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Studenti, boom di adesioni per la tessera trasporti gratuita

Superata la quota di 60.000 adesioni alla tessera «Piemove: Piemonte, viaggia, studia», l’iniziativa che consente agli studenti universitari under 26 di effettuare gratuitamente viaggi illimitati su tutta la rete urbana di Torino, Alessandria, Asti, Biella, Cuneo, Novara, Vercelli e, nelle ultime settimane, anche di Verbania.

La misura è finanziata dalla Regione Piemonte con oltre 37 milioni di euro tra risorse proprie e del Ministero dell’Ambiente, con il contributo di Politecnico di Torino, Università di Torino, Università del Piemonte orientale, Compagnia di San Paolo e Fondazione CRT.

In tutto sono 60.503, al momento, le adesioni a Piemove sulla piattaforma. A trainare sono gli studenti dell’Università di Torino con 38.553 adesioni, seguiti da quelli del Politecnico di Torino con 19.291 e dell’Università del Piemonte Orientale, che ne ha registrate finora 2.659.

«Questi numeri in continuo aumento confermano che Piemove funziona e che abbiamo compiuto un’operazione innovativa, la prima di questo tipo in Italia, davvero capace di saldare insieme diritto allo studio, politiche giovanili e tutela dell’ambiente – evidenzia il presidente della Regione Alberto Cirio, con il vicepresidente con delega al Diritto allo studio universitario Elena Chiorino e gli assessori ai Trasporti Marco Gabusi e all’Ambiente Matteo Marnati – Con Piemove, il Piemonte e i suoi atenei diventano sempre di più attrattivi e accoglienti per chi li sceglie per il proprio percorso accademico e formativo. Unendo mobilità sostenibile, diritto allo studio e tutela ambientale la misura guarda al futuro, perché spinge i più giovani a scegliere il trasporto pubblico per i propri spostamenti in città».

La rettrice dell’Università di Torino, Cristina Prandi, quello del Politecnico Stefano Corgnati e il rettore dell’Università del Piemonte Orientale Menico Rizzi ribadiscono che Piemove è «uno strumento concreto per agevolare gli spostamenti e ridurre l’impatto ambientale, unendo università, istituzioni e studenti in un progetto comune che oggi conferma un indice di gradimento molto alto da parte degli studenti».

A questi obiettivi contribuisce in modo determinante anche il sostegno delle Fondazioni bancarie. Il presidente della Compagnia di San Paolo, Marco Gilli, sottolinea come «Piemove rappresenti un esempio virtuoso di cooperazione tra istituzioni, università e sistema filantropico riuscito a fare breccia nei ragazzi, che hanno risposto positivamente cogliendo un’opportunità importante che mette insieme il diritto ad una mobilità sostenibile dal punto di vista economico e ambientale e il diritto a studiare negli atenei piemontesi».

La presidente della Fondazione CRT, Anna Maria Poggi, sottolinea che «Piemove rappresenta un segno tangibile di attenzione verso la sostenibilità, la coesione e la responsabilità condivisa e la crescita costante delle adesioni conferma la forza di questa visione comune tra Regione, Atenei e popolazione studentesca: costruire insieme un territorio più accessibile, più equo e più aperto al mondo».

Le adesioni

Le adesioni arrivano da ogni angolo del Piemonte. In particolare, 30.565 quelle di chi vive a Torino e provincia, di cui 23.485 da studenti iscritti a UniTo, 6.663 da studenti PoliTo e 417 da ragazzi iscritti all’Università del Piemonte orientale.

Dal Cuneese sono arrivate 4.344 adesioni, di cui 3.578 da iscritti a UniTo, 720 da iscritti a PoliTo e 46 da iscritti a UPO.

Dall’Astigiano sono giunte 1.621 adesioni, di cui 1.228 da iscritti a UniTo, 256 da iscritti a PoliTo, 137 da iscritti UPO.

Dall’Alessandrino ne sono pervenute 1.350, di cui 683 da iscritti a UniTo, 276 da iscritti a PoliTo e 391 da iscritti UPO.

Dal Biellese ne sono state inviate 1.067, di cui 716 da iscritti UniTo, 163 da iscritti PoliTo, 188 da iscritti UPO.

Dal Novarese le adesioni sono 1.042: qui a trainare le richieste di studente dell’Università del Piemonte orientale, 704, seguite da 266 adesione di studenti iscritti a UniTo e 72 da iscritti a PoliTo.

Dal Vercellese sono arrivate 802 adesioni, di cui 457 da iscritti a UniTo, 112 da iscritti a PoliTo, 233 da iscritti UPO.

Dal Verbano Cusio Ossola, infine, ne sono state inoltrate 192, di cui 112 da iscritti UniTo, 22 da iscritti PoliTo, 58 da iscritti UPO.

A conferma della capacità di attrazione delle università regionali per gli studenti di altre zone d’Italia, sono significativi anche i numeri delle richieste in arrivo da fuori Piemonte: spiccano le province di Lecce (720), Aosta (629), Imperia (589), Ragusa (567), Savona (528), Milano (423) e Trapani (406).

Continuano poi a crescere le adesioni degli studenti internazionali che non posseggono carta d’identità elettronica o Spid, a cui è dedicato un percorso specifico sulla piattaforma https://bip.piemonte.it Ad oggi sono 3.700.

Caricamento e spedizione delle tessere

Come è noto Piemove può essere caricato su una carta Bip, qualora già in possesso degli studenti: finora questa possibilità è stata utilizzata da 38.009 ragazzi.

Sono invece 18.636 le tessere Piemove spedite a casa. Questo il dettaglio per provincia: 11.154 Torino, 1.711 Cuneo, 866 Asti, 766 Alessandria, 735 Novara, 503 Biella, 418 Vercelli, 102 Verbano Cusio Ossola.

Da segnalare anche 433 tessere inviate a domicili indicati in Liguria (178 Savona, 153 Imperia, 102 Genova), 273 in provincia di Aosta, 254 in provincia di Milano.

Da gennaio coinvolti anche Conservatori e Accademie

In queste settimane la Regione sta proseguendo i colloqui con i Conservatori, le Accademie e altre realtà accademiche che hanno sede nei Comuni capoluogo e che hanno manifestato la volontà di aderire a Piemove, in modo da offrire pari opportunità a tutti gli studenti che scelgono il Piemonte per il proprio percorso di formazione. A breve saranno stipulati i relativi protocolli in modo che i loro studenti possano usufruire della misura da gennaio 2026.

Teli climatici sul monumento a Cavour

Questa mattina Extinction Rebellion ha ricoperto la statua di Camillo Cavour in piazza Carlina, con teli termici e grandi cartelli che recitano “Tassare i ricchi, fermare il collasso climatico”. Alla vigilia della COP30 a Belem, in Brasile, il movimento denuncia “le responsabilità dei super-ricchi nell’aggravarsi della crisi climatica e il sostegno politico e fiscale che Governo e Regione continuano a offrire a chi inquina di più”. Quegli stessi teli che vengono solitamente utilizzati per soccorrere la popolazione in seguito a eventi catastrofici, come le alluvioni, o durante i soccorsi in mare, afferma Extinction Rebellion “vengono posti sul monumento simbolo dell’Italia unita, laica e costruita sul diritto. Un’Italia tradita da chi ora la governa, a livello nazionale e locale, dove a pagare sono le persone e le popolazioni più fragili e più esposte a inquinamento e disastri climatici”.

Discoteca chiusa per 8 giorni: conteneva il doppio delle persone consentite

La Questura di Torino ha sospeso per 8 giorni, ai sensi dell’art. 100 TULPS, la licenza di una discoteca sita nel centro città del capoluogo piemontese.

Il provvedimento è stato adottato in seguito ai controlli effettuati nella notte di Halloween dai poliziotti della Divisione Polizia Amministrativa e Sociale della Questura, i quali hanno notato una impressionante quantità di giovani all’interno del locale.

I poliziotti provvedevano al conteggio degli avventori presenti, rilevando la presenza di persone pari al doppio della capienza massima consentita.

Nel corso del controllo sono state, altresì, elevate sanzioni amministrative per l’inosservanza del divieto di fumo e per la non corretta esposizione delle tabelle alcolemiche.

Infine, è stata riscontrata l’assenza di uno dei due dipendenti formati per far fronte a eventi a rischio elevato per l’esercizio dell’attività, prescritti dalla Commissione Comunale di Vigilanza sui Locali di pubblico Spettacolo.

Essendosi verificata una situazione di pericolo per la sicurezza degli avventori, la Questura ha disposto, ai sensi dell’art. 100 Testo Unico leggi Pubblica Sicurezza, la sospensione dell’attività di trattenimenti di pubblico spettacolo presso la discoteca, che è stata chiusa per 8 giorni a decorrere dal 6 Novembre 2025

Maltrattamenti all’ospedale di Settimo, chiesta sospensione operatori

Sono state richieste dalla procura di Ivrea 24 misure interdittive di sospensione dal servizio per un anno a carico di altrettanti operatori sanitari al lavoro all’ospedale di Settimo Torinese.  La Stampa ha anticipato oggi che l’accusa è di maltrattamenti nei confronti di 14 pazienti, molti dei quali fragili o in carrozzina. La prossima settimana si terranno gli interrogatori di garanzia di medici e infermieri coinvolti.

Protesta “incendiaria” nel carcere di Torino

Follia e pericolo, protesta e fuoco: sono questi gli ingredienti dell’ennesima giornata di squilibrio vissuta a Torino, nella Casa circondariale. “Nel primo pomeriggio di ieri, presso l’undicesima Sezione del Padiglione B, un detenuto di nazionalità marocchina ha dato luogo a una protesta, appiccando il fuoco a diversi oggetti presenti all’interno della propria camera detentiva”, spiega il segretario per il Piemonte del SAPPE, Vicente Santilli. “La protesta sarebbe riconducibile alla richiesta del detenuto di mantenere aperta la porta della cella, nonostante fosse sottoposto a regime di isolamento disciplinare. Durante l’intervento del personale per il ripristino dell’ordine e della sicurezza, un agente ha riportato sintomi da intossicazione da fumo ed è stato trasportato presso il primo nosocomio disponibile per ricevere le cure necessarie”, conclude il sindacalista: “Ancora una volta il tempestivo intervento dei poliziotti penitenziari ha impedito peggiori conseguenze alla struttura ed agli reclusi ristretti e si meriterebbero una adeguata ricompensa ministeriale“.
Quanto accaduto a Torino deve necessariamente far riflettere per individuare soluzioni a breve ed evitare che la Polizia penitenziaria sia continuo bersaglio di situazioni di grave stress e grande disagio durante l’espletamento del proprio servizio, quale quella di sventare le conseguenze di un assurdo incendio”, commenta Donato Capece, segretario generale del Sindacato Autonomo Polizia Penitenziaria. “Non possono più essere ammissibili e tollerati atteggiamenti prevaricatori, arroganti da parte di una parte di popolazione detenuta che ormai, è notorio a tutti, è sempre più spietata ed insofferente al regime penitenziario, sia adulto che minorile! La politica deve farsi carico di tale problema assumendo idonee iniziative legislative per risolvere quando prima tale questione! Il Sappe, in merito a quanto accaduto, e per la droga sequestrata e per l’incendio sventato, intende rivolgere la propria vicinanza ai poliziotti per il coraggio e le capacità dimostrate dai Baschi Azzurri di Torino”.

Arrestati due fratelli: spacciavano droga tra i giovani

Due fratelli di 33 e 42 anni sono stati arrestati a Nichelino con l’accusa di detenzione illecita di sostanze stupefacenti ai fini di spaccio in concorso. Sono ai domiciliari per aver fornito droga ai giovani del posto. I carabinieri hanno documentato numerose cessioni di droga nei pressi di un chiosco della zona e nel corso di una perquisizione domiciliare, i carabinieri hanno trovato nove panetti di hashish.

La solitudine delle donne

Sole, ma non per scelta, e fra mille difficoltà. Palazzo Lascaris ha ospitato  il convegno “La solitudine delle donne”, organizzato dalla Consulta femminile regionale, per approfondire e portare alla luce la solitudine femminile nelle sue diverse sfaccettature, psicologiche, sociali, professionali.

“Questo convegno affronta un tema spesso taciuto, ma che ha invece bisogno di attenzione da parte della società civile e delle istituzioni”, ha dichiarato la consigliera segretaria Valentina Cera. “Sempre più sono i casi di donne anziane sole che hanno bisogno di trovare nella società una rete di supporto e vicinanza. Come sempre di più sono i casi di ragazze che si auto isolano dalla società, affrontando periodi di estrema difficoltà psicologica. Bisogna fare di più in termini di servizi per la salute mentale delle giovani generazioni. Si tratta quindi di un convegno importante, che deve portare i decisori politici a riflettere e approfondire la tematica della solitudine. Ringrazio la Consulta per impegnarsi a essere stimolo culturale rivolto alla cura delle fragilità delle donne. Un importante lavoro che, come consigliera regionale dell’Ufficio di presidenza, delegata alla Consulta, condivido e ho voluto fare mio”.

“L’iniziativa di oggi è una lente che attraversa tutta la vita di una donna: tutte le età, tutte le condizioni, dall’adolescenza al lavoro, dalla malattia alla famiglia”, ha dichiarato il presidente del Consiglio regionale Davide Nicco, che pur non riuscendo a presenziare ha voluto condividere la sua riflessione. “E l’attenzione si focalizza sui segmenti più fragili e più invisibili: le bambine e le adolescenti, le imprenditrici e le libere professioniste, le donne che combattono malattie non riconosciute, le anziane sole, le caregiver che reggono pezzi di welfare informale. L’istituzione che rappresento deve essere – e sarà – alleata nel portare luce dentro le ombre che in questi tempi si stanno annidando. Perché riconoscere la solitudine significa assumere una responsabilità: quella di costruire reti, servizi, strumenti che rendano la società più vicina, più presente, più capace di prevenire e proteggere”.

La solitudine è una condizione piacevole solo se viene scelta, diventa invece una ferita profonda quando è imposta o subita”, ha affermato la presidente della Consulta femminile regionale Fulvia Pedani. “Con questo incontro, che ha coinvolto esperti provenienti dal mondo accademico, sanitario ed economico, abbiamo voluto porre l’attenzione su un tema tanto complesso e attuale che colpisce tutte le fasce d’età, per promuovere una più consapevole presa di coscienza collettiva. Dalla pandemia di Covid-19 in poi, solitudine e isolamento si sono acuiti accompagnando le giornate di molte persone, segnando considerevolmente la loro quotidianità.  Nelle donne, in particolare, questa condizione assume sfumature ancora più complesse: dal disagio emotivo al peso della gestione familiare, fino alla responsabilità sempre maggiore nei contesti professionali e imprenditoriali. Raccontare questa realtà significa riconoscerne il valore e la sofferenza. Creare una maggiore consapevolezza su questo problema sommerso può rappresentare un punto di partenza per costruire insieme quel cambiamento e impegno condiviso per tessere relazioni, reti di sostegno e risposte più eque e umane.”

Riccardo Torta, oncologo e psiconcologo dell’Università di Torino, ha approfondito gli aspetti clinici e gestionali della solitudine, mentre Maria Ludovica Franchini dell’Osservatorio Violenza e Suicidio Piemonte ha messo in evidenza le criticità riguardanti bambini e adolescenti, tra disturbi alimentari e rischio di suicidio. Il carico di responsabilità che devono affrontare le donne imprenditrici e le libere professioniste è stato analizzato da Silvia Ramasso e Serena Bonfanti, di Giunta Apid, Imprenditorialità Donna e sullo stesso tema Alessandra Colombelli del Politecnico di Torino ha fornito alcuni dati relativi all’indagine svolta dal progetto “La solitudine dell’imprenditrice”. Le difficoltà emergenti dell’era del post-Covid per la donna lavoratrice, fra smart working e burn out sono state esaminate da Valentina Ieraci dell’Ordine degli psicologi di Torino, mentre la sociologa Valentina Di Liberto, ha illustrato il fenomeno in preoccupante crescita del ritiro sociale e della sindrome Hikikomori fra le giovanissime. Il disagio psicologico e relazionale è stato al centro della relazione della scrittrice Tea RannoAlessandro Bonansea, direttore della Struttura complessa di psicologia sovrazonale Aslto3, Aslto4, Aou San Luigi ha sottolineato il peso della solitudine nella gestione famigliare e Claudia Tavernari, economista Forensic and Fraud Investigation, ha evidenziato i costi sociali della solitudine.

Riconoscere il ruolo dei caregiver quale vero e proprio lavoro, retribuito, è stata infine la proposta lanciata dalla presidente Pedani al consigliere regionale Silvio Magliano, intervenuto per sottolineare l’impegno del Consiglio regionale in diversi ambiti dove agisce la solitudine. Magliano ha ricordato quattro leggi di cui è stato promotore, ovvero quella per la prevenzione e cura dei disturbi alimentari e quella per il riconoscimento della fibromialgia quale malattia invalidante, approvate nella scorsa legislatura. Il consigliere ha poi ricordato nell’attuale legislatura la legge per il contrasto delle truffe affettive online e la norma che istitutiva della Giornata regionale dell’ascolto e dell’osservatorio regionale per la prevenzione e il contrasto di solitudine e abbandono.

Torino porta la sua innovazione a Barcellona. Visioni e strategie che trasformano le metropoli

C’è un filo che unisce le città che stanno immaginando il proprio domani: idee, visioni e strategie che trasformano metropoli in luoghi più vivibili, resilienti e sostenibili, e che si sono intrecciate in questi giorni a Barcellona all’interno di due eventi unici per chi progetta, studia o investe nel futuro urbano: lo Smart City Expo World Congress e il Tomorrow.Mobility World Congress.

Torino è arrivata in Catalogna con una storia da raccontare: quella di Capitale Europea dell’Innovazione 2024-2025, città laboratorio dove sperimentazione tecnologica, inclusione sociale e cooperazione internazionale si incontrano ogni giorno.

“A Barcellona non abbiamo portato solo i nostri progetti, ma la nostra idea di futuro,” sottolinea l’assessora all’Innovazione, Mobilità e Transizione Digitale Chiara Foglietta, a capo della delegazione. “Un futuro che mette le persone al centro, dove innovazione significa fiducia, collaborazione e trasformare la tecnologia in bene comune.”

Nei tre giorni di appuntamenti Torino ha illustrato concretamente come questa visione prende forma e ha attivato relazioni strategiche con reti e Città su scala globale.

Alla Coalition of Global City CIOs, organizzato da Bloomberg Torino ha condiviso le proprie sfide locali e ha mostrato come progettualità quali Torino City Lab, con la Casa delle Tecnologie Emergenti e il nuovo Living Lab ToMove siano piattaforme per, al contempo, sperimentare soluzioni urbane concrete – dall’intelligenza artificiale nella gestione pubblica a nuovi servizi di mobilità – e contribuire alla creazione di ecosistemi imprenditoriali inclusivi. Il modello torinese, già punto di riferimento europeo, ha ispirato ad esempio la stessa Città di Barcellona a introdurre regolamenti per favorire la collaborazione pubblico–privato e la creazione di sandbox urbane per la sperimentazione in campo.

Nei workshop tematici, le città europee e asiatiche hanno condiviso approcci diversi, ma un messaggio è emerso chiaro: l’innovazione funziona solo se accompagnata da fiducia, dati di qualità e competenze interne, e se entra nella cultura organizzativa dei servizi pubblici.

Al Tomorrow.Mobility World Congress, Torino ha presentato fra l’altro “AutoMove” il servizio collettivo a chiamata integrato con il trasporto pubblico e la rete digitale urbana recentemente lanciato. La sperimentazione dimostra come guida autonoma e mobilità condivisa possano rendere la città più accessibile, inclusiva e sostenibile, invitando i cittadini a cambiare i propri comportamenti.

Il riconoscimento di “Top MaaS City” ha poi premiato la strategia cittadina che ha messo al centro la collaborazione tra cittadini, imprese e istituzioni per costruire soluzioni concrete che rendano la mobilità più verde e intelligente.

Al Smart City Expo, Torino ha ribadito nella partecipazione a diversi panel e incontri strategici il suo ruolo di laboratorio europeo: con progetti come ToMove e 5G4LIVES ha mostrano come sperimentazione, innovazione etica e dati aperti possano trasformarsi in servizi concreti per la comunità. L’uso responsabile dell’intelligenza artificiale, la co-progettazione con i cittadini e -oggi con il nuovo “Torino Talent Gateway – la valorizzazione dei talenti fanno di Torino un punto di riferimento europeo per politiche urbane orientate a obiettivi concreti e di impatto sociale.

Il percorso torinese culminerà ora al Cities Innovate Summit in programma ai primi di dicembre alle OGR, dove città, istituzioni, imprese e centri di ricerca si incontreranno per costruire insieme nuovi modelli di competitività urbana e innovazione mission-driven.

Il messaggio che arriva da Barcellona è chiaro: innovazione urbana non significa solo tecnologia, ma cultura, collaborazione e fiducia. Torino, con il suo approccio strategico che mette al centro le persone, dimostra che una città può diventare più connessa, sostenibile e attrattiva, trasformando l’innovazione in leva concreta di crescita e impatto positivo per la comunità.

TORINO CLICK

A Francesca Failoni il Premio Gammadonna

Vince il premio Gammadonna 2025 Francesca Failoni, CFO e Co-Founder di Alps Blockchain. Alla guida di un’azienda impegnata nel campo del bitcoin, Francesca Failoni si è aggiudicata il premio che, dal 2004, è dedicato all’imprenditoria femminile innovativa.

Simona Maschi, del Copenaghen Institute of Interaction Design vince il Giuliana Bertin Communication Award di Valentina Communication. Valeria Della Rosa, di Oli Help, vince il Woman Startup Award, mentre Lucia Cooman, STL Design & Tecnologia, va la Menzione speciale per l’internazionalizzazione promossa da DHL Express Italy. Francesca Failoni è riuscita da aggiudicarsi il premio Gammadonna perché ha saputo coniugare tecnologia e sostenibilità, creando un modello pionieristico che integra il digital mining e l’energia rinnovabile, e trasforma il mining di criptovalute, tradizionalmente ad alto consumo, in un motore di sviluppo sostenibile, installando le mining farm all’interno di centrali idroelettriche storiche e alimentando la potenza di calcolo necessaria per minare il bitcoin con energia pulita. In pochi anni l’azienda è cresciuta fino ad occuparsi di venti impianti in Italia e all’estero, e ora punta alla quotazione in Borsa. L’evento è stato realizzato con il contributo della Camera di Commercio di Torino, di Mediolanum Private Banking, di EY e di Rocco Forte Hotels, sotto il Patrocinio della Commissione Europea Regione Piemonte, Consulta Femminile Regionale del Piemonte e Città di Torino.

“È significativo come le imprenditrici premiate quest’anno non solo competano con successo sui mercati internazionali, ma abbiano addirittura fatto scuola all’estero, con modelli di business innovativi e sostenibili, capaci di generare impatto e valore economico e culturale – ha dichiarato Valentina Parenti, Presidente del premio Gammadonna – una dimostrazione di quanto sia fondamentale per il nostro Paese rafforzare l’ecosistema e proseguire con politiche che mettano l’impresa al centro, non solo come motore di sviluppo interno, ma anche dome veicolo di valori del Made in Italy nel mondo e strumento strategico per affrontare le sfide del nostro tempo.

Mara Martellotta