Torino sempre più “Capitale dello Sport” e sempre più disponibile ad accogliere eventi sportivi, di qualsiasi disciplina. Il torneo di Torino, primo appuntamento del 2018 per il para ice hockey, è una tappa importante di avvicinamento ai Giochi Paralimpici di Pyeonchang in programma dal 9 al 18 marzo, dove l’Italia sarà chiamata a confermare il buon livello di gioco raggiunto.
Anche per quest’anno, la settima edizione del Torneo internazionale di para ice hockey si è conclusa con successo e con un iridato secondo posto per l’Italia. Per il CT della nazionale, Massimo Da Rin, la manifestazione è stata “un test importante in vista delle Paralimpiadi perché ci permette di confrontarci con alcune nazionali forti e quindi di misurare il nostro e il loro valore. Inoltre giocare diversi incontri in pochi giorni è un ottimo allenamento per le manifestazioni più importanti, dove c’è poco tempo per recuperare tra un match e l’altro. Sono contento per il rendimento della squadra ed il roster è ormai completo e profondo – un aspetto fondamentale nelle competizioni più lunghe come le Paralimpiadi – e sempre più rodato. I ragazzi entrati in nazionale nelle ultime stagioni sono cresciuti e si sono integrati bene nel gruppo storico.”.

Il torneo, che consiste in un quadrangolare tra nazionali di para ice hockey, ha visto la partecipazione degli Stati Uniti, già vicecampioni ai mondiali della scorsa primavera in Corea a Gangneung e medaglia d’oro alle ultime Paralimpiadi di Solchi nel 2014, della Norvegia vincitrice della prima edizione del Torneo nel 2011 e del Giappone, nazionale fresca di qualificazione alle prossime Paralimpiadi e grande assente al Torneo sotto la mole negli ultimi anni. Quarta nazionale, l’Italia, già argento europeo nel 2016 e quinta agli ultimi mondiali, che schiererà giocatori ormai molto affiatati ed esperti che militano nelle tre squadre del campionato italiano, tra cui anche la squadra torinese Sportdipiù Tori Seduti Torino.
***
Il Torneo, organizzato ancora una volta dall’associazione Sportdipiù, con il patrocinio di CIP – Comitato Italiano Paralimpico, Esercito, Regione Piemonte, Comune e Area Metropolitana di Torino, si è aperto con la fase a girone del “tutti contro tutti” per, poi, giungere alle fasi finali per l’assegnazione del trofeo, disputate nella mattinata di sabato. Nella prima giornata l’Italia ha affrontato subito gli Stati Uniti, squadra più forte e favorita per la vittoria finale, riuscendo a tenere il ritmo degli avversari nel primo periodo, ma soccombendo poi nel secondo e terzo. Risultato finale 6 a 0 (1-0, 3-0, 2-0 i parziali) per gli americani. Nella seconda giornata, contro la Norvegia, l’Italia è stata concreta e scintillante vincendo 7 a 2, dopo un primo tempo ben equilibrato e comandando nel secondo per poi dilagare nel terzo periodo. Nella terza giornata, l’Italia ha confermato il suo ottimo stato imponendosi sul Giappone 3 a 1, seppure in alcuni giocatori siano comparsi i primi segni di stanchezza dopo due partite consecutive.Al termine della fase a gironi, prima assoluta è stata la nazionale americana (8-0 contro il Giappone e contro la Norvegia), l’Italia seconda con 6 punti, terza con 3 punti la Norvegia e ultimo il Giappone risultato sempre sconfitto.

Di fronte ad un palazzetto gremito di un centinaio di giovani delle scuole torinesi, venerdì si sono disputate le semifinali. Italia contro Norvegia e Stati Uniti contro Giappone. L’Italia, guidata dal suo esperto capitano Gianluca Cavaliere, ha sconfitto la formazione scandinava 4 a 3 ai tempi supplementari (parziali 1-1 0-1 2-1 1-0). La partita è stata equilibrata, avvincente e giocata in un crescendo di emozioni, con la nazionale italiana che per tre volte si è trovata in svantaggio e che per tre volte è riuscita a pareggiare (in occasione del 3-3, peraltro, in inferiorità numerica). Decisivo è stato il golden gol di Sandro Kalegaris, segnato dopo 49 secondi dell’over time. Nell’altra semifinale gli Stati Uniti hanno battuto facilmente il Giappone per 9 a 0 (parziali 6-0 3-0 0-0). L’Italia è dunque giunta in finale per il primo/secondo posto contro gli Stati Uniti. Sabato mattina le due formazioni sono scese in campo pronte a dare il meglio ed a giocare fino all’ultimo secondo. Purtroppo, però, la nazionale americana si è confermata ancora una volta squadra troppo forte e ben superiore rispetto a quella italiana. Americani più cinici e pronti a sfruttare al massimo ogni spazio concesso dalla difesa italiana e troppo veloci nelle conclusioni (25 a 4 il conto finale dei tiri in porta). L’incontro si è concluso 6 a 0 per gli americani che hanno, così, vinto la settima edizione del Torneo senza neppure subire un goal. Nella finale per il terzo/quarto posto la Norvegia si è imposta sul Giappone 6 a 1 (3-0, 2-1, 1-0 i parziali). Ma come è stato sottolineato prima dal CT Da Rin e dopo dal capitano Cavaliere, la finale contro gli Stati Uniti è stato un importante banco di prova in vista dei Giochi Paralimpici. “Per noi è ottimo aver giocato due volte in pochi giorni contro gli Stati Uniti,” – ha dichiarato a fine partita il capitano azzurro – “sono una squadra di altissimo livello che ci spinge al limite delle nostre possibilità specialmente in fase difensiva. Nella sfida della prima giornata abbiamo approcciato il match nel modo giusto e perso poi terreno nel secondo e nel terzo periodo. Oggi è successo il contrario, forse ci è mancata un po’ di convinzione all’inizio ma con il passare dei minuti siamo definitivamente entrati in partita. In vista dei Giochi penso che la squadra sia sostanzialmente a posto; in queste settimane aggiusteremo qualcosa, allenandoci nelle nostre squadre di club, con la nazionale nel raduno di metà febbraio e nei giorni prima del debutto alle Paralimpiadi, nei quali disputeremo anche un’amichevole”.

Nota molta positiva di cui Torino può essere fiera è stata la premiazione del torinese Gabriele Araudo, premiato come miglior portiere del Torneo. Alla finalissima erano poresenti anche gli Assessori allo Sport della Regione Piemonte e della Città di Torino; l’assessore comunale, Roberto Finardi, ha voluto commentare l’ottima prestazione della nostra nazionale con queste parole: “Il Torneo Internazionale di para ice hockey si è confermato di livello tecnico molto elevato, con il fiore all’occhiello di una nazionale come gli Stati Uniti che rappresenta l’élite mondiale della disciplina. Come preventivato l’Italia ha faticato un po’ nel confronto con gli americani ma ha giocato alla grande nelle altre sfide, mostrando buona forma in vista dei Giochi e anche una crescita tecnica importante rispetto al passato. Penso che questi due elementi siano un importante stimolo per continuare a migliorare. Sono contento anche per il tanto pubblico che oggi e nei giorni scorsi ha assistito alle partite degli azzurri, con più spettatori rispetto agli anni passati. L’augurio è di ritrovarci qui nella prossima stagione per un nuovo Torneo Internazionale; ma nel mentre vorrei augurare un grande ‘in bocca al lupo’ alla nostra nazionale, affinché possa tornare dai Giochi con un risultato importante”.
Manuela Savini
Foto di Gabriele Merlin e di Tonello Abbozzi.

spettacolo tecnico ed agonistico al pubblico torinese. Nel primo match, il francese Damien Cazambo si è imposto sul marocchino Ismail Zahir che ha perso solo per decisione medica. Nel secondo incontro, il torinese d’adozione, Michele Mastromatteo, già alla sua terza partecipazione a Thai Boxe Mania, ha vinto ai punti contro il connazionale Danilo Coda. L’unico match femminile del galà è stato aggiudicato dall’italiana Clara Ricignuolo contro la portoghese Elizabeth Vanessa Rodrigues. Il quinto match ha poi visto salire sul ring Ruben Sciortino e Giuseppe Conti, che si sono sfidati in un match di full muay thai con tanti colpi messi a segno da entrambe le parti: l’incontro, ai punti, è stato vinto da Ruben Sciortino. In chiusura di serata è arrivata anche la vittoria di un altro torinese, seppure d’adozione, Filippo Solheid, contro Marco Ronchetti in un match di full muay thai molto intenso.
ascesa. Delval e Petkevich hanno regalato uno spettacolo intenso e a mozzafiato, di grande tecnica e prestanza fisica, con calci e colpi sferrati a gran velocità. L’incontro si è concluso con un risultato di pari merito. La chiusura della nona edizione è stata assegnata al “big match” tra due campioni indiscussi alla loro prima sfida diretta e, nonostante l’ora ormai inoltrata a notte fonda, l’attesa del pubblico in fibrillazione è stata ripagata dall’intensità dell’incontro. Il campione thailandese Sudsakorn Sor Klinmee, accompagnato dall’allenatore Filippo Cinti, si è presentato sul ring parodiando la serie televisiva “Gomorra” aspettando l’arrivo del suo avversario atleta dell’Azerbaijan, Chingiz Allazov in arte Chinga. Il match è stato incredibile e combattuto sotto le regole del fight code rules. L’atleta thailandese, nonostante abbia combattuto in una disciplina differente dal suo cavallo di battaglia, la full muay thai, ha affrontato l’avversario senza esclusioni di colpi, ma il campione bielorusso in ascesa ha dimostrato una tenacia e una preparazione sorprendenti, che gli hanno permesso di conquistare il titolo ai punti. Anche la nona edizione della Thai Box Mania si è così chiusa con successo sia dal punto di vista del livello atletico dei partecipanti che per la sempre più calorosa partecipazione del pubblico. Per Torino, ormai, la Thai Box Mania è un appuntamento annuale e si dovrà aspettare gennaio 2019 per assistere al decimo anniversario della manifestazione.
La Juve celebra sul sito web ufficiale il 40° compleanno del suo capitano, riproponendo i grandi momenti della carriera del portiere.
Nella ISU Skate Helena di Bratislava del 26 e 27 gennaio 2018, la pattinatrice torinese Lucrezia Beccari ha conquistato la medaglia d’oro, imponendosi sulle avversarie sia nel programma corto che in quello libero
Massimiliano Allegri minimizza a proposito del confronto tra il gioco della Juventus, un po’ appannato, e quello del Napoli dopo la vittoria di misura dei bianconeri:
Da giovedì 25 a domenica 28 gennaio ritorna a Saint Vincent il XV Palio
“palpitante” di un’emozione vissuta dai tifosi. Si potrebbe definire inquieta e altalenante la volontà del pubblico di sostenere la squadra, sospinta dalla passione e “bruciata” dagli ultimi eventi. Il problema risiede proprio in questo: cosa ne sappiamo veramente di cosa sia successo, e, anche sapendolo, come possiamo essere noi nelle teste dei protagonisti? Purtroppo quanto accaduto non è positivo, e cambiare in corsa da vincenti non è cosa di tutti i giorni, ma proprio questo deve far riflettere sulla gravità delle cose accadute per modificare una situazione positiva.Ma ricordo che stiamo parlando di situazioni diverse da una persona che lavora con a carico famiglia tutti i giorni che si reca in fabbrica rispetto a quelle sportive. Io vivo di sport e so che è un mondo difficile, soprattutto l’alto livello, ma ogni cosa dovrebbe essere dimensionata a dovere.Vedo persone che si espongono con rabbia e che stanno male per quanto accaduto, e vedo l’indifferenza di chi le ha lasciate… . Vedo che qualcuno nel bene e probabilmente in questa occasione, nel male, comunque ci mette la faccia e affronta la realtà in prima persona con contatto diretto senza intermediari. A memoria d’uomo non ricordo un presidente faccia a faccia con i tifosi all’aperto per spiegare una situazione.Errori? Probabilmente sì, ma chi è senza peccato scagli la prima pietra diceva qualcuno tanti anni fa, e se tale affermazione fosse seguita, molte sarebbero le diatribe in meno.


Il Torino era avanti con Obi nel primo tempo nel match con il Sassuolo
Al Palazzo del Nuoto di Torino è cominciata la domenica di gare del Campionato Regionale di Categoria di nuoto per salvamento, che in mattinata ha visto in acqua i 100 percorso misto, i 100 manichino pinne e la 4×25 manichino.