POLITICA- Pagina 211

L’ospedale Regina Margherita sarà azienda autonoma. Critiche della minoranza in Regione

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APPROVATA DAL CONSIGLIO REGIONALE L’AUTONOMIA ORGANIZZATIVA E AMMINISTRATIVA

 

«Lo scorporo dal Parco della Salute consentirà al Regina Margherita quella autonomia organizzativa e amministrativa necessaria per rispondere al meglio ai nuovi bisogni dell’area pediatrica, attraverso prestazioni di media e alta complessità che garantiscano la presa in carico globale e multidisciplinare del bambino e della sua famiglia, distinguendo l’assistenza al bambino, a partire dalle prime ore di vita sino all’adolescenza, da quella dell’adulto, secondo gli auspici dell’Organizzazione Mondiale della Sanità e delle varie Società scientifiche nazionali ed internazionali del settore. Per la Regione Piemonte, vuol dire mantenere l’impegno a costituire un presidio ospedaliero d’eccellenza interamente dedicato all’area materno-infantile, valorizzando il percorso fin qui svolto da questo ospedale e riconosciuto a tutti i livelli, alla pari dei più importanti presidi pediatrici nazionali, come il Gaslini di Genova, il Sacco di Milano e il Meyer di Firenze».

Così l’assessore regionale alla Sanità del Piemonte, Luigi Genesio Icardi, commenta il via libera del Consiglio regionale, votato oggi pomeriggio, alla costituzione della nuova Azienda ospedaliera “Ospedale Infantile Regina Margherita” di Torino, cui viene contestualmente assegnato il presidio ospedaliero infantile “Regina Margherita” e a cui ricondurre le prestazioni nei confronti dell’utenza pediatrica attualmente svolte dall’Azienda ospedaliera universitaria Città della Salute e della Scienza di Torino.

Nei prossimi giorni, il presidente della Regione Alberto Cirio siglerà il decreto di costituzione della nuova Azienda Ospedaliera “Ospedale Infantile Regina Margherita”, a valere dal 1 gennaio 2024.

«Era un impegno che ci siamo presi fin dalla campagna elettorale e che oggi arriva a compimento: garantire all’ospedale Regina Margherita le sue specificità per l’eccellenza nella cura dei bambini. I bambini non sono piccoli adulti e hanno bisogno di cure e assistenza specifici. La nuova Aso nasce con questo spirito e potrà dare ancora maggior solidità al percorso per il riconoscimento di Irccs che renderà, ancora più di quanto non sia già ora, l’ospedale di Torino un riferimento a livello nazionale e internazionale nella cura dei più piccoli», dichiara il presidente della Regione Piemonte, Alberto Cirio.

Ad apposita e successiva deliberazione della Giunta regionale, è demandata la definizione dei criteri e delle modalità di gestione della contabilità e delle attività e passività pregresse, così come anche la nomina di un commissario, affinché provveda, con il direttore generale dell’Azienda ospedaliera universitaria Città della Salute e della Scienza di Torino e la supervisione della Direzione Sanità, a porre in essere le misure operative ed organizzative necessarie all’avvio della nuova organizzazione, garantendo nell’immediato la continuità di tutte le funzioni aziendali assegnate anche mediante atti convenzionali tra le Aziende.

L’assessore regionale al Bilancio, Andrea Tronzano: «Rispettiamo la parola data. Chiudiamo il percorso di mantenimento dell’identità pediatrica del nostro ospedale infantile di eccellenza, dopo che nel 2018 raccogliemmo quasi 150 mila firme a sostegno della nostra tesi. È contemporaneamente la prima pietra per il percorso che porta verso l’Irccs. I bambini non sono adulti in miniatura e insieme alle loro famiglie devono avere ogni attenzione dalla sanità pubblica senza essere confusi con gli adulti».

 

I commenti della minoranza in Regione:

GALLO – VALLE (PD):  “NESSUN DISEGNO, NESSUNA CERTEZZA SUI COSTI, NESSUNA PROGRAMMAZIONE DEI SERVIZI PER I BAMBINI”

19 dicembre 2023 “Oggi abbiamo affrontato in Aula la discussione della delibera sullo scorporo dal progetto del Parco della Salute dell’Ospedale Regina Margherita di Torino che dovrebbe diventare, da gennaio 2024, un’azienda ospedaliera autonoma, dopo un confronto in Commissione che non solo non ha fugato alcun dubbio, ma che ha contributo a aumentarli. Nulla è chiaro: né il percorso di scorporo, né i costi e nemmeno come verranno ridisegnati i servizi per i piccoli pazienti. Al momento si precisa che il processo non genererà costi e, qualora li generasse, eventuali oneri per l’attivazione troveranno copertura nelle risorse per servizio sanitario. Peccato che le risorse nazionali per la sanità, per scelte del Governo Meloni, siano in contrazione e, quindi, non riusciamo a capire come potranno essere coperti questi costi” dichiarano il Presidente del Gruppo PD in Consiglio regionale Raffaele Gallo e il Vicepresidente del Consiglio regionale Daniele Valle.

Gallo e Valle osservano che “nonostante la delibera veda scritto “senza oneri aggiuntivi”, non siamo riusciti ad ottenere una quantificazione dei costi che comporterà lo scorporo del Regina Margherita dal Parco della Salute costi, né si avverte la necessità di tentare di quantificare le varie partite contabili. Si è scelto di procedere alla cieca, nonostante tutte le relazioni confermino che occorrerà duplicare una serie di servizi e saranno necessari interventi di tipo strutturale. Quindi, oggi, il centrodestra ha voluto istituire una nuova azienda senza sapere quanto costerà e senza sapere dove si collocherà nella futura rete ospedaliera”.

 “Quello che è certo – proseguono Gallo e Valle – è che da gennaio ci sarà una maggiore burocrazia per poter continuare a fare quello che si è fatto fino a oggi. Basti pensare a una madre, in carico al S. Anna, al figlio in carico al Regina, nella stessa stanza, afferente a non si sa quale dei due presidi, e sotto il controllo di personale afferente al Regina (l’infermiere pediatrico) e al S. Anna (ostetricia, ginecologia). Un pasticcio che riteniamo non salvaguardi la salute della donna e che, separando ostetricia da neonatologia comporti un arretramento organizzativo importante, come rilevato dalla Scuola di Medicina dell’Università degli studi di Torino”.

“Avremmo voluto discutere nel merito del testo – concludono gli esponenti dem – per capire come potenziare il Regina Margherita e come ridisegnare i servizi per evitare che tante le famiglie (9%), che oggi si rivolgono fuori Regione, possano curare i loro bambini in Piemonte. Nulla di tutto questo è stato fatto. Saremmo stati, infatti, d’accordo sul potenziamento del polo per migliorare i servizi, ma di questa discussione non c’è stata traccia. Che il centrodestra voti da solo questa delibera piena di incognite. Il Partito Democratico monitorerà perché non resti solo un annuncio come sembra”.

 

ACCOSSATO: “CIRIO E ICARDI GUIDATI DA LOGICHE DI POTERE A SCAPITO DELLA SALUTE E DEL BENESSERE DELLE DONNE E DEI BAMBINI. LUV DALLA PARTE DELLE PAZIENTI E A FIANCO DEI MEDICI E UNIVERSITA’ CONTRO UNO SCORPORO CHE RIPORTA IL PIEMONTE INDIETRO DI 50 ANNI”

“Il Regina Margherita è da anni punto di riferimento ed eccellenza dell’offerta sanitaria piemontese e nazionale, un modello da esportare e implementare non da mettere a rischio con un progetto di autonomia fragile e con formule organizzative discutibili come staccare la neonatologia dal Sant’Anna con tutti i rischi e problemi connessi. Senza contare che i proponenti in commissione non hanno escluso in futuro di aprire un punto nascite al Regina a due passi dal Sant’Anna stesso.” – spiega Silvana Accossato LUV.

A fronte di un progetto affrettato, senza certezze contabili e che, per sostenersi, si porta dietro fin da subito soluzioni discutibili come il trasferimento funzionale della neonatologia, LUV esprime profonda preoccupazione riguardo al progetto di staccare la neonatologia dal Sant’Anna, progetto anacronistico che si basa su una logica superata dalla medicina e dalla scienza, come confermato dalle dichiarazioni dei giorni scorsi da parte dell’Ordine dei medici, dei primari del Sant’Anna e dall’Università.

“Le nostre perplessità sul progetto di scorporo e sulla sua fragilità sono avvalorate da alcune affermazioni sentite in questi giorni, quali la possibilità in futuro di aprire un punto nascite. La salute e il benessere dei bambini e ragazzi sono priorità assolute, e ogni decisione dovrebbe essere basata su solide basi mediche e scientifiche e non per ragioni finanziarie o di “assetti di potere” interni alla burocrazia sanitaria” – spiega Silvana Accossato Presidente di Liberi Uguali Verdi in Consiglio regionale.

“La nostra principale inquietudine riguarda la possibilità futura di aprire un punto nascite al Regina Margherita. Questa prospettiva ci preoccupa particolarmente, considerando la vicinanza geografica con il Sant’Anna. La creazione di un nuovo punto nascite a così breve distanza solleva non solo rischi logistici, ma anche interrogativi sulla sostenibilità e sulla coerenza con le esigenze mediche della comunità” dichiara Silvana Accossato.

Infine il convitato di pietra che aleggia attorno alla scelta di rendere azienda autonoma il Regina Margherita, cioè l’idea di accorpamento con il Sant’Anna, ipotesi uscita dalla porta due anni fa a seguito della forte mobilitazione delle donne torinesi e che ora potrebbe rientrare dalla finestra, visto che l’assessore Icardi in commissione, alla fine non ha escluso questa ipotesi.

Alla luce delle patologie ginecologiche sempre più complesse, tutto questo è fonte di preoccupazione. La medicina e la scienza avanzano rapidamente, e la logica materno-infantile superata rappresenterebbe un passo indietro nel progresso della salute femminile.

“Ricordiamo che le donne non sono solo madri, ma anche individui con esigenze mediche specifiche, che richiedono competenze complesse riscontrabili solo all’interno della città della salute. La nostra comunità merita servizi sanitari all’avanguardia, capaci di rispondere alle sfide mediche attuali e future e non giochetti di potere sulla pelle delle donne e bambini piemontesi” – spiega l’ex Sindaca di Collegno.

Panza (Lega) Ripartono i lavori della TAV, valichi alpini strategici per il futuro del Paese

 

Chiomonte – 18-12-2023- “Si è appena conclusa a Chiomonte l’inaugurazione del cantiere del tunnel di base della galleria per la Torino – Lione, un passo importante per il Piemonte, per il nostro Paese e per le connessioni europee – dichiara l’europarlamentare Alessandro Panza, responsabile delle politiche per le aree montane della Lega e consigliere per la Montagna del ministro per gli Affari Regionali -. Un’opera fermata per troppo tempo, che servirà a dare rilancio e che avrà ricadute positive per il territorio non solo per la Valsusa, ma anche per tutta la nostra regione, un’opera che aspettavamo e che finalmente prende il via per dare delle risposte concrete ai cittadini; un’opera necessaria, insieme alle tante altre opere che dovranno essere avviate da qui in avanti e che dimostrano quanto la montagna, piemontese, italiana ed europea, con i suoi valichi, sia strategica per il futuro e il benessere del nostro Paese e dell’intero continente. Bene così, avanti con l’Italia di sì” – conclude Panza.

Così in una nota l’europarlamentare Alessandro Panza, responsabile delle politiche per le aree montane della Lega e Consigliere per la Montagna del ministro per gli Affari Regionali.

Ambrogio (Fdi): “Partenza cantieri Tav vittoria italiana”

“Con la partenza dei cantieri del tunnel di base della Tav Torino-Lione sul lato italiano non vincono solo il Piemonte ed il Nord-Ovest; vincono il lavoro, l’ambiente e lo sviluppo. Questo è un giorno importante perchè oggi vince tutta l’Italia”, afferma Paola Ambrogio, Senatore di Fratelli d’Italia. “Da sempre abbiamo sostenuto senza equivoci e tentennamenti quest’opera strategica e, oggi come ieri, la posizione di Fratelli d’Italia è lineare e coerente: sì alla Tav, alla difesa degli interessi italiani e alla costruzione di un futuro di crescita per le prossime generazioni”, conclude Ambrogio.

Regina Margherita, Pd: “Nessuna cifra, nessuna attenzione alle donne”

18 dicembre 2023 – “Prosegue in IV Commissione la discussione sullo scorporo dal progetto del Parco della Salute dell’Ospedale Regina Margherita di Torino che dovrebbe diventare da gennaio 2024 un’azienda ospedaliera autonoma. Ancora una volta ribadiamo tutta la nostra perplessità sul percorso intrapreso. Innanzitutto, non esiste alcuna certezza sui costi che comunque, come evidenziato nella delibera, ci saranno” spiegano il Presidente del Gruppo PD in Consiglio regionale Raffaele Gallo e il Vicepresidente del Consiglio regionale Daniele Valle.

“Anche l’assessore Icardi si è sottratto al confronto sui numeri, imputando (ripetutamente) alla gestione Cota la responsabilità di aver costituito un’azienda sanitaria troppo grande. Entrando nel dettaglio rileviamo che:

  • Non ha potuto confermare che lo sbilancio del Regina Margherita raggiunga i soli 20 milioni di euro, poiché non è neanche chiaro l’ammontare totale del disavanzo della Città della Salute.
  • Non ha saputo quantificare i costi ulteriori, se non quelli del nuovo direttore generale.
  • Ha escluso la realizzazione di interventi su strutture e impianti” affermano Gallo Valle.

“Quello che è certo  – proseguono gli esponenti dem – è che da gennaio ci sarà un sovrappiù di burocrazia per poter continuare a fare quello che si è fatto fino a oggi: “Si faranno un po’ di carte e di convenzioni”, dice l’assessore Icardi, per regolare il traffico. Pensiamo a una madre, in carico al S. Anna, al figlio in carico al Regina, nella stessa stanza, afferente a non si sa quale dei due presidi, e sotto il controllo di personale afferente al Regina (l’infermiere pediatrico) e al S. Anna (ostetricia, ginecologia). Un pasticcio che riteniamo non salvaguardi la salute della donna e che, separando ostetricia da neonatologia comporti un arretramento organizzativo importante, come rilevato dalla Scuola di Medicina dell’Università degli studi di Torino”.

“Infine – concludono Gallo e Valle – ribadiamo che non si ha alcuna informazione su quali saranno le prossime tappe per arrivare all’obiettivo finale di migliorare i servizi per i bambini, tema sul perseguimento del quale siamo tutti concordi. Queste profonde incertezze aumentano i nostri dubbi e anche le nostre preoccupazioni”.

Merlo. Lista civica, credibile se espressione dei territori e amministratori locali

“La lista civica in vista delle elezioni regionali è un progetto politico credibile se è espressione dei territori, degli amministratori locali e soprattutto di settori culturali e sociali che non sono direttamente riconducibili ai partiti. Solo così il ‘civismo’ può portare un contributo decisivo e qualificante per il governo della Regione Piemonte e per essere un fattore di novità e di cambiamento.
Sotto questo versante, la potenziale lista del Presidente Cirio può rappresentare un elemento di novità e di rinnovamento della stessa politica, recuperando al voto e alla partecipazione elettorale cittadini e mondi vitali che probabilmente continuerebbero a rifugiarsi nell’astensionismo.
Per questi motivi l’area popolare centrista scommette su questo tentativo civico e, al tempo stesso, politico ed amministrativo”.
Giorgio Merlo, Dirigente nazionale Tempi Nuovi-Popolarti uniti.

Rifondazione (non) dà il benvenuto a Salvini

SALVINI: NON SEI IL BENVENUTO!     
 Il grande (?) sponsor delle Grandi Opere Matteo Salvini sarà al cantiere TAV di Chiomonte, dove si farà portatore delle sue “filosofie”, quelle della “Italia dei si’”: si’ al ponte sullo Stretto, si’ al TAV, si’ al nucleare. Fra gli scongiuri dei milanesi, Salvini vorrebbe una centrale nucleare a Milano, alla faccia del referendum che ha respinto il nucleare in Italia. Per la popolazione della Val di Susa Salvini non e’ il benvenuto, dichiara Fausto Cristofari Segretario Provinciale Prc Torino , e non mancherà di farglielo notare con il dovuto clamore.
I “delinquenti del no”, come li definisce Salvini, sono in realtà l’intera Valle, che esprime insieme il rifiuto per tutte le devastazioni di cui Salvini si fa sostenitore.    Non possiamo che dire, tutt* insieme:
NO A SALVINI, NO AL TAV, NO ALLA DEVASTAZIONE DELL’AMBIENTE E DELLE PERSONE!
Rifondazione Comunista Torino

Incontro di Forza Italia sul tema Giustizia

Forza Italia organizza lunedì 18 dicembre 2023 alle ore 20.30, nella sede di via Barbaroux 43 a Torino un incontro dedicato all’approfondimento dello spinoso tema della giustizia. “È noto – commenta il coordinatore cittadino azzurro Marco Fontana – come Forza italia sia stata sempre in prima fila per una riforma giusta del sistema giudiziario italiano. Avremo l’occasione di ascoltare direttamente  dal nostro viceministro alla Giustizia, Francesco Paolo Sisto, come si sta muovendo il Governo su questo fronte”.

 

La doppia sfida dei Popolari centristi

LO SCENARIO POLITICO di Giorgio Merlo

La necessità di riscoprire il Centro da un lato e di rilanciare “la politica di centro” dall’altro è diventato quasi un imperativo nella vita pubblica italiana. E questo non solo perchè il Centro è sempre più necessario ed indispensabile nella politica del nostro paese ma anche, e soprattutto, perchè è l’unica strada per ridare credibilità d autorevolezza alla politica e per spezzare la violenta ed innaturale deriva bipolare che mina alle fondamenta la stessa qualità della nostra democrazia. Ma anche per il Centro, soprattutto alla vigilia di una doppia sfida elettorale, arriva il momento di un rinnovato impegno e anche di una scelta netta e precisa.
Innanzitutto si deve ripartire dal livello comunale e regionale. E cioè, dal rinnovo di moltissimi comuni e di alcune Regioni che andranno al voto. Ed è proprio ripartendo dal basso, come del resto ci ha insegnato la miglior cultura cattolico popolare, che si legittima la presenza politica e culturale del Centro. È persin inutile aggiungere al riguardo che l’apporto, soprattutto a livello comunale, dei cattolici popolari è decisivo e qualificante per costruire coalizioni e alleanze con una spiccata cultura di governo. Un apporto, quello dei cattolici popolari e sociali, che è presente e radicato nei territori anche se, purtroppo, non ancora strutturato in una forma partito autonoma e organizzata. Tuttavia, ripartire dal basso, cioè dal primo livello istituzionale comunale, significa anche rilanciare la qualità della democrazia e, al contempo, creare le condizioni per formare e consolidare una nuova classe dirigente.
In secondo luogo le elezioni europee. Lo sforzo, oggi più che mai, è quello di lavorare per far convergere in una unica lista le formazioni, i gruppi, i movimenti, i gruppi e i partiti che dichiarano di riconoscersi in una politica e in un progetto centrista. Superando le ridicole e grottesche divisioni o, peggio ancora, i rancori e le vendette di matrice personale. Del resto, è appena sufficiente gettare uno sguardo alle esperienze politiche del passato per rendersi conto che i grandi partiti, e le rispettive classi dirigenti, sapevano sempre anteporre gli interessi generali alle ripicche personali e alle stupide pregiudiziali. Atteggiamenti, questi, che evidenziano solo un comportamento profondamente impolitico destinato, di conseguenza, a far saltare un progetto politico. E cioè, un comportamento che evidenzia l’esatto contrario rispetto ai solenni pronunciamenti pubblici. Occorre, quindi, accelerare il processo di unità di tutte le forze centriste in vista del delicato ed importante appuntamento europeo. Senza ulteriori divisioni, spaccature, frammentazioni e pregiudiziali di qualsiasi genere.
Ecco perchè, adesso, occorre concentrare l’attenzione sul prossimo turno elettorale consapevoli che solo attraverso un buon risultato delle forze e dei partiti centristi si potrà mettere in discussione quel “bipolarismo selvaggio” che era e resta il nemico più insidioso se si vuole rilanciare la qualità della politica e spezzare quella ingessatura e rigidità ideologica sempre più logora ed insopportabile.
Giorgio Merlo

“Migliorando”, nuovo impulso per il territorio

La presidente Laura Pompeo “Sarà un incubatore di idee e di progetti concreti”

RICEVIAMO E PUBBLICHIAMO – Nasce l’Associazione “MIGLIORANDO”, un’iniziativa che si propone di mettere a sistema le energie e le competenze di coloro che, sul territorio, si dedicano alla promozione di progetti innovativi in ambito politico. L’annuncio ufficiale il 14 dicembre al Teatro Juvarra di Torino.

L’Associazione MIGLIORANDO si pone come obiettivo principale quello di promuovere iniziative e progetti volti a migliorare la qualità della vita sul territorio, con un focus specifico su sicurezza, lavoro, ambiente, cultura, trasporti e transizione digitale. La nascita di questa nuova realtà rappresenta un passo significativo verso la creazione di un contesto in cui le diverse competenze possano convergere per il bene della comunità.

Tra i componenti del Comitato direttivo, alcuni consiglieri comunali di Torino, Angelo CATANZARO, Pietro TUTTOLOMONDO, Alberto SALUZZO, alcuni amministratori locali dell’area metropolitana come Raffaele RIONTINO, presidente del Consiglio comunale di Nichelino e Rossana SCHILLACI, capogruppo Città metropolitana di Torino.

È un privilegio e una sfida per me questo ruolo per un’associazione che mette insieme molte forze del territorio ed è incubatrice di idee – puntualizza la presidente Laura POMPEO L’obiettivo è valorizzare ciascuno e le comunità, far crescere i saperi, confrontarci all’interno e all’esterno di una squadra che parte già grandissima. Convinti che, solo se migliori te stesso, puoi migliorare l’ambiente in cui vivi. L’impegno, la visione e il coraggio sono le caratteristiche principali dell’associazione che si fonda… migliorando!”

Il primo passo dell’Associazione sarà la definizione delle linee guida per l’attuazione dei progetti e la raccolta di idee innovative dalla comunità. Sono già stati fissati gli incontri per i tavoli tematici che partiranno a gennaio. Si comincia da:

-Trasporto pubblico e mobilità sostenibile

-Il ruolo dell’Europa

-Transizione digitale e intelligenza artificiale

-Sanità

-Lavoro

Il coinvolgimento attivo dei cittadini è fondamentale per il successo di questa iniziativa, e MIGLIORANDO si impegna a essere un punto di riferimento aperto a contributi e suggerimenti.

Per ulteriori informazioni e per partecipare attivamente all’Associazione MIGLIORANDO, è possibile scrivere alla mail associazione.migliorando@gmail.com

 

Associazione Migliorando

“Green Deal, trasformazione Industriale e nuove competenze: quali sfide e quali opportunità per l’Italia?”

Il Green Deal europeo è stato proposto tanto come strategia verde quanto come strategia industriale. In Azione consideriamo ineludibile l’obiettivo di lungo termine delladecarbonizzazione, ma abbiamo espresso in ogni sedemotivate e circostanziate critiche sulle modalità di implementazione. Riteniamo infatti inefficace e persino nociva la scelta della Commissione e del Commissario al Green Deal, Frans Timmermans, di varare una serie diregolamenti e direttive che fissano obiettivi di medio termine (il pacchetto così detto Fit for 55) che -per ampiezza e scadenza temporale- sono sproporzionati rispetto a un realistico tasso di sostituzione tecnologica, e per questo all’atto pratico irraggiungibili, poiché insostenibili dal punto di vista economico e sociale. Il Green Deal implica, infatti, unaprofonda trasformazione della produzione industriale, dellemodalità di approvvigionamento energetico, della gestione dei rifiuti e molto altro ancora, che impatteranno notevolmentesulle nostre filiere produttive, determinando il fallimento di alcune, la crescita di altre e la creazione di nuove, e perciò in definitiva cambieranno gli stili di vita e il benessere di milionidi cittadini europei. Tutte queste “transizioni” vanno implementate, o rimarranno solo vuoti slogan ideologici. “Far accadere le cose”, non solo declamarle, è l’impegno fondativo di Azione. Affinché i vantaggi che la Commissione europea ha da subito associato al Green Deal, in termini di spinta all’innovazione tecnologica, crescita economica e nuovi posti di lavoro in industrie ‘verdi’ europee, possano davvero concretizzarsi, l’implementazione di tutto il processo, il “come” della transizione, è determinante. Come dire che l’aspetto più complicato della transizione non è la qualità degli obiettivi finali, da tutti inevitabilmente condivisi, ma sono le tappe della transizione stessa.

Una profonda trasformazione industriale come quella propostadal Green Deal ha bisogno di tempo, investimenti, personale qualificato con nuove competenze, un mercato che assorbal’offerta di tecnologie ‘verdi’ in modo da remunerare quegliinvestimenti.

L’edilizia, la produzione e gestione dell’energia, l’automotive sono solo alcuni esempi di settori che richiedono una profondatrasformazione per la quale è cruciale la disponibilità di profili professionali adatti. La questione delle nuove competenze è ormai comune a molti settori economici, tanto che in maggio 2023 la Commissione Europea ha lanciato ‘L’anno europeodelle competenze’ (the Year of Skills).

L’implementazione sostenibile ed efficace del Green Deal sarà uno dei temi più importanti per il prossimo mandato del Parlamento e della Commissione europea, rispetto al qualeAzione ha già espresso posizioni solide, documentate einnovative, che dovrà ora valorizzare nel modo più ampiopossibile, in modo da potenziare il suo ruolo di riferimentocompetente sia per il settore business/industriale che per quanti si avvicinano al mondo del lavoro in Italia enecessitano di istruzione e formazione in un’ottica europea.

Quali opportunità il Green Deal, se implementato con maggior realismo, può offrire alle imprese e all’industria italiane, aglistudenti, ai giovani e ai lavoratori in generale? Quali sono le sfide che dobbiamo affrontare per restare competitivi in un contesto internazionale in crescente tensione?

Per discutere di questo, il Dipartimento tematico Energia eAmbiente, in collaborazione con i Dipartimenti Trasformazione Digitale, Imprese, Istruzione e Formazione, organizza e offre a tutti gli interessati il

WEBINAR

Green Deal, trasformazioneindustriale e nuove competenze qualisfide e quali opportunità per l’Italia,

18 dicembre 2023, ore 18:00,

Per partecipare: us02web.zoom.us/j/82668952712

Programma

Presiede: Giuseppe Zollino, responsabile Energia eAmbiente
Saluti:
Carlo Pasqualetto, responsabile Trasformazione Digitale(5 min);
Alberto Baban, responsabile Imprese (5 min);
Maria Pia Bucchioni, responsabile Istruzione eFormazione (5 min);
Interventi:
Federica Sabbati: “le trasformazioni del Green Deal ele competenze richieste” (20 min);
Aldo Ravaioli: “il futuro dell’automotive:l’evoluzione della tecnologia e delle competenze”(20 min);
Riccardo Mazzarella: “Formazione professionale perle imprese del futuro” (20 min).
Discussione