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Fassino e altri 16 rinviati a giudizio per il Salone del Libro

C’è anche l’ex sindaco di Torino Piero Fassino  tra i rinviati a giudizio nel processo sulla vecchia gestione del Salone del Libro che inizierà  il 17 maggio

L’udienza preliminare interessava  29 imputati ed è terminata oggi.

Sono 17, compreso l’ex primo cittadino, i rinviati  a giudizio al termine dell’udienza preliminare. La decisione del giudice riguarda anche l’ex assessore regionale alla Cultura Antonella Parigi e l’ex patron del Salone Rolando Picchioni. Rispetto all’impostazione della procura ci sono stati  proscioglimenti su diversi capi d’accusa.

Cinque milioni per rifare il look agli edifici comunali

Da Palazzo Civico / Il Consiglio comunale ha approvato una delibera presentata dall’assessore Antonino Iaria, contenente il programma di interventi straordinari per il periodo 2020-2032 e un importo complessivo di 31 milioni di euro, per l’adeguamento alla normativa vigente di una serie di edifici comunali destinati a sede di uffici e servizi istituzionali, primi fra tutti Palazzo Civico e il complesso di via Giulio.

La delibera stabilisce anche che la Giunta dovrà disporre, attraverso i competenti uffici comunali, il costante monitoraggio dello stato degli interventi previsti dal programma, rilevando ogni scostamento e adottando gli eventuali interventi necessari al loro superamento. Al Consiglio comunale viene lasciata la possibilità, nei prossimi anni, in sede di esame annuale del Bilancio preventivo, di intervenire per valutare la coerenza tra gli stanziamenti previsti e il quadro di esigenze indicato nel programma. Tutti gli interventi saranno effettuati garantendo l’apertura degli uffici e la continuità del servizio.

Nella delibera, si ricorda come l’attività di manutenzione di questi immobili rappresenti un problema di particolare rilevanza, diventata emergenza negli ultimi decenni a causa della costante e progressiva contrazione delle risorse e viene specificato che gli interventi, anche di rilievo, verranno realizzati in un quadro temporale piuttosto ampio ma costantemente monitorato.

Stanziate, per ora, le risorse per gli interventi fino al 2022, finanziate con il ricorso a mutui, per un importo complessivo di 5.375.000 euro, così suddivisi: euro 145.000 nel 2020, euro 2.940.000 nel 2021euro 2.290.000 nel 2022Per gli anni successivi, le relative somme dovranno essere progressivamente stanziate sulla base del programma di interventi straordinari previsti.

Individuati i complici del ladro ucciso in tabaccheria

Venerdì 7 giugno 2019, un gruppo di tre persone, nel cuore della notte, cercò di depredare il Bar Tabacchi WINNER POINT di Pavone Canavese (TO) introducendosi nei locali, dopo aver forzato con un piede di porco una porta  secondaria.

I criminali intendevano sottrarre i circa 2000 euro contenuti nella macchinetta cambia valuta che,  infatti,  fu divelta dal muro  e caricata su un furgone rubato in precedenza. Svegliato dal frastuono della sirena dell’allarme, il titolare dell’esercizio commerciale, che stava dormendo nell’appartamento situato ai piani superiori dello stabile in cui è ubicata la tabaccheria, con un revolver calibro 357 magnum regolarmente detenuto, uccise uno dei malviventi,  il cittadino moldavo Ion Stavila di anni 24. Gli altri autori della spaccata si diedero alla fuga.

Il personale del Commissariato di Ivrea e Banchette, dopo una complessa attività investigativa corroborata anche da attività tecnica e durata oltre sei mesi, ha individuato e segnalato alla Procura della Repubblica di Ivrea i complici del soggetto deceduto.

 

La sospensione della Ztl prorogata al 30 ottobre

Nuova proroga per il provvedimento di sospensione della ZTL, da lunedì 5 ottobre a venerdì 30 ottobre 2020.

Lo ha annunciato l’assessora alla Mobilità, Maria Lapietra, nel corso della seduta congiunta delle commissioni consiliari II, I, III e VI.

Dal provvedimento, firmato dalla sindaca Appendino in queste ore e che sarà successivamente pubblicato all’Albo Pretorio, sono escluse le ZTL “Trasporto Pubblico, Pedonale e Area Romana”.

Prelievi bancomat con le carte di credito rubate in casa

I carabinieri hanno documentato che la banda dedita ai furti in abitazione si dava appuntamento nelle ore serali nel quartiere Nord di Torino per decidere il paese dell’hinterland dove colpire.

Utilizzavano quasi sempre la stessa autovettura, un Alfa Romeo 147, sSequestrata dai militari dell’Arma in occasione dell’arresto dell’8 luglio scorso.
In varie circostanze i quattro  hanno rubato  all’interno degli appartamenti carte di credito, poi utilizzate per prelievi fraudolenti.
Nella notte del 27 maggio scorso, ad esempio, dopo essersi introdotti in una villetta di Rivarolo Canavese, è stata rubata una carta di credito con il numero Pin che la proprietaria aveva lasciato sul comodino.
Con la stessa, i ladri hanno prelevato, quella stessa notte,  da un Bancomat di piazza Sabotino a Torino 1750 €.
La tempestività dell’acquisizione delle immagine delle videocamere posizionate nei pressi dell’Istituto di credito ha consentito ai carabinieri di identificare uno dei quattro della banda.
Gli investigatori, seguendo il gruppo, hanno altresì individuato il nascondiglio dove i quattro nascondevano gli strumenti da scasso dopo i furti e prima di far rientro a Torino  ( una piazzola di sosta tra SP 460 all’incrocio con SP37).

Piazza San Carlo, al via il processo per le due vittime e i 1500 feriti

E’ iniziato oggi  a Torino, nell’aula bunker delle Vallette, il processo riguardante la drammatica sera del 3 giugno 2017 in piazza San Carlo

Nel corso di una proiezione su maxischermo della finale di Champions le ondate di panico tra la folla causarono 1.500 feriti e, successivamente la morte di due donne, Erika Pioletti e Marisa Amato. Il procedimento riguarda i nove imputati, tra i quali il viceprefetto Roberto Dosio e dirigenti del Comune e della Questura,  giudicati con il rito ordinario. Per chi ha scelto il rito abbreviato , come la sindaca Chiara Appendino, la causa inizierà a novembre. Il processo è celebrato dalla Corte di Assise.L’apertura della sessione è dedicata alla tracciatura dell’ elenco delle parti civili rimaste costituite.

Una montagna di cibo non in regola da fornire agli “all you can eat”

Riso, fagioli, fecola di patate, miglio, tutto destinato ai numerosi ristoranti “All you can eat” sparsi in città e provincia. Una montagna di alimenti che riportavano false indicazioni circa la loro composizione reale.

Una gigantesca frode alimentare quella scoperta dalla Guardia di Finanza di Torino nel corso di un’operazione coordinata dalla Procura della Repubblica del capoluogo. Oltre 10 le tonnellate di alimenti sequestrate.

I Finanzieri del Gruppo Pronto Impiego, che hanno condotto le indagini, hanno individuato due depositi, nel quartiere “San Salvario” di Torino, dove sono state rinvenute centinaia di confezioni di riso, di fecola di patate ed altre tipologie di cereali, pre-imballate in sacchetti di polietilene, tra l’altro non destinati ad uso alimentare, riportanti indicazioni merceologiche false circa la loro composizione.

L’ingente quantitativo di riso era destinato inequivocabilmente al settore della ristorazione, visto anche il “taglio” delle confezioni che oscillavano tra i 10 ed i 20 kg.

Nel corso delle perquisizioni, all’interno di voluminosi freezer, sono inoltre stati rinvenuti chilogrammi di pesce, ortaggi e pollame in cattivo stato di conservazione, senza alcuna indicazione sulle date di confezionamento e di scadenza, nonché ricoperti dalla brina di ghiaccio a riprova dell’interruzione della catena del freddo.

C’è stato lo spazio anche per una “truffa”: durante le operazioni, con non poca sorpresa, i Baschi Verdi si sono trovati di fronte ad una bilancia che ingenerosamente forniva un peso incrementato di un etto per ogni chilo pesato, cose di altri tempi ma attuali per l’ingiusto profitto conseguito nel corso del tempo dall’imprenditore, visti anche i quantitativi di derrate alimentari sequestrate.

Per quanto riguarda la miscela proveniente dalla lavorazione del noto tubero, la sola indicazione “fecola di patate” celava la presenza, agli occhi del consumatore, della presenza, tra l’altro, di sodio metabisolfito, palmitato, difosfato disodico, conservanti che possono potenzialmente provocare severe allergie ad un consumatore ingannato.

Stesso discorso per altre confezioni di Tamarindo, risultato poi essere un agglomerato di “semi vari”, e miglio, rinvenute in parte scadute da tempo ed in parte con false indicazioni sulla reale composizione.

Via Nizza e Via Saluzzo, questo il teatro delle operazioni che ha visto la Guardia di Finanza di Torino cautelare l’ingente quantitativo di alimenti. Il titolare dei depositi, un imprenditore di origine cinese, è stato denunciato alla Procura della Repubblica di Torino per frode in commercio, utilizzo di falsi sigilli e per il cattivo stato degli alimenti.

L’efficace operazione, rientra nel quadro delle attività svolte dalla Guardia di Finanza quale organo di Polizia Economico Finanziaria a contrasto dei fenomeni distorsivi del mercato.

Volantino shock: Cirio come Aldo Moro rapito dalle Br

La Digos indaga sul volantino comparso oggi a Torino, nei pressi del centro sociale Askatasuna, sul quale appare la foto di Alberto Cirio raffigurato come Aldo Moro nella drammatica immagine del presidente della Democrazia Cristiana rapito nel 1978 dalle Brigate Rosse.

Il volto del governatore del Piemonte è stato sostituito dagli autori a quello del leader Dc rapito e ucciso 42 anni fa.

Sotto il fotomontaggio  la scritta “I cosplayer che vogliamo”, facendo riferimento ai fan mascherati da protagonisti delle serie manga e di fantascienza. Solidarietà al governatore del Piemonte da molte forze politiche.

Prende a calci e pugni una ragazza e la rapina Rintracciato grazie al gps

In via Borgaro,  Madonna di Campagna, una ragazza è stata aggredita alle spalle da un rapinatore che l’ha presa a calci e pugni e le ha rubato il cellulare.

La polizia ha fermato il rapinatore, un 23enne  di origine marocchina.

Oltre al cellulare le ha rubato una catenina d’oro. Ma il gps dello smartphone  rubato era ancora attivo.

Gli agenti hanno quindi rintracciato il rapinatore  via Urbino. In tasca aveva ancora la refurtiva.

Associazione I Buffoni Corte Onlus: “Spazi inutilizzati, soldi sprecati”

Riceviamo e pubblichiamo / Si è svolta martedì 29 settembre, la protesta organizzata dall’Associazione I Buffoni di Corte nei confronti delle Istituzioni cittadine per l’elevato numero di spazi abbandonati al degrado, dislocati sul territorio, che, diversamente da quanto spesso succede, potrebbero essere riqualificati e concessi ad enti del Terzo Settore che operano nel quotidiano, con impegno e dedizione, al servizio della comunità.

 

A manifestare, in via Rubino 82 a Torino, oltre a Luca Nicolino, Presidente della Onlus, una decina di persone, incatenate alla cancellata dell’ex sede della Scuola Materna Centro Europa C, tra le quali alcune persone con disabilità, caregiver e giovani volontari de I Buffoni di Corte, determinati a rimanere in loco sino all’arrivo della Sindaca Chiara Appendino. A supportarli, numerosi sostenitori ed altre associazioni del Terzo Settore, per un totale di circa 200 persone, unite dal motto “Spazi inutilizzati, soldi sprecati”.

 

La situazione, già faticosa, si è resa ancor più difficile nel post lockdown – spiega Luca Nicolino. I Buffoni di Corte, così come altre realtà simili, non hanno spazi adeguati a garantire il distanziamento sociale e le misure di sicurezza imposte a contrasto dell’emergenza Covid-19. Sono molte, infatti, le associazioni che oggi rischiano di chiudere e troppe le persone che rischiano di rimanere per strada. Beneficiando di spazi più ampi – aggiunge Nicolino – si potrebbero invece migliorare i servizi ricreativi ed educativi offerti e rispondere al numero crescente di richieste, da parte delle famiglie, di ricevere un servizio simile a quello fornito dai centri diurni. Un servizio essenziale, quello svolto da diverse organizzazioni come la nostra, che se non fosse reso al pubblico, inciderebbe notevolmente sulle casse di Palazzo Civico”.

 

La scelta di manifestare davanti al civico 82 di via Rubino, non è casuale: l’edificio, inizialmente messo a disposizione dei soggetti no-profit attraverso un Bando della Città di Torino, nel mese di giugno scorso è stato stralciato dalla lista degli spazi disponibili e destinato alle scuole, in un’ottica di revisione degli spazi, dovuta alla contingenza. “Ad oggi, però, non è stato attivato alcun processo – precisa Nicolino. L’edificio non solo non è utilizzato dalle scuole, ma risulta totalmente abbandonato e, senza manutenzione, lo stabile non può che deteriorarsi nel tempo. È quindi nell’interesse comune, garantirne l’utilizzo per evitare che, in un futuro prossimo, il degrado della struttura possa essere tale da rendere necessario un dispendio eccessivo di risorse per la sua riqualificazione. Lo stesso discorso vale per i numerosi complessi immobiliari dismessi che, oltretutto, rischiano di essere occupati abusivamente, con tutto ciò che ne consegue. I Buffoni di Corte, inoltre, chiedono che sia garantito un accesso equo a convenzioni, sulla base del numero di persone che ogni realtà coinvolge”.

 

In mattinata, si è recato in via Rubino Antonino Iaria, Assessore all’Urbanistica della Città di Torino, per rassicurare i manifestanti in merito alla volontà, dell’Ente rappresentato, di rimettere a bando l’edificio scolastico in questione, non appena cesserà l’emergenza sanitaria. Nel pomeriggio, invece, una delegazione dei contestatori è stata ricevuta dalla Sindaca Chiara Appendino, presso la Sala Carpanini di Palazzo Civico, per un confronto sulle problematiche emerse e per l’avvio, almeno è quello che ci si auspica, di un dialogo costruttivo con le Istituzioni.

 

Adesso, più che mai, – conclude Nicolino – abbiamo bisogno che le istituzioni prendano coscienza di quanto facciamo per la Città; adesso più che mai, abbiamo urgenza di instaurare un dialogo costruttivo con chi ci governa; adesso più che mai abbiamo necessità di ricevere risposte concrete ed immediate per pianificare al meglio il futuro del Terzo Settore”.