Rubrica a cura di ScattoTorino
Volere è potere. Sembra essere questo il mantra di Aristide Artusio, imprenditore che ha fatto dell’attenzione verso la natura e le persone la propria mission. Professionalmente nasce come agente di commercio e lavora con successo per marchi come Montefarmaco, Farmitalia – Carlo Erba, Phas, Domenico Ulrich, Vestebene – Miroglio e Brummel. A 31 anni diventa dirigente, ma la voglia di costruire qualcosa di suo è un retropensiero costante. Nel 2001 acquista così Witt Italia, azienda di Poirino fondata nel 1970 da Vittorio Adaglio che produce linee per la pulizia domestica e per la cura della persona nel rispetto della natura. Sei anni dopo acquisisce la storica Erboristeria Magentina. Con il brand Armonie di bellezza fonda un gruppo industriale che, oltre alla produzione, gestisce anche un centro benessere e un punto vendita, mentre con il marchio IAiAOH! si specializza nell’igiene e nella cura di cani, gatti e cavalli. Oggi Witt Italia è leader su tutto il territorio nazionale nel settore della detergenza ecologica, in quello della cosmesi naturale e dei prodotti per il benessere della famiglia e dal 2013 aderisce al disciplinare VeganOk che certifica l’assoluta assenza di elementi animali in tutte le fasi della lavorazione delle proprie referenze.
Siccome volere è potere, nonostante i numerosi impegni professionali Aristide Artusio consegue anche la laurea in Management dell’informazione e della comunicazione aziendale presso la Scuola di Amministrazione Aziendale di Torino e pubblica il libro L’artigiano della natura scritto con Adriano Moraglio ed edito da Rubbettino. Uomo sensibile e attento al benessere dei dipendenti e delle persone in generale, questo imprenditore lungimirante ha fatto costruire Baby Natura, il micro-nido all’interno dell’azienda che è aperto a tutti i bimbi dai tre mesi ai tre anni e la cui peculiarità è l’utilizzo di cibi biologici, arredo in legno, musicoterapia e pet-therapy. Inoltre Witt Italia sostiene la fondazione dell’ospedale di Alba-Bra e l’associazione Amici di Ndugu Zangu a Nanyuki, in Kenia.
Witt Italia ha una storia affascinante legata al rispetto per la natura e per le persone. Ce la racconta?
“La Witt era stata fondata da Vittorio Adaglio per creare prodotti di detergenza naturali per le industrie. La mia esperienza come venditore di referenze farmaceutiche mi aveva portato a conoscere i prodotti green e ad innamorarmene. Per 10 anni ho lavorato nell’abbigliamento, ma avevo voglia di mettermi in proprio così, sapendo che lui voleva vendere perché era anziano, l’ho acquistata. La Dott.ssa Gloria Giussani, farmacista, era già in azienda e abbiamo deciso di entrare in società. Il suo ruolo è quello di Direttore tecnico e formulatore ed è molto preparata. Da poco ha pubblicato il libro Oli essenziali – Per corpo, mente e spirito, una guida che spiega le caratteristiche, la storia, le potenzialità e il loro utilizzo a seconda della necessità e del modo d’uso. La Witt produceva detersivi e cosmetica, mentre noi abbiamo sviluppato il settore del benessere naturale che oggi, con i detersivi, è quello trainante”.
Oltre a Witt Italia avete altri brand. Quali?
“Anche se con Witt Italia siamo cresciuti, volevo entrare nel mondo farmaceutico e con la Dott.ssa Giussani abbiamo comprato Erboristeria Magentina e abbiamo spostato la sede da Milano a Poirino, alle porte di Torino. Armonie di bellezza è invece un marchio di prodotti professionali pensati per la bellezza oltre che un centro estetico concepito per prendersi cura del corpo e dello spirito e un punto vendita, entrambi situati a Poirino. C’è poi IAiAOH! la linea di prodotti naturali per il benessere e la cura degli animali. La nostra attenzione verso la natura e le persone è stata chiara anche quando è iniziata la pandemia: abbiamo infatti messo in produzione un gel igienizzante che è anche un cosmetico e che abbiamo dato in omaggio ad alcuni ospedali e alle Forze Armate. Il prodotto è subito piaciuto ed oltre ad esso abbiamo prodotto lo spray e un formato da 50 e 100 ml da borsetta, più altre referenze. Inoltre abbiamo regalato ai bambini del Piedibus di Alba un sacchetto di Erboristeria Magentina con il necessario per igienizzarsi”.
Lei ha introdotto il concetto di prodotti green ben prima che diventasse un trend. Come è nato l’interesse?
“Mio nonno e mio zio erano contadini e io sono nato in campagna per cui l’amore per la terra era insito in me. L’attenzione verso la natura, in Witt Italia, nasce già durante la produzione infatti, per dare una carica energetica ai prodotti, utilizziamo mandala colorati, cromoterapia e i tubi in cui passa l’acqua hanno dei cristalli con delle scritte positive, inoltre ci siamo fatti comporre da Simona Colonna una musica a 432 Hz che colpisce il cuore e non la mente. In questo modo tutte le nostre referenze si caricano di energia positiva”.
Quanto è importante l’eCommerce per Witt Italia group?
“Per la distribuzione non ci avvaliamo della GDO per cui per noi l’eCommerce è fondamentale. Con Erboristeria Magentina da 10 anni abbiamo adottato un sistema che si chiama Pick and Pay: il cliente ordina online e seleziona il punto vendita nel quale ritirare il prodotto con pagamento in negozio. In automatico inviamo un’email al venditore e al cliente in modo che entro 24 ore questi possa acquistarlo in farmacia o parafarmacia. Il metodo fa sì che i venditori abbiano garantita la provvigione e il cliente sia soddisfatto perché il rapporto umano non viene eliminato. Per Witt Italia stiamo invece sviluppando e lanciando un’App che profila i consumatori e ne monitora i consumi affinché le venditrici-consulenti possano anticipare le loro richieste.
Anche con l’acquisto on-line stiamo creando un sistema che contempli il ruolo della consulente come intermediaria della vendita per salvaguardare il rapporto umano e di fiducia su cui si basa la vendita diretta.
Dal micro-nido aziendale di matrice ecologica all’impegno sociale, Witt Italia dimostra che oltre al business c’è il cuore
“I bambini sono uno spettacolo e così abbiamo deciso di costruire un nido all’interno dello stabilimento: questo significa che abbiamo una produzione talmente sicura che possiamo ospitare anche i lattanti! Baby Natura ha una cucina a vista con la cuoca che prepara cibi con prodotti a km zero, ci sono i giochi in legno, i piccoli fanno pilates, pet-terapy, pigiano l’uva, coltivano la terra e hanno una palestrina. L’asilo, l’unico della zona che accoglie i bimbi dai tre mesi ai tre anni, non è solo per i dipendenti, ma per gli abitanti di Poirino e Carmagnola e abbiamo anche una lista d’attesa. La scelta di supportare l’associazione Amici di Ndugu Zangu a Nanyuki, in Kenia, nasce invece dal fatto che una collaboratrice è andata là per vedere come operava l’associazione e, data la serietà, abbiamo adottato dei bambini, costruito una scuola e un pozzo per l’acqua”.
Come è nato il libro L’artigiano della natura?
“Il Professor Vercelli, famoso psicologo che collabora con noi, e il consulente di amministrazione che ha una cattedra all’Università di Torino mi hanno spinto a scrivere questo libro per spiegare ai giovani che si può essere imprenditori anche se non si è nati in una famiglia di imprenditori. La mia esperienza può essere un messaggio positivo per le nuove generazioni”.
Torino per lei è?
“Sono di Corneliano d’Alba, ma ho studiato a Torino e già a 14 anni la visitavo spostandomi in tram. Qui mi sono laureato ed ho svolto il primo lavoro. Per me è stata la seconda città del cuore e la considero bellissima”.
Un ricordo legato alla città?
“La Torino delle Olimpiadi, finalmente bella e ridente. Purtroppo sta diventando nuovamente cupa come negli Anni ’80, ma spero che possa tornare allo splendore del 2006”.
Coordinamento: Carole Allamandi
Intervista: Barbara Odetto
Ci sono sicuramente delle valide motivazioni perché il pubblico impiego sia in agitazione perché esso è stato costantemente sacrificato dai diversi governi e gli stipendi sono fermi da troppi anni. Ma il momento che vive oggi l’Italia fa sì che si possa definire l’impiegato pubblico un privilegiato che è passato indenne dalla grande crisi economica provocata dal Covid Molti pubblici dipendenti godono anche del privilegio di lavorare da casa senza che il lavoro possa subire adeguati controlli perché l’informatizzazione in molti settori pubblici è ancora in alto mare. Questo lavoro da casa inoltre danneggia il cittadino nei suoi rapporti quotidiani con la pubblica amministrazione.
Rubrica settimanale a cura di Laura Goria
Ma è anche la storia della loro terra, la Georgia, che ha l’handicap di essere collocata troppo vicina alla Russia, e ha dato i natali a 2 carnefici che ne segneranno il destino; nelle pagine aleggiano infatti potenti e distruttivi il “Generalissimo“ e il “Piccolo Grande uomo”, ovvero Stalin e il capo dei servizi segreti Beria, che però non vengono mai citati per nome.
E’ il primo romanzo dell’americana Claire Lombardo e ispirerà una serie tv prodotta dalle attrici Laura Dern e Amy Adams – che trasformano in successo tutto quello che toccano- per HBO.
Il nome di Louisa May Alcott è indissolubilmente legato all’immortale “Piccole donne”con cui siamo cresciute un po’ tutte, ma detto così è un po’ riduttivo. Infatti 4 anni prima aveva scritto questo romanzo per adulti, un esordio che oggi l’editore Elliot ci ripropone.
La Deneuve interpreta magistralmente la protagonista Faith Bass Darling che, dopo anni di assenza, torna nella sua incantevole casa (nel libro è in Texas, mentre nel film è nella campagna francese). Un affascinantissimo scrigno che racchiude i ricordi di una vita, di più vite, anche di quelli che non ci sono più. La dimora più bella di tutto il paese, perché la famiglia era la più facoltosa del luogo, fondatrice di una banca e proprietaria di altre ricchezze.



Rubrica a cura di
La XII edizione del PREMIO GAMMADONNA si è tenuta in live streaming. Quali sono stati i temi?
Donna per lei significa?
e inoltre vi sono tutta una serie di normative che, pur essendo di diversa natura, toccano comunque il mondo della scuola. Come divincolarsi dunque in una materia così articolata ed arzigogolata? Proviamo a partire, come si suol dire, dall’inizio. La prima importante riforma che è bene ricordare è la Legge Casati, promulgata dal Ministro della Pubblica Istruzione Gabrio Casati nel 1859, considerata come il vero e proprio atto di nascita della nostra scuola italiana. Tale norma pone a carico dello Stato la responsabilità dell’educazione del popolo e sancisce per la prima volta l’obbligatorietà e la gratuità della scuola elementare. Il primo ciclo scolastico, secondo tale normativa, era articolato su due bienni, (di cui solo il primo obbligatorio), a cui seguiva una duplice scelta: il ginnasio (a pagamento) o le scuole tecniche. Dopo questi anni di studio e formazione vi era l’università a cui però accedevano solo gli studenti che avevano frequentato il ginnasio, spesso figli di famiglie agiate e che potevano permettersi di supportare i giovani nello studio. Con la legge Casati, inoltre, si cerca di affrontare per la prima volta la grave problematica dell’analfabetismo dilagante in tutta la penisola: la situazione non viene risolta e tale aspetto si va a sommare con gli altri difetti della normativa, a noi evidenti.
La riforma Gentile è complessa e articolata, è possibile comunque evidenziarne alcuni punti chiave, come l’estensione dell’obbligo scolastico fino ai 14 anni, l’ istituzione di scuole speciali per allievi in condizione di disabilità sensoriali della vista e dell’udito, l’ istituzione di rigidi controlli per l’inadempienza dell’obbligo scolastico e la creazione di appositi istituti magistrali per la preparazione dei maestri elementari. I programmi delle scuole elementari ripristinano l’insegnamento della religione cattolica, salvo richiesta di esonero, e valorizzano il canto, il disegno e le tradizioni. La struttura del sistema scolastico italiano resta sostanzialmente improntata a tale modello anche dopo la fine del fascismo, ed i programmi della scuola elementare non subiscono variazioni significative per oltre quarant’anni. Nel 1939 il Ministro Giuseppe Bottai propone una nuova riforma volta a sottolineare la necessità di una scuola di massa, distinta e gerarchizzata al suo interno, che risponda alle esigenze economiche del paese e del governo. Tale riforma rimane però sulla carta, lo scoppio della Seconda Guerra Mondiale fa sì che venga approvata solo la Legge del 1940 riguardante la scuola media, che diventa così un unico triennio uguale per tutti i corsi inferiori ai licei e agli istituti tecnici e magistrali; rimane inalterato il sistema dell’avviamento professionale. Essenziale, per il nostro discorso sulle riforme scolastiche, è la Costituzione della Repubblica italiana, promulgata il 27 dicembre 1947 ed entrata in vigore il 1 gennaio 1948. Il documento dedica alcuni articoli all’istruzione, che viene considerata essenziale per procurare un maggior benessere alla collettività e per migliorare ed elevare le condizioni di vita dei cittadini. Si sottolinea la necessità di avere una scuola democratica, che sia d’aiuto alla formazione della persona e che prepari i singoli individui a vivere nella società, intesa come luogo di integrazione e di esplicazione della propria personalità.
Nelle parole del Presidente, in versione aggiornata, ho risentito lo stesso pathos di Vittorio Emanuele III dopo la sconfitta di Caporetto. Era mesi che molti attendevano una parola forte che facesse sentire la voce della Nazione rispetto a quella delle fazioni e della mediocrità propria di una politica responsabile di gravissimi errori. Prima del Presidente della Repubblica solo la Presidente del Senato Casellati si era espressa con coraggio nei confronti di una situazione insostenibile.