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La collina di Torino e le sue meraviglie

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Scopri – To   Alla scoperta di Torino

Alle porte di Torino sono numerosi i luoghi di interesse non solo dei turisti ma anche per i cittadini sabaudi. Tra di essi il Monte dei Cappuccini a due passi dal centro di Torino, dove si erge la Chiesa di Santa Maria Al Monte in stile tardo rinascimentale con interni barocchi tipica del sedicesimo secolo, all’interno della Chiesa vi è raffigurata una leggenda che narra di un’enorme lingua di fuoco che uscì dal tabernacolo per far fuggire gli invasori francesi. Il Monte dei cappuccini ospita anche un grande convento adiacente alla Chiesa di Santa Maria, nel quale una parte è adibita al Museo Nazionale della Montagna dal 1874.
Quest’ultimo ha al suo interno molte documentazioni, filmati, installazioni dedicate alla montagna e all’alpinismo estremo con sezioni espositive sempre nuove e aggiornate nel tempo. Al termine del museo una terrazza panoramica che affaccia su Piazza Vittorio la più grande piazza Piemontese.
L’ARTE CULINARIA DELLA COLLINA TORINESE
A pochi passi dal convento, il ristorante “Al monte dei cappuccini” aperto dal martedì al sabato, la sua terrazza panoramica e i suoi interni di gran classe fanno del ristorante uno dei posti più particolari della collina torinese. La cucina rispetta e valorizza le origini del territorio, tra i piatti più ambiti l’albese con limone, parmigiano e bagna cauda, il carpaccio di tonno e l’insalata di carciofi. Tra i primi troviamo i malfatti di salsiccia di Bra, i tagliolini alle verdure croccanti e i ravioli della Val Varita, tra i secondi la tagliata di ginepro e rosmarino, il filet mignon alle due cotture con prugne e la scottata al parmigiano. Per i più golosi hanno anche una vasta selezione di dolci tra cui il classico bonet della tradizione piemontese cotto al forno, il tortino di sfoglia con pere e cioccolato e molti altri.
VILLA REGINA E VILLA GENERO
Tra le meraviglie della collina torinese vi è anche Villa della Regina, una dimora lussureggiante del seicento costruita per volere Maurizio di Savoia, figlio del Duca Carlo Emanuele I e Caterina D’Asburgo, proprio per questo la villa in origine si chiamava Villa del Principe. Negli anni divenne la dimora estiva di Anna Maria D’Orleans e prese il nome attuale.
Davanti alla villa un enorme giardino ad anfiteatro con dodici statue e al centro una fontana raffigurante il dio Nettuno. All’interno della residenza numerosi arazzi seicenteschi, affreschi e raffinate sale con decorate e dipinte dai grandi maestri di quell’epoca, come i quadri di Giovanni Battista Crosato.
A due passi da Villa Regina, vi è Villa Genero, meno conosciuta, ma altrettanto maestosa. Villa Genero venne edificata nel milleottocento per volere del banchiere torinese Felice Genero e passata negli anni nelle mani di benestanti famiglie piemontesi, ancora oggi la villa è privata. La particolarità di questa dimora è sicuramente il suo parco con alberi secolari, sentieri, scale ornamentali, statue e fontane e in cima una meravigliosa terrazza dove si può osservare la città dall’alto. Il parco è invece accessibile a tutti per poter fare jogging, passeggiare e godersi la natura a pochi passi dalla città.
 BASILICA DI SUPERGA
Tanti turisti ogni fine settimana prediligono invece la Basilica Di Superga, fatta costruire a partire dal 1715 dal re Vittorio Amedeo II come ringraziamento alla vergine Maria dopo la battaglia contro i francesi. La Basilica fu commissionata all’architetto Filippo Juvarra, principale esponente del Barocco, l’opera fu molto difficoltosa perché il terreno non permetteva la costruzione della basilica, dovette quindi abbassare la cima del colle per riuscire ad ottenere un terreno piano che ne permettesse l’edificazione.
Nel 1731 venne inaugurata e da allora è possibile vederla da quasi tutta Torino. La basilica con pianta circolare ha una grande cupola barocca all’estremità, si dice ispirata al Pantheon di Roma. All’interno troviamo la cripta Reale con le spoglie della famiglia Savoia.

La Basilica di Superga, Villa Regina, Villa Genero e il Monte dei Cappuccini rappresentano solo una parte delle meraviglie della collina torinese, spesso ancora poco conosciuta nel profondo.

Noemi Gariano

Rock Jazz e dintorni a Torino: Paolo Fresu & Pierpaolo Vacca e Ermal Meta

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GLI APPUNTAMENTI MUSICALI DELLA SETTIMANA

Lunedì. Al teatro Concordia di Venaria si esibisce Ermal Meta.

Martedì. Per il Festival Seven Springs alla Scuola Holden, in collaborazione con Umbria Green Festival e Moncalieri Jazz Festival, suona il duo formato da Paolo Fresu, tromba, flicorno,effetti e Pierpaolo Vacca, organetto, con special guest la voce di KARIMA. Al teatro Colosseo “Omaggio a Lucio Dalla”, con alla voce Lorenzo Campani affiancato da una band guidata da Luigi Buggio e la partecipazione di Ricky Portera, storico chitarrista di Lucio Dalla. Alle OGR suona il trio di Sergio Di Gennaro con ospite il sassofonista Emanuele Cisi.

Mercoledì. Al Blah Blah si esibiscono i Vespri + Resina. Allo Ziggy suona Matt Elliot.

Giovedì. Al Folk Club ultimo concerto di stagione con il chitarrista James Maddock. Al Cafè Neruda suona il trio di Emanuele Cisi. Allo Ziggy sono di scena i Trans X + Silent Cold.

Venerdì. Alla Scuola Holden per il Festival Seven Springs, concerto dal titolo : “Come nascono le canzoni”, con Raphael Gualazzi voce e pianoforte e Stefano Senardi. A seguire dj set live by Kappa FuturFestival. Al Circolino suona il Transalpine Manouche Trio. All’Hiroshima Mon Amour si esibisce Francamente. Allo Spazio 211 è di scena Califone. Al Blah Blah suonano Gli Alberi + Starspawn Of Cthulhu.

Sabato. Allo Ziggy si esibisce Die Abete + Pigro. Al Blah Blah è di scena Jungle Julia. Allo Spazio 211 suonano i Teenage Bottlerocket.

Domenica. Al Blah Blah si esibiscono i Pentatonica.

Pier Luigi Fuggetta

Una insolita crostata alla crema di mele

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Le torte di mele, declinate in numerosissime varianti, non deludono proprio mai…Provate questa insolita e squisita crostata, il suo cremoso ripieno vi conquisterà!

Ingredienti

Frolla: 180gr. di farina, 100gr. di burro, 60gr. di zucchero, 2 tuorli, un pizzico di sale.

Farcia: 4 grosse mele Renette, 1/2 bicchiere di vino bianco secco, 2 cucchiai di zucchero, 100gr. di cioccolato amaro 70%, un pizzico di cannella

Preparare la frolla impastando velocemente tutti gli ingredienti, avvolgere in pellicola e far riposare in frigo per 30 minuti.
Pelare e tagliare 3 mele a tocchetti, cuocere con il vino, lo zucchero e la cannella sino a quando si saranno spappolate. Lasciar intiepidire e aggiungere mescolando il cioccolato.

Stendere la frolla in una teglia rotonda foderata con carta forno, bucherellare il fondo e riempire con la crema di mele. Affettare la mela rimasta, spruzzarla con il succo del limone e posarla sulla crema, cospargere con un poco di zucchero. Cuocere in forno statico a 220 gradi per 45 minuti.

Paperita Patty

Trancio di salmone con puré di broccoli e ceci

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Un tris di sapori per una ricetta d’effetto, un piatto completo, nutriente e sano. La delicatezza e morbidezza del salmone abbinate ad un colorato pure’ vellutato sorprendera’ i vostri ospiti.

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Ingredienti

2 Tranci di salmone fresco

250gr. di ceci lessati

2 piccole teste di broccolo

½ spicchio di aglio

1 piccolo peperoncino

Olio evo, sale, 1/2 limone, prezzemolo q.b.

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Cuocere i tranci di salmone a vapore irrorati con il succo del limone. Cuocere, sempre a vapore, i broccoli precedentemente lavati, quindi frullarli con l’aglio, il peperoncino, i ceci scolati e risciacquati. Allungare il pure’ con un mestolino di acqua di cottura dei broccoli per renderlo piu’ cremoso, aggiustare di sale, aggiungere l’olio evo ed il prezzemolo tritato. Servire tiepido.

 

Paperita Patty

Oggi al cinema. Le trame dei film nelle sale di Torino

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A cura di Elio Rabbione

A cena con il dittatore – Commedia. Regia di Manoel Gomez Perira, con Mario Casas, Oscar Lasarte e Nora Hernandez. Madrid, 1939. La Guerra Civile è finita da appena due settimane e il Generale Franco vuole organizzare una cena celebrativa presso il lussuoso Hotel Palace, simbolo della vittoria del nuovo regime. Manca però il personale; i cuochi migliori infatti sono repubblicani e stanno per essere fucilati. Genaro così ne ottiene il temporaneo rilascio per poter garantire un banchetto impeccabile. Quando il cuoco Antòn si rifiuta di cucinare per il Generale, viene ucciso senza pietà dal falangista Alonso. Al suo posto viene chiamata Juana, un’esperta cuoca che fa parte della CNT (Confederaciòn Nacional del Trabajo). Durata 106 minuti. (Nazionale sala 4)

Antartica – Quasi una fiaba – Regia di Lucia Calamaro, con Silvio Orlando, Barbara Ronchi e Valentina Bellè. Una piccola comunità di scienziati, irraggiungibile per otto mesi l’anno, guarda al futuro della specie umana, cercando cose che ancora non capisce. Non conosce. Non sa. L’arrivo di Maria, genio forastico e cocciuto, nella base più isolata dell’Antartico, metterà in crisi i progetti del capomissione Fulvio Cadorna, suo mentore. Fulvio e Maria sono simili, sono legati, sono complici. Ma come spesso capita, tutti vogliono la stessa cosa, fino al giorno in cui ognuno vuole appropriarsi della propria. Un conflitto scientifico, ideologico, affettivo. Durata 93 minuti. (Fratelli Marx)

Le aquile della repubblica – Drammatico. Regia di Tarik Saleh, con Fares Fares e Lyna Khoudri. George El-Nabawi è la star più famosa del cinema egiziano. Proprio per questa ragione gli viene chiesto con modalità ricattatorie di interpretare il Presidente Abdel Fatah al-Sisi in un film che inneggi alle sue gloriose gesta nella fase che ha preceduto il suo insediamento. George non può rifiutare anche perché metterebbe in pericolo la vita del figlio ma la sua accettazione non è destinata a semplificargli la vita, anche la relazione con la misteriosa moglie del generale che supervisiona il film complica non poco le cose. Durata 127 minuti. (Greenwich Village)

Il caso 137 – Drammatico. Regia di Dominik Moll, con Léa Drucker. Stéphanie è un’ispettrice dell’IGPN, l’organismo disciplinare che vigila sulla polizia francese. È lei che si ritrova a indagare sul caso di Guillaume, un ragazzo partito con la famiglia alla volta di Parigi per partecipare a una manifestazione e ferito gravemente da un proiettile antisommossa. Quando Stéphanie inizia a ricostruire l’accaduto capisce il caso la tocca anche a livello personale, ma malgrado l’ostilità di molti colleghi decide di andare fino in fondo. Designato Film della Critica dal Sindacato Nazionale Critici Cinematografici Italiani con la seguente motivazione: “Dietro il solido impianto da film di genere, il film ribadisce il fervore politico del cinema francese più battagliero. Con uno sguardo più desolato che rabbioso, il regista racconta le tensioni sociali del presente e l’abuso sistematico del potere. Ma soprattutto, tra le righe, suggerisce una fondamentale riflessione sulle immagini contemporanee, sulla molteplicità dei punti di vista e sull’ambiguità delle interpretazioni”. Durata 115 minuti. (Fratelli Marx)

che Dio perdona a tutti – Commedia. Diretto e interpretato da Pif, con Giusy Buscemi, Francesco Scianna e Carlos Hipòlito. Arturo è un agente immobiliare siciliano, solo, goloso e disilluso. La sua vita monotona trova finalmente una scintilla grazie alla sua unica, vera, passione: la pasticceria siciliana. È proprio davanti a un vassoio di cannoli che incontra la sua anima gemella, Flora. Lei è tutto ciò che ha sempre sognato: bella, spiritosa e brillante. Come se non bastasse, è anche una pasticciera! Tuttavia, tra i due si frappone un ostacolo divino: Dio. Mentre Flora è una cattolica devota e fervente, Arturo ha abbandonato la fede quando era ancora un bambino. Nel disperato tentativo di non perdere la donna dei suoi sogni, decide di “fingere finché non diventa vero”, spacciandosi per un uomo dalle profonde convinzioni religiose. Ad accompagnare Arturo in questo caotico viaggio verso la verità, la fede e il cuore di Flora, ci sarà un mentore e amico d’eccezione: Papa Francesco in persona. Durata 114 minuti. (Eliseo)

Il diavolo veste Prada 2 – Commedia. Regia di David Frankel, con Meryl Streep, Anne Hathaway, Emily Blunt e Stanley Tucci e con Kenneth Branagh. Dolce&Gabbana con Donatella Versace e Lady Gaga coinvolti nell’operazione. A quasi vent’anni dalle loro iconiche interpretazioni nei panni di Miranda, Andrea, Emily e Nigel, i quattro attori tornano nelle eleganti strade di New York City e nei lussuosi uffici di Runway nel tanto atteso sequel del fenomeno datato 2006 che ha segnato una generazione. Andrea torna nella prestigiosa rivista di moda dopo vent’anni, ritrovando una Miranda se possibile ancor più cinica e cattiva, che vede attorno a sé un mondo del tutto cambiato. La carta stampata ha forse fatto il suo tempo, è il web ad aver impugnato il bastone del comando, difficile continuare a essere tanto bravi da anticipare quel che piacerà alla gente. Emily ha catturato un fidanzato che non le fa che gli occhi dolci, lavora per Dior, ma non è certo di quelle donne che amano arrendersi. E se in tempo di crisi il trio si riformasse, non esclusa l’anima prorompente di Nigel? Durata 109 minuti. (Massaua, Due Giardini sala Ombrerosse, Eliseo Grande, Fratelli Marx, Greenwich Village V.O., Ideal, Lux sala 2, Reposi anche V.O., Romano sala 2 anche V.O., The Space Torino, Uci Lingotto anche V.O., The Space Beinasco, Uci Moncalieri)

E i figli dopo di loro – Drammatico. Regia di Ludovic e Zoran Boukherma, con Paul Kircher e Angelina Woreth. Agosto 1992. Un pomeriggio di un caldo soffocante in una valle sperduta da qualche parte nell’est della Francia. Il quattordicenne Anthony e suo cugino ammazzano il tempo in riva al lago insieme a Steph e Clem. Per Anthony sarà l’estate del primo amore, quello che dà un senso a ogni cosa. Il momento agrodolce della vita che segna la fine dell’infanzia e il passaggio alla maturità. Ma c’è anche Hacine, un giovane ribelle del quartiere. E una motocicletta che ruba ad Anthony, sconvolgendo la vita di tutti. Nel corso di quattro estati cruciali, i destini di Anthony, Steph e Racine si attraversano, si scontrano e s’intrecciano. E in mezzo a tutto questo tumulto, l’amore cercherà di trovare la propria strada… Durata 146 minuti. (Romano sala 1)

È l’ultima battuta? – Commedia. Regia di Bradley Cooper, con Will Arnett, Laura Dern e Bradley Cooper. Sono sposati da circa vent’anni Alex e Tess ma adesso stanno divorziando. Hanno due figli e pur nella drammaticità del momento cercano di mantenere dei corretti rapporti. Scoprono di avere delle qualità che non conoscevano o che avevano per anni messo da parte: lei proverà a fare l’allenatrice di pallacanestro, lui affronterà il pubblico diventando sempre più bravo come cabarettista. Durata 121 minuti. (Greenwich Village V.O. sala 1)

La festa è finita – Commedia. Regia di Antony Cordier, con Laurent Lafitte e Laure Calamy. Nel sud della Francia, in una grande villa, la ricca famiglia Trousselard sta trascorrendo le vacanze estive: il padre Philippe è un noto avvocato parigino, la madre Laurence una ex diva del cinema, la figlia Garance anche lei attrice, ma alle prime armi, ed insieme al fidanzato Mendi, ambizioso avvocato di origine maghrebina. Un banale incidente domestico capitato a Tony, il custode della villa, genera una faida familiare che coinvolge anche la moglie dell’uomo, Nadine, e la figlia Marylou. Durata 96 minuti. (Centrale)

Michael – Musicale, drammatico. Regia di Antoine Fuqua, con Jaafar Jackson. Il film racconta la vita di Michael Jackson oltre la musica, tracciando il suo viaggio dalla scoperta del suo straordinario talento come protagonista dei Jackson Five, all’artista visionario la cui ambizione creativa ha alimentato un’incessante ricerca per diventare il più grande intrattenitore del mondo. Evidenziando sia la sua vita fuori dal palco che alcune delle performance più iconiche degli inizi della sua carriera da solista, il film offre al pubblico un posto in prima fila per Michael Jackson come mai prima d’ora. È qui che inizia la sua storia. Durata 127 minuti. (Massaua, Due Giardini sala Nirvana, Greenwich Village V.O., Ideal, Lux sala 1, Reposi sala 2, The Space Torino, Uci Lingotto anche V.O., The Space Beinasco, Uci Moncalieri)

Mother Mary – Thriller, fantasy. Regia di David Lowery, con Anne Hathaway e Michaela Coel. Alla vigilia del suo grande rientro in scena, l’iconica pop star Mother Mary riavvicina Sam, un tempo sua migliore amica e costumista e ora stilista affermata, per chiederle di confezionarle un nuovo abito. L’incontro riaprirà la strada a sentimenti forti e mai sopiti, ferite e tensioni irrisolte. Durata 110 minuti. (Massaua, Lux sala 3, Nazionale sala 1, The Space Torino, Uci Lingotto, The Space Beinasco, Uci Moncalieri)

Nel tepore del ballo – Drammatico. Regia di Pupi Avati, con Massimo Ghini, Isabella Ferrari, Giuliana De Sio, Lina Sastri, Sebastiano Somma e Raoul Bova. Gianni Riccio è ora un applauditissimo conduttore televisivo, ma la sua infanzia è stata segnata dalla perdita di entrambi i genitori, in due diverse circostanze. Si ritrova però a essere coinvolto in un crack finanziario, venendo prelevato e rinviato a processo: ma forse il nuovo incontro con un antico amore gli darà la forza di ricominciare. Durata 92 minuti. (Romano sala 3)

The drama – Commedia drammatica. Regia di Kristoffer Borgli, con Zendaya e Robert Pattinson. Emma e Charlie s’incontrano in un bar e si innamorano sin dal primo momento. La coppia arriva alla vigilia del matrimonio ma appena prima del grande evento ha l’infelice idea di partecipare, con una coppia di amici, a un gioco assai pericoloso: raccontarsi l’un l’altro la cosa peggiore che abbiano mai fatto nella loro vita fino a quel momento. Charlie inizierà a chiedersi se davvero sia opportuno legarsi per tutta la vita a quella giovane donna. Durata 106 minuti. (Eliseo)

Le tigri di Mompracem – Thriller. Regia di Alberto Rodriguez, con Antonio de la Torre e Barbara Lennie. Antonio ed Estrella sono fratello e sorella, vivono insieme a La Huelva, nel sud della Spagna, e fanno i sommozzatori. Figli di un padre che li ha educati alla vita in mare, amano entrambi ciò che fanno, ma hanno destini professionali diversi. Soprannominato “La tigre”, lui è il membro più esperto di una squadra di sub che manutiene le enormi petrolifere attaccate in porto; lei, invece, vittima da bambina di un incidente in acqua che le ha compromesso l’udito, non può immergersi oltre una certa profondità e progetta di andare a lavorare in una riserva marina sull’Atlantico. Il disperato bisogno di denaro di Antonio spingerà fratello e sorella a tentare la fortuna in maniera illecita, a costo della vita. Durata 109 minuti. (Classico, Greenwich Village)

Yellows Letters – Drammatico. Regia di Ilker Çatak. Durata 127 minuti. A tre anni dall’apprezzato “La sala professori”, Çatak narra dell’accademico Aziz e dell’attrice Derya che perdono il loro lavoro per la messa in scena di uno spettacolo palesemente avverso al regime. Saranno costretti a trasferirsi a Istanbul, nel tentativo di dare un nuovo aspetto al loro stile di vita e nel confronto con il compromesso che inevitabilmente verrà a proporsi tra il loro impegno politico e la sopravvivenza di ogni giorno. Orso d’oro alla Berlinale. Durata 128 minuti. (Nazionale sala 2)

Petto di pollo al limone: la bontà delle cose semplici

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Una ricetta appetitosa, sorprendentemente profumata che vi stupirà per la sua leggerezza, morbidezza e bontà

 

La carne di pollo apprezzata per le sue propreita’ nutritive e’ adatta a tutta la famiglia. Pochi semplici ingredienti per una ricetta appetitosa, sorprendentemente gustosa e profumata che vi stupira’ per la sua leggerezza, morbidezza e bonta’.

 

Ingredienti:

1 Petto di pollo intero

1 bicchiere di vino bianco secco

1 limone non trattato

1 spicchio di aglio

Olio,sale,pepe, rosmarino q.b.

 

In una pentola scaldare l’olio con l’aglio e il rametto di rosmarino. Rosolare a fuoco vivace il petto di pollo, salare, pepare e sfumare con il vino bianco, abbassare la fiamma, lasciare insaporire e cuocere coperto per circa un quarto d’ora. Lavare il limone e con un rigalimoni o un coltellino affilato, prelevare striscioline di scorza sottilissime da aggiungere al pollo poi, aggiungere tutto il succo filtrato del limone. Lasciar cuocere lentamente per circa mezz’ora aggiungendo, se necessario, un mestolino di acqua calda. Lasciar consumare la salsa, affettare la carne e servire caldo.

Paperita Patty

Con spinaci e ricotta la torta è speciale e stuzzicante

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Le torte salate sono apprezzate per la loro versatilità. Molto facili e veloci da preparare sono ottime servite tiepide o fredde, stuzzicanti e fantasiose

Ideali per un aperitivo con amici, una cena veloce, un antipasto o un pic nic,  le torte salate sono molto apprezzate per la loro versatilita’. Molto facili e veloci da preparare sono ottime servite tiepide o fredde, stuzzicanti e fantasiose. Un must per tutte le stagioni.

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Ingredienti:

2 rotoli di pasta sfoglia rotonda

½ kg. di spinacini freschi

1 fetta di prosciutto cotto (100gr.)

250gr. di ricotta piemontese

100gr. di taleggio

1 uovo intero, 4 tuorli

1 spicchio di aglio

50gr.di parmigiano grattugiato

sale, pepe,burro, noce moscata q.b.

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Lavare gli spinacini, saltarli in padella con una noce di burro e l’aglio, lasciar raffreddare. In una ciotola mescolare il prosciutto e il taleggio tagliati a dadini, aggiungere il parmigiano, l’uovo intero, gli spinacini, sale, pepe e un pizzico di noce moscata. Stendere la pasta sfoglia in una teglia rotonda foderata di carta forno,bucherellare il fondo, disporre il ripieno, coprire con la ricotta, fare 4 fossette in ognuna delle quali sistemare il tuorlo. Coprire con la sfoglia rimanente, saldare bene i bordi, spennellare con poco latte e cuocere in forno per 35-40 minuti a 200 gradi. Servire tiepida.

 

Paperita Patty 

“Perché tu, così come sei, sei l’unica cosa di cui avrò mai bisogno”

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CHIARA DE CARLO

https://www.mailticket.it/evento/49994/10-hp

Un libro ripercorre la nascita del Barolo tra storia e figure leggendarie

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PENSIERI SPARSI  di Didia Bargnani

Un antico podere, un’imprenditrice ante litteram e un uomo vulcanico

Pierpaolo Ferrero, nonostante gli 87 anni compiuti, è l’emblema dell’esuberanza, della vitalità, dell’inventiva e dell’energia appassionata ed esplosiva che lo accompagnano da sempre. Dopo una vita rocambolesca, vissuta quasi come un romanzo in parte a Torino ed in parte in Costa Azzurra, a Cap d’Ail con l’adorata moglie Carla, pensa sia arrivato il momento di raccontare gli episodi più particolari della sua vita che riguardano la famiglia, il lavoro, le amicizie, i personaggi incredibili incontrati negli anni ed è così che nascono i primi libri autobiografici: Magic moments, White memories, Souvenirs de Cap d’Ail, scritti durante la pandemia da Covid nel suo ‘buen retiro’ in riviera.
“ A 85 anni ho avuto il desiderio fortissimo di conoscere mio cugino Roberto che non vedevo dal ‘49 quando i nostri genitori litigarono per questioni ereditarie e così gli ho telefonato, ci siamo incontrati , conosciuti e capiti perfettamente, stesso amore per il lavoro, la famiglia e le cose belle”, mi racconta Pierpaolo come un fiume in piena.
Cerco di farlo parlare dell’ultimo libro, La Saga dei Ferrero, che vuole pubblicare in un numero ristretto di copie, solo per famigliari ed amici ma si affollano i ricordi di una vita iniziata da bambino nelle Langhe poi da ragazzo a Torino, in cantiere, dove non voleva andare per non sporcarsi gli abiti ( ancora adesso Pierpaolo è un vero dandy) , inizia così come assistente di cantiere per poi essere assunto alla Recchi  e in seguito alla Stroppiana di Moncalieri che verrà acquisita da una società inglese, la Ready-mixed concrete spa, leader mondiale nel settore calcestruzzi dove a 34 anni diventa dirigente per l’Italia. Dopo qualche anno la società viene venduta al gruppo Ferruzzi e Pierpaolo assume il ruolo di capo area Piemonte.
“ Sono i primi anni ‘80 e la contestazione sindacale  in Piemonte è fortissima- mi dice Pierpaolo- il sindacato aveva distrutto la meritocrazia e i miei rapporti con loro erano molto duri ; durante i lavori preparatori per la costruzione della Rinascente in via Lagrange, inizia uno sciopero selvaggio e così , furibondo me ne vado e passo all’Unicem”.
A fatica, tra ricordi di auto sportive, belle donne e vacanze in Costa Azzurra, riesco finalmente a farmi raccontare l’amore per la terra di Langa e per il Barolo, “il vino più buono del mondo “.
La grande promotrice del Barolo, Virginia Ferrero, nasce nel 1865 a Torino da genitori originari di Serralunga che fondarono la casa vinicola nel 1856; Tota Virginia rappresenta tra le famiglie dei ‘barolisti’ ancora oggi un ricordo vivido e concreto. La prozia di Pierpaolo si avventurava, negli anni tra le due Guerre Mondiali, con il proprio calesse in Val d’Aosta, in Svizzera, Austria e Costa Azzurra per far conoscere il Barolo; questa donna che oggi sarebbe una grande imprenditrice, aveva intuito il potenziale della terra di Langa e aveva fatto crescere in modo esponenziale la sua azienda, negli anni ‘30 era diventata la più importante produttrice di vini con oltre 400.000 bottiglie prodotte in un anno.
I filari di uva di Tota Virginia erano stati messi a dimora nelle vicinanze del ‘palasot’, dove si faceva il vino,  oggi grazie all’imponente restauro voluto da Roberto Ferrero, il cugino di Pierpaolo, e’ diventato uno splendido Relais, Antico Podere Tota Virginia, in ricordo dell’intraprendente, tenace a coraggiosa prozia.
Didia Bargnani