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Lega Nord, al via la “gazebata” per il tesseramento

cota questura legaParte il week end del tesseramento nelle principali piazze del Piemonte. Sarà l’occasione anche per raccogliere le firme per andare immediatamente alle urne. Molinari: “Il destino di un Paese non può essere vincolato alle faide fra correnti di un partito”

 

Un fine settimana importante per la Lega Nord, che dà il via alla propria campagna di tesseramento per il 2017. Un appuntamento che vedrà coinvolti i cittadini di tutto il Piemonte nelle giornate di sabato 18 e domenica 19 febbraio, con i gazebo allestiti nelle principali piazze, per ritirare le adesioni al tesseramento per il nuovo anno, ma anche per raccogliere le firme per poter andare immediatamente al voto, senza ulteriori indugi. “Lo spettacolo indecente che sta fornendo il PD in questi giorni non può più essere accettato dai cittadini – commenta Riccardo Molinari, Segretario Nazionale Lega Nord Piemont – Il destino di un Paese non può essere vincolato alle faide fra correnti di un partito. La legislatura ha esaurito il proprio scopo con il “no” al referendum sulla Riforma Costituzionale, ed è tempo di tornare immediatamente alle urne, senza indugiare ulteriormente in un limbo utile solo a garantire lo scatto della pensione dei parlamentari a settembre”.

Reddito di autonomia in Piemonte:  consultazioni sulla proposta di Grimaldi (SEL)

selOrmai più di un anno fa il Capogruppo di SEL Marco Grimaldi ha depositato la proposta di legge sull’istituzione di un reddito di autonomia in Piemonte, elaborata in forma aperta e partecipata a partire da Human Factor e da Precarissima, col contributo di tanti e tante, in particolare i giovani di ACT e della Rete della Conoscenza, Libera ed esponenti del mondo dell’accademia, della cultura e del sindacato.

Con una seduta della III Commissione per stabilire come procedere con audizioni e consultazioni, inizia finalmente l’iter della legge, che propone un assegno di 7.200 euro annuali per disoccupati, inoccupati e soggetti riconosciuti inabili al lavoro, o di 5.000 euro massimo per i lavoratori sottoccupati e precari. A poterne far richiesta sarebbero i residenti in Piemonte da almeno 36 mesi, iscritti ai Centri per l’impiego, con un imponibile personale non superiore agli 8.000 euro o un reddito famigliare inferiore a 15.000 euro o un Isee di 20.956 massimo.

 

con reg lascarisProssimamente saranno dunque consultati i rappresentanti sindacali, le associazioni, gli studiosi e in generale i soggetti interessati e competenti. Le consultazioni, che avverranno online e in forma aperta, partiranno fra qualche giorno ed entro l’8 marzo le osservazioni sulla legge potranno essere inviate all’indirizzo: terza.commissione@cr.piemonte.it.

 

Il disegno di legge è nato dall’esigenza di rispondere ai dati drammatici sulla povertà relativa, la povertà assoluta, le diseguaglianze, ma soprattutto la precarietà, la disoccupazione e la sottoccupazione in Italia e in Piemonte. La situazione stenta a migliorare. Secondo l’ultimo rapporto di Ires Piemonte (2016), rispetto al 2008 mancano all’appello 62.000 posti di lavoro e le persone in cerca di impiego sono più del doppio (205.000) di quante erano all’epoca. I giovani tra 15 e 29 anni che non lavorano, non studiano e non sono in formazione (i cosiddetti NEET) rappresentano circa il 21% della popolazione di coetanei, leggermente al di sopra delle principali regioni del Nord-Italia.

 

L’ampio utilizzo da parte delle imprese di forme contrattuali precarie, l’aumento del “part time involontario” e il calo significativo della domanda di lavoro nei primi tre mesi del 2016 – le procedure di assunzione sono diminuite del 14% rispetto allo stesso periodo del 2015 – gettano un velo d’ombra anche sugli incrementi occupazionali registrati nel corso dell’ultimo anno.

 

“Mentre in Italia Renzi ha fatto del Jobs Act il suo cavallo di battaglia e demonizzato il reddito GRIMALDIminimo, per fortuna molto sta cambiando intorno a noi, culturalmente e non solo” – dichiara il Capogruppo di SEL Marco Grimaldi. – “Hamon in Francia introduce nel dibattito francese addirittura il tema del reddito universale, la Finlandia istituisce un reddito base per i disoccupati, e in tutto ciò l’Italia rimane fanalino di coda con la Grecia, senza nemmeno una forma di reddito minimo di dignità. Per questo da tempo le Regioni italiane si stanno muovendo in assenza del Governo. Dopo Friuli e Puglia, da ultima l’Emilia ha dato il via libera alla legge che istituisce il reddito di solidarietà. Adesso è il momento del Piemonte, non possiamo più aspettare. E la battaglia a livello nazionale non si ferma”.

TRASPORTI, RUFFINO (FI): DATI VECCHI O INESISTENTI, IMPOSSIBILE UN PIANO REALMENTE EFFICACE SULLA MOBILITA’

TRAM GMADREE’ sconsolante assistere all’audizione del presidente dell’Agenzia per la Mobilità piemontese e apprendere dalla stessa che ad oggi non ha a disposizione tutti i dati che sarebbero necessari per uno sviluppo del sistema della mobilità regionale degno di questo nome. La Regione si attivi per fare da collettore dei dati necessari e solo dopo attivi una riforma del trasporto pubblico locale efficace ed efficiente”. Ad affermarlo la vicepresidente del Consiglio regionale Daniela Ruffino e il consigliere di Forza Italia Massimo Berutti a seguito dell’audizione avvenuta in Regione Piemonte durante i lavori della II Commissione.

Aggiungono i due esponenti regionali: “I pochi dati in possesso dell’Agenzia paiono essere datati ad almeno tre anni fa. E’ evidente quindi che sono già vecchi, come sottolineato peraltro correttamente ruffino lascarisdalla stessa presidente dell’Ente, e quindi insufficienti per una attività di programmazione che deve basarsi sui flussi reali della mobilità regionale. Sarebbe quindi necessario che ci si attivi presso tutti quei soggetti operanti nel settore e che sono detentori di meta data aggiornati di metterli a fattor comune per finanziare un Piano di riorganizzazione totale del sistema del trasporto”.

Concludono Berutti e Ruffino: “In ultima analisi dobbiamo però sottolineare che dopo aver ascoltato alcune posizioni del presidente della Agenzia per la Mobilità piemontese vorremmo sapere se queste coincidono con i desiderata della Giunta Chiamparino visto che la sua nomina deriva da un accordo tra la stessa e il sindaco treno11Appendino. Ci pare infatti che le aree marginali e i servizi alle fasce deboli della nostra comunità debbano rimanere una priorità per un servizio pubblico, anche se costano. Dall’audizione di oggi abbiamo capito che invece si va verso una nuova direzione che sarebbe giusto, se confermata, che fosse comunicata ai cittadini piemontesi“.

Pd, ma ora si scelga definitivamente

merlo giorgioL’immagine che sta trasmettendo il Pd all’opinione pubblica italiana e’ sotto gli occhi di tutti. Credo che non meriti molti commenti. Un partito dilaniato, diviso, rissoso e dominato da una conflittualita’ permanente a livello nazionale come a livello locale. Una miriade di correnti e di bande organizzate che attraversano l’intera penisola accomunate, prevalentemente, da un solo obiettivo: come delegittimare politicamente e personalmente il proprio vicino di casa. E l’ultima Direzione nazionale del partito ha, per l’ennesima volta, offerto questa triste immagine. Non c’e’ organo di informazione, da quelli vicini al Pd renziano a quelli piu’ critici, che non evidenzino questa situazione. Francamente sempre piu’ imbarazzante. E la risposta e’ pressoche’ sempre la stessa. Da un lato, la quasi totalita’ della minoranza che parte lancia in resta contro l’attuale leadership e, specularmente, il gruppo dirigente che parla tranquillamente di asfaltare, distruggere oRENZI LAVAGNA addirittura di seppellire la minoranza del partito. Questo il quadro che tutti hanno ben presente, al di la’ delle favole che vengono raccontate dai cantori del nuovo corso o del rinnovamento perpetuo o della bella politica interpretata e raccontata dal Pd. Forse, e spiace dirlo, e’ arrivato il momento di dare un taglio – come si suol dire – definitivo a questa incredibile ed inguardabile situazione politica all’interno del Partito democratico. Certo, la ricerca dell’unita’ politica ed organizzativa e’, almeno per me, sempre la maestra per affrontare e risolvere i problemi di un partito. Soprattutto in un contesto politico dove l’offensiva della destra da un lato e la tenuta politica ed elettorale del movimento 5 stelle dall’altro richiedono la presenza di un partito di centro sinistra unito, forte e competitivo. Ma cosi’ oggi non e’ e forse e’ persin inutile continuare con questo stillicidio quotidiano ed infinito fatto di accuse, insulti, attacchi e delegittimazioni reciproche. pd unitaMassimo Cacciari, tempo fa, invitava i dirigenti del Pd a prendere atto che la legge sul divorzio in Italia c’e’ dal lontano 1974 e che, forse, aggiungeva il filosofo veneziano, occorreva semplicemente prenderne atto alla luce della dialettica che caratterizza quel partito da ormai molto tempo. E, forse, la profezia e l’auspicio dell’ex sindaco di Venezia comincia a farsi largo sempre di piu’ tra le file del Pd. Se l’unita’ resta un semplice auspicio o un vago ed indistinto desiderio, e neanche tanto voluto da entrambe le parti in competizione, tanto vale prenderne atto senza continuare una liturgia che ormai rischia di incrinare, ed indebolire, sempre di piu’ lo stesso appeal politico ed elettorale del centro sinistra e della sinistra italiana.

Giorgio Merlo

La sinistra a sinistra del Pd

bandiera_rossaLa sinistra a sinistra del Pd e di Sel cerca di trovarei un dialogo unitario. Così nasce mercoledì 15  febbraio, alle ore 21, nella sala Teatro Officine Checchi Point, l’incontro “La sinistra alternativa facciamola plurale”. E socialisti, comunisti, progressisti si troveranno a confrontocon i contributi di Eleonora Artesio (Torino in Comune), Felice Besostri (Circoli Rosselli), Paolo Ferrero (Rifondazione comunistra – Sinistra Europea) e Andrea Pertici (Possibile). Organizzano i Circoli Rosselli, Possibile e Rifondazione Comunista – Sinistra Europea.

Massimo Iaretti

Ezio Locatelli (Prc): “900 morti per inquinamento atmosferico a Torino gridano vendetta”

traffico“Mancanza di qualsiasi piano di prevenzione”

Il dato è talmente drammatico che non sono più ammesse prese in giro. Per chi vive a Torino, stando agli ultimi dati Arpa, l’inquinamento atmosferico è causa di novecento morti all’anno, “morti evitabili” se solo si rispettassero i limiti di inquinamento fissati dall’Organizzazione Mondiale della Sanità. Questi limiti sono ampiamente superati a Torino il cui primato è di essere la città con i maggiori indici di inquinamento atmosferico d’Europa. Una situazione non più tollerabile al pari di tante chiacchiere a vuoto o peggio ancora di interventi o provvedimenti che non hanno fatto altro che peggiorare la situazione. In tutta evidenza il problema delle emissioni inquinanti è principalmente un problema di crescita abnorme del traffico su gomma e dell’incenerimento dei rifiuti a fronte del quale a nulla valgono gli interventi all’insegna dell’emergenzialismo. Tanto meno lo stato di degrado ambientale può diventare l’occasione, così come adombrato dall’amministrazione comunale a guida M5S, per elargire in maniera selettiva incentivi a favore del rinnovo del parco automezzi dei piccoli imprenditori. Una vera e propria presa in giro! C’è un’unica possibilità per migliorare lo stato di salute ambientale: incentivare e potenziare tutte le forme di trasporto collettivo e pubblico, varare un piano per il recupero dei rifiuti che metta fino alla politica dell’incenerimento e dell’inquinamento atmosferico, maggiori controlli sulle diverse forme di inquinamento industriale, una politica di risparmio e di efficientamento energetico a cominciare dagli edifici pubblici. Finora non è stato fatto pressoché nulla in questo senso.

 

Ezio Locatelli

segretario provinciale Prc

Ruffino: “Le nostre montagne ritrovino lo smalto olimpico per il rilancio economico”

olimpico arco“Il marketing territoriale e turistico, abbinato a strategie di rilancio anche occupazionale è certamente un elemento importante per evitare la desertificazione delle nostre montagne e delle nostre valli. Abbiamo un  prezioso patrimonio paesaggistico, storico e culturale che richiede politiche turistiche condivise tra le amministrazioni locali: queste non devono muoversi singolarmente ma fare sistema, collaborare con le realtà private e aprire gli orizzonti per attrarre nuovi flussi turistici “.

ruffino6E’ il commento della vicepresidente del Consiglio regionale e presidente della Consulta regionale europea, Daniela Ruffino (FI), a margine del convegno dell’Uncem  sul marketing territoriale, tenutosi a Susa.

“La crisi sta decimando le attività commerciali e non è certo accettabile che in decine e decine di Comuni non esista più un negozio. E’ quindi da apprezzare pienamente l’iniziativa di Uncem che pone il problema di superga montagna antonio colucciavalorizzare l’economia locale. Per competere dobbiamo puntare su ciò di cui disponiamo, ad incominciare dalla qualità dei nostri prodotti alimentari e artigianali, dalla tradizione dell’accoglienza alberghiera, dalla nostra storia enogastronomica”, aggiunge la presidente della Consulta Europea, che sottolinea l’opportunità di “intercettare con campagne di comunicazione i flussi turistici che gravitano su Torino, per portarli a conoscere le  nostre montagne, sia d’inverno, sia d’estate”.

montagnapiemonte“Anche la Consulta regionale si rende disponibile fin da ora al dialogo con gli amministratori del territorio, per creare un’interfaccia con le istituzioni europee, così da individuare possibili progetti transfrontalieri ai quali i nostri territori potrebbero aderire.  Non dobbiamo pedere lo smalto olimpico che le nostre montagne hanno conquistato nel 2006, diventando note in tutto il mondo. Per essere competitive – conclude Ruffino  – le località turistiche delle montagne torinesi devono puntare sulla professionalità, sull’attenzione nei confronti del turista e su un’accoglienza strutturata e non improvvisata. Solo così il turismo potrà diventare motore per creare nuove attività e nuovi posti di lavoro”.

Con la sinistra sociale torna la politica nel Pd?

merlo giorgioUno dei tanti problemi che affliggono il Pd e’ come coltivare e praticare un autentico pluralismo politico e culturale al suo interno. O meglio, per dirlo con parole piu’ comprensibili, come battere le cosiddette correnti di potere, o bande organizzate per essere ancora piu’ precisi, con le correnti di pensiero. Un vecchio tema caro alla politica italiana. Del resto, anche nella prima repubblica gia’ si parlava delle correnti di potere e di quelle di pensiero. Ma il degrado che attualmente caratterizza la politica italiana, soprattutto nei grandi partiti, e’ frutto anche della sostanziale assenza di ogni forma di confronto politico al suo interno. Un confronto che e’ sostituito solo da una sorda e spietata lotta per il potere dove le aggregazioni – o le tradizionali correnti – che si formano sono soltanto il prolungamento di potere di singoli esponenti e pure etichette inventate per la conquista del potere. Zero pensiero, per dirla con Mourinho. Una sommatoria di tatticismi, di posizionamenti, di equilibri contingenti attenti prevalentemente, se non esclusivamente, alla ricerca e alla conquista di quote di potere. Di qui la progressiva scomparsa dell’elaborazione e della progettualita’ politica. E di qui, di conseguenza, il prevalere della cortigianeria, del servilismo, del gregariato e dell’esaltaItazione del “capo”. E’ persin scontato che, in pd manifestoun quadro del genere, la politica ne esce sconfitta e chi cerca di invertire la rotta viene bollato e visto quasi come un visionario se non come un personaggio che si rifugia nell’astrattismo o, nel migliore dei casi, nella sola testimonianza. Ora, l’iniziativa organizzata sabato scorso a Roma da Gianni Cuperlo che ha dato vita nel Pd ad un’area, la cosiddetta “sociale e culturale”, puo’ rappresentare un punto di svolta per l’intero partito. Un inizio politico che puo’ introdurre, questo si’, una vera discontinuita’. Ma non quelle discontinuita’ che vengono annunciate a giorni alterni e poi sono, di norma, nient’altro che il solito minestrone di potere gia’ visto e sperimentato mille volte. E questo a prescindere dalle singole, e legittime, posizioni politiche all’interno del partito. Perche’ il vero problema, almeno per quanto riguarda il Pd che continua ad essere, piaccia o non piaccia, quasi l’unico partito che crede nel pluralismo politico e culturale al suo interno, e’ che quando decolla un vero confronto politico e’ l’intero partito ad uscirne vittorioso. E questo perche’, quando prevale la politica e la sua progettualita’, il tatticismo e la ricerca del mero potere sono destinati ad uscire di scena o comunque ad essere marginali. Sotto questo profilo il convegno di sabato scorso che si e’ tenuto al Nazareno e’ di buon auspicio. Non solo per la rinata “sinistra sociale e culturale” del Pd ma, si spera, per l’intero partito. E, per quel che conta, forse anche per la politica italiana. 

Ius soli, Monica Cerutti: «Subito l’approvazione in Senato. Lo stop non sia baratto politico»

cerutti«È inspiegabile che una norma di civiltà come la legge sullo Ius soli sia bloccata al Senato da più di un anno. Come è stata approvata già alla Camera, allo stesso modo deve avvenire al Senato portando a termine l’iter per l’approvazione della legge. Si tratta di un atto al quale il nostro Paese non può sottrarsi» – così Monica Cerutti, assessora REGIONE PALAZZOall’Immigrazione della Regione Piemonte, ha commentato il sit-in permanente del movimento Italiani Senza Cittadinanza. «Si tratta di cittadini e cittadine che rivendicano un proprio diritto. Sono figli/e di genitori stranieri nati in Italia che chiedono di poter legittimare il proprio percorso di inclusione. Questa legge sarebbe uno strumento valido per permettere alle nuove generazioni di sentirsi parte di una comunità e allontanarle anche da eventuali pericoli di radicalizzazioni» – ha continuato Monica Cerutti, assessora all’Immigrazione della Regione Piemonte. «Deve però essere chiaro che: lo stop in Senato della legge sullo Ius soli non può essere uno strumento di baratto politico per facilitare il percorso di una nuova legge elettorale» – ha concluso Monica Cerutti, assessora all’Immigrazione della Regione Piemonte.

Le risorse per i territori tra Bilancio italiano e Budget Europeo

ZANONI INCONTRO“Piemonte 2017 – Le risorse per i territori tra Bilancio italiano e Budget Europeo” è il tema dell’incontro promosso dalla senatrice pd Magda Zanoni, al quale interverranno   Sergio Chiamparino, Presidente Regione Piemonte, e Daniele Viotti, Eurodeputato della Commissione Bilancio Parlamento Europeo. L’iniziativa si svolgerà sabato 11 febbraio alle ore 10.45 presso il Circolo dei Lettori di Torino.