ECONOMIA

Stellantis tra ripresa e incertezze: il futuro di Mirafiori e dell’automotive piemontese

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Segnali di recupero e rilancio produttivo

Dopo una fase molto complessa, Stellantis sta mostrando alcuni segnali di miglioramento, in particolare nello stabilimento di Mirafiori a Torino. Nel 2025 la fabbrica ha registrato una crescita produttiva in controtendenza rispetto al resto del Paese, superando le 30 mila vetture e segnando un aumento significativo rispetto all’anno precedente.

A trainare questa dinamica è stato soprattutto l’avvio della nuova Fiat 500 ibrida, che rappresenta un passaggio strategico nella fase di transizione tecnologica del gruppo. L’introduzione del modello ha portato a una progressiva riattivazione delle linee e alla prospettiva di nuove assunzioni, oltre al possibile aumento dei turni produttivi nel 2026.

Anche a livello globale il gruppo intravede margini di miglioramento, con una ripresa della domanda in alcuni mercati chiave e l’obiettivo di tornare a risultati economici più solidi nel breve periodo.

Un quadro nazionale ancora fragile

Nonostante questi segnali positivi, il contesto italiano resta critico. La produzione complessiva di Stellantis nel Paese è diminuita sensibilmente nel 2025, scendendo sotto le 400 mila unità e segnando un forte calo rispetto agli anni precedenti. Ancora più marcata è stata la contrazione nella produzione di autovetture, che evidenzia una difficoltà strutturale del sistema industriale nazionale.

Sul fronte occupazionale, il ridimensionamento è evidente: negli ultimi anni si è registrata una consistente riduzione della forza lavoro, accompagnata da numerose uscite volontarie e da un ampio ricorso agli ammortizzatori sociali. Anche negli stabilimenti più attivi, come Mirafiori, la continuità produttiva non è ancora garantita e resta legata a pochi modelli.

Questi elementi mostrano come la ripresa sia ancora parziale e non uniforme, inserita in un contesto di trasformazione profonda dell’intero settore.

Mirafiori e il Piemonte davanti a una svolta

Il futuro di Mirafiori rimane incerto e fortemente dipendente dalle scelte strategiche del gruppo. La produzione è oggi concentrata quasi esclusivamente sulla Fiat 500, rendendo lo stabilimento vulnerabile a eventuali variazioni della domanda o a cambiamenti nei piani industriali.

A questo si aggiungono altre criticità, come la riduzione di alcune produzioni di fascia alta e le difficoltà legate alla transizione verso l’elettrico, un mercato ancora instabile e caratterizzato da una domanda non sempre prevedibile.

Le conseguenze riguardano non solo lo stabilimento, ma l’intero ecosistema automotive piemontese, che comprende una vasta rete di fornitori e competenze specializzate. Il rischio è un progressivo ridimensionamento del ruolo industriale di Torino, storicamente cuore dell’auto italiana.

Al tempo stesso, però, esiste anche uno scenario alternativo: nuovi investimenti, diversificazione dei modelli e consolidamento produttivo potrebbero rilanciare il territorio, mantenendo vivo un patrimonio industriale unico.

In questo equilibrio tra opportunità e criticità si gioca il futuro dell’automotive piemontese, con Mirafiori ancora al centro di una trasformazione decisiva.

Foto Consiglio regionale del Piemonte

ESA BASS, tecnologie spaziali per i mercati terrestri

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Si è svolto presso il Centro Congressi dell’Unione Industriali Torino il terzo Regional Roadshow italiano dell’Ambassador italiano ESA Business Applications and Space Solutions (BASS), un’iniziativa promossa da Unione Industriali Torino e Fondazione E. Amaldi, in collaborazione con Fondazione Piemonte Innova.

L’evento ha rappresentato una tappa chiave del Roadshow nazionale, offrendo al sistema produttivo torinese una visione integrata del programma europeo dedicato allo sviluppo di applicazioni innovative basate sull’integrazione di dati e tecnologie spaziali per i mercati terrestri. In questo contesto, l’Italia consolida il proprio posizionamento competitivo a livello europeo, confermandosi terzo Paese contributore dell’ESA e primo nel programma ESA ACCESS-BASS. Un risultato che rafforza il ruolo strategico dell’ecosistema industriale e della ricerca nazionale, sempre più centrale nello sviluppo e nella valorizzazione della New Space Economy.

L’evento si è aperto con i saluti istituzionali di Eleonora Faina, Vicedirettore Generale di Unione Industriali Torino, e Lorenzo Scatena, Segretario Generale di Fondazione E. Amaldi, il quale ha sottolineato: “La Fondazione si configura sempre più come un abilitatore strategico lungo l’intera catena del valore dell’innovazione, accompagnando le imprese in un percorso completo che va dall’idea iniziale fino allo sviluppo e alla successiva scalabilità sul mercato. In questa prospettiva, applichiamo un approccio end-to-end che parte dall’analisi dei dati di mercato e si estende al supporto al capacity building, al matchmaking e all’internazionalizzazione, attraverso un mix integrato di strumenti diretti e indiretti, con l’obiettivo di rafforzare in modo concreto la competitività del sistema industriale”.

In un momento di grande trasformazione lo spazio si conferma un’area in forte espansione economica, con un valore stimato di 1.600 miliardi di euro entro il 2035. Il prossimo Quadro Finanziario Pluriennale dell’Unione Europea dovrebbe destinare oltre 130 miliardi di euro a investimenti nei settori difesa, sicurezza e spazio, cinque volte le risorse stanziate nel precedente periodo di programmazione. In questo quadro l’aerospazio è diventato e diventerà sempre di più il vero campione anche della crescita torinese. Già oggi le importazioni sono passate da 500 milioni a oltre un miliardo, arrivando a rappresentare quasi il 50% di tutto il Nord Italia, complessivamente il settore torinese è passato dai 2,0 miliardi del 1998 a oltre 4,8 miliardi l’anno scorso. . I fattori di successo sono la presenza di grandi player, un ecosistema di Pmi specializzate, investimenti in ricerca e sviluppo, una collaborazione stabile con Esa. Siamo, come Paese, leader in un settore che a livello globale crescerà ulteriormente, lo dimostrano i consolidamenti in atto tra grandi gruppi europei ma anche i recenti annunci sui progetti di ritorno sulla Luna. L’aerospazio, quindi, dimostra che l’Italia, e quindi anche Torino, vincono quando combinano specializzazione storica, innovazione e competitività” ha dichiarato Giorgio Marsiaj, delegato all’aerospazio di Confindustria.

Con un budget complessivo di 33 milioni di euro stanziati dall’Agenzia Spaziale Italiana in occasione dell’ultima Ministeriale dell’Agenzia Spaziale Europea per il prossimo triennio, il programma ESA BASS si conferma un driver strategico per l’innovazione, mettendo a disposizione strumenti concreti per trasformare il contenuto tecnologico in soluzioni applicabili e scalabili sui mercati. Rivolto a startup, PMI e grandi imprese, il programma punta a generare sinergie cross-settoriali e ad accelerare l’adozione di tecnologie spaziali in ambiti non space, contribuendo a creare nuove opportunità di sviluppo industriale.

Nel corso del panel di confronto con Enrico Spinelli, Business Applications Engineer dell’Agenzia Spaziale Europea, sono state approfondite le opportunità offerte dal programma e le relative modalità di accesso, fornendo una panoramica operativa per le imprese interessate. Insieme a Eleonora Lombardi, ESA BASS Ambassador per l’Italia, è stato inoltre messo in evidenza il ruolo della Fondazione E. Amaldi come snodo strategico tra ESA, ASI e il tessuto imprenditoriale nazionale, accompagnando le aziende lungo tutte le fasi del percorso, dall’accesso alle opportunità fino alla valorizzazione sul mercato.

Con il programma ACCESS-Business Applications and Space Solutions, lavoriamo per favorire l’applicazione delle tecnologie spaziali in contesti terrestri, supportando aziende e organizzazioni nello sviluppo e nella validazione di soluzioni innovative. L’obiettivo è trasferire competenze, dati e tecnologie provenienti dallo spazio — come l’osservazione della Terra, le telecomunicazioni satellitari e la navigazione — verso applicazioni pratiche che generino valore per gli utenti, e per la società in generale. L’utilizzo dello spazio, infatti, apre nuove opportunità per la creazione di servizi avanzati e applicazioni innovative in diversi settori, tra cui ambiente, mobilità, agricoltura, sicurezza e smart cities, contribuendo alla crescita economica e al progresso tecnologico. Abbiamo già supportato attività di successo con aziende dell’ecosistema Torinese e grazie alla rinnovata sottoscrizione italiana in BASS possiamo accogliere nuove progettualitá nei vari settori di mercato” ha commentato Enrico Spinelli, Applications Engineer dell’ESA.

Il programma ESA BASS ha già abilitato risultati concreti per il tessuto industriale, come emerso anche dalle testimonianze dei protagonisti dei progetti presentati. Fabrizio Dominici, Head of AI, Data & Space per Fondazione LINKS, ha illustrato il progetto CAPRI – Cooperative Autonomous Platform for Reliable Inspection – che con un budget complessivo di €1,4 milioni, evidenzia come l’integrazione di dati satellitari di navigazione (GNSS), tecnologie avanzate di posizionamento e intelligenza artificiale consenta a flotte di droni cooperativi di effettuare ispezioni automatizzate e ad alta precisione delle infrastrutture, anche in ambienti complessi o privi di segnale, con benefici in termini di sicurezza ed efficienza nella manutenzione predittiva. A seguire, Vanina Fissore, R&D Manager e Andrea Lessio, Senior Expert & Project Manager in Ithaca S.r.l. hanno presentato il progetto SAiBEES, focalizzato sulla valutazione della fattibilità tecnico-economica di uno strumento digitale innovativo per la gestione sostenibile degli alveari. Il progetto valorizza dati di Earth Observation integrati con intelligenza artificiale per generare informazioni geospaziali avanzate, a supporto della salute delle api e della produttività, contribuendo ad affrontare sfide ambientali quali cambiamenti climatici, inquinamento e parassiti come Varroa destructor.

A seguire la tavola rotonda “Opportunità e sviluppo per le imprese del territorio in ambito space economy“, ha fornito un’analisi delle prospettive e dei percorsi di crescita attualmente disponibili per il tessuto imprenditoriale locale, con particolare attenzione al ruolo dello spazio come abilitatore tecnologico per altri settori e alle leve strategiche per favorire trasferimento e adozione tecnologica, grazie agli interventi di Fulvia Quagliotti, Direttrice del Distretto Aerospaziale del Piemonte, Guido Ceresole, Responsabile Area Innovazione, Mobilità e Digitale di Unione Industriali Torino e Coordinatore di Mesap Innovation Cluster e Lorenzo Scatena, Segretario Generale di Fondazione E. Amaldi, moderati da Veronica Spadoni, Responsabile Acceleratore di Impresa ed Ecosistemi di Innovazione di Fondazione Piemonte Innova e Cluster Manager del Polo di Innovazione ICT.

L’iniziativa si è configurata come un momento qualificato di confronto tra stakeholder, contribuendo a delineare un approccio integrato capace di coniugare competenze tecnologiche avanzate e bisogni del mercato, con l’obiettivo di abilitare nuove applicazioni e modelli di business ad alto potenziale. Il Regional Roadshow si conferma così un efficace strumento di networking e sviluppo, in grado di rafforzare il posizionamento di Torino come hub di riferimento per l’innovazione industriale e, al contempo, consolidare il ruolo dell’Italia nel contesto europeo, favorendo la diffusione delle tecnologie spaziali e la crescita di un ecosistema competitivo e orientato al futuro.

Edilizia sociale, Torino e Settimo Torinese progettano il futuro di Borgo Nuovo

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La Città di Torino e il Comune di Settimo Torinese avviano un tavolo congiunto per valutare interventi di rigenerazione urbana finalizzati allo sviluppo dell’edilizia pubblica e sociale, con particolare attenzione al patrimonio residenziale situato nel quartiere Borgo Nuovo di Settimo.

L’iniziativa, formalizzata attraverso un protocollo d’intesa tra i due enti, mira a verificare la fattibilità di operazioni di recupero, rifunzionalizzazione e possibile ricostruzione degli edifici esistenti. L’obiettivo è quello di ripensare complessivamente questi ambiti urbani, promuovendo interventi sostenibili sotto il profilo ambientale ed economico, capaci di migliorare l’efficienza energetica degli edifici, ridurre i costi di gestione e offrire una maggiore qualità della vita ai residenti.

La delibera è stata approvata dalla Giunta comunale nella seduta dell’8 aprile, su proposta dell’assessore alle Politiche sociali Jacopo Rosatelli, di concerto con la vicesindaca con delega al Patrimonio Michela Favaro, dando di fatto il via a un percorso di confronto istituzionale della durata di diciotto mesi, che coinvolgerà anche Regione Piemonte, Città Metropolitana di Torino e gli altri soggetti istituzionali competenti in materia di politiche abitative, tra cui ATC e CIT, oltre alla possibile partecipazione di operatori privati e del mondo della cooperazione.

Il protocollo nasce dalla necessità di affrontare le criticità di una parte significativa del patrimonio di edilizia residenziale pubblica, realizzato tra gli anni Settanta e Ottanta e oggi caratterizzato da condizioni di obsolescenza e da elevati costi di manutenzione straordinaria. In particolare, a Settimo Torinese sono presenti circa 370 alloggi sociali di proprietà della Città di Torino, ubicati nel quartiere Borgo Nuovo, nell’area compresa tra corso Piemonte, via Foglizzo e via Don Gnocchi.

In base alla normativa regionale vigente, le assegnazioni degli alloggi – sia da bando, sia in emergenza abitativa – sono gestite dal Comune di Settimo Torinese sulla base delle proprie graduatorie. In questo quadro, si inserisce la necessità di avviare valutazioni di carattere economico e funzionale sulla convenienza del mantenimento di tali fabbricati e dell’opportunità di sviluppare progetti di rigenerazione urbana complessiva delle aree.

Nel corso dell’ultimo anno, il Comune di Settimo Torinese ha già avviato specifici approfondimenti per individuare possibili percorsi di rigenerazione, analizzando in particolare gli strumenti gestionali, le opportunità di finanziamento a livello nazionale ed europeo e gli aspetti patrimoniali connessi. Tali attività rendono oggi necessario un coinvolgimento diretto della Città di Torino, in qualità di ente proprietario degli immobili, e l’attivazione di un confronto più ampio che includa appunto anche gli altri soggetti istituzionali competenti in materia.

Nel dettaglio, il protocollo prevede l’attivazione di un tavolo tecnico congiunto tra le due amministrazioni per approfondire i possibili scenari: le analisi riguarderanno i modelli di governance e gestione, gli strumenti di finanziamento, gli aspetti patrimoniali e giuridico-amministrativi, nonché la definizione di piani di fattibilità economico-finanziaria necessari a verificare la concreta realizzabilità degli interventi. Il percorso includerà la ricerca di risorse a livello nazionale ed europeo e il coinvolgimento delle associazioni rappresentative del settore delle costruzioni e della cooperazione, al fine di valutare possibili forme di partenariato pubblico-privato.

“Nel quadro del complessivo Piano dell’Abitare per lo sviluppo della Città di Torino, il destino degli alloggi di edilizia Residenziale Pubblica di proprietà della Città ma ubicati fuori città riveste un grande interesse – afferma l’assessore alle Politiche Abitative e di Edilizia Pubblica Jacopo Rosatelli -. Ci aspettiamo che questa iniziativa porti a un aumento degli alloggi assegnabili alla cittadinanza che ne ha bisogno”.

“Con l’approvazione di questa delibera apriamo la strada a una riconversione di parte del patrimonio immobiliare della Città di Torino, dislocato a Settimo – spiega la vicesindaca Michela Favaro -. La valorizzazione di un così ampio numero di appartamenti deve passare necessariamente attraverso un tavolo che coordini l’azione di più soggetti e deve avere per obiettivo la possibilità di recuperare una dotazione abitativa tanto vasta, mettendola a servizio della collettività”.

“Questo accordo è per noi un passo indispensabile per superare un modello abitativo nato 50 anni fa e mai davvero ripensato – interviene la sindaca Elena Piastra -. L’obiettivo finale è chiaro quanto sfidante: garantire alle persone e alle famiglie una soluzione abitativa moderna, innovativa e dall’essenziale valenza sociale, che al contempo concorra al rilancio del quartiere, che abbiamo già avviato con importanti investimenti pubblici: la nuova scuola, il nuovo comando della polizia locale, il polo sportivo. Per ottenerlo è indispensabile il supporto del Comune di Torino, proprietario dei complessi edilizi. Da qui in avanti lavoreremo in sinergia e con scadenze e obiettivi intermedi, per arrivare a una soluzione”.

Industria Felix, premiate 11 aziende del Piemonte

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Si è svolto ieri giovedì 9 aprile, in mattinata, presso l’Unione Industriali Torino il 69° evento di Industria Felix – L’Italia che compete, dedicato all’analisi delle performance del sistema produttivo del Nord e alla premiazione delle 42 imprese più competitive: performanti a livello gestionale e affidabili finanziariamente. Nel corso dell’iniziativa sono state premiate le aziende con sede legale nelle regioni settentrionali (ad eccezione della sola Lombardia già premiata il 19 aprile scorso a Milano), individuate attraverso un’inchiesta giornalistica realizzata da Industria Felix Magazine in collaborazione con Cerved, basata su un algoritmo proprietario che ha analizzato i bilanci a partire dall’Ebit margin, selezionando le realtà più performanti sotto il profilo gestionale e finanziariamente affidabili.

L’indagine ha restituito l’immagine di un Nord Italia complessivamente solido, caratterizzato da livelli elevati di redditività e da una crescita dei ricavi non uniforme tra i territori, a fronte di dinamiche occupazionali più differenziate. In tutte le regioni emerge una quota molto alta di imprese con ROE positivo, a conferma della tenuta del tessuto imprenditoriale.

In Piemonte sono state premiate 11 aziende distribuite tra le province di Alessandria, Asti, Biella, Cuneo, Novara e Torino, con il capoluogo che concentra il numero maggiore di riconoscimenti. In Emilia-Romagna le imprese premiate sono 7, con una presenza diffusa tra Modena, Parma, Piacenza, Reggio Emilia e Rimini. Sette anche le aziende riconosciute in Veneto, localizzate nelle province di Padova, Venezia, Verona e Vicenza, a conferma del ruolo trainante della regione. Il Friuli Venezia Giulia conta 7 imprese premiate tra Pordenone, Trieste e Udine, mentre in Liguria i riconoscimenti sono 5, concentrati tra Genova e La Spezia. In Trentino-Alto Adige le aziende premiate sono 2, entrambe in provincia di Trento, mentre la Valle d’Aosta, pur con un numero più contenuto di imprese analizzate, registra 3 aziende premiate.

L’evento è stato organizzato da IFM in collaborazione con Cerved, con il patrocinio dell’Unione Industriali Torino e del Tecnopolo del Mediterraneo, con la media partnership di Askanews, con le partnership di Banca Mediolanum, Mediolanum Private Banking, ELITE (Euronext Group), M&L Consulting Group, EpyonVivida. IFM supporta “Sustainable development GOALS”.

Durante il convegno, moderato dal giornalista Gianmarco Sansolino, dopo i saluti del vicedirettore di UIT Eleonora Faina, sono intervenuti Flavio Cusimano, head of credit rating di Cerved rating agency, Luigi De Lillo, socio EpyonVivida, Tommaso Tabellini, relationship manager di ELITE (Euronext Group), Giancarlo Marengo, consultant di M&L Consulting Group, Giovanni Reale, responsabile Equity capital markets di Banca Mediolanum, Francesco Lenoci, docente dell’Università Cattolica di Milano e portavoce del Comitato scientifico di Industria Felix ESG, Valentina Lattanzi, Francesco e Federico Mecca di Banca Mediolanum, Biancamaria Prete (M&L Consulting Group) e Michele Chieffi.

Mara Martellotta

Torino e provincia, record di turisti con 8 milioni di pernottamenti nel 2025

L’area di Torino e della sua provincia si conferma protagonista del turismo regionale, superando i 3 milioni di arrivi e gli 8 milioni di pernottamenti. Una crescita significativa, sostenuta sia dai mercati esteri sia da quello nazionale, oltre che dal forte richiamo dei grandi eventi culturali e sportivi. I dati sono stati presentati dal presidente Cirio e dall’assessore al Turismo Bongioanni

 

Torino e il suo territorio metropolitano proseguono un percorso di sviluppo senza precedenti, consolidandosi come destinazione di rilievo nel panorama internazionale. La Città Metropolitana di Torino rappresenta oggi il principale polo turistico del Piemonte, concentrando il 45,2% dei pernottamenti complessivi della regione.

Questo risultato si inserisce in un contesto regionale positivo, contribuendo in modo determinante alla crescita complessiva del comparto turistico.

Secondo i dati dell’Osservatorio Turistico della Regione Piemonte, l’area torinese ha rafforzato il proprio ruolo di destinazione leader, superando i 3 milioni di arrivi e gli 8 milioni di presenze, con un incremento rispettivamente del 6,8% e dell’8,3% rispetto al 2024.

L’andamento positivo si è mantenuto costante durante tutto l’anno, con un picco nei mesi estivi e livelli di spesa particolarmente elevati nel periodo autunnale. Torino si conferma così una porta d’accesso privilegiata per i flussi turistici internazionali.

Il turismo si afferma sempre più come settore strategico per il territorio, capace di valorizzare tanto il patrimonio culturale urbano — dalle Residenze Reali ai musei — quanto le eccellenze della provincia. Dalle montagne olimpiche di Bardonecchia e Sestriere, alla Val di Susa, fino alle Valli di Lanzo, al Canavese e al Pinerolese, l’offerta si distingue per varietà e qualità.

Particolarmente rilevante è la crescita del turismo internazionale, con un aumento del 10% delle presenze, segnale dell’efficacia delle politiche legate ai grandi eventi e al miglioramento dei servizi.

Un ruolo chiave è stato giocato proprio dagli eventi di richiamo globale. L’edizione 2025 delle Nitto ATP Finals ha registrato risultati notevoli: +8,4% negli arrivi rispetto al 2024 e, rispetto al 2022, un incremento del 49,6% negli arrivi e del 30,2% nelle presenze.

Anche i dati economici confermano questa tendenza. Le transazioni con carte di credito estere mostrano una crescita del 15,9% a Torino, superiore alla media regionale. Il numero di carte straniere utilizzate è aumentato del 33,5%, con una forte presenza di visitatori provenienti da Francia, Stati Uniti e Svizzera, oltre a un contributo crescente da Cina ed Emirati Arabi Uniti, i cui turisti registrano una spesa media superiore ai 200 euro per carta, concentrata soprattutto in ristorazione, moda e ospitalità di fascia alta.

L’eccellenza dell’offerta si riflette anche nella qualità percepita: la ristorazione raggiunge un punteggio di 86,4 su 100 nel sentiment online, mentre il comparto ricettivo si attesta a 82,2 su 100. Dati che confermano l’alto livello dei servizi offerti da hotel, strutture extra-alberghiere e locazioni turistiche.

La varietà dell’offerta consente di intercettare pubblici diversi: dagli amanti dell’outdoor nelle Alpi torinesi, agli appassionati di storia e cultura che visitano la Reggia di Venaria e il Castello di Rivoli, fino al turismo business che sceglie Torino per il suo dinamismo.

Il 2025 dimostra come la collaborazione tra città e territorio sia la chiave per uno sviluppo solido e duraturo. L’integrazione tra patrimonio culturale, offerta sportiva e valorizzazione dei borghi rappresenta una strategia vincente, capace di generare benefici diffusi e sostenere la crescita futura del Piemonte nel panorama turistico nazionale e internazionale.

Medio Oriente, cauta la fiducia delle imprese torinesi. Aumentano i costi e rallenta l’export

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L’indagine trimestrale realizzata a marzo, basata sulle previsioni di oltre 1.200 aziende piemontesi, evidenzia per la prima volta dalla pandemia del 2020 un rallentamento anche nel settore terziario. Gay: “Auspichiamo che il cammino di pace in Iran sia concreto. Europa ora faccia l’Europa”.

Nonostante il conflitto in Iran, il clima di fiducia delle imprese piemontesi resta improntato alla cautela. L’indagine condotta a marzo dal Centro Studi dell’Unione Industriali Torino ha coinvolto più di 1.200 aziende manifatturiere e dei servizi appartenenti al sistema confindustriale regionale. Tra gli elementi più significativi emerge il forte aumento dei costi legati a materie prime, logistica ed energia: dopo dodici trimestri di relativa stabilità, oltre il 70% delle imprese prevede rincari rilevanti, quota che raggiunge l’85% nel comparto energetico.

Dalle risposte raccolte si rilevano inoltre aspettative sostanzialmente in linea con il primo trimestre per quanto riguarda occupazione e produzione; gli investimenti continuano, mentre si registra un calo degli ordinativi. Alcuni indicatori, come la redditività, mostrano un’inversione di tendenza, segnalando un contesto più complesso. Rimane negativo anche il dato sull’export, in flessione da dodici trimestri consecutivi.

Per la prima volta dopo la pandemia, il settore terziario evidenzia un rallentamento generalizzato delle aspettative: i saldi tra ottimisti e pessimisti restano positivi, ma diminuiscono di oltre 15 punti percentuali per produzione e redditività, di più di 11 punti per gli ordinativi e di 9 punti per l’occupazione. Questo aumento della prudenza è legato soprattutto alle difficoltà in comparti fortemente influenzati dal contesto geopolitico, come commercio, turismo e trasporti.

“Auspicando che sia concreto l’inizio del percorso di pace in Medio Oriente, è più che mai imperativo che l’Europa faccia l’Europa, assumendo posizioni chiare pro-impresa e pro-industria. Si deve avviare un piano di politica industriale con al centro investimenti, energia ed innovazione. In questa direzione hanno continuato ad andare anche le imprese torinesi che, nonostante le conseguenze di quanto avvenuto restino imprevedibili, hanno continuano a programmare investimenti e nuovi impianti. E’ questo l’unico modo per evitare un vero e proprio shock per aziende, lavoratori e famiglie, rilanciando sin da ora la nostra economia” commenta Marco Gay, presidente dell’Unione Industriali Torino.

Con riferimento a Torino, il clima di fiducia si mantiene, pur in presenza di un peggioramento di redditività, export e investimenti, in linea con il quadro regionale. Restano comunque positivi, seppur in calo, gli indicatori relativi a occupazione (+3,8%, -5,1 punti), produzione (+3,3%, -7,2 punti) e ordini (+2,0%, -8 punti). Cresce invece la preoccupazione per l’aumento previsto dei costi energetici e di approvvigionamento.

Si riduce leggermente anche la propensione agli investimenti, che coinvolgono il 72% delle imprese (contro il 77,3% della rilevazione precedente). In particolare, si stabilizza la quota di aziende che prevede investimenti significativi in nuovi impianti (23,6%, rispetto al 25,3% del trimestre precedente).

Come nel resto della regione, il comparto manifatturiero mostra una sostanziale tenuta, mentre il terziario registra un calo degli indicatori superiore ai 10 punti per occupazione, produzione, ordini e redditività. Diminuisce lievemente anche il ricorso alla cassa integrazione, che riguarda il 10,8% delle imprese (16,2% nell’industria). Rimane stabile il tasso di utilizzo di impianti e risorse al 76%, in linea con la media di lungo periodo. Nel capoluogo si registra inoltre l’undicesimo dato negativo consecutivo per le aspettative sull’export (-6,1%).

A livello regionale, le imprese esprimono nel complesso aspettative positive per occupazione (+5,0%), produzione (+3,0%) e ordini (+0,9%). Restano invece negativi i consuntivi relativi a export (-5,5%) e redditività (-10,7%). La propensione agli investimenti rallenta, coinvolgendo il 74,6% delle aziende (in calo di 2,5 punti), mentre il 23,9% prevede l’acquisto di nuovi impianti, dato anch’esso in diminuzione.

Il tasso di utilizzo degli impianti si mantiene stabile al 77%, mentre il ricorso alla cassa integrazione interessa l’8,8% delle imprese, con valori più elevati nel manifatturiero (11,8%). Permane una differenza significativa tra grandi aziende (oltre 50 dipendenti), che esprimono aspettative più favorevoli sulla produzione (+7,1%), e piccole imprese, più caute (+1,2%).

“Al termine di settimane ad altissima tensione, arrivano segnali di una concreta e possibile stabilizzazione dello scenario in Medio Oriente. Nonostante tutte queste incognite, per ora l’impatto su occupazione e produzione è stato ridotto stando alle risposte arrivate dalle imprese di Confindustria. Il quadro resta comunque allarmante perché le conseguenze di quanto avvenuto saranno di lungo termine e ci vorranno mesi affinché il mercato globale e le quotazioni di petrolio e gas tornino a livelli gestibili sia per le imprese, che per la vita di tutti i giorni degli italiani. L’Europa, in questo contesto di maggiore distensione, ha strumenti economici e strutturali per ritagliarsi un vero ruolo da superpotenza ma servono velocità di decisione e unità politica, che solo dopo la pandemia abbiamo visto realizzarsi. E’ il momento di agire, non possiamo perdere nemmeno un minuto” commenta Andrea Amalberto, presidente di Confindustria Piemonte.

Il settore manifatturiero, che rappresenta circa due terzi del campione, registra saldi prossimi allo zero per produzione (+2,9%), nuovi ordini (+0,2%) e occupazione (+5,2%), mentre restano negativi redditività (-13,5%) ed export (-5,2%). Le maggiori difficoltà si concentrano nel comparto metalmeccanico, in particolare automotive e macchinari, con un saldo negativo (-3,5%) che si protrae da undici trimestri. Segno meno anche per le manifatture varie (-1,1%).

Mostrano invece maggiore ottimismo i settori cartario-grafico (+22,2%), tessile-abbigliamento (+10,3%), edilizia e impiantistica (+8,8%) e chimico (+7,9%). Più prudenti le aspettative per gomma-plastica (+2,0%) e alimentare (+4,1%).

Il comparto dei servizi evidenzia infine un’inversione del clima di fiducia, probabilmente legata alle difficoltà nei trasporti e nel commercio-turismo, che registrano saldi rispettivamente pari a -15,6% e -18,6%. Restano invece positive le prospettive per ICT (+14,3%) e servizi alle imprese (+10,2%).

Wizz Air rafforza la presenza a Torino: nuova base e sette rotte inedite

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Torino, 9 aprile 2026 – Nuovo importante investimento per il trasporto aereo piemontese: Wizz Air annuncia l’apertura di una base operativa all’Aeroporto di Torino, la settima in Italia e la quarantesima a livello globale, segnando un ulteriore passo nella strategia di crescita della compagnia nel nostro Paese.

Il piano prevede il posizionamento di due aeromobili di ultima generazione presso lo scalo torinese: il primo entrerà in servizio dal 14 settembre 2026, mentre il secondo sarà operativo a partire dal 25 ottobre. L’iniziativa comporterà un significativo ampliamento dell’offerta, con un incremento complessivo della capacità pari a circa 500 mila posti annui per ciascun velivolo.

L’investimento, sviluppato in sinergia con Torino Airport, porterà benefici concreti anche sul piano occupazionale, con la creazione di 80 nuovi posti di lavoro diretti e circa 700 indiretti nell’indotto.

La scelta di Torino consolida un rapporto già avviato nel 2004 e rafforza il ruolo strategico dello scalo nel network della compagnia. Nel corso degli anni, Wizz Air ha trasportato da e per il capoluogo piemontese oltre 3 milioni di passeggeri. Solo nel 2025 sono stati effettuati più di 2.100 voli, per un totale di oltre 450 mila viaggiatori, collegando Torino con numerose destinazioni italiane ed europee.

Grazie alla nuova base, l’offerta si arricchirà ulteriormente con sette nuove rotte, sia nazionali sia internazionali, con particolare attenzione al mercato spagnolo e ai principali hub italiani. Tra le novità più rilevanti spicca il collegamento con Bilbao, mai servito in precedenza dallo scalo torinese.

Sul fronte domestico, aumenteranno sensibilmente le frequenze verso Roma Fiumicino, con fino a 11 voli settimanali dal 14 settembre. Sempre in Italia, dal 1° dicembre partiranno i collegamenti giornalieri per Napoli, mentre la tratta per Palermo – già attiva dal 4 maggio 2026 – sarà potenziata fino a due voli al giorno a partire da metà settembre.

Per quanto riguarda le destinazioni internazionali, saranno attivati nuovi collegamenti verso Barcellona (giornaliero), Bilbao (tre volte a settimana), Valencia (quattro frequenze settimanali), Madrid (quattro voli settimanali dal 25 ottobre) e Malaga (tre voli a settimana dal 26 ottobre). I biglietti sono già disponibili con tariffe a partire da 24,99 euro.

Nel complesso, nel 2026 Wizz Air opererà da Torino 16 rotte verso 8 Paesi, mettendo a disposizione circa 1,3 milioni di posti. Un’offerta sostenuta da una flotta di Airbus A321neo, tra i modelli più efficienti e sostenibili della categoria.

“Con l’apertura della nostra nuova base all’Aeroporto di Torino compiamo un passo strategico di grande rilevanza per lo sviluppo del nostro network. E diamo un contributo importante per il rafforzamento della connettività del Nord Italia,” ha dichiarato Andras Szabo, Network Officer di Wizz Air, durante la presentazione dei piani della compagnia all’aeroporto di Torino. “L’arrivo di due nuovi aeromobili basati nel capoluogo piemontese rappresenta molto più di un semplice potenziamento operativo: è un investimento concreto nel territorio, capace non solo di generare valore economico e occupazionale ma anche di contribuire in modo significativo a rendere Torino e il Piemonte sempre più accessibili, dinamici e competitivi nel panorama europeo. Crediamo così tanto nel potenziale di Torino, città di innovazione, cultura e industria, da più che raddoppiare quest’anno i posti a disposizione per i viaggiatori da e per la città. Il nostro obiettivo è chiaro: avvicinare il Nord Ovest del paese all’Europa da un lato e rendere l’Italia sempre più interconnessa da Nord a Sud con voli a prezzi accessibili e ultra-competitivi. Let’s WIZZ, Torino!”

Soddisfazione anche da parte della gestione aeroportuale:
“Siamo estremamente soddisfatti dell’investimento che Wizz Air ha scelto di effettuare su Torino e delle prospettive di sviluppo che ne deriveranno per lo scalo e per il territorio. L’apertura della base, con due aeromobili e il lancio di nuove rotte nazionali e internazionali, rappresenta un passaggio strategico che rafforza la connettività del Piemonte, sostiene i flussi turistici e di business e genera importanti ricadute occupazionali. È un’ulteriore conferma dell’attrattività dell’Aeroporto di Torino e della solidità del percorso di crescita che stiamo portando avanti con l’obiettivo di garantire competitività e nuove opportunità di sviluppo per l’intero sistema territoriale. Per festeggiare, per tutti i passeggeri offriamo uno sconto del 50% sui nostri parcheggi Multipiano coperto e 5° Piano scoperto per acquisti effettuati oggi e domani per soste dal 14 settembre al 3 dicembre 2026” ha dichiarato Andrea Andorno, Amministratore Delegato di Torino Airport.

L’operazione si inserisce in un quadro di crescita costante per la compagnia: nel 2025 Wizz Air ha trasportato oltre 21 milioni di passeggeri in Italia, con un incremento dell’8% rispetto all’anno precedente e un indice di affidabilità del 99,6%. Con 40 aeromobili basati nel Paese e una quota di mercato dell’11%, il vettore punta a raggiungere i 27 milioni di posti offerti nel 2026, consolidando ulteriormente la propria presenza.

Vino tra dazi e nuovi consumi. Il Piemonte si rilancia a Vinitaly

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Il Piemonte sarà protagonista alla 58ª edizione di Vinitaly, in programma dal 12 al 15 aprile 2026 a Veronafiere. La Regione si presenterà con un ampio spazio espositivo di 700 metri quadrati nel Padiglione 10, allestito dalla Direzione Agricoltura. L’area comprenderà un auditorium centrale per eventi e presentazioni, una lounge dedicata a degustazioni e momenti conviviali, oltre agli stand di 108 aziende e ai corner di quattro Consorzi di Tutela: Gavi, Barbera, Asti e Brachetto. Per tutta la durata della manifestazione sarà inoltre esposto il trofeo delle ATP Finals, che torneranno a Torino dal 15 al 26 novembre 2026 per la sesta edizione consecutiva.

L’inaugurazione ufficiale dello Spazio Piemonte, sotto il brand “Piemonte Is – Eccellenza Piemonte”, si terrà domenica 12 aprile alle 16.30 alla presenza del ministro dell’Agricoltura Francesco Lollobrigida e dell’assessore regionale Paolo Bongioanni. Attesa anche la visita del commissario europeo all’Agricoltura Christophe Hansen.

Il presidente della Regione Alberto Cirio e l’assessore Bongioanni sottolineano come la partecipazione al Vinitaly avvenga in un contesto complesso per il settore vitivinicolo: tra l’aumento dei costi di produzione legato alle tensioni internazionali, i cambiamenti dei mercati influenzati da dazi e dinamiche geopolitiche, e la contrazione dei consumi, soprattutto tra i più giovani. In questo scenario, la Regione intende sostenere le imprese su quattro direttrici principali: ricerca, innovazione, promozione e apertura a nuovi mercati, puntando anche sull’integrazione tra vino, turismo, sport e grandi eventi.

Proprio in questa direzione va la nascita dell’Osservatorio sul Mercato Vitivinicolo, coordinato dalla Fondazione Agrion, il cui protocollo sarà firmato durante l’inaugurazione. Lo strumento raccoglierà ed elaborerà dati provenienti da centri studi e osservatori per offrire ai produttori indicazioni concrete sui mercati esteri, aiutandoli a orientare le strategie in base alla domanda, al potere d’acquisto e alle condizioni economiche delle diverse aree.

Sempre sul fronte della ricerca, il Piemonte guiderà il progetto “La ricerca italiana per la vitivinicoltura fa rete”, che coinvolge 11 centri regionali per sviluppare soluzioni innovative. Il protocollo sarà presentato lunedì 13 aprile presso lo stand del Ministero.

Tra gli appuntamenti in programma, domenica 12 aprile alle 16 in Sala Fiera sarà consegnato il Premio Angelo Betti a Giovanni Negro, dell’azienda Angelo Negro di Monteu Roero, riconosciuto per l’impegno nella valorizzazione dei vitigni autoctoni e nella sostenibilità.

Spazio anche a momenti più informali: domenica 12 e lunedì 13, dalle 18 alle 20, la lounge ospiterà dj set e degustazioni dei vini Doc e Docg piemontesi, promuovendo un consumo consapevole.

Lunedì 13 aprile sarà una giornata chiave: alle 15.45, nell’Auditorium, avverrà il passaggio di testimone tra Alta Langa, vino dell’anno 2025, e Asti Docg, protagonista del 2026, presentato anche nella nuova versione rosé. In serata, verrà lanciato un nuovo cocktail a base di Asti Docg e Vermouth di Torino Igp, il cui nome sarà scelto tramite un contest online.

Vinitaly rappresenterà inoltre un’importante occasione per operatori e visitatori di scoprire l’intera offerta agroalimentare piemontese, grazie alla presenza dei Consorzi, dei Distretti del Cibo e delle Atl, che promuoveranno itinerari turistici capaci di unire enogastronomia, cultura e territorio.

Infine, all’esterno del padiglione, tornerà il Ristorante Piemonte, gestito dal consorzio Piemonte Land of Wine e curato dallo chef Davide Palluda, che proporrà ogni giorno menu dedicati alle eccellenze regionali.

Sviluppo e coesione, assegnati i fondi

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A Casale Monferrato il presidente Alberto Cirio e l’assessore ai Fondi di Sviluppo e Coesione Gian Luca Vignale, insieme agli assessori agli Enti locali Enrico Bussalino e alla Sanità Federico Riboldi hanno sottoscritto gli accordi di collaborazione con i Sindaci dei 100 Comuni che fanno parte delle aree omogenee Monferrato Casalese – Terre di Po e Bacino del Tanaro, ubicati nelle province di Alessandria, Asti e Torino.

Presenti il presidente della Provincia di Alessandria Luigi Benzi e i consiglieri regionali Debora Biglia, Davide Buzzi Langhi, Marco Protopapa e Silvia Raiteri.

Gli accordi consentono la realizzazione di 104 progetti, per la cui realizzazione la Regione eroga un contributo complessivo di 12.600.000 euro. In questa somma sono anche compresi 450.000 euro derivati dalle premialità, ovvero da un riconoscimento ulteriore della Regione per la realizzazione di progetti sovracomunali candidati da ognuna delle aree piemontesi.

Grazie al Fondo di Sviluppo e Coesione la Regione ha finanziato 805 Comuni piemontesi con contributi per 105 milioni di euro, che permetteranno la realizzazione di quasi 900 progetti con carattere locale e sovracomunale.

«In questi anni abbiamo voluto modificare l’impostazione che aveva dato le risorse dei fondi europei solo ai Comuni più grandi – afferma il presidente Cirio – Abbiamo scelto invece di destinare le risorse europee e i Fondi di Sviluppo e Coesione ai nostri tanti piccoli Comuni tramite le aree omogenee, che, grazie a questi contributi, possono realizzare interventi strategici attesi da tempo. Così, ognuno di questi Comuni avrà un intervento finanziato dai fondi europei o dai fondi Fsc, come in questo caso. Nella prossima programmazione 2028-2035 replicheremo questa impostazione e porteremo avanti queste misure, che hanno dimostrato di rispondere davvero alle esigenze di sviluppo e crescita dei territori»Il presidente Cirio ha inoltre annunciato che entro l’estate sarà predisposta una nuova misura di completamento che consentirà ai Comuni che hanno ottenuto risorse e che hanno già avviato le opere di ottenere le integrazioni necessarie per il completamento.

«Gli accordi siglati oggi a Casale Monferrato permetteranno la piena attuazione dei Fondi di Sviluppo e Coesione, che nelle province di Alessandria e Asti interessano cento Comuni – ha proseguito l’assessore Vignale – Il pregio di questa programmazione è stata la sua semplicità, rapidità e coordinamento tra gli Enti locali e tra questi e la Regione. Una modalità che ha permesso di redistribuire sulle due province oltre 12 milioni di euro per realizzare più di cento progetti. Dato l’iter semplificato alcuni degli interventi sono già stati realizzati. Molti dei progetti finanziati erano opere che le comunità attendevano da anni e proprio per l’ampia gamma di possibilità di interventi ammessi sono riuscite finalmente a realizzare. Infine, questo metodo ha evidenziato la capacità dei Comuni stessi a strutturare strategie di Area sovracomunale che sono state riconosciute e premiate. Un metodo che essendosi rivelato molto efficace sarà replicato per le future programmazioni».

La firma degli accordi territoriali per il Monferrato Casalese – Terre di Po e il Bacino del Tanaro – dichiarano gli assessori regionali Federico Riboldi ed Enrico Bussalino – traducono le strategie regionali in interventi reali sui territori. Parliamo di risorse importanti, oltre 12 milioni di euro, che consentono ai Comuni di investire sulla rigenerazione urbana, sul recupero del patrimonio pubblico e sul rafforzamento dei servizi per i cittadini, migliorando la qualità della vita delle comunità e rendendo questi territori più attrattivi. Con questi accordi diamo risposte ai territori e mettiamo in campo strumenti concreti per contrastare lo spopolamento, sostenere lo sviluppo locale e rafforzare la coesione sociale, accompagnando le comunità in un percorso di crescita sostenibile e duratura».

 

Ecco alcuni progetti già conclusi grazie ai fondi erogati:

Nome Ente

Provincia

Area e Progetto

Costo totale opera

Contributo FSC

COMUNE DI FELIZZANO

AL

04 Bacino del Tanaro – Adeguamento e riqualificazione impianto sportivo comunale “P. Penno”

135.637,94

122.287,94

COMUNE DI ALZANO SCRIVIA

AL

04 Bacino del Tanaro – Parco Ludico Inclusivo

90.549,54

81.494,59

COMUNE DI GUAZZORA

AL

04 Bacino del Tanaro – Riqualificazione area Giochi e area verde urbana

80.636,92

80.636,92

COMUNE DI MONCALVO

AT

10 Area Monferrato Casalese e Terre di Po – Riqualificazione area giochi piazza Carlo Alberto a Moncalvo

55.555,56

50.000,00

I numeri delle due Aree

Monferrato Casalese e Terre di Po

• 54 Comuni interessati delle province di Alessandria, Asti e Torino (Alfiano Natta, Borgo San Martino, Bozzole, Brozolo, Brusasco, Camagna Monferrato, Camino, Casale Monferrato, Castelletto Merli, Cavagnolo, Cella Monte, Cereseto, Cerrina Monferrato, Coniolo, Conzano, Frassinello Monferrato, Frassineto Po, Gabiano, Giarole, Grazzano Badoglio, Lauriano, Lu e Cuccaro Monferrato, Mirabello Monferrato, Mombello Monferrato, Moncalvo, Moncestino, Monteu da Po, Murisengo, Occimiano, Odalengo Grande, Odalengo Piccolo, Olivola, Ottiglio, Ozzano Monferrato, Pecetto di Valenza, Penango, Pomaro Monferrato, Pontestura, Ponzano Monferrato, Robella, Rosignano Monferrato, Sala Monferrato, San Giorgio Monferrato, San Salvatore Monferrato, Serralunga di Crea, Solonghello, Terruggia, Ticineto, Treville, Valenza, Valmacca, Verrua Savoia, Villadeati, Villamiroglio)

• 59 Progetti finanziati

• 8.758.000 di valore totale degli investimenti; di questa somma 7.423.313 euro sono stati stanziati dalla Regione, i restanti 1.335.625 euro sono cofinanziati dai Comuni. Premialità: 300.000 euro.

Bacino del Tanaro

• 46 Comuni interessati appartenenti alle province di Alessandria e Asti (Alluvioni Piovera, Altavilla Monferrato, Alzano Scrivia, Azzano D’Asti, Bassignana, Bergamasco, Borgoratto Alessandrino, Bosco Marengo, Calliano, Carentino, Casal Cermelli, Casorzo Monferrato, Castagnole Monferrato, Castell’Alfero, Castellazzo Bormida, Castelletto Monferrato, Castello di Annone, Castelspina, Cerro Tanaro, Felizzano, Frascaro, Frugarolo, Fubine Monferrato, Gamalero, Grana, Guazzora, Isola Sant’Antonio, Masio, Molino Dei Torti, Montecastello, Montemagno, Oviglio, Pietra Marazzi, Portacomaro, Quargnento, Quattordio, Refrancore, Rivarone, Rocca d’Arazzo, Rocchetta Tanaro, Sale, Scurzolengo, Solero, Tonco, Viarigi, Vignale Monferrato)

• 45 Progetti finanziati

• 5.342.000 euro di valore totale degli investimenti; di questa somma investita 4.727.647 euro sono stati stanziati dalla Regione mentre i restanti 612.210 euro sono cofinanziati dai Comuni. Premialità: 150.000 euro.

CS

Città di Torino, un tavolo tecnico per affrontare la crisi

 

“Di fronte a una situazione internazionale sempre più instabile, che si sta ripercuotendo sulla salute economica del Paese intero, non possiamo che fare nostro l’appello degli imprenditori e degli artigiani torinesi e piemontesi che si dicono preoccupati per l’aumento incontrollato dei costi dell’energia e delle materie prime – afferma la vicesindaca della Città di Torino Michela Favaro -. Di fronte alla sfida che stiamo affrontando, tutte le istituzioni, da quelle locali a quelle nazionali, sono chiamate a fare la propria parte, studiando strategie utili a evitare spirali recessive che farebbero perdere posti di lavoro.
Come Città di Torino ci mettiamo, da subito, a disposizione per aprire un tavolo tecnico trasversale, inter-istituzionale, che metta sul piatto azioni concrete, concordate, per scongiurare gli effetti negativi di questa emergenza. Torino, il Piemonte e lo Stato devono farsi trovare pronti e devono ascoltare e supportare le imprese del territorio, percorrendo qualsiasi strada disponibile”.