“La ‘Tutta Dritta’ del 15 aprile è il primo evento della Biennale dello sport e della salute, due anni nei quali grazie a una fitta programmazione di eventi e di proposte suggerite da enti di promozione sportiva e istituzioni locali, sarà possibile promuovere il benessere la salute le buone pratiche, lo sport e la corretta alimentazione. Un evento che costituisce per il Piemonte un primato a livello nazionale”. Così si è espresso il presidente del Consiglio regionale, Mauro Laus, portando il saluto, nella Sala Viglione di Palazzo Lascaris, nel corso della conferenza stampa di presentazione della 16esima edizione della “Tutta Dritta”, prima tappa di Tcs – Torino Care & sport biennale della salute e dello sport. Laus ha sottolineato come “il saluto di tutta l’Assemblea non è formale: insieme a colleghi provenienti dalle diverse aree politiche, abbiamo promosso attraverso gli Stati generali dello sport e del benessere la visione secondo la quale investire nel connubio prevenzione e attività fisica porta con se anche enormi risparmi per la sanità pubblica”. L’iniziativa del 15 aprile sarà arricchita dal Medical village che offrirà consulenze e visite gratuite.
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Torino con il Parco del Valentino, Alessandria con l’Istituto Penitenziario San Michele, Biella con la Casa Circondariale e la mura del Ricetto di Candelo, Bra con Piazza Caduti della Libertà, Settimo Torinese con Piazza Campidoglio saranno i protagonisti della XXXV edizione di Vivicittà 2018



Difficile, non impossibile. Poco tempo fa Torino per restare in A vinse 5 delle ultime 7 partite in un campionato dove chi retrocesse aveva 22 punti!!! Adesso probabilmente a 12 o 14 si è salvi. Errori li hanno fatti tutti e tempo fa scrissi che per Torino erano necessari due o tre anni per attestarsi a comprendere il campionato di alto livello di serie A. Nessuno di noi ha mai diretto squadre di questo livello e non so quanti oltre a tifare e a scrivere abbiano allenato in serie A. Non è solo far giocare bene la squadra (che già non è “pileggio da piccioletta barca” come scrisse il poeta) ma è anche gestire persone e personalità, umori e sponsor, dirigenti e addetti ai lavori e tanto altro che non si vede ma che esiste, e solo l’esperienza ti tempra al necessario Know How di cosa fare. Difficile suggerire cosa fare per il futuro, facile proporre cosa fare nell’immediato: dare tutto, subito e fino alla fine, in modo da terminare con l’onore delle armi in caso negativo o con l’alloro del vincitore in caso di successo. E onorare il pubblico che ci mette cuore, entusiasmo, risorse di tempo ed economiche è forse il primo dovere del giocatore di qualsiasi sport, con altrettanta forza e coraggio moltiplicata dalla responsabilità morale. Alla FIAT Torino, che quest’anno ci ha già dato tanto, e che ci ha sicuramente “spiazzato” più volte, non si chiede più molto altro che l’impegno, e poi sarà quel che sarà, ma dando il massimo si può perdere, ma non si esce sconfitti.

L’allenatore Walter Mazzarri negli spogliatoi: “Era un grande allenatore, l’ultimo che ha regalato un trofeo ai granata”