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Cinghiali invadono la tangenziale e causano incidente: due i feriti

Ieri sera un branco di  cinghiali ha causato  un incidente sulla tangenziale di Asti. 

Sono improvvisamente sbucati dal guard-rail mentre stava giungendo un’ambulanza con un ferito a bordo e  due auto.

Le vetture sono rimaste coinvolte nell’incidente  nel cercare di evitare gli animali  che occupavano  le carreggiate.  Due i feriti, dei quali uno il paziente dell’ambulanza, ma nessuno è in condizioni gravi. Sono intervenuti  anche i vigili del fuoco e la polizia stradale che indaga sulla dinamica dell’incidente. Nel frattempo i cinghiali  si sono allontanati.

Sfrattato rioccupa l’alloggio cinque volte e cambia la serratura

Martedì scorso, gli agenti della Squadra Volante hanno arrestato un cittadino senegalese di 52 anni per violazione di domicilio.

 

Nella mattinata precedente, l’uomo aveva ricevuto lo sfratto da un appartamento in zona Barriera Milano. Quello stesso pomeriggio si era reintrodotto all’interno dell’abitazione, costringendo il proprietario ad allertare il 112 NUE. Gli agenti giunti sul posto lo avevano poi denunciato per violazione di domicilio.

Nella stessa giornata erano poi seguiti ulteriori tentativi di accesso da parte dello straniero: ad ogni ingresso l’uomo sostituiva la serratura montata dal padrone di casa con una di sua proprietà.

Martedì mattina, è scattato l’arresto per il reo, sorpreso per la quinta volta all’interno dell’appartamento.

Tutto quello che vorreste sapere sull’Eurovision Song Contest ma non osate chiedere

Torino sarà la città ospitante dell’ESC, l’Eurovision, considerata, non a torto, la manifestazione canora più seguita al mondo.

Se non ne avete mai sentito parlare è perché la kermesse ha riconquistato terreno in Italia solo negli ultimi anni, sino ad esplodere la primavera scorsa con la vittoria dei Maneskin.

Due giorni fa è trapelata la notizia che forse quest’anno a presentare ci sarà Mika e ieri i social sono letteralmente impazziti quando l’ente organizzatore ha confermato il capoluogo sabaudo a città ospitante. Se vi siete sentiti esclusi dalle discussioni, niente paura vi forniamo una guida essenziale per far bella figura al bar e sui social.

Un po’ di storia

L’Eurovision affonda le sue radici negli anni 50 quando il giornalista e drammaturgo Sergio Pugliese suggerisce di organizzare una gara canora a livello europeo, prendendo come esempio il festival di Sanremo. Sono gli anni del dopoguerra e l’UER, Unione Europea di Radiodiffusione, abbraccia l’idea di un progetto che possa simboleggiare unione, fratellanza e, perché no, spensieratezza. La prima edizione si terrà a Lugano con la partecipazione di 7 nazioni tra cui l’Italia, considerata, ancora oggi, tra i paesi fondatori (attenzione perché questo particolare ci tornerà utile per capire il meccanismo di gara).

ESC si sussegue di anno in anno, viaggia per l’Europa, assiste a proteste e cambiamenti epocali. Vede la partecipazione di grandi nomi come l’indimenticabile Modugno o gli iconici Abba. E riscuote successi anche al di fuori dell’Unione Europea. Israele e Australia impazziscono per la gara canora tanto che a un certo punto si decide di far partecipare anche loro. I paesi vanno e vengono, si ritirano come fa l’Italia negli anni ’80, ’90 e 2000, per poi ritornare trovando mamma ESC sempre a braccia aperte. Questo è il festival della libertà e dell’unione dei popoli. Anche se su San Marino avremmo da ridire (tenete a mente anche questo dettaglio).

La partecipazione discontinua del nostro paese ha relegato la manifestazione in un angolino nella memoria degli Italiani. Ma negli ultimi dieci anni, il festival ha saputo riguadagnare terreno, dando vita a gruppi di ascolto, serate tra amici per assistere alla finale e persino un Fantaeurovision ufficiale, a cui prossimamente potrete prendere parte anche voi cliccando qui.

Perché Eurovision sarà a Torino e cosa dobbiamo aspettarci

Lievitano i prezzi delle stanze

Secondo il regolamento di ESC, il Paese ospitante è quello del vincitore dell’edizione precedente. In poche parole, a riportarlo in Italia sono stati i Maneskin con la loro Zitti e Buoni. L’EBU ha poi selezionato Torino in base a criteri come: la presenza di una struttura al coperto con una capienza di 8-10.000 persone, aria condizionata, altezze che consentono le riprese dall’alto, ottima acustica e poi ancora la possibilità di allestire un media centre, la presenza di strutture ricettive e infrastrutture per consentire gli spostamenti. E Torino ha approfittato dei lasciti delle Olimpiadi 2006, con buona pace di chi in questi giorni si attribuisce molti meriti della nomina a città ospitante. Tuttavia, ringraziamo il sindaco uscente per aver fatto il nome della nostra città ma non quelli che sostengono che ESC riempirà solo le tasche di ristoratori e albergatori per un paio di giorni.

La manifestazione infatti arriverà in città per almeno tre settimane, ovvero le due precedenti di allestimento e prove e quella vera e propria della gara che non si svolge in due giorni ma prevede eliminazioni e finale. Ci sono artisti, manager, case discografiche, maestranze e sponsor. Tanti sponsor. Perché il festival consente di raggiungere una platea infinita. Vi basti pensare che la finale dello scorso anno è stata seguita in TV da 69 milioni di spettatori. Senza contare tutte le interazione su Facebook, Twitter e Instagram. Gli artisti in gara diventano celebrità a livello mondiale con tour che registrano il tutto esaurito nelle settimane successive alla partecipazione. Provate a prendere i biglietti per un concerto di Dady Freyr, il concorrente islandese. E dire che lui, lo scorso anno, non si è nemmeno esibito. Uno dei suoi musicisti è infatti risultato positivo al Covid e l’intera band è stata messa in quarantena.  Al posto loro, la regia ha trasmesso il video delle prove.

Arrivano le prenotazioni

E per Torino cosa significa? Beh, ormai lo abbiamo capito: un gigantesco spot commerciale. Ieri dopo l’annuncio, le camere di alcune strutture ricettive hanno visto i prezzi lievitare e su Twitter, pochi minuti dopo, c’era già chi aveva prenotato il volo per la nostra città. Non male per dare ossigeno a quelle categorie commerciali che ruotano intorno alla ricettività e che più han sofferto durante la pandemia.

Regolamento, curiosità e qualche polemica

Ma veniamo alla manifestazione in sé. Come dicevo ESC prevede eliminatorie e finale per tutti tranne che per i paesi fondatori, ovvero quelli che sin dall’inizio hanno creduto in questa avventura. L’Italia dunque passa direttamente alla serata conclusiva, con buona pace di alcuni paesi che negli anni avevano polemizzato dal momento che, secondo loro, dopo essersi ritirata, l’Italia doveva passare per le fasi eliminatorie. Purtroppo per loro, ESC non ama i litigi e all’Italia ha sempre riservato un posticino in prima fila.

Durante la gara, i paesi partecipanti votano gli altri paesi spesso facendo “cartello”: quelli del nord votano quelli del nord e così fanno quelli dell’est verso i loro vicini di casa. San Marino tende a non votare per l’Italia ma noi li perdoniamo. Siamo amatissimi nel nord Europa. E noi adoriamo la Finlandia, ma soprattutto quei cuore di panna degli islandesi.

Tuttavia nella serata conclusiva sono i voti del pubblico a decretare il vincitore. E spesso il pubblico riesce a ribaltare la situazione, talvolta infierendo severe lezioni. Sapete quanti voti ha preso l’Inghilterra del dopo Brexit? Zero. Questo divorzio non ci è piaciuto e non abbiamo perso l’occasione per farglielo sapere.

L’artista partecipante viene scelto secondo modalità diverse nei singoli paesi. Per noi si tratta del vincitore del Festival di Sanremo. Una nazione può però decidere di schierare un artista straniero. Nel 1988 la canadese Celine Dion rappresentò la Svizzera e vinse pure.

Non ci sono limiti all’esibizione che spesso coinvolge ballerini, scenografie surreali e fuochi d’artificio. I Maneskin lo scorso anno parteciparono all’insegna della sobrietà, nonostante le tutine in pelle rossa.

Vi è forse venuta la voglia di assistere all’Eurovision?

La Mole: foto R. Barranca

Se il divano di casa e la compagnia di amici e parenti non vi basta, tenete d’occhio il sito ufficiale di ESC. I biglietti sono molti, sia per le serate sia per le prove, ma vanno a ruba in pochissimo tempo. Vi suggerisco per tanto di iscrivervi alla loro newsletter per essere aggiornati su quando saranno disponibili. Sul sito di Eurovision invece è presente una sezione lavoro nel caso desideriate candidarvi, ma qualcosa mi dice che la città organizzerà anche gruppi di volontari, dunque attenzione a possibili bandi istituzionali.

E per iniziare ad immergervi nell’atmosfera di festa e follia, vi invito a guardare l’esilarante Fire Saga su Netflix, un film che se non vi farà venir voglia di seguire l’Eurovision Song Contest di certo vi strapperà qualche risata.

Lori Barozzino

Alla Città della Salute 400 trapianti di polmoni: un altro importante traguardo raggiunto

Era il 4 settembre 1993, quando è stato eseguito il primo trapianto di polmoni all’ospedale Molinette di Torino, e dopo quasi 28 anni il numero complessivo dei trapianti di polmoni ha raggiunto e superato quota 400. Pochi Centri in Europa hanno raggiunto questo traguardo, che dà una misura di come si consolidi sempre più il ruolo di leader in campo trapiantologico dell’ospedale torinese. In questo momento l’ospedale Molinette è il primo Centro in Italia ogni anno per numero di polmoni trapiantati.

I trapianti di polmone possono essere eseguiti monolateralmente (il 39% di quelli eseguiti alle Molinette) oppure bilateralmente (il 59%). Caratteristica del Centro torinese è anche l’esecuzione di trapianti combinati: nel 2% dei casi i polmoni sono stati trapiantati con altri organi (2 volte con il fegato, 3 con il cuore, 1 con il rene ed in 3 casi con fegato e pancreas).
Nella maggior parte dei casi si trattava di pazienti adulti, 22 sono stati i trapianti pediatrici. In 17 occasioni è stato eseguito un secondo trapianto, a favore di pazienti nei quali i primi trapianti non erano andati a buon fine.
La qualità del programma di trapianto di polmoni è testimoniata dalla valutazione degli esiti, che sono più che significativi: 64% dei trapianti eseguiti dal 2001 in poi è funzionante a 1 anno, in linea con i migliori dati nazionali ed europei.
La medicina dei trapianti è stata sovente un impulso importante di innovazione per la medicina in genere. Ad esempio, dal 2011 il Centro di Torino ha introdotto, tra i primi in Italia, una nuova modalità di rigenerazione dei polmoni, che sono stati ricondizionati con particolari dispositivi una volta prelevati. In questo modo è stato possibile incrementare i trapianti con 41 polmoni che altrimenti non sarebbero stati utilizzati: la sopravvivenza di questi organi ricondizionati è perfettamente sovrapponibile a quella degli organi trapiantati senza ricondizionamento.
La fotografia di coloro che hanno beneficiato dei trapianti di polmone ci dimostra che 2 volte su 3 si tratta di soggetti di sesso maschile, con età media di 50 anni, nel 38% dei casi residenti in regioni diverse dal Piemonte. Le malattie che più frequentemente hanno determinato la necessità di trapianto risultano essere l’enfisema (32% dei casi) e la fibrosi polmonare idiopatica (32%), seguita dalla fibrosi cistica (18%).
Purtroppo, è ancora ampio il divario tra gli organi disponibili e coloro che attendono un trapianto: oggi in Piemonte sono 72 i pazienti in attesa.
“Di qui l’importanza dell’impegno delle istituzioni per sensibilizzare ogni cittadino all’importanza ed al valore della donazione dei propri organi dopo la morte” sottolinea il professor Antonio Amoroso, Responsabile del Centro Regionale Trapianti della Regione Piemonte, “Ancora un cittadino ogni tre si dichiara in Italia contrario alla donazione, questo significa che ogni anno più di mille pazienti non possono beneficiare di un trapianto nella nostra nazione”.
“Siamo grati a quanti in vita hanno espresso parere favorevole alla donazione, ed ai loro familiari che ne hanno testimoniato la volontà, perché questo ci ha consentito di offrire un’opportunità di cura e di vita a chi non ne aveva”, afferma il professor Mauro Rinaldi, Responsabile del Programma di Trapianto di Organi Toracici delle Molinette, “molti dei nostri pazienti considerano la loro rinascita il giorno in cui hanno ricevuto il trapianto, che da quel momento viene festeggiato come il nuovo compleanno”.
Il Direttore Generale della Città della Salute, dottor Giovanni La Valle, si complimenta con tutti i sanitari che hanno reso possibile il raggiungimento di questo importante traguardo, precisando “in realtà un trapianto non è solo il lavoro del chirurgo che lo esegue, ma è l’espressione dell’efficace organizzazione, del buon funzionamento e dell’elevata professionalità di tutto l’ospedale”.

Scivola sul prato, precipita per decine di metri e muore

Un uomo è morto in montagna dopo essere precipitato nel Vallone del Bourcet, a Roure, in Val Chisone, per un centinaio di metri.

La causa della fatale caduta forse è un malore. Il pensionato, 75 anni, abitava a Vigone. Sul posto è giunta l’eliambulanza, con il Soccorso alpino, ma hanno solo potuto constare la morte dell’uomo. La Vittima stava facendo un’escursione insieme a un amico.

Lungo Po Italia ‘61: l’area giochi malandata è un pericolo per i bimbi

Caro direttore,

dopo aver seguito il buon esito della sistemazione della fontana di Piazza Galimberti, a seguito della denuncia del “Torinese”, voglio segnalare lo stato di abbandono in cui versa l’area giochi sul lungo Po di Italia 61, all’altezza di casa Ugi.

Da settimane una parte dei giochi è transennata, a causa del deterioramento delle strutture, ma com’è facile intuire non è semplice spiegare ai bambini che continuano a frequentare l’area, che quei giochi costituiscono un pericolo per la loro incolumità.
Capisco che dal punto di vista amministrativo non è il momento per fare richieste di alcun genere, ma i bambini questo non lo sanno! Allego foto.
Cordialmente
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Valeria Di Martino
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Gentile signora Valeria, grazie per la sua segnalazione. Anche ponendo  l’attenzione nei confronti di questi problemi possiamo cercare di contribuire a rendere la nostra città più vivibile e sicura per tutti, ad incominciare dai bambini.
cb

Il bollettino Covid di sabato 9 ottobre

COVID PIEMONTE: IL BOLLETTINO DELLE ORE 16.30

LA SITUAZIONE DEI CONTAGI

Oggi l’Unità di Crisi della Regione Piemonte ha comunicato 196 nuovi casi di persone risultate positive al Covid-19 (di cui 96 dopo test antigenico), pari allo 0.5% di 41.540 tamponi eseguiti, di cui 35.983 antigenici. Dei 196 nuovi casi, gli asintomatici sono 112 (57,1%).

I casi sono così ripartiti: 94 screening, 75 contatti di caso, 27 con indagine in corso.

Il totale dei casi positivi diventa quindi 384.491,così suddivisi su base provinciale: 31.601 Alessandria, 18.363 Asti, 12.143 Biella, 55.418 Cuneo, 29.879 Novara, 204.727 Torino, 14.320 Vercelli, 13.718 Verbano-Cusio-Ossola, oltre a 1.586 residenti fuori regione, ma in carico alle strutture sanitarie piemontesi. I restanti 2.736 sono in fase di elaborazione e attribuzione territoriale.

I ricoverati in terapia intensiva sono 16 (-rispetto a ieri).

I ricoverati non in terapia intensiva sono 162 (+8 rispetto a ieri).

Le persone in isolamento domiciliare sono 3.144

I tamponi diagnostici finora processati sono 7.341.69(+41.540 rispetto a ieri), di cui 2.222.054risultati negativi.

I DECESSI DIVENTANO 11.778

decessi di persone positive al test del Covid-19, nessuno di oggi, comunicati dall’Unità di Crisi della Regione Piemonte (si ricorda che il dato di aggiornamento cumulativo comunicato giornalmente comprende anche decessi avvenuti nei giorni precedenti e solo successivamente accertati come decessi Covid).

Il totale diventa quindi 11.77deceduti risultati positivi al virus, così suddivisi per provincia:1.578 Alessandria, 720 Asti, 435 Biella, 1.463 Cuneo, 949 Novara, 5.625 Torino, 533 Vercelli, 375 Verbano-Cusio-Ossola, oltre a 100 residenti fuori regione ma deceduti in Piemonte.

369.391 GUARITI

I pazienti guariti diventano complessivamente 369.39(+23rispetto a ieri), così suddivisi su base provinciale: 29.708 Alessandria, 17.455 Asti, 11.622 Biella, 53.442 Cuneo, 28.780 Novara, 197.445 Torino, 13.681 Vercelli, 13.241 Verbano-Cusio-Ossola, oltre a 1.498 extraregione e 2.519 in fase di definizione.

Si schianta contro un muro, muore automobilista

DAL PIEMONTE

È morto a 47 anni  in un incidente stradale avvenuto a Pianfei, nel Cuneese.

È accaduto sulla strada provinciale 564. L’autovettura è uscita di strada finendo contro un muro.

Sono intervenuti i vigli del fuoco di Mondovì e il 118 ma non è stato possibile salvare l’uomo. Si stanno facendo accertamenti per verificare la dinamica dell’incidente.

Il toretto “Toh” si colora di rosa alla Rinascente per la lotta contro i tumori femminili

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In serie limitata, è stata presentata alla RINASCENTE di Torino e la sua vendita servirà per sostenere la campagna LIFE IS PINK promossa dalla Fondazione Piemontese per la Ricerca sul Cancro ONLUS a favore della lotta contro i tumori femminili

Si colora di rosa TOH, l’opera che l’artista Nicola Russo ha creato ispirandosi ai Toret come simbolo della volontà di rinascita della città dopo il lungo lockdown. I Toh, prodotti in una serie limitata di 35 pezzi sono stati presentati sabato 2 ottobre alla Rinascente di Torino e parte del ricavato della loro vendita andrà a sostegno della campagna LIFE IS PINK, promossa dalla Fondazione Piemontese per la Ricerca sul Cancro a favore della lotta contro i tumori femminili, la quale proprio quest’ anno compie 35 anni di vita.

Tre Toh, di grandi dimensioni e di colore verde come le storiche fontanelle di Torino, sono stati donati da Nicola Russo alla città il 24 giugno scorso in occasione della Festa del Santo Patrono e installati in tre piazze.

Ora TOH vuole entrare nelle case di tutti i torinesi attraverso la commercializzazione di formati ridotti dell’opera: “Credo che i momenti difficili si superino insieme, azzerando le differenze, Toh è inclusivo anche per la sua immediata comprensione, ed è positivo, ironico, pop”, afferma Russo.
“Immaginando le mille declinazioni di questo progetto, ho pensato a Rinascente, per il prestigio del marchio e per la sua storia, nonché per il nome che è molto collegato al concept del TOH”, aggiunge Russo.
Nello specifico i TOH con Rinascente diventano un oggetto tra arte e design, disponibile in due formati da 35 e 60 centimetri, ma soprattutto saranno tutti pezzi artigianali prodotti in Piemonte, la cui vendita partirà il 2 ottobre durante il weekend del compleanno del brand.

All’interno dello store si potranno trovare anche i TOH verdi tutto l’anno e verranno lanciate serie numerate e limitate in occasione di eventi, ricorrenze o partnership. “Ho pensato di voler dare una funzione sociale a questo progetto – conclude Russo – per cercare concretamente di essere utile, aiutare qualcuno, e la Fondazione ha accolto subito il messaggio appoggiando il progetto.”

La Fondazione Piemontese per la Ricerca sul Cancro Onlus è stata costituita nel 1986 per offrire un contributo significativo alla sconfitta del cancro attraverso la realizzazione in Piemonte di un centro oncologico, l’Istituto di Candiolo (Torino), capace di coniugare la ricerca scientifica con la pratica clinica e di mettere a disposizione dei pazienti oncologici le migliori risorse umane e tecnologiche.
La Fondazione Piemontese per la Ricerca sul Cancro si occupa di reperire le risorse economiche attraverso attività di raccolta fondi e organizza tutte le iniziative e le manifestazioni necessarie per raggiungere questo scopo.
L’Istituto di Candiolo è l’unico centro di ricerca e cura del cancro italiano realizzato esclusivamente attraverso il sostegno di oltre 300 mila donatori privati che, grazie alla loro generosità, ne hanno fatto un centro di rilievo internazionale. L’ Istituto di Candiolo è anche l’unico “Istituto di Ricovero e Cura a Carattere Scientifico” del Piemonte, riconosciuto dal Ministero della Salute, a testimonianza delle importanti scoperte fatte e pubblicate sulle più prestigiose riviste scientifiche internazionali. È inserito nella Rete Oncologica del Piemonte e della Valle d’Aosta e le sue prestazioni sono fornite in convenzione col Servizio Sanitario Nazionale o in regime di libera professione. Ha iniziato la sua attività nel 1996 e da allora ha sviluppato nuovi spazi e servizi. Oggi si estende su 56.500 mq, di cui circa 10 mila dedicati alla ricerca. A Candiolo lavorano circa 800 persone tra medici, ricercatori italiani e internazionali, infermieri, personale amministrativo e tecnici.
La Fondazione ha previsto per i prossimi anni un importante piano di sviluppo che permetterà all’Istituto di crescere ulteriormente, dotandosi così di nuovi spazi da mettere a disposizione di medici, ricercatori e, soprattutto, dei pazienti e delle persone a loro vicine. L’obiettivo è di curare sempre più persone e sempre meglio.
Nicola Russo è un creativo puro, napoletano di nascita, torinese d’adozione, con una forte passione per la città la cui energia ha alimentato la sua creatività. Sempre alla ricerca di nuove forme di espressione, vince concorsi internazionali di design e si spinge sempre oltre la sua immaginazione.
Direttore creativo e designer da 15 anni nel campo della comunicazione il design e l’entertainment, la sua esperienza in campi diversi gli ha permesso di creare intersezioni dove far nascere nuove narrazioni e forme.
“Mi piace affrontare sempre settori diversi per avere sempre stimoli nuovi, dal design all’arte, non credo si possa dare uno schema alle idee, mi considero uno yes-man della creatività.” Napoli, Torino e Firenze sono i campi di azione, città diverse che hanno contaminato il suo lavoro aprendo nuovi scenari, sempre alla ricerca di nuove forme d’arte di espressione.

Rinascente è una prestigiosa collezione di negozi, con il meglio di moda, accessori, bellezza, casa, design e food. Conta nove negozi in Italia, situati nel centro delle città principali e uno store on-line lanciato a Giugno del 2020. Ha due flagship store, uno a Milano e uno nel cuore di Roma, inaugurato nel 2017. Un department store unico nel suo genere, poiché incorpora nella struttura architettonica un piccolo edificio del ‘900 e al piano -1 mette in luce una parte dell’Acquedotto Vergine del 19 a.C. Rinascente propone un’ampia scelta di marchi di alta gamma, rappresentativi del miglior Made in Italy e del panorama internazionale. È il luogo degli eventi esclusivi, delle personal appearance di personaggi importanti e dei lanci di nuovi prodotti. Considerata una tappa obbligata nei percorsi dello shopping, propone un’offerta ricca e varia senza formule preconfezionate, perfetta per un target sempre più aggiornato ed esigente. Ogni store è un vero e proprio polo d’attrazione, dove lo shopping diventa un’esperienza coinvolgente e gratificante, tanto che a maggio 2016 il flagship store di Milano viene proclamato “Miglior Department Store al Mondo” da Intercontinental Group of Department Stores (IGDS), la più importante associazione internazionale di department store. Nel 2017 Rinascente ha festeggiato i 100 anni del suo nome, ideato dal poeta GabrieleD’Annunzio, con una grande mostra a Palazzo Reale, LR 100- Rinascente Stories of Innovation, mettendo in luce la passione, il talento e la capacità di visione con cui ha scritto la sua storia.