Rubriche- Pagina 30

Progresso regresso

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Se ci chiedessero cosa sia il progresso, probabilmente tutti risponderemmo che sia l’evoluzione tecnologica, sociale, culturale di una società; in altre parole, è il miglioramento della vita dovuto a nuove scoperte, nuovi mezzi insieme a cambiamenti sociali intervenuti in seguito all’integrazione etnica ed a modelli di importazione.

In generale, dunque, attribuiremmo al termine una valenza positiva.

Se, tuttavia, analizziamo il progresso, ad esempio della nostra società, nelle sue varie componenti, risulta evidente come spesso ad un dichiarato progresso corrisponda, nella realtà, un cambiamento nei costumi, nelle abitudini, nel modo di pensare non sempre positivo o migliorativo, bensì spesso dannoso per chi lo attua.

E’ il caso, ad esempio, delle comunicazioni: quando avevamo soltanto un telefono a casa non sentivamo il bisogno di stare in contatto con tutto il mondo, continuamente, in modo compulsivo anche quando non vi sia una reale bisogno. Ora che il telefono è come una prolunga del nostro corpo non siamo più liberi di non rispondere o di non dare segno di noi per più di 5 minuti o scatta la caccia all’uomo.

Analogamente, se fino a trent’anni fa ci si trovava per parlare, ascoltare gli amici, organizzare una serata al pub o in discoteca, ora ci si trova tutti su una panchina ma rigorosamente ognuno col proprio smartphone in mano in stile “decerebrato omologato”.

Al ristorante lo smartphone diventa una cybernanny, una tata informatica che tiene occupati i bimbi mentre i genitori mangiano e parlano con i commensali: non ho mai chiesto se sia stato il loro medico a prescrivere loro di andare a cena fuori e, in subordine, diriprodursi.

Potrei proseguire con tanti altri esempi, dove la tecnologia, il progresso, l’evoluzione hanno sì portato vantaggi a scapito, però, della qualità della vita.

Avere la telecamera in casa visionabile dallo smartphone, usare quest’ultimo per accendere la caldaia, comandare una presa elettrica sono sicuramente vantaggi ma a quale prezzo? Quasi tutti noi usiamo il navigatore incluso nel telefonino, più aggiornato rispetto al modello presente nel veicolo; in un ‘epoca in cui le auto hanno tutti i dispositivi di sicurezza immaginabili, ci aspetteremmo che i sinistri stradali, anche gravi, siano ridotti. Mai come in questi anni, invece, si verificano incidenti su ogni tipo di strada, anche quando il guidatore sia sobrio, per la distrazione del conducente che sta guardando il navigatore o sta parlando con il cellulare in mano anziché usare il vivavoce.

Il tempo di reazione di un individuo sano è circa 1 secondo; consideriamo che, andando a 90 km/ora, in quel secondo percorriamo circa 25 metri; avete idea in venticinque metri quanti oggetti posso spazzolare tra auto, pedoni, animali selvatici, pali e guardrail? Senza considerare che posso anche andare ad abbracciare chi viene nel senso opposto invadendo la sua corsia.

Alcuni dispositivi (bluetooth sulle vecchie auto) costano tra i dieci ed i venti euro, molti meno di quanto ci costerà la contravvenzione, in ogni caso salvandoci la pelle.

E la TV che ci fa compagnia? Certo, non la guardiamo e proseguiamo il nostro smart working ma il nostro cervello la percepisce ugualmente e, non solo non siamo totalmente concentrati sul lavoro ma, anzi, sottoponiamo il nostro sistema nervoso a troppi stimoli contemporanei, peraltro inutili.

Sembrerebbe una situazione senza via di uscita: in realtà la soluzione, anche se parziale, c’è: usare il cervello decidendo consapevolmente. Se vado a cena fuori con altre persone è perché voglio trascorrere un po’ di tempo in loro compagnia, scambiandoci opinioni, raccontando ed ascoltando i racconti altrui. Se mi isolo alzandomi ogni dieci minuti per rispondere ad una chiamata i casi sono due: o sono un famoso cardiochirurgo, ma difficilmente potrò salvare una vita al telefono, oppure sono uno stolto che ha aderito alla cena pur sapendo che sarebbe stato ore al telefono.

Oppure un’altra ipotesi: sono semplicemente maleducato, ma disquisire se la colpa sia di mamma o di papà diventa difficile perché Mater semper certa est, pater numquam.

Sergio Motta

Che colore indossare a Natale?

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E’ tradizionalmente il rosso il colore indicato non solo per la tavola di Natale, ma anche per l’abito. Non preoccupiamoci se ci dona o no: il True Red di Pantone, come è il rosso di Natale, rientra tra i colori esistenti in natura e adatti a chiunque. Non a caso, forse, Valentino lo scelse come colore principe delle sue collezioni, tanto da parlarsi di “rosso Valentino”.

Il bianco panna è un altro colore adatto al Natale. Presente da anni non soltanto in montagna ma anche nell’abbigliamento invernale in città, risulta particolarmente raffinato, in inverno, per le persone con capelli biondi o comunque non troppo scuri. A Natale può essere arricchito da qualche dettaglio in oro giallo. Da evitare, invece, l’accostamento rosso-oro.

Il nero, o blu notte, rimane, specie per le serate di festa.  Di tendenza, quest’anno, il testa di moro, in tonalità fredda.

E poi…libertà: un colore che amiamo e ci renda felici, sempre che ci doni!

Evitiamo i colori forti, aggressivi, audaci, sgargianti, anche nei dettagli, come una sciarpa su un cappotto: non si addicono al Natale.

E’ una festa gioiosa, familiare, fantastica in presenza di bimbi. Per gli adulti, riaccende ricordi, spesso commoventi, che intridono la gioia di dolce malinconia. Permettiamo, dunque, che in questo speciale giorno dell’anno ognuno indossi l’abito del colore che lo rispecchia, evitando pacchianerie, nel segno della ricorrenza religiosa.

Buon Natale!

Chiara Prele

 

Delicato patè, facile e… natalizio

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Un raffinato antipasto ideale per la tavola delle feste e non solo e’ il pate’; realizzato con carne o pesce ridotto a crema, modellato in uno stampo e raffreddato, puo’ essere preparato in anticipo con pochi ingredienti, e’ facile, veloce e soprattutto goloso, viene solitamente accompagnato da crostini. Non si tratta ahime’ di un piatto dietetico, ma una volta all’anno ce lo possiamo permettere…

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Ingredienti

 

200gr. di lonza di maiale tritata

200gr. di fegato di vitello

2 fegatini di pollo

150gr.di burro

200gr. di mascarpone

Timo e maggiorana q.b.

Sale e pepe q.b.

 

Cuocere la carne di maiale con un pizzico di timo e di maggiorana in 50gr. di burro per almeno 15 minuti, aggiungere il fegato di vitello tagliato a striscioline ed i fegatini di pollo tagliati a tocchetti (privati delle nervature), portare a cottura. Lasciar raffreddare e versare tutto nel mixer con il burro rimasto ed il mascarpone. Frullare sino ad ottenere una crema vellutata. Rivestire uno stampo con pellicola trasparente, versare la crema ottenuta, chiudere con la pellicola e conservare in frigo per almeno 12 ore. Al momento di servire togliere la pellicola dallo stampo e sformare il pate’. Decorare a piacere e servire con crostini.

 

 

 

Paperita Patty

Il potere della gratitudine nelle relazioni affettive / 3

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L’espressione della gratitudine è molto importante ed è essenziale affinché un rapporto duri nel tempo. Non lasciamoci condizionare dalla paura di esprimerla, temendo che questo ci metta in una posizione di minor potere nella relazione, o che il partner possa pensare che, se siamo grati, lei/lui possa in qualche modo approfittare della nostra gratitudine.

Perché sono proprio questi retropensieri dominati dalla paura che possono avvelenare e uccidere un amore. Essere grati significa anche mostrare all’altra persona quanto sia preziosa e importante per la nostra vita. Una relazione di coppia quindi, funziona tanto meglio quanto più, al proprio interno, è elevato il grado di reciproca gratitudine, sia quella che esprimiamo al partner sia quella che percepiamo da lui/lei.

Siamo dunque grati che l’altro/a esista, per quello che rappresenta per noi, per ciò che fa per noi, per le piccole attenzioni che ci manifesta, per le emozioni che ci procura, per il cammino in comune, lungo o corto che sia, che abbiamo fatto e stiamo facendo, per il sostegno che ci dà. L’amore, in fondo, è anche, e forse soprattutto, questo.

Ogni coppia, nel corso della propria esistenza, inevitabilmente affronta anche una serie di problematiche di varia natura, legate, ad esempio, a questioni finanziarie, a dinamiche relazionali interne, quali le differenze caratteriali ed emotive, i diversi approcci esistenziali, gli obiettivi divergenti, le differenti pulsioni affettive e sessuali, ecc.

Ed esterne, tra cui le relazioni parentali, gli amici e le figure di riferimento, le situazioni di lavoro, ecc. La gratitudine si rivela di grande aiuto per la coppia anche nell’affrontare le tante difficoltà che si incontrano nella vita. Perché parte dal presupposto che la cosa più importante è la presenza dell’altra persona nella nostra esistenza.

Perché limita le aspettative ed evidenzia le disponibilità, perché ci mette nella condizione di accogliere le negatività e di sottolineare le positività nella relazione e si rivela un vero e proprio antidoto, un elemento efficace e prezioso in grado di frenare e modificare i nostri pensieri negativi, che minano la nostra salute e rovinano i nostri rapporti affettivi.

(Fine della terza e ultima parte dell’argomento).

Potete trovare questi e altri argomenti dello stesso autore legati al benessere personale sulla Pagina Facebook Consapevolezza e Valore.

Roberto Tentoni
Coach AICP e Counsellor formatore e supervisore CNCP.
www.tentoni.it
Autore della rubrica settimanale de Il Torinese “STARE BENE CON NOI STESSI”.

Un delicato e classico risotto ai quattro formaggi

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Un primo piatto ricco, perfetto per chi ama i formaggi, cremoso, nutriente, saporito e avvolgente. Semplicemente delizioso

Ingredienti

350gr. di riso per risotti
1 piccola cipolla bianca
1 bicchierino di vino bianco secco
1 litro di brodo vegetale
50gr. di Taleggio
50gr. di Gorgonzola dolce
60gr. di ricotta
50gr. di Parmigiano
Burro, sale e pepe q.b.

Tritare la cipolla e lasciarla imbiondire in una padella con una noce di burro. Versare il riso, tostare per pochi minuti, sfumare con il vino bianco, lasciare evaporare ed iniziare ad aggiungere il brodo caldo. Lasciar cuocere il tempo necessario poi, togliere dal fuoco e aggiungere i formaggi, tranne il parmigiano, mescolare bene fino a quando saranno ben sciolti, infine mantecare con una noce di burro ed il Parmigiano. Servire caldo e a piacere, spolverare con pepe macinato al momento.

Paperita Patty

Croccanti spiedini di polpettine di pesce

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Gli spiedini che vi propongo questa settimana sono ideali come finger food per un aperitivo o come antipasto per un menu’ a base di pesce. Le polpettine, croccanti fuori e morbide dentro, si adattano ad essere preparate con diversi tipi di pesce, sono semplici e gustose, ottime servite calde o tiepide.

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Ingredienti

300gr. di filetti di nasello

1 fetta di pancarre’

2 uova

2 cucchiai di pecorino grattugiato

Latte q.b.

Prezzemolo q.b.

Succo di 1/2 limone

Olio per friggere

Sale e pepe q.b.

Pangrattato q.b.

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Cuocere a vapore i filetti di nasello acidulati con il succo del limone poi frullarli con la fetta di pancarre’, precedentemente bagnata nel latte, il pecorino, il sale, il pepe, il prezzemolo tritato e l’uovo intero. Con il composto ottenuto preparare delle piccole polpette che passerete prima nell’uovo sbattuto e poi nel pangrattato. Friggere in abbondante olio caldo, sgocciolare su carta assorbente ed infilzare sullo spiedino. Servire subito. Delicate e deliziose.

Paperita Patty

 

Il potere della gratitudine nelle relazioni affettive / 2

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Dimostrando gratitudine nelle relazioni affettive possiamo costruire fiducia reciproca e amore duraturo. Ci si sente compresi e stimati, e ciò è motivo di spinta per entrambi a impegnarsi maggiormente nella relazione. Praticando la gratitudine possiamo migliorare significativamente le relazioni intime, poiché prenderemo più volentieri e facilmente decisioni condivise.

Daremo maggiore attenzione alle necessità dell’altro ed eviteremo litigi ed incomprensioni che altrimenti, a gioco lungo, potrebbero compromettere il rapporto sentimentale. Naturalmente stiamo qui parlando di una relazione sana ed equilibrata, nella quale entrambi i componenti sono attenti a costruire un rapporto di stima e di amore vero.

Ma come possiamo concretamente esprimere la nostra gratitudine nei confronti del partner quando esistono questi presupposti? Intanto vivendo occasioni nelle quali abbiamo cura di dire le cose che apprezziamo nella nostra relazione e nella persona con cui la viviamo. A volte anche piccoli gesti sono estremamente significativi per esprimere il nostro apprezzamento.

Non diamo nulla per scontato nella relazione di coppia, non svalutiamola, non maturiamo eccessive aspettative, e viviamo con gioia la nostra gratitudine. Queste dinamiche positive sono molto presenti nella fase dell’innamoramento, durante la quale in genere tutto sembra più bello e luminoso, permeato dall’entusiasmo generato da un prorompente sentimento.

Quando la relazione si consolida e si stabilizza, questa è la fase in cui, invece, se non si instaura una forte componente di reciproca gratitudine, i sentimenti e le sensazioni negative possono prendere il sopravvento… Ma se riusciamo a percepire dentro di noi la gratitudine verso l’altro componente della coppia, allora dobbiamo esternarla, manifestarla.

I modi per esprimere gratitudine al nostro partner sono molteplici, come accennato in precedenza, ma qualunque sia la modalità attraverso la quale decidiamo di esprimerla, ricordiamoci sempre di trasmettere al nostro partner quanto apprezziamo sia qualcosa di lui/lei e sia la nostra relazione stessa. Diciamoglielo, dimostriamoglielo apertamente.

(Fine della seconda parte dell’argomento).

Potete trovare questi e altri argomenti dello stesso autore legati al benessere personale sulla Pagina Facebook Consapevolezza e Valore.

Roberto Tentoni
Coach AICP e Counsellor formatore e supervisore CNCP.
www.tentoni.it
Autore della rubrica settimanale de Il Torinese “STARE BENE CON NOI STESSI”.