Carmagnola: Bricks & Friends, festival dedicato ai mattoncini Lego 

La quarta edizione di “Bricks & Friends”, il festival incentrato sulle creazioni con i mattoncini Lego, avrà luogo a Carmagnola il 16 e 17 maggio prossimi. Nel 2025 vi è  stato un ottimo riscontro di pubblico, con oltre 25 mila visitatori e l’evento torna confermandosi come un punto di riferimento per le famiglie, gli appassionati, i curiosi.
Per un weekend Carmagnola sarà trasformata in un grande spazio diffuso dedicato alla creatività e al gioco, accogliendo il pubblico con un’ampia proposta espositiva e partecipativa. Gli spazi espositivi saranno di oltre 2 mila metri quadrati distribuiti in sei sedi del centro cittadino, con la presenza di oltre 100 espositori.
Le aree del festival saranno il palazzo Comunale, la Chiesa di San Rocco, la Biblioteca Civica, gli Antichi Bastioni, la palestra della scuola di via Marconi e piazza Bobba e si articoleranno tra spazi espositivi, aree gioco, zone dedicate allo scambio e alla vendita e un’ampia area ludico- didattica per tutte le età. Gli espositori proveranno da diverse regioni italiane e sarà anche presente una partecipazione internazionale dalla Svizzera.
A organizzare la manifestazione  è il Comune di Carmagnola, in collaborazione con Piemonte Bricks LUG, realtà di riferimento a livello regionale per gli appassionati di mattoncini Lego, con il contributo fondamentale di un  gruppo di giovani volontari Bricks & Friends di Carmagnola, co ideatori dell’evento insieme alla Pro Loco.

L’iniziativa ha il patrocinio della Regione Piemonte,  del Consiglio Regionale del Piemonte, della Città Metropolitana di Torino  ed è  realizzata con il sostegno degli sponsor Banca Territori del Monviso, Pasta Berruto, ECS, Car on Line, Elledi, Immobiliare Mazzini e  di Mattoncino Store di Mondovì, con la collaborazione di Ascom, partner dell’iniziativa.

Molte le attività  pensate per bambini, ragazzi e famiglie, tra costruzioni libere e laboratori strutturati, tra cui le attività dedicate alla robotica a cura dell’Associazione Arduino  LAB Officina Didattica.
Gli spazi sono pensati per tutte le età, senza barriere architettoniche, con una grande attenzione riservata all’inclusione e all’accessibilità.
Un ruolo di particolare rilievo sarà svolto da ‘Io mi slego’ di Macerata, realtà attiva a livello nazionale con attività ludico-formative, inclusive e terapeutiche attraverso l’utilizzo dei mattoncini, rivolte a bambini, adolescenti e persone con fragilità cognitive, con particolare attenzione allo spettro autistico. Le attività  si basano su processi collaborativi che favoriscono la relazione interpersonale, lo sviluppo delle competenze e la valorizzazione delle capacità individuali.
‘Io mi slego’, all’interno del festival, sarà  presente anche come espositore, proponendo laboratori inclusivi rivolti a gruppi composti in parte da bambini e ragazzi con disabilità o fragilità cognitive.

Per i laboratori di Arduino Lab Officina Didattica e Io Mi slego sarà  necessaria la prenotazione tramite il link http://linktr.ee/ piemontebrickseventi
Il festival vuole anche essere un’occasione di solidarietà, con la raccolta fondi destinata a UGI Unione Genitori Italiani contro il tumore dei bambini e all’associazione Le Cuffie Colorate di Busto Arsizio, impegnata nella promozione dello sport tra persone con disabilità.
Molte le attrazioni di questa edizione, tra cui una Ducati  Panigale in mattoncini in scala reale, affiancata dal modello originale, e una vera Ferrari 308 GTS, iconica vettura resa celebre dalla serie televisiva Magnum PI, esposta insieme a set Lego a tema.

Sarà  anche presente un’esposizione di modelli in mattoncini  dedicati alle auto storiche di Formula 1, realizzati in esemplari unici e di grande valore collezionistico, tra cui alcune opere realizzate da Luca Rusconi, alias Rosco  PC, appassionato del mondo Lego, scomparso lo scorso anno. All’interno della chiesa di San Rocco un particolare allestimento consentirà di oscurare la luce esterna. Le opere saranno illuminate, creando un effetto scenografico suggestivo e valorizzando l’impatto visivo delle costruzioni e dell’intera location.
Domenica via Valobra ospiterà anche Giocattorino, a cura di Casa Malta, un mercato del gioco usato non legato al mondo dei mattoncini.
È stato confermato il concorso  “Costruttori del domani”, che darà spazio alla creatività dei giovani.  Le opere a tema libero potranno essere consegnate tra le 11 e le 18 di sabato 16 maggio presso l’infopoint dell’evento. Tre le categorie in cui saranno suddivise: Kids, Junior e Senior. La premiazione avverrà il 17 maggio. È stato inoltre istituito un passaporto Bricks & Friends, che i visitatori potranno ritirare all’arrivo e farlo timbrare nelle diverse aree del Festival.
I musei cittadini di Carmagnola saranno aperti con speciali esposizioni a tema e domenica sarà  protagonista la musica con un concerto a cura della Società Filarmonica di Carmagnola.

Mara Martellotta

“E.T.A. Hoffmann” a 250 anni dalla nascita, tra “illustrazione e animazione”

Prosegue il ciclo di incontri POP APPuntamenti, promosso dalla Fondazione Tancredi di Barolo – MUSLI – Museo della Scuola e POP APP Museum

Il Pop App Museum fino a maggio ospiterà un ciclo di incontri dedicati ai libri animati di ieri e di oggi e ai loro passaggi transmediali. Pompeo Vagliani, presidente della Fondazione Tancredi di Barolo, che promuove questo ciclo di incontri POP APPuntamenti, dialoga con autori e artisti, illustratori, pop up designer, professionisti del cinema d’animazione, bibliotecari, collezionisti ed appassionati che raccontano il mondo dei libri animati.

Il prossimo appuntamento è per giovedì 7 maggio alle ore 17, nel corso di un incontro denominato “E.T.A. Hoffmann” a 250 anni dalla nascita, tra “illustrazione e animazione”, in cui Matteo Bernardini renderà omaggio al ladre della letteratura fantastica moderna attraverso il cinema illustrato del regista torinese, che ci condurrà dietro le quinte per scoprire la tecnica d’animazione da lui sviluppata durante la pandemia. Giovedì 28 maggio, alle ore 17, sarà l’ultimo appuntamento del ciclo con “Libri  animati e scuola d’animazione CSC”, con Chiara Magri e Laura Fiori. La scuola d’animazione del centro sperimentale di cinematografia ha sede in Piemonte e si racconta attraverso i progetti in collaborazione con il Centro Studi e il POP APP Museum nel 2025 e nel 2026.

Mara Martellotta

Pompeo (PD): “Melanoma in crescita record: la Regione intervenga”

 “Su screening, liste d’attesa e prevenzione”

 “Il melanoma è il tumore con il più rapido incremento in Piemonte e in Italia. E’ fondamentale che la Giunta regionale intervenga con misure urgenti per potenziare la diagnosi precoce e consentire visite dermatologiche in tempi rapidi, riducendo drasticamente le liste d’attesa. Su questo problema ho presentato un atto di indirizzo che deve essere discusso e approvato in tempi stretti: questa situazione preoccupante richiede risposte immediate e strutturali” afferma la Consigliera regionale del Partito Democratico Laura Pompeo.

“Secondo lo studio epidemiologico Estimates of cancer incidence to 2025 in Italy, pubblicato nell’aprile 2026 e realizzato anche con il contributo del Registro Tumori del Piemonte, il melanoma cutaneo registra un incremento senza precedenti: +29% negli uomini e +44% nelle donne rispetto al periodo 2013-2017. Si tratta dati allarmanti che colpiscono soprattutto le persone nate fino alla metà degli anni ’70. Per questa fascia d’età servono strategie di screening dedicati, non generiche campagne di sensibilizzazione che non affrontano il problema nel modo corretto” prosegue la Consigliera regionale Pd.

“La diagnosi precoce, in tutte le malattie, è determinante per una cura tempestiva che può consentire la sopravvivenza e il Percorso Diagnostico Terapeutico Assistenziale regionale indica chiaramente la necessità di un controllo dermoscopico annuale. Purtroppo, oggi, ottenere una visita dermatologica entro i tempi clinici raccomandati è quasi impossibile e molte persone, non potendo, per motivi economici, effettuare una visita privata, rinunciano a curarsi. Il rapporto regionale Tempi di attesa per visite specialistiche – III trimestre 2025 mostra, infatti, percentuali drammatiche di prestazioni erogate oltre i 30 giorni (Classe D): oltre il 50% in molte ASL del Piemonte, con punte estreme come 89,87% all’IRCCS di Candiolo e 75,12% al Centro Ortopedico di Quadrante” precisa Laura Pompeo.

“Questi numeri descrivono un vero e proprio imbuto che impedisce la diagnosi precoce e mette a rischio la salute dei cittadini. È indispensabile che il Responsabile Unico Regionale dell’Assistenza sanitaria indichi subito quali misure intenda adottare per sbloccare la situazione. Ricordo che il nuovo Piano socio-sanitario parla di prevenzione come pilastro del sistema – conclude Pompeo – ma senza screening accessibili e senza tempi d’attesa adeguati, questi principi restano sulla carta. La Regione deve intervenire ora, perché sul melanoma la tempestività salva la vita”.

“Giovani sguardi”: sogni, desideri e fragilità dell’adolescenza

 

Dal 2 al 23 maggio prossimo torna alla Casa del Teatro Ragazzi e Giovani di Torino una nuova edizione di “Giovani sguardi”, la rassegna della Fondazione TRG pensata per il pubblico giovane e dedicata ai temi, alle domande e alle inquietudini delle nuove generazioni. Si tratta di cinque spettacoli selezionati da un gruppo di ragazzi e ragazze coinvolti in un gruppo di co-progettazione che narrano esperienze, fragilità e sogni dell’adolescenza. In questi spettacoli che interrogano il presente attraverso i desideri e le paure dei giovani, è presente una commistione di teatro, musica, video e performance, capaci di affrontare temi centrali del nostro tempo quali l’identità digitale, la salute mentale, il bisogno di senso, il rapporto con il futuro e la pressione di una società che risulta sempre più accelerata.

Sabato 2 maggio, alle 20.45, andrà in scena “Molly” di Cubo Teatro, una storia d’adolescenza tra identità e algoritmo, tra amore e dipendenza digitale; sabato 9 maggio, alle 20.45, sarà la volta della pièce teatrale “Still Alive” di Associazione Florian Metateatro, in cui un corpo immobile racconta con ironia e vulnerabilità la depressione come condizione intima e generazionale; sabato 16 maggio, alle 20.45, il Teatro Nazionale di Napoli porterà in scena “Assetati”, il racconto di tre solitudini che attraversano il tempo inseguendo sogni dimenticati alla ricerca di un amore capace di dare un senso al dolore; venerdì 22 maggio, alle 20.45, gli allievi del corso intensivo della scuola di teatro della Fondazione TRG presenteranno “Timeless”, un’indagine sulla frenesia contemporanea che riscopre nel vuoto e nella lentezza l’ultimo spazio possibile di libertà. Infine sabato 23 maggio, alle 20.45, andrà in scena un viaggio emotivo tra desiderio e paura, che interroga il senso di generare la vita in un mondo attraversato dall’incertezza, dal titolo “Dead or alive”.

Mara Martellotta

“Sia Luce”

Si celebra anche attraverso l’arte, nel quattrocentesco “Duomo – Cattedrale di Santo Stefano” di Biella, la Santa Pasqua di Resurrezione

Da marzo a domenica 7 giugno, giornata del “Corpus Domini”

Biella

“Immagini di soglia”. Così sono state, a ragione, definite le opere del chioggiotto Riccardo Albiero, solo due, esposte nella maestosa solennità della quattrocentesca “Cattedrale di Santo Stefano” a Biella (fatta costruire dalla Comunità locale nel 1402, a seguito di un voto fatto alla Madonna di Oropa per la scampata pestilenza del 1399 e diventata “Cattedrale” nel 1772, con la titolazione della “Città della Lana” a sede vescovile) in quel tempo pasquale che tradizionalmente invita a riflettere sul passaggio “dalla notte alla luce”, “dalla morte alla vita”. Attraverso “immagini di soglia”che sono “preghiera muta” e “apparizione fugace”, per l’appunto. Solo due, si diceva, perfettamente inserite nel Progetto “Sia Luce”, promosso dalla “Parrocchia di Santo Stefano” (patrono di Biella), a cura di Irene Finiguerra per “BI-BOx – APS”, nell’ambito del Bando “CulturHUB” di Città e Cattedrali e della “Consulta Regionale per i Beni Ecclesiastici”. “The Silent Choir” (“Il suono del silenzio”, olio e acquerello su tela, di grandi dimensioni) e “A Sorrowful Charm” (“Un fascino doloroso”, olio su tavola), i titoli dei dipinti, entrambi datati 2025, entrambi espressione tecnicamente rigorosa di “un universo silenzioso e contemplativo dove la pittura si fa gesto spirituale, evocazione ed offerta”.

In tal senso, é da leggersi la pittura di fragile realismo, pur nella tecnica di perfetta definizione, di Riccardo Albiero. Figura ascetica, le braccia lungo i fianchi, una postura composta in silente, intima preghiera nel suo fisso osservarci quali amichevoli presenze cui chiedere gesti di comune devota condivisione, quella del giovane (autoritratto?) dallo sguardo profondo e penetrante di “The Silent Choir”. Alle sue spalle un “telo sospeso” (quasi sipario teatrale) in cui vediamo muoversi “ombre di colombe in volo” (simbolo eterno di pace cristiana e riconciliazione divina), riflesse in un gioco di smosso chiaro-scuro nell’ampia camicia chiusa ai polsi, fiori appena accennati nella delicatezza di morbide cromie e un “cardo” disegnato in basso a sinistra. Il volto del giovane “non descrive un’ identità definita–sottolinea Irene Finiguerrama una presenza interiore, come una figura che affiora come memoria dell’anima, come tracce di un mistero che non si lascia afferrare ma solo intuire”. E mistero, realtà simbolica è ancora il “cardo” che si ripete da “The Silent Choir” al più piccolo “Sorrowful Charm”, dove appare tenuto in mano forse dallo stesso giovane del precedente dipinto. Anche qui, non semplice  grafica ornamentale di una comune “pianta” erbacea, ma, in ambito religioso, elevato simbolo associato al dolore, alla corona di spine e alla passione del Cristo, del Cristo che si fa uomo e assume su di sé la maledizione della Genesi per redimere l’umanità. Ancora Irene Finiguerra:“Queste opere parlano a chi crede, ma anche a chi è in ricerca. A chi riconosce nel tempo pasquale un mistero di fede e a chi, semplicemente, attraversa la Cattedrale in cerca di silenzio. Non chiedono appartenenza, ma disponibilità all’ascolto. In un tempo spesso segnato dal rumore e dalla fretta, invitano a sostare senza difese, a lasciarsi toccare da una luce che non impone risposte ma apre domande. Fino a giugno, nel tempo disteso che segue la Pasqua e conduce verso la pienezza della luce estiva, queste immagini continuano a parlare di vita che rinasce e di presenza che si fa discreta. Non proclamano, non spiegano: accompagnano. Sono come preghiere mute affidate alla pittura, offerte silenziose che chiedono soltanto di essere accolte”.

Preghiere. Preghiere che fanno volare alto sentimenti d’amore. E che, personalmente, mi sollecitano ricordi e domande su altre accorate musicali invocazioni:

“Ti guardo camminare in chiese così alte/Ti sento parlare e fai esplodere il mio cuore/Sento il …/Sento il coro silenzioso/

E tu, ti prendi cura di me?/E tu, pensi mai a me? …/

Invocazioni, interrogativi riportati in musica “stile – coldwave” nel brano “The Silent Choir” (stesso titolo del dipinto di Albiero) pubblicato nel 2018 dal duo musicale svizzero-britannico degli “Lebanon Hanover”. Puro caso? Mia casuale suggestione? O anche per Riccardo Albiero, fascinosa fonte d’ispirazione? In ogni caso, restano le motivazioni di un dolce incantesimo e “la connessione profonda tra anime solitarie – come si è scritto – che non hanno bisogno di parole per comprendersi”.

“Sia Luce”

Il Progetto mette al centro del suo interesse il complesso della “Cattedrale di Biella”, come fulcro della spiritualità della città e del suo territorio. Dall’ottobre del 2019, anno di nascita del progetto a oggi, sono state più di settanta le iniziative ospitate. “Sia Luce” è dunque un’occasione per approfondire la conoscenza della “Cattedrale” e di tutto il complesso di “architettura sacra” che si è sviluppato, su Piazza Duomo, nel corso dei secoli. Una periodica esposizione di opere d’arte contemporanee legate al tema del “sacro” consentono di integrare e far dialogare i beni artistici che la “Cattedrale” o il “Battistero” custodiscono con un linguaggio nuovo e accattivante.

Per info: tel. 392/5166749 o info.bibox@gmail.como www.bi-boxartspace.com

Gianni Milani

 

Nelle foto: Allestimento interno opere Riccardo Albiero; “The Silent Choir”; “A Sorrowful Charm”; Biella, Piazza Duomo (Ph. Davide Corona)

Scherma, bronzo nazionale per il circolo Ramon Fonst

Sono in corso di svolgimento a Riccione i Campionati Nazionali GOLD per le categorie U17-U20-ASSOLUTI. Per la Ramon Fonst di Torino è arrivato il podio di Luca JURAVLE, che si piazza al 3° posto nella categoria Under20, al termine di una gara condotta sempre con sicurezza dove ha battuto in fila il pesarese Giorgini 15-6, il vicentino Berti 15-13, il moglianese Cardin 15-8, il mestrino Vianello 15-13 e nel derby il torinese Laera 15-7, prima di cedere in semifinale al monzese Cazzani, figlio d’arte (il padre fu campione del mondo U20). Sottotono la prestazione degli altri atleti arancioneri presenti nella cittadina romagnola. Alessio ZUDDAS si piazzava 80° nell’U17 e 129° nella cat. Assoluti, Robert GHETU 67° e Tommaso GIRAUDO 109° tra gli U20, ed infine Matteo BORGOGNO 74° nella cat. Assoluti. A rappresentare il Circolo a Roma, nei Campionati Italiani, ci saranno quindi Robert GHETU tra i “Cadetti” e Luca JURAVLE tra i “Giovani”.

Le parole del Maestro del Circolo torinese Paolo Cuccu:

“Grandissima prova per Luca Juravle, che bissa il podio che ottenne lo scorso anno nella stessa gara. Qualche rimpianto per la semifinale, però adesso la concentrazione deve spostarsi sulle gare di Roma, lì il podio sarà di quelli prestigiosi e dobbiamo lavorare per giocarci le nostre chance. Gli altri fiorettisti hanno patito l’importanza della competizione, nella scherma ci si gioca tutto non solo in una gara ma anche in una sola giornata. Alessio Zuddas ha pagato l’inesperienza, è solo al primo anno tra i Cadetti e per lui qualificarsi a due gare è già un bel risultato, per Matteo Borgogno e Tommaso Giraudo il discorso è diverso, hanno sulle spalle pochi allenamenti per via degli infortuni per il primo e l’università per l’altro, non potevano fare questa difficile gara in modo maggiormente performate, come sarebbe nelle loro possibilità. Meno spiegabile la performance di Robert Ghetu, se non con quelle giornate dove tutto va storto dal principio, peccato perché non si è qualificato direttamente per Roma per solo 2 millesimi di punto, e sarebbe stata una bella occasione per lui disputare due campionati italiani”

La lunga parentesi agonistica di Riccione si chiuderà la prima settimana di maggio, con in pedana i nostri U14, tra i favoriti per il titolo italiano Francesco Lou FORNERIS e Maria Giulia LEVRONE, entrambi cat. Allievi (2012), quotata outsider per il podio anche Letizia GHIGO tra le Giovanissime (2014).

Vento sul lago e onde vagabonde

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A volte, di notte, soffiava un vento che lustrava le stelle e rendeva il cielo talmente chiaro e nitido che ogni cosa prendeva forma anche col buio. I contorni delle barche che dondolavano all’ormeggio, i pali scuri degli attracchi dei battelli della navigazione governativa, i pontili ed i moli lasciavano dietro di sé delle ombre lunghe.

 

Si vedevano bene i profili delle montagne e bastava andare un po’ in alto, sulla scalinata della chiesa, che si potevano distinguere le alpi svizzere. E l’altra sponda? Un gioco di luci a rincorrersi sul lungolago tra Suna e Pallanza fino alla punta della Castagnola, dove la riva ridiventava scura e si poteva solo intuire che c’era Intra, nascosta dietro la curva dell’Eden. Verso Laveno e Santa Caterina del Sasso altre luci, altre strade, altre case e altra gente. Lì, sulla sponda lombarda, avrebbero potuto quasi intravedermi se qualcuno, puntando un cannocchiale con delle buone lenti d’ingrandimento, si fosse preso la briga di curiosare verso l’imbarcadero di Baveno.  Avrebbe visto una figura, un’ombra seduta lì, sulla panchina dal verde un po’ corroso dal tempo, intenta ad ascoltare il rumore della risacca. A dire il vero, per me, più che un rumore è un suono, quasi un sottofondo musicale. Il ritmare dell’onda che s’infrange, che si ritira per far posto all’altra, apprestandosi a compiere lo stesso gesto secondo il moto dell’acqua e la direzione del vento. E’ come una musica che calmava i nervi, distende l’animo. “ Ecco, vardala lì. A l’è l’acqua stràca. L’acqua che sciùscia i remi dì barch, che la carezza suta al ventar ogni barca e sura la cràpa ogni sàss”, mi diceva il mio amico Angelo Branca, vecchio lupo di lago, commentando le onde che, ormai deboli e provate, s’arrestavano sui muri del vecchio molo. L’ Angiolino, nato e cresciuto sull’isola Pescatori, aveva ormai affidato la sua vecchiaia alla terraferma. Ma non mancava mai, nelle notti di luna buona, di farmi compagnia all’imbarcadero. Insieme guardavamo l’acqua scura, ascoltandone il mormorio. Sembrava quasi lo sgranarsi di un rosario sottovoce. Ogni tanto, quasi a rompere quel ritmo dondolante, arrivava un onda solitaria, più decisa. “ E’ l’onda vagabonda. Ascoltala bene, amico mio. Ogni tanto arriva. Così, di colpo, senza preavviso. E’ diversa dalle altre: a l’é l’acqua che scàpa e che la turna indrèe . A l’è cùma una lèngua che ta diss che l’aria la cambia”. E, infatti,  l’aria cambiava e s’alzava un vento tiepido che muoveva le onde con più decisione. Era l’effetto dei venti di föhn che, scendendo dalle Alpi, asciugavano e riscaldavano l’aria, facendo assaggiare i primi scampoli di primavera. “Ma, attenzione”, ricordava Angiolino. “Non facciamoci fregare. Quest’aria prima è dolce e dopo à ta càgna i vestìi, perché dal Mottarone s’incanala giù anche un venticello che risente ancora dell’ultima neve e che ti legna facendo finta d’accarezzarti. Vedi come fa increspare l’acqua del lago, verso l’isola?”. Parole piene di saggezza. Infatti, passate le prime leggere folat, l’aria diventava più brusca e veniva spontaneo tirarsi su il bavero della giacca per poi infilarsi le mani nelle tasche. Così, salutato il lago e lasciate alle spalle le imbarcazioni dondolanti tra le onde, ci incamminavamo verso la piazza del Municipio. L’Angiolino canticchiava una canzone che aveva imparato alla radio. Gli piaceva perché, diceva “ è fatta giusta per notti come queste, quando il vento porta in giro l’odore del lago”. E attaccava, data l’ora, sottovoce: “Vent cunt’el pàss balòss, quell che vorì mia tiram via da dòss. Slàrga al fiaa e bùfa in giir i stell, lassa al tò disegn in su la mia pell…”. Era tempo d’andare a casa. E la luna si stagliava più lucente che mai nel cielo nitido e trapuntato di stelle.

Marco Travaglini

A Bruino una nuova aula studio per i giovani

La sinergia tra la Città metropolitana di Torino e le amministrazioni locali ha segnato un nuovo importante traguardo a Bruino. Nella giornata di venerdì 24 aprile è stata inaugurata la nuova aula studio, realizzata grazie al contributo stanziato nell’ambito del progetto “Aule studio: spazio giovani e cultura”, promosso dalla Città metropolitana di Torino, con l’obiettivo di offrire a studenti e studentesse un ambiente moderno, funzionale e accessibile.

L’apertura rappresenta un risultato concreto dell’impegno dell’Ente nelle politiche giovanili, volto a rispondere alla crescente domanda di spazi pubblici dedicati allo studio e alla socialità.

Alla cerimonia è intervenuto il vicesindaco della Città metropolitana di Torino, Jacopo Suppo, insieme al sindaco di Bruino Andrea Appiano e a numerosi amministratori del territorio e rappresentanti delle associazioni locali.

“Questi spazi sono strumenti concreti per contrastare isolamento e dispersione scolastica”, ha dichiarato Suppo.

Sono stati complessivamente dieci i Comuni vincitori del bando, ciascuno beneficiario di un contributo dedicato: oltre a Bruino, Cafasse, Foglizzo, Gassino Torinese, Caselle, Bosconero, Vestignè, Frossasco, Mercenasco e Corio.

Le aule studio – come evidenziato nel corso dell’iniziativa – non sono semplici spazi attrezzati con tavoli e connessione Wi-Fi, ma veri e propri presìdi sociali, fondamentali per contrastare la dispersione scolastica e l’isolamento giovanile.

Calci e pugni per rubare denaro e cellulare: denunciati per rapina

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La Polizia di Stato ha eseguito un’ordinanza di custodia cautelare in carcere, emessa dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale per i Minorenni del Piemonte e della Valle d’Aosta, nei confronti di un minorenne ritenuto responsabile di una violenta rapina aggravata consumata lo scorso gennaio.
Le indagini, condotte dalla Squadra Mobile di Torino, hanno permesso di ricostruire l’episodio commesso nei pressi del Parco Dora. Il giovane, agendo in concorso con altri due ragazzi, ha avvicinato la vittima con il pretesto di chiedere informazioni stradali.                       Una volta accerchiato il malcapitato, il gruppo lo ha colpito con calci e pugni fino a farlo cadere al suolo, causandogli diverse contusioni. Durante l’aggressione, i soggetti si sono impossessati del portafoglio e del telefono cellulare della vittima, per poi darsi alla fuga. Successivamente, le carte bancomat sottratte sono state utilizzate indebitamente per effettuare diverse transazioni fraudolente presso esercizi commerciali della zona.
Per questo fatto due dei tre ragazzi, minorenni, sono stati denunciati per il reato di rapina aggravata in concorso, mentre l’identità del terzo è rimasta ignota. Gli stessi sono stati anche denunciati per l’utilizzo delle carte e per lesioni.
Tuttavia, per il reato di rapina, nei confronti di uno dei due giovani, è stata disposta la misura della custodia cautelare in carcere. A quest’ultimo sono stati anche contestati i reati di ricettazione e porto, fuori dalla propria abitazione e senza giustificato motivo, di strumento atto ad offendere.

Festa del Santo Cottolengo: “Fede e Culture”

 

Giovedì 30 aprile con la celebrazione eucaristica presieduta dal cardinale Roberto Repole

Giovedì 30 aprile prossimo alle Piccola Casa si terrà la festa di San Giuseppe Benedetto Cottolengo (1786-1842) sul tema dell’anno pastorale 2026 della Famiglia Cottolenghina “ A chi straordinariamente confida, il Signore straordinariamente provvede”. Fede e Divina Provvidenza” in cammino verso il bicentenario dell’ispirazione carismatica che è  stata donata al Fondatore della Casa della Divina Provvidenza, bicentenario che ricorrerà  il 2 settembre 2027.
A Torino le celebrazioni si apriranno alle ore 7 di giovedì 30 aprile nella Chiesa Grande della Piccola Casa Cottolengo, in via Cottolengo 12, con la Santa Messa presieduta dal Vescovo ausiliare di Torino, monsignor Alessandro Giraudo. Don Alessandro Koch, sacerdote cottolenghino,  presiederà alle ore 9 la celebrazione eucaristica per la Scuola Cottolengo.
Seguiranno alle ore 10 tre celebrazioni, una nella chiesa San Pier Giorgio Frassati, presieduta da Padre Carmine Arice, padre generale della Piccola Casa, una nell’RSA SS Annunziata  presieduta da padre Ugo Pozzoli, missionario della Consolata e vicario episcopale per la vita consacrata della diocesi di Torino, e una terza nella Cappella dell’Ospedale Cottolengo, in via Cottolengo 9, presieduta da don Pasquale Schiavulli, sacerdote cottolenghino.
Il Cortile  della Piccola Casa , in via Cottolengo 14, si colorerà con stand su “Fede e culture” per conoscere la ricchezza delle espressioni e dei simboli della fede delle persone di diverse nazionalità, che abitano ed operano nella Piccola Casa.
Nella Chiesa Grande della Piccola Casa alle ore 16 l’Arcivescovo di Torino e vescovo di Susa Roberto Repole, presiederà la solenne celebrazione eucaristica, trasmessa in diretta streaming su www.cottolengo.org, concelebrata da Padre Carmine Arice  e da diversi sacerdoti cottolenghini. Con questa celebrazione si vuole sottolineare il carattere di fraternità universale che si vive nella piccola Casa. Seguirà poi la festa di chiusura nel cortile centrale del Cottolengo, in via Cottolengo 14.

Per informazioni ulteriori www.cottolengo.org

Mara Martellotta