AMBIENTE

I Giardini Hanbury: un paradiso botanico sul mare

Esportava nell’Ottocento il rinomato tè inglese in Cina, fece fortuna e poi decise di stabilirsi sull’estremo ponente della costa ligure, con idee molto chiare. Sir Thomas Hanbury acquistò il palazzo dei marchesi Orengo di Ventimiglia con i terreni sui quali creò uno splendido vastissimo giardino con specie botaniche raccolte in ogni angolo del mondo. Gran viaggiatore sir Thomas, barba e baffoni, e tanta voglia di realizzare i suoi desideri.
Il suo è tra i giardini più belli d’Italia. Siamo tra Ventimiglia e il confine con la Francia, sul promontorio della Mortola. Lassù, a strapiombo sul mare, risplendono i Giardini botanici Hanbury, conosciuti in tutto il mondo e frequentati ogni anno da migliaia di persone. Tipicamente “all’inglese”, con vialetti e rustici pergolati, con fontane e statue, e con una straordinaria vista sul mare. Seguiamo il percorso consigliato, non c’è comunque la possibilità di perdersi, è tutto ben segnalato, i giardini si estendono per 18 ettari su Capo Mortola, degradanti sul mare e a pochi chilometri dal confine italo-francese. È un giardino, come dicono gli esperti, di acclimatazione di piante esotiche, tra i più importanti del mondo. Si cammina tra migliaia di specie botaniche, di origine tropicale e subtropicale, cactus, collezioni di acacie, bambù e piante succulente, agavi a non finire, aloe, passiflore, brugmansie, yucca e cicadi, ginkgo biloba, rose e peonie, piante aromatiche mediterranee, la foresta australiana ricca di eucalipti, il giardino dei profumi, i giardinetti all’italiana, l’agrumeto con antiche varietà di agrumi e il frutteto esotico. È tutto lì dal 1867, tutto opera di Sir Thomas e del fratello Daniel che gli diede una mano e da uno straordinario team di giardinieri, una quarantina nel periodo di maggior splendore, che si erano stabiliti nelle vicinanze. Morto sir Thomas nel 1907 ( è sepolto qui con la moglie Katherine Aldam Pease), il figlio Cecil e la nuora Lady Dorothy continuarono l’opera fino alla seconda guerra mondiale quando il sito, colpito anche da alcune bombe, dovette essere abbandonato. Alla fine del conflitto Lady Dorothy tornò alla Mortola per ridare vita e splendore alla villa e ai suoi giardini. Nel 1960 lo Stato italiano acquistò il complesso dagli eredi e nel 1987 la gestione e la cura scientifica venne affidata all’Università di Genova. Oggi ci lavorano 15 giardinieri, non c’è l’impianto di irrigazione, non c’è mai stato, si bagna giorno e notte con normali maniche dell’acqua. Sembra una pazzia, una stranezza ma un motivo c’è: la gestione odierna evita l’irrigazione artificiale massiccia per non stressare le piante esotiche e mediterranee. Ancora una curiosità: il parco è attraversato da un tratto dell’antica strada consolare Via Julia Augusta. Il periodo migliore per visitare i Giardini di Hanbury è tra marzo e maggio. É aperto tutto l’anno, anche d’inverno, con i seguenti orari: in autunno da lunedì a domenica ore 9.30-17.00, d’estate 9.30-18.00, d’inverno 9.30-16.00.
Filippo Re

MeMo, Metropoli in movimento

MOBILITÀ SOSTENIBILE

Migliorare la qualità dell’aria, riducendo la dipendenza dall’auto privata, accompagnare cittadini e imprese verso forme di mobilità sempre più sostenibili, specialmente negli spostamenti casa-scuola e casa-lavoro, sviluppare l’interscambio tra treno e bicicletta, sostenere una logistica urbana più efficiente. Sono gli obiettivi di MeMo-Metropoli in movimenTo, la proposta progettuale che la Città metropolitana di Torino ha presentato con successo al MASE – Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza energetica, nell’ambito del Programma integrato di interventi sulla mobilità urbana e metropolitana. Il Ministero ha assegnato alla Città metropolitana 25.906.189 euro, il secondo importo più elevato tra quelli destinati agli enti italiani che hanno partecipato al bando del MASE. Il programma è stato presentato stamani nella sede della Città metropolitana. Il nome MeMo – Metropoli in MovimenTo identifica una regia comunequattro linee di azione e un percorso costruito con il territorio.

“Con questo finanziamento possiamo dare concreta attuazione a una parte significativa delle azioni previste dal PUMS. – ha sottolineato il Consigliere metropolitano delegato ai trasporti Pasquale Mazza durante la conferenza stampa di presentazione dei criteri con cui saranno impiegati i fondi, convocata non a caso durante la Settimana Europea della Mobilità – Abbiamo scelto di concentrare le risorse su interventi strutturali, capaci di migliorare nel tempo l’organizzazione della mobilità e di accompagnare cittadini, imprese e studenti verso modalità di spostamento più sostenibili. Non abbiamo puntato su incentivi distribuiti a pioggia, ma su una strategia coordinata che renda più semplice, conveniente e naturale scegliere il trasporto pubblico, la mobilità condivisa e quella attiva”.

La Città metropolitana di Torino potrà utilizzare le risorse per accelerare l’attuazione del PUMS-Piano Urbano per la Mobilità Sostenibile e dei relativi piani di settore: il Biciplan metropolitano, il PAINT-Piano dell’Accessibilità e dell’Intermodalità e il PULS-Piano Urbano della Logistica Sostenibile. Sarà possibile tradurre in interventi concreti una strategia costruita insieme ai Comuni e agli stakeholder del territorio. Nella fase di sviluppo del progetto vero e proprio la Città metropolitana sarà affiancata dall’ANCI nelle attività di supporto, monitoraggio e valutazione previste dal Programma integrato di interventi sulla mobilità urbana e metropolitana.

La strategia di MeMo si articola in quattro linee di azione, collegate da una regia trasversale. La prima riguarda la logistica urbana sostenibile: con i Comuni, le imprese e gli operatori saranno raccolti i fabbisognicoordinati regole e interventi e definite le priorità, anche per sviluppare soluzioni come microhublocker e ciclologistica. La seconda rafforza il mobility management di area: a partire dai Piani degli spostamenti casa-lavoro delle singole organizzazioni saranno individuati interventi puntuali e, in parallelo, azioni coordinate nei distretti e nelle aree produttive. La terza promuove la ciclabilità a partire dalla sosta, attraverso la strategia Bike to rail, con velostazioni e cicloposteggi presso le stazioni e gli altri poli attrattori, insieme ai collegamenti ciclabili di primo e ultimo miglio. La quarta è dedicata alla mobilità scolastica: per le scuole primarie e secondarie di primo grado saranno sviluppate piazze e zone scolastiche e percorsi casa-scuola sicuri; per le scuole superiori saranno raccolte direttamente le esigenze degli studenti e individuati interventi dedicati. Datiintegrazione tariffariacomunicazionemonitoraggio e valutazione accompagneranno trasversalmente l’intero programma. Le priorità saranno costruite con i Comuni e gli altri soggetti coinvolti e dovranno essere realizzabili, efficaci e coerenti con il PUMS.

Il percorso si svilupperà in due fasi: la fase progettuale si protrarrà per 18 mesi, con un primo periodo fino all’aprile del 2027 dedicato all’ascolto delle esigenze dei territori, alla verifica della fattibilità delle proposte, alla definizione del progetto di massima e all’indizione dei bandi. Tra il maggio del 2027 e il gennaio del 2028 saranno raccolte e selezionate le candidature e sarà elaborato il Progetto definitivo da inviare al MASE. Dopo l’approvazione dei progetti da parte del Ministero prenderà il via la fase di attuazione, prevista tra il marzo del 2028 e il giugno del 2030.

Monviso, caldo record e crolli: la Regione apre il Tavolo sulle Alpi

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Tre mesi senza temperature sotto lo zero a oltre 3.300 metri di quota. È uno dei dati più significativi emersi dal primo Tavolo Monviso, convocato dalla Regione Piemonte per analizzare gli effetti dei cambiamenti climatici sull’alta montagna e individuare misure di prevenzione e sicurezza.

Tra il 10 giugno e il 10 settembre la stazione Arpa sul Monviso non ha infatti mai registrato temperature pari o inferiori a zero gradi. Un’anomalia che contribuisce a spiegare l’attenzione rivolta alla stabilità delle pareti rocciose dopo i recenti crolli del 1° settembre sul versante nord-est e della notte tra il 13 e il 14 settembre ai Torrioni Sari, sul versante sud.

Alla riunione, presieduta dall’assessore regionale alla Montagna Marco Gallo, hanno partecipato il presidente della Regione Alberto Cirio, rappresentanti degli enti locali, Arpa Piemonte, Politecnico, CNR, Carabinieri forestali, guide alpine, Soccorso alpino, CAI e altri soggetti impegnati sul territorio.

«Le montagne sono un patrimonio e una risorsa preziosa del nostro Piemonte e devono essere tutelate – ha dichiarato Cirio –. Da un lato c’è il tema del cambiamento climatico, che va affrontato con serietà e rigore, senza ideologia, attraverso un confronto scientifico sul suo impatto sulle nostre montagne. Dall’altro c’è il tema della fruibilità».

Secondo Arpa, lo stress termico rappresenta un probabile fattore dei recenti distacchi, mentre il degrado del permafrost potrebbe avere contribuito all’instabilità di pareti già fortemente fratturate. «Da vent’anni Arpa studia il permafrost sulle Alpi e oggi abbiamo conoscenze e strumenti che devono essere messi a sistema», ha sottolineato Gallo.

Il confronto riguarda anche l’aumento della frequentazione del massiccio. Nell’ultimo fine settimana circa 200 persone hanno raggiunto la vetta; il Giro del Viso registra circa 40 mila utenti, mentre nell’area circostante vengono stimati complessivamente 200 mila passaggi. Negli ultimi tre anni il Soccorso alpino ha effettuato oltre cento interventi e quasi la metà ha riguardato persone che avevano smarrito il percorso.

Tra le misure allo studio ci sono quindi il potenziamento della segnaletica, una migliore distribuzione dei flussi sui sentieri, la verifica degli itinerari maggiormente esposti e possibili percorsi alternativi per raggiungere i rifugi, compresa un’ipotesi per il Quintino Sella. Proseguiranno inoltre i rilievi sui crolli, anche attraverso l’impiego di droni.

Il Tavolo Monviso potrebbe diventare il primo passo verso un Tavolo permanente per la resilienza delle Alpi piemontesi, nell’ambito dell’Osservatorio regionale sui cambiamenti climatici. Il prossimo appuntamento sarà dedicato al Monte Rosa il 22 settembre. L’obiettivo è arrivare entro la primavera 2027 a un primo quadro condiviso degli scenari e delle azioni necessarie per conciliare sicurezza, tutela ambientale e accessibilità della montagna.

Scenari Energetici 2027, “La migliore energia”

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L’evento annuale organizzato dal Comitato Torino Finanza della Camera di commercio di Torino e dall’Unione Industriali Torino analizza gestione e best practice per le imprese. Nell’occasione si è svolta la premiazione della seconda edizione del contest 

Di fronte a uno scenario energetico in continua evoluzione, segnato da incertezze geopolitiche e volatilità dei mercati, il dialogo tra gli operatori della filiera assume un valore strategico. Favorire la conoscenza delle dinamiche in corso e promuovere la condivisione di competenze significa costruire una visione comune e rafforzare la capacità del sistema Paese di rispondere alle sfide energetiche future. In questo contesto le imprese, che sono esposte a costi energetici crescenti, hanno a disposizione diversi strumenti per preservare la loro competitività. Sono questi i principali temi affrontati da Scenari Energetici 2027, l’annuale evento organizzato da Unione Industriali Torino e Comitato Torino Finanza della Camera di Commercio di Torino, in collaborazione con Confservizi Nord Ovest.

Vladimiro Rambaldi, Presidente del Comitato Torino Finanza della Camera di Commercio di Torino, ha aperto l’evento con un appello alla politica:” L’industria piemontese resiste, ma è sempre più penalizzata dal costo dell’energia. Servono più rinnovabili, autoproduzione e nucleare di ultima generazione. E, davanti a costi ormai insostenibili che minano la competitività delle nostre imprese, serve un intervento del Governo a sostegno del sistema produttivo”. In seguito, ha preso la parola Giuseppe Bergesio, Presidente del Gruppo Energia di Unione Industriali Torino, sottolineando che “riteniamo importante promuovere il confronto tra esperti, operatori e istituzioni per comprendere l’evoluzione degli scenari energetici. Con il convegno di oggi desideriamo offrire alle imprese strumenti concreti per affrontare le sfide attuali e tutelare così la loro competitività”. A seguire sono stati presentati un’analisi dello scenario economico attuale e un focus su mercati energetici, con gli impatti sulle imprese e le misure dedicate, grazie agli interventi di Raffaello Bronzini, Dipartimento di Economia e Statistica, Servizio Struttura economica, Banca d’Italia, ed Enrica Cottatellucci, Responsabile Promozione e Assistenza alle imprese, GSE.

Successivamente si è svolta una tavola rotonda cui hanno preso parte: Roberto Mazza, membro del Comitato Torino Finanza, Unicredit; Marco Ravazzolo, Responsabile Politiche per l’Ambiente, l’Energia e la Mobilità di Confindustria; Massimiliano Truda, consigliere Gruppo Credito, Finanza e Assicurazioni Unione Industriali Torino, Intesa Sanpaolo; Giulio Troncarelli, consigliere Gruppo Digital Technologies Unione Industriali Torino.

Marco Gay, presidente dell’Unione Industriali Torino, nel suo intervento ha ribadito “il nostro impegno per dare ogni supporto utile alle imprese per orientarsi in questo scenario complesso e articolato, sia qui sul territorio, che a Roma grazie all’attività che Confindustria conduce ogni giorno verso il Governo e le Istituzioni. Serve una strategia dove si tengono insieme strumenti finanziari, politiche di supporto, tecnologie e scelte industriali. È questo l’unico percorso possibile per passare dall’incertezza alla competitività”.

A conclusione dei lavori, ha avuto luogo la cerimonia di premiazione della seconda edizione del contest “La migliore energia”, promosso dal Gruppo Energia dell’Unione Industriali Torino per valorizzare l’impegno delle imprese associate nell’opera di ottimizzazione dell’impatto energetico.

Per La Mole-F.lli Milan, società torinese specializzata dal 1978 nella produzione e commercializzazione di prodotti da forno, nelle motivazioni del premio si legge che “il riconoscimento premia un percorso strutturato di efficientamento energetico che, attraverso interventi integrati sul processo produttivo e sul sito, ha migliorato le prestazioni e ridotto i consumi, promuovendo un uso più responsabile delle risorse”.

Per Sagat Torino Airport, la motivazione sottolinea come sia stata premiata “per aver tradotto la propria strategia di decarbonizzazione in un percorso concreto e misurabile, supportato da un sistema di gestione dell’energia certificato ISO 50001, verso un aeroporto sempre più sostenibile”.

PoMonf Verde per giovani a Berzano San Pietro 

L’iniziativa, rivolta ai ragazza dai 15 ai 24 anni, è frutto della sinergia tra i Comuni di Albugnano (AT), Casalborgone, Berzano San Pietro, San Sebastiano da Po, Castagneto, Lauriano (TO), Murasengo, Tonengo, Aramengo (AT). Il 20 settembre verrà proposto un programma suggestivo dal titolo “Musica tra le orchidee”, e il ritrovo sarà alle 16 in piazza Municipale 3, a Berzano San Pietro, cui seguirà la camminata naturalistica nel suggestivo Bosco delle Orchidee, che ha tanto fa raccontare anche oltre il periodo delle fioriture. Il percorso porterà i partecipanti alla chiesa di San Pietro, in strada comunale San Pietro 10, oggi sconsacrata, cimiteriale, con punto panoramico e vista sul Monte Rosà. Qui, alle 18, verrà proposto il comcertomdel Quartetto Teide, che prevede un programma con musiche di Beethoven e Saint-Saëns. Il laboratorio del Gusto di questa tappa di PoMonf è al sacco, e preparato dal Bar Viriditas.

Ai giovani che decideranno di partecipare all’intero progetto, verrà rilasciata un’apposita tesserina punti con premiazione finale per coloro che avranno preso parte ad almeno sei appuntamenti.

PoMonf proseguirà in autunno con altri appuntamenti il 27 settembre, tra surviving ad Aramengo, e la conclusione del progetto, il 17 ottobre, a Casalborgone, con workshop finale e concerto.

Prenotazioni; pomonfverdexgiovani.eventbrite.com

Mara Martellotta

Al via il progetto di educazione ambientale e civica LEARN2ACT

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Coinvolgerà Torino e altre cinque città italiane

Prende il via il progetto LEARN2ACT, un’iniziativa che coinvolge 1.600 studenti e studentesse tra gli 11 e i 17 anni in percorsi di educazione ambientale, cittadinanza attiva e progettazione
partecipata nelle aree urbane svantaggiate di Milano, Torino, Genova, Napoli, Siracusa e Catania. LEARN2ACT, sostenuto dalla Villum Foundation e guidato in comunione con Plastic Free Onlus, Pandora Cooperativa Sociale e partner locali, prevede come mission principale quella di rafforzare le competenze civiche dei giovani in Italia e in Francia, mettendo in rete, da Nord a Sud, scuole, associazioni, enti locali e comunità educanti attraverso attività formative, laboratori esperienziali, momenti di educazione emotiva, cooperative learning e percorsi dedicati alla sostenibilità ambientale e alle life skills.

“LEARN2ACT interpreta l’educazione ambientale come un percorso vivo, partecipato e radicato nei territori – ha dichiarato Rosa Reale, vicepresidente di Plastic Free Onlus –  i giovani non saranno semplici destinatari di attività formative, ma protagonisti chiamati a osservare la realtà che li circonda, riconoscere i problemi e proporre soluzioni possibili. Il valore del progetto sta proprio nella sua capacità di unire competenze ambientali, cittadinanza attiva e crescita personale. Lavorare accanto a CESVI Fondazione ETS, Pandora Cooperativa Sociale e ai partner locali, grazie al sostegno della Villum Foundation, significa investire nella consapevolezza, nella
fiducia e nelle competenze trasversali delle nuove generazioni”.

Al centro del progetto ci sarà una call for ideas rivolta direttamente a ragazze e ragazzi, chiamati a individuare sfide ambientali nei propri quartieri e a sviluppare soluzioni concrete insieme ai partner locali. Le idee selezionate riceveranno supporto tecnico e finanziario, eco-leadership starter kit e strumenti metodologici per passare dall’apprendimento all’azione.

Mara Martellotta

Ecco come cambia la linea 2 di Torino: nuovo percorso e zero emissioni

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DAL 10 SETTEMBRE 

Un investimento sostenuto dai fondi PNRR ridisegna un asse strategico del trasporto torinese: 28 bus snodati BRT a impatto zero, percorsi scolastici dedicati, frequenze fino a 8 minuti e il restyling di oltre 100 fermate.

Più sostenibile, più accessibile e meglio integrata con le esigenze quotidiane della città. A partire da giovedì 10 settembre 2026, la linea 2 del trasporto pubblico torinese avvia una profonda trasformazione strutturale finanziata con le risorse del PNRR per rinnovare interamente l’asse di collegamento cittadino.

Il servizio vedrà l’ingresso progressivo di 28 nuovi autobus snodati IVECO EWAY da 18 metri Full Electric in configurazione Bus Rapid Transit (BRT). I mezzi si distinguono per una carrozzeria dal design moderno ed essenziale, con carenature integrate, ampie superfici vetrate che favoriscono la luminosità interna e un frontale aerodinamico. Si tratta di veicoli silenziosi e a zero emissioni dirette, capaci di ospitare fino a 136 passeggeri con due postazioni riservate alle persone con disabilità motoria.

L’impiego simultaneo di 22 vetture consentirà un netto miglioramento dei tempi d’attesa per l’intera giornata: nelle ore di punta dell’orario scolastico l’intervallo tra i passaggi scende da 11 a 8 minuti, mentre nel resto della giornata si registra un incremento ancora più significativo, con un’attesa che passa da 17 a soli 10 minuti, lungo i 35 chilometri complessivi del tracciato di andata e ritorno (sviluppato per il 58% su corsia riservata).

Per garantire un’autonomia operativa giornaliera di circa 130 chilometri, la linea si dota di un sistema di ricarica rapida a pantografo dall’alto collocato ai due capolinea, dove bastano circa 5 minuti per effettuare il rifornimento d’energia. Sia la stazione di via Corradino sia il capolinea di piazza Sofia dispongono ciascuno di due pantografi e di una colonnina plug-in.

L’esigenza di spazi idonei per le infrastrutture di ricarica ha reso necessario lo spostamento del capolinea nord da via Ponchielli alla nuova sede di piazza Sofia (presso la fermata 747, dove già fa capolinea la linea 18), mentre rimane confermato il capolinea di via Corradino. Di conseguenza, il tracciato ordinario viene riorganizzato nell’area nord: i bus verso piazza Sofia proseguono dritti su via Bologna dopo corso Sempione, mentre in direzione via Corradino ripartono da piazza Sofia transitando per strada Settimo, corso Regio Parco, via Bologna e via Gottardo prima di riprendere l’itinerario storico da corso Giulio Cesare.

Per continuare a servire la zona del vecchio capolinea e garantire la massima comodità agli studenti negli orari delle lezioni, vengono attivate corse scolastiche dedicate che effettuano una deviazione ad hoc tra via Bologna, via Cimarosa, via Monteverdi e via Ponchielli, sia per l’ingresso delle ore 8:00 sia per le uscite tra le ore 13:05 e le ore 16:14.

A completamento del piano, tutte le 103 fermate dell’intero tracciato sono state oggetto di un piano di restyling avviato ad agosto che comprende la riparazione degli arredi, il ripristino di pavimentazioni e cordoli e l’installazione di percorsi tattili per persone ipovedenti.

Coldiretti Piemonte: è urgente riconoscere lo stato di calamità naturale

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Con l’emergenza siccità che continua, è urgente accelerare le procedure che consentano di giungere al riconoscimento dello stato di calamità  naturale. È  quanto sollecitato al Tavolo Verde Coldiretti Piemonte che aveva richiesto  questo momento di incontro proprio per attivare tutte le misure che possano consentire di salvaguardare le realtà produttive attraverso provvedimenti straordinari.

“Oltre allo strumento del fondo AgriCat, sicuramente utile, abbiamo richiesto che vengano messe in atto, nell’immediato, tutta una serie di misure straordinarie e urgenti per sostenere  l’attività produttiva ed evitare che le imprese interessate subiscano eventuali e ulteriori penalizzazioni  – spiegano Cristina Brizzolari presidente di Coldiretti Piemonte, e Bruno Rivarossa, delegato confederale – I danni alle produzioni sono già particolarmente significativi per questa annata per cui è urgente , come già richiesto, giungere al riconoscimento dello stato di calamità naturale.
Parallelamente la condizione di emergenza registrata durante  la campagna ancora in corso ha evidenziato come si renda opportuna una riforma dell’attuale assetto normativo rispetto al sistema irriguo regionale. Si tratta di una riforma volta a generare i presupposti affinché  alle aziende agricole venga garantita la necessaria disponibilità di acqua.

Per questo motivo risulta urgente la definizione di un Piano invasi capace di incrementare la capacità di stoccaggio per non arrivare ad operare sempre in stato di emergenza.
Altro tema che abbiamo affrontato al tavolo è  stato quello del caro fertilizzanti per cui abbiamo sollecitato, stante gli indirizzi adottati a livello comunitario e l’impostazione su base nazionale in via di definizione, un intervento volto a riconoscere un indennizzo a favore di quelle realtà produttive che, nel corso del 2026, hanno dovuto maggiormente affrontare costi aggiuntivi per l’acquisto di concimi e fertilizzanti”.

MM

Tutela del territorio, Fondazione Crt sostiene i progetti dei piccoli comuni

Online fino al 30 settembre il bando “Piccoli Comuni – Cantieri per l’Ambiente e il Territorio”, dedicato agli interventi di prevenzione del dissesto idrogeologico
 
Dal 14 settembre al 30 ottobre aperto anche il nuovo bando “Legàmi in Comune”, per promuovere la rigenerazione comunitaria attraverso l’attivazione di presidi di protagonismo giovanile in spazi comunali
 
Torino, 1 settembre 2026 – Un autunno di opportunità per i piccoli Comuni del Piemonte e della Valle d’Aosta. La Fondazione CRT lancia due bandi dedicati ai territori con meno di 5.000 abitanti, sostenendo progetti per la tutela del territorio, la resilienza ambientale e la rigenerazione delle comunità locali: “Piccoli Comuni – Cantieri per l’Ambiente e il Territorio” e “Legàmi in Comune“.
Quest’anno l’impegno della Fondazione CRT per i piccoli Comuni, linfa dei nostri territori, si rafforza ulteriormente – dichiara Anna Maria Poggi, Presidente della Fondazione CRT -. Da un lato interveniamo per salvaguardare il territorio dal dissesto idrogeologico, una sfida resa sempre più urgente visti gli effetti del cambiamento climatico; dall’altro investiamo nella vitalità delle comunità, sostenendo iniziative capaci di restituire nuova vita a spazi spesso inutilizzati rendendoli luoghi di incontro, partecipazione e crescita, con un’attenzione particolare alle giovani generazioni”.
È online “Piccoli Comuni – Cantieri per l’Ambiente e il Territorio“, il bando che sostiene progetti di prevenzione del dissesto idrogeologico, gestione sostenibile delle risorse idriche e adattamento ai cambiamenti climatici. L’iniziativa per quest’edizione si rinnova: si rivolge ai Comuni con meno di 5.000 abitanti – ampliando la platea dei beneficiari rispetto alle precedenti edizioni – e valorizza la collaborazione tra enti, il coinvolgimento del sistema della Protezione Civile, con cui Fondazione CRT collabora da sempre, e l’adozione di soluzioni tecniche avanzate per la prevenzione del dissesto idrogeologico, anche grazie al contributo di partner scientifici e tecnici qualificati. Grande attenzione sarà inoltre riservata ai progetti di sensibilizzazione sui temi ambientali e a quelli capaci di creare opportunità di inserimento lavorativo per giovani e persone in situazione di fragilità.
Il bando prevede due linee di intervento: una che assegna contributi fino a 30.000 euro per singoli Comuni o Unioni di Comuni, con un cofinanziamento minimo del 25%; una per contributi fino a 40.000 euro per ciascun Comune partecipante, per un massimo di 120.000 euro complessivi per progetto aggregato, con un cofinanziamento minimo del 20%. Le candidature potranno essere presentate fino al 30 settembre.
Dal 14 settembre al 30 ottobre sarà invece aperto “Legàmi in Comune“, il nuovo bando dedicato alla rigenerazione comunitaria, che sostiene la trasformazione di spazi comunali inutilizzati o sottoutilizzati in luoghi di partecipazione, cittadinanza attiva e protagonismo giovanile (favorendo il coinvolgimento dei giovani under 35). L’iniziativa promuove la collaborazione tra amministrazioni locali, Terzo Settore, scuole e associazioni, con l’obiettivo di rafforzare il capitale sociale e offrire nuove opportunità di aggregazione e sviluppo alle comunità locali. Il contributo massimo previsto è di 60.000 euro per progetto, con un cofinanziamento minimo del 20%.

“Di fiore in foglia” apre le porte all’autunno

Sabato 12 e domenica 13 settembre ritorna l’atteso appuntamento organizzato dal Vivaio di Monteu da Po “Gardenesque”, che inaugura l’autunno con due giornate a porte aperte

Dopo un’estate bollente, il Vivaio Gardenesque, situato a Monteu da Po, in via Vincenzo Cappello 74, è pronto ad aprire le proprie porte all’autunno con il programma “Di fiore in foglia” sabato 12 e domenica 13 settembre. Si tratta di una vera e propria festa del giardino d’autunno a ingresso gratuito, un appuntamento irrinunciabile per tutti coloro che vogliono trascorrere un weekend nella natura, oltre a scoprire ed acquistare piante erbacee perenni e varietà insolite adatte a ogni tipo di giardino e spazio verde. Dal 2018, Gardenesque sperimenta e produce con passione e rispetto per l’ambiente. Con “Di fiore in foglia”, Simone Nigra e Andrea De Paoli, titolari di Gardenesque, propongono una full immersion nella bellezza di tutte le proprie innumerevoli varietà botaniche, e offrono l’occasione di vivere un’esperienza a 360⁰ con un programma ricco di iniziative green che vanno dalle passeggiate botaniche ai laboratori per un pubblico di ogni età, fino alle “chiacchierate botaniche”, momenti di confronto e di scambio per accrescere la cultura del verde in un onesto appassionato e familiare. In questa avventura di due giorni, la varietà e la biodiversità coltivata con passione a Gardenesque, si arricchisce di vivai e artigiani ospiti che metteranno in mostra le proprie eccellenze: l’azienda agricola “Maurizio Feletig” con rose antiche, arbusti da bacca e fogliame a colorazione autunnale; “Mina Iris” con le iris barbate; “Casa Baz” con le sue collezioni di piante insolite e tropicali; “Esli erboristeria tisaneria” con golosi prodotti naturali; “Sassi” con accessori sartoriali per il giardinaggio, e “Chico Ceramica” con ceramiche artistiche e artigianali. I laboratori sono organizzati in collaborazione con i vivaisti e gli artigiani ospiti, e spazieranno dalla ceramica per grandi e bambini, per sperimentare la lavorazione a crudo con l’ingobbio sabato 12 e domenica 13, alle ore 11 e alle ore 16, con un costo di partecipazione di 8 euro, fino al laboratorio dedicato alle erbe spontanee e benefiche in cucina attraverso una passeggiata botanica, semplice e istruttiva, per imparare a conoscere e impiegare le erbe migliori in compagnia della naturista Viviana Sorrentino. Saranno presenti ancora due laboratori pratici di Selvatici Intrecci per creare talismani e artefatti magici con tutto ciò che la natura offre insieme a Vivi di Sana Pianta, domenica 13 dalle 15 alle 18, con un costo di partecipazione di 30 euro. Le “chiacchierate botaniche”, a partecipazione gratuita, avranno come fil rouge il tema del giardino sostenibile, un palinsesto di incontri per suggerire buone pratiche per dare vita a un giardino inteso come ecosistema, in armonia con l’ambiente e resiliente al cambiamento climatico. Sabato 12 settembre, a partire dalle ore 11, Orietta Giorcelli, vivaista, immergerà i partecipanti nel profumo degli iris, offrendo consigli per la coltivazione di queste forti piante dal profumo avvolgente. Sabato 12 settembre, alle 15.30, il giardiniere Filippo Alossa svelerà il motivo per cui si fanno giardini, illustrando le motivazioni che ci spingono all’interazione con le piante. Domenica 13 settembre, alle ore 11, l’architetta Marta Mariani parlerà di ecologia e illustrerà come il cippato e le tecniche di pacciamatura naturale siano uno strumento per avere un giardino più bello e sostenibile. Ultimi due appuntamenti di domenica 13 settembre, alle 15.30 con il vivaista Maurizio Feletig, che esplorerà l’utilizzo di frutti e bacche come fonti di bellezza e fulcro della biodiversità in un giardino in cui l’uomo convive con altri mammiferi, insetti e uccelli. Alle 16.30 Giorgio Borromiti, di Casa ElMaGio parlerà di alimentazione naturale, grani antichi e pasta madre.

“Dopo un’estate così difficile per i nostri giardini e terrazzi, la soluzione non è rinunciare a questi spazi che ci connettono alla natura, ma accettare la sfida e ricercare nuove conoscenze e pratiche per rendere il nostro modo di fare i giardini sempre più efficace e soetenibile – spiegano Simone Nigra e Andrea De Paoli – con ‘Di fiore in foglia” vogliamo offrire il nostro contributo affinché appassionati e curiosi possano approfondire questo tema e agire di conseguenza”.

Mara Martellotta