Il suo è tra i giardini più belli d’Italia. Siamo tra Ventimiglia e il confine con la Francia, sul promontorio della Mortola. Lassù, a strapiombo sul mare, risplendono i Giardini botanici Hanbury, conosciuti in tutto il mondo e frequentati ogni anno da migliaia di persone. Tipicamente “all’inglese”, con vialetti e rustici pergolati, con fontane e statue, e con una straordinaria vista sul mare. Seguiamo il percorso consigliato, non c’è comunque la possibilità di perdersi, è tutto ben segnalato, i giardini si estendono per 18 ettari su Capo Mortola, degradanti sul mare e a pochi chilometri dal confine italo-francese.
È un giardino, come dicono gli esperti, di acclimatazione di piante esotiche, tra i più importanti del mondo. Si cammina tra migliaia di specie botaniche, di origine tropicale e subtropicale, cactus, collezioni di acacie, bambù e piante succulente, agavi a non finire, aloe, passiflore, brugmansie, yucca e cicadi, ginkgo biloba, rose e peonie, piante aromatiche mediterranee, la foresta australiana ricca di eucalipti, il giardino dei profumi, i giardinetti all’italiana, l’agrumeto con antiche varietà di agrumi e il frutteto esotico.
È tutto lì dal 1867, tutto opera di Sir Thomas e del fratello Daniel che gli diede una mano e da uno straordinario team di giardinieri, una quarantina nel periodo di maggior splendore, che si erano stabiliti nelle vicinanze. Morto sir Thomas nel 1907 ( è sepolto qui con la moglie Katherine Aldam Pease), il figlio Cecil e la nuora Lady Dorothy continuarono l’opera fino alla seconda guerra mondiale quando il sito, colpito anche da alcune bombe, dovette essere abbandonato. Alla fine del conflitto Lady Dorothy tornò alla Mortola per ridare vita e splendore alla villa e ai suoi giardini. Nel 1960 lo Stato italiano acquistò il complesso dagli eredi e nel 1987 la gestione e la cura scientifica venne affidata all’Università di Genova. Oggi ci lavorano 15 giardinieri, non c’è l’impianto di irrigazione, non c’è mai stato, si bagna giorno e notte con normali maniche dell’acqua. Sembra una pazzia, una stranezza ma un motivo c’è: la gestione odierna evita l’irrigazione artificiale massiccia per non stressare le piante esotiche e mediterranee. Ancora una curiosità: il parco è attraversato da un tratto dell’antica strada consolare Via Julia Augusta. Il periodo migliore per visitare i Giardini di Hanbury è tra marzo e maggio. É aperto tutto l’anno, anche d’inverno, con i seguenti orari: in autunno da lunedì a domenica ore 9.30-17.00, d’estate 9.30-18.00, d’inverno 9.30-16.00.

