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Arabia Saudita a Librolandia, le "Iron ladies": abbiamo scherzato

ARABIA-SAUDITACerto, la scelta fa saltare sulla sedia: perchè Picchioni e Ferrero hanno scelto l’Arabia Saudita, non esattamente Paese leader in fatto di libertà di stampa e di industria editoriale? Gusto della sfida o ricerca della provocazione?

 

Il nuovo tandem alla guida del Salone del Libro, Giovanna Milella e Giulia Cogoli, ha deciso di aprire la propria gestione all’insegna della polemica e dell’approssimazione: in un’intervista, la nuova Presidente ha annunciato l’intenzione di azzerare l’edizione del 2016, che vedrebbe come Paese ospite l’Arabia Saudita, “bisogna pensarci bene: di fronte a un Paese che non garantisce quelle libertà a cui molto teniamo in Occidente“, ha dichiarato ai giornali. Salvo poi fare clamorosa marcia indietro al primo sopracciglio alzato dell’Assessore comunale alla Cultura Maurizio Braccialarghe, in rappresentanza del Sindaco di Torino, che è quello che decide su queste materie a norma di statuto e a norma di buon senso, trattandosi di una scelta con forti implicazioni politiche.

 

salone conferenzaNeanche il tempo di capire dove sia il suo ufficio, che la nuova Presidente è stata colta da un attacco della “sindrome Mogherini” (dal nome della Commissaria UE agli affari Esteri). La scelta dell’Arabia Saudita come Paese ospite del Salone torinese è al centro di serrate trattative che durano da quasi tre anni, non certo segrete perchè per loro natura richiedono il coinvolgimento di una moltitudine di soggetti istituzionali, compresi rispettivi governi e diplomazie. Tre anni in cui il dominus della manifestazione, un Sindaco di Torino che il caso vuole sia particolarmente interessato agli Affari Internazionali, non ha ritenuto di sollevare il problema. Un silenzio che suona come una conferma alla scelta di Picchioni e Ferrero.

 

Ma c’è di più e di peggio. A chi non sia colto dall’affanno della notorietà a mezzo spiccia polemica di stampa, sarebbe venuto in mente di fare due rapide riflessioni sul Paese incriminato, dove fra l’altro operano attualmente 60 aziende italiane. Insomma: il vostro petrolio sì, la vostra cultura no. Un Paese che non può piacere, ma che nondimeno ha investito in Italia 10 milioni di Euro nel 2013, ultimo anno riportato nel rapporto della Farnesina. Un Paese con cui abbiamo relazioni dall’immediato dopoguerra, che ha espresso (insieme a Sudan, Iran e Libia Gheddafi-style) il suo rappresentante presso la Commissione Diritti Umani dell’Onu. Un Paese, infine, guidato da una monarchia che ha fatto proprio il rigido wahabismo islamico dal 1744 e che non è cambiato molto da quando ha conquistato l’indipendenza dagli Ottomani, cioè un secolo fa.

 

SALONE 569Certo, la scelta fa saltare sulla sedia: perchè Picchioni e Ferrero hanno scelto l’Arabia Saudita, non esattamente Paese leader in fatto di libertà di stampa e di industria editoriale? Gusto della sfida o ricerca della provocazione? Ma perciò stesso ancora maggiore è la curiosità nel vedere cosa ci proporranno i Sauditi, dopo che quest’anno ci siamo pasciuti con Schiller, Goethe, Hoelderlin, Nietzsche e Brecht, ammanniti generosamente dalla Germania,  Paese che ha il più grande mercato editoriale dell’UE. Insomma, le nuove “Iron Ladies” del Salone non hanno capito che non tutte possono essere Alto Rappresentante UE, Ministro degli Esteri o Laura Boldrini. Presidente e Direttore del Salone, in attesa di rivendicare un seggio da senatore a vita come premio di consolazione, facciano il loro mestiere, che attendiamo tutti fiduciosi. Possibilmente, senza altre alzate di ingegno che creano imbarazzi e confusione. 

 

fv

Arrestato il rapinatore seriale della taglia, aveva accoltellato una donna

POLIZIA CROCETTA

E’ un senegalese di 25 anni,  ritenuto responsabile di alcune rapine avvenute nei giorni scorsi

 

E’ stato finalmente arrestato (in piazza carlo felice) l’uomo che terrorizzava le ragazze e le signore che attraversavano le vie del centro cittadino. E’ un senegalese di 25 anni,  ritenuto responsabile di alcune rapine avvenute nei giorni scorsi  il bandito che, armato di coltello, ha anche ferito una donna che scendeva le scale della metropolitana alla fermata Bernini. Il sindacato Ugl Polizia aveva proposto una taglia di 300 euro nei suoi confronti, suscitando un dibattito sui media. Gli  agenti chiedevano collaborazione ai cittadini, che erano stati invitati a segnalare tutti i dettagli utili alle indagini. Si calcola siano molti i crimini a firma del rapinatore seriale. Sul caso di cronaca riproponiamo ai lettori un nostro commento pubblicato nei giorni scorsi sul “Torinese”.

 

FAR CREDERE CHE QUESTO SIA UN PAESE DOVE IL CITTADINO SI DIFENDE DA SE’ E’ FUORVIANTE E PERICOLOSO. SOPRATTUTTO SE LA PROPOSTA VIENE DA UN SINDACATO DI POLIZIA

Sicurezza, la taglia sul rapinatore: ma l’Italia non è l’America

Negli Stati Uniti un qualsiasi cittadino, esattamente come succede nei film western, può essere nominato sul campo “vicesceriffo”, con tutte le qualifiche di agente delle forze dell’ordine: nelle città di provincia ci sono armerie e caserme destinate proprio a queste occasioni. E non dimentichiamo che il privato cittadino, che assiste a un crimine commesso in flagranza, può fare uso della forza e operare il “citizen arrest”, costringendo fisicamente il perpetratore fino all’arrivo della polizia

 

Siamo arrivati alla taglia: il sindacato di polizia UGL ha promesso 300 Euro per informazioni utili alla cattura del rapinatore seriale che colpisce nella zona tra Corso Vittorio e Corso Racconigi. Le vittime hanno già fornito un identikit preciso: si tratterebbe di un nordafricano sulla trentina, alto circa 1.75, armato di coltello. Per fortuna al lavoro ci sono già investigatori e agenti sul territorio, mentre i loro colleghi stampano volantini. La brutta notizia, appunto,  è che un sindacato di poliziotti se ne esca con l’idea di una taglia, cioè uno strumento utilizzato in quelle società – come quella americana – in cui per tradizione compiti di difesa e di polizia fanno parte dei diritti/doveri del cittadino. Dando in qualche modo l’idea che da noi si possa fare lo stesso: non è così. I cacciatori di taglie negli Stati Uniti sono migliaia, una figura ben presente nella cultura pop: Dog, un vero cacciatore di taglie, è protagonista di un reality che è arrivato alla nona serie; e il simpatico Gerald Butler deve braccare la moglie – un evasore fiscale – nella commedia di successo nota in Italia con il titolo: “Il cacciatore di ex”. Ma gli Stati Uniti sono anche il Paese con il più alto indice di armi da fuoco per abitante (88%); il Paese in cui le leggi “stand your ground” consentono di abbattere senza troppi complimenti un presunto rapinatore che si introduce in casa vostra (da noi un orefice che, all’ennesima rapina, ferisca l’aggressore, viene processato per tentato omicidio); è il Paese in cui la larga disponibilità di armi ai privati (circa 300 milioni di pezzi in circolazione) e l’ampia licenza di difendersi in proprio produce il numero record di 33mila morti da arma da fuoco nell’ultimo anno censito. Ultimo ma non ultimo, negli Stati Uniti un qualsiasi cittadino, esattamente come succede nei film western, può essere nominato sul campo “vicesceriffo”, con tutte le qualifiche di agente delle forze dell’ordine: nelle città di provincia ci sono armerie e caserme destinate proprio a queste occasioni. E non dimentichiamo che il privato cittadino, che assiste a un crimine commesso in flagranza, può fare uso della forza e operare il “citizen arrest”, costringendo fisicamente il perpetratore fino all’arrivo della polizia. Quindi, cari sindacalisti di polizia, è chiaro il significato provocatorio dell’iniziativa, ma è troppo alto il rischio di mandare messaggi sbagliati a cittadini già troppo esposti a un mondo pericoloso, disordinato e disfunzionale. Questo è un Paese in cui l’ordinamento assegna compiti esclusivi di sicurezza e il monopolio della forza a tutela dell’ordine pubblico ai corpi di polizia dello Stato. L’iniziativa della taglia è del tutto fuori contesto, semina confusione, e ricorda certi siparietti nelle nostre aule di giustizia, dove ingenui imputati, imbottiti di cattiva televisione, si rivolgono al magistrato chiamandolo “Vostro Onore” e appellandosi al Quinto Emendamento. La cittadinanza è impaurita, dalla crisi oltre che dalla criminalità, e anche dalla criminalità generata dalla crisi (aumento dei delitti contro la persona, delle truffe, del crimine di strada). Da persone che vestono una divisa – con tutti i loro diritti di svolgere attività sindacale – forse ci si aspetterebbe maggiore serietà. Se si vuole davvero cambiare la gestione della sicurezza ci sono gli strumenti appositi, che non sono i talk-show in cui si mettono in parata le miserie, il crimine e le inquietudini della cittadinanza, ma sono il diritto di voto e un Parlamento che faccia leggi diverse.

 

fv

 

 

Boccata di ossigeno per la sanità con 600 nuovi posti oggi e 200 tra un anno

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Decisa anche la programmazione per il 2015 delle procedure aggregate e centralizzate degli acquisti di beni e servizi

 

Il presidente della Regione, Sergio Chiamparino lo aveva annunciato la socrsa settimana, ma il tormentone teneva banco da mesi. E le assunzioni in sanità di cui si è tanto parlato, ora si faranno davvero.  Una delibera presentata dall’assessore Antonio Saitta consente alle aziende sanitarie piemontesi di provvedere a 600 assunzioni di personale del ruolo sanitario ed operatore socio-sanitario, con lo scopo di contribuire al miglioramento dei tempi di attesa per le attività chirurgiche ed ambulatoriali. Dopo aver verificato i carichi di lavoro in pronto soccorso e triage, osservazione breve intensiva e letti di semintensiva, le singole aziende devono utilizzare le graduatorie aperte dei concorsi effettuati e possono ricorrere anche a quelle di altre Asr: entro il mese di giugno molti contratti potranno così già essere firmati. Oltre a sbloccare un turn over fermo di fatto dal 2011, quando era scattata la procedura di rientro dal debito sanitario, la delibera prevede anche la possibilità di ulteriori 200 assunzioni nel 2016. Decisa anche la programmazione per il 2015 delle procedure aggregate e centralizzate degli acquisti di beni e servizi delle aziende sanitarie, che nel giro di un anno sono già arrivare al 27% del totale consentendo notevoli risparmi.

Salone tutto in rosa con Milella e Cogoli proposte da Fassino e Chiamparino

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salone conferenza 2salone 667Nell’incontro tra Comune e Regione si e’ anche parlato di un’integrazione tra Salone del libro,Circolo dei Lettori e altre istituzioni torinesi e piemontesi dedicate al libro

 

Giovanna Milella presidente del Salone e Giulia Cogoli direttore: all’assemblea dei soci della Fondazione del Libro verrà portata questa proposta, come emerge dall’incontro di oggi tra il presidente della Regione, Sergio Chiamparino, il sindaco Fassino, gli assessori  alla cultura di Regione e Comune, Parigi e Braccialarghe. Nell’incontro si e’ anche parlato di un’integrazione tra Salone del libro,Circolo dei Lettori e altre istituzioni torinesi e piemontesi dedicate al libro. Intanto, il vecchio leone Rolando Picchioni, presidente uscente della Fondazione , non ha intenzione di dimettersi, perlomeno dal cda del Salone. L’avviso di garanzia per peculato consegnatogli  proprio alla vigilia del rinnovo dei vertici della prestigiosa istituzione culturale puzza in effetti di bruciato. Anzi, di invidie e cattiverie non sopite. Si terrà intanto nei prossimi giorni l’interrogatorio di Picchioni, accusato di presunte fatture false. Si presenterà ai pm Andrea Beconi e Gianfranco Colace, su richiesta degli avvocati Gian Paolo e Valentina Zancan, presentatisi  in procura per chiedere l’interrogatorio del loro assistito. L’avvocato Zancan ha definito l’indagine “del tutto priva di fondamento”.

 

(Foto: il Torinese)

 

 

Tornano a casa gli attivisti torinesi della carovana di aiuti in Siria

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Il gruppo, di cui facevano parte nove attivisti, aveva portato 55 chili di farmaci e 8mila euro

 

Dovrebbero tornare in Italia martedì i due attivisti vicini al mondo dei centri sociali, arrestati giovedì dalla polizia turca mentre stavano tornando da una missione umanitaria  a Kobane, la città  siriana accerchiata dall’Isis. I due, che avevano preso parte alla ‘Carovana per il Rojava’, che ha portato aiuti alla popolazione della città curda, hanno detto: “Non ci pentiamo di nulla, e saremo a Malpensa martedì”. Il gruppo, di cui facevano parte nove attivisti, aveva portato 55 chili di farmaci e 8mila euro per ricostruire l’ospedale cittadino: “La Turchia impedisce qualsiasi passaggio di aiuti alla popolazione – ha dichiarato a Repubblica uno dei promotori torinesi dell’iniziativa – Sia all’andata che al ritorno è stato necessario attraversare illegalmente il confine e i militari turchi hanno sparato un colpo di pistola e arrestato i due italiani e un ragazzo curdo che è stato picchiato a bastonate, privato delle scarpe e fatto rientrare dal lato del Rojava e colpito a pietrate”.

"La Canzone di Rolando": bufera sull'uomo che ha reso grande Librolandia

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PICCHIONIIl Salone del Libro è una delle poche iniziative – forse l’unica – a superare l’esame della decenza e della convenienza economica. Si può ironizzare, infantilmente peraltro, su un navigatore politico che ha attraversato partiti e coalizioni diverse negli ultimi 60 anni, ogni volta rendendo omaggio (con il suo stile e i suoi modi, avvolgenti, democristiani) al dante causa di turno, senza peraltro mai inciampare nei classici infortuni di carriera, ma intanto i risultati sono questi

 

Rolando Picchioni, lo sa tutta Torino, non è un uomo facile. Non lo è mai stato: i suoi ex colleghi di partito della Dc ancora ne raccontano con gusto le colorite intemerate nel corso delle riunioni di segreteria di via Carlo Alberto. Un carattere ulteriormente indurito da una formazione culturale e una provenienza che fanno di lui una specie di reliquia – ingombrante perché pensante e loquente – di un sistema di valori, di regole e di usanze di cui l’attuale classe dirigente non è in grado di apprezzare il valore. Picchioni è anche riuscito a coronare una tormentata quanto soddisfacente carriera politica realizzando un sogno alla portata di pochi fortunati: quello restare sotto i riflettori ( Tayllerand nel primo Ottocento teorizzò le motivazioni psicologiche alla base della passione politica) occupandosi di libri e di cultura, la sua passione, raccogliendo riconoscimenti a piene mani, senza troppo mescolarsi con le volgarità e i rischi caratteristici di questa insopportabile Terza Repubblica.

 

Almeno fino a ieri, quando la Guardia di Finanza, su mandato della Procura – cui va riconosciuto il senso di  responsabilità di non aver ceduto alla tentazione di finire in prima pagina a spese dell’onorabilità di Torino – ha perquisito gli uffici della Fondazione per il Salone del Libro, alla ricerca di prove a sostegno delle accuse mosse a Picchioni, cui viene contestato il reato di peculato attraverso un giro di false fatture. Ora, tutto può essere: viviamo in tempi in cui è difficile fidarsi della propria madre. E siamo certi che la Procura continuerà sulla sua linea di responsabilità, accelerando al massimo le attività di riscontro delle ipotesi di reato, visto che il Salone attraversa un delicato momento di transizione verso una nuova gestione. A maggior ragione è difficile credere che una figura di riconosciuto profilo istituzionale e di abilità manovriera come Picchioni, avendo compiuto i suoi 79 anni ben portati, possa aver ceduto alla tentazione di intascarsi qualche denaro non suo, concludendo una carriera esemplare nell’ignominia del ladro di polli. Dopo tutto, come abbiamo già ricordato, Picchioni ha saputo risollevare il Salone del Libro da una situazione non brillante, di bilanci e di governabilità. Si è persa la memoria che il Salone è stato a lungo in bilico e che gli Enti Locali soci sono stati a un passo dal chiuderlo,alla fine degli anni ’90, anche per sgombrare il campo da ombre legate a una gestione originaria poco trasparente e dannosa per le casse pubbliche.

 

Nel panorama cialtrone della cultura sovvenzionata caratteristico di Torino, dove ogni assessore che è passato – con poche eccezioni – ha voluto costruirsi un monumento proprio, costituendo fondazioni,  inaugurando rassegne, assumendo personale e sistemando gli amici nei consigli di amministrazione, il Salone del Libro è una delle poche iniziative – forse l’unica – a superare l’esame della decenza e della convenienza economica. Si può ironizzare, infantilmente peraltro, su un navigatore politico che ha attraversato partiti e coalizioni diverse negli ultimi 60 anni, ogni volta rendendo omaggio (con il suo stile e i suoi modi, avvolgenti, democristiani) al dante causa di turno, senza peraltro mai inciampare nei classici infortuni di carriera, ma intanto i risultati sono questi. Perciò, salvo smentita per tabulas, farei meno fatica a credere che Rolando Picchioni abbia commesso una rapina o sia un trafficante di droga, che vedermelo a falsificare fatture.

 

fv

La Regione annuncia: "Entro l'anno nuove assunzioni negli ospedali"

sant'anna ospedalimolinette2Intanto all’ospedale Sant’Anna è stato inaugurato il Breast Unit, il nuovo percorso che deriva dall’esperienza dell’ospedale Valdese. Dopo l’accettazione paziente viene seguita da equipe mediche multidisciplinari. In Piemonte ogni anno si registrano all’incirca 3.300 nuovi casi di cancro al senso e, complessivamente, 816 decessi

 

Se ne parlava da tempo nelle sedi politiche e sindacali, anche a fronte delle difficoltà riscontrate negli ospedali piemontesi dove i turni degli infermieri erano (e sono ancora) molto pesanti. Poi, da un’esame dei conti regionali e con il beneplacito del governo, il tema delle nuove assunzioni in Sanità prospettate dalla Regione ha imboccato la giusta direzione. E così la Giunta Regionale del prossimo 25 maggio approverà la delibera che permetterà  ai direttori delle aziende ospedaliere di far partire le assunzioni. E’ stato l’assessore regionale alla Sanità, Antonio Saitta, durante la presentazione della Breast Unit della Città della Salute e della Scienza di Torino, a darne notizia. “Entro il 2015 abbiamo intenzione  di chiedere al ministero dell’Economia di uscire dal piano di rientro togliendo finalmente al Piemonte il marchio di avere una sanità senza conti a posto”.

 

 SAITTAIntanto all’ospedale Sant’Anna è stato inaugurato il Breast Unit, il nuovo percorso aggregato diagnostico, terapeutico e assistenziale che segue la donna colpita da tumore al seno. “Un modello – commenta l’assessore regionale – che deriva dall’esperienza dell’ospedale Valdese.Speriamo in questo modo di aver chiuso una ferita”.Dopo l’accettazione paziente viene seguita da equipe mediche multidisciplinari. In Piemonte ogni anno si registrano all’incirca 3.300 nuovi casi di cancro al senso e, complessivamente, 816 decessi.

Delizie dei laghi nel giardino delle meraviglie

2015 05 19 inaugurazione Il Giardino delle Meraviglie“Protagonista è il cibo. Far conoscere i modi di cucinare e preparare i piatti permette che chi li assapora viva un vero e proprio viaggio nel gusto”

Il “Giardino delle Meraviglie”, ciclo di conferenze all’aperto, organizzato dalla Biblioteca della Regione Piemonte, è stato inaugurato martedì 19 maggio. Il primo appuntamento, previsto a Palazzo Sormani ma tenutosi in Biblioteca per il maltempo, si è aperto con la presentazione del libro “Expo novels. Food on the lake district”, omaggio alle tradizioni culinarie, in occasione dell’Expo 2015. “I racconti – ha sottolineato Laura Travaini, presidente dell’Associazione scrittori e sapori – abbinati alle ricette che proponiamo in questa pubblicazione rappresentano accostamenti alimentari caratteristici dei laghi di Piemonte e di parte della Lombardia. Tenere viva la cultura del nostro territorio è importante per non perdere i valori del passato e i sapori che, da secoli, deliziano il nostro palato”. “Protagonista del volume – ha aggiunto Massimiliano Comparin, direttore editoriale Deste – è il cibo. Far conoscere i modi di cucinare e preparare i piatti permette che chi li assapora viva un vero e proprio viaggio nel gusto”. Nel corso del dibattito sono inoltre intervenuti Sabrina Minetti, scrittrice e Annalisa Brugnoni, responsabile redazionale della casa editrice Deste. Novità principale di questa edizione di incontri in Giardino è la musica. Sono infatti previste, fino a giovedì 28 maggio, conferenze dedicate alle note di Mozart, Beethoven e canzoni appartenenti alla tradizione piemontese. Per il primo anno, inoltre, la Biblioteca ha aderito alla dodicesima edizione del progetto “Salone Off”, presentando libri, autori e spettacoli fuori dai confini dei padiglioni espositivi del Lingotto. È stata un’opportunità per proporre sette eventi tra concerti e presentazioni di libri che hanno come filo conduttore la valorizzazione delle meraviglie del nostro territorio in termini di creatività culturale e artistica. Gli incontri, organizzati nel giardino di Palazzo Sormani (piazza Solferino 22), in caso di pioggia si terranno all’interno della Biblioteca (via Confienza 14), secondo il calendario allegato, dal lunedì al giovedì con orario 17.30-18.30.

Mercoledì 10 giugno, infine, nella sala espositiva della Biblioteca, è prevista l’inaugurazione della mostra “Torino internazionale. Le grandi Expo universali tra Otto e Novecento”, visitabile fino al 25 settembre.

 

(Daniela Roselli – www.cr.piemonte.it)

Striscia blu selvaggia, il parcheggio a pagamento arriva anche in periferia

parcheggi

park strisce bluDa corso Trapani/Lecce, via Nicola Fabrizi, i corso Tassoni e Ferrucci e via Frejus (5600 nuovi posti), la seconda zona dai corsi Vittorio Emanuele II, Ferrucci, Mediterraneo, Lione, Rosselli e Castelfidardo (1789), la terza da corso Regina Margherita, corso Tortona e lungo Dora Siena (1600) e la quarta dai corsi Caduti sul Lavoro Unità d’Italia, Dogliotti, Bramante e dall’asse di via Nizza con un’appendice oltre il Po tra corso Sicilia, viale Dogali e corso Moncalieri (4000 nuovi stalli)

 

Addio sosta gratuita in periferia. La Giunta Comunale ha deciso un’estensione del parcheggio a pagamento in diverse aree comprese nelle Circoscrizioni 3, 4, 7, 8 e 9. L’approvazione fa seguito ad una precedente decisione di Palazzo Civico, che aveva previsto la possibilità di ampliamenti delle “zone blu” per favorire la rotazione ed alleggerire la presenza di auto di non residenti, e alla deliberazione della Giunta del 2013 che aveva individuato nuove possibili zone a pagamento nelle Circoscrizioni 1,2,3,4,7,8 e 9: tra le motivazioni delle nuove aree, oltre ad una maggiore rotazione della sosta, favorire l’interscambio con i mezzi pubblici.

 

“La deliberazione approvata – spiegano in Municipio – prevede 14 mila nuovi stalli di sosta “blu” in 4 aree, D3, C5, E2 e B3. La prima è delimitata da corso Trapani/Lecce, via Nicola Fabrizi, i corso Tassoni e Ferrucci e via Frejus (5600 nuovi posti), la seconda dai corsi Vittorio Emanuele II, Ferrucci, Mediterraneo, Lione, Rosselli e Castelfidardo (1789), la terza da corso Regina Margherita, corso Tortona e lungo Dora Siena (1600) e la quarta dai corsi Caduti sul Lavoro Unità d’Italia, Dogliotti, Bramante e dall’asse di via Nizza con un’appendice oltre il Po tra corso Sicilia, viale Dogali e corso Moncalieri (4000 nuovi stalli)”. La tariffa oraria di sosta sarà di 1 euro dalle 8 alle 19,30, con orario ridotto alle 18,30 nelle zone limitrofe agli ospedali. L’abbonamento giornaliero costerà 7 euro, quello settimanale 19, la tessera plurisettimanale da 180 ore 50 euro e l’abbonamento mensile 70: il carnet da 10 voucher costerà 9 euro. Nei prossimi giorni sono previste verifiche puntuali sulle nuove aree individuate con le Circoscrizioni interessate. La Giunta nella stessa riunione ha anche approvato, come d’abitudine, la sospensione della sosta a pagamento tra il 10 ed il 22 agosto e delle limitazioni previste dalla ZTL ordinaria dal 10 al 21.

 

(www.comune.torino.it – Foto. il Torinese) 

Librolandia fa 341 mila visitatori in cinque giorni di festa culturale

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SALONE 111salone 667salone conferenzasalone 555Il Salone è una realtà che ormai appartiene allo scenario culturale del nostro Paese, che premia la maturità del proprio pubblico ed appaga la voglia di conoscere e confrontarsi dei lettori. In un’ epoca inquinata da miriadi di monologhi sterili ed incapaci di ascolto

 

Nonostante si sia conclusa con oggi la ventottesima edizione del Salone Internazionale del libro di Torino, al Lingotto non si respira ancora aria di smantellamento. Sarà forse per i dati positivi di quest’anno che registrano un incremento dello 0,7% (341.000 visitatori contro i 339.752 del 2014) o forse per il “battesimo” delle belle parole che il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha riservato a questa edizione, ma sembra proprio che l’atmosfera creata in questi cinque giorni in cui si è ascoltato, assaporato ed acquistato cultura, non voglia proprio abbandonare i padiglioni del Lingotto. Sono stati tantissimi gli appuntamenti che hanno tenuto viva l’arte del conoscere, del confrontarsi e del condividere, grazie anche alla complicità di una Torino più che mai turistica e raggiante viste le influenze positive dell’ostensione della Santa Sindone, dell’apertura del Nuovo Museo Egizio e perché no, anche del successo del nostro “cugino milanese” Expo.

 

Quello di quest’anno è stato un Salone che, grazie alla collaborazione con la Buchmesse di Francoforte, ha aperto le porte alla Germania, Paese ospite d’onore, dando così spazio a personaggi come Günter Wallraff (autore di inchieste giornalistiche sotto falsa identità), allo scrittore di best-seller Sebastian Fitrek, al filoso Peter Sloterdijk e a molti altri personaggi illustri.Vere protagoniste di questa edizione sono state però le donne. In un momento come questo, in cui il fenomeno del femminicidio spopola tra le notizie di cronaca e in cui in molti paesi i diritti delle donne non vengono riconosciuti, è stato davvero significativo e quasi commovente, vedere il caloroso abbraccio di folla per Lucia Annibali, l’avvocatessa sfregiata con l’acido dall’ex-fidanzato, e per Pinar Selek, la scrittrice di origine turca esiliata nel 2009 dal suo Paese per aver scritto diversi libri che affrontavano temi come i diritti delle minoranze e la questione del genocidio armeno. Un’acclamazione particolarmente sentita è stata anche quella riservata da tantissimi giovani a Liliana Segre e Hetty E. Verolme, che con la loro delicatezza e riservatezza hanno ripercorso il tragico e difficile periodo della loro vita nei campi di sterminio di Auschwitz e Bergen-Belsen. Una trama quella di quest’anno composta da tantissimi fili diversi: partendo dal rammarico di Roberto Saviano per un’Italia che ancora non funziona come dovrebbe, alle riflessioni di Marco Travaglio e Massimo Gramellini, passando poi per la grandissima “lezione di scienza” di Piero Angela, all’imperdibile spazio dedicato alla Grande Guerra e finendo magari con un simpaticissimo colloquio tra i ragazzi e la vulcanica torinese Luciana Littizzetto.

 

Tantissimi argomenti e tantissimi personaggi provenienti anche dal mondo della politica: si può tranquillamente affermare che questo sia stato, in parte, il Salone del presidente e dei ministri come ad esempio Laura Boldrini, Giuseppe Civati, Enrico Letta, con un ampio spazio dedicato anche alla politica e al futuro del Piemonte grazie all’intervento di Chiamparino e del Sindaco Piero Fassino. E soprattutto questo è stato il Salone dei 500 giovani volontari che con la loro dedizione ed il loro impegno hanno donato forma, colore, calore ed eleganza a questa edizione del 2015. Nelle parole rilasciate dall’ ormai storica coppia Picchioni-Ferrero, giunti per altro al loro ultimo anno insieme, si può evincere l’importanza che il Salone del libro ha avuto e ci auguriamo continui ad avere, non solo per Torino e per tutto il resto dell’Italia. Il Salone è una realtà che ormai appartiene allo scenario culturale del nostro Paese, che premia la maturità del proprio pubblico ed appaga la voglia di conoscere e confrontarsi dei lettori. In un’ epoca inquinata da miriadi di monologhi sterili ed incapaci di ascolto , questo evento rappresenta la capacità e la possibilità di poter avere un dibattito e un dialogo comune. E se lo slogan recitava “Italia, Salone delle Meraviglie”, possiamo solo augurarci che per tutti sia stato una vera e propria meraviglia.

 

Simona Pili Stella

(Foto: il Torinese)