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Festival del Classico: quattro giorni sold out di riflessione sul lavoro, tra la classicità e la vita contemporanea

Tutto esaurito al festival ideato dalla Fondazione Circolo dei lettori e presieduto da Luciano Canfora

 

Sui social media del Circolo dei lettori, i contenuti audio e video del festival, che torna a Torino dal 30 novembre al 3 dicembre 2023

 

Torino, 4 dicembre 2022. Mani che stringono penne e aprono quaderni, appunti che riempiono fogli, voci che si fanno ascoltare, occhi attenti. Il Festival del Classico, V edizione della rassegna presieduta da Luciano Canfora e curata da Ugo Cardinale, si conclude dopo quattro giorni di riflessione sul tema universale del lavoro. Quattro giorni di incontri e appuntamenti sold out, tutti esauriti, tra il Circolo dei lettori, il Polo del 900′, il MU-CH Museo della Chimica, le OGR Torino, l’Auditorium Aldo Moro dell’Università di Torino, il Liceo Classico Massimo d’Azeglio, l’Accademia delle Scienze e luoghi vari. Un pubblico più ampio che mai, con moltissimi giovani, liceali venuti da lontano come l’intera classe arrivata da Palermo, e i ragazzi impegnati nel torneo di disputa classica, accanto alle altre generazioni, quel fedele pubblico di ascoltatori e amanti del pensiero antico, insieme per una riflessione complessiva sul presente, intorno al tema del Lavoro come condanna, diritto, utopia. Il Festival del Classico, progetto della Fondazione Circolo dei lettori, torna nel 2023, da giovedì 30 novembre a domenica 3 dicembre.

 

Tante e tanti gli ospiti della V edizione del Festival del Classico: l’attrice  Anna Bonaiuto ha letto testi sull’utopia del non lavoro, Ascanio Celestini ha recitato testi classici contemporanei sul lavoro in fabbrica, mentre al nuovo museo della chimica MU-CH di Settimo Torinese, Gian Luigi Beccaria ha tenuto una lezione sui mestieri dei Primo Levi. Il sociologo del lavoroDaniel Mercure ha dialogato in collegamento dal Canada con il filosofo Giuseppe Cambiano, il direttore del quotidiano Domani Stefano Feltri e con il giornalista Ferdinando Cotugno e con la sociologa Lucilla Moliterno mentre la reporter Francesca Mannocchi ha discusso di immigrazioni e umanità errante dall’antichità a oggi insieme a Luciano Canfora e al direttore di YouTrend Lorenzo Pregliasco. Lo storico Aldo Schiavone ha dibattuto sul futuro del lavoro insieme all’economista Stefano Zamagni e alla giornalista del Financial Times Silvia Sciorilli Borrelli; la giurista e storica del dirittoEva Cantarella ha raccontato la rappresentazione del lavoro sullo scudo di Achille; della Magna Grecia e intorno alle città che non finiscono di rivelare frammenti della loro vita, Paestum, Ercolano, Pompei, hanno discusso Tiziana d’Angelo, Francesco Sirano e Gabriel Zuchtriegel, direttrice e direttori dei tre parchi archeologici; il filosofo Massimo Cacciari ha ragionato sul tema del lavoro a partire dal mito di Prometeo, mentre di sciopero e diritti dei lavoratori nell’Antico Egitto hanno discusso il direttore del Museo Egizio Christian Greco e Luciano Canfora, con Francesco Sirano; del mito di Eva e Pandora, la fine dell’età dell’oro e il lavoro come condanna discutono il direttore della Fondazione Circolo dei lettori Elena Loewenthal con il grecista Giorgio Ieranò e Alberto Sinigaglia, Presidente del Polo del ‘900.   Si è concluso parlando di lavoro dall’antichità alla Costituzione con i giuristi Gustavo Zagrebelsky, Laura Pepe, Oliviero Dilibertoe il professor Massimo Cuono.

 

Le scuole sono al centro del progetto: coinvolti istituti superiori torinesi e di altre città italiane quali Roma, Salerno e Palermo, degli istituti italiani all’estero di Zurigo, Mosca, Losanna, Tunisi, Barcellona, Madrid, Cairo, Belgrado, Buenos Aires, contattati attraverso il Ministero degli Affari Esteri, all’intervento di divulgazione e alla partecipazione dei dipartimenti dell’ateneo partner del festival, Università degli Studi di Torino. Il Torneo di disputa classica, sfida dialettica tra studenti e studentesse dei licei del Piemonte, ha visto quattro squadre impegnate in una competizione oratoria a partire da temi assegnati e con l’obiettivo di convincere i giudici della validità delle proprie ragioni su temi antichi ancora attuali. Hanno vinto i Dissoi Logoi, squadra del Liceo Vittorio Alfieri di Torino, dopo una finale in cui il tema di contesa con i Fenicidel Liceo Massimo D’Azeglio Cavour di Torino è stato “lavoro tradizionale” contro “lavoro innovativo”. Prima edizione del contest Leggilo e raccontalo, ideato sul modello dei Ted Talke realizzato in collaborazione con l’Ufficio Scolastico Regionale del Piemonte, il Polo del ‘900, il Liceo Classico D’Azeglio e la Scuola Holden. Gli studenti del quarto e quinto anno delle scuole superiori del Piemonte e della Valle d’Aosta sono stati invitati a leggere e poi presentare un testo di narrativa dedicato al mondo del lavoro, tema conduttore del festival. In finale i ragazzi e le ragazze hanno raccontato Spatriati di Mario Desiati, Amianto- una storia operaia di Alberto Prunetti, Il mondo deve sapere di Michela Murgia, Mi chiamo Roberta di Aldo Nove e 108 metri di Alberto Prunetti. Ha vinto la squadra del Liceo Carlo Botta di Ivrea, secondo e terzo posto per due classi del Liceo Cavour di Torino.

 

I contenuti del Festival del Classico sono disponibili sui social media della Fondazione Circolo dei lettori: i podcast  su Soundcloud, alcuni incontri in audio-video su You Tube, oltre i reel video con alcuni dei protagonisti del festival su Instagram e il live twitting su Twitter.

 

Diventare scrittori in tre minuti! Si può con “Crea Incipit

Una gara di scrittura, al “Circolo dei Lettori” di Torino, per aspiranti scrittori

Lunedì 5 dicembre, ore 20

C’è chi ci ha messo una vita per riuscire a pubblicare un libro! Ora possono bastare tre minuti! E non è uno scherzo. La cosa è assolutamente seria. E possibile. E lodevole. Come? Aderendo all’iniziativa “Crea Incipit”, rivolta ad aspiranti scrittori ed ospitata al “Circolo dei Lettori” di Torino. L’appuntamento è per lunedì 5 dicembre (ore 20), al “Circolo” di via Bogino 9, ed è una vera e propria gara di scrittura.  Partendo dalle parole chiave indicate dalla giuria, i concorrenti dovranno ideare un “incipit” in tre minuti, leggerlo ad alta voce in sessanta secondi per poi essere giudicati dal pubblico presente in sala. La partecipazione è gratuita e aperta a tutti, esordienti e non, di tutte le nazionalità. La vincitrice o il vincitore si aggiudicherà un buono spesa in libri del valore di 100 euro. Tutti i concorrenti potranno inoltre partecipare a una delle tappe di “Incipit Offresi”, il primo “talent letterario itinerante” dedicato agli aspiranti scrittori, ideato e promosso dalla “Fondazione ECM-Biblioteca Civica Multimediale Settimo Torinese”, in sinergia con “Regione Piemonte”. “Incipit Offresi” è un vero e proprio talent della scrittura, lo spazio dove tutti gli aspiranti scrittori possono presentare la propria idea di libro.

Fino ad oggi sono stati decretati sette vincitori, uno per ogni edizione e sono stati pubblicati circa 60 libri dagli editori aderenti all’iniziativa, a dimostrazione che gli scrittori hanno speranza di vedere pubblicato il proprio libro indipendentemente dall’esito della gara. “Incipit Offresi” è un’occasione innovativa per diventare scrittori e promuovere la lettura e la scrittura, una scommessa basata su poche righe, un investimento sulle potenzialità dell’autore. Il “Premio Incipit”e il “campionato” sono dedicati a Eugenio Pintore, per la passione e la professionalità con cui ha fatto nascere e curato “Incipit Offresi”.

Laureato in lettere a Torino nel 1985, Eugenio Pintore (Bonarva – SS, 1956 – Gassino, 2019), nel 1983 prese servizio alla “Biblioteca” di Settimo Torinese, diventandone direttore nel 1993. Dal 2003 divenne dirigente della “Regione Piemonte”, con l’incarico di riorganizzare la rete dei sistemi bibliotecari, cui afferivano circa cinquecento biblioteche di ente locale, e di dare avvio al “Sistema bibliotecario area metropolitana di Torino (SBAM)”, che vedeva la partecipazione di circa settanta comuni della prima e della seconda cintura torinese. Nel 2008 assunse l’incarico di dirigente del “Settore regionale Biblioteche, archivi e istituti culturali”, lavorando scrupolosamente per la promozione del libro e della lettura, attraverso lo sviluppo di “Fiere del libro”, “Festival” e “Premi letterari”. Suo il progetto “Nati per leggere”, con più di quattrocento comuni piemontesi aderenti e la partecipazione al “Salone internazionale del libro” di Torino, con il progetto “Lingua madre” e gli spazi dedicati agli editori piemontesi. A lui si deve anche l’attuazione della “legge per la piccola editoria piemontese”, per favorire la promozione e la diffusione delle opere degli editori locali anche attraverso il sostegno alle traduzioni e la loro partecipazione alle principali fiere nazionali e internazionali.

g. m.

I Musei Reali presentano la Guida alternativa a Palazzo Reale

In collaborazione con gli utenti del Laboratorio Zanzara

Un nuovo strumento, semplice e inclusivo, per illustrare il percorso che si snoda tra Palazzo Reale, Armeria e Cappella della Sindone, offrendo una chiave di lettura originale, per una diversa esperienza di visita nella residenza sabauda: è la Guida alternativa presentata dai Musei Reali e realizzata in collaborazione con il Laboratorio Zanzara e con il sostegno del Lions Club Torino Risorgimento.

 

Il Laboratorio Zanzara, impresa sociale torinese nata come progetto d’integrazione per persone con disagio mentale, offre un servizio educativo che opera anche come negozio di artigianato e agenzia di grafica e comunicazione.

 

La Guida nasce nell’ambito del progetto ZanzArTe, frutto dell’incontro tra i Musei Reali e il Laboratorio con l’obiettivo di coniugare il punto di vista della disabilità cognitiva con la realtà museale e migliorare l’offerta educativa partendo dall’accoglienza del pubblico per arrivare alla produzione di specifico merchandising.

 

Nella prima fase del progetto, gli utenti del Laboratorio Zanzara sono stati ospiti dei Musei Reali e, guidati dagli educatori e dal personale che cura l’accoglienza, hanno potuto fruire liberamente degli spazi di Palazzo Reale, muovendosi tra le antiche stanze e i preziosi oggetti che ne fanno parte, per produrre i primi bozzetti grafici, poi rielaborati in studio. Il risultato è un piccolo volume che offre una prospettiva diversa, non istituzionale, del percorso museale. Le illustrazioni riproducono ambienti, arredi e dettagli della residenza attraverso i disegni dei ragazzi e delle ragazze che frequentano il Laboratorio Zanzara. Il loro sguardo, unito all’immaginazione, rivela l’interesse per l’arte e l’emozione di fronte alla bellezza. Accanto alla parte grafica, i testi, scritti dai Servizi Educativi dei Musei Reali e stampati in font ad alta leggibilità, restituiscono le descrizioni degli ambienti attraverso un racconto scorrevole e coinvolgente. Sarà possibile acquistare La guida alternativa a Palazzo Reale nel book shop dei Musei Reali.

 

Con la pubblicazione della guida di Palazzo Reale si chiude la prima fase del progetto ZanzArTe. Nei mesi a venire gli utenti saranno impegnati nella produzione di analoghe guide sugli altri settori dei Musei Reali. Al termine del progetto, un evento ripercorrerà tutte le tappe del “viaggio”, presentando al pubblico le attività di inclusione svolte nelle diverse fasi e l’insieme completo delle singole pubblicazioni.

 

Genius Loci e i Presepi d’Autore a Villa Vidua

Nuovo ciclo di Pomeriggi nei Borghi Monferrini

Appuntamento giovedì 8 dicembre ore 15 a Conzano

Da Fubine a Conzano, prosegue la rassegna “Genius Loci – Pomeriggi nei Borghi Monferrini” –  promossa dalla Fondazione Ecomuseo della Pietra da Cantoni, in collaborazione con Comuni monferrini associati, e guidata dall’ideatrice Anna Maria Bruno.

Appuntamento a Conzano giovedì 8 dicembre (ore 15) in piazza Australia, da dove prenderà il via della narrazione e vista del borgo monferrino.

Ad accogliere i visitatori, ci sarà il sindaco Emanuele Demaria, il quale, dopo una breve passeggiata guidata lungo le vie del centro storico, introdurrà la Mostra dei Presepi d’Autore allestita a Villa Vidua, nonché il nuovo allestimento “Racconti di viaggio di Carlo Vidua conte di Conzano, viaggiatore e collezionista”.

Tra le opere presepiali in esposizione, una nuova sezione della ricca collezione personale del primo cittadino Demaria, quelle liguri della prestigiosa Bottega di Marcello Mannuzza e quella della tradizione napoletana firmato da Luciano Testa. Non mancheranno, inoltre, interpretazioni contemporanee come quelle di Emiliano Cavalli e del maestro Emanuele Luzzati.

 

Una seconda tappa sarà dedicata all’Oratorio di San Biagio, già sede della Confraternita dei Batù, situata nel punto più elevato del paese, ai piedi della medioevale torre civica. Per l’occasione le porte di San Biagio si apriranno per la prima volta al pubblico, dopo l’intervento di restauro che, per le decorazioni interne, ha visto protagonista Federico Borgogni, restauratore monferrino, assurto agli onori delle cronache internazionali per il suo intervento di stacco del graffito “Achoo” di Banksy a Bristol. Garantita anche la presenza dello stesso Borgogni.

La terza tappa sarà nel Cantinone del Palazzo Comunale, all’ascolto del dicitore Giorgio Milani che intratterrà sui versi di an Piemonteis, brano dedicato a Carlo Vidua, tratto da “Dalle Alpi alle Piramidi. Piccole storie di piemontesi illustri”, promosso dal Museo Egizio in collaborazione con il Centro Studi Piemontesi.

Il pomeriggio si concluderà con la degustazione di una calda tazza di tea, abbinata alla torta con spezie delle Molucche, prodotta da Stefano Miglietta del ristorante Terre Rosse di San Maurizio di Conzano. Partecipazione libera e gratuita. Info: 348 2211219 o scrivere a chebisa@virgilio.it .

Andrea Ferraris, l’arte del fumetto spiega la vita

Allievo del grande illustratore Emanuele Luzzati e influenzato dal fumetto di denuncia sociale di Andrea Pazienza, anche lui suo maestro, dopo un breve esordio come scenografo, la passione totalizzante per il fumetto lo porta a Bologna, alla scuola di Vittorio Giardino, Marcello Jori e dello stesso Pazienza ‘enfant prodige’ del fumetto italiano dalla breve vita, dissipata e geniale:

questa la formazione artistica e intellettuale di Andrea Ferraris, genovese, mio amico da una vita. Eclettico, levantino giramondo, mette a frutto questa esperienza didattica nelle storie ideate e illustrate per il Topolino della Disney, in quindici anni di attività professionale, svolta in lunghe permanenze lavorative a Parigi e a Barcellona, scelte come città cosmopolite e d’ispirazione artistica e ideale.
Mantenendo ferma questa sua fonte principale di reddito (oggi per l’azienda americana collabora soprattutto per i paesi del nord europa) da alcuni anni a questa parte si è dedicato in parallelo alla realizzazione di graphic novels. In frequente collaborazione con la moglie Daniela, anche lei cartoonist, soggettista e inchiostratrice. Divenuto per questa via, forte innovatore sul piano della creatività narrativa, sperimentatore nel disegno, sul piano del contenuto espressivo. Entrambi attualmente insegnano l’arte seriale del fumetto all’Accademia Albertina di Belle Arti qui a Torino, ultimo loro approdo di vita e lavoro e dove la figlia adottiva Sarvari ha studiato al Liceo Gioberti. Andrea Ferraris ha così iniziato la sua attività di graphic noveler, raccontando in balloons, con la consulenza dell’ etnologo e giornalista Giacomo Revelli, la vita agonistica del ciclista italiano dei primi novecento Ottavio Bottecchia. Muratore in Francia e dissidente durante la dittatura racconta anche della sua misteriosa morte, avvenuta durante il ventennio, si disse proprio per mano di squadristi fascisti. Fu ritrovato cadavere accanto alla sua bicicletta, nei pressi di una strada sterrata, nelle sue campagne friulane nel 1927. Il mistero sulla reale causa della sua scomparsa permane ancora oggi. ( Andrea Ferraris –  Giacomo Revelli   ”Bottecchia”  edizioni Tunuè, €. 12 in libreria e online ). L’ ipotesi del decesso per un pestaggio subito che fu fatta in quegli anni tra le molte altre, mai trovò conferma ufficiale, certa e definitiva. Ma fu ventilata negli anni recenti, anche da giornalisti specializzati nella storia del ciclismo, come il noto e compianto Gianni Mura di Repubblica, che scrisse su quel caso di «morto scomodo» al regime mussoliniano. Successivamente spinto dal suo impegno sociale, politico e culturale mai appagato,  il fumettista ligure, si è recato sul campo con il regista cinematografico e sceneggiatore Renato Chiocca durante l’estate di alcuni anni fa, al confine tra lo stato del Messico e quello del Texas. Ne trasse un reportage a fumetti vissuto dall’interno e descritto come in ‘presa diretta’ sulla condizione sociale e di vita dei migranti messicani. Costretti dalla fame e dagli stenti e a rischio della vita a scavalcare il muro di cemento e filo spinato innalzato dagli americani tra i due paesi. Moltitudini in cerca di lavoro e opportunità di sopravvivenza, al seguito delle famiglie e del sogno americano, divenuto un vero e proprio incubo e una tragedia umanitaria.Demonizzati e vilipesi dalle politiche autarchiche trumpiane, divenuti reietti e pretesti politici, anche per larga parte delle opinioni pubbliche liberal delle nostre opulente, egoiste e indifferenti democrazie occidentali. ( Andrea Ferraris – Renato Chiocca, ” La cicatrice” , edizioni Oblomov € 9.35 in libreria e disponibile su Amazon).
Concludo citando  l’ ultima fatica di Andrea Ferraris: ” Una zanzara nell’ orecchio, Storia di Sarvari’’ ( Einaudi, Super ET 2021, 128 pgg. € 14.50). Fumetto autobiografico della felice vicenda di adozione, integrazione e paternità della figlia Sarvari. Costruzione famigliare condivisa con la moglie Daniela da Mumbai in India all’Italia, in un arco temporale molto ampio. Storia dell’ ottenimento dell’ adozione attraverso viaggi, intoppi burocratici e difficoltà di ogni genere. La lingua universale dell’ amore si conclude idealmente con l’ultima strip del testo. Ma prosegue anche nel qui e ora del nostro accidentato, caotico e avventuroso presente.

Aldo Colonna

Premio Pannunzio, la bandiera della libertà

Ogni anno, salvo quello della pandemia, a partire dal 1982 viene conferito il Premio Pannunzio consistente in un’artistica e storica incisione di Mino Maccari, a personalità italiane della cultura, del giornalismo e dell’arte che si siano distinte per il loro spirito libero.

Hanno in passato, ricevuto il premio Pannunzio, tra gli altri, Giovanni Spadolini, Nicola Abbagnano, Piero e Alberto Angela, Enzo Bettiza , Giorgio Bocca, Paolo Conte, Giorgio Forattini, Claudio Magris, Igor Man, Paolo Mieli, Massimo Mila, Indro Montanelli, Enrico Paulucci, Marcello Pera , Mario Rigoni Stern , Sergio Romano, Alberto Ronchey, Barbara Spinelli, Giampaolo Pansa, Antonio Ricci, Stefano Zecchi, Piero Ostellino, Antonino Zichichi, Arrigo Cipriani, Allegra Agnelli, Dacia Maraini, Gianfranco Ravasi, Ernesto Ferrero. Nel 1982 il premio fu ideato da Mario Soldati, cofondatore con Arrigo Olivetti e Pier Franco Quaglieni  e presidente del Centro “Pannunzio” per oltre vent’anni. Dal 2005 è stato creato il Premio Pannunzio Alassio che rappresenta il fiore all’occhiello della nostra sezione ligure che ho personalmente contribuito ad organizzare. Rileggendo il nome dei premiati possiamo individuare personalità anche molto diverse tra loro, ma c’è un filo rosso o meglio tricolore che tiene insieme donne e uomini anche distanti tra loro nel corso del tempo. Di ognuno di questi premiati si potrebbe dire qualcosa di particolare ,ma l’elemento che li accomuna tutti è il loro livello culturale e il loro spirito di libertà. In tempi plumbei di conformismo il Centro “Pannunzio” ha tenuto alta la bandiera della libertà, del libero dissenso , senza lasciarsi stordire ,per dirla con Aron, dall’ oppio delle ideologie che hanno avvelenato la cultura novecentesca. Come sentiremo dalla lettura della motivazione, Ugo Nespolo, Premio “Pannunzio” 2022, si inserisce  perfettamente nel quadro dei suoi predecessori.

ANNA RICOTTI

Alla scoperta delle Gipsoteche del Piemonte

A riscattare le gipsoteche dal lungo periodo in cui i gessi sono stati sottovalutati, una graduale rivalutazione ha fatto comprendere come le opere preparatorie siano indispensabili per illustrare la genesi delle sculture tradotte in marmo e bronzo.

Il Piemonte possiede 5 gipsoteche che favoriscono il confronto tra scultori vissuti tra metà ottocento primo novecento ognuno con proprio stile seppure col gusto della moda dell’epoca.

Famosa la gipsoteca Leonardo Bistolfi a Casale Monferrato con gessi e terrecotte, del tutto simili al risultato finale, toccati unicamente dalle mani del più importante scultore simbolista italiano la cui poetica si fonda su scienza positivista, pseudo scienza e ideismo, assertore della morte come terreno fertile di vita poiché lo spirito è immortale.

Dal naturalismo de “il boaro” si passa al “bacio” di sentore scapigliato e ai monumenti funebri; stupenda la cappella sepolcrale Hierschel de Minerbi col funerale della vergine influenzato dallo stiacciato Donatelliano.

A Bistagno la gipsoteca Giulio Monteverde formatosi nella bottega di Giovanni Bistolfi, padre di Leonardo, contiene gessi realisti col tema sociale del lavoro oltre ai classicheggianti per monumenti funebri.

A Rima la casa museo di Pietro Della Vedova possiede gessi provenienti dallo studio di Torino con predilezione per gli angeli, affascinante la Cleopatra orientaleggiante.
A Savigliano la gipsoteca di Davide Calandra, allievo come Bistolfi, di Odoardo Tabacchi con bozzetti veristi di destinazione domestica e gessi liberty oltre a gessi per monumenti funebri tra cui quello per il principe Amedeo di Savoia inaugurato a Torino nel 1902.

A Verbania la gipsoteca Paolo Troubetzkoy propone gessi, terrecotte, bronzi, marmi antiaccademici scapigliati e impressionisti, in particolare figure muliebri e animali dal singolare aspetto picchiettato e sfaldato.

Giuliana Romano Bussola

Primo incontro con il prof Barbero

Al via il ciclo di incontri dal titolo

“Come abbiamo imparato a convivere? Dalla sopraffazione alla democrazia”

 

Tre appuntamenti: martedì 29 novembre, martedì 6 dicembre e martedì 13 dicembre sempre alle ore 18

 

Torino, Auditorium grattacielo Intesa Sanpaolo, corso Inghilterra 3

Ingresso gratuito,

prenotazioni sul sito https://group.intesasanpaolo.com dal 25 novembre

 

 

 Tornano le lezioni-conferenze di storia di Alessandro Barbero, organizzate da Intesa Sanpaolo nell’ambito delle attività culturali svolte al grattacielo di Torino. Il ciclo, curato da Giulia Cogoli e giunto alla settima edizione, prevede tre nuovi appuntamenti dal titolo “Come abbiamo imparato a convivere? Dalla sopraffazione alla democrazia”.

Gli incontri in programma martedì 29 novembre, martedì 6 dicembre e martedì 13 dicembre, alle ore 18 sono dedicati alle forme di convivenza sociale che hanno caratterizzato la storia dell’uomo e la sua evoluzione. Lo storico e scrittore, professore di Storia medievale presso l’Università degli Studi del Piemonte Orientale, noto al pubblico per la sua straordinaria capacità divulgativa, racconterà in modo avvincente e ricco di curiosità gli aspetti più o meno noti dei modelli di convivenza. Dalla schiavitù, su cui si reggevano l’Impero Romano o il Sud degli Stati Uniti prima della Guerra di Secessione, al totalitarismo, tratto distintivo delle due più feroci dittature del Novecento, il nazismo e lo stalinismo, fino alla democrazia, di cui i Greci sono stati i primi a sperimentare il regime, ma della quale molti pensatori hanno affermato con la massima convinzione che era un male da evitare a tutti i costi. Cosa si intende dunque oggi per democrazia?

Gli appuntamenti saranno anche trasmessi in streaming sul sito https://group.intesasanpaolo.com

Le lezioni-conferenze sono inserite all’interno del palinsesto culturale del grattacielo della Banca, che si caratterizza per la qualità dei contenuti e la notorietà dei protagonisti (artisti, attori, scrittori, conferenzieri). Dal 2015, anno di apertura, quasi 125 mila persone hanno seguito le attività culturali del grattacielo, diventato in pochi anni un centro di cultura, arte e svago.

Le lezioni verranno pubblicate come nuovi episodi del podcast “Alessandro Barbero. La storia, le storie” di Intesa Sanpaolo On Air, che già raccoglie tutte le lezioni del prof. Barbero dei cicli precedenti al grattacielo. Intesa Sanpaolo On Air ha raggiunto 8,5 milioni di ascolti, con un pubblico di cui oltre la metà è under 35 e molto fidelizzato (oltre il 45% ritorna su On Air). I podcast della piattaforma anche nel 2022, sono stati ai vertici delle classifiche Top Podcast delle principali piattaforme audio in Italia.

“COME ABBIAMO IMPARATO A CONVIVERE? DALLA SOPRAFFAZIONE ALLA DEMOCRAZIA”:

Martedì 29 novembre, ore 18

La schiavitù

Nella storia si incontrano società interamente basate sulla schiavitù, come l’Impero Romano o il Sud degli Stati Uniti prima della Guerra di Secessione, e altre in cui gli schiavi sono presenti pur senza avere un ruolo centrale, come nell’Italia del Rinascimento. In tutte queste società quasi nessuno metteva in discussione la legittimità della schiavitù, accettata come un fatto naturale, nonostante le storture e gli orrori che produceva. Che la nostra civiltà, negli ultimi secoli, sia arrivata a delegittimare la schiavitù e a vietarla è uno dei rari casi in cui nella storia si può davvero parlare di progresso.

Martedì 6 dicembre, ore 18

Il totalitarismo

Nella cultura politica odierna il totalitarismo è identificato con le due più feroci dittature del Novecento, il nazismo e lo stalinismo. Pochi ricordano che il termine è stato inventato in Italia per definire la dittatura fascista: coniato dagli avversari e inteso in senso critico, il totalitarismo venne rivendicato e assunto a programma da Mussolini. Analizzare i motivi per cui in realtà il fascismo in Italia non riuscì mai a costruire un regime veramente totalitario è un modo per esplorare l’intrinseca diversità della società italiana e la sua irriducibilità a un paradigma omogeneo.

Martedì 13 dicembre, ore 18

La democrazia

Tutti sanno che il termine democrazia è di origine greca e che furono i Greci i primi a sperimentare il regime democratico. Oggi la democrazia per noi è un valore così ovvio, che ci stupisce scoprire come lungo tutta la nostra storia, dall’Antichità fino all’epoca delle rivoluzioni, molti pensatori abbiano affermato con la massima convinzione che era un male da evitare a tutti i costi. Ma quella che oggi continuiamo a chiamare democrazia, perché non abbiamo un’altra parola, è ancora davvero la stessa cosa che intendevano i Greci?

Il Premio Pannunzio a Ugo Nespolo

A TORINO LA CONSEGNA DEL RICONOSCIMENTO 
MERCOLEDI’ 30 NOVEMBRE dopo un incontro conviviale, iI V. Presidente Anna RICOTTI consegnerà il Premio “Pannunzio” 2022 a Ugo NESPOLO, artista di fama internazionale.
Ingresso su inviti.
Il Premio, nato nel 1982, che consiste in una artistica incisione in argento di Mino Maccari, viene conferito ogni anno a personalità italiane della cultura, del giornalismo, dell’arte che si siano distinte per il loro spirito libero. Sono stati premiati, tra gli altri, Piero e Alberto Angela, Enzo Bettiza, Claudio Magris, Indro Montanelli, Enrico Paulucci, Alberto Ronchey, Giovanni Spadolini, Gianfranco Ravasi.
UGO NESPOLO
Nasce a Mosso Santa Maria, in provincia di Biella, il 29 agosto 1941. Si diploma all’Accademia Albertina delle Belle Arti di Torino, sotto la guida di Enrico Paulucci, e si laurea in Lettere Moderne all’Università di Torino. Si dedica all’insegnamento dell’arte e contemporaneamente alla pittura con il risultato di organizzare, tra le altre, una mostra personale a New York. Partecipa al movimento “Arte povera” e realizza il suo primo film, “Grazie, mamma Kodak”. Negli Stati Uniti si dedica al disegno di scenografie e costumi teatrali ed in seguito si occupa di design industriale nei settori della ceramica e del vetro. L’artista Ugo Nespolo unisce un insaziabile appetito artistico e intellettuale alla grinta di chi fa le cose a modo suo. “L’artista non si deve porre limiti”, afferma. “Amo ciò che faccio e mi piace impiegare tecniche e materiali diversi”.

Venezia è salva ma ci voleva così tanto?

Venezia è salva, San Marco anche! Due brevi considerazioni su quanto accaduto in questi giorni nella città lagunare.

Il Mose funziona, finalmente, come si deve, dopo una montagna di denaro speso e innumerevoli rinvii. È un sistema di dighe mobili molto sofisticato, necessita di manutenzione continua e di tanti soldi e speriamo naturalmente che continui a funzionare. Se tutto filerà liscio, Venezia non sprofonderà più grazie ad una delle più grandi opere di ingegneria che tutto il mondo ci invidia. Qualche giorno fa le condizioni di vento e di marea erano peggiori di quelle dell’acqua alta del 2019 e hanno tenuto tutti quanti con il fiato sospeso. Senza il Mose oltre l’80% della città sarebbe stato allagato, le previsioni davano un picco di 170 centimetri, il terzo della storia dopo il disastro del 4 novembre 1966 (194 centimetri) e del 12 novembre 2019 (187). Il Mose, e non è questa la prima volta, è emerso dalla laguna come un mostro marino, un Leviatano del terzo millennio, la città non è finita sott’acqua e la basilica di San Marco è rimasta all’asciutto grazie anche alla barriere di vetro erette in questi mesi intorno alla chiesa. Una “cintura di vetro”, soluzione temporanea, ancora non inaugurata ma che ha funzionato alla grande salvando dall’acqua i pavimenti a mosaico della basilica, già fortemente danneggiati dal sale marino. Il Mose e la barriera di vetro, ma bisognava aspettare così tanto per salvare la città più bella del mondo?    Filippo Re