ECONOMIA- Pagina 190

Fabbriche aperte: un successo di pubblico le visite nelle aziende piemontesi

QUARTA EDIZIONE

 

Grande successo di partecipazione per la quarta edizione di “Fabbriche Aperte Piemonte – dentro il cuore del Piemonte Industriale, per scoprire il calore di chi crea valore”. Un’iniziativa che ha permesso l’accesso a 117 aziende in tutto il Piemonte da parte di più di 8.000 persone che hanno potuto così visitare i luoghi di produzione industriale del territorio, aperti per l’occasione.

 

“Questo evento per noi è importante – ha commentato l’assessore alle attività produttive Andrea Tronzano – perché fa cultura e fa capire ai giovani che l’industria non è più quella del passato, ma è un’industria che si è evoluta tecnologicamente avanzata, sicura e, quindi, vederla fa scaturire la voglia di diventare imprenditori o di fare l’artigiano. A proposito di artigianato bisogna tornare a pensare che il lavoro manuale è un lavoro dignitoso, che dà un buon stipendio e permette di creare manufatto unici. C’è anche bisogno di coloro che sono operai specializzati che con la tecnologia creano il prodotto. Grazie pertanto a questa iniziativa per aver messo in contatto il mondo produttivo con i cittadini e soprattutto alle aziende che hanno spalancato le loro porte.”

 

Tra venerdì 27 e sabato 28 ottobre le persone iscritte si sono recate in 117 aziende rappresentative delle principali filiere produttive che compongono l’economia piemontese: dall’aerospazio all’automotive, dal tessile all’alimentare, dalla meccatronica alla chimica e farmaceutica. I partecipanti hanno avuto l’opportunità di conoscere la propensione all’innovazione tecnologica, capire l’organizzazione della produzione e le fasi dei processi che portano sul mercato prodotti di eccellenza, simbolo della grande tradizione manifatturiera del territorio

Banco Alimentare, crescono le richieste di aiuto

Sono sempre di più le persone in povertà assoluta nel nostro Paese: si contano infatti oltre 5,6 milioni di individui secondo i dati ufficiali diffusi dall’Istat sul 2022 (9,7% in crescita dal 9,1% dell’anno precedente). Siamo di fronte a un fenomeno strutturale e in significativo aumento, visto che solo 15 anni fa riguardava appena il 3% della popolazione. Un dato che per l’anno in corso è preoccupante: Banco Alimentare già oggi registra un incremento di richieste di aiuto di oltre 50mila persone.

In tutta Italia sono oltre 7.600 le organizzazioni partner territoriali convenzionate con Banco Alimentare (mense, centri di accoglienza, case-famiglia, etc.) che offrono aiuto alimentare a 1.750.000 persone in difficoltà. Nel 2022 Banco Alimentare ha fatto arrivare loro oltre 110.000 tonnellate di alimenti.

Ricordiamo, a questo proposito, l’importante aiuto che arriva ogni anno sotto forma di donazione di alimenti durante la Giornata Nazionale della Colletta Alimentare (quest’anno sabato 18 novembre), quando le persone vanno a fare la spesa e acquistano anche qualcosa da donare a chi è in difficoltà.

Il presidente del Banco Alimentare del Piemonte, Salvatore Collarino, interviene: “A fronte della conferma avuta dai dati Istat rispetto alla povertà e all’aumento del bisogno, che è massimo e di cui abbiamo prova concreta anche sul territorio piemontese, cresce la necessità che le istituzioni facciano la loro parte. Le dichiarazioni sul rifinanziamento del Fondo Nazionale non aprono, in questo senso, una prospettiva di particolare conforto”.

“Da parte nostra – continua Collarino – la volontà è quella di continuare a sostenere 109.757 persone in difficoltà nella nostra Regione, attraverso la collaborazione con le 568 associazioni partner diffuse su tutto il territorio. Con l’obiettivo di incrementare, soprattutto, la raccolta del fresco dal canale della GDO (Grande Distribuzione Organizzata), per continuare a migliorare la qualità e la varietà dei prodotti distribuiti. Fondamentale è anche il contributo che può arrivare dai singoli cittadini: rinnovo l’invito a partecipare, sabato 18 novembre, alla Giornata Nazionale della Colletta Alimentare”.

Il Piemonte “culla” delle startup innovative

 5 MILIONI DALLA REGIONE 
Destinatari anche disoccupati di età compresa tra i 18 e i 65 anni con un progetto innovativo purché residenti o domiciliati in Piemonte
La Regione Pimonte approva la delibera a firma dell’assessore al lavoro Elena Chiorino nella quale si destinano 5 milioni di euro per ”Interventi di sostegno alla nascita delle start up” per gli anni 2023-2024, nell’ambito del nuovo Programma Regionale FSE Plus 2021-2027.  “ Investire sulle start up innovative significa sostenere la crescita dell’innovazione e della competitività della nostra Nazione. Crediamo nella capacità delle persone di proporsi con idee d’impresa rivolte al futuro destinando risorse alla fase iniziale di sviluppo per il successivo lancio sul mercato. Il Piemonte si conferma, anche dalle ultime ricerche pubblicate sui media, un modello virtuoso per la nascita delle start up: progetti che valorizzano lo spirito imprenditoriale, stimolano l’economia e creano nuova occupazione” ha dichiarato l’Assessore al Lavoro e Formazione professionale della Regione Piemonte, Elena Chiorino. “ Le startup innovative sono da sempre un’occasione di crescita e di evoluzione del nostro sistema imprenditoriale, che Finpiemonte, su mandato della Regione Piemonte, supporta con politiche di intervento in materia di ricerca, innovazione e sostegno alla competitività. Va in questa direzione la nostra partecipazione negli incubatori pubblici piemontesi, a supporto di progetti che mirano ad un percorso completo di accompagnamento, passando da un’idea innovativa ad un progetto imprenditoriale concreto, fino alla nascita della startup innovative e alle sue prime fasi di attività. In linea con la passata programmazione, intendiamo valorizzare le competenze formate dagli incubatori certificati alle relative startup incubate, mettendo loro a disposizione servizi e contributi, per concorrere anche al raggiungimento di un’Europa più innovativa, anche in sinergia con la programmazione di altri fondi, quali il FESR, con risorse regionali dedicate e strumenti di finanza alternativa, realizzati anche con il nostro patrimonio societario” ha dichiarato il Direttore Generale di Finpiemonte, Mario Alparone.

LE FINALITÀ DELLA MISURA
La Regione Piemonte finanzia da molti anni, attraverso le risorse del POR FSE, il Progetto di “Servizi di sostegno alle start up innovative”, con attività e interventi che si concretizzano in un percorso completo di sostegno, dallo stimolo dell’attitudine della capacità imprenditoriale all’accompagnamento volto a trasformare un’idea innovativa in un progetto concreto, fino al sostegno alla nascita della start up e alle sue prime fasi di attività. Tali interventi si pongono in continuità con il progetto sviluppato nelle precedenti programmazioni dei fondi strutturali, con la gestione di progetti specifici in sinergia con Finpiemonte S.p.A., individuato come Organismo Intermedio per la sua mission in materia di ricerca e innovazione, e con gli “incubatori” certificati previsti dall’Elenco di soggetti specializzati nella realizzazione di Servizi di sostegno alla creazione delle start up innovative sul territorio piemontese. Gli incubatori che vedranno approvata dalla Regione la loro proposta progettuale gestiranno concretamente i servizi destinati agli aspiranti imprenditori.

I SERVIZI EROGATI DALLA REGIONE
I servizi erogati comprendono attività di formazione e consulenza/tutoraggio nei confronti degli aspiranti imprenditori (o team imprenditoriali) finalizzate alla verifica della effettiva validità dell’idea e alle sue concrete possibilità di trasformarsi in impresa, fino alla redazione del business model/business plan; le domande di accesso ai servizi degli incubatori certificati dovranno essere presentate direttamente presso lo sportello dell’incubatore prescelto.

I FOCUS
Particolare attenzione sarà rivolta alle proposte imprenditoriali riguardanti la tutela della salute umana, la prevenzione, la gestione delle emergenze, dei dati e delle informazioni, la ripresa economica e l’irrobustimento del sistema a seguito di crisi sanitarie, come quella determinata dalla diffusione dell’epidemia del virus Covid 19. Saranno inoltre valorizzate i progetti imprenditoriali che operano in ambito “green”, proponendo soluzioni per ridurre l’impatto ambientale, economico e sociale e attuando progetti per un uso consapevole e sostenibile delle risorse ambientali, riducendo sprechi, valorizzando ecosistemi e pratiche economiche positive. Ciascun soggetto attuatore (incubatore certificato) raccoglierà le domande di accesso da parte dei soggetti target, gestirà le attività e l’erogazione dei servizi attraverso appositi sportelli per la creazione di start up innovative.

I DESTINATARI
Sono ricercatori con significativa attività di ricerca su un tema specifico oggetto della start up da costituire, persone di età inferiore o uguale a 40 anni, diplomati e con curriculum coerente con il progetto presentato; saranno inoltre destinatari della misura anche disoccupati, di età compresa tra i 18 e i 65 anni, che propongono un progetto innovativo. I partecipanti devono essere residenti o domiciliati in Piemonte e possono accedere ai servizi singolarmente o anche come team imprenditoriale.

I RISULTATI OTTENUTI
Risultati al 31 marzo 2022 del progetto “Servizi di sostegno alle start up innovative”:

– 4078 soggetti che hanno partecipato agli incontri di animazione territoriale;
– 812 idee d’impresa da parte dei soggetti target presentate agli incubatori;
-129 idee d’impresa che sono state accolte;
– 89 percorsi avviati alla redazione di un Business Plan a favore di soggetti target;
– 59 Business Plan che sono stati approvati dal Comitato regionale;
– 47 start up costituite con i servizi offerti dagli incubatori.

IL DETTAGLIO DELLE START UP COSTITUITE
– Il 49,17% opera nel settore ICT, tecnologie dell’informazione e dei nuovi media, come e-commerce, social media ecc;
– Il 20,81% opera nel settore industrial, tecnologia pensata per la produzione industriale;
– il 14,86% opera nel settore biomedicale, migliorare la salute delle persone;
– l’ 8,45% opera nel settore cleantech, sostenibilità ambientale, salvaguardia dell’ambiente, gestione dell’energia.

Per maggiori approfondimenti:  https://www.regione.piemonte.it/web/temi/istruzione-formazione-lavoro/lavoro/sostegno-allimprenditorialita-cooperazione/start-up-innovative-nuove-misure-sostegno-della-regione-piemonte

Il Patto di Ostana tra Torino e i territori

 IL COMUNE DI TORINO TORNI A GUARDARE AI TERRITORI ED EVITI DI ESSERE PERIFERIA DI MILANO. CONFCOOPERATIVE E UNCEM APRONO LA STRADA NUOVA (E UNICA) DEL CAPOLUOGO PIEMONTESE

“Il patto di Ostana” è stato sancito ieri nel Comune della Valle Po tra il Comune di Torino, con l’Assessore cittadino Paolo Mazzoleni, Confcooperative e Uncem. Un accordo decisivo per dire come il capoluogo sta in relazione con i piccoli Comuni, con le montagne. Ostana è idealmente contenitore di tutti i 550 Comuni montani piemontesi e 3850 italiani. In Ostana ci stanno senza competizione o invidie, tutti i Comuni delle Valli. Che lavorano insieme negli ambiti territoriali, con le Unioni montane. Torino è, con il “Patto”, Città che al posto di guardare al suo interno, ai 15 minuti nel suo stretto perimetro, alle crisi delle periferie contrapposte alle magnifiche sorti delle ztl, si apre ai territori. Cosa che non ha fatto nel 2006. Ma non è fallito quel modello. Torino verso il 2050 non diventa periferia di Milano, isola del nord ovest, bensì sinergica con Ostana, Crissolo, Balme, Val di Chy, Garessio, Cantalupo Ligure, Angrogna, Pinasca. Non servono nuove leggi o finanziamenti. Mazzoleni, intervenendo a Ostana al Festival nazionale delle Cooperative di comunità, ha aperto a nuovi modi di abitare il territorio che nascono proprio dai paesi, non senza città. Insieme.

“Il Patto è stato formalizzato con Confcooperative e Uncem, organizzazioni che si occupano di imprese ed Enti locali, di come questi stiano nelle transizioni e nel cambiamento – affermano Marco Bussone, Presidente Uncem nazionale, e Roberto Colombero, Presidente Uncem Piemonte – E Torino deve accompagnare questo percorso, con nuovi flussi. Abbiamo chiesto a Mazzoleni di portare un messaggio chiaro al Sindaco Stefano Lo Russo, anche per mezzo di Francesco Tresso e Gianna Pentenero, assessori cittadini che ben conoscono questi temi. Apriamo la Sala Rossa per un giorno alle sfide di ‘Torino Città delle Alpi’, Capoluogo Alpino. Un dibattito schietto sull’unico futuro possibile per la città. Stare in sinergia e unità con Cuneo, Biella, Pinerolo, Ivrea, Saluzzo… e da qui aprire flussi nuovi di idee, processi, economie. La montagna è al centro di neopopolamento e cambiamento climatico. In questo binomio sta la chiave del patto. Per rendere Torino città dei territori, delle Alpi. Dobbiamo concretizzare la metromontanità”. Mazzoleni ha capito. Accanto a lui, con Bussone e Colombero, ad affermare il patto c’erano Sandro Durando e Massimiliano Monetti di Confcooperative, Giovanni Vetritto, Direttore generale della Presidenza del Consiglio dei Ministri, Federico Bernini della Cooperativa Viso a Viso di Ostana, Silvia Rovere e Giacomo Lombardo, Sindaco e vice di Ostana, Antonio De Rossi, Politecnico di Torino. “Il suo nuovo Piano regolatore urbano – proseguono Colombero e Bussone – non può fermarsi alle mura amministrative. I confini vanno superati. In primis con i 40 Comuni della prima cintura. E poi con le valli. Sestriere o Bardonecchia non sono più e non devono essere proiezione ludica della Crocetta. Ala di Stura e Ostana, o Busca e Acceglio, non sono luoghi della wilderness della città solo perché rilasciano quasi gratuitamente acqua e perché i boschi assorbono Co2 prodotta nelle zone urbane. Quei servizi ecosistemici hanno un valore. Cambiamo dunque paradigma. Il patto con i territori va fatto, montagna e aree urbane sono sinergiche e non contrapposte, checché ci sia chi dice che monte e piano non si capiscono. Roba vecchia, del passato. Aree urbane e aree rurali e montane in tutta Europa stanno individuando sinergie. E così, in Sala Rossa, una prossima seduta sarà su montagne e città in sinergia. Il primo patto di questo genere in Europa, il primo Consiglio comunale torinese che dica che la strada è di unità e scambio con le valli alpine anche transfrontaliere. Oltre ogni ideologia. Concreto patto su imprese, trasporti, sanità, welfare, nuova economia, risorse ambientali, foreste. Torino sceglie nel Patto di Ostana l’unica via possibile per il capoluogo piemontese. I paesi delle Valli chiedono a Torino di essere sinergica forza di cambiamento con nuovo sguardo per le montagne, i paesi. Ove la forza di gravità non è solo dimensione sportiva da affrontare in velocità, ma assume ruolo politico per dire come le aree urbane, con tante povertà e ricchezze, non si chiudono nel loro confine. Torino vince ‘insieme’, dice il Patto di Ostana”.

Torino che cambia: area Ex Mercati Generali, approvato il Pec

Al via il piano per completare la trasformazione dell’area di via Giordano Bruno. La Giunta comunale,  su proposta dell’assessore all’Urbanistica Paolo Mazzoleni, ha approvato il Piano Esecutivo Convenzionato (P.E.C.) dell’ambito 12.24 “Mercati Generali”. Sarà l’occasione per contribuire al completamento e alla definizione di un nuovo utilizzo della struttura dell’Ex-Mercato Ortofrutticolo, trasferitosi negli anni ’80 fuori città.

L’area d’intervento individuata è quella relativa a via Giordano Bruno 159 e costituisce, per il vigente Piano regolatore, l’Unità Minima di Intervento della Zona Urbana di Trasformazione 12.24 “Mercati Generali”.

L’iter amministrativo era cominciato con la Variante urbanistica 227, approvata nel marzo del 2011, relativa ai due Ambiti 12.24 “Mercati Generali” e 16.33 “Guala” che aveva definito le modalità di trasformazione. Entrambi gli ambiti sono stati poi oggetto di vendita, attraverso una procedura di cartolarizzazione con asta pubblica.

Con il piano si avvia il percorso che porterà al completamento della riqualificazione di un’area strategica per lo sviluppo della città dove insistono l’insediamento commerciale e congressuale del Lingotto, le aree ferroviarie, il Villaggio Olimpico, frutto di lunga e complessa riconversione, gli investimenti infrastrutturali di accesso alla città, insediamenti come la sede Amiat e le nuova sede della Regione Piemonte e su cui sono in corso progettualità importanti come la complessa trasformazione dell’area ex-Avio tra via Nizza e la ferrovia e la realizzazione del futuro Parco della Salute.

La proposta progettuale, a prevalente destinazione residenziale, prevede la realizzazione di una serie di edifici sui bordi dell’area, con un profilo rettilineo, in particolare sul prolungamento di via Montevideo. L’articolazione degli edifici confermerà, al suo interno, un grande spazio verde a servizio dei numerosi nuclei familiari ed un ulteriore spazio aperto pensato come luogo di incontro per la nuova comunità. Sarà inoltre previsto un parcheggio pubblico in struttura che verrà realizzato tra le arcate dell’ex Moi e il perimetro sud dell’ambito del PEC e che sarà destinato alla mobilità sostenibile, alla sosta di veicoli elettrici e al transito ciclopedonale. Previsto qui anche un sistema di elementi di arredo urbano come aiuole verdi e sedute per agevolare la definizione dei limiti tra ambito pubblico e privato.

Tra le opere di urbanizzazione è previsto il prolungamento di via Montevideo fino a collegarla con via Zino Zini, consentendo così di razionalizzare e semplificare la viabilità di tutta la zona.

“L’approvazione dello strumento urbanistico- commenta l’assessore all’Urbanistica Paolo Mazzoleni– consentirà la futura trasformazione di un’area attualmente inutilizzata e deteriorata, garantendone la totale riqualificazione. Verrà realizzato un nuovo isolato residenziale, corredato da servizi per i cittadini e nuove aree pubbliche, intervenendo su un’area già consumata e garantendo la restituzione di nuovi spazi verdi fruibili e vivibili alla cittadinanza”.

Nell’ambito è presente, nella parte del sottosuolo adiacente a via Giordano Bruno, anche un rifugio antiaereo, di cui la Città manterrà la proprietà per preservarne il valore storico. Dopo un confronto con la Soprintendenza ai Beni Architettonici e Culturali in merito si è infatti deciso di non intervenire sulla struttura del Rifugio che sarà mantenuto nello stato attuale.

PAC e monosuccessione colturale, interviene Confagricoltura Piemonte

 

“Il divieto è un ostacolo per l’economia reale e per le attività delle imprese”

 

Anche alla luce delle recenti vicende politiche di carattere internazionale, Confagricoltura Piemonte esprime preoccupazione e perplessità sul divieto previsto dalla nuova PAC di coltivare nello stesso terreno, per due anni consecutivi, lo stesso prodotto, per ragioni di tutela ambientale e sostenibilità.

 

Riteniamo che tale divieto sia fortemente penalizzante per gli imprenditori agricoli e per il Made in Italy in generale” dichiara il presidente Enrico Allasia e precisa “In un Paese in cui il contesto culturale e alimentare è profondamente diverso tra nord e sud, applicare indistintamente l’avvicendamento colturale comporta notevoli difficoltà socio – economiche”.

 

Ad essere coinvolte in prima linea in Piemonte sono le filiere cerealicole – foraggere e a cascata la zootecnia, per la quale tali coltivazioni sono prettamente destinate (si pensi che nel 2022 la superficie totale di mais, in Regione, è stata pari a 130.420 ettari).

 

Confagricoltura Piemonte sottolinea come questa PAC sia sempre meno orientata al mercato: in un quadro segnato da grandi incertezze, l’Italia, forte delle sue tradizioni, costituisce un modello per i Paesi del Mediterraneo e, in un’ottica di aumento della popolazione e di lotta contro la fame, ha grandi potenzialità per incrementare la sua capacità produttiva. “Si tratta in primis di sicurezza e qualità alimentare: vanno rispettate pedissequamente tutte le regole sulle importazioni, soprattutto da quei Paesi come il Brasile per la soia, la Turchia per il grano e l’India per il riso, che si sono affacciati ai nostri mercati come novelli esportatori”.

 

“È poi una questione di indipendenza alimentare: è fondamentale la salvaguardia del potenziale produttivo agricolo italiano, lasciando l’imprenditore libero di scegliere, valutare cosa sia più conveniente fare, anche dal punto di vista agronomico, oltre che da quello meramente economico” fa notare Allasia.

Sulla delicata questione, Confagricoltura Piemonte ha raccolto le perplessità dagli imprenditori agricoli riguardo le semine del 2024, incerte a causa del vincolo di lasciare il 4% di un terreno a riposo: quest’operazione comporta una perdita economica per l’agricoltore, che oltretutto su quella porzione paga le tasse. Così come le pratiche di sovesciamento che prevedono coltivazioni intermedie, che non vengono portate a fine ciclo ma arate e sotterrate prima della maturazione, garantendo sì al terreno un apporto di azoto e sostanze organiche utili alla coltura successiva ma non portando alcun beneficio economico per l’agricoltore, dal momento che quella produzione non viene né raccolta, né tantomeno venduta.

Intelligenza artificiale, rischi e vantaggi

Se ne discute martedì 14 novembre in piazza dei Mestieri alla presenza di  Carlo Giacometto e Claudia Porchietto

Obiettivo Piemonte presenta il libro dal titolo “INTELLIGENZA ARTIFICIALE E NOI? UNA SFIDA ALLA NOSTRA UMANITÀ”. La sede di presentazione sarà Piazza dei Mestieri,  in via Jacopo Duranti nella Sala Polifunzionale, martedì 14 novembre alle ore 18.30.

Parteciperanno Carlo Giacometto, presidente di Obiettivo Piemonte, Claudia Porchietto, presidente diSmartCommunitiesTech, Antonio Palmieri, Fondatore e presidente Fondazione Pensiero Solido. Moderatrice la giornalista Cinzia Gatti.

Si tratta di una raccolta di venticinque contributi chiari e comprensibili a tutti, testi brevi, che focalizzano i punti chiave del rapporto tra l’uomo e l’intelligenza artificiale. Pensatori laici e religiosi, accademici,  ricercatori, esponenti  delle grandi aziende tecnologiche, ricercatori sociali,  tecnologi, imprenditori, professionisti e manager si sono confrontati su questo tema rispondendo a domande quali il modo in cui possiamo orientarci tra scenari apocalittici e concezioni salvifiche della tecnologia. Ci si è  interrogati anche sul modo di capire potenzialità e rischi dell’intelligenza artificiale.

Mara Martellotta

Il mercato immobiliare a Torino rallenta: – 10,8% nel secondo trimestre

Nel secondo trimestre del 2023 il mercato immobiliare residenziale continua a dare segnali di rallentamento, secondo i dati dell’Agenzia delle Entrate analizzati dall’Ufficio Studi Gruppo Tecnocasa.

Le compravendite a livello Italia mettono in evidenza una contrazione del 16%, più marcata rispetto a quanto registrato nel primo trimestre dell’anno in corso. Si sono realizzate 184.110 transazioni.

 

Compravendite Immobiliari residenziali nel secondo trimestre 2023

 

Secondo trim 2022 Secondo trim 2023 Var %
Bologna 1.998 1542 -22,8%
Firenze 1.579 1.333 -15,6%
Genova 2.626 2.248 -14,4%
Milano 7.919 6.568 -17,1%
Napoli 2.295 2.173 -5,3%
Palermo 1.802 1.714 -4,9%
Roma 11.642 9.144 -21,5%
Torino 4.447 3.965 -10,8%
ITALIA 219.082 184.110 -16,0%
Elaborazione Ufficio Studi Gruppo Tecnocasa su dati Agenzia delle Entrate

Meglio, ancora una volta i comuni non capoluogo, rispetto a quelli capoluogo con un calo leggermente inferiore: -15,4% contro -17,2%.

Le metropoli mettono a segno una riduzione dei volumi del 16,4%, allineata al dato nazionale.  Spiccano i cali di Bologna (-22,8%), Roma (-21,5%) e Milano (-17,1%). Fanno meglio Palermo e Napoli rispettivamente con -4,9% e -5,3%.

I dati, affermano dall’Ufficio Studi Gruppo Tecnocasa, mostrano che il mercato immobiliare si trova in una fase di sensibile rallentamento: l’aumento dei tassi di interesse e l’incertezza generale creano prudenza nei potenziali acquirenti, soprattutto in chi deve ricorrere a un mutuo. Infatti, dal lato creditizio si registra una contrazione della domanda e istituti di credito con maggiore attenzione alla solvibilità dei richiedenti. Gli investitori, secondo le analisi sulle compravendite realizzate dalle agenzie del Gruppo Tecnocasa, continuano ad animare il mercato, ma solo se la marginalità e la redditività dell’operazione sono garantite. Contribuisce alla riduzione delle compravendite anche un’offerta ancora esigua e la distanza tra le richieste dei proprietari e la disponibilità dei potenziali acquirenti che portano a una maggiore trattativa sui prezzi (che stanno rallentando la crescita).

Le previsioni del Gruppo Tecnocasa per la fine dell’anno restano su volumi intorno a 680 mila transazioni.  

 

Fonte: Ufficio Studi Gruppo Tecnocasa

Agenzia Piemonte lavoro: da 30 a 900 dipendenti

Agenzia Piemonte Lavoro: in cinque anni si è passati da trenta dipendenti a novecento: è il dato principale per quanto concerne l’Agenzia, che offre servizi specializzati nella ricerca e selezione del personale.

Nell’anno in corso, è stato spiegato dall’assessore Elena Chiorino, si sta procedendo al consolidamento del piano di potenziamento dei Centri per l’impiego, per poi partire con la fase dello sviluppo il prossimo anno.

Il dato è emerso nel corso della terza Commissione, presieduta da Claudio Leone che, al termine delle illustrazioni delle materie di competenza, ha espresso a maggioranza (il Pd ha solo garantito la presenza in Aula) parere consultivo favorevole al Documento di economia e finanza regionale (Defr) 2024-2026.

Artigianato e cooperazione

La programmazione per il settore dell’artigianato, come ha spiegato l’assessore Andrea Tronzano, procederà con il criterio della continuità, con la disponibilità per il 2024 di risorse importanti.

Una delle principali novità riguarda i contributi per le aziende artigiane per partecipare alle fiere, estesi a favorire la presenza a tutte le rassegne ritenute opportune sul territorio nazionale.

Per quanto riguarda la cooperazione, ha proseguito Tronzano, c’è grande attenzione nel rafforzare e valorizzare le cooperative.

Per il 2024 per le imprese cooperative saranno disponibili 400mila euro per gli aumenti di capitale, e  verranno infine riattivati i Centri di consulenza tecnica (Cct).

Formazione e lavoro

Ad esclusione dei fondi europei, per il periodo 2024-2025 la Regione ha previsto 43 milioni di euro annui per le politiche del lavoro, mentre per la formazione si potrà contare su 60milioni e mezzo ogni anno.

L’assessore Elena Chiorino, dopo aver premesso che si punta sempre più alla governance del sistema informativo regionale, attraverso la semplificazione dei servizi rivolti a cittadini e imprese, tra i vari temi del suo intervento ha toccato quello dell’istruzione tecnica superiore per rispondere alle domande delle imprese sulle nuove competenze tecnologiche per quanto riguarda l’innovazione, e quelli del sostegno all’occupazione e del contrasto alla dispersione scolastica.

Per rispondere al fabbisogno occupazionale e alla richiesta delle competenze per le imprese strategiche, la Regione punta sul nuovo modello didattico-organizzativo dell’“Academy di Filiera”, coinvolgendo direttamente le stesse imprese nel sistema formativo. Delle undici previste, due sono già operative in via sperimentale, mentre il bando per le rimanenti nove scadrà il prossimo 22 novembre.

Per delucidazioni è intervenuta Monica Canalis (Pd).

La Commissione ha quindi espresso a maggioranza dei presenti parere preventivo favorevole sulla proposta di deliberazione sul piano delle attività 2023 e sul consuntivo delle attività svolte nel 2022.

Lavoratori del Carrefour

La Commissione ha infine ricevuto in audizione, su richiesta di Canalis (Pd) le organizzazioni sindacali Uiltucs, Filcams Cgil, Fisascat Cisl, insieme ad una delegazione di lavoratrici e lavoratori del Carrefour, catena di supermercati e ipermercati francese.

Al centro delle preoccupazioni c’è il piano di trasformazione dei punti vendita da gestione diretta a franchising con soggetti privati.

Carrefour è presente soprattutto in Piemonte e Lombardia, nella nostra regione ci sono 36 punti vendita con circa duemila lavoratori.

Per acquisire informazioni sono intervenuti Francesca Frediani (M4o), Canalis (Pd), Silvio Magliano (Moderati), Carlo Riva Vercellotti (Fdi), Valter Marin (Lega), Sarah Disabato (M5s) e Leone.

 

In aiuto alle nuove povertà a Torino c’è l’associazione CONTACT

Secondo i dati ISTAT l’incidenza di povertà relativa si attesta al 10,9% della popolazione, stabile rispetto all’11% del 2021 e le famiglie sotto la soglia di povertà sono 2,8 milioni.

Nel 2022 erano in condizioni di povertà assoluta 2,18 milioni di famiglie, che costituivano l’8.2 % del totale partendo dal 7,7 % nel 2021, e oltre 5,6 milioni di individui, con una crescita del 9,7%.

Sempre secondo i dati Istat la percentuale di famiglie che si trovano in uno stato di povertà nel Mezzogiorno è pari al 10,7%; 1,27 milioni i poveri in povertà assoluta, 14,7% la percentuale delle famiglie con una persona di riferimento operaio o assimilato in povertà assoluta.

Esistono, però, nella nostra città, Torino, associazioni come Contact, nata nel 2008, che, grazie alla dedizione e alla esperienza dei suoi volontari, è sempre più attiva nel contrasto alla povertà, al disagio e a quell’esclusione sociale presente a Torino, in particolare nei quartieri delle Vallette e di Borgo San Paolo.

Nel corso degli anni Contact è riuscita ad adoperarsi per contrastare la nuova povertà, quella cosiddetta grigia, spesso formata da impiegati che hanno perso il posto di lavoro, dai padri separati, e il disagio giovanile.

Il contributo di Contact in un contesto in cui la povertà in aumento è davvero prezioso, ma non si ferma qui, perché l’associazione ha assicurato il suo aiuto a disabili motori e intellettivamente lievi, mettendo in campo diversi progetti volti all’aiuto nei confronti degli anziani che versano in difficoltà economiche o hanno problemi di salute.

Oggi diventa più che mai prezioso lo sportello che aiuta le persone in difficoltà, dando loro una grossa mano per accedere ai servizi sociali e sanitari, espletare pratiche burocratiche, fiscali, tributaristiche, previdenziali e per orientare sul tema del lavoro.

L’associazione Contact non soltanto, quindi, si adopera per dare informazioni sul tema del riconoscimento dell’invalidità civile e sulle tematiche di edilizia residenziale, ma è in prima linea nella lotta alla povertà e al disagio, non solo giovanile.

Mara Martellotta