Un “bottino” consistente per le casse municipali dopo il primo giorni di riattivazione dell’autovelox in corso Regina Margherita: una multa in media ogni undici minuti. Il dispositivo fisso per l’accertamento della velocità era rimasto fermo per due anni e ora è nuovamente attivo. Il primo bilancio dei civich è di 136 multe per chi ha sgarrato sul limite di 70 chilometri orari sulla svolta per via Pietro Cossa. Undici anni fa, quando venne inaugurato, furono addirittura 1000 gli automobilisti multati nel primo giorno. Per riattivare l’apparecchiatura sono stati pagati dal Comune 200 mila euro, disponibili dal 2016, ma l’ intervento tecnico e le lungaggini burocratiche hanno dilatato i tempi. A dare battaglia c’è però l’agguerrito comitato “Strademulte”, che sostiene l’illegittimità degli autovelox, perché non sarebbero a norma.
Salt Lake City, la città americana che ospitò i Giochi nel 2002 ripresenta la propria candidatura per il 2030. Un aspetto che rilancerebbe la proposta italiana per le Olimpiadi 2026 a Milano in abbinamento con le valli e le montagne torinesi. Dunque Giochi in tandem con il capoluogo lombardo quale città candidata, ma con il territorio torinese di sostegno. Il Coni dovrebbe propendere su questa scelta . A Torino, in molti ambienti politici ed economici anche questa ipotesi di doppia candidatura non dispiacerebbe. La preoccupazione per il “partito” pro Giochi invernali è sempre legata alla contrarietà di parte del Movimento 5 Stelle. I consiglieri pentastellati critici sull’ipotesi di Torino 2026, sarebbero pronti a votare contro le mozioni proposte da Pd e Lega lunedì a Palazzo Civico. E anche l’ultima riunione degli tutti gli eletti del M5s a Venaria ha visto molte posizioni contrarie alla candidatura olimpica.
Erano in 400 i lavoratori di Italiaonline davanti a Piazza Affari, sede della Borsa italiana. Il motivo della “location” il fatto che un anno e mezzo fa, proprio lì, l’azienda aveva festeggiato l’approdo in Borsa dopo la fusione con il gruppo Seat Pagine Gialle. Otto ore di sciopero e ora i lavoratori, molti torinesi, attendono le comunicazioni che Italiaonline farà a seguito del cda convocato a Milano per l’approvazione dei conti e il piano di riorganizzazione. Sono annunciati 400 esuberi e la chiusura della sede torinese. La protesta è in corso da giorni in tutte le sedi. Dicono i sindacati: “gli azionisti si sono spartiti un maxidividendo da 80 milioni di euro”.
(foto: il Torinese)

AGGIORNAMENTO: mozione unitaria in Città Metropolitana che impegna la sindaca Appendino ad attivarsi per presentare entro il 31 marzo la manifestazione d’interesse per le Olimpiadi Invernali 2026. Il consiglio metropolitano è unanime nel sì ad avviare il l’ipotesi di candidatura, unendo le due mozioni presentate da centrosinistra e centrodestra insieme e una da M5s
La sindaca Appendino non invierà oggi al Coni la lettera di manifestazione di interesse per la candidatura di Torino ai Giochi olimpici invernali del 2026, come aveva invece annunciato avrebbe fatto, a seguito del Consiglio metropolitano di oggi. C’è tempo comunque fino al 31 marzo. Si è già rotta la tregua tra i grillini sulla spinosa vicenda olimpica. Proprio ieri il presidente della Regione Sergio Chiamparino auspicava che si trovasse una quadra. Lo stesso Beppe Grillo si era rivolto al popolo pentastellato attraverso una lettera inviata a una delle consigliere comunali, Viviana Ferrero, che avevano fatto mancare il numero legale in Sala Rossa: “Comprendo i vostri dubbi, è giusta la preoccupazione di alcuni ma bisogna dimostrare la possibilità di fare le cose a modo nostro”, aveva scritto il leader di M5S nella missiva ripresa dal quotidiano Repubblica. Intanto, in Regione, con l’approvazione a larga maggioranza di due ordini del giorno presentati da Daniele Valle (Pd) e da Daniela Ruffino (Fi), il Consiglio regionale incarica la Giunta di concordare con il Comune e la Città Metropolitana e i vari Comuni già coinvolti nelle Olimpiadi del 2006 l’apertura di un tavolo di confronto sulla manifestazione di interesse ai prossimi Giochi olimpici invernali.
Oltre 1500 feriti e una donna morta successivamente per i traumi riportati. Il comportamento della folla in preda al panico quella tragica sera del 3 giugno in piazza San Carlo si sarebbe dovuto prevedere da parte di chi curò l’organizzazione della proiezione sul maxischermo della finalissima di Champions League. Questo sarebbe, secondo quanto scrivono alcuni giornali, l’orientamento degli investigatori dopo i risultati delle analisi scientifiche ordinate dai magistrati della procura di Torino. Un software ha
analizzato il numero delle persone presenti, il posizionamento delle transenne e le vie di fuga, elaborando una simulazione. Ventuno gli indagati, tra i quali la sindaca Appendino, l’ex questore Sanna e il prefetto Saccone.
(foto: il Torinese)
Alla Maserati di Grugliasco si farà ricorso all’utilizzo del contratto di solidarietà per sei mesi, si inizia ad aprile, per quasi tutti i dipendenti. Saranno interessati 1.582 lavoratori su un totale di 1.683 con riduzione media massima dell’orario lavorativo pari al 59%. La direzione ha comunicato alle rsu un esubero di 933 lavoratori. La Fiom informa che il contratto di solidarietà prende il posto della cassa
integrazione ordinaria, già utilizzata nel 2017 per 62 su 220 lavorabili, mentre nel 2018 si è già a 30 giorni su 63. Allarme dei sindacati, per la nuova situazione di criticità che si verifica dopo l’analogo caso della Carrozzeria di Mirafiori.
(foto: il Torinese)
Quattro consiglieri della maggioranza pentastellata non si sono presentati in consiglio comunale, costringendo alla sospensione della seduta per mancanza di numero legale: la prima volta che accade da inizio consiliatura, mettendo in evidenza le spaccature tra i 5 stelle sul delicato tema della candidatura per i Giochi invernali 2026, per la quale il leader Beppe Grillo si era invece detto favorevole. L’episodio ha suscitato una forte polemica politica
Il presidente della Regione, Sergio Chiamparino: “Quanto accaduto oggi pomeriggio in Consiglio
comunale è un segnale di inaffidabilità del Movimento 5 Stelle di fronte a scelte strategiche per il futuro della nostra comunità, e di scarsa considerazione per tutti i torinesi che vedono nella candidatura una nuova opportunità per la città, nonché per tutti i Comuni olimpici che hanno già dato ampi segnali di disponibilità a partecipare alla messa a punto del progetto. La scelta di disertare un luogo di confronto pubblico e istituzionale, oltre a impedire le decisioni della Sala Rossa, rischia di dare il segno di una comunità divisa, che è l’esatto opposto di quel saper fare squadra che ci portò compatti alla candidatura, all’assegnazione e alla realizzazione dell’esaltante stagione olimpica di Torino 2006. Bisogna quindi fare uno sforzo per dare al mondo sportivo italiano e al nuovo governo il segnale netto di una comunità che crede fino in fondo alla propria candidatura: dal canto mio, sono pronto a fare fino in fondo la mia parte.”
“All’Appendino non basta Grillo: chi pensava che bastasse lui per dissipare le contraddizioni interne
al Movimento Cinque Stelle si é sbagliato di grosso. Ora l’unica soluzione é che la Regione Piemonte convochi il consiglio aperto che domando da settimane per sbloccare la situazione”. Ad affermarlo é il vicepresidente del Consiglio regionale Daniela Ruffino e neodeputata di FI che da tempo sollecita un confronto nell’assise regionale alla quale partecipino anche gli enti locali presenti nelle Valli olimpiche.
Silvio Viale, del Comitato nazionale di Radicali Italiani e dell’associazione radicale Adelaide Aglietta propone un referendum: “Suggerirei ai 5stelle, maestri di demagogia sul consultare i cittadini, di prendere esempio da Innsbruck, la cui proposta di candidarsi per le Olimpiadi invernali del 2026 è stata sottoposta a referendum. Potrebbe essere un referendum cittadino o metropolitano. A Innsbruck, per la cronaca, ha vinto il no di poco, 53,35% contro il 46,65% di sì. Hanno partecipato i 279 comuni del land austriaco. Nella città di Innsbruck hanno vinto i contrari (67,41%.). Nel resto del Land hanno vinto i favorevoli. Mi permetto di proporlo alla Sindaca e ai Pentastellati che evidentemente sono divisi sul tema”.
dopo che nelle ultime settimane si è registrata la disponibilità di tutte le forze di opposizione e della società civile a mettere da parte ogni tipo di polemica politica e guardare, insieme, all’obiettivo, per il bene della Città; dopo che addirittura Beppe Grillo, capovolgendo quanto sostenuto lo scorso anno in occasione della candidatura di Roma, ha definito le Olimpiadi del 2026 come un’occasione di rilancio per Torino. La Sindaca deve prendersi la responsabilità di agire o abbandonare questa idea per rincorrere i capricci di una maggioranza irresponsabile. Vedremo se prevarrà l’interesse dei cittadini o quello del
Afferma invece la consigliera di Torino in Comune Eleonora Artesio. “Per il Gruppo consiliare di Torino in Comune ci sono questioni imprescindibili: la compatibilità ambientale e la sostenibilità economica. Non basta annunciare la riduzione delle emissioni o l’efficientamento energetico degli edifici, come fatto a Vancouver nel 2010, se non si intravedono ragionamenti sulla particolarità dello spazio alpino: il sempre maggior numero di competizioni di cui non si conosce l’entità al momento della candidatura e le conseguenze connesse di consumo di superficie per impianti e accessi sono compatibili – anche nel periodo post olimpico – con gli interessi e le vocazioni di quei territori montani? Le aspettative di redditività economica sono confortate da qualche studio sullo sviluppo a lungo termine per la Regione ospitante, dopo la crescita dell’edilizia e del turismo indotte dalle opere e dai Giochi? Anche l’edizione ecocompatibile di Vancouver ha accumulato un debito per i costi della sicurezza; quintuplicati rispetto alla previsione di bilancio”. “Se questo è il principio del percorso che ci dovrà portare a
ospitare per la seconda volta i Giochi Olimpici Invernali, non nascondo tutta la mia preoccupazione. Ancora una volta l’ideologia di pochi rischia di precludere per tutti un futuro di sviluppo e crescita come città, e mette a repentaglio la possibilità di tornare a occupare un posto di primo piano nella vetrina internazionale. I Moderati sono al cento percento favorevoli al ritorno dei Giochi Olimpici Invernali sotto la Mole. Siamo disponibili, in quanto forza politica responsabile, a dare il nostro apporto per portare a casa l’obiettivo”, sostiene Silvio Magliano, Capogruppo dei Moderati.
Per il capogruppo di Forza Italia, neoeletto in Parlamento, Osvaldo Napoli: “Chi semina vento raccoglie tempesta, dice un adagio popolare: e a Torino i Cinquestelle hanno seminato il vento del radicalismo e dell’estremismo, ma la tempesta provoca danni e i cocci toccano a Torino e ai torinesi. Il M5s si è spaccato in modo netto al punto che è saltato il Consiglio comunale per mancanza del numero legale. Da tempi non sospetti avevo sollecitato il sindaco Appendino a imboccare una svolta coraggiosa e a sottrarsi all’ingessatura imbarazzante dell’ideologia grillina dando vita a una giunta aperta alle energie civiche e alle forze migliori della società torinese. Come si dice, però, non c’è peggior sordo di chi non vuol sentire. Il risultato è sotto i nostri occhi e si manifesta nelle macerie politiche in cui la giunta grillina ha ridotto Torino. Dopo aver a lungo oscillato, lasciando spazio a tutte le posizioni, da quelle più ragionevoli a quelle più radicali e ideologizzate, ecco che al momento di assumere le decisioni importanti sulla presentazione della candidatura di Torino per le
Olimpiadi invernali del 2026, il gruppo consigliare di M5s si è spaccato in modo fragoroso”.
La prima cittadina Chiara Appendino sul coinvolgimento della Città in tema olimpico: “Non è una candidatura, ma si tratta di una manifestazione di interesse e mercoledì, in seguito al consiglio metropolitano, segnaleremo con una lettera al Coni l’interesse della città”.
Sciacalli senza un briciolo di pietà e di vergogna spogliavano i cadaveri dei gioielli e persino dei denti d’oro all’interno delle bare. Pare anche organizzassero allegre grigliate tra le tombe. Nelle immagini girate durante i pedinamenti da parte dei carabinieri, si vede il passaggio dei sacchetti con le dentature d’oro. Si tratta di operai addetti alle esumazioni. Anche questo tra i reati contestati dal pm Gianfranco Colace nell’ambito dell’inchiesta che cominciò due anni fa dopo la denuncia di Michela Favaro, l’amministratrice delegata di A.F.C.
Torino spa, la società municipale che gestisce i servizi dei cimiteri. Sono così scattati quindici arresti domiciliari per altrettanti “sciacalli” delle tombe, accusati di associazione per delinquere finalizzata alla corruzione, falsificazione di atti, peculato, oltre a distruzione, soppressione e sottrazione di cadavere, ricettazione e concussione.
Dopo il sostegno alla candidatura olimpica di Torino per il 2026, vero e proprio endorsement nei confronti della sindaca Appendino, da parte di Beppe Grillo, ora interviene anche un altro big nazionale della politica, Matteo Salvini. “Grillo ha cambiato leggermente parere: a Roma le Olimpiadi non andavano bene ma a Torino sì. Come forza di governo noi ne parleremo, perché tutto quello che porta l’Italia a crescere è ok per noi, ovviamente nel rispetto del territorio”. Il leader leghista ne ha parlato a Milano alla scuola politica della Lega.
Lo scorso anno il Tribunale Ecclesiastico Regionale del Piemonte ha annullato 120 matrimoni, 45 le domande respinte . In occasione dell’inaugurazione del nuovo Tribunale ecclesiastico interdiocesano di Pianezza, presente l’arcivescovo di Torino, mons. Cesare Nosiglia, è stato reso noto che il primo motivo di nullità, in 51 casi, riguarda l’incapacità consensuale “per grave difetto di giudizio sui diritti e i doveri del matrimonio”, in 28 casi si tratta invece di incapacità di assumerne gli obblighi e da diversi tipi di simulazione come l’esclusione dell’indissolubilità del vincolo, del bonum prolis, cioè il diritto e dovere a procreare, e l’infedeltà. Il 52% dei casi riguarda la Diocesi di Torino, sono 68 sulla celebrazione di circa 2.200 matrimoni in totale. E’ stato respinto un caso di matrimonio celebrato per dolo e ne è stato dichiarato nullo uno celebrato per effetto di violenza.

Torino spa, la società municipale che gestisce i servizi dei cimiteri. Sono così scattati quindici arresti domiciliari per altrettanti “sciacalli” delle tombe, accusati di associazione per delinquere finalizzata alla corruzione, falsificazione di atti, peculato, oltre a distruzione, soppressione e sottrazione di cadavere, ricettazione e concussione.