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FIAT TORINO – TRENTO: una partita quasi completa…

Si poteva vincere, si poteva dimostrare qualcosa a tutti, si poteva battere chi, invece di giocare a quello che Naismith definiva Basketball cioè un gioco senza contatto e penalizzante ogni aggressività eccessiva, fa proprio della difesa con aggressività al limite della violenza la sua arma in più, e si poteva fare anche altro, ma non si è riusciti

La FIAT Torino, finché la condizione fisica glielo ha permesso, sopperendo con le qualità individuali sembrava poter avere la meglio del gruppo di superatleti di Trento. Sutton sembra una statua, ma di quelle “grosse” e gli altri non sono così tanto meno. Ma Torino, con il fioretto di Garrett (e anche la sua follia…cestistica), con i tiri di Washington, con la forza di Mbakwe, e la precisione del redivivo Jones stava andando alla grande. Anche Mazzola aveva intrapreso la strada della buona partita, così come anche Sasha stava andando, seppur a corrente alternata, in buona direzione. Ma quasi sul traguardo, le energie si spegnevano mentre gli atleti in maglia nera, sembravano aver appena concluso il riscaldamento e sembravano pronti a giocare per altri 60’. E siamo giunti nuovamente alla ennesima sconfitta in volata. Torino potrebbe avere 10 punti in più se avesse vinto le gare punto a punto: Cantù, Pistoia, Milano, Bologna e Trento sono sconfitte degli ultimi due minuti… . Certo che a questo momento del campionato, si parlerebbe di un’altra squadra e gli insulti e gli improperi che ogni volta qualche persona di dubbia parentela con il genere umano regala a tutta la “squadra” di Torino sarebbero ancora nei meandri del proprio cervello arrabbiato.

Però, non è andata così. E bisogna riflettere. Sicuramente la condizione fisica è da rivedere, perché gli ultimi minuti senza lucidità sono sinonimo certo di eccessiva stanchezza durante la partita perché le scelte non sono state proprio perfette… ma si poteva fare lo stesso. E’ stata una stagione difficile, degna di un “reality” di alto livello, con continui scossoni emotivi che non potranno altro che fare crescere una società che comunque ha nella sua “giovane età” il limite ed il vantaggio allo stesso tempo.Ma è la città di Torino che deve dare una lezione ad una Italia cestistica che sembra proprio non desiderarci. Un esempio per tutti: Reggio Emilia ha gli stessi punti della FIAT Torino. Commenti entusiasti dei commentatori televisivi, esaltazione dei suoi giocatori (Della Valle, Reynolds, White, Julian e il “nostro” Chris Wright) pubblico che si trova al palasport ad esultare come se avesse sempre vinto. Torino ha vinto una coppa Italia, pur se “disastrata” ha gli stessi punti, ha anche superato il turno di eurocup, ma per tutti è un fallimento… . Che dire?

La stampa ufficiale attende sempre un errore per poter dare una notizia ad effetto. In un vecchio Topolino Zio Paperone, editore del Papersera, diceva che un cane che morde un uomo non fa notizia mentre un uomo che morde un cane fa vendere. A parlare bene non si diverte nessuno, ad urlare in malo modo l’esercito dei “iotifocontro” va in estasi. E’ passato inosservato il tuffo di Vujacich per recuperare la palla a metà campo, così come Trevor a pedalare su una “inquietante” bici pur di entrare in campo, e altre piccole cose, come il ragazzo della nostra squadra, …, diciamo quello più giovane, che arriva in pullman al palazzetto: roba di altri tempi! In quale mondo dello sport di serie A dei “grandi” si può raccontare via video di aver giocato con chi ha vinto anelli NBA giocato in Eurolega e in nazionale eppure restare così semplici da arrivare in Pullman!!! Questa è Torino: tutto e il contrario di tutto. I tifosi sono disorientati: chi si arrabbia, chi è deluso, chi non cambierebbe una virgola considerata la vittoria in coppa Italia, chi si chiede cosa succederà il prossimo anno.

E’ chiaro, le aspettative erano altre, ma in tre anni di serie A non sono tante le squadre che hanno fatto di più di Torino. Siamo sicuri che si poteva fare di più, ma non si è sicuri che le scelte tecniche fossero così sbagliate, semmai, si dovrà valutare di stare più attenti all’alchimia degli elementi da amalgamare insieme considerando tutti i fattori che li caratterizzano.Ma in epoca lontana, si cercava di trasmutare il piombo in oro. In oro proprio completo non siamo ancora riusciti, ma l’oro vero l’abbiamo raggiunto, almeno il 18\02\2018. Ora si tratta di togliere le fuliggini che hanno offuscato la sua brillantezza e ripartire al meglio. Ci sono ancora due partite: invece di insultare, sarebbe bello prendere esempio da quelle piazze, dove conta sempre vincere, ma anche riuscire ad essere quello che è giusto essere: osservatori appassionati e tifosi veri.E’ andata benissimo e poi è andata male: equilibrio dovrebbe essere la parola d’ordine. Per tutti e per il futuro. Gli errori ci sono stati. Forse ci saranno ancora: ma noi, speriamo che ce ne siano meno. E l’esperienza è un piatto che costa e cuoce a fuoco lento.

Paolo Michieletto

 

4 maggio Mole granata

Il  4 maggio nell’anniversario della tragedia di Superga, la Mole si tingerà di granata in omaggio al Grande Torino. La Città e il Torino Football Club rendono così omaggio alla squadra che ha lasciato un ricordo straordinario nella storia del calcio italiano e che anche per le sue prodezze “divenne riferimento di un Paese alle prese con la ricostruzione”, dice  Roberto Finardi, assessore comunale allo Sport. “Un atto meritorio nei confronti delle vittime di quella giornata fatale del  ’49 e di quanti amano lo sport”.

 

(foto: il Torinese)

Inter-Juve: la gioia di Allegri, l’amarezza di Spalletti

Massimiliano Allegri dopo la vittoria per 3-2 della Juve sull’Inter a San Siro dice che bisogna “fare i complimenti” ai calciatori bianconeri. Per il tecnico juventino si è trattato di un “passo importante verso lo scudetto”. Una partita che non si presentava facile  perché “vincere a San Siro è molto complicato. In un campionato in alcuni momenti si possono perdere delle certezze: fortunatamente i ragazzi le hanno ritrovate”. Per il tecnico interista Spalletti, invece,  i suoi calciatori non meritavano questa sconfitta: “una partita che valeva moltissimo… ci vorranno alcuni giorni per smaltirla”, ha dichiarato all’Ansa.

FIAT Torino Basket: l’improvviso stupore della dimenticanza

Siamo in dirittura di arrivo playoff e probabilmente non sarà possibile raggiungerli a causa di tanti piccoli (o meno piccoli) errori sia da parte dei giocatori, che della dirigenza e, non si deve sempre essere politically correct, anche di una visione arbitrale palesemente distorta in circostanze importanti.

Ma non è questo l’argomento di questo articolo. Dopo la sconfitta legata sicuramente a episodi malsani anche tra i fischietti contro Reggio Emilia, molti si sono scatenati a lanciare improperi e saccenti e sarcastici commenti contro tutti e tutto ciò che fino a qualche mese prima osannavano. Ma si sa, il pubblico, fin dai tempi dei Romani e dei gladiatori, ci mette poco a mettere in croce chi prima era sommerso di alloro, e quindi nulla di nuovo sotto il sole, come dice il saggio.

Però credo che si sbagli tutti e non solo la dirigenza o i giocatori. E a fare la predica sono tutti sempre molto bravi, ed è sempre facile dire così non va, quando non si è chiamati a fare qualcosa ma solo criticare senza costrutto. Tempo addietro l’associazione consumatori suggeriva che quando un prodotto non piace basta non comprarlo per punire i produttori, ma in questa società dove più facilmente si ingiuria che ringraziare per un favore avuto, è consuetudine ormai bruciare tutto e dimenticare ogni cosa solo per urlare più forte. In un ambito vicino a noi è contestato apertamente chi ha vinto 6 campionati di fila diverse coppe tra Italia e supercoppa, partecipato a più finali di Champions League, e attualmente in testa e in finale di Coppa Italia: stupirsi della contestazione “ambientale” tra giornali e tifosi sarebbe quantomeno stravagante.

Conosco solo alcune persone che a ragion veduta hanno dal loro punto di vista motivo di una remota contestazione o “rivalsa” personale, ma la stragrande maggioranza credo che possa essere delusa sicuramente dai risultati finali ma non della valutazione globale. Sono stati fatti degli errori, certo, ma chi li sta pagando in prima persona? I tifosi dal punto di vista emotivo, ed è fondamentale, certo, visto che lo sport si regge sul pubblico che osserva, ma anche chi ha messo soldi, tempo e faccia non credo lo abbia fatto per divertirsi in modo anomalo.

E soffermarsi su alcuni aspetti importanti dal punto di vista umano sarebbe importante: la memoria non può solo essere sollecitata per i lati negativi. Qualche mese fa, dopo la conquista della Coppa Italia, tutti piangevano e ringraziavano società e giocatori. Ora la società è incapace e dovrebbe dimettersi. Credo che un sano equilibrio dovrebbe trovarsi.

Molti dimenticano che questa società non ha decenni di storia ma che solo da tre anni milita in serie A e ha già vinto una Coppa Italia. Può essere che non si arrivi ai playoff, vero, ma non è la “morte” sportiva di una squadra. Il pubblico ha dato tanto, e tanto ancora darà: ma dà qualcosa perché qualcuno ha creato questo qualcosa per cui “tanto dà”. Non riconoscerlo è un errore di presunzione di importanza che non conduce da nessuna parte.

Ci sono giocatori come Poeta, Mazzola, Washington, Mbakwe, Garrett che in tutto l’anno non hanno mai mollato di una virgola e si sono prodigati in maniera encomiabile e dopo Firenze non erano poche le proposte di statue equestri in Piazza Vittorio a loro dedicate. Adesso non sono diventati incapaci… . Jones, messo da parte è poi rientrato senza aver fatto una virgola di polemica ufficiale; Vujacich è uno che comunque in allenamento e in partita ci butta dentro tutto. Sicuro: hanno sbagliato tanto ma anche fatto bene tanto, come a Torino non era mai successo in mezzo secolo di sport cestistico, e dimenticarlo così in fretta è segnale di un mondo che cambia velocemente umore e che se non riceve sempre tutto “si offende” e vola via.

Lo sport è fortunatamente ancora selettivo: vince solo chi arriva 1, come diceva il ciclista. E la Fiat Torino quest’anno è arrivata 1 in uno dei due trofei della categoria cestistica Italiana e ci sarà ancora da partecipare alla supercoppa del prossimo settembre, e non è poco.

Si poteva fare meglio? Si poteva fare di più? Si doveva selezionare meglio i giocatori? Si doveva non litigare con gli allenatori? Si doveva stare più attenti alle compatibilità degli elementi che compongono il team? Dovevano allenarsi meglio? Essere più preparati fisicamente?… e quanto altro ancora? Forse a molte domande la risposta potrebbe essere sì, ma superare questi limiti è solo frutto dell’esperienza. Ed è quella che ancora manca a questa squadra.

Ma il tempo potrà dare una risposta ed essere “gufi” è lo sport nazionale di tutti coloro che di solito non vincono mai ma gioiscono solo delle sconfitte altrui. Tutti i tifosi di Torino si erano già preparati ad abituarsi a vincere…ma non è andata così, e di tutto questo si dovrà fare tesoro per migliorare.

E’ giusto essere tristi, è giusto arrabbiarsi quando si perde, ed è legittimo pensare di vincere il più possibile. Ma lo sport, ora, non è composto solo da gente che gioca. E’ un mondo complesso in cui tutti devono svolgere la propria parte e se si inceppa un ingranaggio anche la macchina intera ne risente.

Ma si sa che … chi sa di solito fa, chi fa di solito cerca di fare bene anche se poi sbaglia, ma chi non sa e chi non fa o scrive sui giornali o commenta criticando al bar… .

Paolo Michieletto

 

Ernesto Querio, 40 anni di sport in Canavese

Nei giorni scorsi a Caluso, in occasione delle premiazioni della 43esima Coppa Canavese, campionato sciistico articolato in sei gare, l’assessore allo sport della Regione Piemonte Giovanni Maria Ferraris ha consegnato un riconoscimento a Ernesto Querio, organizzatore della competizione, «per i 40 anni di attività nel mondo dello sci alpino».

Alla serata hanno partecipato anche Fulvio Gallenca, sindaco di Foglizzo (il paese di Ernesto Querio), ed Emanuele De Zuanne, sindaco di Volpiano, entrambi componenti, del comitato «Canavese in Sport», fondato nel 2017, in occasione dei Campionati italiani di ciclismo, su iniziativa di alcuni amministratori locali e dell’assessore Ferraris, con l’obiettivo, partendo dagli eventi sportivi del territorio, di «mettere in sinergica collaborazione enti locali, realtà economiche e associazioni sportive con gli attori che si occupano del settore turistico».

Alti e bassi del basket torinese

STORIE DI CITTA’ di Patrizio Tosetto
Settima sconfitta della Fiat nel basket dopo aver vinto per la prima volta la Coppa Italia. Stessi giocatori,  stesso allenatore. Mancava il fenomeno Blum arrivato e ripartito. Una meteora. Fondamentale per la vittoria in coppa. E fondamentale per le sei sconfitte. Ora è matematicamente sicuro: play off saltati per i torinesi. Primi nel torneo di coppa e non nei primi otto del campionato. Eppure patron Forni coadiuvato da Massimo Feira di soldi ne ha messi. Situazione altalenante . Si sono mangiati due allenatoti del calibro di Luca Banchi e di Carlo Recalcati. Ogni anno sportivo squadra quasi rifatta nel sui roster. Perchè? Inizialmente non mi capacitavo. Sintomo di instabilità societaria? Forse.  Rubo da un caro amico, Paolo, questa ottima definizione: più che squadra di giocatori si tratta di squadre di procuratori.  Pronto a sdebitarmi “pagando” diritti d’autore ed offrendo una pizza a lui e Sabrina incontrastata “capa” degli ultras. Seconda considerazione : il campo vale quel che vale. Oramai nel Basket moderno sono tanti i fattori che fanno o non fanno vincere. Un campione deve esserlo sul parquet e nella vita privata. Mai alzare il gomito. Mai una discoteca. Mai notti brave .Non sempre (si dice) virtu’ di alcuni giocatori nostrani. E ripenso a Nino Benvenuti quando gli chiesero come é diventato campione. E lapidariamente rispondeva: andando a dormire alle 10 di sera. Già, altri tempi. Torniamo al campo. Ho visto l’ultima partita alla televisione. Non che sia un esperto del settore. Qualcosa comunque penso di capirne. Come tutti i giochi di squadra ci possono essere tante le interpretazioni.  Fiat mi è sembrata stanca, all’ ottavo del terzo era su di 5 punti. Alla fine del tempo sotto di 3.Poi Reggio su di 10 governando la partita ha vinto. Qualche minuto di pazzia con chi giocava nel perdere più palloni Molto debole sotto canestro. tanta voglia di non giocare.  Una squadra ” predisposta” per dire la propria sullo scudetto naviga nel basso della classifica. E i giornalisti impietosamente parlano di stagione fallimentare. Tutto era già scritto? Ora c’è solo una risposta: questa stagione é stata perlomeno deludente. La società? Incurante va avanti. Sicuramente il giovane Fornì qualche mossa l’ha sbagliata. E fonti ben informate danno Massimo Feira  astro nascente. Attivissimo, e non si limita nel suo ruolo di amministratore delegato. Per il prossimo anno suggeriamo un “maggior governo dei giocatori”. Si parla già di rimaneggiare totalmente il roster. Ad un certo punto della partita il quintetto Fiat era composto di soli ragazzi di colore. Sicuramente fenomeno  non nuovo nel nostro campionato. Ma indice di un problema. Fin tanto che ci sono i soldi tutto si può fare e  tutto si può dire. E Fiat è in pole position per l’utilizzo del PalaVela. Utilizzo e non gestione. Vorrebbero giocare e delegare ad altri il fare tornare i conti. Allenandosi al Pala Ruffini, ovviamente gratis. Vinta la Coppa Italia comprendo. Dopo tutte queste sconfitte un po’ meno. Nel gioco si chiede quando vincendo si fa fare una bella figura a tutta la città.  Ma perdendo vale l’ inverso.

NUOTO PINNATO: SUCCESSO DI SQUADRA PER LO SPORT CLUB VENARIA AL 3° TROFEO PINNA BIANCA

Molte le società sportive partecipanti, provenienti da Torino, Milano, Sondrio, Piacenza, Genova, Biella, Novara, per un totale di circa 500 atleti, dagli 8 anni in poi, dalle categorie esordienti fino alle categorie master. I ragazzi dello Sport Club si sono classificati al primo posto, conquistando complessivamente 44 medaglie (16 ori, 13 argenti, 15 bronzi) per un totale di 4012 punti,  a differenza dei 2285 dell’ Euroteam Torino e i 1850 dell’ ASD Calipso di Piacenza, classificate rispettivamente seconda e terza . Hanno gareggiato le categorie esordienti al mattino, capitanate dai tecnici Alberto Ferrari , Lavinia Corapi e Massimo Didio, conquistando 25 medaglie.  I più grandi guidati dal tecnico Denis Ciampa, hanno completato la giornata trionfale conquistando altre 19 medaglie. «Grande merito ai nostri atleti e allo staff per l’ impegno e la serietà che mettono ogni giorno negli allenamenti – afferma Mario Corrado Amministratore dello  Sport Club Venaria – Complimenti anche agli istruttori della Scuola Nuoto dello Sport Club Venaria, che costituisce il serbatoio dal quale poi vengono selezionati i giovani talenti, e alla struttura in genere,  gestita con attenzione e professionalità  rare nel settore». Domenica 22 aprile scorso la prima vittoria a Torino, lo scorso anno secondi, due anni fa, all’esordio, sesti. Conquiste che, passo dopo passo , hanno reso grande il giovane team sportivo. Afferma l’ assessore allo Sport della Città di Venaria Reale, Antonella d’Afflitto «Siamo orgogliosi della squadra del nuoto pinnato che al suo primo importante esordio ha conquistato questo meritato risultato, che con le sue atlete e atleti rappresenta l’animo sportivo della nostra città».

VB

Allegri: “Partita bruttissima. Decisiva quella di sabato a Milano”

Per Massimiliano Allegri, che parla all’Ansa dopo la sconfitta in casa, la partita persa 1-0 con il Napoli è stata “bruttissima, zero tiri in porta. Abbiamo avuto difficoltà, ma si poteva e doveva chiuderla  sul pari”. Secondo il ct bianconero il Napoli “ha fatto quello che doveva e ha tenuto più palla: hanno dei meriti. Ma siamo ancora in testa, abbiamo due partite in casa e due fuori, ora per noi la partita decisiva sarà quella di sabato a Milano”, quando la Juve sarà impegnata con l’Inter.

 

(foto: Claudio Beneddetto www.fotoegrafico.net)

L’Atalanta frantuma il sogno europeo granata

L’Atalanta batte il Torino 2-1 e per i Granata si allontana l’Europa. Per  infortuni e squalifiche,  la squadra di Mazzarri, va detto, era decisamente ridimensionata. Dopo un dignitoso primo tempo, al gol di  Freuler replica Ljajic, ma ecco il raddoppio di Gosens. Nelle ultime 4 giornate bisognerà già pensare alla prossima stagione con rinnovato entusiasmo.

Tuffi: Assoluti, Chiara Pellacani e Vladimir Barbu primi dalla piattaforma

Chiara Pellacani, Vladimir Barbu, Giovanni Tocci e Andrea Chiarabini sono i campioni italiani della terza e ultima giornata del Campionato Italiano Assoluto Indoor Open di tuffi, conclusosi nel pomeriggio alla piscina Monumentale di Torino. I primi due si sono aggiudicati il titolo tricolore dalla piattaforma, Tocci e Chiarabini hanno invece vinto l’oro nel trampolino 3 metri sincro. Chiara Pellacani, romana classe 2002 tesserata per la MR Sport Fratelli Marconi, ha vinto con 253,50 punti davanti a Maia Biginelli (Fiamme Oro Roma, 231,05) e Silvia Murianni (Carlo Dibiasi/MR Sport F.lli Marconi, 216,85). Vladimir Barbu, trentino di Cles classe 1998 e tesserato per Carabinieri e Bolzano Nuoto, ha ottenuto 409,30 punti e si è imposto su Riccardo Giovannini (Fiamme Oro Roma, 353,65) e Mattia Placidi (Fiamme Rosse/Carlo Di Biasi, 336,35). Nel sincro Tocci (Esercito/Cosenza Nuoto) e Chiarabini (Fiamme Oro/CC Aniene) hanno totalizzato 399,27 punti, vincendo in volata la sfida con Lorenzo Marsaglia (Marina Militare/CC Aniene) e Tommaso Rinaldi (Marina Militare/MR Sport F.lli Marconi), argento con 395,43 punti. Il bronzo è andato a Francesco Porco (Fiamme Oro Roma/Cosenza Nuoto) e Andrea Cosoli (Carlo Dibiasi), sul terzo gradino del podio con 351 punti netti.

Assente nella piattaforma femminile l’azzurra e campionessa in carica Noemi Batki fermata da un leggero infortunio al polso. Ne ha approfittato la giovane Chiara Pellacani, argento un anno fa qui a Torino, conducendo una gara regolare e senza particolari errori, scalando la vetta della classifica grazie all’elevato coefficiente degli ultimi due tuffi: il triplo e mezzo ritornato raggruppato e il doppio e mezzo indietro carpiato con un avvitamento e mezzo. Alle sue spalle Maia Biginelli, classe 2003, e Silvia Murianni, prima al termine delle qualifiche del mattino. Da segnalare la qualificazione in finale di Matilde Borello, atleta torinese classe 2002 portacolori della Blu 2006, giunta poi all’ottavo posto.

Gara avvincente nel sincro, dove Giovanni Tocci ha completato il personale tris di titoli in questa edizione degli Assoluti (dopo l’oro nelle due gare individuali dal trampolino), questa volta in coppia con l’altro azzurro Andrea Chiarabini, con cui non gareggiava da più di un anno. La finale è stata un testa a testa con Marsaglia e Rinaldi, avanti fino al quinto tuffo e superati all’ultimo grazie a un salto perfetto dei primi due nel quadruplo e mezzo avanti raggruppato. Per i vincitori da segnalare anche il buon triplo e mezzo ritornato carpiato – quarto tuffo – decisivo per tornare a contatto dei più diretti avversari.

Nell’ultima gara della giornata Vladimir Barbu ha confermato il titolo conquistato alla Monumentale l’anno scorso. Ha condotto la finale fin dall’inizio e soltanto una piccola imprecisione negli ultimi due tuffi non gli ha permesso di superare i 412,65 punti con cui aveva concluso al primo posto le qualifiche della mattinata. Secondo Riccardo Giovannini, classe 2003, che ha approfittato di due errori di Mattia Placidi per salire sul secondo gradino del podio. Assente il piemontesi Eduard Timbretti Gugiu, fermato da un problema alla schiena.

Nella classifica per società ha chiuso al primo posto il Gruppo Sportivo Fiamme Oro Roma (150), seguito da MR Sport Fratelli Marconi (132) e Cosenza Nuoto (129,50). “Archiviamo con soddisfazione anche questa edizione dei Campionati Italiani Assoluti” dichiara Gianluca Albonico, Presidente FIN Piemonte e Valle d’Aosta, “una bella edizione sia per quanto riguarda le gare sia per quanto riguarda la partecipazione di pubblico, una costante qui alla Monumentale. È sempre piacevole ospitare i tuffi a Torino, per il rapporto che c’è con la disciplina e con le persone che la praticano e la vivono”.

Le finali dell’ultima giornata saranno trasmesse in differita domani alle 17 su Rai Sport + HD.