Quasi un fulmine a ciel sereno: la giunta comunale ha approvato una serie di rincari per tributi locali, tariffe, rette e canoni, raccolta rifiuti e suolo pubblico, compresi i permessi della Ztl. Le delibere con le linee di indirizzo per il potenziamento delle attività di riscossione delle entrate non lasciano dubbi.
Sono previsti anche alcuni sgravi per determinate categorie, e si tratta di decisioni preliminari all’approvazione del bilancio preventivo che sarà esaminato dalla giunta in una delle prossime sedute.
“Cara sindaca Appendino giù la maschera – scrive su Facebook il consigliere Pd Domenico Carretta – il suo sogno si sta trasformando in un incubo per tanti torinesi che hanno creduto davvero al riscatto degli ultimi”. Non meno tenero il centrodestra: “E’ troppo comodo per la Giunta non fare altro che aumentare tasse e balzelli per fare cassa. Non bastavano le multe: se rispondono al vero le notizie dei giornali, nelle prossime settimane una raffica di aumenti colpirà i torinesi. Anziché individuare soluzioni per contrastare il periodo di crisi, il Comune non trova di meglio che mettere le mani nelle tasche dei torinesi”. E’ il commento di Osvaldo Napoli, capogruppo di Forza Italia a Palazzo Civico “Come se non bastasse, per i
titolari di bar e ristoranti che sono stati presi di mira di recente per la questione dei dehors, sarebbe anche in arrivo un aumento dei costi per l’occupazione del suolo pubblico. E, a quanto pare, l’amministrazione comunale avrebbe anche intenzione di tartassare i comuni cittadini, triplicando il permesso di sosta per i residenti. Ma la Giunta Appendino non aveva promesso che si sarebbe distinta dalle passate amministrazioni? Forse i torinesi se la ricorderanno proprio per avere aumentato le tasse”, aggiunge il capogruppo azzurro in Sala Rossa. Sul piede di guerra anche la sinistra “doc”: “Stamani la Giunta Appendino ha approvato il provvedimento sulla applicazione della tassa comunale Tari per il 2017, approvando contestualmente il piano finanziario per il costo di esercizio sulla raccolta rifiuti. Il piano tariffario distingue tra rifiuti non domestici (ad es. aree mercatali) e rifiuti domestici, prevedendo la compartecipazione degli utenti, gli sgravi, le riduzioni premianti per la raccolta differenziata. Spicca il seguente paragrafo: “Non sono previste per il 2017 le riduzioni di cui all’art.14 punto 1 comma c del Regolamento Tari”. Lo afferma la consigliera di Torino in Comune Eleonora Artesio. “Erano riduzioni
applicate per i titolari di abitazioni principali in condizioni economiche disagiate da certificare secondo presentazione Isee. In sintesi tutte le utenze domestiche subiranno un incremento fino a un massimo dello 0,9/00 e saranno escluse da agevolazioni, a eccezione dalle zone interessate dal sistema premiante del porta a porta, il cui avvio però non dipende dalla volontà delle famiglie, ma della predisposizione organizzativa del Comune e di Amiat. In campagna elettorale l’attuale Sindaca faceva selfie con due cartelli, uno sulle code agli ingressi ad eventi e uno sulle file davanti agli sportelli sociali: quale Torino aveva in mente quando ha votato in Giunta questa delibera? Glielo chiederemo durante la discussione in Consiglio comunale”, conclude Artesio.
LA REPLICA DELLA GIUNTA
Scrive in una nota l’assessore al Bilancio della Città di Torino, Sergio Rolando: “La Giunta Comunale non ha approvato alcuna stangata. Restano inalterate gran parte delle tariffe, con aumenti sulla Tari contenuti allo 0.9%, in linea con l’inflazione programmata. E ci sono anche alcune diminuzioni relative ad esempio alle tariffe cimiteriali e per gli operatori dei mercati. Particolare rilievo hanno le tariffe relative alla ZTL e ai posteggi nelle strisce blu, poiché questa amministrazione intende utilizzare la leva tariffaria per incentivare nel centro cittadino l’uso dei mezzi pubblici e pertanto le tariffe sono state adeguate a quelle delle principali città italiane ed europee.
Buone notizie: in Piemonte le offerte di lavoro sono aumentate del 2,8% rispetto al 2015.
Mosso dai recenti fatti di cronaca sui riti occulti misti a violenza sessuale e agli episodi di bullismo
Durante una serie di sedute spiritiche in una mansarda torinese, per mesi, alcuni uomini hanno abusato di una studentessa, all’epoca dei fatti diciassettenne
Il pentito Domenico Agresta ha ricostruito, nella propria testimonianza nel processo milanese a carico di Rocco Schirripa, quale sarebbe stato il movente dell’omicidio del procuratore di Torino Bruno Caccia del 1983. 
Raggiunto un nuovo record al Centro trapianti di fegato della Città della Salute, grazie all’ equipe del professor Mauro Salizzoni.
trapianti. A loro si aggiungono due o tre persone per ogni prelievo. I trapianti sono tecnicamente riusciti. Salizzoni, trent’anni fa ha fondato il Centro Trapianti di fegato di Torino, diventato punto di riferimento, non solo nazionale.
Il problema si presenta in piazza Solferino, ma non solo. La stretta sulla normativa che regolamenta i dehors (per i quali i ristoranti e bar di Torino pagano salatissime tasse annuali di migliaia di euro) si sta materializzando con le visite della polizia municipale agli esercenti.
piazza storica e centrale come Piazza Solferino è un rischio concreto: ci chiediamo se il Sindaco Appendino si rende conto della potenziale perdita della città e della figura che rischia di fare>> segnalano Maurizio Marrone, Consigliere FDI-AN in Regione Piemonte, e Augusta Montaruli, di FDI-AN.
“Da un lato l’amministrazione civica si vanta di favorire le politiche turistiche per il rilancio della città, e dall’altro va a ricercare con la lente di ingrandimento le irregolarità eventuali nei locali cittadini. Le norme vanno rispettate, è ovvio. Ma se si rischia di far chiudere i dehors penalizzando pesantemente la ristorazione, allora si trovi una soluzione ragionevole”. E’ il commento del capogruppo di Forza Italia a Palazzo Civico, Osvaldo Napoli, che aggiunge: “Uno dei punti del mio programma in campagna elettorale era addirittura quello di concedere gratuitamente l’uso del suolo pubblico per i dehors a Torino. Bar e ristoranti spesso già provati dalla crisi si trovano a dover pagare cifre salatissime al Comune per gli allestimenti esterni. Se ora i locali vengono anche presi di mira e ‘bastonati’ con severità e sono costretti a chiudere i dehors, allora qualcosa non funziona. Si individuino regole sensate e condivise”. “Chiedo pertanto che l’amministrazione spieghi cosa intende fare, – conclude Napoli – senza esibirsi nel classico rimbalzo di responsabilità tra gli assessorati e la polizia municipale. E lo spieghi al più presto: la bella stagione avanza e sui dehors deve essere fatta chiarezza, subito”.
Nella città più cassintegrata d’Italia e nell’ex fabbrica simbolo dell’auto e dell’operaismo torinese, un richiamo alle radici era anche auspicabile