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Rapporto Montagne, Uncem: da Lanzo unità genera forza

NUOVI PERCORSI PER LA FORMAZIONE, LA SANITA’, LE SCUOLE DI MONTAGNA

Le scuole valorizzate in rete, gli infermieri di comunità garantiti con la Strategia delle Aree interne, una sinergia del Consorzio operatori turistici con la Val Maira, i medici di base con ambulatori in tutti i Comuni montani. E ancora, l’istituto agrario a Lanzo, nell’ambito dell’Albert che vede insieme anche alberghiero e scienze umane, per dire, le sfide della contemporaneità della montagna. Tutte in un solo istituto. Ma anche una Strategia di Green Community finanziata dalla Regione.

Sono alcune delle novità delle Valli di Lanzo, 25 Comuni, due Unioni montane, che il Rapporto Montagne Italia 2025 realizzato da Uncem per Rubbettino, nell’ambito del Progetto Italiae, traccia. È stato presentato stamani (domenica 20 luglio) a Lanzo, alla Caffetteria Turcet di Roberto Airola, in un partecipato “aperitivo letterario-montano”, con tutti i dati e le analisi del Rapporto, 800 pagine. Un ottimo dialogo tra attori territoriali. “Già perchè il libro non mette insieme solo numeri Istat – evidenzia il Presidente Roberto Colombero, alla guida di Uncem Piemonte – È un testo scientifico, tecnico, ma pure Politico. Dà strumenti e chiavi di lettura. Questa è la necessità. Per vincere le solitudini”. “Si vede l’esigenza del lavoro insieme – commenta il primo cittadino di Lanzo Fabrizio Vottero – e tanto stiamo facendo. Non da soli. Si vince insieme. Mi ritrovo perfettamente nel Rapporto che insiste su questo. Per una montagna molto moderna”.

“Tanto in queste valli è stato fatto negli ultimi dieci anni – sottolinea Tina Assalto, Assessore di Lanzo e dell’Unione montana, coordinatrice della Strategia d’area SNAI, Aree interne appunto, e montane – Perché se penso a sanità, ospedale di Lanzo, scuole, nulla era scontato. Molto abbiamo lavorato. I risultati ci sono. I soldi da soli non bastano, i finanziamenti sono vettori di opportunità e qui le abbiamo sempre colte. Dunque occorre proseguire, rafforzare il lavoro, con GAL per le imprese, sulle filiere forestali, sui servizi ecosistemici-ambientali. Se abbiamo i fondi ATO che permettono in Piemonte di intervenire contro dissesto e tutela delle fonti, è perché vi è stata una visione lunga e decisiva. Moderna. Proseguiamo anche per le foreste. Sostenendo le aziende, che sono solide”.

La Regione Piemonte apre strade decisive per il Paese. Le Politiche per le Montagne italiane sono nate qui. “Nuovi abitanti – rileva Gianna Pentenero, Consigliera regionale – hanno bisogno di sviluppo, di reti, di ridurre il divario digitale, di scuole. Il lavoro fatto sulle scuole di montagna è di grande esempio per il Paese intero. Ora il Piemonte deve lavorare a una bella importante legge sulle Unioni montane. Non abbiamo tempo da perdere. Va fatta con maggioranza e opposizione insieme. Ringrazio l’Uncem perché il Rapporto ci dà utili, importantissimi strumenti”. “Le imprese nate con il GAL – aggiunge il Presidente Claudio Amateis, Sindaco di La Cassa – sono preziose e solide. Fanno bene al territorio. Giusto dire che dove vi è solidità istituzionale, aggregazioni, lavoro insieme tra Comuni, con GAL e Unioni montane in sinergia, i dati economici e sociali sono migliori. La montagna innova. Fa bene”.

Lanzo ha promosso iniziative di legame con le Valli importantissime – spiega Marco Bussone, Presidente Uncem – Fa sinergia con le Valli. Non c’è una montagna più vera di altre perché più alta. Le sinergie si costruiscono verso Venaria e con Torino, tutti insieme. Su questo il Rapporto, con economisti, sociologi, antropologi, analisti, è chiaro. Insieme nel NOI si vince. Dunque rafforziamo i percorsi, anche di comunicazione e interazione con le comunità, come insegna nel Rapporto Uncem l’amico Nando Pagnoncelli. Abbiamo bisogno di relazioni e le Valli di Lanzo svegliano la Città di Torino. Pensiamo al treno ma non solo. Le relazioni qui sono evidenti. Vanno alimentate e forse rivoluzionate. Le Comunità montane dal 1970 e prima con i Consigli di Valle sono state decisive. Le Comunità marine ci copiano e fanno bene, costruiamo sinergie lobbiste, positive con loro. Si rafforzino in Regione le Unioni montane. Istituzioni certe, per un futuro di coesione. Piccoli e grandi Comuni insieme, senza guardare altitudini, ma bacini orografici e sistemi omogenei di scambio e flussi”. Ne sono convinti anche Gianni Giacomino, giornalista della Stampa e Antonello Micali, Direttore del Risveglio, storico settimanale locale. “Da cittadiino e operatore dell’informazione in questo territorio, voglio esprimere un grande ringraziamento aĺl’Uncem per lo straordinario lavoro svolto nel realizzare questo rapporto – evidenzia Micali – che aiuta ad affrontare, per organicità del metodo sociologico, sia quantitativo che qualitativo, la complessità delle sfide che affrontano le popolazioni metromontane e i loro territori. Una riflessione ulteriore, un lavoro così, un tempo oltre alle università  lo facevano i giornali, con inchieste monumentali che oggi per i noti motivi di semplificazione e velocità dell’informazione fanno più fatica a trovare posto in colonne e palinsesti soprattutto mainstream. Per fortuna ci sono però ancora testate che lo studiano e lo veicolano, in una sinergia che diventa servizio pubblico. Non a caso il presidente Uncem è un giornalista”.

I DATI DELLE VALLI DI LANZO NEL RAPPORTO MONTAGNE ITALIA 2025

Il saldo migratorio nelle Valli di Lanzo è positivo, aumenta. È in crescita. Del 4,4 per cento, dal 2009 al 2023. Un ottimo risultato, tra i migliori del Piemonte. Dal Rapporto emerge che le Valli di Lanzo hanno un tasso di occupazione del 44%, in linea con la montagna italiana, mentre è al 6,6% la disoccupazione maschile. Sono 8,3 le imprese ogni 100 abitanti, il 40% sono imprese artigiane, solo lo 0,5% sono cooperative, mentre una su cinque è a trazione femminile, il 10% sono di giovani. Il 7,4% sono straniere. Ogni chilometro quadrato vi sono 0,7 imprese agricole, per un valore aggiunto di oltre 19milioni di euro, facendo in modo che le imprese agricole incidano del 10% sul sistema economico. Oltre la metà del territorio, come descrive il Rapporto, è foresta. Un dato che ben conoscono le Valli di Lanzo, tra le protagoniste in Piemonte nell’attivazione di pianificazione, certificazione e filiere. Una rivoluzione verde, intensa e appassionata. Rispetto al turismo, nelle Valli di Lanzo vi sono 8,1 posti letto ogni cento abitanti e la durata media del soggiorno è di 2,4 giorni. Dati economici sotto la media nazionale: 17mila il PIL pro-capite, poco inferiore al reddito medio pro-capite che supera di poco i 20mila euro. Il Rapporto mette a confronto tutti i dati di tutti i territori piemontesi e nazionali. Una lunga analisi. Eccolo: https://uncem.it/uncem-presenta-il-rapporto-montagne-italia-2025/

Carceri, droga sequestrata

ALESSANDRIA,  NELLA CASA DI RECLUSIONE: POLIZIA PENITENZIARIA SEQUESTRA HASHISH DESTINATA AI DETENUTI

Il Sindacato Autonomo Polizia Penitenziaria (SAPPe) esprime il proprio apprezzamento agli agenti che, nella mattinata di venerdì, hanno individuato e sottratto al mercato interno quasi 32 grammi di hashish, occultati con cura all’interno della fodera di una manica di giubbotto nella camera di pernottamento che ospitava un detenuto di nazionalità albanese. A dare la notizia è Vicente Santilli, segretario per il Piemonte. “Dopo il rinvenimento”, spiega, “la sostanza è stata sottoposta a narcotest, risultando positiva all’hashish. Contestualmente è stata informata la Procura della Repubblica affinché proceda agli accertamenti di competenza. Questo episodio conferma la professionalità e la dedizione degli agenti: malgrado organici ridotti e condizioni operative spesso critiche, il personale di PoliziaPenitenziaria garantisce quotidianamente la legalità e la sicurezza dell’istituto, prevenendo traffici che alimentano tensioni e violenze tra i detenuti“. Il SAPPe, nel congratularsi con la squadra operante, ribadisce “la priorità di potenziare gli organici per assicurare perquisizioni sistematiche e tempestive, Fornire strumenti tecnici aggiornati (scanner, kit antidroga portatili, body cam) per contrastare le nuove modalità d’introduzione di sostanze illecite, Riconoscere sul piano economico e professionale l’alto livello di competenza dimostrato dal personale, Intensificare la formazione mirata sulle tecniche di ricerca e sui protocolli di sicurezza, così da mantenere elevati standard di intervento”. Santilli conclude affermando che“il SAPPe vigilerà affinché l’accaduto non resti un episodio isolato, ma diventi occasione per rafforzare i presidi di sicurezza negli istituti piemontesi, tutelando il lavoro e l’incolumità di chi indossa l’uniforme”.

Il Segretario Generale del primo Sindacato della Polizia Penitenziaria, Donato Capece, evidenzia che “nelle carceri italiane il 30% circa dei detenuti è tossicodipendente ed anche più del 20% degli stranieri ha problemi di droga e che nonostante l’Italia sia un Paese il cui ordinamento è caratterizzato da una legislazione all’avanguardia per quanto riguarda la possibilità che i tossicodipendenti possano scontare la pena all’esterno, i drogati detenuti in carcere sono tantissimi”“Peraltro”, prosegue, “è utile ricordare che anche nelle ultime relazioni al Parlamento sul fenomeno delle tossicodipendenze in Italia è emerso come lo scenario della diffusione e del consumo di sostanze stupefacenti e psicotrope in Italia è caratterizzato da trend in aumento: in rapporto sia ai consumi, sia ai reati penali in violazione del “Testo Unico delle leggi in materia di disciplina degli stupefacenti e sostanze psicotrope, prevenzione, cura e riabilitazione dei relativi stati di tossicodipendenza“, sia alla domanda di trattamento”.

“Fatto, questo, che coinvolge anche la popolazione detenuta”, conclude Capece, per cui “il SAPPE rinnova percorsi di formazione ed aggiornamento professionale ad hoc per il personale della Polizia Penitenziaria”.

cs

Valli del Gran Paradiso: un modello di comunità, identità e territorio

Il presidente della Commissione Ambiente Sergio Bartoli a Valprato Soana / Ceresole Reale

20 luglio – Una giornata all’insegna delle tradizioni e della montagna viva per il Consigliere Regionale Sergio Bartoli, Presidente della V Commissione (Ambiente), che ieri ha preso parte alle celebrazioni patronali di San Silverio a Valprato Soana e San Nicolao a Ceresole Reale, nei due versanti del Parco Nazionale del Gran Paradiso.

“Due comunità straordinarie – ha dichiarato Bartoli – che dimostrano quanto la montagna piemontese sia ancora viva, partecipata e profondamente radicata nei suoi valori. Dalla Val Soana alla Valle Orco, ho respirato la forza delle nostre radici e la bellezza delle relazioni tra territorio e cittadinanza.”

Al mattino, Bartoli ha preso parte alla celebrazione a Valprato Soana, insieme al Sindaco Francesco Bozzato, agli amministratori locali, al Sindaco di Ronco Canavese Lorenzo Giacomino e ai Carabinieri di Ronco, partecipando alla messa celebrata da Don Gian Paolo Bretti, accompagnata dalla Banda musicale di Valperga e dai tradizionali costumi della Valle Soana. Il consigliere Bartoli ha espresso “Un ringraziamento speciale a Don Gian Paolo e al Diacono permanente Massimo Pignocco, per la dedizione e la cura con cui hanno animato la celebrazione, insieme a tutti coloro che, con discrezione e spirito di servizio, contribuiscono alla vita liturgica e comunitaria della parrocchia”.

Nel pomeriggio, la visita è proseguita a Ceresole Reale, dove il Consigliere ha partecipato alla celebrazione in onore di San Nicolao, officiata da S.E. Mons. Daniele Salera, Vescovo di Ivrea, alla presenza del Sindaco Alex Gioannini, del Presidente del Parco Gran Paradiso Mauro Durbano, del consiglio comunale e dei Carabinieri di Locana.

“Ringrazio entrambi i Comuni, i sindaci e le comunità per l’accoglienza – ha proseguito Bartoli –. Queste giornate non sono solo celebrazioni religiose, ma anche occasione di coesione e presidio umano del territorio. Come Regione, dobbiamo continuare a sostenere queste realtà con politiche concrete.”

“Come Presidente della Commissione Ambiente, ritengo essenziale che le valli piemontesi vengano ascoltate, valorizzate e messe in condizione di prosperare. Non c’è transizione ecologica possibile senza i territori che la vivono ogni giorno.”

La Festa del Piemonte al Colle dell’Assietta

NICCO: “LUOGHI CHE PARLANO DI CORAGGIO E RADICI, VALORI DA TENERE VIVI”

Un paesaggio mozzafiato, una data storica, e un popolo che non dimentica. Anche quest’anno il Colle dell’Assietta è stato il palcoscenico naturale della Festa del Piemonte, che celebra la storica battaglia del 19 luglio 1747 e il coraggio di chi seppe difendere la propria terra.

“Essere qui, oggi, con tanti sindaci, amministratori e cittadini è un’emozione unica. Questo è un luogo che incanta per la sua bellezza, ma anche che parla. Parla di coraggio, identità, radici”, le parole del Presidente del Consiglio regionale, Davide Nicco, che ha portato il suo saluto a nome di tutta l’Assemblea legislativa piemontese.

“Qui – ha proseguito – un manipolo di uomini scelse di non arretrare. ‘Nojàutri i bogioma nen’ non fu solo un grido di battaglia, ma una dichiarazione d’amore per la propria terra, per il Piemonte”.

Durante il suo intervento, Nicco ha ringraziato l’Associazione Festa dël Piemont al Còl ëd l’Assieta, la Protezione Civile, il personale del Parco Naturale del Gran Bosco di Salbertrand, e Sua Eccellenza Monsignor Derio Olivero, vescovo di Pinerolo, “per aver voluto ricordarci, anche nella lingua delle nostre radici, che la fede e i valori cristiani sono stati per secoli la bussola del nostro popolo. E lo sono ancora”.

Il Presidente ha poi sottolineato il valore attuale della ricorrenza:
“La Festa del Piemonte, istituzionalizzata due anni fa e fortemente voluta dall’ex Presidente Stefano Allasia, è un momento in cui ci ritroviamo come comunità. Per guardare indietro con gratitudine e avanti con speranza. Per ricordarci che valori come la libertà, la dignità e il senso del dovere non passano mai di moda”.

Nella sua chiosa finale, Nicco ha invitato tutti a custodire e tramandare ciò che l’Assietta rappresenta:
“Questi valori non ci appartengono per caso. Ci sono stati consegnati. Ora tocca a noi tenerli vivi, con l’impegno concreto di ogni giorno. Perché finché ci sarà anche solo un uomo o una donna pronta a dire “nojàutri i bogioma nen”, nulla andrà perduto. Ieri, oggi, sempre”, ha concluso il Presidente.

Mini zoo abusivo in precarie condizioni igieniche

In un alloggio di San Salvario 40 pappagalli, 2 tartarughe d’acqua, 1 esemplare di drago barbuto, 1 cane e 1 gatto erano tenuti in pessime condizioni. Li hanno scoperti i Carabinieri del Nucleo Cites. Gli animali erano tenuti al buio e con le finestre chiuse, sottoposti a sofferenza fisica, date le elevate temperature estive. I vicini hanno chiamato i carabinieri per il cattivo odore che fuoriusciva dall’appartamento.

Manutenzione sovrappassi SP 23

Come già annunciato, inizieranno nella serata di lunedì 21 luglio dal cavalcavia dello svincolo San Secondo i lavori per la manutenzione straordinaria dei tre sovrappassi della circonvallazione di Pinerolo lungo la Strada Provinciale 23 del Sestriere. Le lavorazioni sulle spalle e sull’intradosso impalcato del ponte di San Secondo saranno eseguite in orario notturno e comporteranno la chiusura totale al traffico della Provinciale 23 in entrambi i sensi di marcia tra lo svincolo Sestriere-Val Pellice-Cuneo al Km 36+050 e lo svincolo “Sottopasso Battitore” al Km 39+800. La chiusura notturna sarà in vigore dalle 22 alle 6 del mattino nei giorni feriali, a partire dalle 22 di lunedì 21 luglio e sino alle 6 di sabato 26 luglio e dalle 22 di lunedì 28 luglio alle 6 di sabato 2 agosto. La Provinciale 23 sarà normalmente transitabile nelle ore diurne , dalle 6 alle 22.

Le deviazioni su di un percorso alternativo saranno segnalate in loco e sono indicate nella planimetria viabilistica allegata al presente comunicato.

Per tutto il mese di agosto e all’inizio di settembre si procederà invece con gli interventi sulla sede stradale del cavalcavia: impermeabilizzazione dell’impalcato, rifacimento del manto stradale e installazione dei nuovi guard-rail. In tale fase sarà istituito un senso unico alternato regolato da un semaforo. In accordo con l’appaltatore e con le imprese subappaltatrici, si è valutato di studiare una soluzione migliorativa per la sicurezza delle maestranze e dell’utenza stradale, minimizzando l’interferenza fra il cantiere e il traffico lungo la circonvallazione e limitando al minimo indispensabile i restringimenti di carreggiata.

Rissa Collegno, CNDDU: “non un episodio isolato, ma un sintomo”

L’urgenza di una risposta educativa sistemica

Caro direttore,

il Coordinamento Nazionale Docenti della Disciplina dei Diritti Umani (CNDDU) esprime forte preoccupazione in merito ai fatti avvenuti nella serata del 17 luglio a Collegno, in Piazza I Maggio, dove due giovanissimi si sono affrontati in un vero e proprio scontro fisico, sotto lo sguardo incitante e passivo di decine di coetanei.

La scena, documentata da residenti e rilanciata dagli organi di stampa, ha riportato alla luce dinamiche già note, ma troppo spesso ignorate: la spettacolarizzazione della violenza, la normalizzazione del linguaggio volgare e offensivo, l’assenza di figure adulte e di riferimenti educativi sul territorio.

Non si tratta di un caso isolato. Episodi simili si registrano in diverse città italiane, nelle periferie come nei centri storici, durante l’orario scolastico come nei mesi estivi. Sarebbe un errore ridurre il fatto a una “bravata giovanile”, a un semplice problema di ordine pubblico o a un deficit di vigilanza. Ci troviamo di fronte a un deficit di senso, e dunque a una questione eminentemente educativa.

Il CNDDU ritiene che l’accaduto imponga una riflessione collettiva sulla qualità delle relazioni educative oggi disponibili ai giovani. Il contesto di Piazza I Maggio non è solo una cornice urbana: è lo specchio di una comunità chiamata a interrogarsi sulle proprie responsabilità.

L’educazione ai diritti umani, alla gestione non violenta dei conflitti, al riconoscimento del valore dell’altro deve essere rafforzata nelle scuole, nelle famiglie, nei luoghi di aggregazione giovanile. Non può essere affidata alla buona volontà dei singoli, né affrontata in modo episodico o emergenziale.

Per queste ragioni il CNDDU propone:

  • L’introduzione sistematica di percorsi stabili di educazione ai diritti umani e alla cittadinanza attiva all’interno delle scuole secondarie, attraverso moduli trasversali e interdisciplinari.

  • La promozione di progetti di presidio sociale nei luoghi pubblici frequentati dai giovani, coinvolgendo educatori di strada, mediatori culturali, psicologi ed esperti.

  • L’attivazione, in collaborazione con gli enti locali, di osservatori civici giovanili, strumenti partecipativi per responsabilizzare i ragazzi nella cura degli spazi comuni.

La realizzazione di campagne pubbliche di sensibilizzazione, rivolte non solo ai giovani, ma anche agli adulti, affinché si recuperi il valore della corresponsabilità educativa.

Non è il tempo della semplificazione o della rassegnazione. È il tempo di costruire alleanze territoriali forti e durature tra scuola, istituzioni, famiglie e società civile, per restituire ai giovani un orizzonte fatto di rispetto, ascolto e senso di appartenenza.

Rivolgiamo un appello ai decisori politici, nazionali e locali: la prevenzione della violenza giovanile passa prima di tutto dalla cura della relazione educativa. E questa cura non può più essere rimandata.

prof. Romano Pesavento

presidente CNDDU

Possesso responsabile dei cani: fondi ai Comuni

Sono 13 i Comuni piemontesi che riceveranno dalla Regione complessivamente 60.000 euro dopo aver partecipato alla prima edizione del bando per la diffusione di progetti a sostegno di campagne educative, formative ed informative sul possesso responsabile dei cani.

Si tratta di Vercelli, Verbania, Novara, Volpedo (AL) e Isola d’Asti (AT), nel Cuneese Bra, Ceva, Ormea e Mondovì e nella Città metropolitana di Torino Collegno, Nichelino, Ivrea e Sangano.

“Ringrazio questi Comuni per essersi resi parte attiva nella predisposizione di un progetto che, valorizzando le sinergie presenti sul territorio, consente di diffondere la cultura del possesso responsabile, che è un tema attuale sempre ma ancor più alle porte del periodo di vacanza che sappiamo essere sempre uno dei più sensibili per l’abbandono degli animali”, commenta il presidente della Regione Piemonte Alberto Cirio, che ha voluto tenere tra le deleghe della Presidenza anche quella del Benessere animale.

“Diffondere una cultura del possesso responsabile – precisa il presidente – è un principio che la Regione ha voluto sostenere e richiamare con una specifica legge approvata lo scorso anno, la n.16/2024, consapevoli di quanto la presenza di un ‘amico a quattro zampe’ rappresenti un valore e una ricchezza nella vita di una persona e di una famiglia, ma anche un impegno importante di cui è necessario essere coscienti per garantire il benessere di tutte le vite coinvolte”.

La citata legge regionale n.16/2024 promuove e sostiene programmi e campagne di sensibilizzazione sulla cultura del possesso responsabile dei cani, oltre che sul contrasto al fenomeno dell’abbandono e sull’affidamento e adozione consapevole degli animali d’affezione.

Per quanto riguarda nello specifico il possesso responsabile di cani intende ottenere precisi risultati: sensibilizzare sul corretto rapporto tra le persone, l’animale e l’ambiente nel rispetto delle esigenze e delle caratteristiche fisiologiche, comportamentali e comunicative della specie; massimizzare gli effetti benefici della relazione uomo-animale, in particolare nell’età evolutiva e nelle situazioni di disagio soggettivo o socio-economico; educare al possesso e all’adozione consapevole anche relativamente ai doveri e alle responsabilità civili e penali correlate; contrastare il randagismo e l’abbandono; incentivare le adozioni e gli affidi temporanei degli ospiti dei canili/rifugi; prevenire i casi di comportamenti indesiderati e di aggressività non controllata.

Torino, accoltellamenti a Madonna di Campagna e Aurora: due feriti

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Negli ultimi mesi, in Barriera, Aurora e Porta Palazzo a Torino si sono verificati diversi episodi di violenza culminati con accoltellamenti. L’ultimo in ordine di tempo si è verificato nel pomeriggio di ieri venerdì 18 luglio 2025 in via Priocca, dove un uomo italiano di circa sessant’anni è stato ferito con alcune coltellate. L’uomo è stato trasportato in ambulanza all’ospedale Gradenigo in condizioni gravi, principalmente a causa della significativa perdita di sangue da un braccio, ma non sarebbe in pericolo di vita.

Sul posto sono intervenute le volanti della polizia, che stanno cercando di risalire all’identità dell’aggressore, descritto da alcuni testimoni come un uomo nordafricano.

Secondo una prima ricostruzione, il ferito e l’aggressore avrebbero avuto una lite all’interno di un bar a gestione cinese, dove l’italiano stava giocando ai videopoker. L’episodio sembrava essersi concluso con l’allontanamento dello straniero, ma quest’ultimo sarebbe tornato poco dopo armato di coltello. All’uscita del locale, avrebbe aggredito il sessantenne, che ha tentato di difendersi.

Ma c’è un altro caso recente.

Un uomo di 40 anni è stato arrestato per tentato omicidio dalla Polizia di Stato a Torino.

Mercoledì pomeriggio, personale della Squadra Mobile e del Commissariato di P.S. Madonna di Campagna, interveniva nel quartiere Madonna di Campagna, dove veniva segnalata la presenza di un soggetto a terra con evidenti perdite di tracce ematiche.

Gli investigatori, a seguito di accertamenti, riuscivano ad individuare l’autore dei fatti: un cittadino marocchino che veniva tratto in arresto. Alla base della lite una discussione nata per futili motivi.

Nel contesto veniva sequestrata anche l’arma utilizzata per l’aggressione: un coltello con tracce di sangue sulla lama.

Piazza Maria Teresa, inaugurato il Giardino storico

 

Mercoledì l’assessore al Verde Pubblico Francesco Tresso, il Presidente dell’Associazione Amici della Piazza Maria Teresa Giorgio Marsiaj, il Presidente della Consulta per la Valorizzazione dei Beni Artistici e Culturali di Torino Licia Mattioli e i Presidenti di IREN Luca Dal Fabbro e di SMAT Paolo Romano, hanno presentato l’intervento di restauro conservativo dello storico Giardino di Piazza Maria Teresa.

Cuore del quartiere Borgo Nuovo sorto a sud-est della città antica sulle macerie delle mura cittadine, l’attuale piazza costituiva parte integrante e di accesso ai Giardini dei Ripari (1825 – 1872) estesa area verde di fruizione pubblica che comprendeva gli attuali Giardini Cavour e l’Aiuola Balbo, posta a contrappunto dei privati Giardini Reali.

L’Associazione Amici della Piazza Maria Teresa, promotrice del progetto fin dalle primissime fasi, contribuisce al buon esito dell’iniziativa facendosi carico anche della manutenzione del Giardino per i prossimi tre anni.

La realizzazione del progetto, nuovo esempio di straordinaria collaborazione Pubblico/Privato orientata all’adozione del Bene Comune, ha permesso di restituire a ciascun cittadino ed alla cittadinanza tutta, un giardino storico rinnovato e più fruibile, affettuosamente accudito. Tale modalità operativa, sostenuta dalla capacità di ascolto delle esigenze del territorio, si propone quale format replicabile in altri ambiti urbani, per contribuire ad aumentare l’attrattività del territorio.

L’intervento, sostenuto e gestito dagli Amici della Piazza Maria Teresa e dalla Consulta di Torino, ha ridefinito l’andamento curvilineo delle quattro aiuole trapezoidali, e ristabilito una gerarchia nei percorsi sottolineando il baricentro dell’aiuola centrale.

I comparti sono stati perimetrati con una bordura arbustiva sempreverde, caratterizzata da 400 esemplari di Ligustro, mentre la corbeille centrale, una profusione di cromatismi e tessiture fogliari, permette ora di far ritrovare il protagonismo del giardino attraverso l’alternanza delle stagioni ed evoca quel carattere di pubblico piacere, che rimanda al collezionismo botanico dell’Ottocento.

Adeguata attenzione è stata posta alla sostenibilità del rinnovato Giardino. SMAT ha garantito l’irrigazione dalla raccolta dell’acqua di scarico del vicino Torèt, mediante una vasca di accumulo interrata di 5.700 litri. IREN ha realizzato l’illuminazione dello spazio verde interamente a LED, che consente di ridurre gli assorbimenti di energia elettrica di oltre il 50% e di migliorare sensibilmente la fruibilità complessiva.

Stefano Lo Russo, Sindaco della Città di Torino: “Questa riqualificazione rappresenta davvero un esempio virtuoso di collaborazione pubblico e privato. Un ringraziamento va all’Associazione Amici della Piazza Maria Teresa che ha promosso e sostenuto l’intervento insieme alla Consulta per la Valorizzazione dei Beni Artistici e Culturali di Torino, Iren e Smat e alle cittadine e i cittadini che si sono impegnati ad avere cura di questo giardino come bene comune. E’ anche in progetti come questo che si manifesta il vero spirito di comunità: una città che cresce grazie all’impegno condiviso, che valorizza i suoi spazi verdi come luoghi d’incontro, di bellezza e di benessere. E’ questa la Torino che vogliamo: inclusiva, sostenibile, attenta al patrimonio condiviso e alle persone”.

Francesco Tresso, assessore al Verde e alla Cura della città, Città di Torino: «La restituzione alla città di questi giardini rappresenta un esempio virtuoso di collaborazione tra pubblico e privato, che può essere replicato con successo anche in altri contesti. Interventi che dimostrano quanto sia importante prendersi cura degli spazi condivisi, affinché diventino luoghi vivi, accoglienti e capaci di rafforzare il senso di appartenenza dei cittadini. Ringrazio l’Associazione Amici della Piazza Maria Teresa, la Consulta per la Valorizzazione dei Beni Artistici e Culturali di Torino, per l’impegno e la sensibilità dimostrati in questi anni, Iren e Smat che hanno saputo inserire elementi progettuali importanti nel restauro».

Giorgio Marsiaj, Presidente dell’Associazione degli Amici della Piazza Maria Teresa: “Un importante aspetto dell’operazione, realizzata in maniera sinergica con la Città, la Consulta e i preziosi Partner tecnici a cui va la mia gratitudine, è proprio di costituire un esempio di armonico affiancamento tra Privati e Pubblica Amministrazione. Il valore educativo dell’iniziativa sta tutto nell’intento di promuovere l’Educazione Civica: il Bene Pubblico è di tutti e ognuno deve sentirsi parte attiva nel prendersene cura e contribuire a costituire una comunità coesa e consapevole”.

Licia Mattioli, Presidente della Consulta di Torino: “La Consulta si fonda sulla Cultura della Condivisione. INSIEME è la nostra parola magica: decidere, investire, lavorare. Agire per dare risposte – e lo facciamo da 38 anni! – con impegno e costanza, alla ricerca di mediazioni ed alleanze di alto profilo per rispondere al meglio alle necessità della comunità. Ci prendiamo cura dell’eredità storica e culturale che il Passato ci ha donato, per consegnarla alle generazioni a venire. I 41 Soci della Consulta investono ogni anno circa un milione di euro sul territorio. Investire in Cultura non è solo agire una leva economica di sviluppo e crescita della società, ma è impegno di inclusione sociale. Il Bene Comune è uno ed indivisibile. È di tutti e le nostre realizzazioni parlano per noi”.

Luca Dal Fabbro, Presidente del Gruppo IREN: “Siamo orgogliosi di aver contribuito alla riqualificazione di questa piazza, un intervento che testimonia il nostro impegno concreto per valorizzare i territori in cui operiamo. Grazie al lavoro di Iren Smart Solutions abbiamo unito sostenibilità e innovazione, migliorando l’illuminazione pubblica con soluzioni efficienti e in armonia con il contesto urbanistico: un elemento di valore che permette di restituire ai torinesi uno spazio rinnovato, confortevole e sicuro”.

Paolo Romano, Presidente di SMAT: “Abbiamo accolto con favore la richiesta di collaborazione nell’ambito degli interventi di restauro del Giardino storico di Piazza Maria Teresa, a testimonianza del legame con i territori serviti ed a sostegno delle politiche di risparmio idrico. La nostra azienda si è occupata dello spostamento del Torèt e anche della fornitura e della posa di un serbatoio in polietilene da oltre 5.000 litri all’interno del quale vengono convogliate le acque della fontanella non utilizzate e reimpiegate nell’irrigazione del giardino”.

TORINO CLICK