Il Bilancio di previsione 2026-2028 della Regione Piemonte, approvato dal Consiglio regionale, conferma secondo la Giunta regionale guidata da ALberto Cirio “una linea di rigore e responsabilità finanziaria, assicurando stabilità dei conti, sostegno a imprese e territori e tutela dei servizi essenziali”.
«È un bilancio di buon senso, di equilibrio e di serietà. Quella serietà che ha fatto sì che dal 2019 a oggi la Corte dei Conti abbia sempre parificato senza eccezioni i conti della Regione Piemonte – afferma il presidente Alberto Cirio – Ha ottenuto il parere favorevole dei revisori, mette in sicurezza il pagamento dei debiti del passato e, nello stesso tempo, non taglia i servizi, garantisce gli investimenti per il futuro e continua a darsi delle priorità, soprattutto sulla salute delle persone e sul futuro dei nostri figli».
Nel 2026 il bilancio presenta entrate e spese per 18,35 miliardi di euro, nel pieno rispetto dei vincoli nazionali ed europei. Prosegue il percorso di riduzione del disavanzo: il disavanzo di amministrazione presunto scende a 1.586 milioni di euro, in miglioramento rispetto agli anni precedenti.
Il disavanzo da ripianare nel 2026 ammonta a 103,9 milioni di euro, in linea con il piano concordato con la Corte dei conti e aggiornato alla Legge di Bilancio dello Stato. «Il contenimento del disavanzo – evidenzia l’assessore al Bilancio Andrea Tronzano – non è solo un obbligo normativo, ma un segnale di serietà nei confronti dei cittadini e delle imprese. Continuiamo a ridurre progressivamente il debito senza tagliare i servizi. Abbiamo garantito risorse stabili per tutti i comparti, sensibili e non: dalla sanità alla cultura, dal welfare allo sport».
Le principali voci
La manovra privilegia investimenti e sviluppo: nel 2026 le spese in conto capitale superano 1,14 miliardi di euro, mentre le spese correnti ammontano a 12,83 miliardi.
La sanità è la voce principale del bilancio, con oltre 9,3 miliardi di euro destinati al sistema sanitario regionale. Proseguono gli investimenti in edilizia ospedaliera, anche grazie alle risorse Pnrr, FSC e Inail. «Difendiamo un modello sanitario pubblico e accessibile – ribadisce Tronzano – e sappiamo valorizzare anche il contributo del privato, in un’ottica di sussidiarietà intelligente che migliora l’efficienza e amplia l’offerta di servizi».
Sul fronte produttivo, la Regione sostiene imprese, artigianato, innovazione e internazionalizzazione attraverso bandi e strumenti finanziari, in sinergia con fondi europei e Programma operativo complementare. Tra le risorse principali: 865 milioni del Fondo Sviluppo e Coesione 2021–2027, 756 milioni per lo sviluppo rurale e oltre 3,5 miliardi di fondi Pnrr già assegnati.
Il bilancio 2026 prosegue infine la razionalizzazione della spesa: i costi del personale restano stabili e la rinegoziazione dei mutui consente una riduzione degli oneri finanziari. «In linea con quanto previsto dalla Legge di bilancio statale – puntualizza Tronzano – utilizziamo tutti gli strumenti disponibili per alleggerire il carico finanziario della Regione. Le risorse liberate vengono reinvestite per rafforzare la sanità».
«Questo bilancio – conclude Tronzano – è il frutto di un lavoro collegiale, trasparente e condiviso. Ringrazio la Commissione Bilancio, i dirigenti, i tecnici e tutti i consiglieri, anche di opposizione, che hanno contribuito con proposte e osservazioni. In un momento delicato per i conti pubblici, la Regione Piemonte dimostra che è possibile coniugare rigore, sviluppo e tutela sociale, senza chiedere nuovi sacrifici ai cittadini».
Se vuoi, posso accorciarlo ancora di più (versione comunicato stampa breve) oppure renderlo più divulgativo per un pubblico non tecnico.
sono rimasto deluso dall’intervento del Sindaco in Consiglio Comunale che aldilà di citazioni importanti ha difeso la sua componente di sinistra AVS grande supporter di Askatasuna cui è legata sin dalla lotta NOTAV. La DC che Lorusso ha avuto tempo di conoscere, dopo la giornata di sabato avrebbe tolto le deleghe a AVS e avrebbe dato vita a una Giunta monocolore per portare la Città alle elezioni. Così oggi Askatasuna ha una propria rappresentanza nella Giunta Comunale, mentre Castellani nel 1998 allontano’ Stefano Alberione di Rifondazione Comunista che troppo vicino ai Centri Sociali. Una Città in cui aumenta la cassa integrazione riducendo la domanda di consumi che penalizza da anni il nostro commercio. Una Città governata dal 1993 dalla sinistra, con la parentesi della Giunta Appendino, che non ha saputo gestire la vicenda di questo stabile di corso Regina Margherita occupato da trent’anni . Lorusso ha avuto certamente il merito di cercare una soluzione ma ha fatto un errore gravissimo. La precondizione per sedersi attorno al tavolo con i Garanti dei Centei sociali era l’abbandono definitivo dalle lezioni di violenza come metodo di lotta politica. Ecco perché anche per governare le Città ver avuto una esperienza di governo nazionale e’ importantissima.

