Prima parte
Potrà sembrarvi strano e un po’ “fuori dal mondo” voler parlare di gentilezza in un periodo nel quale moltissime persone vivono paure, bisogni e difficoltà che le allontanano da quel comportamento così apprezzabile che è l’essere gentili.
Viviamo in un mondo in cui i rapporti tra le persone sono sempre più tesi, aggressivi e maleducati. Parlare di gentilezza di questi tempi si rivela quindi tutt’altro che inutile. Perché il comportamento gentile, che sia messo in atto da noi o che lo si riceva dal nostro prossimo, è sinonimo e fonte di benessere interiore.
E ci mette in armonia con la vita e con il mondo, facendoci fare pace con il nostro prossimo. Molte persone, in questi anni un po’ bislacchi, sono erroneamente convinte che essere gentili sia sintomo di debolezza.
Quanti programmi televisivi, da alcuni decenni a questa parte, ci hanno proposto e ci lanciano continuamente spettacoli e messaggi secondo i quali essere arroganti e aggressivi ci fa essere vincenti. E molti pensano che l’atteggiamento gentile sia praticamente sempre falso e ipocrita.
Semplicemente orientato a ottenere qualcosa dagli altri. Senza dubbio in tante situazioni la gentilezza è un atteggiamento utilitaristico, ma noi vogliamo parlare della vera gentilezza, quella che sgorga disinteressatamente dal nostro animo.
Come manifestazione del rispetto che nutriamo nei confronti del prossimo, e come segno esteriore di equilibrio interiore. Dovremmo comprendere quanto l’essere gentili ed educati sia importante per il nostro star bene con noi e con gli altri, e che proprio non ci conviene essere maleducati e rabbiosi.
Roberto Tentoni
Coach AICP e Counsellor formatore e supervisore CNCP.
www.tentoni.it
Autore della rubrica settimanale de Il Torinese “STARE BENE CON NOI STESSI”.
(Fine della prima parte)
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Quello che non è riuscito ad ottenere il fascismo, ossia un teatro di massa, riesce a raggiungerlo il teatro di varietà che, con le scene pompose, le musiche irruenti, le ballerine ammiccanti e le irriverenti battute dei comici, ottiene la partecipazione del grande pubblico. Caratteristica del varietà è la sua nota estemporanea, il copione si adatta all’attualità e agli avvenimenti politici, rendendo impossibile un controllo censorio sull’agire degli attori; non solo, il varietà comporta il trionfo dell’uso del dialetto, come ben esemplificano le farse di De Filippo.
Prima ancora di Gianni Agnelli, Torino aveva già una figura iconica legata alla moda e allo stile: la Regina Margherita.
Oggi, la città continua a essere un punto di riferimento per il mondo dello stile. Torino ospita designer che combinano sostenibilità e innovazione, rispecchiando i valori moderni senza perdere di vista l’eredità storica. Boutique nascoste, atelier artigianali e giovani marchi stanno ridefinendo l’estetica torinese, portandola verso un futuro in cui la tradizione si fonde con la modernità. Personalità influenti, come designer emergenti e influencer locali, stanno usando i social media per raccontare la loro visione dello stile torinese a un pubblico globale.



