale del Risorgimento, 24 produttori coinvolti, 40.000 degustazioni di vermouth, e oltre 500 bottiglie acquistate al termine della rassegna. I numeri confermano il successo della prima edizione del Salone del Vermouth che tornerà nel 2025.

Il Vermouth, base per la maggior parte dei cocktail più rinomati, si sa, nasce a Torino a fine Settecento, cavalca un periodo d’oro tra Ottocento e Novecento e poi, per questioni di marketing, viene quasi relegato sul ripiano meno visibile dello scaffale di vini e liquori. O meglio, tutti lo usano ma nessuno lo nomina. Potenza dei brand che hanno imposto il loro nome e che alla parola Vermouth hanno sostituito il nome del cocktail o della bevanda imbottigliata nell’immaginario comune.

 Cosa succede però se la città decide di dedicare una kermesse a un vino liquoroso esportato in tutto il mondo e di cui vanta illustri produttori? Dev’esser stata questa la domanda che si è posta Laura Carello, ideatrice e curatrice del Salone del Vermouth e dei progetti in ambito mixology MT Magazine e Mix Contest Italy Tour.  “Abbiamo registrato un’affluenza importante da parte dei torinesi” ha dichiarato Carello. “L’evento ha superato le aspettative che avevamo, in termini sia di produttori che di pubblico, e sarà replicato nel 2025, nello stesso periodo. Al Museo del Risorgimento abbiamo avuto i grandi nomi, che hanno contribuito a scrivere la storia del vermouth in tutto il mondo, come anche le giovani aziende che muovono i primi passi nel mercato. Sorprendente vedere così tanti ragazzi interessati tra i visitatori, questo mi ha entusiasmato molto”.

Oltre 5.000 sono gli ingressi registrati al Museo Nazionale del Risorgimento, sede della due giorni di degustazioni e talk ospitate sabato 24 e domenica 25 febbraio; 24 sono stati i produttori coinvolti nella manifestazione, tra cui i giovani che hanno interpretato il vermouth in una maniera completamente nuova e innovativa, seppur nel rispetto del disciplinare di produzione. Oltre 40.000 sono state le degustazioni di vermouth, che hanno aiutato il pubblico a conoscere ogni singola azienda, ad apprezzare le differenze stilistiche e di prodotto, e scegliere quale vermouth portare a casa, facendo registrare un totale di oltre 500 bottiglie acquistate al termine della rassegna.

Grande è stato anche il successo nella sala talk, nella quale si sono tenuti sette appuntamenti tutti sold-out, per un totale di 500 ingressi e di 20 professionisti coinvolti, tra produttori, esperti del settore, brand Ambassador, bartender e chef.

Più di 30 partner hanno confidato nel successo dell’evento ben prima dei numeri di pubblico e di stampa, che ne ha scritto in oltre 150 articoli a livello nazionale, trasmettendo l’evento su 4 network televisivi locali e nazionali. Insomma, grazie al Vermouth Torino è tornata protagonista per una settimana a livello nazionale.

Anche il Fuori Salone del Vermouth è andato oltre le aspettative. Nei cinque giorni che hanno anticipato l’evento al Museo Nazionale del Risorgimento, da lunedì 19 a venerdì 25 febbraio, sono stati coinvolti 19 cocktail bar, che hanno proposto drink list dedicate, di cui 14 hanno partecipato al Vermouth Contest Special Edition di martedì 20 febbraio; 10 sono stati i ristoranti coinvolti, 9 dei quali hanno ospitato cene a tema, tutte sold out, con una partecipazione media di 50 persone. Oltre 3.000 sono stati i cocktail consumati a base vermouth, 10 le masterclass e le guest dedicate nei cocktail bar e 2 le location coinvolte a Torino, il Museo Carpano e il Museo Lavazza, con visite dedicate e proposte di degustazioni e miscelazione con il vermouth.

Le cene gourmet con piatti abbinati al Vermouth hanno portato a tavola ospiti paganti e produttori che han raccontato come un’eccellenza tutta Piemontese ha varcato l’oceano e vanta appassionati in tutto il mondo. Grande affabulatore e commensale, al Ristorante Opera di Via sant’Antonio da Padova 3, Franco Cavallero, produttore di Ruchè e vini liquorosi, ha presentato, insieme al sommelier Carlo Salino, la sua produzione di Vermouth abbinata ai piatti dell’executive chef Stefano Sforza.  Con un menu degustazione il Vermouth ha incontrato tradizione e innovazione, con un brasato cotto nel vermouth o olive intrappolate nel cioccolato bianco.

“Il vermouth non è una bevanda qualsiasi. È il simbolo di una città. O meglio, di un intero territorio – quello piemontese – che, se da una parte è fortemente radicato alla sua storia e alle sue tradizioni, dall’altra è in continua evoluzione” ha commentato lo chef Stefano Sforza. “Per questo motivo, quando mi hanno proposto di partecipare alla prima edizione di questa rassegna, ho accettato subito. Il mio obiettivo? Servire dei piatti raffinati e innovativi che sappiano dialogare con la drink list pensata dal nostro sommelier Carlo”. “Usato nella realizzazione di molti cocktail internazionali, ma bevuto anche in purezza, per lo più a fine pasto, il vermouth è uno di quei prodotti capaci di assumere mille sfumature gustative” ha aggiunto il sommelier Carlo Salino. “Abbinarlo ai piatti dello chef Sforza, sia come co-protagonista nei drink miscelati che come attore principale sulla tavola, sarà una sfida interessante”.

Con il salone del Vermouth ci diamo appuntamento al prossimo anno, anche se ristoranti e cocktail bar proseguiranno con le loro proposte in degustazione o alla carta. Noi possiamo invece passare al Salone del Vino che approda in città dal 2 al 4 marzo al Museo del Risorgimento e alle OGR.

LOREDANA BAROZZINO

 

Le foto:

1 e 2. Il salone del Vermouth al Museo del Risorgimento

3. La proposta di Opera

4. il produttore Franco Cavallero e lo chef di Opera Stefano Sforza
5. Talk al Piano35 del Grattacielo San Paolo

 

 

 

Il Salone del Vino a Eataly Torino Lingotto

20 cantine da tutta Italia e i loro vini, per una serata unica il 29 febbraio

Dal 2 al 4 marzo ritorna per la sua seconda edizione il Salone del Vino di Torino. E da martedì 27 febbraio si terrà una settimana di eventi diffusi in tutta la città, nel programma OFF del Salone.

In occasione di questo ricco palinsesto, giovedì 29 febbraio Eataly Lingotto ospita una serata unica: protagoniste 20 cantine da tutta Italia, con più di 100 vini in degustazione, tanta musica e le tapas della Chef Giorgia Serrani. L’appuntamento è in sala dei Duecento, al primo piano di Eataly, dalle ore 18.30 per “Cantine d’Italia 2024. Più di 100 vini in festa!”. Sarà l’occasione per vivere uno spaccato dell’Italia del vino e scoprire la nuova edizione della guida GoWine, dedicata a oltre 750 cantine italiane che valgono il viaggio.

Le cantine ospiti e al centro delle degustazioni arrivano da tutto lo Stivale. Si parte dalle eccellenze locali piemontesi, per compiere un vero e proprio tour tra le regioni, raccontarne le tipicità, le tradizioni e i gusti del territorio. Ed ecco allora le aziende vitivinicole nell’Alessandrino, l’Astigiano e il Cuneese, passando per quelle di Valle d’Aosta, Lombardia, Veneto e poi Lazio, Campania, fino alla Puglia. Per assaggiare tutti i vini sono in vendita carnet speciali, con pacchetti di degustazione da 5 o 10 calici. E per i soci GoWine, è previsto un esclusivo carnet per degustazioni illimitate.

Per maggiori informazioni e per prenotare il proprio carnet: www.torino.eataly.it

  • Degustazione 5 calici | 20 €
  • Degustazione 10 calici | 30 €
  • Degustazione illimitata riservata ai soci Go Wine | 28 €

Cantine ospiti:

Silvano Bolmida – Monforte d’Alba (Cn)

Cantina d’Isera – Isera (Tn)

Cantina La Spina – Marsciano (Pg)

Cantina Oriolo – Montelupo Albese (Cn)

Cantine del Notaio – Rionero in Vulture (Pz)

Cascina Mucci – Roddino (Cn)

Castello di Luzzano Fugazza – Rovescala (Pv)

Castello di Tagliolo – Tagliolo Monferrato (Al)

Cascina Castlet – Costigliole d’Asti (At)

Castello di Gabiano – Gabiano (Al)

Conte Collalto – Susegana (Tv)

Marisa Cuomo – Furore (Sa)

Fattoria San Lorenzo – Montecarotto (An)

La Source – Saint Pierre (Ao)

Leone de Castris – Salice Salentino (Le)

Mancinelli – Morro d’Alba (An)

Mottura Sergio – Civitella d’Agliano (Vt)

Poderi Moretti – Monteu Roero (Cn)

Tenuta Maffone – Pieve di Teco (Im)

Villa Franciacorta – Monticelli Brusati (Bs)

Marzo a Torino: idee su cosa fare da non perdere

Torino, la gemma culinaria del Piemonte, offre un viaggio straordinario attraverso sapori, profumi e tradizioni che affondano le radici nella storia millenaria della regione. Con l’arrivo di marzo, la città si prepara ad accogliere una serie di esperienze gastronomiche uniche, che soddisferanno sia gli amanti del cibo gourmet che coloro che cercano avventure culinarie fuori dagli schemi convenzionali. Ecco una selezione delle migliori esperienze culinarie da non perdere a Torino questo mese:

1. Torino Gourmet: Tour dell’aperitivo e del cibo di strada

Partendo da Piazza San Carlo, puoi immergerti nella magia della città con un tour culinario e non solo che ti porterà a scoprire i sapori unici della città. Assapora il vino locale, i croccanti grissini e i deliziosi prodotti tipici piemontesi mentre ti avventuri attraverso le strade pittoresche di Torino. Non dimenticare di provare i fantastici cocktail al vermouth, le patate ripiene gourmet e la birra artigianale per un’esperienza gastronomica indimenticabile.

Punto di partenza: Piazza San Carlo (Torino): https://feverup.com/m/146806

2. Dining in the Dark: Un’Esperienza Culinaria Unica da Obicà

Immergiti in un’esperienza sensoriale straordinaria presso Obicà Mozzarella Bar, dove potrai gustare un menù segreto di 3 portate bendato. Affina i tuoi sensi del gusto, dell’olfatto e dell’udito mentre sperimenti sapori sorprendenti in un’atmosfera intrigante e misteriosa.

– Un’esperienza culinaria con gli occhi bendati: esplora tutto il potenziale delle tue papille gustative

– Un menu segreto ed esclusivo di 3 portate, comprendente antipasto, portata principale e dolce.

Date e orari: selezionare le date e gli orari direttamente nel selettore dei biglietti.

Luogo: Obicà Mozzarella Bar – Rinascente Torino, Piano Terra, Via Giuseppe Luigi Lagrange, 15, Torino

Durata: 90 minuti (le porte aprono 30 minuti prima e non è consentito l’ingresso in ritardo)

Età richiesta: 12+. I minori di 16 anni devono essere accompagnati da un adulto.

Per altre informazioni: https://feverup.com/m/147775

3. Neon Brush: Laboratorio di Pittura Fluorescente al Buio

Lasciati ispirare dalla tua creatività in un ambiente retro-futuristico illuminato da neon fluorescenti. Presso Posto Via Giovanni Fattori, immergiti in un’esperienza unica di pittura al buio, dove potrai liberare l’artista che c’è in te mentre sorseggi un drink e ti lasci trasportare dalla musica e dalle luci.

Durata: 90 minuti

Requisiti d’età: 18+: un laboratorio di pittura fluorescente al buio a Torino!

Per altre informazioni: https://feverup.com/m/151843

4. Candlelight x Martini: Tributo ai Queen

Goditi un concerto multisensoriale a lume di candela dedicato ai leggendari Queen presso Martini & Rossi. Con un cocktail Martini in mano, lasciati trasportare dalle note iconiche come “Bohemian Rhapsody” e “We Will Rock You” in un’atmosfera magica e avvolgente.

Il museo sarà aperto per la visita dalle ore 16 alle ore 21.30 del giorno dell’esperienza scelto

Maggiori informazioni : https://feverup.com/m/151334

5. Just the Woman I am: Corsa-Camminata per la Ricerca contro il Cancro

Partecipa a una corsa-camminata di 5 km per raccogliere fondi per la ricerca universitaria sul cancro e promuovere la prevenzione e il benessere. L’evento si terrà il 1-2-3 marzo nella suggestiva Piazza San Carlo, offrendo un’opportunità unica di sostenere una causa nobile mentre potrai goderti una sana attività fisica.

Maggiori informazioni: https://jtwia.org/

6. Balon: Mercatino delle Pulci a Torino

Esplora il pittoresco mercato del Balon, situato nella zona di Borgo Dora, dove potrai trovare una vasta gamma di antiquariato, artigianato e vintage. Con le sue bancarelle ricche di tesori nascosti, il Balon offre un’esperienza di shopping unica nel suo genere, perfetta per gli amanti delle scoperte inaspettate.

L’appuntamento con il Balon è il 16 marzo.

7. Dolci Portici 2024: Celebrazione della Pasticceria a Torino

Delizia il tuo palato con i dolci più prelibati presso Dolci Portici 2024, un evento che celebra la tradizione, la storia e il futuro della pasticceria torinese. Lungo le vie e le piazze del centro cittadino, scopri la ricchezza e l’unicità della dolcezza di Torino attraverso eventi, incontri e tour tematici.

L’evento si svolgerà lungo vie e piazze del centro cittadino.Pasqua è Reale alla Palazzina di Caccia di Stupinigi. Dal 23 al 24 Marzo.

8.Il Libro Ritrovato a Piazza Carlo Felice

Ogni prima domenica del mese, Piazza Carlo Felice ospita “Il Libro Ritrovato“, la più importante mostra-mercato di libri antichi e fuori stampa di Torino. Tra le bancarelle di questo affascinante mercatino, potrete trovare una vasta selezione di libri d’epoca, stampe antiche, libri fuori catalogo, libri usati, fumetti d’autore, foto, cartoline e francobolli. Un’opportunità unica per gli amanti della lettura e dei tesori letterari da scoprire.

9.Il Salone del Vino di Torino

Dal 2 al 4 marzo, il Salone del Vino di Torino giunge alla sua seconda edizione, ospitato presso due prestigiose sedi espositive: le OGR Torino e il Museo Nazionale del Risorgimento Italiano. Questa grande manifestazione, dedicata agli amanti del vino, racconta il Piemonte vinicolo in tutte le sue sfaccettature e tipicità. Attraverso una vasta selezione di cantine e oltre 100 eventi programmati in tutta la città, il Salone del Vino offre un viaggio attraverso i terroir del Piemonte, valorizzando la grande diversità e la ricchezza vitivinicola della regione. Una missione che si propone di raccontare il vino attraverso tradizione e innovazione, cultura, musica e letteratura, con particolare attenzione alla sostenibilità e alla valorizzazione del territorio. Un’occasione imperdibile per immergersi nella cultura enogastronomica piemontese e scoprire i tesori vinicoli di questa affascinante regione.

Con una tale varietà di esperienze culinarie e culturali, marzo a Torino promette di essere un mese indimenticabile per tutti gli appassionati di buon cibo, arte e divertimento. Che tu sia un gourmet avventuroso o un curioso alla ricerca di nuove esperienze, c’è qualcosa di speciale che ti aspetta in questa affascinante città del nord Italia.

Buon appetito e buon divertimento!

CRISTINA TAVERNITI

Il Salone del Vermouth a Eataly Lingotto

Il 24 e 25 febbraio arriva a Torino un nuovo evento dedicato a una grande eccellenza italiana: nasce infatti il Salone del Vermouth. La manifestazione, che coinvolgerà i principali produttori, animerà il capoluogo piemontese con un ricco palinsesto, per due giorni dedicati alla cultura intorno a questo vino liquoroso. E in concomitanza con l’evento, dal 19 al 25 febbraio il Fuorisalone porterà la cultura del vermouth in tutta Torino, per una settimana di appuntamenti nei luoghi simbolo e nei migliori locali della città.

Eataly Lingotto, nato negli spazi che furono dell’Opificio Carpano, partecipa al Fuorisalone con attività speciali. Tutti i giorni alle ore 19 ecco l’appuntamento con i tour guidati del Museo Carpano, lo spazio al primo piano di Eataly creato in collaborazione con la Fratelli Branca Distillerie e i Servizi Museali della Città di Torino e dedicato alla storia di un marchio e di un prodotto storici. Il Museo si sviluppa nelle stanze utilizzate in origine per l’archivio documenti, l’estrazione delle erbe, la combinazione degli ingredienti e la conservazione degli estratti. Qui si snoda un percorso museale che fa rivivere i momenti salienti della storia e della produzione del vermouth Carpano: la realizzazione è raccontata attraverso l’esposizione di numerosi oggetti ritrovati nello stabilimento e testimonianze legate alla sua diffusione e al suo consumo dal 1786, quando Antonio Benedetto Carpano inventò quella che in breve tempo divenne la bevanda preferita del re, fino a oggi. Durante i tour, ci si potrà immergere nel mondo del vermouth, con una degustazione finale di tre tipologie, per trovarne somiglianze e differenze.

Lunedì 19 febbraio, poi, si terrà la speciale masterclass: in compagnia dell’herbalist Matteo Bonoli, i partecipanti scopriranno le tante sfumature diverse che le erbe di montagna possono donare al vermouth. Non mancherà naturalmente l’assaggio guidato.

E alle 20.30 Giù da Guido, il bistrot torinese della famiglia Alciati (già alla guida di Guido Ristorante, 1 stella Michelin), propone una cena in collaborazione con Carpano, con un menu di cinque portate pensato da gustare in abbinamento alle proposte drink, selezionate e raccontate sempre dall’herbalist Matteo Bonoli. Si inizia con il fagottino di lingua e la grissinopoli di guancia, proposti assieme al Milano Torino. Immancabile come primo piatto i plin di Lidia al sugo d’arrosto, da assaggiare assieme al Carpano Dry Martini. Si prosegue poi con l’agnello con gnocco alla romana e cavolo viola e l’Antica Formula Negroni, per concludere in dolcezza con il gianduiotto alla moda del Conte Negroni, perfetto in abbinamento all’Antica Formula.

Tutti i giorni alle ore 19 | Il Vermouth: tour e degustazione | 18 €

Lunedì 19 febbraio alle ore 18 | Masterclass gratuita con degustazione

Lunedì 19 febbraio ore 20.30 | Cena con degustazione di Vermouth | 50 €

Per informazioni e prenotazioni: www.torino.eataly.it