AMBIENTE

Tutela del territorio, Fondazione Crt sostiene i progetti dei piccoli comuni

Online fino al 30 settembre il bando “Piccoli Comuni – Cantieri per l’Ambiente e il Territorio”, dedicato agli interventi di prevenzione del dissesto idrogeologico
 
Dal 14 settembre al 30 ottobre aperto anche il nuovo bando “Legàmi in Comune”, per promuovere la rigenerazione comunitaria attraverso l’attivazione di presidi di protagonismo giovanile in spazi comunali
 
Torino, 1 settembre 2026 – Un autunno di opportunità per i piccoli Comuni del Piemonte e della Valle d’Aosta. La Fondazione CRT lancia due bandi dedicati ai territori con meno di 5.000 abitanti, sostenendo progetti per la tutela del territorio, la resilienza ambientale e la rigenerazione delle comunità locali: “Piccoli Comuni – Cantieri per l’Ambiente e il Territorio” e “Legàmi in Comune“.
Quest’anno l’impegno della Fondazione CRT per i piccoli Comuni, linfa dei nostri territori, si rafforza ulteriormente – dichiara Anna Maria Poggi, Presidente della Fondazione CRT -. Da un lato interveniamo per salvaguardare il territorio dal dissesto idrogeologico, una sfida resa sempre più urgente visti gli effetti del cambiamento climatico; dall’altro investiamo nella vitalità delle comunità, sostenendo iniziative capaci di restituire nuova vita a spazi spesso inutilizzati rendendoli luoghi di incontro, partecipazione e crescita, con un’attenzione particolare alle giovani generazioni”.
È online “Piccoli Comuni – Cantieri per l’Ambiente e il Territorio“, il bando che sostiene progetti di prevenzione del dissesto idrogeologico, gestione sostenibile delle risorse idriche e adattamento ai cambiamenti climatici. L’iniziativa per quest’edizione si rinnova: si rivolge ai Comuni con meno di 5.000 abitanti – ampliando la platea dei beneficiari rispetto alle precedenti edizioni – e valorizza la collaborazione tra enti, il coinvolgimento del sistema della Protezione Civile, con cui Fondazione CRT collabora da sempre, e l’adozione di soluzioni tecniche avanzate per la prevenzione del dissesto idrogeologico, anche grazie al contributo di partner scientifici e tecnici qualificati. Grande attenzione sarà inoltre riservata ai progetti di sensibilizzazione sui temi ambientali e a quelli capaci di creare opportunità di inserimento lavorativo per giovani e persone in situazione di fragilità.
Il bando prevede due linee di intervento: una che assegna contributi fino a 30.000 euro per singoli Comuni o Unioni di Comuni, con un cofinanziamento minimo del 25%; una per contributi fino a 40.000 euro per ciascun Comune partecipante, per un massimo di 120.000 euro complessivi per progetto aggregato, con un cofinanziamento minimo del 20%. Le candidature potranno essere presentate fino al 30 settembre.
Dal 14 settembre al 30 ottobre sarà invece aperto “Legàmi in Comune“, il nuovo bando dedicato alla rigenerazione comunitaria, che sostiene la trasformazione di spazi comunali inutilizzati o sottoutilizzati in luoghi di partecipazione, cittadinanza attiva e protagonismo giovanile (favorendo il coinvolgimento dei giovani under 35). L’iniziativa promuove la collaborazione tra amministrazioni locali, Terzo Settore, scuole e associazioni, con l’obiettivo di rafforzare il capitale sociale e offrire nuove opportunità di aggregazione e sviluppo alle comunità locali. Il contributo massimo previsto è di 60.000 euro per progetto, con un cofinanziamento minimo del 20%.

“Di fiore in foglia” apre le porte all’autunno

Sabato 12 e domenica 13 settembre ritorna l’atteso appuntamento organizzato dal Vivaio di Monteu da Po “Gardenesque”, che inaugura l’autunno con due giornate a porte aperte

Dopo un’estate bollente, il Vivaio Gardenesque, situato a Monteu da Po, in via Vincenzo Cappello 74, è pronto ad aprire le proprie porte all’autunno con il programma “Di fiore in foglia” sabato 12 e domenica 13 settembre. Si tratta di una vera e propria festa del giardino d’autunno a ingresso gratuito, un appuntamento irrinunciabile per tutti coloro che vogliono trascorrere un weekend nella natura, oltre a scoprire ed acquistare piante erbacee perenni e varietà insolite adatte a ogni tipo di giardino e spazio verde. Dal 2018, Gardenesque sperimenta e produce con passione e rispetto per l’ambiente. Con “Di fiore in foglia”, Simone Nigra e Andrea De Paoli, titolari di Gardenesque, propongono una full immersion nella bellezza di tutte le proprie innumerevoli varietà botaniche, e offrono l’occasione di vivere un’esperienza a 360⁰ con un programma ricco di iniziative green che vanno dalle passeggiate botaniche ai laboratori per un pubblico di ogni età, fino alle “chiacchierate botaniche”, momenti di confronto e di scambio per accrescere la cultura del verde in un onesto appassionato e familiare. In questa avventura di due giorni, la varietà e la biodiversità coltivata con passione a Gardenesque, si arricchisce di vivai e artigiani ospiti che metteranno in mostra le proprie eccellenze: l’azienda agricola “Maurizio Feletig” con rose antiche, arbusti da bacca e fogliame a colorazione autunnale; “Mina Iris” con le iris barbate; “Casa Baz” con le sue collezioni di piante insolite e tropicali; “Esli erboristeria tisaneria” con golosi prodotti naturali; “Sassi” con accessori sartoriali per il giardinaggio, e “Chico Ceramica” con ceramiche artistiche e artigianali. I laboratori sono organizzati in collaborazione con i vivaisti e gli artigiani ospiti, e spazieranno dalla ceramica per grandi e bambini, per sperimentare la lavorazione a crudo con l’ingobbio sabato 12 e domenica 13, alle ore 11 e alle ore 16, con un costo di partecipazione di 8 euro, fino al laboratorio dedicato alle erbe spontanee e benefiche in cucina attraverso una passeggiata botanica, semplice e istruttiva, per imparare a conoscere e impiegare le erbe migliori in compagnia della naturista Viviana Sorrentino. Saranno presenti ancora due laboratori pratici di Selvatici Intrecci per creare talismani e artefatti magici con tutto ciò che la natura offre insieme a Vivi di Sana Pianta, domenica 13 dalle 15 alle 18, con un costo di partecipazione di 30 euro. Le “chiacchierate botaniche”, a partecipazione gratuita, avranno come fil rouge il tema del giardino sostenibile, un palinsesto di incontri per suggerire buone pratiche per dare vita a un giardino inteso come ecosistema, in armonia con l’ambiente e resiliente al cambiamento climatico. Sabato 12 settembre, a partire dalle ore 11, Orietta Giorcelli, vivaista, immergerà i partecipanti nel profumo degli iris, offrendo consigli per la coltivazione di queste forti piante dal profumo avvolgente. Sabato 12 settembre, alle 15.30, il giardiniere Filippo Alossa svelerà il motivo per cui si fanno giardini, illustrando le motivazioni che ci spingono all’interazione con le piante. Domenica 13 settembre, alle ore 11, l’architetta Marta Mariani parlerà di ecologia e illustrerà come il cippato e le tecniche di pacciamatura naturale siano uno strumento per avere un giardino più bello e sostenibile. Ultimi due appuntamenti di domenica 13 settembre, alle 15.30 con il vivaista Maurizio Feletig, che esplorerà l’utilizzo di frutti e bacche come fonti di bellezza e fulcro della biodiversità in un giardino in cui l’uomo convive con altri mammiferi, insetti e uccelli. Alle 16.30 Giorgio Borromiti, di Casa ElMaGio parlerà di alimentazione naturale, grani antichi e pasta madre.

“Dopo un’estate così difficile per i nostri giardini e terrazzi, la soluzione non è rinunciare a questi spazi che ci connettono alla natura, ma accettare la sfida e ricercare nuove conoscenze e pratiche per rendere il nostro modo di fare i giardini sempre più efficace e soetenibile – spiegano Simone Nigra e Andrea De Paoli – con ‘Di fiore in foglia” vogliamo offrire il nostro contributo affinché appassionati e curiosi possano approfondire questo tema e agire di conseguenza”.

Mara Martellotta

Carovana dei Ghiacciai, Uncem: alleanza tra scienza e territori

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 PER AFFRONTARE LA CRISI DELL’ACQUA

Non siamo più di fronte a un’emergenza, ma a una nuova normalità. Servono scelte strutturali: dalla pianificazione urbanistica all’agricoltura, dobbiamo imparare a governare l’acqua e non più inseguirla. I ghiacciai sono le sentinelle del cambiamento climatico. Il loro arretramento racconta con grande evidenza una trasformazione che ormai riguarda l’intero sistema alpino e, a cascata, la disponibilità e la gestione dell’acqua in Piemonte e nel bacino del Po. È il messaggio emerso a Ostana, in occasione della tappa piemontese della Carovana dei Ghiacciai di Legambiente, con il convegno “Ghiaccio che scompare, fiumi che cambiano. Nuove sfide per la governance dell’acqua nelle Alpi” e la presentazione dell’Atlante dell’acqua. Un confronto che arriva, peraltro, a poche ore dalla grande frana verificatasi ieri sul Monviso, dalla parete Nord-Est nell’area del Rifugio Quintino Sella. Un evento che ha riportato ancora una volta l’attenzione sulla fragilità e sulle trasformazioni dell’ambiente alpino. La frana sul Monviso e il confronto di oggi a Ostana ci ricordano che la montagna sta cambiando e che dobbiamo cambiare anche noi il modo di governarla. “Non dobbiamo cadere nella tentazione di collegare automaticamente ogni singolo evento al cambiamento climatico. Ma non possiamo neppure ignorare l’accelerazione dei fenomeni che la scienza ci sta documentando. I ghiacciai sono sentinelle del cambiamento: ci stanno dicendo che il sistema sta cambiando rapidamente e che le nostre politiche devono adeguarsi”, evidenzia Stefania Dalmasso, Sindaca di Piasco, componente della Giunta Uncem Piemonte. I dati emersi durante il congresso sono particolarmente significativi. Giugno ha registrato temperature fino a 3 gradi superiori alla media, mentre il deficit del Po ha raggiunto il 75 per cento. E il problema non riguarda più soltanto gli anni eccezionalmente siccitosi. “Non siamo più di fronte a un’emergenza occasionale. Questa è la nuova normalità. E se la normalità cambia, non possiamo continuare ad affrontarla con strumenti pensati per l’emergenza. Dobbiamo ragionare in termini strutturali”, precisa Dalmasso. Il bacino del Po rappresenta inoltre un’area strategica per l’intero Paese: sviluppa circa il 40% del PIL nazionale. La gestione della risorsa idrica diventa quindi una questione ambientale, economica e sociale di interesse nazionale. Durante il confronto è emersa con forza la necessità che le decisioni politiche siano fondate sui dati scientifici. Un esempio particolarmente significativo è quello del ghiacciaio della Vanoise, che dal 1982 a oggi ha perso circa il 70 per cento della propria superficie. Un territorio nel quale un tempo era possibile sciare praticamente tutto l’anno e dove oggi lo sci estivo non è più possibile. “La politica deve avere il coraggio di guardare i dati e di prendere decisioni conseguenti. Non possiamo continuare a programmare il futuro sulla base delle condizioni climatiche del passato. La scienza ci mette a disposizione informazioni sempre più precise: sta alla politica avere il coraggio di utilizzarle”, precisa Roberto Colombero, Presidente Uncem Piemonte. Questo vale anche per i Comuni e per gli strumenti di pianificazione. Gli amministratori devono governare con uno sguardo dall’alto, per capire la dimensione complessiva dei fenomeni, ma con i piedi per terra, perché è nei territori che gli effetti dei cambiamenti si manifestano concretamente. Dobbiamo avere il coraggio di ripensare anche i nostri strumenti urbanistici. L’acqua non si può più inseguire. Uno dei temi centrali emersi dal congresso è quello della domanda d’acqua, a partire dal settore agricolo. Il fabbisogno irriguo può arrivare a livelli enormi, fino a 12 mila metri cubi d’acqua, mentre non esistono sistemi capaci di garantire quantitativi di questa dimensione quando la pioggia non arriva. Da qui la necessità di un cambio di paradigma. Non possiamo pensare di risolvere il problema semplicemente cercando nuova acqua. Dobbiamo avere il coraggio, anche politico, di invertire le tendenze di consumo. Prima ancora di inseguire l’acqua, dobbiamo imparare a consumarne meno. Questo significa intervenire sui sistemi produttivi e ripensare il rapporto tra acqua e agricoltura. Dobbiamo ripensare il sistema agroalimentare alla luce della disponibilità reale della risorsa idrica. Per Uncem, la risposta non può essere affidata a singoli interventi, ma deve coinvolgere l’intero territorio. Montagna e pianura. La montagna è il luogo dove l’acqua nasce, viene immagazzinata e inizia il suo percorso verso valle. Ma la risorsa idrica è un patrimonio dell’intero Piemonte e del bacino del Po. Per questo serve una nuova alleanza tra montagna e pianura, nella quale venga riconosciuto il ruolo fondamentale dei territori montani nella tutela dell’acqua, dell’ambiente e della sicurezza idrogeologica. Questo richiede investimenti nella conoscenza, nel monitoraggio, nella manutenzione del territorio e nella capacità degli enti locali di programmare. “Ma richiede soprattutto una nuova cultura politica – fa presente Dalmasso – La società civile ce lo sta chiedendo e i decisori politici devono agire. Non possiamo più limitarci a gestire le emergenze. Dobbiamo anticipare i problemi, leggere i dati e costruire politiche strutturali. Il cambiamento climatico ci impone di cambiare il modo in cui pianifichiamo i territori, produciamo cibo, utilizziamo l’acqua e costruiamo sicurezza”. La Carovana dei Ghiacciai a Ostana ha quindi rappresentato non soltanto un momento di confronto scientifico e ambientale, ma un’occasione per riaffermare il ruolo delle comunità locali. “Il messaggio che arriva da Ostana è molto semplice: la montagna non può essere lasciata sola ad affrontare una trasformazione che riguarda tutti. I Comuni montani devono essere messi nelle condizioni di governare questi processi. Servono risorse, competenze e strumenti adeguati. E serve una politica capace di guardare avanti”, insiste la Sindaca di Piasco.

Coldiretti Piemonte, richiesta Tavolo Verde in Regione

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 Per adottare urgentemente ogni azione al fine di evitare ulteriori penalizzazioni per l’emergenza siccità

“Con l’emergenza siccità, che prosegue, è necessario adottare tutte le misure che consentono di salvaguardare le realtà produttive anche attraverso provvedimenti straordinari”. È quanto afferma Coldiretti Piemonte, che ha chiesto la convocazione del Tavolo Verde tramite una specifica lettera all’assessore all’Agricoltura Paolo Bongioanni.

“Sono già significativi i danni alle produzioni di quest’annata, situazioni che ovviamente si riflette sul reddito delle imprese e sulla tenuta di importanti settori produttivi regionali – hanno fatto notare Cristina Brizzolari, presidente di Coldiretti Piemonte, e Bruno Rivarossa, delegato confederale – il fondo AgriCat è solo il primo tassello attraverso il quale attivare una rete di effettivo supporto al tessuto imprenditoriale piemontese. Poiché l’emergenza in atto rischia di generare ulteriori ripercussioni nelle varie realtà produttive, è urgente, come già richiesto, adottare ogni provvedimento possibile, che consenta di giungere al riconoscimento dello stato di calamità naturale. Al fine di approfondire i diversi aspetti connessi con lo stato di emergenza in atto, e fornire agli operatori del settore puntuali indicazioni, e urgentemente la Regione convochi, come abbiamo sollecitato, un Tavolo Verde. Ribadiamo, come già più volte fatto, che resta necessario lavorare con una programmazione e pianificazione per ammodernare una rete idrica che disperde una quantità inaccettabile di acqua, al fine di incrementare la capacità di stoccaggio e non arrivare sempre ad operare in emergenza”.

M.M.

Pignatelli Day: un grande successo con oltre 500 visitatori

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Venerdì 28 agosto nei campi di Fondazione Podere Pignatelli si è svolta una giornata dedicata a confronto varietale e tecniche di coltivazione di mais e soia

Venerdì 28 agosto a Villafranca Piemonte, presso la Fondazione Podere Pignatelli, si è svolto il tradizionale appuntamento annuale del Pignatelli Day, patrocinato da Regione Piemonte, le cui protagoniste sono state due colture centrali per l’agricoltura piemontese: mais e soia. Un evento organizzato in collaborazione con CAPAC e DISAFA (Università degli Studi di Torino), che ha offerto a tutti i presenti l’opportunità di confrontarsi con esperti e tecnici del settore sull’introduzione di nuovi ibridi di mais e varietà di soia, oltre che su metodi di coltivazione, strategie di difesa e produttività delle colture.

Un evento che quest’anno ha coinvolto 24 espositori e attratto un numero altissimo di persone: a visitare i campi sperimentali sono state oltre 500 persone tra agricoltori, tecnici e ricercatori, che hanno avuto anche l’opportunità di conoscere macchinari all’avanguardia e altri strumenti utili nella gestione delle colture.

Amedeo Reyneri, Presidente della Fondazione Podere Pignatelli, ha rimarcato che: “la giornata di oggi, che è stata così partecipata, porta grande valore al territorio, perché è un momento di grande comunicazione diretta da parte della Fondazione verso le aziende agricole. Viviamo in un tempo in cui le informazioni sono spesso mediate, un fatto che porta a sentire sempre di più la mancanza di confronti personali, diretti, dialogati. Questa giornata è l’occasione in cui Fondazione Podere Pignatelli comunica direttamente con gli agricoltori, con dimostrazioni pratiche in campo e quindi ponendosi come punto di riferimento e interlocutore reale”.

Paolo Colombatto, Direttore della Fondazione, ha affermato: “quest’anno abbiamo anticipato l’evento di oltre una decina di giorni, a causa di una campagna molto calda e siccitosa, che ha messo a dura prova le colture in campo. Questo è un sintomo inequivocabile del cambiamento climatico, a cui Podere Pignatelli risponde proponendo strategie efficaci di mitigazione e ricerca continua sul confronto varietale e sulle tecniche di coltivazione. Oggi sono stati presentati più di 90 ibridi di mais delle principali ditte sementiere e 40 varietà di soia, con molte novità: numeri importanti, che dimostrano pienamente il valore della ricerca in campo agricolo”.

L’evento è stato inoltre l’occasione per presentare l’avanzamento di alcuni progetti finanziati in ambito CSR dalla Regione Piemonte e promossi dalla Fondazione in collaborazione con partner del territorio: RADICE, che accompagna la cerealicoltura piemontese verso un modello agricolo più sostenibile e resiliente, GO-FITO, che propone strategie alternative di difesa dalle malattie, e SMARTech, che propone tecnologie di precisione nelle attività agronomiche.

Attività realizzata nell’ambito del progetto “AGRODEMO” finanziato con fondi FEASR – CSR 2023/2027 della Regione Piemonte – Intervento SRH05 – Azioni dimostrative per il settore agricolo – Bando 1/2023

“Giornata del Panorama in Piemonte” promossa dal FAI il 6 settembre: alla scoperta dei tesori regionali

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Attività per famiglie, visite speciali, laboratori artistici e concerti al centro della tredicesima edizione di “Giornata del Panorama”, l’evento che dal 2014 il FAI – Fondo per l’Ambiente Italiano ETS organizza per invitare il pubblico a conoscere e osservare i tanti e multiformi panorami italiani, valorizzandone la straordinaria ricchezza. L’appuntamento, che prevede un programma di iniziative diffuse presso il Castello di Masino a Caravino (TO), il Castello della Manta a Manta (CN), Villa Flecchia a Magnano (BI) e l’Oasi Zegna a Trivero Valdilana (BI), si svolgerà nella giornata di domenica 6 settembre prossimo. In un tempo caratterizzato dagli effetti sempre più evidenti dei cambiamenti climatici e da trasformazioni, spesso irreversibili, provocate dall’azione dell’uomo, imparare a “leggere” il paesaggio permette di comprenderne le fragilità e riconoscere il valore della sua tutela. Fermarsi a guardare con attenzione e consapevolezza ciò che ci circonda diventa, dunque, un gesto di responsabilità verso il patrimonio culturale e paesaggistico del nostro Paese. Appurato che la conoscenza è basilare nel sentimento che porta alla tutela e al rispetto di ciò che ci circonda, il FAI ha ampliato l’evento arrivando a coinvolgere e a raccontare i paesaggi dalle peculiarità uniche che circondano diciotto dei suoi Beni da Nord a Sud Italia: da Villa Rezzola a Lerici (SP) alle Saline Conti Vecchi ad Assemini (CA), dal Castello di Avio a Sabbionara d’Avio (TN) al Bosco di San Francesco ad Assisi (PG), da Villa Gregoriana a Tivoli (RM) alla Baia di Ieranto a Massa Lubrense (NA), ai quali si aggiunge l’Oasi Zegna a Trivero Valdilana (BI), grande progetto di valorizzazione ambientale e sociale voluto da Ermenegildo Zegna e patrocinato dal FAI. Per la prima volta parteciperanno Memoriale Brion, capolavoro di Carlo Scarpa ad Altivole (TV), e Casa Noha a Matera. Una vera e propria esperienza immersiva in diciannove paesaggi italiani, che potranno essere osservati da lontano con maggiore consapevolezza e curiosità, ma anche scoperti da vicino grazie alle iniziative ricreative e culturali offerte in occasione dell’evento, attraverso le quali si scoprirà non solo ciò che può essere visto, ma anche suoni, profumi, colori, atmosfere e memorie che danno vita a quel “paesaggio sensibile” capace di suscitare emozioni, ricordi e un profondo senso di appartenenza.

Presso il Castello e il Parco di Masino, alle ore 11, 14.15 e 15.45, avrà inizio l’escursione guidata da Roberto Brogliatti, che accompagnerà i visitatori in una passeggiata panoramica nel Parco storico del Castello, illustrando le caratteristiche ambientali e naturalistiche dell’Anfiteatro Morenico di Ivrea, con focus sugli aspetti storici che il passaggio del ghiacciaio balteo ha lasciato nel tempo. La passeggiata offrirà l’occasione unica di scoprire, oltre alle curiosità ambientali, anche aneddoti di questo paesaggio culturale. In caso di maltempo l’evento si terrà nel Palazzo Marchesa, dove il racconto verrà abbinato a una videoproiezione. L’evento è patrocinato da Regione Piemonte, Città metropolitana di Torino e Comune di Caravino.
Info e prenotazioni agli indirizzi email: www.castellodimasino.itfaimasino@fondoambiente.it.

Due iniziative saranno in programma presso il Castello della Manta: la prima, sabato 5 settembre prossimo, alle ore 21.30, riguarda un appuntamento del ciclo “Astronomi per una notte”, dedicato all’osservazione della volta celeste con le sue costellazioni e i pianeti; la seconda, in programma domenica 6 settembre, prevede visite guidate del Castello con affacci dalla torre mozza di avvistamento e dalle finestre dell’ala quattrocentesca per osservare il panorama circostante. Sarà possibile consumare il cestino picnic proposto dal Castello (da prenotare all’indirizzo mail faimanta@fondoambiente.it a seguito della prenotazione online dei biglietti) o un aperitivo nel giardino. Gli eventi sono patrocinati da Regione Piemonte, Provincia di Cuneo e Comune di Manta.
Ulteriori informazioni, prezzi e prenotazioni scrivendo agli indirizzi email: www.castellodellamanta.itfaimanta@fondoambiente.it.

Centrale a Villa Flecchia, a Magnano (BI), sarà la Collezione Enrico, nata grazie a un gruppo di artisti, noto come la “Scuola di Rivara”, che sviluppò l’interpretazione sentimentale insieme a una definita ricerca del particolare realistico, tipica della pittura paesaggistica “en plein air” dell’Ottocento. Alcuni dei più importanti esponenti di questa corrente, che vede l’occhio dell’artista fare da tramite tra natura e spettatore, cercando di rappresentare anche le emozioni che derivano dall’osservazione del paesaggio, si ritrovano nella Collezione Enrico, tra cui spiccano le vedute di Antonio Fontanesi. La prenotazione è obbligatoria all’indirizzo email faiflecchia@fondoambiente.it o al numero 3441966276.

Domenica 6 settembre prossimo, all’Oasi Zegna, sita a Trivero Valdilana (BI), ampia area naturalistica nelle Alpi biellesi patrocinata dal FAI dal 2014, sarà ospitato l’evento “Paesaggio in Musica. Concerti all’aperto nel cuore dell’Oasi Zegna”. Un’intera giornata dedicata alla musica, con concerti all’aperto, e alla cultura, con la mostra permanente “From Sheep to Shop” e la temporanea “Luccicanza. Di fiori e di filo, di pietra e di terra, di pelle e di radice” di Chiara Camoni, artista scelta per rappresentare l’Italia all’Esposizione Internazionale d’Arte-La Biennale di Venezia. Gli appuntamenti musicali sono sotto la direzione artistica di Enrico Carraro e si inseriscono nel programma delle attività sostenute da Fondazione Zegna nell’ambito della collaborazione con Obiettivo Orchestra, progetto formativo della Scuola APM di Saluzzo, realizzato insieme alla Filarmonica Teatro Regio Torino. Alle ore 10, presso la Conca dei Rododendri, sarà possibile partecipare al percorso musicale a tappe “Industria, Uomo, Natura”, con ritrovo al parcheggio del Craviolo e partenze ogni 30 minuti. Alle ore 15.30, nel giardino di Ermenegildo Zegna, si potrà assistere al concerto “Quadri e Paesaggi sonori” dell’Ensemble di fiati e archi della Filarmonica TRT, mentre dalle ore 10 alle ore 17, presso Casa Zegna, sarà possibile effettuare anche visite alle mostre sopraccitate. Per ulteriori informazioni e prenotazioni: www.oasizegna.comwww.fondazionezegna.orgcasazegna@fondazionezegna.org. Programma completo e informazioni su costi e prenotazioni sul sito www.giornatadelpanorama.it.

In caso di maltempo alcune iniziative potrebbero essere annullate o svolgersi in forma ridotta.

Mara Martellotta

Parte la vendemmia nel Torinese, con un calo del 20% e perdite per due milioni di euro

Con la raccolta delle prime uve bianche da vinificare a spumante parte nel Torinese la vendemmia 2026; intorno a metà settembre inizierà anche la raccolta delle uve rosse.
Si tratta di una vendemmia che segna un calo di produzione  di circa il 20% un po’ in tutto il territorio, comprese le zone di bassa montagna. Ma nelle aree del Canavese infestate dal coleottero Popillia japonica si osserva un calo di produzione che arriva al 50%. Ma la qualità si prospetta ottima.

“Per le nostre produzioni vitivinicole è stata un’annata davvero difficile – ha osservato il presidente di Coldiretti Torino Bruno Mecca Cici – Se la qualità delle uve sembra soddisfacente, lasciando presagire anche un’ottima annata, è la quantità che preoccupa.
Guardando al valore medio delle uve, che in molti casi sono a denominazione di origine, stimiamo una perdita di valore per il comparto di circa 2 milioni di euro”.

Il calo generalizzato  è dovuto alla siccità e alle alte temperature, che hanno costretto le viti a ridurre il metabolismo già dai mesi di maggio e giugno. Il risultato sono acini più piccoli e grappoli più radi.
Le viti hanno soprattutto patito la mancanza di fresco e rugiada nelle ore notturne, quando le foglie riacquistano turgore per prepararsi ad affrontare le ore più assolate. Ma sono anche mancate le normali piogge di giugno, determinanti per sviluppare bene la vite, cosiccome sono mancati a luglio e nella prima metà di agosto quegli apporti da temporali moderati che aiutano la crescita dei grappoli.
Il coleottero, invece, si è  sviluppato prima del solito grazie al caldo anomalo e ha mangiato le foglie ancora tenere, indebolendo le viti quando erano in pieno sviluppo.
“La siccità e le temperature caldissime di questa estate seguono l’esperienza simile del 2022 e confermano che la nostra viticoltura ha bisogno di misure adeguate al cambiamento climatico. I nostri produttori si trovano a sostenere l’aumento dei costi di produzione per i rincari dei carburanti e dei materiali- spiega Bruno Mecca Cici- Inoltre devono affrontare mercati in pieno mutamento, con le esportazioni in sofferenza dovute ai dazi, in particolare negli Usa, e alle incertezze degli scenari Internazionali.
Ma soprattutto devono fare i conti con gli attacchi generalizzati alla civiltà del vino, generati da un affrettato salutismo, attacchi che stanno demonizzando un prodotto radicato nella tradizione e previsto dalla dieta mediterranea”.

Per questo Coldiretti Torino chiede interventi per la viticoltura torinese.
“Abbiamo bisogno di rivedere i disciplinari delle DOC e DOCG alla luce del cambiamento climatico. Servono infrastrutture come impianti di risalita meccanica per la viticoltura eroica di montagna. Ma soprattutto serve sostenere la ricerca scientifica e l’innovazione tecnologica per difendere la nostra biodiversità  viticola dai nuovi attacchi di funghi e insetti favoriti dal cambiamento climatico. Cosiccome serve riportare il dibattito sul consumo di vino sui giusti binari della cultura del buon bere”.
In provincia di Torino ci sono 752 produttori vitivinicoli con oltre 800 ettari di superficie a vigne.
La produzione attesa, al netto dei cali di quest’anno, si attesterà sui 65 mila quintali di uve con una resa finale di oltre 5 milioni e 500 mila bottiglie di vino.

MM

Po, fiumi e laghi più ricchi di acqua Ma la siccità non è finita

La disponibilità d’acqua nel distretto del fiume Po è decisamente migliorata grazie alle recenti piogge ma la situazione è ancora di emergenza, con condizioni di siccità alta. Lo rileva il bollettino dell’Osservatorio dell’Autorità di bacino distrettuale (AdbPo). Nel grande fiume, negli affluenti e nei grandi laghi l’acqua è cresciuta ma l’inversione di tendenza ancora non è evidente. I Comuni riforniti di autobotti per l’acqua potabile sono diminuiti e si concentrano tra Piemonte e Lombardia: Cuneo, Novara, Vercelli, Brescia, Pavia, Bergamo, Como.

Clima, Extinction Rebellion: “Qui i colpevoli”

La scorsa notte attivisti  di Extinction Rebellion hanno proiettato sul grattacielo della Regione, in via Nizza, la scritta: “Caldo e siccità: i colpevoli sono qui”.

Dopo i manifesti affissi in centro città e la scritta “Questo caldo è una scelta” proiettata sulla cupola della Mole, Extinction Rebellion torna a sottolineare “la responsabilità della attuale giunta regionale nell’aggravarsi della crisi”.

“Mentre si parla di futuri interventi legislativi su bonifiche e data center, è bene ricordare come la giunta regionale, in carica dal 2019, abbia fatto pressione affinché venissero alleggerite e ritardate  norme comunitarie pensate per ridurre le emissioni, come il bando dei motori a  combustione interna o la direttiva sull’inquinamento atmosferico. O la gestione della crisi idrica, con il tentativo, bocciato dalla Corte Costituzionale, di ridurre il minimo flusso vitale dei fiumi”, affermano i militanti ecologisti.