PRIMA PAGINA- Pagina 687

Antinfluenzale, campagna al via il 28 ottobre

Gratuita per tutti i soggetti che si trovano in condizioni a rischio di complicanze. Possibile anche la vaccinazione anti-pneumococco  ed anti herpes zoster per i 65enni.

Lunedì 28 ottobre parte la campagna stagionale di vaccinazione contro l’influenza. Come ogni anno, il servizio sanitario offrirà gratuitamente la vaccinazione antinfluenzale a tutti i soggetti che, a causa del proprio stato di salute, si trovano in condizioni di maggior rischio.

Si tratta dei soggetti con età maggiore o uguale a 65 anni e delle persone, tra i 6 mesi e 64 anni, che soffrono di malattie croniche che, in caso di influenza, possono sviluppare gravi complicazioni.

L’influenza è una malattia respiratoria acuta dovuta alla infezione da virus influenzali che si manifesta con febbre oltre i 38°C, mal di gola, tosse, secrezioni nasali abbondanti. È una malattia stagionale che rappresenta un problema di salute da non trascurare a causa dell’alto numero di persone colpite e per le possibili gravi complicanze nei soggetti a rischio.

E’ importante proteggersi e prendere per tempo le precauzioni necessarie. Oltre alla vaccinazione (utile nei soggetti a rischio) ci sono alcune misure efficaci nel prevenire le infezioni respiratorie: lavarsi frequentemente le mani, coprire la bocca e il naso quando si starnutisce e tossisce, rimanere a casa nei primi giorni di malattia respiratoria febbrile per non contagiare le persone con cui si viene in contatto.

Nella campagna sono coinvolti anche i farmacisti che, in virtù dell’accordo siglato dalla Regione con Federfarma e Assofarm, consegneranno i vaccini ai medici e ai pediatri. I farmacisti si impegnano anche a sensibilizzare i pazienti sull’importanza della vaccinazione.

Lo scorso anno in Piemonte, tra la metà di ottobre e la fine di aprile, l’influenza ha colpito circa 640.000 persone (il periodo di massima attività si è registrato tra la metà di gennaio e l’inizio di marzo 2019). L’influenza fa anche aumentare gli accessi al Pronto Soccorso e i ricoveri in ospedale ed è un’importante causa di assenza dal lavoro. Per questo è meglio prevenire, con la vaccinazione, le conseguenze più gravi. Durante la stagione influenzale 2018-2019 sono state somministrate in totale circa 670.000 dosi di vaccino antinfluenzale.

L’obiettivo dell’Assessorato alla Sanità è raggiungere il 75% dei soggetti interessati.

A partire dal 2017, ovvero con l’approvazione da parte del Ministero della Salute dell’ultimo Piano Nazionale di Prevenzione Vaccinale, la Regione Piemonte offre gratuitamente, presso gli studi dei MMG, la vaccinazione anti-pneumococco (protezione per polmonite, meningite e sepsi) ed anti herpes zoster (protezione contro il fuoco di Sant’Antonio) ai soggetti di 65 anni (ai nati nel 1952, 1953 e 1954).

Le coperture vaccinali per pneumococco nei 65enni raggiunte fino sono di poco superiori al 13% per la coorte dei nati nel 1952.  Per le altre coorti di nascita e per zoster sono ancora più basse. E’ per questo motivo che la Regione sta promuovendo una serie di corsi di formazione rivolti ai medici di medicina generale e dedicati alle vaccinazioni dell’adulto (in modo particolare a pneumococco, zoster , influenza).

Inoltre presso i servizi vaccinali delle ASL, queste due vaccinazioni sono offerte ai soggetti che presentano una condizione di rischio predisponente. A differenza di quella antinfluenzale (che è stagionale) le vaccinazioni per pneumococco e per herpes zoster possono essere somministrate durante tutto l’anno.

Informazioni dettagliate ed aggiornate saranno disponibili sul sito della Regione Piemonte www.regione.piemonte.it/sanita e possono essere richieste direttamente ai medici di medicina generale, ai pediatri di libera scelta o ai servizi vaccinali delle ASL.

Clima, il Consiglio regionale apre alle associazioni ambientaliste

Dopo  la manifestazione di Torino dello scorso 27 settembre, in contemporanea con altre 160 città italiane, in cui migliaia di ragazzi hanno partecipato al Friday for future, il Consiglio regionale ha deciso di dedicare una giornata d’Aula al tema dell’ambiente. Una giornata nella quale, all’intervento dei ragazzi di Friday, sono seguiti quelli delle diverse associazioni ambientaliste presenti in Piemonte, degli Atenei, degli enti locali e associazioni di categoria e dei consiglieri regionali.

“Siamo qui oggi – ha esordito Niccolò Lanfranco, lo studente piemontese che ha parlato per Friday for future – per chiedervi di prendervi le vostre responsabilità, in qualità di politici, di rappresentanti, di adulti, di genitori, di umani. Avete delle responsabilità verso la salute dei cittadini che rappresentate. Avete delle responsabilità nei confronti della scienza, verso la nostra generazione, ma soprattutto verso le generazioni che verranno. Il 10 settembre, all’audizione consigliare siamo venuti a portarvi un messaggio. Il 27 settembre abbiamo dimostrato che quel messaggio è l’urlo di 150 mila piemontesi, 1 milione di italiani, 8 milioni di persone. Oggi ci aspettiamo una risposta. Pretendiamo che da domani questa dichiarazione venga trasformata in fatti”.

“Il tema dell’ambiente e della sua tutela non è certo nuovo nel mondo occidentale – ha dichiarato in aula il presidente del Consiglio Stefano Allasia – tanto che un autorevole dibattito tra gli esponenti del mondo scientifico è aperto da decenni. Ad essere in discussione non è infatti solamente il modello di sviluppo delle generazioni attuali ma soprattutto la crescita sostenibile di quelle a venire. L’argomento va affrontato con la massima serietà senza cedere a strumentalizzazioni superficiali o interessate. Ben venga quindi un dibattito franco, informato e costruttivo tra tutti i soggetti in grado, anche nella nostra regione, di dare il proprio, prezioso, contributo”.

Il presidente della Regione Alberto Cirio ha sottolineato che in questo mandato, la Regione “intende portare la raccolta differenziata dall’attuale 50 per cento al 65 per cento, come chiedono le direttive europee, attraverso un sistema che premierà i cittadini virtuosi nello smaltimento dei rifiuti domestici”.

Tanti gli spunti su cui investire e lavorare nei prossimi 12 anni per ridurre l’attuale livello di CO2,  in collaborazione con istituzioni e imprese,  proposti dalle associazioni ambientaliste come Legambiente, pro Naturae Italia Nostra: triplicare risorse per impianti fotovoltaici, azzerare consumo di suolo, piantare alberi anche dentro le città, investire in agricoltura biologica, provvedere all’isolamento termico degli edifici attraverso un fondo rotativo a favore dei cittadini a basso reddito, ridurre rifiuti. E ancora:  maggiore controllo sulle discariche che inquinano le falde acquifere, implementare trasporti pubblici locali, agevolare mobilità dolce, evitare trivellazioni fossili, incentivare riconversioni e bonifiche di aree dismesse, utilizzo delle fonti rinnovabili.

A questo proposito è intervenuto anche Peter Wadhams, professore di fisica oceanica all’Università di Cambridge, spiegando che gli attuali sforzi non stanno portando a riduzioni apprezzabili delle emissioni di Co2. “Anche una riduzione a zero delle emissioni non sarebbe sufficiente, per questo ci si sta orientando a tecniche di cattura per togliere direttamente l’anidride carbonica dall’atmosfera. In Islanda stanno pensando di assorbire ciclicamente anidride carbonica e isolarla. Altro metodo studiato in California è farla diventare calcare e immetterla dentro cemento armato usato per le costruzioni; sempre in California si utilizzano gusci di pistacchio per trasformarli in ossigeno”.

Anche gli Atenei piemontesi, stanno facendo la loro parte: Politecnico di Torino, Università degli studi di Torino, Università Piemonte orientale e università di  scienze gastronomiche Pollenzo, dal 2015 fanno parte della rete  Rus (rete delle Università per lo sviluppo sostenibile, sono 69  a livello nazionale) mettendo in comune competenze ed esperienze, in risposta al bando del ministero dell’Ambiente per la strategia nazionale sullo sviluppo sostenibile. La rete coinvolge in Piemonte circa 127 mila studenti, il 2,9% della popolazione piemontese.

Un dato in controtendenza è stato fornito da Franco Gottero dell’Ipla, l’Istituto per le piante da legno e l’Ambiente: “Negli ultimi 35 anni l’estensione dei boschi in Piemonte è cresciuta del 45 per cento, sia per superficie sia per volume. Quest’ultimo ha raggiunto i 200 milioni di metri cubi: ogni anno se ne aggiungono 5 milioni e ne viene prelevato un milione, per cui stiamo sottoutilizzando la risorsa”.

Cgil, Cisl e Uil hanno presentato un documento unitario per un modello di sviluppo sostenibile ed è intervenuta anche l’Ugl. Hanno presentato le proprie istanze e proposte altresì la Città metropolitana, la Provincia del Vco, Uncem Piemonte, Arpa, Ires, Confesercenti e ha preso parte al dibattito Massimo Berutti, componente della Commissione ambiente del Senato.

Sono intervenuti al termine del dibattito i consiglieri regionali Marco Grimaldi (Luv), Giorgio Bertola (M5s), Domenico Rossi (Pd), Alessandra Biletta (Fi), Alberto Preioni(Lega), Mario Giaccone (Monviso), Paolo Bongioanni (Fdi).

Ha concluso l’assessore all’Ambiente Matteo Marnati, che tra l’altro ha sottolineato come “sulla raccolta differenziata il rapporto è a due velocità: Chieri e Vercelli al primo posto, Torino e Alessandria in fondo. Le industrie, gli ospedali, i cittadini producono rifiuti: è necessario lavorare a nuove soluzioni ma è importante arrivare a operare più o meno con la stessa velocità in tutto il territorio regionale”. L’assessore, in riferimento al Friday for Future, ha anche aggiunto: “I giovani hanno posto accuse, ma non hanno specificato a cosa sono pronti a rinunciare per migliorare la qualità degli stili di vita”.

 

 

Produzione industriale in rosso

A Torino è sempre in rosso la produzione industriale. Segna – 0,8% nel secondo trimestre 2019, il quarto consecutivo chiuso con variazione negativa. Il segno meno caratterizza i comparti trasporti e tessile, mentre crescono alimentare e meccanica. La provincia che va peggio è  il biellese. Un quadro a tinte fosche tracciato  dall’indagine congiunturale di Unioncamere Piemonte con Intesa Sanpaolo e Unicredit, riferita  al periodo aprile-giugno.Sono state interpellate 1789 imprese con quasi 120.000 addetti e 64,6 miliardi  di fatturato.

Un milione di utenti in più sui treni regionali

Nei primi nove mesi dell’anno

settembre 2019: 85.000 viaggiatori in più

puntuali nove treni regionali su dieci

93 persone su 100 soddisfatte del viaggio nel complesso

29 addetti per servizio customer care regionale

Un milione di persone in più (+3,5%) sui treni regionali in Piemonte nei primi nove mesi del 2019, rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. Circa ottantacinquemila in più (+2,3%) a settembre 2019.

Cresce anche la puntualità percepita dai viaggiatori: il 90,4% dei treni arriva entro i cinque minuti. Crescita annuale pari a 1,7 punti percentuali.

Sono i principali numeri dei primi nove mesi dell’anno per il trasporto ferroviario regionale e metropolitano di Trenitalia in Piemonte (Gruppo FS Italiane). A ciò si aggiunge una crescita costante della customer satisfaction: 93 viaggiatori su 100 sono soddisfatti del viaggio nel suo complesso, 2,2 punti percentuali in più rispetto a settembre 2018.

L’ultima indagine demoscopica, commissionata da Trenitalia a una società esterna, registra risultati in aumento anche per tutti gli altri indicatori: pulizia (80,4%, +1,9), comfort (90,1% di gradimento, +1,2), puntualità (81,5%, +2,2), informazioni a bordo treno (88,1%, +2,2) e security (83,6%, +3,0).

Ventinove addetti di customer care offrono assistenza, informazione e security a tutti i passeggeri del trasporto regionale, sia a bordo sia sotto bordo oltre che presso i desk posizionati nelle stazioni ferroviarie di Torino Porta Nuova e Milano Centrale. Il servizio, avviato a novembre 2018, ha introdotto nel trasporto regionale alcuni plus che erano prerogativa delle Frecce.

Trenitalia è da sempre attenta alle esigenze delle persone e per questo favorisce l’intermodalità con servizi differenziati che soddisfano le esigenze di mobilità dei viaggiatori incentivando lo shift dai mezzi privati ai trasporti pubblici più convenienti, sicuri e sostenibili, agevolando gli spostamenti smart e le modalità di acquisto dei biglietti e invogliando i viaggiatori a lasciare l’auto privata a casa. Ciò ha permesso di incrementare il numero di persone che ha scelto il treno regionale anche per gli spostamenti nei fine settimana e durante le festività.

Il trasporto regionale su ferro registra un trend in crescita confermando l’attenzione costante del Gruppo FS verso le esigenze delle 144.000 mila persone che, ogni giorno, viaggiano sui convogli di Trenitalia in Piemonte. Risultati che sottolineano, inoltre, come il trasporto regionale e metropolitano nel suo complesso sia il perno di tutte le attività del Gruppo e al centro del Piano industriale 2019–2023.

La sindaca: “A Torino arrivano più turisti”

La sindaca Chiara Appendino scrive sul suo blog che i turisti in città “sono aumentati del 9,6% rispetto allo scorso anno e del 29,1% rispetto a quattro anni fa gli arrivi di turisti a Torino. I dati confermano un trend molto positivo per il 2019 e l’enorme potenziale attrattivo della nostra Città. Anche se, che Torino è meravigliosa, lo sapevamo già…”, e aggiunge:  “Non abbiamo nessuna intenzione di fermarci. Dopo il 2019, anno di Leonardo, siamo già pronti per partire con il 2020, anno che Torino dedicherà al cinema, con un ricco calendario che vi sveleremo a breve”. Replica Federalberghi Torino: “Prendiamo atto dei dati divulgati dalla sindaca in merito agli arrivi a Torino nel mese di settembre e, pur ritenendo conveniente uscire dalla guerra di numeri e percentuali, ci piacerebbe comprendere da dove provengano e come siano composti: i flussi turistici vanno valutati in termini di presenze e occupazione delle camere, non soltanto di arrivi”. Dice all’Ansa  il presidente Fabio Borio: “ribadiamo la necessità di un tavolo che riunisca periodicamente tutti gli attori del comparto turistico locale e le istituzioni al fine di dare vita a un sistema strutturato dell’accoglienza turistica,  in vista degli importanti eventi internazionali che attendono Torino nei prossimi anni”.

     

    Curdi in piazza contro Erdogan. Diritto di parola a Leo il “peacemaker”

    Centinaia di manifestanti, oggi a Torino, in piazza Castello e poi in corteo in via Po, contro l’offensiva militare turca di Erdogan nel nord-est della Siria.

    Alla manifestazione, promossa da comitati filo-curdi legati all’ autonomia, erano presenti con le bandiere  anche rappresentanti  della Cgil, dei sindacati autonomi, di Rifondazione Comunista e di Italia Viva. E’ stato osservato un minuto di silenzio in ricordo di Lorenzo Orsetti, 33enne fiorentino, e Francesco Asperti, 53enne bergamasco, uccisi nel Rojava del Kurdistan siriano, dove si erano uniti ai curdi per sconfiggere l’Isis.

    Unico rappresentante del mondo istituzionale al quale i promotori della manifestazione (compresi gli esponenti dei centri sociali) hanno concesso di parlare – prima in piazza e poi nel corteo –  è stato Giampiero Leo, storico assessore regionale alla cultura, ora in Fondazione Crt, apprezzato dai più per le sue doti “ecumeniche” e di “peacemaker”. Massiccio ma discreto il presidio di carabinieri, Digos e polizia.

     

    (foto: il Torinese)

    Promettevano di riscattare i debiti e poi minacciavano i clienti

    Vittime due volte

    I carabinieri della Stazione San Salvario hanno eseguito un’ordinanza di applicazione della custodia cautelare in carcere e dell’obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria, emesse dal tribunale di Torino, per estorsione e tentata estorsione bei confronti di tre italiani, di 33, 34 e 36 anni, di Torino. Le indagini hanno permesso di documentare cinque tentate estorsioni e due consumate mediante violenze fisiche e minacce di morte con l’uso di una pistola.
    Le indagini sono iniziate grazie al coraggio di una vittima he ha denunciato i suoi aguzzini.

    È stato accertato che le vittime si erano rivolte al gruppo per recuperare dei soldi ma oltre a non aver recuperato il proprio denaro sono state costrette a versare loro ingenti somme per la parcella.
    Le richieste di denaro avanzate dagli indagati oscillavano da 1.000 a 30.000 euro in relazione alla disponibilità economica delle vittime; in taluni casi quest’ultime sono state costrette a consegnare orologi di valore, marca Rolex, ricaricare carte prepagate o noleggiare autovetture per conto dei soggetti arrestati.
    Nell’ambito delle indagini e’ stata inoltre sequestrata una pistola scenica marca bruni md. 92, compresa di 50 cartucce e copiosa documentazione probatoria relativa ai prelievi di denaro effettuati dalle vittime estorte.

    Una sartoria popolare per aiutare le donne vulnerabili in Barriera

    Il progetto In-Tessere, protagonista di una campagna di crowdfunding su Produzioni dal Basso, coinvolge un gruppo di donne in difficoltà della Barriera Milano, uno dei quartieri più a rischio della periferia torinese.

    Il verbo “cucire” può essere inteso in molti modi: come un atto meccanico, certo, ma anche come un’azione creativa, capace di dar vita a qualcosa di nuovo, mettendo insieme elementi che prima erano separati tra loro.

    Proprio con l’intento di “cucire”, nel senso più ampio del termine, è nato il progetto In-Tessere, una sartoria popolare nel cuore della Barriera Milano, uno dei quartieri più difficili della periferia torinese. L’iniziativa, promossa dal Gruppo Abele Onlus e protagonista di una campagna di crowdfunding sulla piattaforma Produzioni dal Basso, coinvolge le donne più vulnerabili del quartiere, offrendo loro una possibilità di riscatto attraverso la formazione e il lavoro.

    Il progetto, che è sostenuto anche dalla Città di Torino nell’ambito del Pon Metro 2014-2020 dalla Fondazione Enrico Eandi, prevede due fasi distinte; nella prima, verrà avviata una scuola di cucito gratuita, grazie alla collaborazione con esperti e sarti professionisti e le donne potranno anche partecipare a workshop di formazione sul tema dell’imprenditorialità femminile, in modo da riuscire a mettere in pratica più facilmente le conoscenze acquisite durante le lezioni. La seconda fase coinciderà invece con l’apertura della sartoria popolare, dove le donne protagoniste del progetto potranno effettivamente lavorare e dove gli altri abitanti del quartiere potranno recarsi per usufruire dei macchinari. In-Tessere, infatti, non vuole essere solo un luogo di lavoro, ma un punto di aggregazione per un quartiere a rischio, in cui si possono cucire vestiti e accessori e anche nuovi legami tra persone, traducendo in realtà concetti fondamentali quali accoglienza e condivisione.

    Alla campagna,lanciata su Produzioni dal Basso poche settimane fa, manca davvero pochissimo per raggiungere l’obiettivo economico di 5.000 euro. Il crowdfunding permetterà di contribuire alla nascita della sartoria popolare (che attualmente è solo una piccola sala cucito dove si utilizzano materiali di riuso): i fondi raccolti, infatti, saranno destinati all’acquisto delle stoffe e delle macchine da cucire, ai compensi per gli insegnanti e all’adeguamento degli spazi. Chi sceglierà di effettuare una donazione a favore di In-Tessere, inoltre, riceverà ricompense speciali, come il corso di cucito base o il workshop di cucito corredato a una visita del Museo del Tessile di Chieri.

    Per maggiori informazioni:

    https://www.produzionidalbasso.com/project/in-tessere-sartoria-popolare-nella-periferia-di-torino/

    Casellati a Torino: “Piemonte scrigno di cultura e impresa”

    La presidente del Senato, Elisabetta Casellati, nel corso della sua visita istituzionale in Piemonte, ha incontrato questa mattina a Torino, a  Palazzo Madama il presidente della Regione Alberto Cirio e la sindaca Chiara Appendino.

    “Il Piemonte è una terra che guarda all’Italia migliore. Questa mia visita – ha detto – è un omaggio a questa terra, che non è solo uno scrigno di storia e cultura ma anche di imprenditoria: aziende piccole, medie e grandi  che sono il biglietto da visita dell’Italia nel mondo, che sanno coniugare il fare tipico dell’impresa anche alla solidarietà, perché ci sono realtà di carattere sociale molto molto importanti”.

     

    (la foto di Palazzo Madama è di Mario Alesina)

    Deboli aspettative per le imprese piemontesi

    Il  clima di fiducia tra le imprese piemontesi è debole e si ripresenta la  dicotomia tra manifatturiero, con  previsioni  più negative (anche se non si profila una recessione)  e terziario, invece  più ottimista. I dati sono dell’indagine congiunturale trimestrale a cura di Confindustria Piemonte. Nel comparto  manifatturiero le aspettative su produzione, ordini ed export rimangono  lievemente sfavorevoli, con un  tasso di utilizzo degli impianti  al 75%, livello elevato, e il ricorso alla cassa integrazione in crescita  ma contenuto. Sono stabili gli investimenti, previsti da un quarto delle aziende e le previsioni sull’occupazione. In sofferenza  tessile, automotive, metallurgia ed edilizia. Positive le  prospettive per alimentare, gioielli, giocattoli. Tra le province vanno bene  Cuneo, Alessandria, Novara e  il Canavese. Permangono le  difficoltà a Torino, Vercelli, Verbania e Biella.