food Archivi - Pagina 30 di 38 - Il Torinese

food - Page 30

Esperti digitali a confronto a “Parlaconme”

La  sfida del futuro in campo agroalimentare nella puntata del 18 febbraio 

La puntata di PARLACONME di giovedì 18 febbraio, trasmessa sulla web Radio Vidanetwork, sarà incentrata sul tema degli “esperti digitali dell’ortofrutta a confronto: come affrontare il futuro? Il futuro è adesso?”. A dialogare con la conduttrice della trasmissione, l’Agrifood & Organic Specialist Simona Riccio, sarà Marco Biasin, Entrepreneur & E-commerce Manager, fondatore nel 2013 di FruttaWeb, il primo e-commerce a consegnare frutta e verdura fresca in tutta Italia, portando le novità ortofrutticole a casa dei consumatori.

La sua attività da sempre è coincisa con l’innovazione nel campo del commercio e del business tradizionale, coniugando la sua vasta passione per il food, un settore merceologico che, da qui ai prossimi anni, necessiterà sempre di più di rinnovarsi per rispondere alle crescenti esigenze del consumatori. Nel corso della puntata verrà anche discussa l’importanza, presente nel campo agroalimentare, di avere un sito web, un e-commerce, di utilizzare i social network e degli sforzi volti a strutturarli in modo adeguato, fornendo informazioni corrette in modo tale che un’azienda sia facilmente riconoscibile nei prodotti genuini che propone.

Tutti i dati sono fonte del team di “We are Social”, a cui fa riferimento da anni Simona Riccio. Il team di “We are Social” ha approfondito e interpretato i dati italiani e globali del report, pubblicati in collaborazione con Hootsuite, mettendo in luce le tendenze che influenzano le modalità attraverso le quali le persone si relazionano con i brand.
Per ascoltare la trasmissione ci si può collegare al sito www.vidanetwork.it, all’app ufficiale Radio Vida Network scaricabile gratuitamente per Ios e Andriod, o su speaker Alexa e Google Home.
Replica il giorno successivo venerdì alle ore 9

E il sabato mattina della settimana successiva alle ore 11.30

Mara Martellotta

 

Da Affini “Nuvolari Spritz” a San Valentino

Nuova ripartenza in zona gialla per Affini che, in attesa di ulteriori future indicazioni governative sugli orari e sulle aperture dei locali, si organizza proponendo tre differenti esperienze nei rispettivi locali di proprietà.

Il neonato 100 Vini e Affini, situato al terzo piano di Green Pea, sarà aperto dal lunedì al venerdì dalle 10 alle 18 con la caffetteria, le golose “burnie” per aperitivi e pranzi, l’ampia selezione di drink che comprende vini e liquoristica, le birre Baladin e le creative proposte di cocktail. Affini San Salvario Riv.1 in Via Belfiore 16C, oltre a mantenere il servizio di delivery dal venerdì alla domenica, sarà aperto durante i week-end dalle 12 alle 18 incentrando la propria proposta nell’ormai riconosciuta e consolidata “esperienza Affini”: a pranzo e nei pomeriggi di sabato e domenica, infatti, sarà possibile godersi cocktail d’autore ideati dal bar manager Michele Marzella con il suo staff e innovativi food pairing tutti da assaporare. Affini Porta Palazzo Riv.2 in Piazza della Repubblica 3 si trasformerà invece in un vero e proprio temporary store Affini: accanto al servizio di caffetteria e asporto sarà infatti possibile acquistare tutte le “invenzioni” Affini di questi anni, dai liquori delle Distillerie Subalpine al Gin Taggiasco Extra Virgin, dal Sake Nero fino alle Jar Box (prodotti acquistabili anche sull’e-commerce del sito www.affinitorino.it).

In vista della festa di San Valentino, inoltre, Affini dedica a tutti gli innamorati il nuovissimo “Nuvolari Spritz”. Un modo stuzzicante per brindare al proprio amore nella giornata del 14 febbraio preparando, rigorosamente in coppia, un drink fresco e accattivante.

All’interno dell’elegante confezione (acquistabile presso i locali Affini, attraverso il servizio delivery o sull’e-commerce Affini) sono infatti presenti una jar di Nuvolari, vero e proprio cocktail icona di Affini a base di vermouth, bitter e chinotto, e una lattina di Organic Craft Beer di Baladin.

Due bevande che, proprio come le coppie, sono ottime da gustare singolarmente ma si esaltano e si completano quando vengono miscelate assieme per creare nuovi sapori e nuove emozioni.

All’interno della confezione sono anche presenti pochi e semplici consigli per la preparazione del perfetto Nuvolari Spritz, lasciando però ampio spazio di creatività alle coppie.

Perché nei cocktail, così come nell’amore, è giusto ascoltare qualche piccolo suggerimento ma poi bisogna essere bravi a metterci cuore e fantasia per rendere unica e inimitabile la propria esperienza.

Cibo e salute secondo Slow Food: un mese di appuntamenti su Terra Madre Salone del Gusto

Un percorso per conoscere, capire e imparare che il segreto della salute e del benessere (nostro e del pianeta) si trova nel nostro cibo quotidiano. Tra gli esperti coinvolti nella piattaforma di Terra Madre Salone del Gusto anche Sandor Katz, David Quammen e Antonia Trichopoulou

Una sana alimentazione e uno stile di vita attivo rappresentano la prima forma di garanzia per una vita longeva e in salute. Inoltre, scegliere cibo prodotto con metodi che promuovono l’agrobiodiversità e che hanno un basso impatto sulla crisi climatica in atto è l’azione quotidiana individuale più efficace e concreta per tutelare il pianeta.

 

Su questi principi si basa il percorso che Slow Food ha realizzato per conoscere, capire e imparare che il segreto della salute e del benessere (del singolo individuo, delle comunità e del nostro pianeta) si trova nel nostro cibo quotidiano. Secondo Slow Food, il sistema di produzione globale di cibi altamente processati è la causa, soprattutto nei paesi più deboli, di problemi di salute pubblica, come obesità e malnutrizione. Invece, un approccio basato su uno stile alimentare sano e piacevole fa bene a noi e contribuisce a non compromettere la già fragile salute del pianeta, a partire dalla perdita di biodiversità e dalla crisi climatica.

 

Da sempre la rete di Slow Food è attiva sui temi dell’educazione alimentare e del gusto con iniziative in tutto il mondo, come le attività nelle mense scolastiche e gli orti didattici, e campagne. A partire dal 2019 tutto questo lavoro è stato sistematizzato per offrire a chiunque sia interessato tutti gli strumenti per orientarsi, secondo il linguaggio e il livello di approfondimento preferito. Articoli e storie di comunità Slow Food, consigli per una dieta amica del clima e approfondimenti, video e conferenze on line, podcast: un patrimonio di contenuti frutto del lavoro di ricerca a livello italiano e internazionale e dei contributi della rete da tutto il mondo, realizzati dal movimento internazionale grazie al sostegno di Reale Mutua, Sostenitore Ufficiale di Slow Food Italia  (visita la sezione Cibo e salute).

Dal 30 gennaio e per un intero mese, invece, uno speciale focus sarà dedicato al tema cibo e salute, sempre grazie al sostegno di Reale Mutua, all’interno della piattaforma di Terra Madre Salone del Gusto con nomi come David Quammen su perdita di biodiversità e zoonosi, Sandor Katz, il guru mondiale della fermentazione, Antonia Trichopoulou, nel confronto su dieta mediterranea e produzioni naturali, impegnati in conferenze e Food Talk .

 

Si comincia proprio da questo ultimo tema, sabato 30 gennaio alle 11, con la conferenza Dalla dieta mediterranea ai naturali a cui, oltre alla ricercatrice dell’Università di Atene, partecipano produttori del bacino mediterraneo per sottolineare come sia necessario andare oltre la dieta mediterranea e guardare alla salubrità dei cibi. Preoccuparci, prima di tutto, che siano naturali, ovvero coltivati o allevati nel rispetto delle risorse naturali, privi di additivi, conservanti, starter, fermenti, coloranti, antiossidanti, lieviti industriali.

(interpretariato disponibile in IT, EN, FR; è necessario registrarsi)

 

Anche la conferenza Salute del pianeta e salute dell’uomo, in programma venerdì 5 febbraio alle 18, prevede un panel di relatori internazionale, con l’apertura di David Quammen, giornalista, divulgatore e autore di Spillover sul rapporto tra perdita di biodiversità e zoonosi e la presentazione del Position Paper di Slow Food, frutto del lavoro di ricerca e dei contributi di esperti ed esponenti del movimento dai cinque continenti.

(interpretariato disponibile in IT ed EN; è necessario registrarsi)

Ma non finisce qui, tra le novità più apprezzate del programma di Terra Madre Salone del Gusto ci sono le Food Talk, meno di 10 minuti in cui scrittori, ricercatori, economisti, filosofi, produttori, cuochi… fanno emergere i loro pensieri e la loro idea di futuro. Ecco cosa abbiamo in programma per il ciclo Cibo e salute:

 

4 febbraio

Vivien How, professoressa della Faculty of Medicine and Health Sciences, Universiti Putra Malaysia: Il ruolo della chimica in agricoltura.

 

10 febbraio

Ana Paula Bortoletto, nutrizionista di IDEC, Instituto Brasileiro de Defesa do Consumidor: Il diritto umano a un’alimentazione adeguata.

 

11 febbraio

David Quammen, giornalista, divulgatore e autore del libro “Spillover”: Le connessioni tra distruzione ecologica, pandemie umane e il cibo che mangiamo.

 

17 febbraio

Sandor Katz, esperto di fermentazione: Le meraviglie della fermentazione.

 

18 febbraio

Natalia Bajsa, professoressa di microbiologia presso la la Universidad de la República  di Montevideo, Uruguay: Gli OGM e il loro impatto sulla salute.

La storia della campagna che ha portato all’approvazione della legge che obbliga di riportare esplicitamente se il prodotto contiene prodotti Ogm.

 

24 febbraio

Renata Alleva, nutrizionista e specializzata in Scienza dell’Alimentazione: L’alimentazione sana inizia dai primi giorni di vita.

Come lo stile di vita e alimentare della mamma (e più in generale dei genitori) influisce sulla salute del bambino e del futuro adultoIn collaborazione con Alce Nero, Sostenitore Ufficiale di Slow Food Italia.

 

Fa inoltre parte del programma Cibo e salute di Terra Madre Salone del Gusto la Food Talk di Jessica FanzoBenessere del pianeta e delle persone, che è possibile rivedere a questo link.

Dalla dieta mediterranea ai naturali

Slow Food e Reale Mutua nell’ambito del programma di Terra Madre Salone del Gusto promuovono una conferenza online

 

Sabato 30 gennaio alle ore 11

Per partecipare alla conferenza è necessario registrarsi

(l’’interpretariato è disponibile in IT, EN, FR)

Ricercatori e scienziati di tutto il mondo sono concordi nel sostenere il valore nutrizionale della dieta mediterranea. Alla base della piramide alimentare quantità abbondanti di frutta e verdura, pane e cereali, una riduzione delle proteine di origine animale a favore di quelle vegetali, e consumo quotidiano di olio extravergine di oliva come condimento.

Ma è sufficiente parlare di pane in senso generico? Tutti gli oli sono uguali? Quale scegliere per ottenere tutti i benefici possibili per la salute? Basta parlare di frutta e verdura, senza tenere in considerazione il metodo di coltivazione e i trattamenti chimici fatti in campo? Gli ibridi hanno le stesse caratteristiche nutrizionali delle varietà autoctone?

Secondo Slow Food, è necessario andare oltre il semplice concetto di dieta mediterranea e puntare sulla salubrità dei cibi. Preoccuparci, prima di tutto, che i cibi siano naturali, ovvero coltivati o allevati nel rispetto delle risorse ambientali, privi di additivi, conservanti, starter, fermenti, coloranti, antiossidanti, lieviti industriali.

 

Interviene:

Antonia Trichopoulou, Presidente della Hellenic Health Foundation e Professore Emerito della Facoltà di Medicina, Università di Atene

Relatori:

Angela Saba, pastora e produttrice del Presidio Slow Food del Pecorino a latte crudo della Maremma, Italia

Souhad Azennoud, formatrice in agroecologia, produttrice d’olio, coordinatrice del Presidio del piccolo farro del Rif e della Comunità Slow Food Jballas pour la Biodiversité, Marocco

Yara El Ghalayini, ricercatrice, assaggiatrice professionista di olio di oliva, membro della Comunità Slow Food Women of Olive Oil in Jordan, Giordania

Modera: Nina Wolff, presidente di Slow Food Germania

 

 

La conferenza è il primo appuntamento dello speciale focus sul tema cibo e salute all’interno del programma di Terra Madre Salone del Gusto. Per un mese, sulla piattaforma dell’evento dedicato al cibo buono, pulito e giusto organizzato da Slow Food, Regione Piemonte e Città di Torino, saranno pubblicate conferenze e Food Talk inedite con nomi come Sandor Katz, esperto di fama mondiale della fermentazione, e David Quammen con un intervento su perdita di biodiversità e zoonosi. Questo approfondimento, realizzato con il sostegno di Reale Mutua, partner sul tema cibo e salute per l’evento e Sostenitore Ufficiale di Slow Food Italia, fa parte del percorso che Slow Food ha realizzato per conoscere, capire e imparare che il segreto della salute e del benessere (del singolo individuo, delle comunità e del nostro pianeta) si trova nel nostro cibo quotidiano.

 

Ecco dove saperne di più sugli appuntamenti di Terra Madre Salone del Gusto dedicati a Cibo e salute

Ecco dove approfondire tutti i contenuti del percorso Cibo e salute di Slow Food

“Una cena fuori dal comune” per festeggiare i 14 anni di Eataly

Sabato 30 gennaio una box speciale con i piatti di 4 grandi chef, pronta per il ritiro a Eataly Lingotto

 

Il 27 gennaio 2007 apriva le porte a Torino, nel quartiere Lingotto, il primo Eataly: 11.000 metri quadri dedicati alle eccellenze enogastronomiche, con Mercato, Ristoranti e aree didattiche, secondo il motto “mangi meglio, vivi meglio”. Per questo gennaio è il mese dedicato al compleanno di Eataly, da sempre caratterizzato da offerte e tanti prodotti a 1€, eventi e cene per festeggiare insieme.

Anche in questo anno così particolare Eataly Lingotto vuole celebrare il suo 14esimo compleanno, naturalmente nel rispetto delle attuali restrizioni: per questo sabato 30 gennaio si terrà “una cena fuori dal comune”, una esclusiva box da asporto firmata da 4 grandi chef, pensata per una serata eccezionale. Un modo per festeggiare, seppur nell’impossibilità di andare al ristorante o di uscire dal proprio territorio comunale: Eataly ha così pensato di riunire in un unico menu dei piatti speciali, per condividere, anche se a distanza, il piacere della tavola e della convivialità anche in questo momento. Dall’antipasto al dolce, sarà possibile portarsi a casa una cena completa, direttamente dalle cucine di alcuni dei più importanti ristoranti d’Italia che in questi mesi hanno ripensato le loro attività, hanno mantenuto accesi i fornelli e creato formule diverse con il delivery.

Chef stellati, grandi osti e giovani promesse della cucina, ecco i protagonisti di “una cena fuori dal comune”, che sbarcano tutti per la prima volta a Torino!

Si inizia con Eugenio Boer, già 1 stella Michelin con Essenza, che con il suo ristorante [bu:r] a Milano sperimenta senza dimenticare la tradizione e che ha ideato il pacchetto da asporto “[bu:r] a casa”: a Torino porterà la sua personale versione dei mondeghili, le polpette tipiche milanesi, uno sfizioso antipasto.

Il primo piatto è invece a cura di Alberto Bettini, chef e patron della Trattoria Amerigo 1934, aperta dai nonni nel 1934 e stella Michelin dal 1998, nonché creatore de “La Dispensa di Amerigo”, nata oltre vent’anni fa con l’intento di riprendere su scala più ampia l’antica tradizione conserviera tipica delle famiglie contadine, mantenendone intatta la filosofia, il rispetto per la stagionalità e la cura per le materie prime locali. Esclusivamente sabato 30 porta a Torino i sapori emiliani con un grande classico delle preparazioni della Trattoria, le lasagne verdi al ragù tradizionale bolognese .

E poi ecco la guancia di vitello, vino rosso e mirtilli a firma di Matias Perdomo, lo chef uruguayano che ha conquistato Milano con la sua creatività nelle cucine di Contraste, guadagnando 1 stella Michelin e che adesso con la sua rosticceria moderna virtuale ROC continua a proporre i suoi piatti in una versione pop gourmet e con particolare attenzione alla sostenibilità.

Infine, si conclude in bellezza con la torta sabbiosa con zabaglione Lolli e marasche calde di Francesco Vincenzi, il giovane chef vincitore del premio S. Pellegrino “Vent’Anni” come migliore talento under 30 della gastronomia internazionale. Dal 2018 è a capo della cucina di Franceschetta58, la sorella minore dell’Osteria Francescana di Massimo Bottura, da qualche mese attivo con il delivery “Franceschetta58 at home”.

Per prenotare una o più box, al prezzo di € 48 l’una, basta consultare il sito di Eataly Lingotto: www.eataly.torino.it

Ogni due box ordinate, Eataly regala una bottiglia di vino.

È necessario ritirare personalmente la box presso Eataly Torino Lingotto, via Nizza 230.

  • Eugenio Boer ([bu:r], Milano) con Mondeghili
  • Alberto Bettini (Trattoria Da Amerigo 1934, Savigno, BO) con Lasagne verdi al ragù tradizionale bolognese
  • Matias Perdomo (ROC, Milano) con Guancia di vitello, vino rosso e mirtilli
  • Francesco Vincenzi (Franceschetta58, Modena) con Torta Sabbiosa, zabaglione Lolli e marasche calde

Gli ambasciatori del cibo made in Italy a “Parlaconme”

I ristoranti e gli chef saranno al centro del programma di giovedì 21 gennaio condotto da Simona Riccio su Radio Vidanetwork

 

La puntata di giovedì 21 gennaio prossimo della trasmissione PARLACONME sulla radio web Radiovidanetwork, ideata e condotta da Simona Riccio, sarà dedicata al tema dei “Ristoranti e gli chef sono gli ambasciatori e garanti del made in Italy nel mondo. Insieme contro l’AgroPirateria”.
Al programma, condotto ogni giovedì dalle 18 alle 19 dall’Agrifood & Organic Specialist Simona Riccio, parteciperanno il 21 gennaio il Presidente della Fondazione Univerde Alfonso Pecoraro Scanio; il Fondatore e Direttore Generale presso l’Associazione IFSE Culinary Institute Raffaele Trovato, e il Direttore Generale del CAAT ( Centro Agroalimentare di Torino) Gianluca Cornelio Meglio.
“Il CAAT – ribadisce il suo Direttore generale Gianluca Cornelio Meglio – riveste un ruolo fondamentale di anello di congiunzione tra la produzione e la distribuzione nel settore agroalimentare. Nel corso della trasmissione affronteremo, tra i vari temi, anche quello del gravoso problema dell’Italian sounding e delle gravi implicazioni che provoca nel contesto agroalimentare, e, sull’altro versante, la realtà che il CAAT rappresenta, vale a dire il naturale connubio tra la filiera agroalimentare e la categoria dei cuochi, in uno sforzo e azione sinergica per la valorizzazione del made in Italy”.
E della categoria dei cuochi Raffaele Trovato è esponente eminente, essendo anche fondatore dell’Associazione IFSE, Italian Food Style Education, una prestigiosa accademia di cucina di alto livello, nata nel 2008 e riconosciuta quale Eccellenza Italiana dal Segretariato Generale della Repubblica. Sede della scuola, che forma i futuri chef seguendo le regole della cucina mediterranea, è il suggestivo castello di Piobesi Torinese, location scelta dallo stesso Raffaele Trovato e oggetto di un attento restauro strutturale e estetico prima di diventare sede dell’IFSE.
La trasmissione PARLACONME sarà in onda giovedì 21 gennaio dalle 18 alle 19, con replica venerdì 22 gennaio dalle 9 alle 10.
Per ascoltare le dirette collegarsi al sito www.vidanetwork.it oppure scaricare l’app.

Mara Martellotta

Il poke spopola tra i torinesi, Poke House raddoppia a Torino

A soli sei mesi di distanza dalla prima apertura, la “Casa del Poke” inaugura la seconda insegna in piazza Aldo Moro

 

Un menù completo, che guarda al futuro e che stupisce con una novità green: THIS isn’t Chicken Poke, la prima poke in Italia a base di pollo vegetale

Dal 14 gennaio i torinesi potranno contare su un secondo locale dedicato al coloratissimo poke californiano, firmato Poke House. Dopo la prima apertura in Piazza Carlina, lo scorso 6 giugno, la “Casa del Poke” raddoppia la propria presenza sotto la Mole, dedicando una nuova location ai food lover torinesi.

 

120 mq di brezza californiana in via Sant’Ottavio, 12 all’esterno del nuovissimo complesso Aldo Moro riqualificato per ridare lustro a una delle aree più monumentali della città. E la scelta del nome non poteva che richiamare – “Aldo Moro House” – questo raro esempio di architettura imponente nel panorama italiano.

 

“Pur avendo aperto il primo locale in un periodo segnato dalla pandemia, la richiesta dei nostri gustosi e coloratissimi poke ha superato ogni nostra aspettativa – commenta Matteo Pichi, fondatore e CEO di Poke House. – La facilità di raggiungerci anche via delivery ci ha sicuramente aiutato, con settembre e ottobre che hanno registrato un vero e proprio boom di ordini. La sua voglia e apertura verso nuovi sapori e l’ottimo riscontro ottenuto in così poco tempo, ci ha dato la spinta per continuare a investire”.

 

Il poke: un piatto leggero e gustoso che conquista tutti

In Aldo Moro House – il 22esimo per la catena del poke che nel frattempo ha superato i confini nazionali, aprendo anche in Spagna e Portogallo – i torinesi potranno assaporare le infinite proposte di poke: un esotico mix di pesce crudo a cubetti, riso, frutta e verdura freschissime e salse speciali, preparato per coniugare leggerezza e gusto, creatività e sperimentazione. I poke rivisitati in chiave californiana sono infatti, una proposta sana e gustosa, oltre che completa nelle sue proprietà nutrizionali grazie alla presenza di fibre, carboidrati, proteine e superfood.

 

“Che siano personalizzate sul momento, oppure scegliendo dalle ricette dello chef, i nostri poke hanno letteralmente conquistato giovani e non, cambiandone le abitudini alimentari – prosegue Pichi. – Sono colorati e gustosi, ma soprattutto sempre nuovi grazie agli infiniti abbinamenti di ingredienti che lasciano ampio spazio alla fantasia e ai desideri del singolo. Sono infatti tra i piatti più amati e anche durante la pandemia i food lover non hanno fatto a meno delle nostre super bowl, una certezza assoluta per chi cerca un pasto sano, ma sfizioso a cui difficilmente si può resistere”.

 

Un’offerta completa, da mattina a sera, con una novità green

Il menu di Torino offre una scelta variegata, pensata non solo per il pranzo o la cena, ma per tutti i momenti della giornata. Per i più mattinieri colazione energetica a base di smoothies, açai bowl e fruit poke, per poi migrare dal pranzo in avanti verso gli ormai celebri poke, con spuntino o aperitivo in perfetto mood californiano. Per rinfrescarsi, una selezione di birre hawaiane della Kona Brewing, tè, estratti, smart water e più in generale bevande naturali, perfettamente in tema con la filosofia californiana.

 

Fino al 20 marzo, inoltre, i food lover torinesi potranno lasciarsi conquistare anche dalla nuova winter seasonal di Poke House, THIS isn’t Chicken Poke: la prima poke bowl in Italia a base di pollo vegetale. Riso integrale, cetrioli, pomodorini, avocado, salsa senape, miele, salsa speciale, sesamo e jalapeño accompagnano il gusto deciso del pollo vegetale, per un mix gustoso, green e di tendenza.

 

Oltre l’esperienza in store nel rispetto delle norme di sicurezza Poke House offrirà i poke anche a domicilio attraverso il servizio di food delivery fornito da Glovo, Deliveroo e JustEat e UberEats. In più i torinesi potranno gustare la poke bowl preferita utilizzando anche il servizio di asporto: contattando telefonicamente il locale, tramite WhatsApp oppure via sito web attraverso un servizio di click & collect sarà infatti possibile selezionare il proprio ordine, procedere al pagamento in modalità cashless e ritirarlo direttamente in store. Il pick-up è organizzato tramite un sistema di gestione smart delle file che permette di evitare ogni tipo di assembramento.

 

Antico “bonet” alle nocciole

E’ un dessert conosciuto soprattutto nella variante al cacao

Tipico dolce al cucchiaio della pasticceria piemontese, il “bonet” e’ un dessert conosciuto soprattutto nella variante al cacao, ricoperto di caramello goloso, delicato, particolarmente energetico. La versione piu’ antica dell’alta Langa, prevede l’utilizzo delle nocciole. Questa e’ la mia proposta. Delizioso!

***

Ingredienti:

 

½ litro di latte fresco intero

100 gr. di nocciole tostate

180 gr. di zucchero

1 cucchiaio di caffe’ ristretto

2 cucchiai di rum

50gr. di amaretti

4 uova e 2 tuorli

***

In uno stampo in alluminio caramellare 100gr. di zucchero con ½ bicchiere di acqua. Ridurre a farina le nocciole con lo zucchero rimanente. Ridurre in polvere gli amaretti, bollire il latte. Nel frullatore sbattere le uova e i tuorli, aggiungere  il caffe’, il rum, le nocciole, gli amaretti, versare il latte caldo a filo. Trasferire il composto nello stampo, cuocere a bagnomaria sul gas a fuoco bassissimo (l’acqua non deve mai bollire) per circa 1 ora. In alternative cuocere in forno a 180 gradi per 50 minuti circa. Lasciar raffreddare e conservare in frigo sino al momento di servire.

 

Paperita Patty

Fotoritratti di cuvée di Alta Langa sotto la Mole

Il Consorzio Alta Langa dedica a Torino gli scatti del progetto di comunicazione invernale

Per il suo servizio fotografico invernale, il Consorzio Alta Langa ha scelto Torino: le inconfondibili atmosfere del capoluogo sabaudo, le piazze, le strade e le eleganti architetture, i bei portici, i palazzi storici, la collina che abbraccia sinuosa il corso del Po e il fascino dell’arco alpino, con le cime innevate sullo sfondo, sono protagonisti degli scatti che il Consorzio ha realizzato in questi giorni.

Ognuna delle fotografie del progetto – circa 40 in totale, 14 delle quali sono state già pubblicate sui profili Facebook e Instagram del Consorzio (@altalangadocg) – rappresenta un angolo iconico della città ed è dedicata a uno specifico produttore e a una sua cuvée di Alta Langa; altre fotografie sono riservate invece all’etichetta istituzionale del Consorzio.
La pubblicazione degli scatti nelle pagine social proseguirà giorno dopo giorno; al termine, tutte le foto saranno raggruppate in una gallery sul sito istituzionale (www.altalangadocg.com), nutrendo e rafforzando quel sentimento di “Orgoglio Piemontese” che ancora oggi, come nei primi anni di vita del Consorzio, ispira e identifica le bollicine di Alta Langa.

ALTA LANGA DOCG – L’Alta Langa Docg è il metodo classico tradizionale del Piemonte. Una denominazione con una storia molto lunga: fu il primo metodo classico a essere prodotto in Italia, fin dalla metà dell’Ottocento, nelle “Cattedrali Sotterranee” oggi riconosciute Patrimonio dell’Umanità Unesco.
È fatto di uve Pinot Nero e Chardonnay, in purezza o insieme in percentuale variabile; può essere bianco o rosé, brut o pas dosé e ha lunghissimi tempi di affinamento sui lieviti, come prevede il severo disciplinare: almeno 30 mesi.
L’Alta Langa è esclusivamente millesimato, riporta cioè sempre in etichetta l’anno della vendemmia.

 

Cantine d’Italia, è uscita la nuova edizione della Guida per l’Enoturista

La Guida Go Wine dal 16 dicembre in libreria e a disposizione dei soci. L’evento di presentazione si terrà a Bologna lunedì 25 gennaio 2021

 

Esce ufficialmente Cantine d’Italia 2021, la Guida per l’Enoturista a cura di Go Wine. Come ogni anno mantiene come periodo di uscita il mese di dicembre.

 

Una Guida alla Cantine, con una sua identità specifica, non una Guida tradizionale ai vini.

Una Guida pensata per i turisti del vino, che racconta e scrive di vino partendo dalla “Cantina”.

Ovvero la Cantina come luogo dove uomini e donne del vino operano e progettano il loro lavoro, dove sono portatori di storie e tradizioni familiari, oppure di più recenti investimenti.

La Cantina che, nel corso degli anni, è diventata a pieno titolo un luogo di promozione del territorio, perché invita al viaggio e comunica con la sua realtà un’identità territoriale fatta di tutto quanto ruota attorno: il paesaggio, i vigneti, la tradizione del luogo, i borghi.

Una Guida che privilegia il tema della narrazione perché raccontando la cantina, racconta le vicende che stanno attorno al vino e aiutano meglio a comprendere il profilo di ogni realtà.

Una Guida che pertanto non vuole rivolgersi soltanto ai “super appassionati”, ma che desidera essere un’occasione per creare cultura a favore del vino e dei suoi territori. E per far riflettere sull’importante ruolo che la viticoltura italiana sta svolgendo a favore della bellezza e della valorizzazione di tanti territori.

Una Guida edita da Go Wine e che mantiene inalterata la sua mission: promuovere la grande accoglienza italiana in cantina e comunicare anche attraverso un volume l’identità dell’associazione.

 

Cantine d’Italia 2021 si presenta con una copertina rinnovata, 790 cantine selezionate, 235 “Impronte d’eccellenza” per l’Enoturismo, oltre 4.350 vini segnalati, circa 1.500 indirizzi utili per mangiare e dormire.

 

Esce nel corso di un dicembre che chiude un anno straordinario per l’Italia, l’anno del Coronavirus e di tutto quello che ha significato e significa la pandemia. Anche per queste ragioni, per la prima volta la Guida vede differire a gennaio l’evento ufficiale di presentazione, arrivando intanto in libreria e ai soci Go Wine.

Sarà la città di Bologna ad ospitare l’evento, la data è quella di lunedì 25 gennaio.

 

Il volume si apre con due interventi introduttivi a cura di Antonio Paolini (giornalista) e Vincenzo Gerbi (titolare del corso di Enologia nel corso di Laurea in Viticoltura ed Enologia dell’Università di Torino), trattando rispettivamente di storytelling e comunicazione (Paolini) e di vini da vitigni autoctoni e storici (Gerbi).

Sempre all’insegna del tema del racconto, il volume si apre con nove interviste a uomini e donne del vino, esponenti di cantine selezionate in Guida. Si tratta di: Remo Falconieri, Cieck (Piemonte), Francesco Moser, Moser (Trentino), Ornella Molon Traverso, Ornella Molon (Veneto), Stefano Pizzamiglio, La Tosa (Emilia Romagna), Miriam Caporali, Valdipiatta (Toscana), Antonio Patricelli, Collefrisio (Abruzzo), Paolo Mastroberardino, Terredora (Campania), Demetrio Stancati, Serracavallo (Calabria), Marco Nicolosi Asmundo, Barone di Villagrande (Sicilia).

 

Il volume si presenta come un articolato repertorio di cantine, ricco di dati e riferimenti che si aggiorna in ogni edizione, con nuovi inserimenti ed alcune esclusioni. E con nuove cantine che ottengono per la prima volta il riconoscimento de L’Impronta.

 

Sono in totale 235 le “Impronte Go Wine” nell’edizione 2021: esse rappresentano un segno di “eccellenza” nel campo dell’Enoturismo nazionale e costituiscono una sorta di segno ideale che Go Wine attribuisce alle cantine che hanno conseguito un alto punteggio nella valutazione complessiva su sito, accoglienza e profilo produttivo.

Si tratta dei tre fattori su cui si compone la presentazione delle singole cantine e su cui si definisce una loro valutazione.

Sito: luogo ove si trova la cantina, guardando anche alla cantina medesima dal punto di vista architettonico; ma anche sito come patrimonio di vigneti complessivo di cui dispone la cantina.

Accoglienza: la vocazione della cantina verso una parallela attività, sia per attività come agriturismo, B&B o ristorazione, sia per iniziative culturali che denotano un atteggiamento di “apertura” della cantina verso il mondo esterno.

Vino: il profilo produttivo dell’azienda valutato nel tempo, al di là dell’exploit di una singola vendemmia; dunque anche tenendo conto del carattere della produzione, della eccellenza di alcune etichette, di una particolare cura verso specifiche tipologie di vini.

 

Nella speciale classifica per regioni che ogni anno si aggiorna, si conferma ai vertici la Toscana con 48 impronte, seguita da Piemonte (43) e Veneto (34).

Sono 15 le Cantine che raggiungono il vertice delle “Tre Impronte Go Wine”:

Badia a Coltibuono (Toscana); Bellavista (Lombardia); Ca’ del Bosco (Lombardia); Capezzana (Toscana); Castello Vicchiomaggio (Toscana); Ceretto (Piemonte); Donnafugata (Sicilia); Feudi di San Gregorio (Campania); Ferrari (Trentino); Florio (Sicilia); Fontanafredda (Piemonte); Lungarotti (Umbria); Malvirà (Piemonte); Masciarelli (Abruzzo); Planeta (Sicilia).

 

Per la seconda edizione consecutiva, la Guida presenta i “Percorsi Autoctoni”: con il simbolo dell’acino in carrozzina viene segnalato un numero significativo di cantine che hanno condotto nel recente periodo un lavoro di ricerca e attenzione a favore dei vitigni autoctoni, con un occhio di riguardo da parte della Guida verso quelli rari o comunque meno conosciuti. Il simbolo va infatti ad evidenziare un’altra caratteristica del volume: quella di dare voce, attraverso la narrazione di tanti vignaioli, anche del loro impegno a favore della viticoltura di territorio. La selezione che si ricava rappresenta un panorama davvero straordinario di vitigni e di vini.

 

La Guida assegna inoltre 7 “Premi Speciali”: intendono sottolineare alcuni temi della Guida e attribuire riconoscimenti a cantine che hanno raggiunto particolari eccellenze su tali temi.

Ecco la sequenza dei premi speciale di Cantine d’Italia 2021:

Premio “Alto Confort” per il Relais aziendale dell’anno:

Locanda La Raia – LA RAIA (Gavi, Piemonte);

Premio “Cantine Golose” per la Tavola aziendale dell’anno:

Opera02 – CA’ MONTANARI (Castelvetro di Modena, Emilia Romagna);

Premio “Cantine Meravigliose” per l’EnoArchitettura dell’anno:

D’ARAPRÌ (San Severo, Puglia);

Premio Enocultura:

Museo del Vino – ZENI FRATELLI (Bardolino, Veneto);

Premio “Autoctono si nasce”:

Montefalco Sagrantino 25 Anni – ARNALDO CAPRAI (Montefalco – Umbria);

Premio “Buono…non lo conoscevo!”:

Ormeasco di Pornassio Superiore – TENUTA MAFFONE (Pieve di Teco, Liguria);

Premio “Vini Storici d’Italia”:

Falerno del Massico Vigna Camarato – VILLA MATILDE (Cellole, Campania).

 

*********

La Guida Cantine d’Italia 2021 è edita dall’associazione Go Wine e nasce da un’idea di Massimo Corrado che ne cura il coordinamento e la direzione editoriale. Conferma l’impegno dell’associazione volto ad affermare, anche attraverso la Guida, i principi ispiratori dell’attività associativa. La redazione Go Wine cura la redazione di tutto il volume e del repertorio delle cantine selezionate, con i contributi e le segnalazioni di giornalisti e delegati Go Wine in Italia.

 

Le 790 cantine presenti nel volume sono state scelte in base all’esperienza diretta.

Per ogni cantina una pagina ricca di notizie: dall’anagrafica aziendale ai dati sulla produzione, ai referenti interni da contattare; dai giorni e gli orari di visita alle informazioni stradali; dal racconto delle suggestioni che la cantina e il suo contesto offrono al visitatore a una serie di utili appunti sui vini aziendali con indicazione del vino top e degli altri vini da conoscere.

Ogni cantina è presentata attraverso una valutazione in stelle (su scala 5), suddivisa nei tre aspetti che sono ritenuti rilevanti dalla Guida: il sito, l’accoglienza e i vini.

Inalterato è sempre lo spirito dell’opera: spingere l’appassionato a viaggiare per conoscere il fascino del territorio del vino italiano attraverso il racconto di molti suoi interpreti d’elezione.