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Accoltella compagno di scuola per un fallo alla partita di calcetto

Un fallo di gioco durante l’intervallo ha causato una lite e poi un accoltellamento. Uno studente di 16 anni della Casa di Carità Arti e Mestieri di Torino originario dell’Egitto ha avuto una  discussione con un compagno di scuola durante la partita di calcetto. Il giovane all’uscita ha accoltellato al gluteo il compagno 18enne con cui aveva litigato. Non lo ha ferito gravemente. L’aggressore è stato raggiunto in ospedale dai carabinieri dove era andato a farsi controllare la schiena dopo la colluttazione.

Pioggia e temporali in arrivo su Torino e Piemonte, l’estate si fa attendere

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Le belle giornate di sole della scorsa settimana ci hanno illuso che l’estate fosse iniziata: ma non è proprio così. Dopo il weekend all’insegna del bel tempo tornano le piogge in Piemonte.

Secondo il bollettino dell’Arpa (Agenzia regionale per la protezione ambientale), già da lunedì pomeriggio è previsto un peggioramento delle condizioni meteo a causa dell’arrivo di una depressione atlantica. Il cambiamento sarà particolarmente evidente nella giornata di martedì, quando il maltempo entrerà nella sua fase più intensa.

La prima ondata di temporali è attesa nella notte tra lunedì e martedì e sarà seguita da piogge diffuse su gran parte del territorio piemontese, con possibilità di nubifragi localizzati.

Un miglioramento temporaneo è previsto nella mattinata di mercoledì, quando la perturbazione si allontanerà verso est. Tuttavia, si tratterà solo di una breve tregua: una nuova saccatura atlantica è infatti in discesa verso l’area alpina occidentale, pronta a riportare l’instabilità sul Piemonte.

La cultura politicizzata non fa bene al Salone del Libro

IL COMMENTO di Pier Franco Quaglieni
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Oggi è il caso di ricordare che politica  e cultura  sono concetti  diversi e distinti; ciò non significa ovviamente  che tra politica e cultura non ci debbano essere contatti. Anzi, è vero il contrario perché una politica non incolta e una cultura non arcadica sono due aspirazioni più che  auspicabili. Non credo che oggi ci sia in Italia  una politica colta, ma c’è una cultura esageratamente politicizzata che porta a riproporre la vecchia espressione di Mario Scelba “culturame”, evocata ieri da Giuliano Ferrara. Intellettuali liberi, senza paraocchi ideologici, sono un’eccezione non apprezzata   perché la cupidigia di servilismo è da sempre una caratteristica degli intellettuali italiani, quasi tutti fascisti e poi tutti, senza eccezioni,  antifascisti. Queste sono le  amare considerazioni che mi ha suggerito il Salone del Libro 2025. Troppi politici hanno monopolizzato l’attenzione in un salone in cui si dovrebbe parlare soprattutto di libri. Il culmine si è avuto quando Landini, che non credo sia un uomo colto e neppure acculturato, ha strumentalizzato il Salone per fare propaganda ai referendum. Non era mai accaduta una commistione con la politica così vistosa. Secondo il capo della Cgil astenersi sarebbe addirittura immorale malgrado sia un’opzione prevista dalla Costituzione. E anche il giro pubblicitario della segretaria del Pd accompagnata dalle autorità  torinesi lascia perplessi. Forse sia Landini sia la Segretaria Schlein avranno  anche scritto qualche libro in collaborazione con dei  giornalisti, come si usa oggi. Ma tutto questo non ha nulla da spartire con la kermesse torinese nata per volontà di Angelo Pezzana e Bianca Vetrino con intenti che privilegiavano il fine di favorire la lettura. Oggi appare un baraccone che sembra più un supermercato  che una grande biblioteca animata di migliaia di lettori . Ho partecipato fin dall’inizio al Salone, ma gli anni delle origini erano molto diversi dagli attuali. C’erano Bobbio, Bassani e Soldati, oggi ci sono Barbero, Scurati e Saviano. Due ere geologiche molto lontane. Se poi si aggiunge Landini che fa campagna elettorale per i referendum, il quadro è davvero completo. Forse Annalena Benini direttrice del Salone in passato non avrebbe condiviso. La sola giustissima proposta del Presidente Biino di coinvolgere il Ministero della Cultura ha suscitato imbarazzi e polemiche che rivelano una prevenzione politica molto evidente che evoca l’arroganza della feroce egemonia gramsciana.

Alexander Bublik completa una settimana da ricordare

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Al kazako la terza edizione del Piemonte Open Intesa Sanpaolo

La premiazione della terza edizione del Piemonte Open Intesa Sanpaolo. Da sinistra: il vincitore Alexander Bublik e il finalista Yunchaokete Bu (foto FITP)

Torino – C’è un motivo se il pubblico di tutto il mondo ha un debole per Alexander Bublik. Perché non solo gioca un tennis meraviglioso, proponendo un mix fra velocità e (tanta) fantasia che si vede davvero di rado, ma è anche un gran bel personaggio, di quelli capaci di divertire sempre e comunque. Uno che dopo il successo nella terza edizione del Piemonte Open Intesa Sanpaolo, agguantato rifilando un doppio 6-3 in finale al cinese Yunchaokete Bu, prende il microfono ed esordisce con “buongiorno signore e signori”, in italiano perfetto, conquistando ancora di più la gente dopo aver conquistato poco prima un torneo di altissimo livello, il migliore mai vinto sulla terra battuta. Evidentemente, quella del Circolo della Stampa Sporting di Torino gli piace particolarmente e l’evento Premium della categoria ATP Challenger 175 l’ha stimolato a dare il cento per cento fin da quando ha messo piede in città. Si spiegano così i cinque incontri di alta qualità giocati e vinti in sei giorni dall’ex n.17 del mondo, capace in più frangenti di mostrare la sua miglior versione. L’ha fatto anche sul Campo Stadio in una finale da 73 minuti, condizionata dai problemi alla schiena del rivale (in difficoltà dall’inizio) e resa una formalità dal kazako classe ‘97, superiore dalla prima all’ultima palla e capace – sempre – di accelerare nel momento del bisogno. Come quando sul 5-2 del primo set ha perso per la prima volta il servizio, ma ha chiuso di lì a poco con un nuovo break; o quando sul 4-2 del secondo ha smarrito il vantaggio appena conquistato. Se l’è subito ripreso e poi ha chiuso l’ultimo game a zero, sigillando la vittoria con un ace di seconda.

“Da questo torneo non mi aspettavo nient’altro che una vittoria – ha detto Bublik, fedele al suo stile, dopo il successo numero 11 in carriera a livello ATP –, perché credo di essere un tennista migliore rispetto alla gran parte dei partecipanti. Ho giocato degli ottimi incontri, tenendo sempre alto il livello. Di solito il primo ringraziamento va sempre alla famiglia, mentre io lo voglio fare al mio fisioterapista (il francese Jeremy Kohler, ndr), determinante per l’intera settimana. Questa vittoria mi dà la consapevolezza di poter giocare alla grande su tutte le superfici, ed è solo un piccolo passo verso ciò che voglio raggiungere. Punto a tornare dove merito di stare, dove sono stato per la gran parte della mia carriera. Vorrei alzare ulteriormente il livello, per essere competitivo contro i grandi giocatori in eventi ancora più importanti”. Uno è alle porte, il Roland Garros al via fra sette giorni. “Questo torneo è stato la preparazione ideale: non vedo l’ora di andare a Parigi e scoprire cosa mi attende. L’obiettivo per il 2025? Stare bene, competere e divertirmi”. Proprio come ha fatto, in particolare grazie a lui, il pubblico di Torino, che ha assistito a un’altra edizione di altissimo livello del Piemonte Open Intesa Sanpaolo, evento ormai entrato nel cuore della città. Nel tabellone di doppio successo dell’uruguaiano Ariel Behar e del belga Joran Vliegen, che in finale hanno superato per 6-2 6-4 il tedesco Hendrik Jebens e l’olandese Robin Haase. Ulteriori informazioni sul sito www.piemonteopen.com e sulla pagina Instagram @piemonteopen.

RISULTATI
Singolare. Finale: Alexander Bublik (Kaz) b. Yunchaokete Bu (Chn) 6-3 6-3.
Doppio. Finale: Behar/Vliegen (Uru/Bel) b. Haase/Jebens (Ned/Ger) 6-2 6-4.

La 500 ibrida non compensa l’addio di Maserati. Futuro incerto per l’auto a Torino

Mentre a Mirafiori si attende il rilancio con la 500 ibrida, Torino dice addio al sogno del Polo del lusso dell’auto.

È ufficiale: entro la fine dell’anno Stellantis trasferirà la produzione dei modelli Maserati GranTurismo e GranCabrio da Mirafiori a Modena, L’annuncio arriva dopo tante indiscrezioni e conferma lo stop al progetto di Sergio Marchionne, che aveva portato il Tridente nello stabilimento ex Bertone di Grugliasco, oggi chiuso e messo in vendita.

“Maserati è indissolubilmente legata a Modena” ha dichiarato il presidente di Stellantis, John Elkann.  Sotto la Mole resteranno soltanto le attività di lastratura e verniciatura.

Il gruppo vuole concentrare gli sforzi torinesi sull’assemblaggio della nuova 500 ibrida, la cui produzione partirà a novembre con l’obbiettivo di 100.000 unità all’anno.

Ma i sindacati sono preoccupati per il futuro di Mirafiori, dove la produzione ha segnato un -70% nel 2024 rispetto al 2023:  il solo rilancio della 500, ne sono convinti, non basta a garantire stabilità e occupazione.

Intanto Stellantis annuncia che promuoverà  un grande concerto il 24 giugno, in occasione della festa di San Giovanni, patrono di Torino. Sarà l’occasione per presentare un nuovo modello, ancora segreto.

I pro Pal cantano “Bella Ciao” e bloccano il raccordo di Caselle

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Erano in 200 circa i manifestanti Pro Pal che per ricordare i 77 anni dalla Nakba, nel pomeriggio hanno occupato il raccordo autostradale Torino-Caselle. Cantando “Bella ciao” hanno bloccato il traffico all’ingresso di Torino facendo infuriare gli automobilisti. I manifestanti si erano già esibiti negli scontri con la polizia al Salone del libro due giorni fa e all’Università di Torino dove hanno impedito di parlare ai rappresentanti della comunità ebraica.

Il coraggio di scrivere: intellettuali a confronto al Salone 2025

Uno degli appuntamenti più significativi del Salone del Libro 2025 si è svolto stamattina nella cornice della Sala Oval, dove si sono alternati alcuni tra gli intellettuali più autorevoli del panorama culturale contemporaneo: Paolo Flores d’Arcais, Francesca Mannocchi, Melania G. Mazzucco, Roberto Saviano, Yaroslav Trofimov, Chiara Valerio e Sandro Veronesi.
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Il filo conduttore dell’incontro è l’analisi dell’ arrestodello scrittore algerino Boualem Sansal, molto conosciuto per le sue posizioni critiche nei confronti del governo algerino. L’incontro, dal titolo Il prezzo della parole,  ha fatto riflettere il pubblico su come lo scrivere sia considerato un atto di coraggio, e chi sceglie di farlo criticando il potere non è mai del tutto al sicuro.
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Roberto Saviano ha preso posizione con forza, sottolineando come sia essenziale sostenere chi ha pagato con la prigione la propria libertà di parola. “Bisogna difendere chi si è esposto e denunciare l’ipocrisia dei governi europei che, mentre si dichiarano paladini dei diritti umani, stringono accordi con regimi autoritari che incarcerano attivisti e scrittori. Anche nelle democrazie si può colpire uno scrittore, perché non lo si può fermare con i voti”.
Melania G. Mazzucco ha letto alcuni passaggi da Madeline Miller, tratti da un saggio sulla libertà di espressione. Le parole citate – “difendere la libertà di stampa contro un governo corrotto” e “la verità, quando è tale, prima o poi riemerge, ed è capace di resistere a ogni tentativo di soppressione” – hanno rappresentato un potente inno al dissenso.
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Sandro Veronesi ha portato la voce della poesia, leggendo un testo del 1934 che ha evocato le ferite della storia e il potere eterno della parola scritta.
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Chiara Valerio ha voluto rendere omaggio alla figura degli obiettori di coscienza, dichiarando la propria ammirazione per Buon Sandal, da lei citato come esempio di coerenza e resistenza. Ha poi letto un passaggio da una prefazione incentrata sull’odio tratta dal Messaggero, ponendo una domanda che ha risuonato forte: “cosa possiamo fare noi semplici mortali in questo mondo?” .
Per ultima è intervenuta Francesca Mannocchi presentando un pezzo di Anna Politkovskaja, una delle poche giornaliste a raccontare gli orrori della guerra in Cecenia. Dopo essere stata catturata dai soldati russi, le fu lasciata solo la tessera da giornalista, simbolo della sua identità e missione. Il documentario Lettere ad Anna mostra come il dolore vissuto accanto alle vittime abbia segnato profondamente Anna, rendendola triste e sola. Mentre Putin e il suo governo riscrivevano la verità, lei si sentiva responsabile di testimoniare ciò che accadeva davvero. Diceva: “Forse ho sbagliato a scrivere tutto e a tenervi in mezzo all’orrore”, ma aggiungeva anche: “Racconto perché non dobbiamo far sì che sia troppo tardi”.
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VALERIA ROMBOLA’

Un viaggio tra innovazione e tradizione: torna il Festival L’Italia delle Regioni, il Piemonte a Venezia

Dal 18 al 20 maggio Venezia ospita la quarta edizione del Festival L’Italia delle Regioni, evento promosso dalla Conferenza delle Regioni e delle Province autonome in collaborazione con la Regione del Veneto. Il tema centrale di quest’anno, “Alla scoperta delle eccellenze regionali: un viaggio tra innovazione e tradizione”, guida un percorso di valorizzazione dei territori italiani attraverso il dialogo istituzionale e la promozione delle autonomie locali.

Un appuntamento che unisce visione locale e progettualità nazionale, con la partecipazione di esponenti del Governo, accademici e rappresentanti delle istituzioni da tutta Italia.

Tutti gli appuntamenti saranno trasmessi in diretta streaming sul sito www.regioni.it e sui canali social ufficiali della Conferenza delle Regioni.

Incontri istituzionali e grandi temi

La parte istituzionale si svolgerà in alcune delle sedi più prestigiose della città lagunare: Palazzo Ducale, la Scuola Grande di San Rocco, la Scuola Grande di San Giovanni Evangelista e il Teatro La Fenice. In programma conferenze e dibattiti su tematiche di rilievo nazionale, come l’autonomia differenziata, la sostenibilità, la competitività dei territori, il Made in Italy, i siti Unesco, l’alimentazione, la qualità della vita urbana, cultura, turismo e sport in vista dei grandi eventi.

Alla manifestazione è prevista la partecipazione del Presidente della Repubblica, del Presidente del Consiglio e di diversi ministri, in un contesto di piena collaborazione istituzionale.

Il presidente della Regione Piemonte, Alberto Cirio, ha definito il Festival «un’importante occasione per valorizzare l’identità dei territori e raccontare un’Italia fatta di eccellenze, competenze e visione». Il Piemonte sarà presente con il meglio della sua tradizione e capacità innovativa, consapevole che «lo sviluppo sostenibile nasce dall’equilibrio tra radici profonde e sguardo verso il futuro».

Focus tematici e partecipazione del Piemonte

Nel pomeriggio di lunedì 19 maggio si terranno tavoli di confronto su temi strategici:

  • Made in Italy, con la vicepresidente Elena Chiorino;

  • Cibo, alimentazione, salute e benessere, con l’assessore alla Sanità Federico Riboldi;

  • Territori e città sostenibili, con l’assessore ai Trasporti Marco Gabusi.

Il Villaggio delle Regioni: eccellenze in mostra a Campo San Polo

Cuore popolare del Festival, Campo San Polo ospita il Villaggio delle Regioni, dove le realtà territoriali si raccontano attraverso stand dedicati al turismo, alla cultura e all’enogastronomia.

Lo stand del Piemonte offrirà un viaggio immersivo tra tradizioni, innovazioni e paesaggi, grazie a materiali informativi, contenuti multimediali, gadget e approfondimenti sulla sostenibilità e la tecnologia.

Alle ore 11.30 di lunedì 19, presso lo spazio conferenze del Villaggio, è previsto l’incontro “Piemonte. Emozioni continue. Un viaggio tra le eccellenze di un territorio unico”. Un’occasione per raccontare la ricchezza del patrimonio piemontese: dai cinque siti Unesco ai paesaggi vitivinicoli, dalle città creative ai distretti produttivi.

Nel pomeriggio, alle ore 15, sempre al Villaggio delle Regioni, il Ministero della Cultura e le Regioni Piemonte, Toscana, Lombardia, Emilia-Romagna, Liguria, Lazio e Valle d’Aosta sottoscriveranno un protocollo d’intesa per sostenere la candidatura della Via Francigena nella Lista del Patrimonio Mondiale Unesco.

Crescono i reati contro le imprese: Piemonte sotto attacco tra cybercrime e contraffazione

Nel 2023 i reati che colpiscono l’attività d’impresa hanno registrato un incremento del 5,6% su scala nazionale, con una crescita ancora più marcata in Piemonte, dove l’aumento ha toccato l’11,8%. A evidenziarlo è un’elaborazione dell’Ufficio Studi di Confartigianato Imprese, secondo cui nel corso dell’anno si sono registrati 24 delitti ogni 100 imprese.

In particolare, il Piemonte risulta sempre più esposto ai crimini informatici. I reati di natura digitale, infatti, sono cresciuti nella regione del 10,8% nell’ultimo anno, superando la media nazionale del 7,8%. Un trend preoccupante che emerge anche guardando agli ultimi cinque anni: tra il 2019 e il 2023, la crescita dei crimini informatici in Piemonte ha toccato il +47%, contro il +45,5% della media italiana.

Un altro fronte critico è quello della contraffazione, che colpisce duramente il comparto del Made in Italy. Secondo l’Ufficio Studi di Confartigianato Imprese, almeno un’attività su quattro è esposta a questo fenomeno. In Piemonte si contano 7.219 imprese potenzialmente colpite, di cui il 70,1% è costituito da realtà artigiane. I settori maggiormente coinvolti sono tessile, abbigliamento e pelletteria, ma anche cosmetici, elettronica, ottica, giocattoli e gioielleria.

I dati provengono dal report “La sicurezza in asset per le imprese in una congiuntura dominata dall’incertezza”, realizzato dall’Ufficio Studi di Confartigianato Imprese. Il documento include una vasta gamma di reati legati all’attività economica, come furti, estorsioni, truffe, frodi informatiche, contraffazione di marchi e prodotti industriali, violazioni della proprietà intellettuale, ricettazione, riciclaggio, usura, danneggiamenti e contrabbando.

Secondo l’indagine, il 91% dei reati contro le imprese è rappresentato da truffe e frodi informatiche – come il phishing o la manipolazione dei sistemi informatici – mentre il restante 9% riguarda delitti informatici più specifici, come accessi abusivi, danneggiamenti tramite software o hardware e diffusione illecita di codici di accesso.

Le minacce digitali non risparmiano nessuno: anche le piccole realtà artigiane, comprese botteghe, officine e laboratori digitalizzati del Piemonte e in particolare del Torinese, sono sempre più spesso bersagliate. Il cybercrime agisce senza distinzione di dimensioni, colpendo anche le imprese più piccole attraverso phishing, truffe via PEC, ransomware e furti di dati.

Secondo i dati Istat, nel 2023 le forze di polizia hanno denunciato in Piemonte 89.414 reati alle autorità giudiziarie. Si tratta di crimini che comprendono una vasta gamma di illeciti, tra cui furti, rapine, estorsioni, contraffazione, violazione della proprietà intellettuale, ricettazione, riciclaggio, usura, danneggiamenti, contrabbando e reati informatici.

“Quando un’azienda artigiana subisce un attacco informatico il danno è doppio – chiarisce Dino De Santis, Presidente di Confartigianato Torino – per noi che siamo costretti a fermarci ma anche per le grandi aziende per le quali lavoriamo come terzisti, con il rischio di perdere definitivamente il cliente. Purtroppo, i crimini informatici stanno diventando il nuovo business, un mercato destinato, purtroppo, a crescere. Serve una cultura della sicurezza informatica, che parta dalla formazione degli imprenditori e dei lavoratori fino all’adozione di buone pratiche e tecnologie adeguate e accompagnare le imprese in percorsi di consapevolezza, protezione e risposta rapida agli attacchi: la cybersicurezza non è un costo, ma un investimento strategico per la sopravvivenza e la competitività delle imprese artigiane”.

“La contraffazione è un furto di reputazione che colpisce soprattutto le piccole imprese, quelle che con fatica e dedizione costruiscono ogni giorno valore autentico – conclude De Santis – servono controlli più efficaci, ma anche una cultura diffusa della legalità e del consumo consapevole. Difendere l’artigianato del nostro territorio significa proteggere il cuore del nostro sistema produttivo e il futuro di migliaia di imprese oneste.”

Mattarella a Torino: “Lavoro e giustizia sociale alla base della Repubblica”

Il presidente della repubblica Sergio Mattarella è oggi in visita a Torino e Venaria Reale.

“Formazione e sviluppo tecnologico sono sempre più temi fra di loro collegati, a cominciare delle sfide dell’intelligenza artificiale”, ha detto il Capo dello Stato alla Cerimonia di apertura dell’Anno Accademico al Centro internazionale di formazione delle Nazioni Unite (Itcilo) a Torino. “La formazione, l’aggiornamento continuo e la valorizzazione delle competenze rappresentano oggi strumenti imprescindibili per rendere effettivo e universale il diritto al lavoro”.  Il Presidente si è soffermato sui temi del lavoro “non vi può essere una pace duratura senza salari equi, senza protezione sociale e senza rispetto delle libertà sindacali” ricordando come la Costituzione italiana  evidenzia “un modello di società in cui il lavoro è fondamento della Repubblica, strumento di realizzazione personale e leva di giustizia sociale”.

 

ALLA REGGIA DI VENARIA

Si è svolta oggi pomeriggio, venerdì 16 maggio 2025, la visita del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella alla Reggia di Venaria, in occasione della cerimonia per i 240 anni dell’Accademia di Agricoltura di Torino tenutasi alla Reggia.

Il Presidente Mattarella è stato accolto dalle massime autorità del territorio, alla presenza anche del Ministro della Cultura Alessandro Giuli.

Michele Briamonte e Chiara Teolato, Presidente e Direttrice del Consorzio delle Residenze Reali Sabaude che gestisce la Reggia, hanno accompagnato il Capo dello Stato illustrando il piano nobile della Reggia con le sue grandiose architetture sei e settecentesche.

Il Presidente Mattarella, in particolare, si è soffermato presso la Galleria Grande per ammirare l’opera di Filippo Juvarra, dove sono state scattate alcune foto emblematiche con i Corazzieri del Quirinale.

Dopo aver firmato il “libro d’onore” della Reggia, si è affacciato sui 60 ettari dei recuperati Giardini della Venaria Reale salutando i dipendenti della Reggia con una foto ricordo, per poi proseguire per la Cappella di Sant’Uberto dove si è tenuta la cerimonia finale per l’anniversario dell’Accademia.

«Siamo stati onorati e orgogliosi di aver potuto accogliere la visita del Capo dello Stato alla Reggia di Venaria – hanno dichiarato Michele Briamonte e Chiara Teolato, Presidente e Direttrice del Consorzio delle Residenze Reali Sabaude – che ha rappresentato per noi e per tutte le persone della Reggia un significativo evento istituzionale e un momento di grande emozione e trasporto. Siamo grati e onorati per le parole che il Presidente Mattarella ha voluto riservare per l’opera di valorizzazione del nostro patrimonio culturale, parole che ci motivano a portare avanti il nostro progetto con ancora più entusiasmo e convinzione. La giornata è stata per noi ulteriormente impreziosita dalla presenza anche del Ministro della Cultura Alessandro Giuli, con il quale condividiamo programmi e progetti e che ringraziamo per l’attenzione e il fondamentale supporto».

La Reggia di Venaria, grandioso complesso monumentale alle porte di Torino (80.000 mq di edificio storico, oltre 60 ettari di Giardini), capolavoro del barocco europeo, è stata aperta al pubblico per la prima volta nel 2007, dopo essere stata oggetto del più rilevante cantiere di restauro in Europa per i beni culturali con un investimento complessivo di circa 300 milioni di euro.

La Venaria Reale è gestita dal Consorzio delle Residenze Reali Sabaude (composto da: Ministero della Cultura, Regione Piemonte, Città di Venaria Reale, Fondazione Compagnia di San Paolo, Fondazione 1563 per l’Arte e la Cultura) che ha anche il compito di coordinare la valorizzazione di tutte e 16 le Residenze Sabaude del Piemonte, Patrimonio dell’Umanità Unesco.

È tra i siti culturali più visitati d’Italia.

Nel 2027 ricorreranno l’anniversario dei 20 anni dell’apertura della Reggia

e quello dei 30 anni della Dichiarazione Unesco.