Oggi è il giorno delle visite mediche che sanciscono l’inizio dell’attività di Danilo, il terzino brasiliano, arrivatodal City nello scambio con Cancelo, che giocherà nella Juventus. Alla società bianconera lo scambio ha fruttato circa 30 milioni di euro. Il giocatore è atterrato ieri alle 18 a Caselle. Ai fotografi e alle tv, ha mostrato il pollice all’insù, allontanandosi in auto.
Circuito Nobile dei Laghi

Nella splendida cornice del Lago di Viverone, nei giorni scorsi ha avuto luogo la 50esima edizione de La Traversata a Nuoto del Lago, che giunge alla nona edizione inserita nel circuito “Nobile dei Laghi” rientrando così nelle 12 traversate più importanti d’Italia.
Piero Sarasso, Presidente dell’ASD Lago di Viverone, con Didier Xhaet del Club Lac Soleil portano avanti questa tradizione che ormai ha un carattere nazionale, senza però dimenticare il principio amatoriale dell’evento.
Un edizione record: per le 50 edizioni dell’evento, per i 113 atleti partcipanti (un quasi record), ma per la straordinaria partecipazione dell’intera famiglia Xhaet, ideatrice della traversata con mamma Jacqueline.
La stessa che ancor oggi con i suoi 89 anni ha partecipato alla nuotata arrivando con un tempo di tutto rispetto.
Sarasso ricorda che anche questa edizione è stata veramente un grande successo, grazie alla giornata bellissima per il clima, ma soprattutto grazie alla collaborazione dello Staff, dell’Ente di Promozione allo Sport CSAIN, degli Enti Pubblici, della Croce Rossa Italiana e dei Vigili del Fuoco di Biella e di loro, i partecipanti. E’ stato possibile garantire una giornata di sport e svago, assicurando la massima tranquillità ai partecipanti ed agli ospiti grazie all’adeguato supporto alla sicurezza del nuotatore e al divieto di navigazione per le due ore di gara.
La tradizione di un luogo ne garantisce la memoria storica, ed in questi momenti è necessario ricordare la tradizione che, però, cresce e si consolida negli anni.
Alle ore 14,30, in attesa del segnale di “via”, i partecipanti circondavano il Molo di Anzasco, godendosi la bellissima e calda giornata di sole e concentrandosi sulla gara. In pochi secondi, le prime bracciate hanno affrontato un lago assolutamente ideale per nuotare.
Si sono registrati 113 atleti iscritti, il ritmo della gara è stato davvero elevato malgrado non si sia battuto il record.Il primo classificato ad aver toccato la riva del Lac Soleil ( anche quest’anno un sistema elettronico di microchip ha portato un segno di alta professionalità alla competizione) , nella categoria maschile, è stato Tommaso N’Gakouton di Alice Castello (Vc) anno 2004 che ha percorso il tratto di lago in 44’56’’, pari merito Orizio Bruno, terzo Sergio Galeone ; la prima classificata categoria femminile, è stata Introini Eugenia in 53’51’’.
Lo slogan: “Acque libere e Nuoto per tutti!” ha trovato in Viverone il massimo della sua espressione “Le traversate a nuoto in acque libere stanno diventando un appuntamento ormai presente in tutti i laghi e per Viverone deve rappresentare un momento di incontro dove competizione, solidarietà, storia e tradizione di una comunità si fondono da 50 anni” ribadisce Piero Sarasso che, al tempo stesso riconosce l’importanza dell’inserimento nel circuito “Nobile dei Laghi” per dare visibilità ai luoghi e a quasi mezzo secolo di competizioni a bracciate in questo lago.
Forse quest’anno sarà l’ultima traversata con questa organizzazione ma prima del prossimo Agosto….chissà qualcosa succederà.
Intanto durante l’autunno partirà la realizzazione di una edizione che riassumerà 50 anni di Traversate in un volume che vorrà essere un ricordo ma anche un rilancio per il futuro.
Un ringraziamento particolare agli sponsor che, anche quest’anno con la loro adesione, il loro supporto con i premi hanno permesso di arricchire la manifestazione: Momo Bevande di Santhià, Cantina Monte Cillario , Boroli e Lauretana.
Tutte le classifiche sono pubblicate sul sito www.asdlagodiviverone.com
Softball, “Le Zie” vincono gli European Masters Games

“Le Zie” vincono gli European Masters Games, nella finale di Torino superano per 11-0 le Pallet Girl, formazione di riferimento del Porta Mortara Novara e le Bulls Rescaldina (To) che mettono comunque al collo una medaglia di prestigio, quella di argento.
La squadra master di Torino, che ha adottato fra le sue fila atlete provenienti dalla Sicilia, Liguria e Toscana, dopo aver vinto i World Masters Games nel 2013, dopo sei anni bissa con la vittoria nella manifestazione continentale.
La medaglia di bronzo è stata vinta dalle Old Kings di Castellamonte (To), che nella finale di consolazione hanno superato le canadesi dell’Ottawa Valley Strong
Campo alpinistico nel Queyras con Uisp
Dal 5 al 9 agosto la UISP Montagna organizza il primo campo alpinistico nel Queyras (Francia).
Una natura protetta, otto villaggi autentici e quattro splendide vallate situate a un’altezza superiore a 1100 metri: questo è il Queyras, il più alto Parco Naturale Regionale d’Europa, una destinazione d’eccezione. Alpi francesi, nel dipartimento delle Hautes-Alpes, ma lontani dalle località turistiche più frequentate e blasonate di Francia. Il Queyras è una zona ancora regno di una natura incontaminata, nascosta in un angolo dimenticato della Francia occidentale, che conserva tradizioni millenarie custodite nei suoi otto villaggi. Una flora alpina eccezionale con più di 800 specie vegetali; la regione possiede una delle parti più antiche delle Alpi, che furono aperte al turismo solo verso la fine del XIX secolo. E’ previsto un campo base: campeggio – pernottamento in tenda. Durante il soggiorno verranno organizzate: scalate in falesia, salite a vie ferrate, escursioni nelle montagne del Queyras. info 348.8568589
Andrea Ferrero, fisioterapista, darà supporto a “Va’ Sentiero”, un trekking che attraverserà tutta l’Italia per oltre 6.000 chilometri

Percorrere a piedi l’Italia dalle Alpi allo stivale, per riscoprire il più lungo trekking del mondo, lungo oltre 6.000 chilometri. È il sogno che si sta realizzando di tre ragazzi, i milanesi Yuri Basilico e Giacomo Riccobono e la trevigiana Sara Furlanetto, di 31, 27 e 25 anni, che cammineranno per oltre un anno tra boschi, valli e borghi sperduti per far conoscere il Sentiero Italia, un percorso realizzato tra il 1983 e il 1985 dai volontari del Club Alpino Italiano ma che poi, come tanti tesori della nostra Italia, è finito nel dimenticatoio. A loro, da agosto, si unirà anche un torinese, Andrea Ferrero, fisioterapista osteopata originario di Alba, che per conto della scuola EOM Italia sarà a disposizione per dare assistenza e consigli ai compagni di viaggio che ne avessero necessità.
Il progetto si chiama “Va’ Sentiero” ed è aperto alla partecipazione di chiunque voglia prendere parte a una delle 368 tappe previste, che attraverseranno 20 regioni per un totale di 350.000 metri di dislivello. L’iniziativa vedrà la partnership di Eom, la Escuela de Osteopatia di Madrid che in Italia ha sedi a Verona, Roma, Torino, Vado Ligure e Udine, che lungo il percorso “presterà” i suoi fisioterapisti osteopati, pronti a essere a disposizione dei compagni di viaggio con supporto di tipo fisioterapico-osteopatico per rendere più leggero e funzionale il cammino. Nei momenti di break i professionisti, che escono da master post laurea o percorsi di studi quinquennali a Eom, daranno anche informazioni su temi e problematiche più comuni legati al trekking: dolori frequenti, postura, gestione del carico dell’apparato scheletrico e così via.
Andrea Ferrero, fisioterapista professionista di Torino, 30 anni, laurea in fisioterapia e percorso didattico di 5 anni a Eom, seguirà per la scuola di osteopatia la partnership con Va’ Sentiero, partecipando lui stesso ad alcune tappe del percorso. “È un’avventura bellissima, al quale io e altri fisioterapisti osteopati di EOM prenderemo parte con entusiasmo – dice Ferrero, originario di Alba, che vive e lavora in un importante poliambulatorio a Torino -. I tre fondatori di “Va’ sentiero sono partiti in maggio da Muggia, in Friuli Venezia Giulia, e, dalla Val di Rabbi a Livigno, stanno per arrivare a Torno, vicino a Como. Il 29 luglio una nostra fisioterapista, la comasca Corinne Valli, partirà con loro e parteciperà alla tappa lungo i sentieri attorno al lago di Como. Io invece in agosto camminerò con loro nei sentieri nella parte alta del Piemonte e della Valle d’Aosta. Faremo circa 20 chilometri al giorno, dormiremo nei bivacchi, nelle baite e nei rifugi. E saremo sempre a disposizione degli altri camminatori, fornendo anche supporto e assistenza tecnica per qualsiasi necessità o inconveniente che si presenti lungo il cammino. Successivamente, dagli Appennini alla Sicilia, si uniranno altri ragazzi e altri osteopati della scuola, fino a completare gli oltre 6.000 chilometri di tragitto a piedi ”.
Racconta Sara Furlanetto, 25 anni, fotografa e antropologa di Castelfranco Veneto, una dei tre fondatori di Va’ Pensiero: “Siamo tre viaggiatori, sognatori e accomunati dalla passione della montagna – spiega -. Il Sentiero Italia unisce come un filo rosso monti e borghi bellissimi d’Italia e dopo tanti anni sta per essere riaperto grazie ai volontari del Cai. Il nostro sogno è che questo sentiero venga conosciuto e vissuto da tante persone. Attraverso la rete e i social racconteremo luoghi, storie, mestieri, passioni. Con il Gps tracceremo i percorsi e alla fine faremo anche un libro fotografico, in cui racconteremo i mille volti incontrati lungo il sentiero”.
Aggiunge Andrea Turrina, socio fondatore e direttore di EOM Italia: “Come già accaduto con “Osteopatia a due ruote”, che l’anno scorso ci ha visto scendere in pista con i nostri studenti al servizio dei piloti di motociclismo nei circuiti di Coppa Italia e del Campionato italiano di velocità, abbiamo aderito a questa iniziativa per offrire ai nostri studenti, laureati in fisioterapia con percorso formativo in osteopatia, la possibilità di vivere un’importante esperienza professionale all’interno del mondo sportivo. Un laboratorio esperienziale ineguagliabile per i nostri studenti, che va ad aggiungersi al master universitario in osteopatia o all’intero percorso formativo in osteopatia della durata di sei anni, spalancando le porte a innumerevoli possibilità nell’universo professionale”.
Taranto è in festa, e l’Italia sportiva tutta, anche se Benedetta Pilato non ce l’ha fatta a superare la statunitense Lilly King, per la seconda volta ai Campionati mondiali di nuoto 2019 a Gwangju in Corea del Sud .
L’aveva battuta nelle semifinali realizzando il record italiano dei 50 rana con 29’98, mentre la statunitense aveva chiuso con 30″18. Aveva incantato questa adolescente che parla anche con la maturità della campionessa e a scuola ha voti altissimi, all’apparenza per niente colpita dal fatto di aver messo alle spalle anche la primatista mondiale Lilly King.
Ha vinto l’argento mondiale con 30” netti, questa volta dietro la King, oro in 29″84, che l’ha spuntata per un soffio, per 16 centesimi. Il bronzo è andato alla russa Yuliya Efimova, quinta la 26enne ligure Martina Carrano che ha nuotato in 30″49.
Medaglia d’argento a soli 14 anni, Benedetta Pilato è la nuova stella nel nuoto italiano.
Quando la regina del nuoto italiano Federica Pellegrini vinceva ad Atene 2004 la sua prima medaglia olimpica, Benedetta Pilato non era ancora nata. Ha cominciato a nuotare dall’età di 2 anni ed è nata a Taranto il 18 gennaio 2005.
Aveva già battuto un record, debuttando in un campionato mondiale a 14 anni e 6 mesi, battendo il record di precocità di Federica Pellegrini, dopo aver finito il primo anno di liceo presso la scuola IIS Principessa Maria Pia.
Così si è espressa ai microfoni di RaiSport, visibilmente emozionata: “Non ci credo, sono contentissima, stavo lavorando bene, ma mai avrei pensato… Ora mi concentrerò sui Mondiali Junior, ma voglio vivermi questo momento. Non sono mai stata così tesa prima di questa gara, l’idea di medaglia c’era ma non me l’aspettavo ovviamente. È bellissimo competere con chi ha più esperienza perché mi aiuta a crescere. Quando ho toccato ho iniziato a piangere, bellissimo essere vicecampionessa del mondo” .
È tesserata per la FIMCO Maglie, ed è allenata da Vito D’Onghia che l’ha scoperta: “Benedetta è l’orgoglio di tutti noi” ha sottolineato il tecnico.
Il direttore sportivo della piscina Mediterraneo Sport che è stata a lungo la sua casa, Massimo Donadei ha sottolineato: “ È un esempio per i più piccoli e motivo di orgoglio per me e per tutti i tecnici che l’ hanno seguita in questi anni”.
Il direttore tecnico della piscina Solaris di Pulsano dove si allena è Max Di Mito, trasferitosi in Puglia appositamente per seguire la giovane ranista azzurra, colui che portò alle vittorie anche la Pellegrini.
Ricordiamo che il 3 luglio 2019, alla sua prima presenza in nazionale, ai Campionati Europei giovanili di nuoto di Kazan, in Russia, Benedetta Pilato ha vinto la medaglia d’oro nei 50 rana, stabilendo il record dei campionati con 30″16, migliorato da lei stessa qualche giorno fa con 29’98.
Due giorni dopo conquistò anche la medaglia d’argento nella staffetta 4×100 mista femminile insieme a Gaetani, Biasibetti e Cocconcelli, facendo segnare il tempo di 4’05″66. Sempre a Kazan ha stabilito il nuovo record italiano ragazze nei 100 rana con il tempo di 1’08″22.
Tenendo presente che ha solo 14 anni, Pilato ha grossi margini di miglioramento per cui potrà diventare presto e a lungo campionessa del mondo, continuando a migliorarsi e polverizzando ogni record della sua specialità, glielo auguriamo.
Mostra il candore, la purezza e il sorriso di una bambina che sta crescendo in fretta, ma ha sempre i piedi per terra.
Per lei il nuoto resterà solo un divertimento: “Sì. E’ come un hobby, me lo sono scelto bello faticoso. Ma lo studio viene sempre prima di tutto”.
Tranne la domenica, tutti i giorni è in acqua per due ore e mezza. E per tre giorni lavora in palestra prima del nuoto. Dalle ore 14.30 alle ore 18 è sui libri. Anche la domenica sveglia alle 7 per anticipare i compiti.
Vito Piepoli
Cairo: “Migliorare il Toro non è facile”
Parla Urbano Cairo: “Migliorare il Torino non è facile, noi siamo prudenti, abbiamo iniziato intanto pensando mantenere tutta la rosa compreso l’allenatore, per noi è stata una cosa fondamentale”.
Così il presidente del Torino intervenuto a margine della presentazione dei calendari di Serie A. “Si può ancora di più, poi vedremo come migliorarla”. Poi ha parlato della sfida di ritorno contro il Debrecen nel secondo turno dei preliminari di Europa League: “Dobbiamo confermarci: dopo il 3-0 dell’andata questa è una partita in cui avere un vantaggio tale non deve comportare un rilassamento. Andremo lì pensando di essere 0-0. Era una partita non facile, fisicamente stavano meglio di noi, ma non si è visto”.
Per la prima volta Santo Stefano in Aspromonte (Reggio Calabria) ha ospitato nel fine settimana i Campionati Italiani Campagna, manifestazione che ha coinvolto quasi 300 arcieri in rappresentanza di oltre 130 società di tutta Italia.
Brillanti risultati per la spedizione del Piemonte, presente con una trentina di atleti e 10 società. Irene Franchini, emiliana e azzurra della nazionale tesserata per Fiamme Azzurre e Arcieri delle Alpi, ha conquistato il titolo tricolore nel compound – il secondo personale dopo quello del 2017 – battendo 67-62 in finale la campionessa uscente Sara Ret (Compagnia Arcieri Cormons). Al terzo posto Anastasia Anastasio (Marina Militare). Sempre nella divisione compound, ottimo argento per Marco Bruno (Arcieri di Volpiano), fermato soltanto allo shhot off dell’ultima sfida da Luca Pinna (Arco Club Portoscuso). 62-62 (6-5) il punteggio conclusivo del match. Il bronzo è invece andato a Antonio Pompeo (Arcieri Castiglione Olona), detentore del titolo. Nell’arco nudo prima medaglia d’oro assoluta per il giovane Alessio Noceti, ligure e tesserato per gli Arcieri delle Alpi, bravo a imporsi 45-44 su Eric Esposito (Arcieri Audax Brescia), a segno nelle ultime due edizioni. A livello individuale sono da segnalare i due quarti posti di Marco Morello (Aeronautica Militare/Iuvenilia) nell’arco olimpico e di Marta Pavan (Arcieri delle Alpi) nell’arco nudo. A superarli nella finale per il bronzo sono stati Matteo Santi (Arcieri Città di Terni, 61-58) e Eleonora Meloni (Arcieri Uras, 48-47). Arcieri delle Alpi in evidenza anche nelle prove a squadre. Anna Botto, Irene Franchini e Marta Pavan hanno bissato il titolo della passata stagione vincendo 54-50 contro gli Arcieri Decumanus Maximus (Baldo, Marini, Nicosia). Al terzo posto gli Arcieri Uras (Meloni, Pinna, Spanu). In campo maschile Claudio Dalmasso Gros, Alessio Noceti e Giuseppe Seimandi sono invece saliti sul terzo gradino del podio battendo 63-58 il Medio Chienti (Bianchini, Seri, Sparvoli) nella finale per il bronzo. In semifinale avevano perso 55-51 contro gli Arcieri Città di Terni (Gasponi, Santi, Scaramuzza).
(foto archivio)
Di seguito le medaglie di classe conquistate dagli arcieri piemontesi
Oro
Anna Botto (Arcieri delle Alpi) arco olimpico Master 328
Irene Franchini (Fiamme Azzurre /Arcieri delle Alpi) compound Senior 399
Argento
Marco Morello (Aeronautica Militare/Iuvenilia) arco olimpico Senior 367
Aiko Rolando (Iuvenilia) arco olimpico Junior 319
Marco Bruno (Arcieri di Volpiano) compound Senior 404
Marta Pavan (Arcieri delle Alpi) arco nudo Master 271
Gian Lorenzo Soldi (Arcieri Varian) arco nudo Junior 317
Arcieri delle Alpi (Botto, Franchini, Pavan) 998
Bronzo
Simone Dezani (Arcieri Alpignano) arco olimpico Allievi 338
Giuseppe Seimandi (Fiamme Azzurre/Arcieri delle Alpi) compound Senior 399
Francesca Peracino (Arcieri delle Alpi) compound Senior 380
Mauro Quintano (Arcieri di Volpiano) compound Master 388
Alex Boggiatto (Ar.Co. Arcieri Collegno) compound Junior 387
Alessandro Di Nardo (Arcieri delle Alpi) arco nudo Master 318
Arcieri delle Alpi (Dalmasso Gros, Noceti, Seimandi) 1042
La 29esima edizione dei Campionati Italiani Campagna è stata organizzata dalle società calabresi Arcieri l’Antica Lauro, Arcieri Fata Morgana e Arcieri di Eragon in collaborazione con il Comitato Regionale FITARCO Calabria. Coordinatore dell’evento è stato il responsabile tecnico del settore Campagna Giorgio Botto, che ha tratto indicazioni utili in vista degli Europei di specialità, in programma a Mokrice/Catez (Slovenia) dal 30 settembre al 5 ottobre. Altra prova di selezione per la composizione della nazionale azzurra sarà in Trentino, a Spormaggiore, il 10 e 11 agosto.
Tutti i dettagli sul sito FITARCO a questo link
Risultati completi a questo link
Gentlemen Only Ladies Forbidden
Si pensa che questa attività ludica sia stata trasmessa dai legionari agli abitanti dei territori delle Highlands nei primi anni d.C., la diffusione di tale attività deve essere stata così capillare in questo territorio da far pensare che il golf moderno sia nato proprio in Scozia.Altro argomento di discussione è l’etimologia della parola stessa golf. È tesi diffusa che rappresenti un acronimo ovvero Gentlemen Only Ladies Forbidden, a evidenziare ulteriormente la iniziale diffusione esclusivamente per un pubblico maschile.
Parlando del golf contemporaneo invece pochi sanno che, con più di 50 milioni di giocatori al mondo, è uno degli sport più diffusi e praticati. Questa ampia diffusione è stata facilitata dal fatto che, a differenza di molte altre attività sportive, può essere praticato indistintamente da uomini e donne, da bambini, giovani adulti e anziani, rivolgendosi quindi non solo ad ambedue i sessi, ma anche a tutte le fasce di età. Per alcuni giocatori il golf rappresenta una disciplina sportiva, per altri è un divertimento da condividere con gli amici, per questo motivo viene definito uno sport individuale da praticare in compagnia; per altri ancora una piacevole dipendenza o una salutare metodologia per mantenere la propria forma fisica.
In cosa consiste però l’essenza del golf?consiste nella continua ricerca di quell’intimo equilibrio tra mente e corpo, tra il gesto atletico, diverso per ogni giocatore, e strategia di gioco, che continuamente mette alla prova il giocatore stesso. Il golf è uno sport che aiuta a conoscere se stessi nella parte più intima e profonda, il proprio carattere, la propria capacità di sopportare insuccessi e sconfitte, ma anche a migliorare il proprio autocontrollo e la gestione delle proprie emozioni ed emotività.
Un neofita che si avvicina a questo sport si chiede subito quando potrà andare in campo. Non vi è regola matematica attraverso la quale capirà quando, molto dipende da doti individuali come equilibrio, coordinazione, capacità di apprendimento e dal tempo che si dedica per praticarlo soprattutto nella fase iniziale.
Per questo motivo non vi resta che provare. Buon gioco!
Emanuele Farina Sansone