ECONOMIA- Pagina 265

Via libera ai finanziamenti per le associazioni di volontariato del sociale

Dalla Regione in arrivo quasi un milione e mezzo di euro per sostenere progetti di rilevanza locale promossi da organizzazioni di volontariato, associazioni di promozione sociale, dalle articolazioni territoriali delle associazioni delle stesse, dalle reti associative e dalle fondazioni del Terzo Settore.

L’intervento, comunicato agli enti beneficiari, è stato seguito dall’assessore regionale Chiara Caucino e ha passato la complessa procedura per l’assegnazione dei fondi: a breve la determina sarà pubblicata sul sito regionale, nella pagina riferita ai Bandi.

Le associazioni assegnatarie riceveranno, nei tempi più brevi consentiti dalle norme, un acconto dell’80% del contributo ammesso al finanziamento, consentendo loro di realizzare il proprio progetto.

Spiega l’assessore regionale alla Famiglia, Chiara Caucino: «la giunta regionale del Piemonte ripone nelle organizzazioni del Terzo Settore massima stima e fiducia, dal momento che hanno saputo affrontare, non senza enormi difficoltà, i duri mesi della pandemia esprimendo sempre alla cittadinanza quella vicinanza e solidarietà, fondamentali per la tenuta del tessuto sociale e per il perseguimento del bene comune».

«La Regione – ha proseguito Cacuinoha sempre riconosciuto il valore e la funzione sociale degli Enti del Terzo settore, dell’associazionismo, delle attività di volontariato e della cultura e pratica del dono quali espressione di partecipazione, solidarietà e pluralismo ed anche gli esiti di questo Bando vanno nella direzione di sostenere ed implementare il frutto del vostro impegno. Ora, anche grazie a queste importanti risorse, sono certa che le associazioni sapranno lasciare nel territorio, con il tempo, i frutti del loro meritorio impegno».

Aumentano i fondi per le borse di studio universitarie

Dalle ore 9.30 del 21 luglio è possibile inviare online la domanda per ottenere le borse per lo studio universitario e il servizio abitativo per l’anno accademico 2022/23.

Il bando dell’Edisu presenta novità di rilievo rispetto alle precedenti edizioni: grazie agli stanziamenti del Pnrr è stato possibile incrementare le risorse disponibili garantendo un aumento degli importi delle borse di 900 euro per gli studenti fuori sede, 700 per i pendolari e 500 per gli studenti in sede. Ulteriori maggiorazioni sono previste per alcune categorie di studenti: il valore della borsa è incrementato del 15% per chi ha indicatore Isee inferiore o uguale alla metà del limite massimo di riferimento (23.626,3 Euro) e del 20% per le studentesse iscritte ai corsi di studio in materie S.T.E.M. (scienze, tecnologia, ingegneria e matematica). Mentre per studenti e studentesse diversamente abili l’importo è previsto del 40 per cento in più.
Cambiano anche i requisiti di merito, ridefiti in misura proporzionale ai crediti effettivamente conseguibili per ciascun corso di studi. Mentre sarà possibile presentare domanda come primo anno dopo rinuncia agli studi indipendentemente da quando è stata presentata la rinuncia. 
Novità infine per le tempistiche per gli studenti internazionali extra-Ue, che potranno consegnare la documentazione entro il 15 settembre per rientrare nella prima graduatoria di servizio abitativo o entro il 18 novembre per la graduatoria del 15 dicembre 2022. Non è più prevista una graduatoria a marzo 2023.

Come rileva l’assessore regionale all’Istruzione Elena Chiorino, “l’investimento della Regione ha raggiunto i 50 milioni di euro, e contiamo di superarlo nel prossimo anno accademico. Il diritto allo studio è fondamentale per i nostri giovani e la Regione in questo settore cerca di dare il massimo supporto. Se formare al meglio i nostri ragazzi è un dovere delle istituzioni, lo è ancora di più oggi, con la necessità di ripartire in un momento di estrema difficoltà. Servono strumenti di qualità, e i nostri Atenei sono la punta di diamante di questi strumenti”.

“Il bando – aggiunge Alessandro Cirio Sciretti, presidente Edisu Piemonte – è sicuramente un potenziamento del diritto allo studio universitario senza precedenti. In sintesi più borse, più risorse e più servizi, obiettivi che ci siamo prefissati fin da subito e cui stiamo lavorando in questi anni. I fondi del Pnrr e i conseguenti incrementi delle borse si collocano alla perfezione nel rilancio di Edisu iniziato ormai dal 2020. Siamo conviti che Campus Piemonte sia la scelta giusta per studiare e costruire il proprio futuro”.

 

Novità sul limitatore di velocità

Di Patrizia Polliotto, Avvocato, Fondatore e Presidente del Comitato Regionale del Piemonte dell’Unione Nazionale Consumatori

Il limitatore di velocità è la novità introdotta dall’UE su tutti i veicoli nuovi omologati a partire dal 6 luglio, sarà quindi presto aggiunto di serie su ogni auto. E dal 2024 diventerà obbligatorio su ogni veicolo nuovo che sarà venduto all’interno dell’Unione Europea. Un passo avanti per quanto riguarda gli obiettivi della sicurezza su strada nel nostro continente, anche se nel corso della prima fase di utilizzo (in futuro ancora non sappiamo) ogni guidatore avrà comunque la possibilità di disattivarlo.

Innanzitutto il nome del nuovo dispositivo approvato da parte dell’Unione Europea è ISA, che sta per Intelligent Speed Assistance e usa una combinazione di dati del GPS, del sistema di frenata d’emergenza del veicolo e delle telecamere per il riconoscimento dei segnali stradali, andando a rilevare la giusta velocità da tenere su ogni tratta, avvisando il conducente del mezzo quando supera il limite, emettendo segnali visivi e sonori.

Nel caso in cui il guidatore superi oltrepassi il limite di velocità imposto dalla legge per un determinato percorso, il limitatore applicato sull’auto invia un segnale acustico molto simile a quello che parte quando non si allacciano le cinture di sicurezza, insistente e fastidioso al punto giusto, e poi procede mandando una vibrazione sul pedale dell’acceleratore e sul sedile del conducente.

Nel caso in cui la persona che sta al volante proceda senza adattare la velocità ai limiti imposti dalla legge (rischiando anche una pesante multa), allora il nuovo dispositivo ISA diminuisce la velocità del veicolo autonomamente, andando ad agire con il sistema di frenata automatica d’emergenza e riportando la macchina al giusto limite concesso.

La decisione dell’Unione Europea prevede che tutte le nuove macchine che saranno omologate a partire dal 6 luglio 2022 dovranno essere prodotte dalle Case automobilistiche con il limitatore di velocità già installato e quindi potranno essere vendute solo previo inserimento dell’ISA. Per quanto riguarda invece le vetture con un’omologazione precedente, sarà possibile adeguarsi alla nuova dotazione entro e non oltre il 7 luglio del 2024. Per tutti i veicoli già in circolazione non è previsto alcun adeguamento.

Almeno inizialmente infatti il nuovo dispositivo ISA per auto potrà essere disattivato dal conducente in qualsiasi momento. L’obiettivo dell’installazione del limitatore di velocità è uno solo: aumentare la sicurezza su strada.

Per queste e altre esigenze è possibile contattare dal lunedì al venerdì dalle ore 9 alle 18 lo sportello del Comitato Regionale del Piemonte dell’Unione Nazionale Consumatori, con sede a Torino in Via Roma 366 ed a Pinerolo, in Viale Cavalieri d’Italia n. 14, al numero 0115611800 oppure scrivendo una mail a uncpiemonte@gmail.com, o visitando il sito www.uncpiemonte.it compilando l’apposito format.

A Chieri la preziosità del “Tessuto Cavour”

Nel “salotto buono” della Città nuovi ombrelloni per bar e ristoranti e una mostra dedicata al “Tessuto” realizzato su disegno della “Serri & Carli”

Chieri (Torino)

Da giovedì 21 luglio, trentotto ombrelloni di gran pregio, realizzati con il prezioso “Tessuto Cavour” renderanno ancor più attrattiva e piacevole piazza Cavour, il “salotto buono” del Centro Storico di Chieri. Pochi ma eleganti raffinati ed unici gli elementi: un disegno novecentesco dello Studio “Serra & Carli”, un tessuto blu e sabbia prodotto dal Centro Stile “FiDiVi” e un telaio di legno di grande pregio. E il gioco è fatto. Ecco in piazza i nuovi “ombrelloni”. Evento importante per Chieri che, in contemporanea, ha aperto anche una mostra, nella Sala della “Porta del Tessile” (via Santa Clara 10/A), dall’ovvio titolo “Tessuto Cavour”, organizzata dalla “Fondazione Chierese per il Tessile e per il Museo del Tessile”. “Con l’inaugurazione degli ombrelloni si conclude il progetto di riqualificazione urbana di piazza Cavour – commenta il sindaco Alessandro Sicchieroun intervento di grande rilevanza che ha consentito di restituire ai cittadini quello che è il ‘salotto’ di Chieri, con una ridefinizione della viabilità, una pedonalizzazione parziale della piazza, l’installazione di panchine e la risistemazione del giardino Cardinal Martini. Come amministrazione abbiamo stanziato un contributo di 40mila euro a favore degli esercizi di somministrazione che afferiscono alla piazza, sia come ristoro per i disagi sopportati a causa dei lavori di riqualificazione, sia a sostegno delle spese che hanno dovuto effettuare per adeguare i loro arredi esterni”. Il disegno che è stato selezionato, un motivo fantasioso in cui elementi floreali e geometrici in azzurro si stagliano su un fondo blu, risale alla seconda metà del Novecento e fa parte del Fondo del famoso studio chierese “Serra & Carli”, ora conservato nell’Archivio storico della “Fondazione Chierese per il Tessile e per il Museo del Tessile”. La scelta è stata operata congiuntamente dall’amministrazione cittadina, dagli esercenti chieresi, dai vertici della “Fondazione per il Tessile” e da Enrico e Giuseppe Vergnano, rispettivamente “Direttore Design” e “Amministratore Delegato” della “FiDiVi Tessitura Vergnano SpA”, azienda leader nel settore dei tessuti per l’arredamento, la valigeria e l’automotive, che attualmente ha sede a Poirino, pur se fondata a Chieri negli anni Quaranta. Orbene, il “Centro Stile FiDiVi” ha condotto, in tempi molto brevi, lo studio del disegno in questione e il successivo sviluppo tecnico ed estetico finalizzato alla produzione di un tessuto conforme alle specifiche necessarie (elasticità, resistenza alla luce e all’abrasione) per il rivestimento di ombrelloni artigianali in legno da esterno realizzati dalla ditta “iWird srl Danieli” di Vicenza. Sotto il profilo tecnico, il “Tessuto Cavour” si identifica come “raso operato, double-face, realizzato su telaio “Jacquard” impiegando filato in poliestere tinto in massa. Sotto il profilo estetico, il tessuto è un’interpretazione contemporanea della tempera originale dipinta dallo studio “Serra & Carli”  e alterna il colore blu, richiamo identitario al gualdo (l’oro blu di Chieri, così come il fustagno, antenato dei jeans), a una nuance sabbia in armonia con i toni delle architetture barocche di piazza Cavour.

E veniamo alla mostra. L’effetto di grande vivacità ed eleganza del “Tessuto Cavour” sarà visibile, infatti, sia in piazza Cavour dove sventoleranno i nuovi ombrelloni, sia nella mostra ospitata alla “Porta del Tessile”, “ dove saranno esposti –  dichiara Melanie Zefferino, presidente della ‘Fondazione Chierese per il Tessile’- i disegni originali, campioni di tessuto, dodici fotografie, una grande striscia di una decina di metri con tutti gli studi condotti sul disegno selezionato e video che illustrano la tessitura su telaio ‘Jacquard’”. “Con questa iniziativa – conclude la presidente Zefferino – la ‘Fondazione’ da un lato rinnova il legame con la città e le aziende tessili che l’hanno costituita nel 1997 e dall’altro valorizza il proprio patrimonio archivistico e storico-artistico, mettendolo a disposizione della creatività e dell’industria del presente in una Chieri ancora protagonista nel mondo del tessile e delle sue sfide”.

Orari di apertura al pubblico della mostra nella Sala della “Porta del Tessile”, in via Santa Clara 10/A: Sabato 23 luglio, ore 15-17/ Martedì 26 luglio, ore 10:30-12:30/ Sabato 30 luglio, ore 15-17. Ingresso gratuito. Per info: tel. 329/4780542 o info@fmtessilchieri.org

g. m.

Nelle foto:

–       Ombrellone Danieli con “Tessuto Cavour”

–       Prove di tessitura – poliestere blu e avorio + sabbia e avorio su telaio Jacquard

–       Taglio della cimossa del “Tessuto Cavour” su telaio Jacquard

Nuovi requisiti per le agenzie di viaggio

Uniformare il contesto legislativo piemontese alle disposizioni nazionali relative alla figura del direttore tecnico delle agenzie di viaggi e turismo. Questo lo scopo del Ddl di modifica alla legge regionale 15/1988, “Disciplina delle attività di organizzazione e intermediazione di viaggi e turismo”, approvato con voto unanime dall’aula del Consiglio regionale.

La relatrice di maggioranza Letizia Nicotra (Lega) ha sottolineato come questo provvedimento sia utile a garantire professionalità e non improvvisazione nella gestione di un’agenzia di viaggio, che deve altresì disporre di strutture idonee; Silvio Magliano (Moderati), relatore di minoranza, auspica “che nei locali in cui è prevista la vendita al pubblico, sia sempre garantita l’accessibilità a tutte le persone con disabilità”.

L’assessore al Turismo Vittoria Poggio ha ricordato che “al fine di adeguare il quadro normativo di riferimento per il riconoscimento della figura professionale di Direttore tecnico di agenzia di viaggi e turismo si è reso necessario apportare, con il presente disegno di legge, le necessarie modifiche alla disciplina legislativa esistente, per garantirne la conformità normativa ed operativa sul territorio regionale piemontese ed uniformarsi alle altre regioni italiane.”

Il provvedimento prevede, in particolare, che la responsabilità tecnica dell’agenzia di viaggio e turismo venga affidata a un direttore tecnico la cui abilitazione all’esercizio è rilasciata dalla Regione  mediante l’accertamento dei requisiti contenuti nel decreto. Sarà la Giunta a stabilire la disciplina di dettaglio per il percorso professionale, formativo e per l’abilitazione all’esercizio della professione; la Regione terrà e aggiornerà un elenco dei soggetti idonei ad assumerne le funzioni e le responsabilità.

Per quanto riguarda i requisiti tecnico-strutturali delle agenzie di viaggio e di turismo si prevede, invece, che alla presentazione dell’istanza di avvio dell’attività disponga: di strutture e attrezzature idonee; di appositi locali, in caso di vendita diretta al pubblico, facilmente accessibili e distinti da quelli di altri esercizi commerciali (tale disposizione non si applica alle agenzie che effettuano vendita al pubblico esclusivamente per via telematica o altre forme di vendita a distanza, per cui si applicano le disposizioni contenute nel Codice del consumo); di apposita insegna visibile all’esterno denominante chiaramente l’esercizio d’impresa.

 

Nasce il centro nazionale di supercalcolo, c’è il Politecnico

Si è insediato  il Centro Nazionale di Ricerca in High Performance Computing, Big Data e Quantum Computing che, proposto dall’INFN Istituto Nazionale di Fisica Nucleare, conta 51 membri fondatori distribuiti su tutto il territorio nazionale tra cui il Politecnico di Torino, il cui apporto si concentrerà su tre aree: la prima, fondamentale per lo sviluppo del futuro dell’High Performance Computing, riguarda lo studio di nuove tecnologie e sistemi hardware, ma anche tecnologie e strumenti software per i sistemi HPC. Il secondo ambito riguarda invece gli aspetti computazionali legati alla modellazione multiscala con l’utilizzo di strumenti HPC e Big Data per applicazioni nei vari campi dell’ingegneria, dalla meccanica all’aerodinamica, solo per citarne alcune; in questo ambito le soluzioni HPC consentono di risparmiare tempo e quindi di accorciare e rendere meno costosa la fase di modellazione e ottimizzazione dei prototipi.  Infine, il Politecnico seguirà le attività legate alla progettazione, realizzazione, manutenzione e diffusione di tecnologie abilitanti per la simulazione numerica ad alte prestazioni di nuovi materiali e sistemi molecolari: un’altra applicazione dell’HPC che permette di sviluppare “supermateriali” con caratteristiche testate, appunto, grazie agli strumenti di calcolo e che trova applicazioni, ad esempio, nei prodotti farmaceutici.

Il budget complessivo del Politecnico sul progetto è di 1,9 milioni di euro.

Il professor Matteo Sonza Reorda, vice rettore per la ricerca del Politecnico di Torino, ha dichiarato: “La partecipazione del Politecnico di Torino al CN HPC è la logica conseguenza della riconosciuta eccellenza espressa dall’ateneo nella ricerca e nel trasferimento tecnologico in questo settore. Le attività del Centro Nazionale ICSC permetteranno di dare ulteriore impulso alle nostre attività, sia con l’acquisizione di giovani ricercatori e dottorandi, sia con l’interazione con altri prestigiosi centri di ricerca operanti nel settore a livello nazionale e internazionale”.

Bonus psicologo, ecco come richiederlo

Di Patrizia Polliotto, Avvocato, Fondatore e Presidente del Comitato Regionale del Piemonte dell’Unione Nazionale Consumatori

Varato dal Governo il Bonus psicologo. Si tratta di un contributo per l’assistenza psicologica previsto dalla Legge 15/2022 e finanziato dal Parlamento per il 2022 con 10 milioni di euro.

Il Bonus può essere utilizzato per sostenere le spese relative a sessioni di psicoterapia presso specialisti privati regolarmente iscritti nell’elenco degli psicoterapeuti, nell’ambito dell’Albo degli psicologi, che abbiano comunicato l’adesione all’iniziativa al Consiglio Nazionale degli Ordini degli Psicologi (CNOP) (l’elenco sarà consultabile attraverso una sezione riservata della piattaforma dell’INPS).

Solitudine, paura dell’infezione, sofferenza e paura della morte per i propri cari e per se stessi, dolore dopo il lutto e preoccupazioni finanziarie sono stati tutti citati come fattori di stress che portano all’ansia e alla depressione. Tra gli operatori sanitari l’esaurimento è stato uno dei principali fattori scatenanti del pensiero suicida.

La pandemia ha influenzato soprattutto la salute mentale dei giovani, che rischiano in modo sproporzionato di sviluppare comportamenti suicidi e autolesionistici.

Il documento dell’OMS indica anche che le donne sono state colpite più gravemente degli uomini e che le persone con problemi di salute preesistenti, come asma, cancro e malattie cardiache, avevano più probabilità di sviluppare sintomi di disturbi mentali.

Possono usufruire del Bonus psicologo le persone che, a causa dell’emergenza pandemica e della conseguente crisi socio-economica, si trovano in una condizione di depressione, ansia, stress e fragilità psicologica, e che siano nella condizione di beneficiare di un percorso psicoterapeutico.

Il Bonus psicologo verrà riconosciuto, una sola volta, alle persone che ne faranno richiesta con un reddito ISEE valido e non superiore a 50mila euro.

Nello specifico: con Isee inferiore a 15mila euro il bonus ha un importo massimo di 600 euro per ogni beneficiario (fino a 50 euro per ogni seduta); con Isee compreso tra 15mila e 30mila euro il bonus ha un importo massimo di 400 euro per ogni beneficiario (fino a 50 euro per ogni seduta); con Isee superiore a 30mila e non superiore a 50mila euro il bonus ha un importo massimo di 200 euro per ogni beneficiario (fino a 50 euro per ogni seduta).

La richiesta del Bonus va presentata esclusivamente online all’INPS accedendo alla piattaforma INPS. L’identità del richiedente, in relazione ai dati del nome, del cognome e del codice fiscale, viene accertata attraverso le solite credenziali utilizzate per la Pubblica amministrazione.

Per queste e altre esigenze è possibile contattare dal lunedì al venerdì dalle ore 9 alle 18 lo sportello del Comitato Regionale del Piemonte dell’Unione Nazionale Consumatori, con sede a Torino in Via Roma 366 ed a Pinerolo, in Viale Cavalieri d’Italia n. 14, al numero 0115611800 oppure scrivendo una mail a uncpiemonte@gmail.com, o visitando il sito www.uncpiemonte.it compilando l’apposito format.

Il robot industriale ad alta velocità di Comau

COMAU PRESENTA IL NUOVO “RACER-5 SENSITIVE ENVIRONMENTS”: UN ROBOT INDUSTRIALE AD ALTA VELOCITÀ CLASSIFICATO PER CAMERE BIANCHE E PRODOTTI CHIMICI

  • Racer-5 SENSITIVE ENVIRONMENTS è stato espressamente progettato per ambienti sensibili, con alto rischio di contaminazione, come quelli dei settori farmaceutico e cosmetico, elettronico, alimentare e delle bevande
  • Combina il suo rivestimento resistente ai prodotti chimici con la flessibilità, l’elevata ripetibilità e la comprovata precisione di Comau
  • Con grado di protezione IP67 in tutte le posizioni di installazione e dotato di classificazione ISO per camere bianche rilasciata da Fraunhofer, offre una protezione affidabile da acqua, agenti chimici e altri contaminanti
  • Grazie alla lubrificazione NSF H1 per uso alimentare e alla superficie verniciata lucida, il nuovo robot Comau è sicuro per il contatto diretto con qualsiasi tipo di alimento

Grugliasco (Torino) Comau presenta il nuovo RACER-5 SENSITIVE ENVIRONMENTS (Racer-5 SE), un robot industriale ad alta velocità progettato per gli ambienti speciali e sensibili che caratterizzano i settori farmaceutico, sanitario e cosmetico, alimentare ed elettronico. Dotato di un rivestimento protettivo resistente all’acqua, al calore e al grasso, il robusto robot articolato a 6 assi risponde pienamente al requisito di certificazione IP67, alla classificazione di alto livello ISO 5 per camere bianche (ISO 14644-1), di protezione dagli agenti chimici e alla necessità di ridurre il rischio di contaminazione. È inoltre dotato di lubrificazione per uso alimentare NSF H1. Altri vantaggi del robot sono la riduzione dei rischi per l’operatore quando lavora con sostanze e prodotti chimici potenzialmente pericolosi, nonché una maggiore produttività, tracciabilità e qualità.

Racer-5 SE risponde a requisiti di velocità, precisione e ripetibilità all’interno di camere bianche e altri ambienti sensibili. Frutto di un intenso processo di progettazione basato sullo studio delle forme e sull’attenzione ai dettagli, ha dimensioni compatte, un carico utile di 5 kg, uno sbraccio massimo di 809 mm e una superficie lucida e resistente ai prodotti chimici. Racer-5 SE può essere utilizzato su un piano d’appoggio, inclinato o montato a parete o a soffitto, permettendo di automatizzare facilmente applicazioni con requisiti rigorosi, come la manipolazione di prodotti farmaceutici in sale di riempimento sterili o l’assemblaggio in camera bianca certificata di microelettronica, riducendo al contempo i costi operativi complessivi. Inoltre, Racer-5 SE è adatto all’industria alimentare e delle bevande, in quanto la sua superficie verniciata di bianco è omologata per il contatto diretto con tutti i tipi di alimenti (regolamento UE 1935/2004, regolamento UE 10 /2011 e regolamento UE 1895 /2005) e il grado di protezione IP67 lo protegge da perossido, cloro, alcol e altri detergenti aggressivi.

Dotato di viti e coperture in acciaio inox, Racer-5 SE può essere facilmente pulito e decontaminato ogni qualvolta sia necessario, contribuendo ad aumentare la qualità del prodotto e a ridurre il potenziale rischio di contaminazione dovuto all’errore dell’uomo. È anche uno dei robot più veloci del suo genere. Inoltre, poiché i connettori elettrici e i raccordi dell’aria sono situati al di fuori dell’area di lavoro il robot gode di una maggiore agilità, riducendo al minimo il rischio di danneggiamento. Tutto questo consente a Racer-5 SE di garantire una qualità di produzione superiore, migliori prestazioni, tempi di ciclo più rapidi e spese in conto capitale ridotte.

“Il nostro nuovo Racer-5 SE combina efficienza ed eccellenza tecnica con le caratteristiche e le funzionalità necessarie per un’applicazione efficace in ambienti sensibili”, spiega Nicole Clement, Chief Marketing Officer di Comau. “Prevediamo che l’adozione della robotica in ambienti sensibili crescerà in modo significativo nei prossimi anni, soprattutto grazie all’aumento dell’automazione in settori in rapida crescita come quello alimentare e delle bevande, farmaceutico, plastico e chimico ed elettronico”.

Realizzato interamente presso Comau, a Torino, Racer-5 SE ha una struttura rigida per garantire una maggiore precisione e ripetibilità. È stato testato e certificato per la conformità alle camere bianche da Fraunhofer ed è disponibile in due diverse configurazioni di carico utile da 5 kg, con uno sbraccio di 630 mm e 809 mm.

 

CHI È COMAU

Comau, società parte di Stellantis, è leader mondiale nello sviluppo di sistemi e prodotti avanzati per l’automazione industriale. La sua offerta include tecnologie e sistemi per la produzione di veicoli elettrici, ibridi e tradizionali, robot industriali, soluzioni di robotica indossabile e collaborativa, strumenti per la logistica a guida autonoma, centri di lavorazione meccanica dedicati, servizi digitali interconnessi e sistemi in grado di trasmettere, elaborare e analizzare dati macchina e di processo. Con oltre 45 anni di esperienza sul campo e una forte presenza nei maggiori Paesi industrializzati, Comau aiuta le aziende costruttrici, di tutte le dimensioni e di qualunque settore, a migliorare qualità e produttività, riducendo time-to-market e costi complessivi. La sua offerta si estende al project management e alla consulenza, nonché ai servizi di manutenzione e training, per una vasta gamma di segmenti industriali. Comau ha il suo centro direzionale a Torino e opera attraverso una rete internazionale di 6 centri di innovazione, 5 digital hub, 9 stabilimenti di produzione, in cui lavorano 4.000 persone, presenti in 13 Paesi. Una rete globale di distributori e partner consente di rispondere velocemente alle esigenze dei clienti, ovunque si trovino nel mondo. Attraverso le attività di formazione curate dalla sua Academy, Comau si impegna inoltre a sviluppare le conoscenze tecniche e manageriali necessarie alle aziende per affrontare le sfide e le opportunità dell’Industria 4.0

www.comau.com

“La Città si occupi di politiche per il cibo”

Il Consiglio comunale ha approvato una mozione  presentata dalla capogruppo di Torino Domani, Tiziana Ciampolini, che impegna Sindaco e Consiglio comunale a riconoscere la potenzialità della politica del cibo come asse strategico di cooperazione internazionale e innovazione tra comunità, città, paesi europei, continenti, nord e sud del mondo.

Il documento è in realtà un vero e proprio atto di indirizzo sulle politiche alimentari della nostra città che dettaglia, nella parte dove impegna Sindaco e Consiglio comunale ad attivarsi, una quindicina di punti estremamente precisi per affrontare nel migliore dei modi la questione del cibo.

Fra le richieste, quella di realizzare nelle politiche locali interventi suggeriti dal quadro d’azione del MUFPP (Milan Urban Food Policy Pact), patto internazionale sottoscritto da 160 città di tutto il mondo per rendere sostenibili i sistemi alimentari, garantire cibo sano e accessibile a tutti, preservare la biodiversità, lottare contro lo spreco e riconoscere la valenza strategica “human rights oriented”, partecipativi, democratici, sostenibili, interculturali, resilienti, giusti, salutari.

C’è poi la richiesta di assumere una strategia alimentare che introduca o rafforzi, negli appalti pubblici della Città inerenti la fornitura di cibo, clausole sociali per valorizzare gli elementi di sostenibilità degli alimenti e della loro catena produttiva: cibo biologico, alimenti provenienti dal commercio equo e solidale, dal circuito produttivo carcerario, dal circuito produttivo “mafia free”, e cibo proveniente dalla filiera locale.

La mozione prosegue impegnando l’Amministrazione a valorizzare i mercati alimentari cittadini quali luogo d’incontro tra campagna e città e proponendo di potenziare gli spazi destinati ai produttori locali oltre ad avere un’attenzione particolare per momenti di solidarietà alimentare in cui venga esaltata la dimensione comunitaria di iniziative e progetti di recupero delle eccedenze.

Inoltre, aggiornare la mappatura del sistema territoriale alimentare su scala cittadina e metropolitana per realizzare una piattaforma digitale e multilingue che renda visibili le pratiche di eccellenza realizzate nei diversi ambiti tematici: ambientale, economico, culturale, educativo e sociale.

Elaborare un’agenda strategica alimentare cittadina capace di indirizzare e implementare le politiche integrate del cibo della Città e della Città Metropolitana, sviluppare un piano di raccolta fondi europei, di cooperazione internazionale e filantropici per alimentare le politiche del cibo della Città di Torino.

Nel presentare la mozione, Ciampolini ricorda che il cibo è uno snodo intorno al quale si muovono interessi fondamentali e il tema delle politiche del cibo è strettamente legato al futuro delle città. Per questa ragione e per evitare speculazioni, il cibo deve essere considerato un “bene comune” di piena proprietà di tutti i cittadini e dei soggetti organizzati che si impegnano per tutelarlo e preservarlo all’interno delle comunità locali ed è importante che gli enti locali si attrezzino per affrontare le trasformazioni inerenti la produzione, distribuzione, scambio di cibo, bene essenziale per la vita individuale e collettiva.

Per la capogruppo di Torino Domani: “Torino, a differenza di Roma e Milano, non ha ancora una politica del cibo che regoli e renda trasparenti i processi necessari alla sostenibilità della produzione, dello scambio, della commercializzazione del cibo. Per questo abbiamo lavorato per raccogliere dati e informazioni su tutto ciò che la città di Torino ha fatto e promosso rispetto alla tematica del cibo, al fine di realizzare una mozione che impegni il Consiglio comunale a produrre un atto di indirizzo: senza questo passaggio non potranno mai esserci processi istituzionali durevoli idonei a trasformare le sperimentazioni progettuali in politiche innovative del cibo”.

Nel corso del dibattito, sono intervenuti a favore del documento Elena Apollonio (Lista civica), Alberto Saluzzo (PD), Alice Ravinale (Sinistra Ecologista).  Silvio Viale (Lista civica) ha espresso la volontà di astenersi.

La vicesindaca Michela Favaro ha annunciato la creazione, da parte dell’assessora Chiara Foglietta, di un tavolo interassessorile per affrontare in modo innovativo e moderno alle politiche del cibo in città.

La mozione è stata approvata con 25 voti a favore e 5 astenuti.

L’VIII Congresso di Slow Food segna una nuova epoca per il movimento

 

Il nuovo presidente di Slow Food è Edward Mukiibi, agricoltore, educatore e imprenditore sociale nato in Uganda nel 1986, lo stesso anno in cui Carlo Petrini a Bra fondava Slow Food

 

 

Il 16 luglio 2022 resterà una data impressa nella storia di Slow Food. In questa giornata, il movimento della Chiocciola ha organizzato a Pollenzo (Bra, Cuneo) il suo VIII Congresso Internazionale: un momento storico, di profondo cambiamento e di rigenerazione. Un passo fortemente voluto da Carlo Petrini, che questa associazione l’ha fondata più di trent’anni fa nella poco distante città di Bra.

 

Oltre 50 delegati dai cinque continenti riuniti nella sede dell’Università di Scienze Gastronomiche hanno rinnovato il Consiglio di Amministrazione, il più importante organo decisionale dell’organizzazione, affidando alla nuova leadership il compito di guidare Slow Food attraverso le numerose sfide che la produzioni di cibo ci pone davanti che sono ambientali, climatiche, politiche e sociali. Contestualmente, il Consiglio di Amministrazione ha nominato il nuovo presidente. Il movimento Slow Food coinvolge attualmente 160 paesi nel mondo. I delegati riuniti a Pollenzo hanno anche deliberato il passaggio dalla forma associativa a quella di Fondazione di partecipazione Ets, riconosciuta dallo Stato italiano come Ente del Terzo Settore, che permette la partecipazione di una pluralità di soggetti, sia pubblici che privati, che ne condividono le finalità. Un rinnovamento del movimento internazionale iniziato durante il Congresso internazionale del 2017 a Chengdu proprio per andare oltre il modello associativo e rendere Slow Food più aperto e inclusivo con l’obiettivo di affrontare nel modo migliore le sfide odierne rispettando le diversità di tutti i territori in cui il movimento è attivo.

 

«Emerge in maniera sempre più forte e chiara il ruolo del cibo come responsabile principale del disastro ambientale. Il nostro movimento, impegnato da trent’anni a garantire l’accesso al cibo buono, pulito e giusto per tutte e tutti, deve avere il coraggio di assumere un ruolo politico di primo piano nel frenare questa deriva dai risvolti catastrofici – dichiara Carlo Petrini –. Abbiamo bisogno di una governance che lasci spazio alle nuove generazioni, dobbiamo avere la capacità di coniugare il nuovo con la storia, di avere coscienza che il percorso fatto fino a oggi ha permesso il conseguimento di obiettivi che sembravano irraggiungibili, permettendoci di essere ciò che siamo. Il mondo di oggi è però profondamente diverso da quello degli inizi del nostro movimento: c’è quindi bisogno di farci affiancare e indirizzare dalla creatività e dall’intuizione di soggetti nuovi capaci di interpretare il presente, per poi delineare la traiettoria che consentirà il raggiungimento di traguardi futuri».

 

La nuova leadership di Slow Food, assunta da Edward Mukiibi, origina proprio da queste premesse. Mukiibi è un giovane agronomo ed educatore ugandese, nato lo stesso anno in cui è stato fondato il movimento Slow Food: il 1986, l’anno delle proteste contro l’apertura di McDonald’s a Roma. Ha ricoperto il ruolo di vicepresidente di Slow Food dal 2014 fino a oggi.

Mukiibi è nato nella zona di Kisoga, un’area distante una quarantina di chilometri dalla capitale dell’Uganda Kampala, un tempo rurale e votata all’agricoltura per via dei terreni fertili e divenuta negli ultimi decenni un importante centro di commercio. La sua famiglia gestisce da sempre una fattoria e Mukiibi ha, fin da giovane, voluto proseguire l’attività dei suoi genitori. La nomina odierna a presidente di Slow Food è il riconoscimento a un lavoro lungo anni, nel solco della sostenibilità, e simbolo della capacità e della volontà di dar forma al futuro dell’agricoltura rigenerativa.

«È il momento giusto per ricostruire, rafforzare e rinnovare. Anche le più piccole azioni messe in campo dalle nostre comunità sono portatrici di una speranza concreta e generano un impatto positivo sulle nostre vite, perché siamo una famiglia globale: ciò che riguarda uno di noi riguarda tutti, indipendentemente dalle differenze geografiche, sociali e culturali. Come Slow Food, è importante essere coscienti del fatto che una piccola azione intrapresa a livello locale può avere un impatto enorme altrove – sottolinea Edward Mukiibi –. Vorrei esortare ciascuno di noi a lavorare con lo stesso spirito di resilienza dimostrato durante la pandemia, con lo stesso senso di appartenenza e solidarietà, al fine di coinvolgere sempre più persone nelle nostre attività. Lo scopo rimane lo stesso: dar vita a un sistema alimentare che garantisca cibo buono, pulito e giusto a tutti. È questo il nostro ruolo comune, abbracciamolo con convinzione».

Agronomo con una laurea triennale in Agricoltura e gestione del territorio conseguita presso la Makerere University di Kampala (Uganda) e un Master in Gastronomia all’Università di Scienze Gastronomiche di Pollenzo (Italia), Edward Mukiibi è un educatore nel campo dell’alimentazione e dell’agricoltura ed è impegnato nella diffusione e promozione di progetti sociali in questi ambiti.

Il lavoro di Edward Mukiibi, volto a promuovere un sistema alimentare sostenibile, equo e giusto, ha ottenuto diversi prestigiosi riconoscimenti: tra questi, il premio per la sostenibilità Ray Charles Black hand in the pot della Dillard University di New Orleans e una onorificenza da parte del Consiglio comunale della città di Detroit, negli Stati Uniti. Edward Mukiibi, inoltre, è stato incluso nella categoria Educatori della classifica 50 Next Awards dalla rivista Forbes, che ha individuato gli under 35 anni che stanno plasmando il futuro della gastronomia.

Il Consiglio di Amministrazione di Slow Food

 

Il Congresso ha rinnovato anche il Consiglio di Amministrazione di Slow Food. Ne fanno parte sette persone, quattro donne e tre uomini provenienti da diversi angoli del mondo, un gruppo che è il riflesso della ricca diversità che da sempre contraddistingue il movimento. Del Consiglio di Amministrazione fa parte il presidente, Edward Mukiibi, mentre Carlo Petrini è membro di diritto in qualità di fondatore.

Qui un breve profilo per ognuno dei nuovi componenti del Consiglio e una breve dichiarazione in merito al proprio impegno alla guida di Slow Food.

Le mozioni presentate

Durante i lavori sono state presentate diverse mozioni, frutto del percorso di confronto tra gli esponenti del movimento Slow Food nel mondo in vista del Congresso, consegnate alla nuova dirigenza affinché si faccia carico della loro attuazione durante il proprio mandato. Tra i documenti presentati, in particolare: l’impegno a denunciare ed eliminare il razzismo intrinseco nelle nostre società, mozione presentata dalle Americhe e Caraibi; il ruolo che le donne possono svolgere nel rigenerare il sistema alimentare, come cuoche, produttrici o consumatrici, proposta dal Collettivo femminista dell’America Latina; la difesa della terra dall’accaparramento, dell’acqua e dei semi dalle mire delle multinazionali dell’agribusiness, un tema particolarmente sentito dalle reti del ConoSur che uniscono le comunità di Cile, Argentina e Uruguay; insiste sul tema dell’educazione come strumento essenziale per difendere la nostra salute e quella del pianeta la rete Slow Food nei Caraibi; mentre la Alice Waters, vice-presidente di Slow Food nel precedente mandato, propone di estendere a livello globale il progetto School Supported Agriculture, sottolineando il ruolo che possono avere le scuole nella scelta dei canali di approvvigionamento delle materie prime per la preparazione dei pranzi scolastici: le scuole potrebbero essere infatti promotrici di quei cambiamenti che Slow Food auspica da 35 anni semplicemente sostenendo l’economia dei piccoli produttori e della terra di cui hanno cura attraverso le pratiche rigenerative applicate; dallo Slow Food Youth Movement arriva la richiesta di un maggiore protagonismo proprio dei giovani come motore della transizione alimentare; Slow Food Cile si presenta al Congresso con due mozioni per la promozione di un’economia di solidarietà con l’obiettivo di garantire la sovranità alimentare a favore delle famiglie e delle comunità produttrici.