La stagione culturale del Forte di Exilles inizierà il 12 luglio e proseguirà fino al 6 settembre con 12 spettacoli dal vivo, due mostre e le consuete visite guidate.
Il progetto, che vede al centro la Regione Piemonte, proprietaria del bene faro, in collaborazione con il Comune di Exilles, mette in rete un’ampia serie di soggetti, pubblici e privati a partire da Compagnia di San Paolo, Consiglio regionale e Fondazione Piemonte dal Vivo. A questi si aggiungono il festival “Borgate dal Vivo”, che per il quarto anno sceglie il Forte come sede privilegiata di una parte del suo cartellone itinerante, l’Unione Montana Alta Valle Susa, Tangram Teatro, che porta nel forte alcuni spettacoli della sua produzione, Abbonamento Musei, l’Associazione Amici del Forte, che curerà l’accoglienza dei visitatori.
A rendere possibile tutto ciò è anche la concessione quinquennale rilasciata dalla Soprintendenza Archeologia, Belle arti e Paesaggio di Torino, che consentirà un’attività di valorizzazione e programmazione di eventi con una durata che non vi era mai stata in passato.
Per quanto riguarda gli eventi previsti figurano nomi quali Dardust, Sergio Cammariere, Boosta, Giua e Anaïs Drago riunite in un omaggio a Battiato, fino all’orchestra LaCorelli di Ravenna, che contribuiranno a valorizzare con atmosfere cangianti e le rispettive personalità artistiche il Cortile del Cavaliere, spazio allo stesso tempo raccolto e maestoso. I contenuti teatrali porteranno invece in scena grandi narrazioni e grandi narratori come Andrea Pennacchi, Laura Curino e Fabio Genovesi. Completano il programma alcuni appuntamenti pomeridiani dedicati alle famiglie.
Due nuove mostre animeranno gli spazi espositivi del Forte: nelle sale del Cortile del Cavaliere una collettiva di fotografia racconterà il territorio di Exilles e della valle di Susa; negli storici spazi delle Cannoniere si presenterà invece una novità assoluta come “La nascita dell’alpinismo in Alta Valle Dora. Cacciatori di camosci, pionieri, guide alpine”, una mostra sull’alpinismo nelle sue differenti declinazioni con materiali e fotografie d’epoca, in ricordo di Carlo Giorda.
Il cartellone completo è su https://www.forteexilles.it/forte-di-exilles-eventi/
“La valorizzazione del Forte di Exilles, uno dei beni faro del nostro patrimonio, è fra le priorità dell’amministrazione regionale – dichiara Gian Luca Vignale, assessore regionale al Patrimonio – La concessione quinquennale alla realizzazione di eventi ottenuta dalla Soprintendenza è la dimostrazione di come si voglia costruire attorno al Forte una programmazione culturale e di valorizzazione del bene che garantisca una ricaduta economica su tutta l’Alta Valle di Susa. L’obiettivo che ci poniamo con il Comune di Exilles e tutto il territorio è ampliare sempre più le giornate di apertura del Forte e garantire le risorse necessarie per continuare in attività di valorizzazione che consentano un maggior utilizzo temporale e di spazi del Forte”
“Il festival Borgate dal Vivo rappresenta una visione di cultura diffusa e accessibile, capace di valorizzare patrimoni straordinari come il Forte di Exilles – sottolinea l’assessore alla Cultura Marina Chiarelli – Come Regione Piemonte crediamo fortemente nel portare la cultura ovunque, favorendo incontri tra arte, comunità e paesaggio. Gli spettacoli dal vivo, oggi più che mai, devono essere esperienze immersive e legate ai luoghi. Iniziative come questa generano valore culturale, economico e sociale per tutto il territorio”.


Sottolinea Marco Pautasso, segretario generale del “Salone Internazionale del Libro”: “Con ‘Carte da decifrare’ le parole risuonano in musica e le note si fanno scrittura in luoghi di rara bellezza e suggestione. In un dialogo costante, il mondo della musica s’intreccia e si amalgama con quello della letteratura, per regalare al pubblico emozioni, riflessioni e nuovi punti di vista”.


“Paesaggi siderali”, il tema del primo appuntamento “moaschese” che va ad unire quanto programmato sul piano della proposta artistica al tradizionale evento “Nero di stelle”, promosso dal “Comune di Moasca”, che ormai da anni dedica agli amanti del “buon vino” e dell’“astronomia” una “notte magica”, il primo sabato del mese di luglio.
Oltre alla proposta artistica, inaugurata con l’esposizione delle opere di Elizabeth Aro, il fine settimana al “Castello” non lesinerà al pubblico svariati e piacevoli altri appuntamenti, passando dalle più eterogenee proposte musicali alle degustazioni enogastronomiche(con indimenticabili prodotti del territorio), fino a sessioni di “meditazione yoga” e a curiosi incontri, come quello di sabato 5 luglio, alle 11, con il biologo e giornalista scientifico Danilo Zagaria che dialogherà con Domenico Maria Papa sull’improbabile possibilità di “coltivare viti” nientemeno che sul “Pianeta rosso”.
Per tutta la giornata di domenica 6 luglio, il “Castello di Moasca” ospiterà inoltre (pensate un po’!) la prima tappa della “Tiramisù World Cup” della “Monferrato Selection”, ove appassionati del dolce al cucchiaio più famoso al mondo si contenderanno l’accesso alle “Semifinali” della competizione.
È un momento qualsiasi, è l’esaltazione del quotidiano che cela l’essenza delle cose. Nella poesia citata l’eleganza torinese è presa alla sprovvista, colta in flagrante mentre si tramuta in semplice golosità. Ma Gozzano sfalsa i piani e costringe il lettore a seguirlo nel suo ironizzare continuo, quasi non prendendo mai niente sul serio, ma facendo riflettere sempre sulla verità di ciò che asserisce. Se con “Le golose” Guido si concentra su una specifica situazione, con la poesia “Torino”, dimostra apertamente tutto il suo amore per il luogo in cui è venuto alla luce.
Ma torniamo a Torino, la sua città natale, la amata Torino, che è sempre nei suoi pensieri: “la metà di me stesso in te rimane/ e mi ritrovo ad ogni mio ritorno”. Torino raccoglie tutti i suoi ricordi più mesti, ma è anche l’ambiente concreto ed umano al quale egli sente di appartenere. Accanto alla Torino a lui contemporanea, (“le dritte vie corrusche di rotaie”), appare nei suoi scritti una Torino dei tempi antichi, un po’ polverosa che suscita nel poeta accenti lirici carichi di nostalgia. “Non soffre. Ama quel mondo senza raggio/ di bellezza, ove cosa di trastullo/ è l’Arte. Ama quei modi e quel linguaggio/ e quell’ambiente sconsolato e brullo.” Con tali parole malinconiche Gozzano parla di Torino, e richiama alla memoria “certi salotti/ beoti assai, pettegoli, bigotti” che tuttavia sono cari al per sempre giovane scrittore. “Un po’ vecchiotta, provinciale, fresca/ tuttavia d’un tal garbo parigino”, questa è la Torino di Gozzano, e mentre lui scrive è facile immaginare il Po che scorre, i bei palazzi del Lungo Po che si specchiano nell’acqua in movimento, la Mole che svetta su un cielo che difficilmente è di un azzurro limpido.
Articolo 9.
succinto che, inarcando la schiena, si solleva con il busto in posa quasi teatrale, ed emerge da un giaciglio posto di fronte ad una croce. I suoi lunghi capelli sono scompigliati dal vento che gonfia anche un drappo posto sulla croce e agita le foglie morbidamente rappresentate sulla bronzea stele verticale. Tra le note di tristezza e di intenso pathos, vi aleggia in primo piano la spettacolarità della scena, la figura si pone come la “divina” del cinema muto, la nuova arte che nei primi anni del Novecento andava affermandosi in città.La protagonista del Monumento Roggeri è una fanciulla inginocchiata e piegata dal dolore, le mani le coprono il volto, e i capelli fluenti e raccolti dietro il capo le scendono fin oltre la schiena. Il lungo abito, movimentato dal panneggio di morbide linee, scende e si posa sul basamento in travertino e in parte lo ricopre. La nota di un patire intenso e irrefrenabile è il messaggio che viene dalla donna che, inginocchiata e chiusa al mondo, sembra pregare, tormentata da un affanno senza fine. Su di un lato, si intravvede appena la firma di O.Tabacchi, allievo di Vincenzo Vela, al quale succederà nella cattedra di scultura presso l’Accademia Albertina di Torino.