AMBIENTE

Ivrea e i suoi dintorni

LA GEMMA DEL CANAVESE TRA DISTESE DI NATURA E BELLEZZE

 

A pochi chilometri da Torino, bagnata dal fiume Dora Baltea e avvolta dal Canavese, si trova Ivrea, un piccolo centro affascinante e suggestivo. Fondata dai Salassi nel quinto secolo A.C. divenne colonia romana dal 100 A.C. con il nome di Eporedia da cui deriva il nome dei suoi abitanti, epoderiesi.

Patrimonio dell’Umanità per Unesco, questa preziosa cittadina è testimone di diverse vicende storiche che l’hanno attraversata e caratterizzata, dalla presa dei Longobardi, ai Franchi, al Regnum Italicum di Re Arduino che la cede alla Chiesa, ai Savoia che la difendono da francesi e spagnoli. Dai primi del ‘900 Ivrea diventa un importante centro industriale grazie alla Olivetti che rappresenta ancora oggi una eredità socio-culturale che la influenza e la contraddistingue.
Considerata il capoluogo del canavese, animata da circa 23.400 abitanti, questa gemma piemontese è ravvivata da locali tipici, negozi, ristoranti e centri culturali raccolti attorno alla strada centrale pedonale, Via Arduino. Il periodo più vivace dell’anno è sicuramente quello del Carnevale Storico, risalente al 1808 quando in città sfilarono diverse persone vestite con abiti medioevali. La Battaglia delle Arance, che si tiene gli ultimi 3 giorni della mascherata, è l’evento più famoso ed atteso con moltissimi turisti che accorrono per assistere alla battaglia delle squadre di aranceri che, dai carri e a piedi scalzi, si affrontano simulando la battaglia del popolo contro la nobiltà.
Molte e di diversa tipologia sono le visite da fare ad Ivrea, tra le più interessanti e legate alla celebre Olivetti sono il MaAM – Museo a cielo aperto di Architettura Moderna – che si articola in un percorso di due chilometri, fatto di vetro acciaio e cemento, che fu la sede della famosa azienda, il Laboratorio Museo Tecnologic@mente dove sono esposti storici dispositivi a tastiera, calcolatori e personal computer e l’Ex Hotel Serra, progettato alla fine degli anni ’60, particolare e stravagante per la sua forma di macchina da scrivere.

I Giardini di Giusiana rappresentano l’area verde della città, una zona di relax ma anche di interesse architettonico grazie alla Torre di Santo Stefano costruita nel 1041 e una volta facente parte di un monastero demolito nel Cinquecento.
Il centro storico è accogliente e gradevole tra palazzi eleganti, la Cattedrale di Santa Maria Assunta, il Castello e la romantica la passeggiata sul lungo Dora che porta al suggestivo Ponte Vecchio, il più antico di Ivrea, e al Borghetto, un piccolo centro di edifici stretti tra loro sulla sponda destra del fiume ricco di botteghe e attività artigianali.
Tappa obbligata e gustosa da fare assolutamente è alla pasticceria Balla famosa per la sua torta ‘900.

La Chiesa di San Bernardino, situata in uno scenario moderno e parte di un complesso monastico risalente al 1400, è un meraviglioso esempio di pittura rinascimentale con vivaci affreschi, realizzati da Gian Martino Spanzotti, che ritraggono il ciclo della Vita e Passione di Cristo.
La visita è possibile solo su prenotazione alla Associazione Spille D’oro.

Da Ivrea parte inoltre la tappa numero 07 della Via Francigena che arriva fino a Viverone; con 20 chilometri di percorso di media difficoltà, questo cammino ai piedi della Serra d’Ivrea, la morena più grande d’Europa, offre paesaggi incantevoli, chiesette e ruderi da visitare e il villaggio-strada di Piverone.

A pochi minuti di macchina dalla città invece si sviluppa un’area caratterizzata da boschi che ospita 5 laghi deliziosi, il Sirio il più frequentato grazie alle spiagge, ai locali e ai ristoranti sulle sue rive, il Lago Campagna, e i Laghi Nero e di San Michele collegati da fitti sentieri.
Nelle vicinanze molto belli e caratteristici ci sono anche i Borghi. Montalto Dora con un castello solitario e il Parco Archeologico del Lago Pistono è nel bel mezzo di una torbiera, un lago esaurito sul cui fondo si sono depositati nel corso del tempo vegetali e materiale organico che creano, quando ci si cammina sopra, un effetto morbido e danzante come se fosse un grande materasso, per questo motivo questo luogo è stato soprannominato “terra ballerina”. L’altro borgo è Chiaverano con la sua Bottega del Frer, un’officina di fabbro ferraio risalente ai primi anni del Settecento, e la millenaria Chiesa di Santo Stefano di Sessano.

E’ vero che è finalmente tempo di mare, di relax in spiaggia e bagni marini ma una gita in questa perla piemontese, eletta una tra le più belle “città sul fiume”, vale davvero la pena. Ivrea è una cittadina dalle molte vocazioni come quella artistica, o quella tecnologica, naturale, folcloristica e sicuramente romantica, una meta ideale per passare qualche giorno immersi nella bellezza.

Maria La Barbera

Caldo, tregua solo temporanea: Torino e Piemonte verso un Ferragosto ancora rovente

Temporali e qualche grado in meno non basteranno a chiudere la lunga fase rovente

In Piemonte ancora temperature oltre i 35 gradi, con punte vicine ai 40 in pianura. A Torino attivi i centri climatizzati per anziani e persone fragili

Torino cerca un po’ di respiro, ma l’estate non sembra avere intenzione di concederlo davvero. Dopo giorni caratterizzati da temperature molto elevate, il fine settimana potrebbe portare qualche temporale e una parziale attenuazione del caldo, soprattutto grazie a una maggiore instabilità atmosferica. Ma non sarà, almeno secondo le tendenze disponibili, la fine della fase rovente. Il Piemonte resta infatti inserito in un quadro di temperature ben superiori alla norma del periodo e le proiezioni per la settimana di Ferragosto lasciano aperta la possibilità di una nuova intensificazione del caldo.

In pianura il termometro ha già raggiunto valori prossimi ai 40 gradi nelle zone più calde della regione, mentre anche nelle aree collinari e pedemontane le temperature sono rimaste elevate. A Torino il problema non è soltanto rappresentato dai picchi pomeridiani. A rendere particolarmente pesante questa fase sono anche le notti molto calde, durante le quali gli edifici e le superfici urbane continuano a restituire il calore accumulato durante il giorno. Il risultato è una città che fatica a raffreddarsi e nella quale, dopo una giornata trascorsa con temperature elevate, anche il riposo notturno può diventare difficile.

La possibile svolta del weekend va quindi presa con cautela. L’arrivo di aria più instabile potrà favorire temporali soprattutto sulle montagne e nelle zone pedemontane, con la possibilità di fenomeni localmente intensi, raffiche di vento e grandinate. In alcune aree il passaggio temporalesco potrebbe determinare un abbassamento delle temperature, ma non necessariamente duraturo. La massa d’aria calda presente sulla regione potrebbe infatti tornare a farsi sentire già nei giorni successivi.

Ed è proprio guardando alla settimana di Ferragosto che cresce l’attenzione. Le proiezioni a medio termine indicano la possibilità di un nuovo aumento delle temperature tra il 12 e il 17 agosto, con valori nuovamente superiori ai 35 gradi in diverse zone del Piemonte e punte più elevate nelle aree di pianura. È ancora presto per stabilire con precisione quali saranno le temperature di Ferragosto e dove si concentreranno i valori più alti: le previsioni a questa distanza temporale possono cambiare sensibilmente. Il segnale più evidente, però, è che l’estate non sembra intenzionata a cambiare marcia.

Per Torino questo significa mantenere alta l’attenzione soprattutto sulle persone anziane e su chi vive condizioni di fragilità. Quando il caldo persiste per più giorni consecutivi, infatti, l’organismo ha meno possibilità di recuperare e aumenta il rischio di disidratazione, debolezza, cali di pressione e malori. Il problema diventa ancora più delicato per chi vive solo, assume terapie continuative o non dispone di abitazioni adeguatamente fresche.

La Città di Torino ha attivato anche quest’anno il Piano Estate, una rete di interventi destinata soprattutto agli anziani e alle persone più vulnerabili. Sono disponibili centri di accoglienza climatizzati distribuiti nelle diverse Circoscrizioni, pensati come luoghi nei quali trascorrere le ore più calde della giornata. Tra le strutture indicate dalla Città figurano il Centro d’Incontro Cimabue, il Centro d’Incontro Plava, quello di via Negarville, lo Spazio Anziani di via Pilo e altri punti distribuiti sul territorio. Gli orari, però, non sono uguali per tutte le sedi e nel mese di agosto possono esserci modifiche, sospensioni o chiusure: prima di raggiungere un centro è quindi opportuno verificare le informazioni aggiornate del Comune.

Per gli anziani torinesi è inoltre disponibile il Servizio Aiuto Anziani, che rappresenta un punto di riferimento per informazioni e assistenza. La Città ha messo in campo anche una rete di interventi per il monitoraggio delle situazioni più delicate, con il coinvolgimento dei servizi sociali, sanitari e della Protezione Civile. In caso di emergenza sanitaria, naturalmente, il riferimento resta il 112.

Le raccomandazioni per affrontare questi giorni sono quelle ormai note, ma che con temperature così elevate diventano ancora più importanti: bere con regolarità anche quando non si avverte lo stimolo della sete, evitare l’esposizione diretta al sole nelle ore più calde, limitare gli sforzi fisici durante il pomeriggio, mantenere gli ambienti domestici schermati e cercare, quando possibile, luoghi freschi e ventilati. Particolare attenzione deve essere riservata a chi assume farmaci: eventuali modifiche alle terapie o l’assunzione di integratori non dovrebbero mai essere decise autonomamente.

Il caldo, però, non è soltanto una questione sanitaria. Le temperature elevate e la scarsità di precipitazioni aumentano l’evaporazione, peggiorano lo stress idrico della vegetazione e rendono più difficile la situazione per l’agricoltura. In Piemonte la lunga sequenza di giornate calde pesa anche sui terreni e sulle riserve idriche, mentre nelle aree boschive aumenta l’attenzione sul rischio di incendi.

A Torino entra poi in gioco il cosiddetto effetto isola di calore urbana. Strade, piazze, tetti e superfici in cemento assorbono l’energia solare e la rilasciano lentamente dopo il tramonto. È uno dei motivi per cui una notte in città può risultare molto più difficile da sopportare rispetto a una notte trascorsa in un’area rurale o collinare. Ombra, alberi, parchi, fontane e luoghi climatizzati diventano quindi strumenti importanti per ridurre l’esposizione, soprattutto per chi è più vulnerabile.

La possibile parentesi temporalesca dei prossimi giorni potrebbe dunque regalare qualche ora di sollievo, ma non autorizza ancora a mettere via il ventilatore. Il Piemonte resta alle prese con una fase estiva particolarmente calda e le indicazioni disponibili guardano già alla settimana di Ferragosto con la possibilità di un nuovo rialzo delle temperature. Per Torino la sfida sarà soprattutto quella di proteggere le fasce più fragili da una combinazione spesso più insidiosa del semplice numero segnato dal termometro: caldo persistente, umidità e notti troppo calde. E mentre il calendario si avvicina al 15 agosto, la vera incognita non è più se arriverà qualche temporale, ma quanto durerà la prossima tregua.

Iren Ambiente acquista il 66% di ETAmbiente

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Iren Ambiente consolida il posizionamento nel settore dei rifiuti acquistando il 66% di ETAmbiente società attiva nella raccolta rifiuti in Piemonte, Toscana, Lazio e Sardegna Reggio Emilia, 7 agosto 2026 – Iren Ambiente consolida il posizionamento nel settore dei rifiuti acquistando il 66% e arrivando così a controllare il 100% di ETAmbiente S.p.A. società specializzata nei servizi di igiene ambientale con attività che comprendono la raccolta e il trasporto dei rifiuti, lo spazzamento e la pulizia urbana. Con sede a Firenze, ETAmbiente è presente nel Centro-Nord Italia e in Sardegna, dove gestisce servizi ambientali per numerosi enti locali e comunità territoriali. Impiega quasi 600 dipendenti, dispone di una flotta di oltre 550 mezzi e serve circa 50 comuni italiani con una popolazione complessiva di 650 mila cittadini. Nell’ambito dell’operazione di acquisizione del Gruppo EGEA da parte di IREN, perfezionata tra il 2024 e il 2025, Iren Ambiente aveva acquisito una partecipazione pari al 33,91% del capitale sociale di ETAmbiente S.p.A.. La restante partecipazione nel capitale sociale di ETAmbiente era detenuta da ETHL S.à r.l., società di diritto lussemburghese. Successivamente al closing dell’operazione EGEA, sono emerse alcune divergenze tra Iren Ambiente ed ETHL relativa all’interpretazione dei patti parasociali precedentemente sottoscritti, che sono state superate con la sottoscrizione di un accordo tra le parti. L’intesa prevede l’acquisizione da parte di Iren Ambiente della partecipazione pari al 66,09% detenuta da ETHL, per un corrispettivo pari a 15 milioni di euro. In data odierna, a seguito dell’avveramento dell’ultima condizione sospensiva prevista dall’accordo, rappresentata dall’ottenimento dell’autorizzazione Antitrust, le parti hanno perfezionato il closing dell’operazione. L’acquisizione consente a Iren di rafforzare il proprio posizionamento nel settore della gestione dei rifiuti, ampliando la presenza territoriale e favorendo l’integrazione con le attività già ricomprese nel perimetro di consolidamento del Gruppo, con l’obiettivo di valorizzare sinergie industriali e operative. Nel 2025 ETAmbiente ha registrato un EBITDA pari a circa 2,9 milioni di euro e un indebitamento finanziario netto al 31 dicembre 2025 pari a circa 7 milioni di euro

Siccità, il Piemonte chiederà lo stato di calamità naturale

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Confronto con il Governo per gli aiuti alle imprese agricole

La Regione Piemonte ha avviato le procedure per richiedere lo stato di calamità naturale a causa della grave siccità che da mesi colpisce il territorio e sta mettendo in difficoltà il settore agricolo. Ieri il presidente Alberto Cirio e l’assessore all’Agricoltura Paolo Bongioanni hanno avuto una serie di incontri con il Ministero dell’Agricoltura per definire gli interventi più rapidi a sostegno delle aziende agricole.

L’assenza prolungata di piogge, segnalata anche dalle principali organizzazioni di categoria – Coldiretti, Confagricoltura e Cia – sta causando pesanti ripercussioni sulle coltivazioni. Particolarmente delicata la situazione delle risaie, che si trovano in una fase decisiva del ciclo produttivo, ma anche delle produzioni stagionali, sempre più esposte agli effetti della crisi idrica.

«Ci troviamo di fronte a una crisi idrica eccezionale che, oltre a mettere sotto pressione la disponibilità di acqua e ad alimentare un rischio incendi che purtroppo si manifesta ormai da settimane, sta provocando danni sempre più pesanti all’agricoltura piemontese – dichiarano il presidente Cirio e l’assessore Bongioanni -. Come Regione stiamo facendo la nostra parte: abbiamo dichiarato lo stato di emergenza regionale, stiamo intervenendo con le autobotti nelle situazioni più critiche e, nell’ottica di una gestione coordinata dell’acqua, continuiamo a sollecitare un incremento dei rilasci dagli invasi. Per quanto riguarda l’agricoltura, avendo raccolto le segnalazioni delle associazioni di categoria incontrate in questi giorni, abbiamo avviato le procedure per la richiesta dello stato di calamità e siamo al lavoro con il Governo, e in particolare con il ministro Lollobrigida, per individuare le misure più efficaci e veloci a sostegno delle aziende agricole e per salvaguardare questo comparto strategico per l’economia piemontese».

Parallelamente la Regione sta lavorando anche sul fronte dei contributi della Politica agricola comune (Pac). È stata avviata la comunicazione alla Commissione europea della delibera che ha dichiarato lo stato di emergenza regionale, passaggio necessario per consentire l’attivazione di alcune deroghe.

L’attenzione è rivolta soprattutto agli allevatori e ai margari che, a causa della mancanza di pascoli, sono stati costretti ad abbandonare in anticipo gli alpeggi. In collaborazione con Arpea, la Regione sta definendo le procedure affinché questa situazione venga riconosciuta come causa di forza maggiore e non comporti la perdita dei contributi europei.

«Siamo al lavoro affinché possa essere riconosciuto loro integralmente il contributo anche se non hanno potuto completare il periodo minimo di permanenza in altura richiesto per accedere agli aiuti – aggiungono Cirio e Bongioanni –. Parallelamente, per dare ossigeno alle aziende agricole, procede il confronto con il nostro ente pagatore Arpea e con quello nazionale Agea per poter ottenere ed erogare in tempi brevi un anticipo di pagamenti Pac senza precedenti».

L’obiettivo della Regione è accelerare sia il riconoscimento dello stato di calamità sia l’arrivo delle misure di sostegno economico, per aiutare un comparto che sta subendo pesanti perdite a causa della prolungata emergenza idrica.

Ondate di calore, con Junker la mappa dei rifugi climatici di Torino

 

Parchi, giardini, biblioteche, musei, case del quartiere e punti d’acqua: a Torino i luoghi dove trovare un po’ di sollievo durante le giornate più calde sono ora raccolti nella mappa dei rifugi climatici disponibile sull’app Junker. La città è tra le sette coinvolte nell’iniziativa, che riunisce in un’unica piattaforma le informazioni ufficiali messe a disposizione dalle amministrazioni locali.

Attraverso la sezione dedicata dell’app è possibile consultare la mappa dei rifugi climatici e filtrare i luoghi in base alla tipologia, scegliendo ad esempio tra aree verdi, edifici pubblici climatizzati o punti d’acqua. Il servizio è gratuito, disponibile in 13 lingue e pensato per essere utilizzato facilmente anche da turisti e visitatori.

Tra i rifugi climatici censiti figurano parchi e giardini, biblioteche civiche, musei, case del quartiere e altri spazi pubblici accessibili. Oltre a Torino, l’iniziativa coinvolge Milano, Bologna, Padova, Firenze, Roma e Napoli.

L’iniziativa punta a rendere più facilmente accessibili le informazioni già disponibili, offrendo a cittadini e visitatori uno strumento pratico per orientarsi in città durante le ondate di calore e individuare i servizi presenti sul territorio.

TorinoClick

Chieri invita all’uso consapevole dell’acqua

L’Amministrazione Comunale richiama l’attenzione della cittadinanza sulla situazione di carenza idrica che sta interessando il territorio, determinata dalle scarse precipitazioni e dalle elevate temperature registrate nelle ultime settimane.

Sebbene S.M.A.T. S.p.A. confermi che l’infrastruttura potabile chierese non si trova in stato critico e opera regolarmente, in questo contesto è comunque ancora più importante adottare comportamenti responsabili per preservare una risorsa preziosa come l’acqua, garantendone la disponibilità per gli usi essenziali.

Si invitano pertanto tutti i cittadini a limitare gli utilizzi non indispensabili dell’acqua potabile, evitando in particolare:

  • l’irrigazione di giardini e aree verdi nelle ore più calde della giornata, privilegiando, ove necessario, le ore serali o notturne;
  • il lavaggio di cortili, piazzali, aree pavimentate e pertinenze con acqua potabile, salvo comprovate esigenze igienico-sanitarie;
  • il lavaggio di autoveicoli e motocicli, ad eccezione degli impianti professionali autorizzati dotati di sistemi di razionalizzazione o riciclo dell’acqua;
  • il riempimento o il rabbocco di piscine private, salvo casi strettamente necessari;
  • ogni altro utilizzo improprio o non essenziale dell’acqua potabile.

Anche piccoli gesti quotidiani possono fare la differenza: chiudere il rubinetto quando non è necessario, riparare tempestivamente eventuali perdite, utilizzare gli elettrodomestici a pieno carico e preferire sistemi di irrigazione efficienti sono comportamenti che, se adottati da tutti, consentono un significativo risparmio idrico.

L’Amministrazione Comunale continuerà a monitorare costantemente l’evolversi della situazione in collaborazione con il gestore del servizio idrico. Qualora le condizioni lo rendessero necessario, potranno essere adottate ulteriori misure finalizzate alla tutela della risorsa.

La collaborazione di ogni cittadino è fondamentale per affrontare con senso di responsabilità questo periodo di criticità. L’acqua è un bene comune e la sua tutela rappresenta un dovere condiviso nell’interesse dell’intera comunità e delle generazioni future.

Al Museo di Scienza naturali in mostra il progetto Predator

Pirata d’acqua dolce
La tutela dell’ambiente, la forza della cooperazione scientifica e la sfida contro la perdita di biodiversità sono al centro della mostra “PREDATOR, il pirata d’acqua dolce: storia di un’invasione silenziosa”, aperta dal 5 agosto al Museo Regionale di Scienze Naturali di Torino.
L’esposizione, inserita tra le iniziative sui progetti europei promosse dalla Città metropolitana di Torino, è aperta al pubblico da oggi 5 agosto nei locali del MRSN di via Accademia Albertina per tutta l’estate, fino al 14 settembre.
Realizzata nell’ambito del progetto europeo LIFE PREDATOR e in stretta intesa con il Museo, la mostra affronta la delicata tematica delle specie alloctone invasive presentando il caso del pesce siluro (Silurus glanis), un pesce d’acqua dolce, originario dell’Europa centro-orientale che sta determinando tragici impatti sulla biodiversità di fiumi e laghi, alterando profondamente gli equilibri naturali.
Oltre a denunciare un’emergenza ambientale silenziosa ma dagli effetti devastanti, la mostra racconta un grande sforzo di cooperazione internazionale.
Il progetto vede infatti la Città metropolitana di Torino collaborare attivamente all’interno del network europeo guidato dal Consiglio Nazionale delle Ricerche – Istituto di Ricerca Sulle Acque e composto dalle Aree protette delle Alpi Cozie, la Società di consulenza ambientale ittica dalla Facoltà di Scienze dell’Università di Lisbona e dal Centro Biologico dell’Accademia delle Scienze della Repubblica Ceca.
I pannelli e i contenuti scientifici della mostra raccontano le strategie di prevenzione, monitoraggio e contrasto alla diffusione del Siluro nei laghi del Sud Europa.

Meno scarti e controlli più trasparenti: Città metropolitana fa rete per una plastica 100% riciclabile

Una gestione più efficiente della raccolta differenziata, controlli uniformi sulla qualità dei materiali conferiti e un coordinamento condiviso tra enti pubblici per rafforzare l’economia circolare. Sono gli obiettivi dell’intesa sottoscritta dalla Città metropolitana di Torino insieme all’Autorità Rifiuti Piemonte, ai Consorzi di Area Vasta CCS del Chierese, al Consorzio Intercomunale di Servizi per l’Ambiente (CISA), al COVAR14, che riunisce diciannove Comuni dell’area sud del Torinese, e alle società pubbliche ACSEL e Società Canavesana Servizi.

L’accordo individua nell’IPLA – Istituto per le Piante da Legno e l’Ambiente – il soggetto incaricato di effettuare le analisi merceologiche dei rifiuti raccolti. In qualità di organismo pubblico indipendente, l’Istituto avrà il compito di verificare la composizione dei materiali destinati agli impianti di selezione, assicurando controlli omogenei e imparziali.

L’iniziativa punta a incrementare la qualità della raccolta differenziata, limitando la presenza di materiali non conformi che finiscono erroneamente nei contenitori dedicati al riciclo. Una riduzione delle cosiddette frazioni estranee consente infatti di aumentare le quantità di rifiuti effettivamente recuperabili, in linea con gli obiettivi fissati dalla normativa europea, e di contenere i costi legati allo smaltimento degli scarti.

Una raccolta più pulita produce anche vantaggi economici. Materiali di migliore qualità permettono infatti di accedere a maggiori corrispettivi riconosciuti dai consorzi nazionali di filiera, tra cui COREPLA e CORIPET, oltre a ridurre le spese sostenute per il trattamento dei rifiuti non riciclabili. Benefici che possono tradursi in un alleggerimento dei costi a carico delle amministrazioni comunali e, nel tempo, incidere anche sulla determinazione della tassa sui rifiuti.

“Con questo provvedimento dimostriamo il valore della Città metropolitana come cabina di regia al servizio del territorio,” spiega Alessandro Sicchiero, consigliere di Città metropolitana di Torino delegato all’Ambiente. “Mettere insieme consorzi, aziende pubbliche e un centro di ricerca indipendente come IPLA è la strada giusta per vincere la sfida della sostenibilità. Non stiamo solo seguendo le regole europee, ma stiamo creando una gestione efficiente che punta a far funzionare davvero l’economia circolare, con benefici concreti per i bilanci dei Comuni del nostro territorio”.

Torino sempre più calda: a Barriera di Milano sfiorati i 39 gradi, nei parchi giochi pavimentazioni a 75°C

Torino è tra le città italiane dove le ondate di calore colpiscono con maggiore intensità i quartieri periferici. È quanto emerge dal bilancio della campagna “Che caldo che fa! Contro la cooling poverty: città più fresche, città più giuste”, promossa da Legambiente insieme alla Croce Rossa Italiana e a RSE, che ha monitorato sei grandi città italiane tra giugno e luglio 2026.

Per il capoluogo piemontese i dati mettono in luce la situazione di Barriera di Milano, dove durante i rilievi è stata registrata la temperatura dell’aria più elevata dell’intera indagine: 39 gradi, rilevati l’8 luglio nelle ore più calde della giornata.

Ancora più impressionanti sono le temperature raggiunte dalle superfici urbane esposte al sole. Nel Giardino Giuseppe Saragat, la pavimentazione antitrauma in gomma sotto gli scivoli ha toccato 75,6 gradi, il valore più alto registrato durante la campagna. Anche l’asfalto supera facilmente i 50 gradi quando non è protetto dall’ombra, trasformando strade, piazze e aree gioco in vere e proprie isole di calore.

L’indagine evidenzia inoltre come il problema interessi soprattutto i quartieri più fragili dal punto di vista socioeconomico. Nelle sei periferie analizzate a livello nazionale, quasi due infrastrutture su tre – tra fermate del trasporto pubblico, aree gioco, panchine e spazi pubblici – risultano completamente esposte al sole nelle ore centrali della giornata, aumentando il disagio per anziani, bambini e persone vulnerabili.

Lo studio analizza anche l’evoluzione delle temperature negli ultimi undici anni. A Torino cresce il numero dei quartieri che nei mesi estivi raggiungono le fasce termiche più elevate: rispetto al 2015 sono cinque in più quelli che arrivano a temperature superficiali comprese tra 46 e 50 gradi nel mese di giugno. A luglio si osserva uno spostamento verso la fascia tra 41 e 45 gradi, mentre ad agosto diminuiscono le aree che superano i 46 gradi, ma aumenta il numero dei quartieri caratterizzati da temperature comunque molto elevate.

Secondo Legambiente, il fenomeno delle isole di calore urbane è destinato ad accentuarsi se non verranno adottati interventi di adattamento climatico. Tra le misure indicate figurano l’aumento delle alberature, la realizzazione di nuovi spazi verdi, la riduzione delle superfici asfaltate e la creazione di rifugi climatici accessibili alla popolazione durante le ondate di calore.

«Il caldo torrido e le ondate di calore – afferma Mariateresa Imparato, responsabile Giustizia climatica di Legambiente – non colpiscono tutti allo stesso modo. Nei quartieri con meno servizi e meno aree verdi l’esposizione alle alte temperature è maggiore e aumenta il rischio per la salute. Per questo è necessario intervenire partendo proprio dalle periferie».

Per l’associazione ambientalista, l’adeguamento delle città ai cambiamenti climatici non può più essere rinviato. La richiesta al Governo è quella di finanziare il Piano nazionale di adattamento ai cambiamenti climatici e accelerare gli investimenti nelle infrastrutture verdi, considerate uno degli strumenti più efficaci per mitigare gli effetti delle estati sempre più calde.

Crisi idrica e incendi, il Piemonte dichiara lo stato di emergenza regionale

È la prima applicazione della legge approvata a giugno. Cirio, Gabusi e Marnati: «Più autonomia significa risposte più rapide ai territori. Uno strumento che consente alla Regione di agire con maggiore tempestività ed efficacia»

La Regione Piemonte ha dichiarato lo stato di emergenza di rilievo regionale per far fronte alla crisi idrica e agli incendi boschivi che nelle ultime settimane stanno mettendo sotto pressione diverse aree del territorio.

È la prima volta che viene applicata la nuova legge regionale approvata lo scorso 11 giugno, con la quale il Piemonte ha recepito le norme del Codice della Protezione civile che attribuiscono alle Regioni la possibilità di proclamare autonomamente lo stato di emergenza quando la gravità degli eventi richiede interventi straordinari e non può essere affrontata con gli strumenti ordinari.

«Questa è la dimostrazione concreta di quanto fosse importante dotare il Piemonte di uno strumento che consenta di intervenire immediatamente nelle situazioni di emergenza – hanno detto il presidente della Regione Piemonte Alberto Cirio, l’assessore alla Protezione civile Marco Gabusi e l’assessore all’Ambiente Matteo Marnati –. Fino a poco tempo fa una situazione come questa avrebbe richiesto tempi più lunghi e procedure più complesse. Oggi invece possiamo attivare subito il coordinamento regionale, predisporre gli interventi necessari e sostenere i territori nel momento in cui ne hanno bisogno».

Il presidente e gli assessori hanno aggiunto che «l’autonomia non è un principio astratto. Significa mettere le istituzioni nelle condizioni di decidere più rapidamente e di dare risposte più efficaci ai cittadini. La nuova normativa nazionale ha riconosciuto alle Regioni maggiori strumenti di intervento e il Piemonte ha scelto di recepire immediatamente questa opportunità attraverso una legge che oggi dimostra tutta la sua utilità».

Con la dichiarazione dello stato di emergenza la Regione potrà adottare più rapidamente le ordinanze necessarie, attivare le misure straordinarie di Protezione civile e avviare le procedure per utilizzare le risorse disponibili a sostegno degli interventi e dei territori interessati dall’emergenza.