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“Educare al monopattino”: i tutorial dei civich per evitare incidenti

La campagna di “Informazione per una mobilità sostenibile e sicura” – con la realizzazione di una serie di video tutorial che spiegano a ciclisti e monopattinisti cosa si può fare, cosa non si deve fare e forniscono consigli utili

 

a chi usa abitualmente (o anche solo occasionalmente) questi mezzi per spostarsi percorrendo le strade cittadine – è stata realizzata nell’ambito della più ampia attività di Sicurezza Stradale condotta dalla Polizia Municipale per contrastare quegli atteggiamenti sbagliati e pericolosi per la sicurezza, tenuti  alla guida di auto, di moto e ciclomotori o utilizzando, appunto, monopattini elettrici e biciclette.

 

Il progressivo e rapido aumento dell’uso in ambito urbano di monopattini e biciclette, anche da parte di chi normalmente usava l’auto per spostarsi in città, unitamente alla carenza di informazioni specifiche e di obblighi formativi, ha lasciato spazio a dubbi e, non di rado, ad uso non corretto di questi mezzi.

 

Le sanzioni rilevate da inizio anno e l’analisi degli articoli del Codice della Strada violati hanno evidenziato una mancanza di conoscenza di quelle regole che, se disattese, possono mettere in pericolo l’incolumità dei cittadini.

 

Da inizio anno (dati riferiti al 30 settembre), la Polizia Municipale ha accertato 356 sanzioni ai conducenti di biciclette. Le più frequenti riguardano la ‘circolazione con occupazione errata sulla carreggiata’ (transito su marciapiede e/o portici), ‘la conduzione non a mano del mezzo creando intralcio alla circolazione e ai pedoni’ e la ‘violazione di semaforo’.

 

Per quanto riguarda i monopattini invece, le sanzioni, da inizio anno, sono state 386. I comportamenti maggiormente sanzionati sono gli stessi delle bici, con l’aggiunta dell’articolo del Codice della Strada relativo al ‘trasporto di altro passeggero’ e ‘l’utilizzo del cellulare durante la conduzione del mezzo’.

 

Sulla base dei dati raccolti sono stati realizzati alcuni brevi video di informazione  per il corretto utilizzo di biciclette e monopattini, che illustrano in maniera semplice e sintetica i 10 comportamenti da osservare e i 10 comportamenti da evitare durante la conduzione dei veicoli.

 

Anche l’incremento del numero dei sinistri che ha visto coinvolte le biciclette nel 2020 (231 tra il 2018–2019 e 287 tra il 2019-2020), al quale si è andato ad aggiungere il dato relativo agli incidenti in monopattino (59 tra il settembre 2019 e settembre 2020) ha fornito alcune indicazioni sulla necessità di realizzare una campagna informativa per promuovere comportamenti virtuosi a tutela della sicurezza stradale.

 

La strategia della Polizia municipale per contrastare i comportamenti sbagliati e ridurre il rischio di incidenti si muove su due fronti: controllo del territorio e formazione/informazione.

 

Il comandante della Polizia municipale, Emiliano Bezzon, evidenzia che “negli ultimi mesi sono stati intensificati i controlli e affiancato al lavoro ordinario delle pattuglie una serie di servizi mirati al contrasto di particolari infrazioni. I dati però ci dicono che tutto ciò non è sufficiente: riteniamo che si debba fare più sul fronte della prevenzione, anche facendo ricorso a campagne di informazione e formazione sull’utilizzo dei veicoli e di sensibilizzazione verso quelle situazioni che generano maggior pericolo. Per questo motivo, oltre ai controlli su tutto il territorio cittadino, abbiamo avviato questo progetto con la realizzazione di brevi video sull’utilizzo corretto dei vari mezzi di trasporto e sulle cose che assolutamente bisogna fare o non fare quando si è alla guida di un veicolo, qualunque esso sia, bici, monopattino o auto e perché no, magari anche un ‘refresh’ sui comportamenti che devono tenere pedoni”.

 

La sindaca Chiara Appendino giudica  “molto importante che il crescente utilizzo di mezzi alternativi all’auto privata e al trasporto pubblico venga accompagnato da iniziative diffuse e multimediali, che ne spieghino l’uso corretto. La campagna realizzata dalla Polizia municipale – aggiunge Appendino – contribuisce a chiarire in modo semplice ciò che è consentito, quanto è vietato e ciò che è consigliato fare quando si percorrono strade cittadine e ciclabili pedalando in bici o utilizzando un monopattino. Si tratta di informazioni proposte sotto forma di video tutorial che rappresentano uno strumento assai utile per mostrare alcune tra le regole base, anche relative al Codice della strada, per la guida in città e fornire ai conducenti  tutte le informazioni necessarie per eliminare ogni dubbio sui comportamenti corretti da tenere, contribuendo ad aumentare i livelli di sicurezza, anche al fine di prevenire incidenti”.

 LINK VIDEO https://we.tl/t-RBXB3JDdGf

 

I nuovi contagi sono 454. Tre vittime e due ricoveri in meno in terapia intensiva

CORONAVIRUS PIEMONTE: IL BOLLETTINO DELLE ORE 17

 

28.819 PAZIENTI GUARITI E 495 IN VIA DI GUARIGIONE

Oggi l’Unità di Crisi della Regione Piemonte ha comunicato che i pazienti virologicamente guariti, cioè risultati negativi ai due test di verifica al termine della malattia, sono 28.819 (+44 rispetto a ieri), così suddivisi su base provinciale: 3526 (+5) Alessandria, 1653 (+2) Asti, 903 (+1) Biella, 2818 (+2) Cuneo, 2672 (+4) Novara, 14.641 (+26 ) Torino, 1373 (+3) Vercelli, 1036 (+1) Verbano-Cusio-Ossola, oltre a 197 (+0) provenienti da altre regioni.

Altri 495 sono “in via di guarigione”, ossia negativi al primo tampone di verifica, dopo la malattia e in attesa dell’esito del secondo.

 

I DECESSI SONO 4180

Tre i decessi di persone positive al test del Covid-19 comunicati nel pomeriggio dall’Unità di Crisi della Regione Piemonte, di cui nessunoverificatosi oggi (si ricorda che il dato di aggiornamento cumulativo comunicato giornalmente comprende anche decessi avvenuti nei giorni precedenti e solo successivamente accertati come decessi Covid).

Il totale è di 4177 deceduti risultati positivi al virus, così suddivisi per provincia: 684 Alessandria, 257 Asti, 212 Biella, 401Cuneo, 383 Novara, 1843 Torino, 226 Vercelli, 133 Verbano-Cusio-Ossola, oltre a 41 residenti fuori regione ma deceduti in Piemonte.

 

LA SITUAZIONE DEI CONTAGI

Sono 38.957 (+454 rispetto a ieri, di cui 272 sono asintomatici. Dei 454: 93 screening, 232 contatti di caso, 129 con indagine in corso. Ambito: 9 RSA, 72 scolastico, 373 popolazione generale. I casi importati sono 3 su 454 ) i casi di persone finora risultate positive al Covid-19 in Piemonte, così suddivisi su base provinciale: 4633 Alessandria, 2146 Asti, 1282 Biella, 4026 Cuneo, 3714 Novara, 19.474 Torino, 1779 Vercelli, 1274 Verbano-Cusio-Ossola, oltre a 331 residenti fuori regione ma in carico alle strutture sanitarie piemontesi. I restanti 298 casi sono in fase di elaborazione e attribuzione territoriale.

 

I ricoverati in terapia intensiva sono 22 (-2 rispetto a ieri).

I ricoverati non in terapia intensiva sono 457 (+ 79 rispetto a ieri).

Le persone in isolamento domiciliare sono 4.984

I tamponi diagnostici finora processati sono 799.421,di cui 437.982 risultati negativi.

Sgominata la banda che riforniva di droga San Salvario

Si definivano soci di un’attività agricola dedita alla coltivazione della canapa tessile, meglio nota come marijuana “legale”, in realtà vendevano sostanza stupefacente al dettaglio che autoproducevano in un terreno situato nel Torinese.

Sette persone sono state arrestate dagli agenti del commissariato Barriera Nizza per detenzione e spaccio di sostanza stupefacente, tutti cittadini italiani di età compresa tra i 35 ed i 40 anni. L’operazione, coordinata dal Dr.ssa Ruffino, dal Dr. Drammis e dal Dr. Sanini della Procura della Repubblica di Torino, ha portato al sequestro di oltre 63 chili di sostanza stupefacente.

L’attività d’indagine ha inizio la sera del 29 settembre quando, durante un servizio di pattuglia nell’area del quartiere San Salvario, gli operatori controllano in via Madama Cristina un soggetto, quarantunenne italiano, a bordo di una bicicletta. L’uomo, con precedenti per spaccio, viene trovato in possesso di una bustina di marijuana. La successiva perquisizione domiciliare permette il rinvenimento di circa mezzo chilo di marijuana e quasi 10000 euro in contanti, custoditi all’interno di una cassetta di sicurezza, insieme ad un bilancino di precisione.

Durante il controllo, il cellulare dell’uomo rivela un dettaglio inaspettato: tra le varie chat, dove si fanno espliciti riferimenti alla sua attività di pusher, emerge una foto raffigurante una serra agricola e tre soggetti con una busta di marijuana. Partono le indagini per indentificare i protagonisti nello scatto: un trentaduenne e un trentanovenne. Quando gli operatori perquisiscono le abitazioni in uso ad uno dei due, scoprono due serre artigianali: una di queste era montata in camera da letto e l’altra allestita all’interno di uno scatolone nascosto sotto al letto. Viene inoltre rinvenuta una cassa di legno contente un kit per la coltivazione di casalinga della marijuana – dai fertilizzanti agli opuscoli illustrativi – e una lista su cui erano stati trascritti nomi e cifre, presumibilmente promemoria dell’attività di compravendita. Ancora, 4800 euro in contanti e oltre 70 grammi di marijuana. Altri 630 grammi di marijuana e  una quindicina di hashish nell’appartamento del trentanovenne.

Per i due scattano gli arresti domiciliari.

L’indagine prosegue, vengono individuati altri 4 “soci”. Uno di questi, un quarantenne italiano, viene fermato all’interno propria autovettura, mentre effettuava una consegna, con otto buste di marijuana per circa 2,5 kg. Presso l’abitazione vengono sequestrati altri 12 sacchetti di sostanza stupefacente, 5 piante di marijuana e 1060 euro in contanti; oltre 35 kg di marijuana, suddivise in 47 diverse confezioni, 130 grammi di hashish e a un piccola serra attrezzata vengono scovati in cantina. L’uomo, arrestato per il possesso di stupefacente, dichiara agli agenti di svolgere l’attività di coltivatore di canapa tessile.

Ulteriori accertamenti permettono di individuare a Collegno una serra di coltivazione nella disponibilità del quarantenne. Il gruppo viene colto proprio mentre lavorava le infiorescenze, oltre 20 kg di marijuana in fase di essiccazione. Altre piante verranno sequestrate in una serra in provincia di Torino. Le tre persone trovate nell’appartamento di Collegno vengono poste agli arresti domiciliari.

Dagli accertamenti svolti nessuna traccia della presunta attività di coltivazione di canapa tessile. Mancavano le certificazioni volte ad escludere la presenza di sostanza drogante, la documentazione che riconducesse i terreni all’azienda mentre non c’era mai stata emissione di fatture o prove di contatti con aziende nel settore tessile.

I “soci” utilizzavano una chat Telegram “Vidal Pro Loco” per dividersi le consegne e individuare garage e magazzini per la coltivazione, lavorazione e lo stoccaggio di quella che altro non era che un’attività di produzione e spaccio di droga.

Il trasporto pubblico regionale rinnova la flotta dei bus

Sono 10,3 i milioni di euro che il Piemonte avrà a disposizione per il rinnovo della flotta autobus destinati al trasporto pubblico locale. L’investimento è stato deliberato oggi dalla Giunta regionale demandando all’Agenzia della mobilità piemontese la ripartizione delle risorse.

«Con questo investimento spiega l’assessore regionale ai Trasporti Marco Gabusipotremo avere oltre 90 autobus nuovida destinare a tutta la Regione. Il parco autobus dedicato ai servizi di trasporto pubblico ha un’età media di 9,8 anni, che si traduce in un’eccessiva frequenza di guasti e fermi macchina anche prolungati nel tempo con conseguente carenza di servizio e disagi per i cittadini. Basti pensare agli ultimi episodi di mezzi in fiamme avvenuti in questi giorni. Il rinnovo progressivo della flotta è prioritario al fine di realizzare gli obiettivi di miglioramento del servizio del Piano Regionale della Mobilità e dei Trasporti, a maggiore ragione in questo specifico momento storico in cui la regola del distanziamento interpersonale ha influito significativamente sul numero di posti offerti a bordo. Lasoluzione non può essere un aumento del numero di autobus (peraltro non disponibili immediatamente sul mercato) e del personale di guida, mentre la sostituzione dei mezzi obsoleti con materiale nuovo consente certamente di abbattere subito guasti e fermo macchina aumentando i livelli di affidabilità, sicurezza e regolarità del servizio».

Contestualmente è stata confermata la quota di 27 milioni di eurodel fondo nazionale del Ministero dell’economia destinata al Piemonte per compensare le aziende di trasporto della riduzione dei ricavi tariffari per effetto delle restrizioni imposte nel periodo di emergenza sanitaria. «Le risorse sono finalmente certe – sottolinea l’assessore Gabusi – e hanno un riflesso importante anche sugli utenti del trasporto pubblico in quanto consentono lacopertura degli oneri sostenuti dalle aziende per il rimborso dei titoli di viaggio, compresi gli abbonamenti, non utilizzati nel periodo di lockdown». Sarà l’Agenzia della mobilità piemontese a gestire l’erogazione e l’assegnazione dei contributi statali.

Coronavirus, ancora tre morti e 409 contagi

CORONAVIRUS PIEMONTE: IL BOLLETTINO DELLE ORE 17

28.775 PAZIENTI GUARITI E 495 IN VIA DI GUARIGIONE

Oggi l’Unità di Crisi della Regione Piemonte ha comunicato che i pazienti virologicamente guariti, cioè risultati negativi ai due test di verifica al termine della malattia, sono 28.775 (+92 rispetto a ieri), così suddivisi su base provinciale: 3521 (+1) Alessandria, 1651 (+1) Asti, 902 (+2) Biella, 2816 (+11) Cuneo, 2668 (+18) Novara, 14.615 (+53) Torino, 1370 (+5) Vercelli, 1035 (+1) Verbano-Cusio-Ossola, oltre a 197 (+0) provenienti da altre regioni.

Altri 495 sono “in via di guarigione”, ossia negativi al primo tampone di verifica, dopo la malattia e in attesa dell’esito del secondo.

I DECESSI SONO 4177

Tre i decessi di persone positive al test del Covid-19 comunicati nel pomeriggio dall’Unità di Crisi della Regione Piemonte, di cui nessuno verificatosi oggi (si ricorda che il dato di aggiornamento cumulativo comunicato giornalmente comprende anche decessi avvenuti nei giorni precedenti e solo successivamente accertati come decessi Covid).

Il totale è di 4177 deceduti risultati positivi al virus, così suddivisi per provincia: 684 Alessandria, 256 Asti, 211 Biella, 401 Cuneo, 382 Novara, 1843 Torino, 226 Vercelli, 133 Verbano-Cusio-Ossola, oltre a 41 residenti fuori regione ma deceduti in Piemonte.

LA SITUAZIONE DEI CONTAGI

Sono 38.503 (+409 rispetto a ieri, di cui 250 asintomatici; dei 409: 93 screening, 199 contatti di caso, 117 con indagine in corso; ambito: 12 Rsa, 46 scuola, 351 popolazione generale; su 409, 4 casi importati) i casi di persone finora risultate positive al Covid-19 in Piemonte, così suddivisi su base provinciale: 4569Alessandria, 2116 Asti, 1271 Biella, 3990 Cuneo, 3667 Novara, 19.244 Torino, 1766 Vercelli, 1262 Verbano-Cusio-Ossola, oltre a 327 residenti fuori regione ma in carico alle strutture sanitarie piemontesi. I restanti 291 casi sono in fase di elaborazione e attribuzione territoriale.

I ricoverati in terapia intensiva sono 24 (+2 rispetto a ieri).

I ricoverati non in terapia intensiva sono 378 (+24 rispetto a ieri).

Le persone in isolamento domiciliare sono 4654.

I tamponi diagnostici finora processati sono 793.035 di cui 433.895 risultati negativi.

Intervento al cuore unico al mondo alle Molinette salva un paziente

Per la prima volta al mondo effettuato intervento in emergenza sulla valvola mitrale a cuore battente con posizionamento di corde in gore-tex, presso l’ospedale Molinette di Torino

Per la prima volta al mondo nei giorni scorsi è stato effettuato un intervento in emergenza sulla valvola mitrale a cuore battente con la tecnica Neochord (con il posizionamento di corde in gore-tex sul lembo malato della mitrale) per salvare un uomo di 65 anni, presso il reparto di Cardiochirugia dell’ospedale Molinette della Città della Salute di Torino (diretto dal professor Mauro Rinaldi).

L’uomo, ricoverato in un ospedale periferico, è stato intubato in urgenza per un edema polmonare acuto causato dalla rottura di una corda della valvola mitrale. Considerato che le sue condizioni stavano rapidamente peggiorando, nonostante la ventilazione meccanica, è stato trasferito d’urgenza direttamente presso l’ospedale Molinette.

Arrivato in serata direttamente in terapia intensiva, si è deciso di tentare il tutto per tutto e di sottoporre subito il paziente ad un intervento innovativo, mai eseguito prima in emergenza

Vista la gravità della situazione i medici hanno deciso di ricorrere alla tecnica Neochord, un intervento innovativo eseguito però in pazienti con insufficienza mitralica stabile, che questa volta è stato però adattato ad una situazione acuta e di emergenza.

Attraverso un piccolo taglio di 5 cm nel torace per accedere al ventricolo sinistro e, mediante uno strumento dedicato (Neochord), si è agganciato il lembo malato della mitrale. Quindi si sono posizionate delle corde in gore-tex per sostituire quelle che si erano rotte e avevano causato l’insufficienza della valvola.

Questa tecnica, di cui il centro di Torino è tra i leader nel mondo, ha permesso di eseguire l’intervento a cuore battente e senza l’ausilio della circolazione extracorporea che avrebbe potuto avere degli effetti catastrofici sui polmoni già compromessi.

I cardiochirurghi Mauro Rinaldi e Stefano Salizzoni, sotto la guida ecocardiografica del dottor Alessandro Vairo e la gestione anestesiologica del dottor Federico Canavosio, sono così riusciti in poco più di un’ora a riparare la valvola e salvare il paziente.

L’intervento è perfettamente riuscito ed il paziente è stato dimesso dall’ospedale dopo pochi giorni.

Senza biglietto aggredisce un controllore GTT e lo manda all’ospedale

L’aggressione  sul bus 18. Straniero denunciato dai Carabinieri.

Ieri sera i carabinieri della Stazione di Torino Lingotto hanno denunciato uno straniero 21enne che all’interno del bus linea n.18 della GTT ha aggredito il controllore dell’azienda trasporti, allo scopo di sottrarsi alla richiesta di esibire il proprio titolo di viaggio. La vittima è caduta a erra e ha riportato lesioni per “policontusione a seguito di aggressione” giudicate guaribili in 15 giorni dai sanitari dell’ospedale Mauriziano.

Alluvione, il capo della protezione civile ha incontrato i sindaci

I danni quantificati sono importanti, ma credibili. Saremo tempestivi”

Sopralluogo ieri in Piemonte del capo Dipartimento della Protezione Civile Angelo Borrelli, che ha sorvolato in elicottero i luoghi del Piemonte colpiti dall’alluvione del 2-3 ottobre e incontrato i sindaci del territorio.

“La Regione Piemonte ha dimostrato in una situazione in cui era gravemente colpita di riuscire con le proprie forze a reagire e intervenire – ha sottolineato Borrelli – I danni che avete quantificato sono importanti, ma sono credibili”.

Prima tappa ad Omegna (Vco) accompagnato dall’assessore alla Protezione civile, Infrastrutture e Trasporti Marco Gabusi, poi sorvolo in elicottero di Varallo (Vc) e Romagnano Sesia (No), altro sopralluogo in Valle Cervo (Bi) insieme al ministro dell’Istruzione Lucia Azzolina, incontro con i sindaci delle province di Biella, Vercelli, Novara e Verbano-Cusio-Ossola presso l’aeroporto di Biella, riunione a Limone Piemonte (Cn) con le amministrazioni locali ed infine, con il ministro alla Pubblica amministrazione Fabiana Dadone, sorvolo dell’Alta Val Tanaro (Garessio e Ceva) per concludere ad Alba con il presidente della Regione Piemonte Alberto Cirio, il vicepresidente della Regione Fabio Carosso, il presidente della Provincia di Cuneo Federico Borgna, i commissari dell’Unità di Crisi Vincenzo Coccolo e Antonio Rinaudo e i sindaci del Basso Piemonte e della provincia di Torino.

La prossima settimana i tecnici del Dipartimento nazionale di Protezione civile saranno in Piemonte per verificare con gli enti locali le diverse esigenze.

Borrelli ha anche annunciato che, dopo la prima fase emergenziale relativa alle spese sostenute per i soccorsi, l’assistenza alla popolazione e le prime urgenze, il presidente della Regione Cirio – che sarà commissario delegato – provvederà con la sua struttura a realizzare in 90 giorni una ricognizione dei fabbisogni della fase 2.

“Vi posso assicurare – ha concluso Borrelli – che saremo il più tempestivi possibile in accordo con la Regione. Se riusciremo porteremo in Consiglio dei Ministri la dichiarazione di stato di emergenza già la settimana prossima, altrimenti andremo a quella dopo. Di questo vi chiedo già scusa preventivamente, ma abbiamo iniziato dal Piemonte e adesso andremo in Liguria e Valle d’Aosta e la vastità del territorio richiede verifiche puntuali”.

“Quando ho chiesto un miliardo di euro qualcuno a Roma ha sorriso, ma non si sorride di fronte ai danni che reclama il Piemonte – ha sottolineato il presidente Cirio – Il Piemonte oggi ha bisogno dello Stato e se scriviamo un miliardo è perché siamo certi dell’entità dei danni, perché facciamo le cose seriamente. Sono soldi dei piemontesi che devono ritornare sul territorio”.

Nel corso di questa due giorni di incontri in Piemonte, ieri il ministro per gli Affari regionali Francesco Boccia si è detto disposto a valutare la nomina del commissario per il ripristino del Tenda, mentre il ministro per la Pubblica Amministrazione Fabiana Dadone ha annunciato di aver chiesto che nella prossima manovra finanziaria vengano introdotte semplificazioni burocratiche per la pulizia degli alvei dei fiumi e per le opere contro il dissesto idrogeologico, essendo importante la velocità con la quale si riescono a fare gli atti necessari per realizzare gli interventi.

La prossima settimana invece la Regione porterà la ricostruzione del Piemonte alluvionato anche all’attenzione dell’Unione Europea: lunedì e martedì il presidente Cirio sarà a Bruxelles per incontrare i commissari al Bilancio, Johannes Hahn, e all’Economia, Paolo Gentiloni, ai quali chiederà l’attivazione del Fondo di Solidarietà Europeo, per accedere al quale farà da capofila anche per la Liguria e le francesi Rodano Alpi e Provenza-Alpi-Costa Azzurra, in modo da mettere insieme le aree confinanti colpite.

Due vittime e quasi 500 contagi nell’ultimo bollettino Covid

CORONAVIRUS PIEMONTE: IL BOLLETTINO DELLE ORE 17

 

28.683PAZIENTI GUARITI E 496 IN VIA DI GUARIGIONE

Oggi l’Unità di Crisi della Regione Piemonte ha comunicato che i pazienti virologicamente guariti, cioè risultati negativi ai due test di verifica al termine della malattia, sono 28.683(+6rispetto a ieri), così suddivisi su base provinciale: 3520 (+2) Alessandria, 1650 (+2) Asti, 900 (+1) Biella, 2805 (+17) Cuneo, 2650 (+8) Novara, 14.562 (+25) Torino, 1365 (+9) Vercelli, 1034 (+1) Verbano-Cusio-Ossola, oltre a 197 (+0) provenienti da altre regioni.

Altri 49sono “in via di guarigione”, ossia negativi al primo tampone di verifica, dopo la malattia e in attesa dell’esito del secondo.

 

I DECESSI SONO 4174

Due i decessi di persone positive al test del Covid-19 comunicati nel pomeriggio dall’Unità di Crisi della Regione Piemonte, di cui verificatosi oggi (si ricorda che il dato di aggiornamento cumulativo comunicato giornalmente comprende anche decessi avvenuti nei giorni precedenti e solo successivamente accertati come decessi Covid).

Il totale è di 417deceduti risultati positivi al virus, così suddivisi per provincia: 684 Alessandria, 256 Asti, 210 Biella, 401 Cuneo, 382 Novara, 1842 Torino, 225 Vercelli, 133 Verbano-Cusio-Ossola, oltre a 41 residenti fuori regione ma deceduti in Piemonte.

 

LA SITUAZIONE DEI CONTAGI

Sono 38.094 (+499 rispetto a ieri, di cui 334 asintomatici; dei 499: 143 screening, 236 contatti di caso, 120 con indagine in corso, 43 Rsa, 81 ambito scolastico, 375 popolazione generale, 8 importati)i casi di persone finora risultate positive al Covid-19 in Piemonte, così suddivisi su base provinciale: 4553 Alessandria, 2087 Asti, 1255 Biella, 3892 Cuneo, 3647 Novara, 19.042 Torino, 1754 Vercelli, 1253 Verbano-Cusio-Ossola, oltre a 324 residenti fuori regione ma in carico alle strutture sanitarie piemontesi. I restanti 287 casi sono in fase di elaborazione e attribuzione territoriale.

I ricoverati in terapia intensiva sono 22 (come ieri).

I ricoverati non in terapia intensiva sono 354(+rispetto a ieri).

Le persone in isolamento domiciliare sono 4365.

I tamponi diagnostici finora processati sono 786.555 di cui 429.303 risultati negativi.

Infermieri: coronavirus e tamponi, criticità negli ospedali

Riceviamo e pubblichiamo l’intervento  del sindacato degli infermieri  Nursind a proposito della situazione negli ospedali torinesi e piemontesi in questo periodo di ripresa dei contagi

 

Pensavamo di poter essere pronti dopo 4 mesi ad una prevedibile ripresa dei contagi anche se più contenuta per il momento e per fortuna nel numero dei ricoveri rispetto alla primavera.

Invece dobbiamo registrare che nonostante siamo all’inizio le criticità iniziano a rappresentarsi e le modalità di approccio per affrontarle non sembrano essere cambiate.

Sono diverse le problematiche che ci preoccupano, a cominciare come già più volte in questi mesi  ribadito, il numero insufficiente del personale.

Le aziende possono assumere tutto il personale necessario dichiarava l’assessore Icardi qualche giorno fa. Forse avrebbero già dovuto farlo e avremmo dovuto già saperlo, comunque quello assunto sino ad oggi non è sufficiente a garantire la riapertura dei reparti covid, l’assistenza domiciliare necessaria e ad eseguire gli accertamenti diagnostici, ossia l’esecuzione dei tamponi. Sotto questo aspetto iniziano i primi disagi che non potranno che peggiorare.

La sorveglianza sanitaria sul personale che come da indicazione regionale doveva partire il 3 settembre attraverso l’esecuzione di tamponi periodici a secondo del rischio non è ancora partita in molte aziende.

Non basta evidentemente come sempre fornire indicazioni ma è necessario verificare che queste siano attuate e capire il perché non siano state seguite.

Vorremmo comprendere se la quarantena preventiva sarà o meno garantita al personale per evitare circolazione del virus nei servizi che ricordiamo divennero il più grande focolaio. Ovviamente sarà necessario un numero di personale sufficiente.

Le condizioni dei colleghi impiegati nei pit stop per l’esecuzione dei tamponi non sono adeguate, anche in considerazione dell’arrivo di condizioni meteo peggiori. I luoghi, spesso inappropriati, senza coperture e nessun tipo di controllo per quanto attiene la sicurezza del personale, abbandonato alle ire della gente in coda.

Sembrerebbe che le aziende non possano intervenire e allora dovremmo prevedere l’intervento della protezione civile.

E’ evidente inoltre come le code per l’esecuzione dei tamponi sottolineano come sia necessario rafforzare le risorse.

Al di la di quali siano le responsabilità nazionali o regionali, i lavori strutturali che dovevano facilitare la gestione dei pazienti covid sono fermi e questo rappresenterà un problema.

Oggi, a distanza di 4 mesi, avremmo dovuto avere un quadro chiaro e preciso di tutte le aziende rispetto alle risorse impiegate, ai piani e all’ iniziative intraprese sul piano organizzativo. Non ci sembra sia proprio cosi.

 

Francesco Coppolella

NurSind Piemonte

Segreteria Regionale