CULTURA- Pagina 37

Passepartout all’appartamento di Ponente della Palazzina di Caccia di Stupinigi

Nei fine settimana del 6-7 dicembre e del 27-28  dicembre , alla Palazzina di Caccia di Stupinigi, nel Torinese, sarà eccezionalmente possibile visitare l’appartamento di Ponente prima della conclusione dei lavori di restauro prevista per la prossima primavera.

Per quattro giornate ritorna dunque accessibile al pubblico il percorso Passepartout  nell’appartamento di Carlo Felice , speculare a quello di Levante, per una visita guidata straordinaria alla riscoperta degli spazi segreti normalmente chiusi al pubblico. Attualmente in corso di restauro, l’appartamento di Ponente  comprende gli ambienti un tempo appartenuti al re Carlo Felice e alla duchessa Cristina di Borbone.

Gli spazi furono ampliati nel Settecento,  sotto la direzione di Benedetto Alfieri, per accogliere le stanze di Vittorio Emenuele, duca d’Aosta e figlio di re Vittorio Amedeo III.
L’appartamento si apre con una spazio impreziosito da due statue in marmo dei fratelli Collino, raffiguranti Meleagro e Atalanta. Seguono due anticamere decorate nella seconda metà del Settecento.  Nella prima parte sono esposte grandi marine di Francesco Antoniani e nella seconda si trovano scene di vita agreste realizzate da Angela Palanca, grandi tele che venivano utilizzate come cartoni preparatori per gli arazzi. Le sovraporte , datate 1755, raffigurano vedute marine e sono attribuibili alla maniera dell’Antoniani.

Le visite guidate passpartout sono indicate nei seguenti giorni: sabato 6, domenica7, sabato 27 e domenica 28 dicembre  alle ore 10.30, 12, 14.30.
Possono partecipare solo adulti e ragazzi al di sopra dei 12 anni e i gruppi non possono essere superiori alle 15 persone. È necessario indossare un abbigliamento comodo e calzature chiuse. Lo spazio non è accessibile a persone con disabilità.

Mara Martellotta

Il Piemonte cresce con la cultura

Il Rapporto annuale 2024-2025 sulla cultura in Piemonte fotografa un sistema che mostra molteplici dinamiche positive, confermate anche dai primi dati del 2025.

Complessivamente, il documento predisposto dall’Osservatorio culturale mostra una crescita stabile nelle aree più strutturate, accompagnata da segnali di pressione sui grandi poli culturali e dalla persistenza di difficoltà nelle aree interne e nei musei più piccoli. La trasformazione digitale, in rapido sviluppo, richiede inoltre analisi più approfondite per orientare in modo efficace le politiche future.

Ad aprire la presentazione della relazione, svoltasi nel Museo regionale di Scienza naturali, sono stati l’assessore regionale alla Cultura Marina Chiarelli e il presidente di Ires Piemonte Alessandro Ciro Sciretti.

“Dal Rapporto arriva una conferma importante: il Piemonte crede nella cultura e dalla cultura trae energia, identità e sviluppo – ha sostenuto Chiarelli – I dati raccontano un sistema in crescita, trainato dai grandi poli metropolitani ma sostenuto dal lavoro diffuso di musei, biblioteche, teatri, festival, associazioni e reti territoriali. È un ecosistema che dimostra una straordinaria capacità di adattarsi, di rigenerarsi e di coinvolgere pubblici sempre più ampi. La Regione è stata accanto a questa crescita, investendo risorse, semplificando procedure, rafforzando le collaborazioni con le fondazioni bancarie, con il mondo accademico, con i comuni grandi e piccoli. Lo abbiamo fatto perché crediamo che la cultura generi benessere, occupazione, attrattività e qualità della vita. La crescita dei musei, la ripresa dello spettacolo dal vivo, il dinamismo della lettura e l’evoluzione dei consumi digitali sono segnali che dobbiamo saper interpretare per orientare le politiche dei prossimi anni. Ma questo Rapporto ci ricorda anche quali sfide abbiamo di fronte: la tenuta delle sale cinematografiche, le difficoltà dei territori più marginali, la pressione crescente sui grandi istituti culturali, la necessità di garantire continuità agli investimenti quando la stagione del Pnrr sarà conclusa”.

“Per questo – ha anticipato l’assessore – la Regione sta già lavorando per costruire una programmazione pluriennale che permetta di consolidare quanto è stato avviato e di sostenere la transizione digitale, le reti bibliotecarie, i progetti per i giovani e la crescita dell’ecosistema creativo. La cultura è un’infrastruttura fondamentale per lo sviluppo del Piemonte e per questo continueremo a sostenerla con responsabilità, visione e ascolto dei territori, consapevoli che ogni euro investito in cultura produce valore sociale, coesione e nuove opportunità. I numeri ci dicono che siamo sulla strada giusta e ci motivano a fare ancora di più”.

Musei: incremento costante degli ingressi

Nel 2024 i musei piemontesi hanno registrato 7,76 milioni di visite, con una crescita del 9% rispetto all’anno precedente. La spinta principale arriva dal Sistema Museale Metropolitano, che concentra l’82% delle presenze e supera i 6,3 milioni di ingressi, grazie anche alla costante attrattività dei poli culturali torinesi. Nello specifico, hanno mantenuto e consolidato la loro centralità Museo Egizio, Museo Nazionale del Cinema, Musei reali e La Venaria Reale, che hanno accolto il 39% del totale dei visitatori in regione. Nel resto del territorio segnali positivi arrivano da province come Cuneo (+7,3%), Biella (+12% dovuto alla presenza di mostre di grande richiamo) e Alessandria (+13%).

Spettacolo dal vivo: partecipazione in aumento

Parallelamente, il comparto dello spettacolo dal vivo continua a mostrare un andamento favorevole: nel 2024 sono stati venduti 3,8 milioni di biglietti, +12% rispetto all’anno precedente, a fronte di una spesa al botteghino di 98,4 milioni di euro (+20% rispetto al 2023) e un incremento della spesa media per spettatore che passa da 21,6 euro del 2019 a 25,8 euro del 2024. Teatro e musica risultano particolarmente dinamici, anche grazie alla ripresa di festival e grandi eventi – in particolare dei concerti di musica leggera – che hanno rafforzato l’offerta culturale.

Cinema: fruizione nelle sale con recupero ancora incompleto

Diverso il quadro delle sale cinematografiche, che nel 2024 hanno fatto registrare circa 5 milioni di biglietti venduti al botteghino e incassi di 34,6 milioni di euro, con una diminuzione sul 2023 rispettivamente del 4,4% e del 3,3%. I multisale sono quelli che hanno registrato le maggiori difficoltà rispetto ai monosala che, grazie anche alle possibilità di costruzione di un’offerta più variegata e non vincolata esclusivamente ai titoli del momento, hanno mostrato una migliore tenuta. Il fenomeno riflette la tendenza nazionale.

Turismo culturale: presenze in aumento e ruolo centrale di Torino

Il 2024 è stato positivo anche per il turismo: il Piemonte ha registrato 6,28 milioni di arrivi e 16,89 milioni di presenze (+4,1% rispetto all’anno precedente), con una quota internazionale che raggiunge il 53%. Torino si conferma polo culturale centrale, mentre Langhe, Roero e Monferrato continuano a crescere grazie a un’offerta esperienziale diversificata.

Partecipazione: oltre l’80% dei cittadini coinvolti

Secondo l’Indagine Ires sul clima d’opinione, l’83% dei piemontesi ha partecipato ad almeno un’attività culturale nel 2024. Il coinvolgimento risulta particolarmente elevato tra i giovani, mentre resta più contenuto nelle fasce over65, presumibilmente perchè le difficoltà di accesso alla rete frenano l’utilizzo di una categoria di servizi e prodotti che potenzialmente potrebbero favorire il consumo culturale.

Biblioteche civiche

Nel 2024 gli iscritti attivi al prestito nelle 111 biblioteche civiche piemontesi crescono dell’11% rispetto al 2023 e diventano 245.300 ovvero coloro che hanno preso in prestito almeno un libro nell’ultimo anno realizzando 2 milioni di prestiti (+4,4%). La frequentazione dei cittadini così come l’utilizzo dei servizi bibliotecari varia molto nei diversi sistemi territoriali: dalle Valli di Lanzo (24%) al Basso Novarese (2%) e al Monferrato (3%) emergono differenze nelle capacità coinvolgimento e penetrazione dei presidi di pubblica lettura. Sul fronte occupazionale ed economico le biblioteche hanno impiegano oltre 1.000 addetti e utilizzato 21,8 milioni di euro.

Nei primi nove mesi del 2025 gli utenti unici della piattaforma MLOL che hanno utilizzato almeno uno dei servizi di lettura digitale offerti crescono a 20.000 rispetto ai 17.000 del 2024. Calano gli accessi alla piattaforma (-3,2%) e il numero di prestiti di e-book (-7%), mentre aumentano dell’8% le consultazioni di riviste e quotidiani. Si ricorda che nel 2025 è diventato operativo BI.TO, Biblioteche Integrate del Torinese, la nuova rete che unifica il Sistema Bibliotecario Urbano di Torino (BCT) con il Sistema Bibliotecario dell’Area Metropolitana (SBAM): un’unica tessera per accedere a 130 biblioteche e 2 milioni di titoli. Un progetto importante che ha visto l’Amministrazione regionale e quella comunale di Torino fianco a fianco nella realizzazione di un unico grande polo.

Digitale: una fruizione culturale in trasformazione

Le nuove modalità di consumo culturale si confermano in crescita: podcast, contenuti video brevi e gaming stanno modificando le abitudini dei pubblici, ampliando le forme di partecipazione soprattutto tra i più giovani.

Risorse economiche: investimenti in crescita

Nel 2023 le Amministrazioni pubbliche e le Fondazioni di origine bancaria piemontesi hanno destinato al settore della cultura 326,7 milioni di euro (+20,3% rispetto al 2022). Tale tendenza viene confermata anche dai dati del 2024 che segnano un aumento del 2,5%. Va sottolineato però che la dinamica di crescita deriva principalmente dai fondi Pnrr, che hanno sostenuto progetti di digitalizzazione, interventi su borghi e beni culturali, restauri e azioni di accessibilità. Dalla Rapporto emerge dunque la necessità di adottare uno sguardo di lungo periodo per programmare con attenzione la fase successiva al 2026, per garantire operatività nel lungo periodo agli interventi avviati.

Cultura e aree marginali

Il Piano Nazionale per le Aree Interne 2025 identifica in Piemonte 113 Comuni periferici (10%) e 18 ultraperiferici (2%), concentrati principalmente nelle province di Cuneo, Torino e Vercelli. Di questi 131 Comuni solo 74 dispongono di almeno un luogo culturale: si tratta in prevalenza di musei (39%) e biblioteche (34%), mentre teatri (3%) e cinema (4%) sono quasi assenti. La presenza diffusa di ecomusei (14%) valorizza il patrimonio paesaggistico.

(foto Mihai Bursuc

Convegno e “maratona” Satie

In occasione dell’anniversario dei 100 anni della morte di Eric Satie, l’Università e il Conservatorio di Torino organizzano il 5 e il 6 dicembre un convegno e una “Maratona” Satie nell’aula Terracini di Palazzo Nuovo. Iniziativa già svolta ad Honfleur (luogo natale e sede del museo Satie) il 31 ottobre e successivamente verrà riproposta a Catania il 9 e 10 dicembre. Il ricco programma prevede nei 2 giorni, l’alternarsi di professori e docenti italiani ed europei di varie università e conservatori. Dal pomeriggio del 5 ( ininterrottamente , notte compresa), nell’atrio di Palazzo Nuovo, si svolgerà la “maratona” Satie con uno Steinway grancoda e due maxi schermi, in programma l’esecuzione di Vexations, eseguita da 45 pianisti in successione per 840 volte… ! La sera del 5, concerto in Conservatorio degli allievi dedicato per intero a Satie.

Pier Luigi Fuggetta

Al Polo del ‘900 il 120⁰ anniversario di Vasilij Semënovič Grossman

Il Polo del ‘900 promuove, dal 12 dicembre prossimo, una mostra per il 120⁰ anniversario della nascita di Vasilij Semënovič Grossman dal titolo “Vasilij Grossman – la forza dell’umano nell’uomo”. L’esposizione verrà inaugurata alle ore 18 alla presenza dell’autorità, e rimarrà aperta fino al 31 gennaio 2026. Curata da Anna Bonola, Maurizio Calusio, Claudia De Benedetti, Anna Krashnikova, Giovanni Maddalena, Raffaella Poggi, Michele Rosboch, Pietro Tosco e Julia Volokova, la mostra, a ingresso libero tutti i giorni, da lunedì al sabato dalle 9 alle 20, è proposta in occasione del 120⁰ anniversario della nascita dello scrittore, e offre un nuovo percorso di scoperta della sua opera. Ideata inizialmente per il Meeting di Rimini 2025, l’esposizione approda a Torino in un percorso che invita il visitatore a seguire le tappe essenziali della vita e della produzione di Grossman: dagli anni della formazione e dell’impegno socialista fino alla maturità, segnata da un realismo aperto al senso religioso e alla libertà della persona. L’allestimento presenta testimonianze, documenti, testi e fotografie inedite, che costituiscono la complessità e la profondità del mondo di Grossman. Nel cuore del percorso espositivo, il visitatore potrà assistere alla proiezione del cortometraggio “Una telefonata di Stalin”, tratto da un episodio di vita e destino diretto da Nicola Abbatangelo, con Alessandro Preziosi, e sceneggiature di Giovanni Maddalena. La produzione è a cura di Wonderage Production.

L’iniziativa, promossa dallo Study Center Vasilij Grossman, dal Centro Culturale Pier Giorgio Frassati ETS, dal Meeting di Rimini, è realizzato in collaborazione con l’Associazione Esserci, Fondazione Casale Ebraica ETS, Fondazione Grossman ETS e Fondazione Russia Cristiana. Attraverso materiale d’archivio e immagini, comprese diverse foto inedite e video, l’esposizione intende mettere in luce la centralità della verità, della libertà e della dignità umana nell’opera dello scrittore, proponendo una riflessione attuale sulla possibilità del bene anche nei contesti più drammatici della storia.

“Vasilij Grossman – la forza dell’umano nell’uomo” – 12 dicembre 2025 – 31 gennaio 2026 – Polo del ‘900, palazzo San Daniele, via del Carmine 14.

Mara Martellotta

E’ in arrivo a Ivrea “La grande invasione”

Appuntamento nel capoluogo canavesano per presentare la XIV edizione del “Festival della lettura”. Ospite lo scrittore Domenico Starnone

Venerdì 28 novembre, ore 18,30

Ivrea (Torino)

“… Piace agli eporediesi e vari viaggiatori
a semplici curiosi e veri intenditori,
pure a chi per dispetto alla sua signora
si evira impunemente a due passi dalla Dora.
Fra riva destra e riva sinistra non fa distinzione:
si tiene a
 Ivrea, è La grande invasione

Così simpaticamente, e con non poca goliardia, definiscono “in versi” la loro creatura, nata nel 2013, ad Ivrea, Marco Cassini e Gianmario Pilo. Il primo operante a Torino in “ADD editore” e a Milano per “Accento edizioni” e per la rivista multimediale “Lucy”; il secondo, fondatore delle case editrici “minimum fax” e “SUR”, nonché direttore didattico della “Scuola del libro” di Roma. Sono loro i geniali inventori de “La grande invasione”, l’eporediese “Festival della lettura” che si appresta ad inaugurare, dal 30 maggio al 2 giugno del prossimo anno, la sua XIV edizione, insieme alla più piccina “La piccola invasione” dedicata ai lettori più giovani e curata da Marianna Doria, studentessa di “Magistrale in Editoria” a “La Sapienza” di Roma, e Ludovica Giovine, studentessa di “Filologia letteratura e storia dell’antichità” a Torino.

I tempi non sono stretti, ma già venerdì 28 novembre prossimo, ad Ivrea si terrà un doppio appuntamento preparatorio all’arrivo dell’atteso Festival che “piace agli eporediesi e a vari viaggiatori” per citare ancora un versetto della succitata ironica presentazione a firma (almeno, penso) della coppia Cassini – Pilo.

Il ritrovo è alle 18,30, presso l’“Auditorium Mozart” (corso Massimo d’Azeglio, 69) e prevede, fra l’altro, un incontro con lo scrittore – anche per cinema e teatro – napoletano Domenico Starnone, “Premio Strega 2001” con il romanzo “Via Gemito”, che presenterà il suo ultimo libro “Destinazione errata” (Einaudi), attraverso cui l’autore aggiunge un nuovo tassello alla sua esplorazione della fragilità della coppia, luogo di delizie e di sofferenze, una “sintesi dei disastri di cui è capace il genere umano”.

Incontro “di qualità”, programmato non a caso per segnalare le alte aspettative del Festival e per svelarne alcuni passi importanti. Primo fra tutti il ritorno delle “Lezioni” della “Grande invasione”, guidate da professionisti esperti in diverse discipline, dalla Musica alla Storia, dalla Poesia alla Politica. Ognuno accompagnerà il pubblico in un ideale viaggio in tre tempi, ma ciascuna delle lezioni può essere ascoltata anche singolarmente.

Accanto al ritorno di ospiti eccellenti già presenti in passato, sono numerose le “new entry”: le firme musicali Maurizio Blatto e Giulia Cavaliere, i giornalisti e scrittori Stefano Liberti e Matteo Miavaldi, l’economista Alessandro Giraudo, il duo eporediese Claudio Bovo e Norberto Patrignani e il trio di scrittrici Viola ArdoneChiara Tagliaferri e Chiara Valerio.

L’impostazione delle lezioni di quest’anno, divise per “pacchetti tematici”, è frutto di un dialogo con il pubblico dell’“Invasione”: il programma è costruito in modo che lezioni di discipline simili non si sovrappongano, e che possano quindi essere seguite tutte, nell’arco della giornata, per un totale di 18 cicli e 54 lezioni tenute da 22 ospiti.

I biglietti verranno messi in vendita a partire da venerdì 28 novembre e si potranno acquistare presso la “Galleria del Libro” (via Palestro, 70; tel. 0125/641212 o ivrea@ubiklibri.it ) e online sulla piattaforma “Eventbrite”.

Ogni lezione ha il costo di 7 euro, ma sono previste diverse formule di abbonamento.

La copertina del “libretto” che contiene il programma delle “lezioni” è a cura dell’illustratore toscano Francesco Chiacchio, che sarà protagonista di una delle mostre programmate nell’ambio del “Festival”, in collaborazione con “Caracol Art Gallery”.

Per ulteriori info e aggiornamenti del programmawww.lagrandeinvasione.it

Gianni Milani

Nelle foto: Franco Chiacchio Cover programma lezioni “Grande invasione” (Ph. Ghirigori Agency); Domenico Starnone; Cover “Destinazione errata” di Starnone

Dal libro allo schermo: ecco il Premio Match

UN PROGETTO DI REGIONE PIEMONTE, FONDAZIONE CIRCOLO DEI LETTORI E FILM COMMISSION TORINO PIEMONTE

È stato presentato nel corso della conferenza stampa ufficiale presso il Circolo dei
lettori e delle lettrici, la prima edizione del “Premio Match Piemonte. Dal libro allo
schermo” –, promosso dalla Regione Piemonte in collaborazione con la Fondazione Circolo
dei lettori e Film Commission Torino Piemonte.

Un progetto innovativo che punta a creare un ponte tra narrativa contemporanea e produzione
audiovisiva, valorizzando giovani autori e il territorio piemontese attraverso nuove
opportunità di adattamento cinematografico.

Un premio che è anche un investimento sul futuro
Il Premio Match Piemonte non è soltanto un concorso letterario: è una scelta strategica. Un
investimento concreto nelle nuove generazioni, nella loro capacità di immaginare, innovare e
raccontare il mondo. Il Piemonte, forte di una tradizione culturale riconosciuta e di un
comparto audiovisivo in costante crescita, sceglie di diventare un laboratorio fertile per i
giovani talenti, offrendo loro la possibilità di trasformare un romanzo in un progetto
cinematografico reale e di confrontarsi con produttori, creativi e professionisti del settore.
L’obiettivo è chiaro: trasformare le idee in opportunità, la creatività in lavoro, le storie in
nuove produzioni che parlino del Piemonte e dal Piemonte.

Un’iniziativa pensata per i talenti e per il valore culturale del Piemonte
Il Premio, rivolto ad autrici e autori under 50, selezionerà un’opera di narrativa edita tra
gennaio 2023 e gennaio 2026 con un forte potenziale di trasposizione cinematografica
ambientata in Piemonte.

Il progetto punta a sostenere storie capaci di trasformarsi in immagini e a mettere in dialogo
letteratura e cinema, rafforzando al tempo stesso la promozione del patrimonio culturale,
paesaggistico e identitario regionale.

Il titolo vincitore sarà presentato a una platea di produttori cinematografici e televisivi e
darà origine a un cortometraggio “pilota–teaser”, con una spesa massima di 60mila
euro, finalizzato a mostrare le potenzialità di sviluppo in un lungometraggio o in una
serie TV.

È previsto inoltre un riconoscimento di 3mila euro per l’autore/autrice dell’opera
selezionata.

Modalità di partecipazione
La partecipazione è gratuita e riservata agli editori italiani, che possono candidare fino a due
opere.
Sono ammesse tutte le tipologie di romanzo – incluse graphic novel e raccolte di racconti –
purché realizzate da autrici/autori under 50 e ambientate o adattabili realisticamente al
territorio piemontese.
Le candidature devono essere inviate entro le ore 12.00 del 30 gennaio 2026 all’indirizzo
premiomatch@circololettori.it allegando Application Form e il libro in PDF o tre copie
cartacee.

Diritti, opzioni e finalità
Come previsto dal regolamento, il romanzo vincitore concede agli enti promotori un’opzione
gratuita di otto mesi per la produzione del cortometraggio.
I diritti di eventuali futuri adattamenti restano interamente in capo all’autore e all’editore, che
potranno negoziare autonomamente con eventuali produttori interessati.
La Regione Piemonte acquisirà la proprietà dei diritti patrimoniali del cortometraggio,
riconoscendo all’autore e all’editore una licenza d’uso gratuita e non esclusiva per finalità
promozionali.

La Giuria
La valutazione delle opere sarà affidata a una giuria composta da professionisti del mondo
culturale e audiovisivo:
● Giulio Base – Regista
● Linda Messerklinger – Attrice
● Danilo Poggio – Giornalista
● Raffaella Tittone – Direttrice Settore Cultura, Turismo, Sport e Commercio della
Regione Piemonte
● Alfonso Papa – Film Commission Torino Piemonte
● Elena Loewenthal – Scrittrice e traduttrice nonché presidente della giuria
• Marco Pontecorvo – Regista
Timeline
● 24 novembre 2025 – Apertura bando
● 30 gennaio 2026, ore 12.00 – Chiusura candidature
● Febbraio–Marzo 2026 – Lavori della giuria
● 15 aprile 2026 – Cerimonia di premiazione con editori e produttori

 

I commenti 

Marina Chiarelli, assessore alla Cultura della Regione Piemonte:
«Con il Premio Match Piemonte vogliamo dare un segnale chiaro: il nostro territorio crede
nei giovani, investe nei loro talenti e sostiene la filiera culturale in tutte le sue forme. Questo
progetto unisce due mondi che in Piemonte hanno radici profonde – la letteratura e il cinema
– creando un’opportunità concreta di crescita professionale e di valorizzazione del
patrimonio narrativo e paesaggistico regionale. Vogliamo che nuove storie prendano vita
qui, e che da qui possano raggiungere il grande schermo».

Beatrice Borgia, presidente di Film Commission Piemonte Torino:
«Siamo felici di essere parte di un progetto che investe sulla filiera del cinema e
dell’audiovisivo, un settore sempre più strategico per il nostro territorio. Nel corso degli
anni abbiamo visto crescere quantità e qualità delle produzioni e crediamo che questo
Premio, accentuando un dialogo concreto tra mondo editoriale e cinematografico, potrà
stimolare nuovi progetti capaci di valorizzare talenti e storie originali. Come Film
Commission siamo pronti ad accoglierli e a sostenerne il percorso».

Giulio Biino, presidente Fondazione Circolo dei lettori:
«Il premio Match Piemonte, bandito dalla Regione Piemonte, è ideato e organizzato in
collaborazione con il Circolo dei lettori e Film Commission Torino Piemonte. La Fondazione
“Circolo dei lettori” conferma così la sua vocazione di soggetto di produzione culturale (e
non solo di promozione e diffusione).
Il premio “Match Piemonte” costituisce una fertile contaminazione tra letteratura e cinema,
un dialogo tra parole e immagini rivolto, “in primis”, ai giovani, per stimolarne la
creatività.
Un’iniziativa originale che ci aspettiamo susciti interesse e veda una partecipazione di
qualità e numericamente importante. Un modo innovativo di promuovere la nostra Regione
per valorizzarne i profili artistici, storici, ambientali e paesaggistici».

Elena Loewenthal, presidente della Giuria Premio Match:
«Un premio letterario che guarda alla settima arte. Un premio che fa del Piemonte uno
straordinario teatro a cielo aperto. Questo è tanto altro è Match: un progetto nuovo e unico
nel panorama culturale italiano. Un premio che non è pura e semplice celebrazione di
un’opera ma un vero e proprio, grande laboratorio di arte e cultura, capace di intrecciare
generi, esperienze, avventure».

Premi e riconoscimenti letterari a Travaglini

Il Centro Studi Cultura e Società di Torino ha assegnato a Marco Travaglini la prima posizione assoluta nella sezione narrativa breve della V° edizione del concorso nazionale Tesori della Natura. Il racconto che è valso il premio al giornalista e scrittore di Baveno, torinese d’adozione e collaboratore de Il Torinese, si intitola “Dantès e la Lettera 22 dell’Olivetti”. La giuria ha motivato il riconoscimento perché il racconto “conquista per la sua capacità di fondere storia industriale, innovazione e umanità in un racconto delicato e luminoso. Attraverso gli occhi curiosi del piccolo terrier Dantès, l’autore restituisce l’atmosfera vitale della Ivrea olivettiana, simbolo di un’Italia che credeva nel progresso etico e nella dignità del lavoro”. La narrazione, definita “ densa di tenerezza e ironia”, secondo la giuria “celebra un modello di impresa a misura d’uomo e di natura, dove la tecnologia è al servizio del benessere collettivo. Dantès diventa emblema di leggerezza e armonia, portavoce inconsapevole di quella visione in cui l’ambiente, umano e naturale, respira all’unisono con il sogno di Adriano Olivetti: un futuro dove produttività e felicità potessero convivere”. Quest’ultimo premio si aggiunge al secondo posto nella sezione giornalismo della 16° edizione del Premio letterario internazionale Andrea Testore – Plinio Martini – Salviamo la Montagna, con un articolo dedicato allo scrittore Benito Mazzi e al suo legame con la valle Vigezzo, e al posizionamento tra i finalisti del premio letterario Mario Soldati-Lalla Romano bandito dal Centro Pannunzio di Torino con il libro di racconti Il seggio del peccato. Dulcis in fundo il settimanale Eco Risveglio, al quale Travaglini collabora da anni, offrirà in regalo agli abbonati per il 2026 un volumetto con i suoi racconti intitolato La guerra delle ciliegie. Si tratta di racconti che parlano del territorio all’estremo nord del Piemonte, di personaggi esistiti e altri no, di storie capaci di trasportare i lettori qua e là tra il lago e le montagne, suoi luoghi d’origine. Già, perché Marco Travaglini, scrittore, giornalista, ex-politico, ha trasformato la sua passione per la scrittura, ma soprattutto per i personaggi e le storie che incontra, in veri e propri spaccati di vita. Da sempre, concentra l’attenzione prima di tutto sugli ultimi, su quelle persone “dimenticate” che invece, attraverso i suoi occhi, meritano di essere raccontate, conosciute, vissute, di rimanere impresse per sempre. Ed ecco, allora, che hanno vita le storie, tra aneddoti divertenti e spunti di profonda riflessione. E’ la capacità di raccontare di Travaglini a prevalere su tutto, a trasportare chi si avvicina ai suoi scritti in altri tempi, altri luoghi e altre avventure.

L’arte è un pugno. Negli spazi di OFF TOPIC

Si ricorda la figura di Leone Jacovacci, il grande pugile italo – congolese “stroncato” dai pregiudizi razziali del regime fascista

Giovedì 27 novembre, ore 18,30

Campione italiano ed europeo dei “pesi medi” nel 1928, Leone Jacovacci (nato nel 1902 a Sanza Pombo – attualmente in Angola, ma allora facente parte del Regno del Congo – e deceduto a Milano nel 1983), padre italiano e madre principessa congolese, rappresenta ancora oggi sicuramente una delle figure “storiche” più prestigiose del “Pugilato” nazionale e internazionale. In ambito sportivo, al termine di un’adolescenza trascorsa nel viterbese (dove venne cresciuto dai nonni, dopo essere stato portato in Italia dal padre che lo sottrasse alla madre), esordì nel Pugilato professionista a Londra nel 1919 con lo pseudonimo di Jack Walker, in omaggio al fuoriclasse americano Jack Dempsey. Si stabilì definitivamente in Italia, ottenendone la cittadinanza solo nel 1925 e dopo lunghi soggiorni  contrassegnati da una brillane carriera pugilistica in Francia (dove batté il futuro campione del mondo dei “medi” Marcel Thil), Svizzera e Argentina. Atleta di straordinaria abilità tecnica, agile, tenace e brillante, in grado di parlare tre lingue e di distinguersi nel panorama sportivo dell’epoca, il regime fascista ne cancellò volutamente la memoria (come dimostrano i filmati d’archivio dell’“Istituto Luce” manipolati per oscurarne la grandezza), costringendolo al ritiro nel luglio del 1935 e determinandone il breve passaggio al “Catch Wrestling”, fino all’abbandono completo dell’attività sportiva. Morì nel 1983 a Milano, dove aveva trovato lavoro come portiere di un condominio. Vittima, fra le tante, dell’ostracismo razziale del “regime”, alla vita di Leone Jacovacci e al “ruolo socio-culturale” del Pugilato è dedicata la serata in programma giovedì 27 novembrea partire dalle 18,30, negli spazi dell’hub culturale “OFF TOPIC” di via Pallavicino 35, a Torino, in agenda nel calendario (25 – 30 novembre) di “COMÉ?”, “Festival performativo diffuso” dedicato al benessere giovanile attraverso il teatro e la cultura in genere, organizzato in varie location (o meglio “community hub”) dai collettivi di “Cubo Teatro” e di “Teatro della Caduta”.

La serata prevede la proiezione del documentario “Il Pugile del Duce”, racconto incentrato, per l’appunto sulla vita e sul beffardo destino del pugile italo – congolese, cui seguirà il dialogo con Davide Valeri (sociologo italo-etiope che indagherà il rapporto tra migrazioni, memoria coloniale e pratiche culturali) e l’attore Alberto Boubakar Malanchino (milanese di Cernusco sul Naviglio, padre italiano e madre del Burkina Faso), in un confronto con le “palestre popolari cittadine” (riconosciute come “spazi di aggregazione, resistenza e costruzione comunitaria”), e in collaborazione, in particolare, con la “Palestra Popolare Neruda” di corso Cirié, a Torino.

“Il documentario – sottolineano i responsabili – racconta parallelamente anche le motivazioni che spinsero lo studioso Diego Valeri a riscoprire la storia di Jacovacci, restituendogli il posto che merita nello sport italiano e offrendo una riflessione ancora attuale sulle forme sottili di razzismo che attraversano il nostro presente”.

Fra gli eventi in programma nell’ambito di “COMÉ?”, fino a domenica 30 novembre, ci piace segnalare in particolare ,Umanəvenerdì 28 novembre (ore 20), sempre presso “OFF TOPIC”, concerto spettacolo per voce umana e loop station, programmato in collaborazione con “Fertili Terreno Teatro” (Associazione di artisti ed organizzatori torinesi), quale “tentativo irriverente e tragicomico per colmare il senso di vuoto che si crea come una crepa dentro di noi quando ci sentiamo impotentə di fronte alle tragedie umane”.

Sabato 29 (ore 19,30) e domenica 30 novembre (ore 18), vale un pensiero “InDifference”, presso lo “Spazio FLIC Bunker” (nel cuore di Barriera di Milano, in via Paganini 0/200), spettacolo di circo contemporaneo in cui l’artista belga Jef Everaert e la milanese Marica Marinoni si scontrano con le loro differenze e sembra impossibile trovare un punto di incontro. E allora: “Cosa significa essere in due senza confondersi?”.

Per info e programma dettagliato: “Teatro della caduta”, via Fontanesi 25, Torino; tel.011/2453869 o www.lacaduta.org

g.m.

Nelle foto: Alberto Malanchino; Umanə”; “InDifference” (Ph. Kalimba) 

Leggere come “atto di libertà”

Sarà “Leggere Lolita a Teheran” di Azar Nafisi a contrassegnare la sesta edizione del Progetto “Un libro tante scuole” promosso dal “Salone del Libro”

“In un mondo dove tutto era proibito – i colori, i sorrisi, i libri – leggere diventava un atto di libertà. Nelle nostre stanze chiuse, tra le pagine di Nabokov, Austen, e Fitzgerald, imparavamo a respirare di nuovo, a ricordarci chi eravamo”: sono parole in cui è racchiuso tutta l’opprimente tragicità seguita in Iran alla rivoluzione islamica (1978-’79) con la conseguente presa di potere dell’ayatollah Khomeini e mirabilmente espressa nell’immortale romanzo autobiografico della scrittrice iraniana Azar Nafisi (nata a Teheran, nel 1948, e oggi residente negli Stati Uniti, dove si era rifugiata nel 1997) dal titolo “Leggere Lolita a Teheran”, bestseller mondiale, tradotto in oltre trenta lingue, uscito in Italia nel 2004 – e ripubblicato nel 2007 – per i tipi di “Adelphi”. Opera che celebra la letteratura “come strumento contro i totalitarismi e come atto di coraggio e resistenza”, è l’opera scelta quest’anno dal “Salone Internazionale del Libro di Torino” per la sesta edizione del progetto di lettura condivisa per i giovani “Un libro tante scuole”. Il romanzo, con l’introduzione di Chiara Valerio (scrittrice, editor e direttrice di “Più libri più Liberi”), una nota di Annalena Benini (scrittrice, giornalista e direttrice del “Salone” torinese) e la copertina e l’impostazione grafica curate da Riccardo Falcinelli (art director designer) sarà stampato, entro fine gennaio 2026, in 7mila copie gratuite destinate a studentesse e a studenti, nell’edizione speciale del “Salone” realizzata in collaborazione con “Adelphi”, e andrà ad arricchire la “Biblioteca del Salone del Libro”, insieme ai volumi, selezionati nelle precedenti edizioni del progetto (che vede, come “Main partner”“Intesa San Paolo” e “Gallerie d’Italia”), di Albert Camus, Elsa Morante, Antonio Tabucchi, Emily Brontë e Stephen King.

La lettura del libro sarà inoltre accompagnata da un “podcast” in cinque puntate (e disponibile, a partire dalla primavera, sulle principali piattaforme audio gratuite) realizzato con “Chora Media”, con contributi di diversi voci fra le più autorevoli della narrativa contemporanea, da Marco Missiroli a Cecilia Sala, fino a Elena StancanelliBarbra Stefanelli e Chiara Valerio.

In agenda anche quattro incontri per le Scuole alle “Gallerie d’Italia” , con Barbara Stefanelli (20 gennaio, Milano), Chiara Valerio (22 gennaio, Torino), Elena Stancanelli (5 febbraio, Napoli) e Annalena Benini (12 febbraio, Vicenza); un audiolibro messo a disposizione dalla piattaforma “Storytel” con accessi gratuiti per 7mila giovani utenti e la disponibilità della casa di produzione “Minerva Pictures” a organizzare proiezioni cinematografiche gratuite per le scuole del film omonimo, diretto dal regista Eran Riklis.

D’obbligo, a questo punto, la domanda Quale il contenuto di ‘Leggere Lolita a Teheran’? Il tutto parte nell’anno 1995. Proprio in quell’anno, Azar Nafisi, allora docente di “Letteratura Inglese” all’“Università di Teheran”, fu costretta a interrompere il proprio corso a causa delle pressioni del regime islamico. In risposta, organizzò “incontri clandestini” nella sua abitazione con sette studentesse selezionate, dando vita a un “laboratorio critico e intellettuale in cui la letteratura diventa strumento di libertà”. Nel libro “Leggere Lolita a Teheran”, Nafisi racconta proprio queste lezioni segrete, in cui le giovani donne, libere dal velo e dalla sorveglianza, analizzano opere come “Lolita”“Il grande Gatsby”“Orgoglio e pregiudizio”“Cime tempestose”“Daisy Miller” e “Le Mille e una Notte”. I testi diventano, per loro, chiavi di lettura della condizione femminile in Iran, dove le donne sono private di libertà, dignità e diritti fondamentali. Nel libro Nafisi denuncia il “regime khomeinista” per la sua repressione sistematica, in particolare contro le donne, e propone la letteratura “come forma di resistenza e salvezza”.

Scrive Chiara Valerio nell’introduzione: “C’era una volta, insomma, una cinquantina di anni fa, una stanza dove un gruppo di donne, non amiche, ma curiose, potevano guardarsi negli occhi, ciascuna con le proprie differenze e diffidenze e parlare di libri. Fuori dalla stanza, le donne hanno solo occhi, il resto del corpo è coperto, per legge. Un uomo, l’ayatollah, ha sognato una realtà, e in questa realtà sognata le donne non possono passeggiare con uomini che non siano mariti, padri o fratelli e devono essere coperte dalla testa ai piedi. Non possono stringere le mani a un uomo che non sia parente, nemmeno quando discutono di letteratura in un’aula universitaria. ‘I sogni son desideri di felicità’ cantava – e canta – Cenerentola di Disney. Sì, certo, ma sogni di chi, felicità di chi?, domanda che occorre continuare a porsi. Il regime in cui vive Azar Nafisi e in cui il romanzo si svolge è l’Iran di Khomeini”.

Grazie alla collaborazione con il “Sistema della Formazione Italiana nel Mondo del Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale (MAECI)”, anche quattro Scuole italiane all’estero partecipano al progetto: le scuole statali di Atene e di Barcellona e le paritarie “Aldo Moro” di Bucarest e “G.B. Hodierna” di Tunisi. Per ulteriori infowww.salonelibro.it

Gianni Milani

Nelle foto: Cover “Leggere Lolita a Teheran”; Annalena Benini (Ph. Chiara Pasqualini); Chiara Valerio

La Fondazione 1563 per l’Arte e la Cultura presenta il progetto CHANGES 

 

  • Quattro appuntamenti tra novembre e dicembre dedicati a sperimentazione, capitale umano e nuove tecnologie per la valorizzazione dei beni culturali. 
  • Fondazione 1563 per l’Arte e la Cultura realizza le attività di CHANGES, partenariato diffuso sul territorio nazionale, costituito da undici Università, quattro Enti di Ricerca, tre Scuole di studi avanzati, sei Imprese, un Centro di Eccellenza. Il progetto è sostenuto dal programma NextGenerationEU, con un budget nazionale di oltre 120 milioni di euro destinato a rafforzare competenze e opportunità per il territorio, di cui 800.000 euro dedicati alle iniziative curate dalla Fondazione 1563.

 

Torino, 21 novembre 2025 – La Fondazione 1563 per l’Arte e la Cultura avvia le presentazioni dei progetti elaborati nell’ambito del progetto CHANGES (Cultural Heritage Active Innovation for Next-Gen Sustainable Society), iniziativa volta a connettere ricerca, tecnologia e cultura per sperimentare metodologie innovative di conoscenza e tutela attiva del patrimonio, promuovendo al tempo stesso la crescita del capitale umano e la cooperazione tra istituzioni, università e imprese. Attraverso le attività di CHANGES, la Fondazione 1563 sviluppa programmi di ricerca, divulgazione e produzione culturale, realizzati in collaborazione con una rete di partner scientifici e con il coinvolgimento di giovani studiosi italiani e internazionali. L’obiettivo è valorizzare il patrimonio come leva di sviluppo sostenibile e come risorsa condivisa di conoscenze e competenze tra generazioni e discipline.

 

Tra novembre e dicembre sono previsti quattro appuntamenti pubblici dedicati ai temi della conservazione programmata, della documentazione digitale e delle nuove forme di narrazione del patrimonio:

 

21 novembre, ore 10, Palazzo d’Azeglio – Seminario Fontane e Monumenti nello spazio pubblico della città di Torino. Una proposta per la conservazione programmata tra ricerca, strumenti e strategie operative, in collaborazione con la Fondazione Centro Conservazione e Restauro “La Venaria Reale”, la Fondazione LINKS e Ithaca srl. L’incontro illustrerà il protocollo operativo per la conservazione programmata dei beni culturali outdoor, realizzato nell’ambito del progetto “Fontane e monumenti”, e la piattaforma digitale appositamente sviluppata per la gestione dei dati.

 

28 novembre, Cinema Romano – Proiezione del videoracconto multimediale “Attraversamenti. La Cavallerizza Reale”, prodotto dallo studio Karmachina, presentato in collaborazione con la Fondazione Compagnia di San Paolo nell’ambito del Torino Film Festival, quale caso studio di valorizzazione urbana e culturale.

 

4 dicembre, Teatro Gobetti – Convegno “Attraversamenti. La Cavallerizza Reale tra memoria e futuro”, dedicato a ricerche storiche e digitali sul sito e alle nuove pratiche di storytelling applicate al patrimonio.

 

11 dicembre, Palazzo d’Azeglio – Giornata di studi “Natural Rights History. Una biblioteca digitale sulla storia dei diritti naturali”, con la presentazione della piattaforma partecipativa dedicata a studiosi e docenti, ma anche alla cittadinanza.

 

“CHANGES è un’occasione straordinaria per unire innovazione scientifica e valorizzazione culturale” – afferma il Segretario Generale Laura Fornara – “e per sostenere una nuova generazione di ricercatori impegnati a ripensare il patrimonio come risorsa di crescita sociale e civile. Il contributo della Fondazione 1563 mira proprio a favorire questa visione condivisa, in cui conoscenza, tecnologia e creatività agiscono insieme per costruire futuro.”

 

Con questo ampio programma, condotto dal 2022 a oggi, la Fondazione 1563 conferma il proprio ruolo nella ricerca applicata e come luogo di incontro tra studi umanistici, innovazione e formazione.