FUORI PORTA / LA MOSTRA

San Giuseppe, primavera in Monferrato

casale

L’esposizione rimane aperta tutti i giorni dalle ore 18 alle 23, sabato dalle 15 alle 23, domenica 15 dalle 11 alle 23 e domenica 22 marzo dalle 11 alle 21

 

 

E’ Titti Palazzetti, sindaco di Casale, a tagliare il nastro oggi, venerdì, alle ore 18, che inaugura l’edizione numero 69 della Mostra di San Giuseppe che si svolgerà al PalaFiere nel Quartiere Fieristico della Cittadella di Casale Monferrato, La manifestazione, che si protrarrà sino al 22 marzo prossimo, è organizzata dalla Manazza Gefra Srl di Cassolnovo (Pavia) e già dal mese di febbraio si è registrato il tutto esaurito quanto ad espositori.  “Questo risultato – dice Carlo Manazza della Manazza Gefra, società specializzata nel settore fieristico, aggiudicataria della gara d’appalto indetta da Monferrato Eventi in liquidazione – è la conferma dell’impegno profuso negli anni precedenti nell’organizzazione di questo importante appuntamento fieristico a livello regionale e la validità della formula adottata nelle ultime quattro edizioni,  e naturalmente confermata anche questa’anno, che prevede l’ingresso gratuito per tutti i visitatori ed il percorso obbligato a giorni alterni”. Inoltre, per il primo anno, la Mostra i San Giuseppe avrà uno sponsor, AMC Energia. Inoltre ci sarà il ritorno della rappresentanza della Regione Sicilia che già nel 2013 aveva preso parte alla Mostra. Il Sindaco Titti Palazzetti ha voluto sottolineare: “Valorizzazione delle eccellenze del territorio. Ecco la frase migliore per descrivere la Mostra di San Giuseppe. Perché l’atteso appuntamento di metà marzo permette alla città e al Monferrato casalese di esporre il meglio di sé. La Mostra di San Giuseppe è riuscita a resistere alle crisi e alle difficoltà, con la capacità di rinnovarsi negli anni, mantenendo però sempre la propria identità.” Come sempre lo spazio interno alla Mostra verrà dedicato a commercio, industria, artigianato e agricoltura con una particolare attenzione per il settore dell’enogastronomia, italiana e locale, con il tradizionale angolo della “Piazzetta del Gusto”. Anche per il 2015 ci saranno due importanti ritorni, ormai diventati dei “classici” per la Mostra. Il primo è “Arteninfiera”, esposizione di arte contemporanea che, ad ogni edizione (con questa sono 21), ha sempre registrato la partecipazione di artisti di livello, grazie all’impegno profuso dall’ideatore e curatore, l’artista casalese Piergiorgio Panelli. “Quasi Energia” è il titolo scelto per questa edizione. L’altro ritorno è quello di Casale Comics 10 che, per il quarto anno consecutivo sarà in mostra, rinnovando la collaborazione con la Sergio Bonelli Editore, leader italiana (e non solo) nel mondo degli “Eroi di carta”. Questa volta gli organizzatori (Luigi Corteggi, Mauro Galfrè, Adriano Taricco, Daniela e Beppe Balbi) propongono 4 mostre: In viaggio con Tex, Il riposo del guerriero, Julia e Zagor. Alcune sono novità assolute, in quanto proposte pochissime volte dalla casa editrice Bonelli, altre vengono riproposte per poter invitare disegnatori e sceneggiatori della mostra tematica. Vuole anche onorare Luigi Corteggi (Cortez), uno dei più grandi personaggi della storia del fumetto italiano. La Mostra rimane aperta tutti i giorni dalle ore 18 alle 23, sabato dalle 15 alle 23, domenica 15 dalle 11 alle 23 e domenica 22 marzo dalle 11 alle 21

 

Massimo Iaretti

 

Il suono del silenzio

Renato Luparia presenta stampe fotografiche bianco/nero “Fine Art” su carta cotone, numerate e firmate in edizione di 10. Le immagini rappresentano paesaggi del Monferrato con nebbia e neve nei quali, come su un foglio da disegno bianco, spiccano solo pochi elementi. Quando neve e nebbia cancellano ogni dettaglio superfluo, solo i soggetti principali sono evidenti

luparia

Si inaugura sabato 4 ottobre alle ore 17.30 la mostra fotografica “Il suono del silenzio” di Renato Luparia, allestita nella galleria Casa d’ Arte di Vercelli, in via Vibio Crispo, 3. Renato Luparia presenta stampe fotografiche bianco/nero “Fine Art” su carta cotone, numerate e firmate in edizione di 10. Le immagini rappresentano paesaggi del Monferrato con nebbia e neve nei quali, come su un foglio da disegno bianco, spiccano solo pochi elementi. Quando neve e nebbia cancellano ogni dettaglio superfluo, solo i soggetti principali sono evidenti.

 

In tutto questo bianco sono gli alberi che, con i rami spogli, rivelano la bellezza della loro struttura. Alberi a volte raccolti in bosco, a volte allineati lungo un viale, oppure isolati in mezzo alla campagna come testimoni dell’alternarsi delle stagioni, del tempo che passa cambiando ogni cosa. Spiccano i vigneti che sdegnano le colline del Monferrato, quella zona del Piemonte tanto amata dal fotografo Renato Luparia. 

 

Renato Luparia nasce a Casale Monferrato e risiede a Conzano (AL). Fin da giovanissimo si interessa di fotografia. Collabora con giornali e riviste e le sue immagini sono state pubblicate su libri e calendari. I soggetti preferiti sono la natura, fiori e giardini e in modo particolare il paesaggio, rappresentato con diverse interpretazioni tutte molto personali.Le sue stampe fotografiche “Fine Art” sono state esposte a mostre di fotografia e d’arte contemporanea nazionali e internazionali e fanno parte di collezioni pubbliche e private in Italia e all’estero.

 

Scrive la critica Luisa Facelli: Lo dico chiaro e tondo: pochi elementi della natura interpretano il silenzio, anzi lo personificano, meglio di un albero. Pura armonia: guardare e ascoltare. A orecchie dritte, come quelle delle piccole lepri all’erta sulle colline del Monferrato. Le stesse colline di Renato Luparia, nelle stampe fotografiche “fine art” digigraphie numerate e firmate, in tiratura limitata, intitolate “Il suono del silenzio”, a suggerire evocazioni di atmosfere sospese, in assenza totale di animali e di esseri umani. In occasione della Collettiva di Fotografia d’autore del 2013, a Villa Vidua, nella presentazione di questi lavori, rilevavo il clima rarefatto della natura innevata, assorta misteriosa protagonista. Nelle immagini, infatti, la nebbia si fa complice della neve in un bianco/nero dalle sfumature fiabesche, da paesaggio nord-europeo; il respiro antico della stagione invernale rappresentato con essenzialità, restituisce visioni suggestive: la serie s’incardina sul tema arboreo, caro alla sensibilità di questo foto-artista, con significati reali e allusioni forse metaforiche. Altre riflessioni analoghe, più avanti: perché ora mi preme dire che Luparia è un fotografo appassionato, ma di grande controllo: non esagera mai.

 

Nessuna sudditanza tecnologica nei confronti del mezzo usato, per fedeltà a un’idea di fotografia alta, antica (non antiquata): non servirebbe uno strumento formidabile se lo sguardo fosse spento, tutto preso più dalla tecnica che della visione. Non è questo il caso: ogni scatto viene da un sentire immediato, ma che parte “da lontano”; senza chiederglielo, perché non m’interessa stabilire né i suoi modelli né altre somiglianze, azzardo che quanto a cultura fotografica, sul tema in questione, vengono in taglio esemplarmente forse il “Cipresso nella nebbia” di Ansel Adams, il “Sottobosco” di Man Ray, il grande albero solitario (Senza titolo) di Jerry N. Uelsmann. Bastano e avanzano: riferimenti siderali in bianco e nero. Ora, scendendo con i piedi per terra, credo che senza qualcosa di questa e tanta altra cultura non si vada da nessuna parte. La sobrietà nitida con cui si muove Luparia, la sa lunga in proposito. Lì da vedere: di per sé già prova di uno stile e di un tratto del carattere, improntato alla consapevolezza che non si deve mai smettere di studiare, con discrezione, perfino nel porre domande cruciali, a voce bassa: il silenzio austero degli alberi insegna l’umiltà. Piccola summa della miglior tempra della nostra gente piemontese?

 

Ma sì, sfido chiunque a confondere questa sua cifra personale così seria e onesta con la baraonda delle derive semplicistiche di stampo “localistico” fine a se stesse (per capirci: circolazione fotografica rozza di vigne, di campi, di fronde; quante frasche in primo piano con in lontananza il solito edificio: niente altro che cartoline anni Cinquanta, a volte perfino color pastello). Riconfermo, quindi, con fermezza, il giudizio espresso sulle digigraphie ora esposte alla Casa d’Arte: “L’albero nudo, solo in mezzo alla distesa bianca, induce a ragionare sul sentimento di unicità con cui va osservato ogni elemento del cosmo? E come interpretare lo sguardo sui boschi di pioppi nel contrasto luce-ombra, acuito dall’effetto lattiginoso? O le ondulate colline di vigneti a mezza via sulla carta tra terra e cielo… e le teorie di gelsi, ingoiati, come in dissolvenza, dalla nebbia? La riflessione è spirituale: il libro della natura, spalancato sotto i nostri occhi, è ancora in grado di stupirci. Così l’attrazione per la geometria dei luoghi: tagli in diagonale, angolazioni non convenzionali, prospettive ardite, l’intera grammatica formale di Luparia può virare verso l’astrazione.

 

La purezza delle inquadrature, l’originalità dell’intera composizione suggeriscono ipotesi, ma ad avere la meglio è l’emozione davanti all’immagine: fra tentazioni sperimentali e perizia tecnica spicca l’autorevolezza di una straordinaria vocazione per il landscape”. Insomma, non seducono solo le piante rare della natura più esotica, ormai dietro l’angolo: si viaggia tutti, oggigiorno, che diamine. Ostinatamente, con o senza valigia in mano, io sto con i poeti: il gelso, il pioppo, la quercia, l’ontano, l’acacia, e tanti altri, sempre e ancora, da Pascoli a Pasolini, magari via il Rigoni Stern di “Arboreto selvatico”o più ancora il Conti del recente “Il grande fiume Po”: presenze di bellezza, ovunque, e anche qui da noi, attorno ad acque placide e temibili, a volte selvagge da addomesticare. Il nostro stupore si rinnova così, anche attraverso gli alberi di Renato Luparia. Nell’abbraccio di colline, risuonano di questo sentimento tenace e silenzioso, come lo scorrere del tempo.

 

La mostra gode dei Patrocini del Comune di Vercelli e della Provincia di Vercelli.

Informazioni utili: “Il suono del silenzio” di Renato Luparia – Mostra fotografica è visitabile fino al 31 ottobre, tutti i giorni su appuntamento telefonico 347 2554103  – 39 328 672545. Casa d’Arte Viadeimercati – Vercelli – Via Vibio Crispo 3. Ingresso libero.