Come da tradizione, la nomina si è svolta con atto pubblico davanti al notaio: per il 2026 sono stati confermati Marco Raiteri nei panni di Gianduja e Tina Scavuzzo in quelli di Giacometta.
Alla cerimonia di investitura è seguita una parentesi dedicata alla musica e alla danza popolare piemontese, curata dal gruppo folkloristico Ij danseur del Pilon, insieme a un monologo su Gianduja. L’intervento, presentato dal direttore del Museo Gianduja di Grugliasco Alfonso Cipolla e dall’attore Mario Brusa, ha celebrato i cento anni dalla prima apparizione di Gianduja, avvenuta il 20 febbraio 1926 e interpretata dal commendator Ernesto Pioda.
Il programma del Carlevè ‘d Turin 2026, organizzato dal Comitato Manifestazioni Torinesi con il coordinamento della Pro Loco Torino e con il patrocinio di Città di Torino, Città metropolitana di Torino e Regione Piemonte,è entrata nel vivo sabato 24 gennaio con la sfilata inaugurale in centro città e domenica 25 gennaio con la sfilata dei carri allegorici intorno al circuito del Parco della Pellerina (corso Regina Margherita, corso Lecce, corso Appio Claudio). Come ogni anno ad attendere i torinesi anche il grande luna park con oltre 100 attrazioni.
Sabato anche un’altra storica manifestazione cittadina, l’Antico Carnevale del Balon, che nel Cortile d’Onore di Palazzo Civico, vede la simbolica consegna delle chiavi della Città alla Rusnenta, insieme al gruppo di rievocazione storica Pietro Micca, alla banda della Polizia Locale e alla Famija Turineisa.
Partirà invece alle 15 da piazza Palazzo di Città la sfilata con la partecipazione di Gianduja e Giacometta, delle altre maschere e dei personaggi dei Carnevali piemontesi e delle suggestive e spettacolari maschere veneziane. Ad accompagnarli, la banda musicale e le majorettes sul percorso via Garibaldi, piazza Castello, via Roma, piazza Carignano, e ritorno in piazza Palazzo di Città. La giornata si concluderà alle 18.30 con la Messa di Carnevale, un momento solenne per ricordare due figure storiche dell’Associassion Piemonteisa: Andrea Flamini, l’indimenticato Gianduja di Torino, e il suo successore Aldo Rocchietti March.
Domenica 1 febbraio, a partire dalle ore 9 il celebre mercato dell’antiquariato e del vintage del Balon si trasformerà nel cuore pulsante del carnevale torinese, ospitando suggestive rievocazioni storiche che animeranno le vie del quartiere. A partire dalle 15, la festa si sposterà anche in corso Regina Margherita. Qui prenderà il via la sfilata del Carlevè ‘d Turin, un grande evento che vedrà esibirsi i gruppi dell’Associazione Maschere Internazionali, bande musicali, gruppi mascherati e una selezione di carri allegorici provenienti da diverse località del territorio.
Il calendario degli eventi carnevaleschi proseguirà fino a metà febbraio. Sabato 14 febbraio alle 15 il Carnevale raggiungerà l’area commerciale al fondo di corso Giulio Cesare per un pomeriggio di festa dedicato ai più piccoli e alle famiglie, che avranno l’occasione di incontrare Gianduja e Giacometta. Domenica 15 febbraio l’appuntamento è fissato per le 10 con il suggestivo Carnevale Eridaneo sul Po, promosso dall’associazione Vie d’Acqua insieme alle società remiere. La manifestazione inizierà con il ritrovo presso la sede dei Marinai d’Italia al Valentino, dove i ciclisti provenienti dalle Vallere si uniranno a Gianduja, Giacometta e alle maschere veneziane; il gruppo discenderà poi il fiume a bordo di gondole e imbarcazioni storiche fino ai Murazzi, dove la sfilata fluviale si concluderà con la festa finale alla presenza delle autorità.
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A proposito dei rilievi della Corte dei Conti europea sull’aumento dei costi per la costruzione della TAV vedo che chi interviene pensa al proprio ruolo ma all’interesse nazionale chi ci pensa ? Per capirci la TAV per la nostra economia è molto più importante del Ponte. La TAV e’ l’anello centrale di un corridoio ferroviario lungo circa 3.000 km che attraversa Paesi che producono 1/5 del PIL europeo e incrocia altri corridoi ferroviari Sud Nord che valgono anch’essi oltre il 40% del PIL europeo. Oltre a creare vantaggi economici importanti nei prossimi decenni , la TAV , trasferendo traffico merci e passeggeri dalla strada alla rotaia , migliorerà nettamente l’ambiente e farà diminuire il numero molto alto di cittadini europei che muoiono prima per problemi di respirazione. Ogni ritardo nel costruirla danneggia tutti noi a partire dalla crescita della economia e del lavoro. Per un Paese con un Debito Pubblico di 3000 miliardi che costa 90 miliardi di interessi, sottratti alle spese più importanti come Scuola, Salute e Ricerca, la Crescita deve essere il primo obiettivo. Dopo i fatti di Venaus il Governo Berlusconi nel 2006 istituì l’Osservatorio presieduto da Mario Virano e chiese di modificare il progetto. Il progetto fu corretto da Virano nel 2011 e ora è assolutamente meno impattante ma ci si mise altri 4 anni per definire il progetto con il relativo costo. Nell’ultima Legge Finanziaria del Governo Berlusconi, novembre 2011, fu inserita la norma che consentiva di proteggere il cantiere definendolo di interesse nazionale . Una norma che ho l’onore di aver illustrato nelle Commissioni parlamentari come Sottosegretario di Stato ai trasporti. Grazie a quella norma e all’impegno del Comune di Chiomonte , di alcune coraggiose imprese locali e al forte impegno delle forze dell’ordine , fu costruita la galleria di sicurezza che ora sarà strategica per i lavori di costruzione della tratta italiana del tunnel ( la tratta francese è già in costruzione da tempo perché nessun francese si sogna di andare a tirar pietre o altro a un cantiere così importante. In Francia il senso dello Stato è molto alto). . I ritardi incidono sui costi, ritardano le ricadute positive sulla economia locale , ritardano la assunzione di lavoratori che nella attesa fanno fatica a vivere , cosa mi pare cui molti incaricati di seguire l’opera non pensano. Di più. Dalle elezioni del 2018 nacque il primo Governo Conte ostile all’opera . Solo la nostra grande Manifestazione di piazza Castello del 10.11.2018 fece cambiare idea e il 7.8.2019 il Senato col voto decisivo della Lega boccio la Mozione NOTAV dei Cinquestelle. Purtroppo anche durante il Governo Conte PD l’opera stette ferma . Al ritardo politico si aggiunse il ritardo dovuto al Covid. I lavori dalla parte italiana anche in questo periodo procedono con molta lentezza e l’entrata in funzione dell’opera è stata spostata al 2033/4. Nel frattempo ogni anno tre milioni di tir passano il versante francese attraverso Ventimiglia e i trafori del al Frejus e del Bianco, congestionando le autostrade e inquinando. In questi anni in Svizzera sono stati costruiti due tunnel simili a quello della TAV. Nel frattempo il PIL procapite della Bassa Valle e’ sceso ai livelli delle regioni del Sud. Per fortuna alcuni ragazzi valsusini nel frattempo hanno preso il diploma da macchinisti a Bologna e ora sono stati assunti dalle aziende private che gestiscono il trasporto merci su ferrovia. A dimostrare che al trasporto green ci crediamo perché vogliamo bene al nostro Paese e ai nostri figli, nel 2009, quando ero al governo, feci approvare la norma del FERROBONUS , l’incentivo alle aziende a usare il trasporto merci su rotaia . Siamo stati i primi in Europa e all’epoca Greta andava ancora l’asilo. L’Italia cioè non costruisce solo le reti ferroviarie ma si è data un incentivo che spinga ulteriormente le aziende a scegliere il trasporto su rotaia. Siamo più green noi che non molti che si dicono ambientalisti e si battono contro la TAV. In questi lunghi anni I costi sono sicuramente aumentati di tre miliardi di euro. Mi fido della assicurazione del Direttore della TELT, Bufalini, che i lavori termineranno nel 2033. Mi piacerebbe però che la Regione insieme al bravissimo Commissario MAUCERI riuscisse a supportare molto meglio i Comuni nella realizzazione di tutte le opere di compensazione concordate nei mesi scorsi. Se tutti capiamo che quando ci sarà la TAV, Torino sarà nel centro della futura rete di trasporti merci e passeggeri europea con enormi ricadute . Se in Val Susa tutti capissero che attorno alla nuova Stazione internazionale e alla linea ferroviaria verso Torino i terreni si valorizzeranno come mai prima, allora i prossimi anni saranno anni di attesa del meglio e non di paura di mostri immaginari. Capirlo ora ci aiuterà molto, capirlo dopo che l’opera sarà realizzata sarà una magra consolazione.

