TorinoAirport segna un nuovo record di traffico di oltre 425 mila passeggeri a luglio. E’ il miglior mese di sempre nella storia dello scalo. In crescita i passeggeri che sono il 23,5% in più dello stesso mese del 2019, precedente al Covid. Risultato reso possibile grazie alle nuove rotte nazionali e internazionali e alla nuova base di Ryanair a Caselle.
Nella mattinata odierna il Nucleo Operativo Ecologico dei Carabinieri di Torino, su richiesta della Procura della Repubblica di Torino, ha dato esecuzione ad un decreto di sequestro preventivo senza facoltà d’uso, emesso dal locale Ufficio GIP del Tribunale, di terreni ed edifici presenti nel Comune di Moncalieri (TO) Strada del Vignotto n. 37.
L’area interessata di circa 10.000 mq, proprio a ridosso del torrente Sangone e già dichiarata dal Comune di Moncalieri a forte rischio di dissesto idrogeologico, è difficilmente visibile dalla pubblica via a causa della folta vegetazione che, a partire dal 2005, ha invece facilitato l’illecito sversamento da parte di ignoti di qualsiasi tipologia di rifiuto, creando una situazione di degrado ed inquinamento che ha intaccato sia il terreno circostante che potenzialmente anche la falda acquifera e per cui sono in corso accertamenti tecnici.
Il sopralluogo effettuato dai militari ha portato alla luce ingentissimi quantitativi di rifiuti pericolosi (quantificabili in circa 1000 tonnellate) quali plastiche combuste, pneumatici, RAEE, scarti da demolizione, olii esausti e carcasse di autovetture che hanno del tutto saturato gli ambienti e gli edifici ormai abbandonati, creando il potenziale rischio di un disastro ambientale nel caso in cui si generasse un incendio anche di natura incidentale.
Per queste ragioni la Procura ha iscritto un procedimento penale a carico di ignoti e richiesto il sequestro dell’area volto ad evitare il reiterarsi di tali illecite condotte di abbandono di rifiuti.
I Carabinieri avvieranno delle accurate analisi per accertare lo stato di inquinamento ambientale e le diverse tipologie di rifiuti.
Le aree sequestrate risultano inserite nella lista dei c.d. siti orfani della Regione Piemonte
PUBBLICATO IL BANDO PER LE BOTTEGHE DEI SERVIZI.
CONTRIBUTI PER 3 MILIONI DI EURO
LE DOMANDE DAL 30 SETTEMBRE AL 15 NOVEMBRE
E’ stato pubblicato sul sito della Regione il bando da 3 milioni di euro per il mantenimento e lo sviluppo delle “botteghe dei servizi” in aree montane, in Comuni con popolazione inferiore ai 5000 abitanti.
Le domande di contributo potranno essere presentate dal 30 settembre al 15 novembre 2022.
Il bando è rivolto a microimprese singole, iscritte al registro imprese della Camera di Commercio, e a cooperative di comunità, iscritte all’albo della Regione Piemonte, attive al momento della presentazione della domanda di sostegno.
Il contributo massimo previsto per ogni singola domanda è di 50.000 euro, di cui 30.000 per investimenti e 20.000 per spese di gestione.
Le botteghe dei servizi sono esercizi commerciali di prossimità per la vendita al dettaglio di beni alimentari e di prima necessità, in cui si integrano attività di informazione per la cittadinanza: in sostanza veri e propri “terminali” per la pubblica amministrazione sul territorio e nel contempo esercizi che svolgono altri servizi utili a migliorare la qualità di vita dei residenti.
Per il Presidente della Giunta regionale Albero Cirio e per il Vice Presidente ed Assessore alla montagna Fabio Carosso il bando sulle botteghe dei servizi è un ulteriore segnale di attenzione, dopo i bandi sulla residenzialità (10 milioni a favore di chi si trasferisce dalla città alla montagna), sulle scuole (500 mila euro) ed il riparto dei fondi destinati alle Unioni Montane (10 milioni e 700 mila euro). L’obiettivo è ridare nuova linfa alle zone montane, per evitare la desertificazione del territorio e valorizzarne invece i punti di forza non solo dal punto di vista ambientale, ma anche sociale ed economico.
La pubblicazione del bando è stata preceduta da un’indagine conoscitiva avviata dalla Direzione regionale dell’Assessorato allo sviluppo della montagna per mappare le aree carenti di servizi e le zone di maggior fragilità economica, sociale e territoriale.
Dall’indagine, che ha interessato 440 Comuni montani con popolazione inferiore ai 5.000 abitanti, sono emerse informazioni utili sui servizi alla popolazione e sugli esercizi commerciali presenti sul territorio.
https://bandi.regione.piemonte.it/contributi-finanziamenti/bando-botteghe-dei-servizi
Su proposta dell’assessore alla Sanità del Piemonte, Luigi Genesio Icardi la Giunta ha recepito l’accordo su stabilizzazione e proroga contrattuale del personale precario Covid in ruolo sanitario e socio-sanitario. L’accordo, stipulato tra la Regione e le organizzazioni sindacali del comparto lo scorso 6 giugno, prevede la stabilizzazione progressiva nel rispetto delle scadenze dei contratti dei 1.137 operatori delle professioni sanitarie e socio sanitarie (in particolare infermieri, tecnici, Oss e assistenti sociali) in possesso dei requisiti previsti dal Governo, ovvero aver maturato al 30 giugno 2022 18 mesi di servizio, di cui almeno 6 nel periodo Covid.
Lo stesso accordo sancisce anche la proroga al 31 dicembre 2022 dei contratti a tempo determinato in scadenza nel secondo semestre del 2022 del personale sanitario e socio-sanitario non in possesso dei requisiti imposti dal Governo per la stabilizzazione. Si tratta di 530 operatori professionisti, i cui contratti verranno prorogati grazie agli 8 milioni di euro di risorse straordinarie che la Regione garantirà alle Aziende sanitarie del Piemonte.
Parti dell’accordo anche la copertura per il riconoscimento della retribuzione accessoria del personale per l’anno 2021 e l’impegno a definire ed applicare il Decreto Calabria, che prevede la possibilità di revisione del limite di spesa per il personale. Sempre rispettando l’equilibrio economico e finanziario del sistema sanitario regionale, è stato definito un incremento del 2% per il 2022, del 35 per il 2023 e del 5% per il 2024.
Per il Presidente della Regione e per l’assessore alla Sanità del Piemonte il recepimento dell’accordo è un’importante iniezione di personale nel sistema sanitario regionale. Stabilizzazioni e proroghe dei contratti del personale Covid-19 permetteranno di continuare ad assicurare le risorse necessarie per fronteggiare le urgenze del servizio sanitario e per gestire il piano di riduzione delle liste d’attesa. Non appena verranno rimborsati dallo Stato i circa 340 milioni di euro residui della spesa per la gestione sanitaria della pandemia che il Piemonte ha anticipato nel 2021, il personale sanitario regionale potrà essere ulteriormente potenziato tramite nuove assunzioni, come prevede il “Decreto Calabria”.
Avevano creato un sistema per far percepire indebitamente il reddito di cittadinanza a cittadini stranieri che dicevano di risiedere a Torino, ma che continuano a vivere all’estero. La truffa è da oltre 1.400.000 euro ed è stata scoperta dalla guardia di finanza del capoluogo piemontese. Sono cinque le misure cautelari, una agli arresti domiciliari, a carico di un dipendente di un patronato, e quattro obblighi di firma nei confronti di cittadini romeni.
Senior Italia FederAnziani: proteggiamoli dai rischi delle ondate di calore
E’ un’estate di fuoco che non si arresta. Dopo una breve tregua, le temperature tornano questa settimana, anche a Torino e in tutto il Piemonte a toccare picchi estremamente elevati e molto rischiosi per le persone anziane e fragili.
L’anticiclone nord-africano si consoliderà con ancora più decisione sull’Italia da metà di questa settimana, determinando un ulteriore aumento delle temperature e l’avvio di una nuova ondata di caldo. Ancora una volta la massa d’aria calda avvolgerà tutta l’Italia e torneremo ad avvicinarci ai 40 gradi. Il sistema di rilevazione delle ondate di calore del Ministero della Salute, che Senior Italia FederAnziani invita a consultare costantemente per tenersi aggiornati sulle condizioni climatiche del proprio territorio, segnala in questi giorni diverse città da bollino rosso, ovvero esposte a rischio molto alto in riferimento alle temperature. E allora cosa fare? “Il primo invito”, dichiara il Presidente Senior Italia FederAnziani Roberto Messina, “è rivolto agli anziani e ai fragili: seguite scrupolosamente il decalogo anti-caldo, non sottovalutate l’importanza di queste regole, perché è troppo spesso la superficialità a fare i danni maggiori. Proteggersi dai rischi del caldo significa prendersi cura di sé, e anche dei propri cari che vi vogliono bene. Quindi, anzitutto senso di responsabilità. Ma il secondo appello”, prosegue Messina, “è rivolto proprio ai familiari dei nostri nonni, agli amici, ai vicini di casa, alla comunità tutta: prendetevi cura di loro, stategli vicino in questo momento, non perdeteli di vista, restate in contatto con loro anche con una telefonata o una video chiamata, perché troppo spesso è difficile per loro rendersi conto del rischio. Come nel caso del rischio di disidratazione, che è triplo negli anziani per via dell’indebolimento dei recettori della sete che avviene con l’avanzare dell’età, o come il rischio di non aderenza alle terapie in un momento così delicato, in cui invece una maggiore aderenza alle terapie è uno scudo contro le ondate di calore. Insomma, non abbandonateli e aiutateli a proteggersi in questo momento, perché è la solitudine il rischio maggiore che dobbiamo combattere: non si abbandonano i cani, e a maggior ragione non dobbiamo farlo con queste ‘librerie viventi’, i nostri cari anziani che tanto hanno dato e hanno da dare alla nostra comunità”.
Ecco il Decalogo anti-caldo di Senior Italia FederAnziani:
- Non uscire nelle ore più calde. Si consiglia di restare a casa dalle 12.00 alle 17.00, le ore più calde della giornata. Stare all’ombra o in ambienti ventilati. Evitare anche attività fisica in questo arco di orario.
- Tanta idratazione. Bere almeno un litro e mezzo di acqua al giorno. Cercare di bere anche in assenza dello stimolo della sete. Moderare l’assunzione di bibite gassate, zuccherate, alcoliche o ricche di caffeina.
- Alimentazione fresca e leggera. Mangiare tanta frutta fresca di stagione e verdure colorate come peperoni, pomodori, carote e lattughe. Evitare cibi fritti e/o grassi.
- Arieggiare spesso. Aprire le finestre al mattino presto e la notte, così da permettere il necessario ricambio d’aria.
- Ripararsi dal sole. Esporsi il meno possibile al sole, consigliato l’utilizzo di occhiali da sole e cappelli. Proteggere la pelle dalle scottature con creme solari ad alto fattore protettivo.
- Vestirsi leggeri. All’aperto, ma anche in casa, vestirsi leggeri scegliendo tessuti adatti alla stagione come il lino. Sono sempre da preferire i colori chiari.
- Rinfrescarsi spesso. Docce o bagni tiepidi, senza esagerare con gli sbalzi di temperatura. Bagnarsi spesso viso e braccia con acqua fresca.
- Non sostare in auto al sole. Non entrare subito in un’auto parcheggiata al sole. Aprire gli sportelli per far arieggiare l’abitacolo. Viaggiare con finestrini abbassati e climatizzatore.
- Non modificare la tua terapia. Non cambiare l’assunzione della terapia per nessun motivo. Contattare il medico per qualsiasi necessità. Leggere attentamente le modalità di conservazione dei farmaci.
- Scegli vacanze in zone fresche. Prediligere vacanze in zone collinari. Sono i posti più adatti per fuggire dall’afa delle città.
A Torino il turismo estivo si sta riprendendo
Torino è meta turistica anche nei mesi estivi. Il tasso di occupazione delle camere nei mesi di giugno e luglio si attesta al 65%. Nell’estate 2019 era del 70 per cento. Nel mese di agosto, secondo i dati previsionali di Federalberghi, dovrebbe registrarsi un andamento in linea con il 2021 grazie ad alcuni appuntamenti sportivi e congressuali di rilievo a inizio mese e alle tre partite casalinghe della Juventus, in primo luogo il big match con la Roma di sabato 27.
FOCUS SETTIMANALE SULLA SITUAZIONE EPIDEMIOLOGICA E VACCINALE
Nel corso della consueta riunione settimanale del Dirmei, svoltasi alla presenza del Presidente della Regione e dell’Assessore alla Sanità, è stato riscontrato che il valore del Piemonte, con un’incidenza di 468.6casi ogni 100.000 abitanti (diagnosi settimana dal 25 al 31 luglio), a fronte del valore nazionale di 633.4 è il più basso in Italia insieme alla Lombardia.
L’occupazione dei posti letto ordinari alla data del 1° agosto si attesta all’8,4% (il valore nazionale è al 16,4%) e quella delle terapie intensive all’1,9% (il valore nazionale è 4%), mentre la positività dei tamponi è al 10,9%.
CONFERMATA LA DOMINANZA DI OMICRON5
Dai dati diffusi da Arpa, gli esiti delle analisi di sequenziamento delle acque reflue su campioni prelevati il 25 luglio nei depuratori di Castiglione Torinese, Cuneo, Alessandria e Novara evidenziano la dominanza di Omicron5 e la presenza con basse frequenze di mutazioni alla sottovariante BA.5.2.1 (in Alessandria, Cuneo e Castiglione Torinese).
Per quanto riguarda la sottovariante di Omicron 4 si continuano a rilevare mutazioni specifiche.
Nelle prossime settimane il laboratorio di Virologia Ambientale monitorerà l’evolversi della situazione anche per quanto riguarda nuove sottovarianti di Omicron, come BA.2.12.1 e BA.2.75 che non sono state rilevate nei depuratori in questa settimana.
VACCINAZIONI
Il Piemonte continua ad essere in testa per la somministrazione delle quarte dosi (fonte: Covid-19 vaccini open data / lab24 il sole24ore) con oltre 341.000 dosi somministrate alle platee autorizzate a livello nazionale che hanno già maturato i tempi necessari per la quarta dose (immunocompromessi, over80, ospiti Rsa, fragili over60 con specifiche patologie, over60 e fragili over12).
Nelle farmacie dal 26 aprile sono state somministrate quasi 10.500 quarte dosi e le prenotazioni sono circa 3.900.
Le preadesioni degli over60 per la quarta dose su www.IlPiemontetivaccina.it sono ad oggi oltre 56.000. È già stato inviato il 93% degli sms di convocazione e più dei 2/3 è già stato vaccinato. Si ricorda che tutti gli over60 che preaderiscono su www.ilPiemontetivaccina.it ricevono un sms con la data e il luogo per la somministrazione entro 10 giorni.
FOCUS CONTAGI NELLE PROVINCE
In Piemonte nel periodo dal 25 al 31 luglio i casi medi giornalieri dei contagi sono stati 2.860.
Suddivisi per province: Alessandria 312, Asti 167, Biella 109, Cuneo 312, Novara 237, Vercelli 117, VCO 77, Torino città 537, Torino area metropolitana 906.
In totale, su base regionale, i casi degli ultimi 7 giorni sono stati 20.023 (-8.660, ovvero -30,2% rispetto alla settimana precedente).
Questa la suddivisione per province: Alessandria 2.183 (-650), Asti 1.166 (-173), Biella 70 (-409), Cuneo 2.183 (-829), Novara 1.657 (-731), Vercelli 817 (-285), VCO 536 (-362), Torino città 3.761 (-1.680), Torino area metropolitana 6.341 (-3.168).
INCIDENZA DEL CONTAGIO NEGLI ADULTI
Nella settimana dal 25 al 31 luglio l’incidenza regionale (ovvero l’incremento settimanale di nuovi casi di Covid per 100.000 abitanti) è stata 468.6, in netto calo (-30,2%) rispetto ai 671,2 della settimana precedente.
Si tratta della seconda diminuzione dopo sei settimane consecutive in cui la curva era stata Nal rialzo.
Nella fascia di età 19-24 anni l’incidenza è 381.2 (-34,7%).
Nella fascia 25-44 anni è 504.8 (-35,6%).
Tra i 45 ed i 59 anni si attesta a 541.5 (-27,3%)
Nella fascia 60-69 anni è 539 (-27,3%).
Tra i 70-79 anni è 543.5 (-24,1%).
Nella fascia over80 l’incidenza risulta 379.6 (-27,3%).
INCIDENZA DEL CONTAGIO NELLE FASCE DI ETÀ SCOLASTICHE
In età scolastica, nel periodo dal 25 al 31 luglio, l’incidenza rispetto alla settimana precedente è in forte calo in tutte le fasce di età.
Nella fascia 0-2 anni l’incidenza è di 338.1 (-35,2%).
La fascia di età 3-5 anni registra un’incidenza di 219.3 (-24,5%).
Nella fascia tra i 6 ed 10 anni l’incidenza è 238.4 (-35%).
Nella fascia 11-13 anni l’incidenza è 308.9 (-38,5%).
Nella fascia tra i 14 ed i 18 anni l’incidenza è 285,5 (-31,5%).
La lotta contro la Tav in Valle di Susa è “il principale terreno di scontro con lo Stato” da parte degli antagonisti.
Questi nel passare del tempo hanno impiegato “tecniche di guerriglia mutuate verosimilmente anche da altri territori di conflitto bellico (vedi il Kurdistan) e adattate al particolare contesto boschivo”.
Sono alcune delle considerazioni scritte in una relazione che la Digos di Torino ha inviato all’autorità giudiziaria nell’ambito dell’inchiesta sul centro sociale Askatasuna, che nei giorni scorsi è giunta al rinvio a giudizio di 28 militanti.
Nel dossier si fa riferimento agli ordigni esplosivi e agli strumenti utilizzati nel corso degli attacchi al cantiere.
Il Nursing Up: “Necessari lavori agli edifici, alle infrastrutture e assunzioni di infermieri, professionisti della sanità e Oss”
La situazione della Città della Salute nel presidio Molinette, polo sanitario che esprime alcune tra le migliori professionalità sanitarie della nostra regione e d’Europa, vive davvero una tristissima realtà fatta di un degrado irreversibile delle strutture che mettono non solo in grande difficoltà chi ci lavora, ma in certi casi rischia anche di danneggiare la loro salute.
Il Nursing Up, sindacato degli infermieri e delle professioni sanitarie ribadisce quanto già denunciato in questi giorni da medici e altre rappresentanze sindacali: “I vecchi e fatiscenti edifici del presidio Molinette non sono più in grado di ospitare con decoro le eccellenze sanitarie e le migliaia di pazienti che ogni giorno frequentano l’ospedale. In assenza di un intervento di consistente ristrutturazione, la situazione alla Città della Salute nel presidio Molinette è destinata a un continuo ed irreversibile degrado, tra pannelli elettrici che non funzionano, muri e soffitti in pessime condizioni, intonaco che cade, aerazione e condizionamento dei locali difficilissime. In attesa che il famigerato Parco della Salute passi dalle eterne parole e progetti a divenire qualcosa di concreto, bisogna intervenire e subito al presidio Molinette”.
Le emergenze alla Città della Salute presidio Molinette, che creano situazioni di lavoro difficilissime per tutti i sanitari, sono chiare:
- Carenza drammatica di personale
- Edifici sanitari che hanno necessità di essere ristrutturati in modo urgentissimo
- Infrastrutture interne che vanno ripensate con criteri di efficienza, modernità ed efficacia, anche energetica.
La Regione non può rimanere muta e sorda a questi appelli: deve dare alle eccellenze sanitarie che lavorano alla Città della Salute, in ogni sua area e al presidio Molinette, ambienti e strumenti per operare in sicurezza e al meglio.
Il segretario regionale Nursing Up Piemonte, Claudio Delli Carri sottolinea: “Le condizioni delle sale e degli edifici in cui lavoriamo, al presidio Molinette, sono disastrose. Tutti noi, infermieri, sanitari, professionisti della sanità, conosciamo molto bene questa realtà. Una situazione che si protrae da anni. Semplicemente le vecchie Molinette non sono più adeguate, dopo tanti decenni, ad ospitare le eccellenze sanitarie odierne, in assenza totale di interventi di ristrutturazione. Ma come si può tollerare che intere strutture debbano essere trasferite in situazioni di emergenza per poter curare i pazienti a causa del fatto che certe aree delle Molinette cadono letteralmente a pezzi? Senza nulla togliere a nessuno, ma perché Asti, Alba, Biella hanno visto arrivare ospedali nuovi ed efficienti, e Torino invece deve resistere in questa situazione allucinante?”.
Il Segretario Aziendale Nursing Up Città della Salute, Ivan Bufalo aggiunge “Su tutto ciò, poi, si inserisce il grande problema del personale con la scarsità di infermieri e professionisti della sanità, necessari a coprire i turni, che sta mettendo sotto pressione tutti i reparti, costringendo chi è in servizio a turni davvero massacranti. Abbiamo addirittura segnalazioni di alcuni colleghi costretti a lavorare oltre il limite orario massimo contrattuale previsto! Così si continuano a saltare i riposi, non si riescono a ricaricare le energie ed è sempre più difficile garantire una qualità del lavoro adeguata. E, si sa, più la stanchezza si accumula, più la possibilità di qualche errore aumenta. Considerato poi che da più un mese fino ad oggi abbiamo anche una media giornaliera di circa 120 lavoratori assenti per malattia da covid, il quadro emergenziale è chiaro”.
Concludono Delli Carri e Bufalo: “Nell’attesa della ormai quasi fantomatica edificazione del Parco della Salute, la Città della Salute ha necessità di interventi urgentissimi: sugli edifici, sulle varie aree e stanze, sulle infrastrutture e poi sulle assunzioni di infermieri, professionisti della sanità e Oss.
La Regione dia risposte con atti concreti subito”.