Fine settimana foriero di soddisfazioni incommensurabili per il Gruppo Sportivo Polizia Municipale di Torino: dopo l’argento nazionale conquistato sabato 5 maggio nella gara di corsa su strada, domenica è finalmente arrivato il primo scudetto stagionale. A conquistare il tricolore sono stati i ragazzi della mountain bike, che si sono imposti sulla concorrenza in occasione dei campionati italiani ASPMI, disputatisi a Borgo Tossignano, in provincia di Imola

La spedizione sabauda constava in tutto di 7 partecipanti: oltre al responsabile della compagine ciclistica, Andrea Bologna, si sono presentati ai nastri di partenza anche Barbara Batel, Adriano Petti, Roberto Laghi, Roberto Moretta, Massimiliano Lenta e Alessandro Dazzeo. Detto della graduatoria a squadre, nella quale i piemontesi si sono lasciati alle spalle i colleghi di Imola e Modena, per il team gialloblù non sono mancate neppure le gioie individuali; infatti, Batel e Petti hanno agguantato il primo posto nelle rispettive categorie (donne e M4), mentre Bologna si è piazzato secondo nella M5 davanti al
compagno di squadra Moretta (bronzo). Terza posizione, infine, nelle categorie M3 e M6 per Lenta e Laghi. A margine della competizione, Andrea Bologna si è dichiarato estremamente soddisfatto per i risultati conseguiti: «Siamo davvero felici e orgogliosi di aver iscritto nuovamente il nome di Torino nell’albo d’oro della kermesse, al termine di una gara rivelatasi più impegnativa del previsto a causa del fango disseminato lungo l’intero tracciato, che ha reso difficoltosa la pedalata e precario l’equilibrio, tanto che si sono registrate numerose cadute tra gli atleti, fortunatamente prive di conseguenze. Notevoli anche la lunghezza del percorso e il dislivello: nel primo caso parliamo di 36 chilometri, nel secondo di ben 1500 metri!». Un plauso, infine, è stato rivolto agli organizzatori della manifestazione: «Ringraziamo infinitamente la polizia municipale di Imola, con particolare riferimento a Stefano e Gabriele, per la grande ospitalità dimostrata e la disponibilità messa in campo». Smaltita l’euforia per il primo scudetto dell’anno, per il GSPM Torino è già tempo di prepararsi alla prossima sfida: sabato 19 maggio, ad Arcola, in Liguria, è in programma il campionato italiano ASPMI di tiro dinamico. L’obiettivo è quello di migliorare il quinto posto conseguito poco meno di dodici mesi fa a Terni.


se spingi oltre il limite vieni sanzionato, ma tant’è, quest’anno è andata così, e forse, se vogliamo sorridere, Torino è più adatta all’Eurolega che al campionato italiano (perché non sognare?)… .Per tornare alla partita si è rivisto Jones, sorpresa per molti ma non per i più attenti: era stato il miglior giocatore del campionato Slovacco: vero che dopo la meteora
Difficile dire cose nuove su Poeta che ha messo tutto quello che aveva, e il record stagionale di Assist e peccato non aver pareggiato con un suo tiro finale, però tutti quelli in campo hanno fatto quello che potevano e alcuni anche di più.
finale e sempre forza Aux!”. Ed infatti la reazione è stata di orgoglio. La fatica era sensibile e visibile, anche se soprattutto nei nostri giocatori. A dirla tutta, proprio andando a vedere bene, nelle ultime giornate 6 partite sono “andate perse” negli ultimi 1’ – 2’… a testimonianza di una tenuta non proprio impeccabile, e se invece di perdere sempre in volata le avessimo vinte, credo sia evidente di cosa staremmo parlando adesso… , e come dice Simone, e gran parte della tifoseria… peccato.
di aver vinto finalmente qualcosa, essere consapevoli che le scelte tecniche non erano sbagliate, ma che il comportamento “amalgamato” del gruppo non sempre è stato perfetto. Ciò nonostante, se avessimo vinto solo tre o quattro partite di quelle perse in volata ora si parlerebbe di dove acquistare i biglietti per metà maggio… .
Finito l’incontro Napoli-Torino, il tecnico granata Walter Mazzarri
sensibilizzazione sulla sicurezza stradale ideata insieme a Marco Cavorso e ripercorrere le orme di Alfonsina Strada, unica donna ad aver partecipato al Giro d’Italia insieme agli uomini nel 1924. Accompagnata dalla giornalista Mariateresa Montaruli e dalla fotografa Ilona Kamps, Paola porta i valori dello sport come auto affermazione e autodeterminazione delle donne; in molte città italiane non mancano momenti di incontro, per raccontare la sua storia e condividere i valori di tutte le sue iniziative sportive. La campagna “Io rispetto il ciclista” vede il ribaltamento della prospettiva di solito legata a questo tipo di iniziative; sono gli automobilisti stessi, infatti, a sottolineare come siano proprio loro a rispettare i ciclisti, in quanto utenti deboli della strada, tramite l’esposizione dell’adesivo con il nome della campagna sul retro dell’auto. Un segnale
chiaro e forte su come si comporta chi guida la macchina, soprattutto in fase di sorpasso del ciclista. Prosegue inoltre il progetto legato all’Uganda, “La speranza viaggia in bicicletta”, in collaborazione con la Onlus Africa Mission Cooperazione e Sviluppo, con l’obiettivo di raccogliere fondi per acquistare 18 (una per tappa) biciclette per le donne, da aggiungere alle 104 già consegnate gli anni scorsi. “Sono emozionata – sottolinea Paola – di pedalare in Italia, ricalcare le orme della grande Alfonsina Strada e, soprattutto, portare avanti la campagna sulla sicurezza della strada a cui sono molto sensibile dopo il pesante incidente subito in Arizona durante il giro del mondo”. Paola si appresta a partire con il suo insostituibile team: Nicodemo Valerio, Fabrizio Malisan, Paola Blotto, Donato Lecci ed il mental coach Lorenzo Paoli
Nell’anniversario della tragedia del Grande Torino, ieri il sito web granata ha ricordato i nomi delle vittime
l giro d’Italia inizia quest’anno il 4 maggio, in una data significativa per il mondo dello sport, quella dell’anniversario della scomparsa del grande Torino, la squadra degli invincibili che, troppo bella per restare tra i mortali, il fato rapì a questo mondo affinché continuasse a giocare un’eterna partita nei campi Elisi e nel cuore di generazioni di sportivi in saecula saeculorum
nazioni, la massima onorificenza che lo Yad Vashem, il Museo della Shoa di Gerusalemme, dedica a coloro che, rischiando la propria vita, salvarono anche un solo ebreo dal massacro nazista. Bartali, eroe schivo a cavallo della sua bicicletta, segretamente contribuì ad aiutare moltissimi ebrei, durante uno dei momenti più cupi della storia, agendo e tacendo, fedele al motto che contraddistinte la sua vita: “Il bene si fa, ma non si dice”. La 101ª edizione della corsa rosa si disputa dal 4 al 27 maggio 2018 e si articola in 21 tappe. La conclusione, invece, sarà a Roma. I numeri parlano di 3.562,9 Km, per una media di 169,7 Km a tappa. I corridori saranno chiamati ad affrontare 2 prove a cronometro individuali (compresa la prima di 9,7 km a Gerusalemme), con 7
frazioni per velocisti, 6 frazioni di media difficoltà e 6 frazioni di alta difficoltà.
Venaria Reale-Bardonecchia e la Susa-Cervinia 2001 con 4 mila metri di dislivello (sabato 26).La cima Coppi sarà ospitata dal Piemonte con il Colle delle Finestre, rinnovando così il ricordo e l’omaggio all’immenso campione figlio della nostra terra, Fausto Coppi da Castellania, il grande airone. Nella mente dei tanti appassionati di questo sport si rinnoveranno il ricordo, le immagini, le suggestioni delle epiche sfide tra Fausto e Gino sulle strade polverose della nostra Italia, sulle colline, sui sentieri innevati su sempre più su verso la cima, in una lotta disperata e bellissima per afferrare la Vittoria e indossare la maglia rosa come l’aurora.
La 19^ è tra le più importanti della 101esima edizione del Giro d’Italia di ciclismo
attraversando una delle piazze della città, agli allievi del corso di cucina dell’Istituto Formont che, tra i fornelli, indossano un cappello rosa all’arrivo del loro insegnante chef. Rosa che si fonde anche nelle due ruote, con la presenza nei due spot, non solo delle associazioni dei ciclisti
diretta, alle luci e composizione fotografica della scena e al montaggio. Un’esperienza formativa per tutti, dove fondamentale è stato l’apporto e il supporto alla produzione di Patrizia Mazzilli dell’ Ufficio Cultura ed Eventi e di Vittorio Billera, Addetto Stampa e direttore di Venaria Tv, con dietro le quinte il prezioso supporto della dirigente Sport, Giovani e Cultura, Mara Rossero.
produzione.
Si poteva vincere, si poteva dimostrare qualcosa a tutti, si poteva battere chi, invece di giocare a quello che Naismith definiva Basketball cioè un gioco senza contatto e penalizzante ogni aggressività eccessiva, fa proprio della difesa con aggressività al limite della violenza la sua arma in più, e si poteva fare anche altro, ma non si è riusciti





