


Continua a Moasca, nella settecentesca Chiesa di “San Rocco”, il programma di “Terrazza Monferrato”. Terzo appuntamento dedicato alle “performing arts”
Sabato 27 settembre, ore 17,30
Moasca (Asti)
Dopo i successi delle prime due “puntate” tenutesi a luglio e ad agosto – prima e seconda tappa di “Terrazza Monferrato” – nel borgo astigiano di Moasca, sempre lì, nel suggestivo Comune incastonato fra i fiumi Belbo e Nizza e adagiato sulle lievi colline del Monferrato “Patrimonio Unesco”, fervono ormai, gli ultimi preparativi per salutare definitivamente l’estate con un nuovo appuntamento del progetto, in collaborazione con il Comune di Moasca e di “ART SITE FEST”, evento giunto ormai alla sua undicesima edizione e nato dalla brillante idea del curatore e critico d’arte (in passato anche Funzionario del “Ministero della Cultura”) Domenico Maria Papa, nato con l’obiettivo preciso di portare l’“arte contemporanea” nei luoghi più iconici della storia, della natura, del territorio e dell’impresa.
Il nuovo terzo imperdibile appuntamento sarà dedicato, sabato 27 settembre (ore 17,30) ai colori e alle “mirabilia” estetiche delle “performing arts”, in collaborazione con “INCANTI Rassegna Internazionale di Teatro di Figura”, che proporrà, nella settecentesca moaschese – tutta in cotto, con campanile e portico – Chiesa di “San Rocco”, pellegrino e taumaturgo francese (patrono, fra l’altro, dei cani e il più invocato dal Medioevo in poi come protettore dal terribile flagello della peste), una “performance” legata proprio alla figura del Santo (Montpellier, 1345-’50 – Voghera, 1376-’79) venerato dalla “Chiesa Cattolica” e “Patrono” di numerose città e paesi.
Titolo della performance “La noce e la castagna” (frutti tipicamente autunnali, simboli di protezione e fertilità, il primo, di sostentamento e generosità della natura, il secondo); un viaggio fra musica, parola e ombre di assoluta informalità cromatica e gestuale (giocata sui rossi e sui neri, sui gialli intensi e sui bianchi sfumati) alla scoperta della figura di San Rocco, “sospesa fra corpo e spirito, fra sangue e anima” in un racconto che trae ispirazione dalla tradizione popolare della figura del Santo. Le luci e le ombre di “Controluce Teatro d’ombre” (fondato a Torino nel 1994, con l’idea di unire, in un solo progetto artistico innovativo, musica pittura astratta e teatro d’ombre orientale), a cura del pittore spagnolo Jenaro Meléndrez Chas, accompagneranno gli interventi musicali dalle “Suite n.2” e “n.4” per “violoncello solo” di Johann Sebastian Bach, affidati alla giovanissima (“Conservatorio di Cuneo”) Sofia Artioli. Mentre la voce narrante di Alberto Jona – autore del testo, della drammaturgia e della regia – guiderà lo spettatore in una storia fatta di realtà e finzione, concretezza e immaginazione, per incontrare ancora una volta il Santo di Montpellier, nato con una croce rossa sul petto e figlio unico del ricco governatore della cittadina francese.
Il progetto è realizzato in collaborazione con il “Conservatorio Ghedini” di Cuneo.
“Il tema di quest’anno di ‘INCANTI’ – dicono gli organizzatori – è il corpo, affrontato in tutte le sue diverse declinazioni e possibilità espressive: dalla sessualità all’amore, dalla violenza alla cura della propria fisicità, dalla relazione fra corpo della marionetta e corpo dell’animatore, fino alla dialettica scottante fra intelligenza artificiale e corpo nella sua totalità”.
Un evento di indubbia suggestione, in cui l’aspetto sacrale abbraccia, nel suo comporsi, diverse forme artistiche di libera informalità, tese a creare dimensioni poetiche ed immaginifiche capaci di attrarre e racchiudere il pubblico in un impervio visionario labirinto di emozioni, incapaci di guidare alla “normalità” di facili vie o scappatoie d’uscita. E a immediati ritorni alle più semplici realtà del quotidiano.
G.m.
Nelle foto: “Luci e ombre San Rocco – Rosso”; “Luci e ombre San Rocco – Giallo”; Sofia Artioli al violoncello
19-25 settembre 2025
VENERDI 19 SETTEMBRE Venerdì 19 settembre Venerdì 19 settembre
SABATO 20 SETTEMBRE Sabato 20 settembre ore 11:30 Il dialogo tra Chiara Bertola e Giuseppe Gabellone sarà l’occasione per approfondire la poetica dell’artista, in un confronto sulla capacità delle opere d’arte di trasfigurare lo spazio espositivo, ridefinendone la percezione e l’atmosfera. Le opere si fanno agenti di una metamorfosi silenziosa, capaci di generare nuove realtà spaziali e di riscrivere il senso stesso del luogo. PALAZZOIRREALE si distingue nel panorama artistico per la sua capacità di intrecciare arte, cultura e storia in un dialogo profondo con la realtà architettonica e il territorio. Al centro del progetto vi è la costruzione, nel tempo, di una collezione permanente composta dalle opere degli artisti coinvolti, ciascuna ispirata al luogo e al suo contesto. Non solo spazio espositivo ma polo culturale capace di oltrepassare i confini fisici dell’edificio e restituire al Monferrato un progetto di valore, in grado di riaccendere l’attenzione su questi luoghi straordinari. Info: PALAZZOIRREALE – Via Luigi Bosca, 2 Canelli (AT) 14053
DOMENICA 21 SETTEMBRE Domenica 21 settembre ore 11 e 15 Domenica 21 settembre ore 15 e 16:30
LUNEDI 22 SETTEMBRE Da lunedì 22 settembre a lunedì 6 ottobre
GIOVEDI 25 SETTEMBRE Giovedì 25 settembre ore 18
|
Da trent’anni Fondazione Paideia, oltre al supporto diretto alle famiglie con bambini con disabilità, si impegna nel fare cultura sul tema della disabilità, per contribuire alla nascita di una nuova società più responsabile e attenta agli altri. Il festival Paideia è stato immaginato come spazio di incontri, dialoghi e confronti, un’occasione dedicata alla cittadinanza tutta per raccontare storie, condividere strumenti, individuare storie e sfide emergenti coinvolgendo genitori, fratelli e sorelle di bambini con disabilità, istituzioni, giornalisti, scrittori e personaggi dello spettacolo. Giunto alla sua sua terza edizione, il festival Paideia si svilupperà da domani a sabato, proponendo un programma ricco di eventi. A inaugurare il festival sarà il Conservatorio Verdi, giovedi 18 settembre alle ore 21, con un concerto acustico di Daniele Silvestri. L’artista romano sarà accompagnato da una speciale formazione in trio. I biglietti per il concerto sono già andati esauriti. La mattina del 19 settembre, sempre al Conservatorio Verdi, avranno luogo i saluti istituzionali, alle ore 10, del Presidente della Regione Piemonte Alberto Cirio, della Vicesindaca della Città di Torino Michela Favaro, del Segretario Generale della Fondazione Paideia Fabrizio Serra. Alle 10.30 interverrà Mario Calabresi, direttore editoriale Cora e Will, che condurrà una riflessione sui cambiamenti e trasformazioni sociali a partire dalle nuove politiche americane inerenti al terzo settore, unendo giornalismo, esperienza e visione. Alle ore 11 intervento di Christian Greco, direttore del Museo Egizio di Torino, sul tema “La cultura è di tutti”. L’egittologo cercherà di rispondere alla domanda su cosa significhi “accessibilità” nel mondo della cultura, in un’epoca frammentata dall’accelerazione digitale è possibile pensare alla cultura come bene comune, capace di unire passato e presente, di costruire inclusione attraverso la conoscenza, la partecipazione e la responsabilità collettiva. Alle 11.30 verrà presentata un’indagine Paideia Doxa sull’impatto della disabilità sul sistema famigliare. Nel pomeriggio, al Centro Paideia di via Moncalvo 1, si terrà un workshop su migrazioni e disabilità: quali diverse sfide affrontano le famiglie con bambini portatori di disabilità con background migratorio? Il workshop, tenuto in collaborazione con le Fondazioni MAMRE e Paideia, è aperto ai genitori, agli operatori di servizio, agli insegnanti e a tutti gli interessati. Un altro workshop, presso IC Tommaseo, in via dei Mille 15, riguarderà “scuola e famiglia-ricostruire insieme”, a cure di Alice Calcagno e Valeria Agaliati, pedagogista e psicologa della Fondazione Paideia. L’obiettivo è di offrire la possibilità, dialogando sul tema della disabilità, accogliendo punti di vista differenti e riflettendo su criticità e risorse presenti nel contesto scolastico. Sempre al Tommaseo si terrà l’incontro “Insieme si cresce-il ruolo della Peer Education nella disabilità intellettiva”. Il workshop, Interattivo, esplorerà il supporto tra pari “peer to peer” nell’ambito della disabilità intellettiva. L’incontro mira a introdurre il partecipante a questa pratica educativa.
Al Conservatorio di via Mazzini 11 si terrà l’ultimo workshop dal titolo “Il mondo dei Siblincs: esperienza e confronto”. Ha l’obiettivo di condividere le esperienze legate al tema dei fratelli e delle sorelle di bambini affetti da disabilità, costruire connessioni può essere un ottimo strumento per rendere più visibile e supportata l’esperienza dei Siblincs. Sempre nel pomeriggio si terrà il dialogo tra il teologo laico e filosofo Vito Mancuso e il direttore della Stampa Andrea Malaguti, alle 17.30, sul tema “Cosa è per te l’essere umano”.
Nella giornata conclusiva di sabato 20 settembre, presso il Conservatorio Verdi di Torino, alle ore 10, si terrà il dibattito “Spiegato ai bambini e alle bambine”. Illustrazioni, metafore e storie: gli strumenti per parlare ai bambini di temi profondi e importanti sono differenti, ma non semplici da usare. Come raccontare la disabilità senza avere nei cliché? Come affrontare il tema della perdita e della morte con delicatezza e verità? Un percorso tra parole e immagini per costruire narrazioni accessibili, rispettose e autentiche. Alle 11.30 si parlerà di “anime fragili” con Matteo Saudino, insegnante e divulgatore filosofico, ideatore del canale Barbasophia. Il nostro è un tempo con poche certezze e tante cose che non funzionano più, una fase storica in cui risulta difficile orientarsi. Il creatore di Barbasophia ci racconta come Platone e Aristotele possano rappresentare due bussole per navigare nei mari della fragilita, nel tentativo di dare senso alle nostre esistenze. Ingresso gratuito. Nel pomeriggio, al Conservatorio, alle ore 15, Debora Villa, comica e attrice, parlerà di Viva le Donne, alle 15.30 il tema trattato sarà “Genere e Disabilità- chi se ne cura?”, cosa succede quando le discriminazioni si sommano, o quando dietro la retorica del sacrificio si nascondono carichi non riconosciuti? Parlarne è il primo passo per cambiare. Alle 17 il tema del format sarà “Ridere di nulla”, in un’epoca in cui le parole pesano e i confini dell’umorismo paiono sempre più stretti, comici e autori si interrogano. È ancora possibile ridere di tutto? Dove sta il confine? Un talk che esplora il ruolo del comico oggi, tra libertà espressiva e rispetto dell’altro.
La novità di questa edizione è la mostra personale dell’illustratore Andrea Antinori, dal titolo “Pioggia di topi e fantasmi nel bel mezzo della notte”, allestita alla galleria Caracol, in via San Pio V 20/C, che si inaugura giovedì 18 settembre alle ore 18. Sarà visitabile fino al 4 ottobre, con orari il lunedi dalle 15 alle 19, dal martedi al venerdi 10 – 13 e 14 -19.30 e sabato 11 – 19. La mostra consisterà nell’esposizione di tavole tratte da alcuni dei suoi ultimi libri. Per l’occasione verrà realizzata una tiratura limitata di trenta copie, firmate e numerate dall’autore, di un’illustrazione dedicata alla Fondazione Paideia su carta di pregio.
Sabato 20 settembre, i volontari di Paideia daranno vita, dalle 10 alle 18, a una serie di attività di laboratorio dedicate ai bambini e alle loro famiglie, per provare nuove attività sportive, dare sfogo alla fantasia con i laboratori creativi, e partecipare alle esperienze di lettura multimodali.
Tutte le attività sono a libero accesso.
Mara Martellotta
Dopo la pausa agostana, riprendono gli appuntamenti con le visite guidate e straordinarie alla riscoperta degli spazi segreti normalmente chiusi al pubblico della Palazzina di Caccia di Stupinigi. Saranno attivati due percorsi che racconteranno la storia della Palazzina nelle sue diverse fasi abitative, e il progetto architettonico alla base della sua costruzione. Passepartout conduce il visitatore dietro le porte segrete agli ambienti nascosti della servitù, ai passaggi e ai corridoi ricchi di fascino e storia, e permette di raggiungere la sommità della cupola juvarriana per camminare sui balconi concavi-convessi che affacciano sul grandioso salone centrale. Guardare da vicino il tetto a barca rovesciata di Juvarra, dalla complessa orditura in legno, e ammirare dall’alto, dopo aver percorso i 50 scalini di una stretta scala a chiocciola, un panorama unico che si estenda a 360⁰ sotto il cervo, simbolo della Palazzina di Caccia di Stupinigi.
Dietro le porte segrete e la visita degli ambienti della servitù, ai passaggi e ai corridoi segreti usati per divincolarsi nel dedalo di stanze e raggiungere con discrezione le sale e gli appartamenti privati. La visita conduce proprio dietro le porte segrete negli spazi nascosti, dove si muoveva la servitù e dove si trova ancora il quadro dei campanelli automatici, che permette di capire da vicino il funzionamento di una residenza come quella di Stupinigi.
“Sotto il cervo” è una visita in verticale: al meraviglioso ambiente ligneo che ospita la cupola del padiglione centrale realizzato da Filippo Juvarra, con una vista mozzafiato sul paesaggio circostante. Dal grandioso salone centrale ovale a doppia altezza si percorrono 50 gradini per raggiungere la balconata ad andamento concavo-convesso, e approdare poi, attraverso una stretta scala a chiocciola di ulteriori 50 scalini, alla sommità della cupola juvarriana, e ammirare il grandioso progetto architettonico di Juvarra che, con perfette geometrie, lungo un asse longitudinale che con lo sguardo porta fino a Torino, realizza un impianto scenografico straordinario per l’epoca.
Data la particolarità del luogo e l’oggetto della visita, i visitatori saranno dotati di caschetto di protezione e potranno accedere solo gli adulti e i ragazzi al di sopra dei 12 anni di età. I gruppi non potranno essere superiori alle 10 persone ed è necessario essere in buona salute e in condizioni fisiche tali da permettere di salire alcune rampe di scale. È necessario indossare un abbigliamento comodo, calzature chiuse come scarpe da ginnastica o da trekking leggero, è vietato l’accesso con borse o zaini ingombranti e, a causa degli spazi limitati, non agibile a persone con disabilità. La scala a chiocciola è sconsigliata a chi soffra di claustrofobia e vertigini. È sconsigliata la visita a persone con patologie cardiache.
Info: Palazzina di Caccia di Stupinigi – piazza Principe Amedeo 7, Stupinigi e Nichelino (TO)
Mara Martellotta
Venerdì 12 settembre, alle ore 21, presso l’Ecomuseo Villaggio Leumann in corso Francia 349 a Collegno, si terrà lo spettacolo teatrale dal titolo “Cruto, la storia dell’uomo che voleva illuminare il mondo”, a cura della Borgatta’s Factory, a ingresso gratuito.
Dopo il successo dell’inaugurazione della LeumAPP a cura dell’Associazione Culturale Kòres presieduta da Alba Zanini, con il coordinamento di Carla Gütermann e Fabrizia Rossi, proseguono gli appuntamenti presso l’Ecomuseo del Villaggio Leumann a Collegno.
Lo spettacolo intitolato “Cruto, la storia dell’uomo che voleva illuminare il mondo” è dedicato alla storia del pioniere dell’illuminazione elettrica nel nostro Paese, uno dei più grandi inventori e fisici italiani, Alessandro Cruto (1847-1908), noto per aver realizzato una delle prime lampadine ad incandescenza funzionanti in Europa. Fondò un laboratorio ad Alpignano.
Proprio a Collegno nel 1884 l’industriale Napoleone Leumann scelse le lampadine Cruto per illuminare il suo cotonificio perché considerate durevoli, economiche e di ottima luce.
Questo evento si svolge nell’ambito del progetto V.O.C.A.L.E, Villaggi Operai Arte e Cultura al Leumann, progetto vincitore del bando “Ecosistemi culturali” di Fondazione CDP, ente no profit del Gruppo Cassa Prestiti e Depositi.
La storia di Alessandro Cruto, originario di Piossasco, che inventò il filamento di carbone della lampadina e illuminò la prima via d’Italia del suo paese, è oggi quasi del tutto sconosciuta. Nonostante la diffusione del suo brevetto in tutto il mondo, le luci della ribalta furono per Edison che di fatto scrisse la storia che conosciamo.
La Borgatta’s Factory rappresenta un collettivo costituito da Alberto Borgatta, attore teatrale, storico, divulgatore, Luca Borgatta, regista e videomaker, e Silvano Borgatta, pianista e arrangiatore.
Mara Martellotta
| Galleria Civica d’Arte Moderna e Contemporanea di Torino |
RISONANZE
Primo ciclo di conferenze tra arte e filosofia
a cura di Chiara Bertola e Federico Vercellone
da giugno a ottobre 2025
GAM – Galleria Civica d’Arte Moderna e Contemporanea di Torino
Sala incontri
IL QUARTO APPUNTAMENTO
GIOVEDI 11 SETTEMBRE ORE 18
Riccardo Venturi
L’erbario dalla botanica alle arti visive
Curioso è il destino dell’erbario: nato come strumento scientifico nelle mani della botanica per raccogliere, classificare e illustrare specimen vegetali, come farmacopea o elenco di farmaci, non ha cessato di affascinare filosofi, scrittori e artisti. Senza ricusare la sua origine scientifica, l’erbario è così diventato un giardino di carta, un dispositivo verbo-visivo o un iconotesto poetico da cui si sprigiona la potenza delle immagini, la capacità di cogliere il dettaglio, di salvare l’effimero dall’oblio. Malgrado il carattere mortifero delle piante seccate e spillate sulla pagina, l’erbario è stato percepito come un eden in miniatura se non come un vero e proprio oggetto magico, una rêverie capace di riconnetterci e non alienarci al mondo vivente. Radicato nella tradizione naturalista, non mancano infine tentativi di realizzare erbari della vita quotidiana e urbana, a partire dal flâneur – quel “botanico del marciapiede” impegnato a erborare sull’asfalto, secondo la visione di Baudelaire e Walter Benjamin – e fino all’ecologia ferroviaria. Con questo intervento mi propongo di rivenire sulla parabola e sul destino degli erbari, dalla botanica alle arti visive.
Riccardo Venturi insegna Teoria e storia dell’arte contemporanea all’università Panthéon-Sorbonne di Parigi e si occupa del rapporto tra arti visive e scienze umane dell’ambiente. Scrive regolarmente su “Alias – Il Manifesto”, “Lucy dei mondi” e sul sito di scritture e immagini “Antinomie”, www.antinomie.it, che ha co-fondato.
Costo: 6€ Acquista il biglietto
Tra giugno 2025 e marzo 2026 la GAM di Torino organizza un ciclo di incontri, in collaborazione con il Dipartimento di Filosofia e Scienze dell’Educazione dell’Università degli Studi di Torino, curato da Chiara Bertola e Federico Vercellone.
Gli incontri, articolati in singole conferenze, ripercorrono i temi delle Risonanze che attraversano la programmazione espositiva della GAM dall’ottobre il 2023 alla primavera del 2026: luce, colore e tempo; ritmo, struttura e segno; incanto, sogno e inquietudine, e vedono la partecipazione di studiosi e studiose di rilievo internazionale nel campo della filosofia, della storia dell’arte e delle scienze umane, offrendo un’occasione unica di riflessione interdisciplinare, in cui pensiero e visione si intrecciano per generare nuovi livelli di lettura delle opere e dell’esperienza estetica.
Il primo ciclo di incontri da giugno a ottobre 2025 vede alternarsi grandi esperti di arte, estetica e filosofia contemporanea: Horst Bredekamp, Elio Franzini, Victor Stoichita e Anna Maria Coderch, Riccardo Venturi, Claudia Cieri Via e Salvatore Tedesco.
Il secondo ciclo di incontri prenderà avvio a partire da novembre 2025 e si concluderà a febbraio 2026, con la partecipazione di studiosi di prestigio internazionale come Massimo Cacciari, Fabio Belloni, Tonino Griffero, Francois Jullien e Chiara Simonigh.
Costo per ogni conferenza: 6€
comprensivo del diritto di prevendita
Acquisto unicamente online su gamtorino.it
Il Premio Giovanni Graglia è giunto alla sua ventesima edizione, che si svolgerà venerdi 12 settembre, alle ore 18, presso il Circolo della Stampa Sporting di corso Agnelli 45. Il comitato scientifico, composto da Franca Giusti, Giulio Graglia e Bruno Quaranta, insieme alla Presidente Sabrina Gonzatto, ha scelto i seguenti candidati: per la sezione maschile Ugo Nespolo, per la sezione femminile Barbara Ronchi della Rocca e in memoria Gian Mesturino.
Ugo Nespolo, artista poliedrico piemontese originario di Mosso, vede il suo esordio nel panorama artistico italiano degli anni Sessanta, epoca in cui stava esplodendo la pop art ma anche le correnti concettuali e dell’arte povera. Ha frequentato figure della cultura italiana e torinese quali Gianni Vattimo e Edoardo Sanguineti. Importanti per la ricerca filmica di Nespolo sono stati gli incontri con il New American Cinema (Jonas, Mekas, Yoko Ono e Andy Warhol), dal momento che al suo rientro in Italia lavorerà nel cinema. Molti film di Nespolo verranno proiettati al Centre Pompidou, alla Tate Modern, alla Biennale di Venezia, al Museo Nazionale del Cinema. Negli anni Ottanta significativo anche il suo contributo al mondo teatrale, infatti disegna scene e costumi per la Turandot e per il Don Quijote. Dagli anni Novanta a oggi, Nespolo è presente con le sue opere in Italia e all’estero.
Barbara Ronchi della Rocca è un personaggio televisivo molto conosciuto e amato. Esperta di bon ton, è anche giornalista, autrice e docente. Il galateo è la sua passione e ne conosce ogni sfumatura, dalle buone maniere a tavola all’eleganza nell’abbigliamento, passando ai consigli da sapere per essere un perfetto turista. Il suo amore per l’educazione nasce da bambina e tra i suoi libri ricordiamo “Il galateo dell’amore”, “Bollicine che passione” e “Il galateo dei fiori”.
Gian Giovanni Mesturino, architetto monferrino, conosciuto come architetto dei teatri, è scomparso a 82 anni il 10 gennaio 2025. Il sodalizio con Germana Erba, diventata sua moglie e conosciuta all’Università, è legato al mondo teatrale torinese. Alfieri, Erba e Gioiello sono stati gestiti per oltre sessant’anni, senza dimenticare che il Teatro Nuovo è lo spazio teatrale in cui la coppia ha istituito il primo liceo coreutico e teatrale italiano, che da trent’anni attrae giovani talenti dall’Italia e dall’estero.
Il Premio Giovanni Graglia fa parte della rassegna del Festival Pirandello e del 900, e chiude come di consueto gli eventi.
Mara Martellotta
Con Neri Marcorè, Umberto Galimberti e Pablo Trincia
Ancora una volta torna sotto la Mole la quinta edizione di “Set in scena”, una rassegna con diversi ospiti importanti, realizzata con il sostegno di CRT e Intesa Sanpaolo, il Patrocinio della Regione Piemonte, Città di Torino e con la collaborazione dell’associazione culturale Hiroshima Mon Amour.
Venerdì 12 settembre prossimo, presso il Circolo della Stampa, sarà Neri Marcorè a interpretare canzoni famose insieme al polistrumentista Domenico Mario Renzi, alla violoncellista Chiara Di Benedetto e alla violinista Anaïs DAïais. Questa kermesse, diretta sempre da Marcorè, nasceva nel 2021, in occasione dell’inaugurazione del campo stadio riqualificato dello Sporting, che veniva restituito ai cittadini anche in una nuova veste come sede per spettacoli ed eventi culturali. L’edizione di quest’anno si terrà da venerdì 12 a domenica 14 settembre prossimi, proprio presso il campo stadio dello Sporting, trasformato in un anfiteatro sotto la direzione artistica di Neri Marcorè. Sono tre gli spettacoli in programma con inizio alle ore 21. Avranno anche una finalità benefica in quanto sull’acquisto del biglietto verrà devoluto un euro a favore della Fondazione Piemontese per la Ricerca sul Cancro.
Dopo il concerto di venerdì 12 dal titolo “Neri Marcorè in doppia coppia”, il 13 settembre, alle ore 21, sarà la volta di Umberto Galimberti come ospite. Il filosofo e psicanalista lombardo tratterà il tema “il bene e il male-educare le nuove generazioni”, per discutere sul ruolo svolto da un’educazione emotiva basata sull’empatia e il sentimento, e non solo sulla ragione.
L’ultimo appuntamento sarà domenica 14 settembre con Pablo Trincia, giornalista podcaster di Lipsia, che inviterà il pubblico a interrogarsi sul senso del sacrificio. Come strumento di dialogo con il pubblico sarà scelta la lettura di “Open”, autobiografia cult di Andrea Agassi, campione di tennis che ebbe con il suo sport un rapporto controverso.
Il Presidente del Circolo della Stampa Sporting, Pietro Garibaldi, si è dichiarato soddisfatto di questa quinta edizione di “Set in scena”, in quanto uno degli impianti sportivi italiani più antichi si trasformerà nuovamente in un palcoscenico per una kermesse capace di unire spettacolo, cultura, musica e solidarietà.
Mara Martellotta
L’ultima mostra prima della chiusura per il restauro di Palazzo Vittone, tra i più importanti edifici settecenteschi di Pinerolo, inaugurerà il 12 settembre, e sarà un viaggio tra realtà, finzione, storia e cinema. Protagoniste dell’esposizione le dimore storiche del pinerolese iscritte all’ADSI Associazione Dimore Storiche Italiane, molte delle quali, oltre a testimoniare momenti pubblici e privati di storia ed economia del Piemonte, sono state negli ultimi decenni set di produzioni nazionali e internazionali per il piccolo e grande schermo, grazie anche alla Film Commission Torino e Piemonte. Location autentiche conservate con passione dai proprietari e valorizzate dai maestri artigiani che ne hanno restaurato arredi, tessuti e dettagli, capaci di restituire atmosfere di epoche diverse ambientate non solo in Piemonte. L’esposizione dal titolo “Castelli e cinema nelle dimore storiche del pinerolese” è organizzata da ADSI insieme a Consorzio Vittone e Italia Nostra, con il Patrocinio di Regione Piemonte, Città Metropolitana, Città di Pinerolo e Film Commission Torino e Piemonte, con la partnership di Turismo Torino e Provincia, Artigianato Pinerolo, Made in Pinerolo e Consorzio Turistico Pinerolese e Valli. Sarà l’occasione per ricordare le riprese di “Elisa di Rivombrosa”, realizzate nel 2005 presso la tenuta Colombretto di Pinerolo, considerata una delle meglio preservate testimonianze di insediamento rurale settecentesco del pinerolese; le riprese de “La legge di Lidia Poet”, recente serie di Netflix di grande successo internazionale, girata a casa Lajolo di Piossasco, al castello dei Conti Asinari di Virle e a villa La Paisana di Piobesi, e pe riprese di “Leopardi – poeta dell’infinito”, miniserie Rai di Sergio Rubini, che ha avuto come sfondo anche Palazzo di Bricherasio, nell’omonima cittadina. La mostra ricorda anche che il castello di Virle è stato set di “Sadie”, thriller del 2016 presentato al Torino Film Fest, e che a Palazzotto Juva, a Volvera, è stato girato il cortometraggio “Il mistero del diadema reale”, nel 2002, di Enrico Mondin, ispirato a un racconto di Arthur Conan Doyle. Uno spazio sarà riservato a Palazzo d’Acaja, gioiello di Pinerolo, fulcro della rievocazione biennale dedicata alla “Maschera di Ferro”, a cui il cinema ha dedicato numerose pellicole. Il taglio del nastro della mostra, con un evocativo “Ciak, si gira”, si terrà venerdì 12 settembre alle ore 17, e la mostra resterà visitabile sino a domenica 14 settembre.
Guido Calleri di Sala, consigliere ADSI e referente del circuito, sottolinea:” Sintratta di un’iniziativa che per la prima volta offre un’occasione per un affascinate confronto tra la storia reale e quella reinventata sullo schermo, ma al tempo stesso per scoprire il fascino delle dimore antiche storiche del nostro territorio e il ruolo che hanno avuto nella crescita della nostra Regione”.
Info: mostra “Castelli e cinema nelle dimore storiche del pinerolese” – 12 – 14 settembre 2025 – Palazzo Vittone, piazza Vittorio Veneto 8, Pinerolo
Ingresso libero – orari: venerdì dalle 17 alle 23, con inaugurazione alle ore 17 – sabato 10.30-24 con tavola rotonda alle 17 – domenica dalle 17 alle 20.
Mara Martellotta