Il nuovo collegio dei revisori comunali da’ l’ok al bilancio di previsione 2018-2020 e al Documento Unico di Programmazione 2018-2021, dopo le polemiche sui conti comunali che avevano portato alle dimissioni del precedente collegio dei contabili.
La Corte dei Conti aveva di recente espresso un apprezzamento nei confronti della linea adottata dall’amministrazione pentastellata per far quadrare il bilancio municipale. Intanto la sindaca Appendino bolla come strumentali le critiche giunte da parte delle circoscrizioni cittadine che lamentano eccessivi tagli alle risorse a loro disposizione.
In Piemonte sono sono in aumento i contratti di apprendistato per i giovani under 30 in Piemonte. Erano 23.194 nel 2017 (il 22,2% in più del 2016), invece nel primi due mesi del 2018 l’incremento sull’analogo periodo dell’anno precedente è del 30%. Il saldo positivo è dovuto alla semplificazione normativa e alla nuova disciplina regionale della materia. L’assessore regionale al Lavoro, Gianna Pentenero, ha reso nota la situazione in occasione della presentazione di “Alpprentissage (AlpTis)”, il progetto biennale di Unioncamere Piemonte e della Camera regionale dell’Auvergne-Rhone-Alpes, cofinanziato dal programma “Erasmus +” dell’Unione Europea. L’obiettivo è aumentare la diffusione di questo strumento contrattuale ancora poco utilizzato dalle pmi italiane e francesi, anche se in Piemonte questa tendenza sembra essere ormai invertita. Nella nostra regione l’apprendistato rappresenta infatti la quarta tipologia di contratto più utilizzato (8%), dopo tempo determinato (38,2%), somministrazione (32,7%) e lavoro intermittente (8,4%). “La Regione Piemonte – spiega Pentenero – è sempre stata una delle più attive nel promuovere l’apprendistato, un tipo di contratto che intende sostenere in modo innovativo la formazione dei giovani e favorire la transizione dal mondo dell’istruzione a quello delle imprese. Per questo abbiamo deciso di collaborare con Unioncamere Piemonte per avviare una comunicazione istituzionale mirata a diffondere la conoscenza di questa forma contrattuale e dei suoi vantaggi, in particolare fra le piccole e medie imprese”. Unioncamere ha anche attivato il sito www.piemonte.apprendilavoro.it e, in collaborazione con la Regione Piemonte, è in programma anche un ciclo di presentazioni locali dirette alle imprese, organizzate presso le Camere di commercio. Questo il calendario: Alessandria 5 aprile, Asti 10 maggio, Biella 29 maggio, Cuneo 20 aprile, Novara 24 maggio, Torino 23 maggio, Verbania 18 maggio, Vercelli 8 maggio.
Il Comune aveva dato la possibilità di iscriversi via mail. I posti disponibili in sala Colonne a Palazzo Civico, solo 85, sono andati a ruba. Un po’ pochi per discutere di un tema tanto importante quale l’ampliamento della fascia oraria della zona a traffico limitato – la Giunta pare propensa ad allargarlo fino alle 19,30 – tanto che i commercianti e residenti del centro hanno deciso di organizzare alla stessa ora, le 18 di lunedì, davanti a palazzo civico, un flash mob contro la proposta che giudicano disastrosa per i loro negozi. Sarà presente con loro anche l’ex governatore del Piemonte, Enzo Ghigo, che ha scritto in un post su Facebook: “La scelta della Giunta municipale torinese di convocare lunedì 19 marzo, alle ore 18, una mini-assemblea per “progettare” la nuova zona a traffico limitato, in una sala del Comune che contiene solo poche decine
di persone previa prenotazione via mail, non sembrerebbe proprio rispondere alle esigenze di quella partecipazione decisionale della cittadinanza, tanto sbandierata dai pentastellati nei loro programmi. Senza poi contare che a quell’ora i commercianti, tra i soggetti più interessati da un ampliamento dell’orario della ztl, non potranno essere presenti per motivi di lavoro. Non intendo mettere in discussione misure utili a preservare la salute dei cittadini e la vivibilità del centro storico, a patto che queste funzionino e non si riducano a semplice propaganda. Quel che è sicuro è che diverse ore di chiusura in più al giorno danneggeranno le attività economiche in un momento difficile per le imprese e per il lavoro, mentre attorno alla zona proibita alle auto lo smog continuerebbe ad imperversare”.
Alla fine la sindaca, che avrebbe avuto tempo fino al 31 marzo, ha sciolto le riserve inviando in autonomia la lettera di manifestazione di interesse al presidente Malago’ del CONI in cui la Città si dichiara disponibile ad organizzare i Giochi invernali del 2026. In questo modo ha forse evitato l’imbarazzo tra i consiglieri del suo gruppo a Palazzo Civico , molti dei quali sono dichiaratamente contrari ad una nuova avventura olimpica. Il tema sarà di nuovo in discussione lunedì in Sala Rossa. In un comunicato stampa i grillini del gruppo consiliare affermano che valuteranno prossimamente se ci saranno le condizioni ambientali e socio-economiche adatte per ospitare nuovamente l’evento sportivo internazionale in città e sulle montagne olimpiche.
Un “bottino” consistente per le casse municipali dopo il primo giorni di riattivazione dell’autovelox in corso Regina Margherita: una multa in media ogni undici minuti. Il dispositivo fisso per l’accertamento della velocità era rimasto fermo per due anni e ora è nuovamente attivo. Il primo bilancio dei civich è di 136 multe per chi ha sgarrato sul limite di 70 chilometri orari sulla svolta per via Pietro Cossa. Undici anni fa, quando venne inaugurato, furono addirittura 1000 gli automobilisti multati nel primo giorno. Per riattivare l’apparecchiatura sono stati pagati dal Comune 200 mila euro, disponibili dal 2016, ma l’ intervento tecnico e le lungaggini burocratiche hanno dilatato i tempi. A dare battaglia c’è però l’agguerrito comitato “Strademulte”, che sostiene l’illegittimità degli autovelox, perché non sarebbero a norma.
Salt Lake City, la città americana che ospitò i Giochi nel 2002 ripresenta la propria candidatura per il 2030. Un aspetto che rilancerebbe la proposta italiana per le Olimpiadi 2026 a Milano in abbinamento con le valli e le montagne torinesi. Dunque Giochi in tandem con il capoluogo lombardo quale città candidata, ma con il territorio torinese di sostegno. Il Coni dovrebbe propendere su questa scelta . A Torino, in molti ambienti politici ed economici anche questa ipotesi di doppia candidatura non dispiacerebbe. La preoccupazione per il “partito” pro Giochi invernali è sempre legata alla contrarietà di parte del Movimento 5 Stelle. I consiglieri pentastellati critici sull’ipotesi di Torino 2026, sarebbero pronti a votare contro le mozioni proposte da Pd e Lega lunedì a Palazzo Civico. E anche l’ultima riunione degli tutti gli eletti del M5s a Venaria ha visto molte posizioni contrarie alla candidatura olimpica.
Erano in 400 i lavoratori di Italiaonline davanti a Piazza Affari, sede della Borsa italiana. Il motivo della “location” il fatto che un anno e mezzo fa, proprio lì, l’azienda aveva festeggiato l’approdo in Borsa dopo la fusione con il gruppo Seat Pagine Gialle. Otto ore di sciopero e ora i lavoratori, molti torinesi, attendono le comunicazioni che Italiaonline farà a seguito del cda convocato a Milano per l’approvazione dei conti e il piano di riorganizzazione. Sono annunciati 400 esuberi e la chiusura della sede torinese. La protesta è in corso da giorni in tutte le sedi. Dicono i sindacati: “gli azionisti si sono spartiti un maxidividendo da 80 milioni di euro”.
(foto: il Torinese)

AGGIORNAMENTO: mozione unitaria in Città Metropolitana che impegna la sindaca Appendino ad attivarsi per presentare entro il 31 marzo la manifestazione d’interesse per le Olimpiadi Invernali 2026. Il consiglio metropolitano è unanime nel sì ad avviare il l’ipotesi di candidatura, unendo le due mozioni presentate da centrosinistra e centrodestra insieme e una da M5s
La sindaca Appendino non invierà oggi al Coni la lettera di manifestazione di interesse per la candidatura di Torino ai Giochi olimpici invernali del 2026, come aveva invece annunciato avrebbe fatto, a seguito del Consiglio metropolitano di oggi. C’è tempo comunque fino al 31 marzo. Si è già rotta la tregua tra i grillini sulla spinosa vicenda olimpica. Proprio ieri il presidente della Regione Sergio Chiamparino auspicava che si trovasse una quadra. Lo stesso Beppe Grillo si era rivolto al popolo pentastellato attraverso una lettera inviata a una delle consigliere comunali, Viviana Ferrero, che avevano fatto mancare il numero legale in Sala Rossa: “Comprendo i vostri dubbi, è giusta la preoccupazione di alcuni ma bisogna dimostrare la possibilità di fare le cose a modo nostro”, aveva scritto il leader di M5S nella missiva ripresa dal quotidiano Repubblica. Intanto, in Regione, con l’approvazione a larga maggioranza di due ordini del giorno presentati da Daniele Valle (Pd) e da Daniela Ruffino (Fi), il Consiglio regionale incarica la Giunta di concordare con il Comune e la Città Metropolitana e i vari Comuni già coinvolti nelle Olimpiadi del 2006 l’apertura di un tavolo di confronto sulla manifestazione di interesse ai prossimi Giochi olimpici invernali.
Oltre 1500 feriti e una donna morta successivamente per i traumi riportati. Il comportamento della folla in preda al panico quella tragica sera del 3 giugno in piazza San Carlo si sarebbe dovuto prevedere da parte di chi curò l’organizzazione della proiezione sul maxischermo della finalissima di Champions League. Questo sarebbe, secondo quanto scrivono alcuni giornali, l’orientamento degli investigatori dopo i risultati delle analisi scientifiche ordinate dai magistrati della procura di Torino. Un software ha
analizzato il numero delle persone presenti, il posizionamento delle transenne e le vie di fuga, elaborando una simulazione. Ventuno gli indagati, tra i quali la sindaca Appendino, l’ex questore Sanna e il prefetto Saccone.
(foto: il Torinese)
Alla Maserati di Grugliasco si farà ricorso all’utilizzo del contratto di solidarietà per sei mesi, si inizia ad aprile, per quasi tutti i dipendenti. Saranno interessati 1.582 lavoratori su un totale di 1.683 con riduzione media massima dell’orario lavorativo pari al 59%. La direzione ha comunicato alle rsu un esubero di 933 lavoratori. La Fiom informa che il contratto di solidarietà prende il posto della cassa
integrazione ordinaria, già utilizzata nel 2017 per 62 su 220 lavorabili, mentre nel 2018 si è già a 30 giorni su 63. Allarme dei sindacati, per la nuova situazione di criticità che si verifica dopo l’analogo caso della Carrozzeria di Mirafiori.
(foto: il Torinese)