LIFESTYLE- Pagina 73

Dai cocktail alla Spagna e ora un pub e un ristorante di pesce

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Luigi Iula: “Continuiamo ad investire nel food, la sfida è conquistare le nuove generazioni”

Dai cocktail di Barz8 alla cucina spagnola e, adesso, il pub con barbecue e pizza, poi, a seguire, un ristorante di pesce. La Terrazza del circolo Caprera sul Po, sarà per tutta l’estate l’occasione per connettere, e far conoscere il progetto “food and beverage”, che Luigi Iula, porta avanti dal 2010 e che ha radici e il cuore pulsante in piazza Gran Madre e che dalla metà di luglio crescerà anche a Vanchiglia e al Lingotto, sotto il grattacielo della regione Piemonte. “Il filo conduttore – racconta – è la scelta di conciliare materia prima di qualità, tecniche di lavorazione che esaltino quelle caratteristiche, con prezzi che siano sostenibili dai clienti”. La sfida del futuro? “Trovare la ricetta giusta per fare breccia nelle nuove generazioni che vivono sui social e che troppo spesso preferiscono il virtuale alla convivialità”.

Nel presente, invece, è necessario “trovare un equilibrio, e non sempre è facile, tra cura della materia prima e della qualità e prezzo ma è un atto dovuto nei confronti di una città che sta vivendo un momento complicato e merita investimenti che la possano rendere attrattiva”. Ma è un atto dovuto anche nei confronti dei suoi “abitanti che devono fare i conti con una congiuntura economica difficile”. La pandemia ha segnato lo spartiacque nel mondo del food and beverage cambiando “le abitudini dei torinesi che, passata l’euforia dopo la riapertura dopo la fine del lockdown, sono tornati alla realtà di una capacità di spesa che si è ridotta”.
Se questo è lo scenario, allora, Iula ha scelto uno schema di gioco d’attacco che prevede l’apertura, senza clamore, nella seconda settimana di luglio di due nuove attività. In via Sommariva diventerà operativo un “pub con pizzeria e barbecue all’americana”.

Dalla parte opposta della città, in piazza Montebello a Vanchiglia, porte aperte per “Quasi vista Mole”, un ristorante di pesce sostenibile per le tasche dei clienti, cioè “pesce azzurro, soprattutto, lavorato con tecniche da stellato e recuperando i piatti della tradizione”.
E poi c’è Ibericos, in via Goito 9. Luigi Iula ha deciso di coinvolgere il cugino Luca Briamonte, “è il progettual chef, il nostro architetto del gusto. È la persona giusta per guidare la cucina: insieme raccontiamo una Spagna moderna, viva, ma sempre fedele alla sua anima più profonda».

Il legno scuro delle pareti, i motivi geometrici delle ceramiche, le fotografie di paesaggi spagnoli e l’illuminazione calda creano un ambiente che richiama le tradizionali tabernas iberiche. I tavoli “sono pensati per la condivisione: qui non si ordina un piatto a testa, ma si compone un mosaico di sapori da esplorare insieme”.
Il menù? È “un atlante gastronomico della Spagna con cucina rigorosa nella scelta degli ingredienti: quasi tutti importati direttamente dalla Spagna. “Stravolgere – racconta lo chef – sarebbe stato facile, ma la vera sfida è mantenere intatta l’essenza della cucina spagnola”.

MAURIZIO TROPEANO

Serralunga Wine Night: torna la magia del vino sotto le torri medievali

SABATO 19 Luglio Seconda serata sul Barolo di Serralunga 

Due serate d’estate per scoprire il vino dove il tempo sembra essersi fermato. A Serralunga d’Alba, sabato 21 giugno e sabato 19 luglio 2025, la Serralunga Wine Night torna con la sua terza edizione: un evento che unisce la suggestione del castello medievale, il fascino delle Langhe e il piacere di una degustazione con i Produttori di Barolo di Serralunga.
Nel giardino del castello trecentesco, affidato in gestione alla Barolo&Castles Foundation, saranno protagonisti 16 produttori nella serata di giugno e 12 nell’evento di luglio. Ognuno proporrà tre vini, tra cui un Barolo DOCG, accompagnati da un piccolo assaggio di prodotti del territorio, in una cornice che unisce racconto e bellezza, dialogo e degustazione.
L’evento si svolgerà dalle 18.30 alle 23.30 in tre consuete fasce orarie di accesso.
La prima inizierà con la visita guidata alle 18.30 e la degustazione alle 19.00;
la seconda prevede la visita alle 20.00 e la degustazione alle 20.30;
la terza comincerà con la visita alle 21.30 e la degustazione dalle 22.00.
Sarà possibile scegliere tra il percorso completo, visita più degustazione, oppure la sola partecipazione all’assaggio. In caso di maltempo , le postazioni dei produttori saranno trasferite all’interno del locale cantinato del maniero, mantenendo intatta la qualità dell’esperienza.
tariffe : 20 euro per la degustazione e 25 euro per chi desidera anche la visita al castello.
La prenotazione è obbligatoria, scrivendo a info@castellodiserralunga.it oppure telefonando allo 0173/613358.
La Serralunga Wine Night è organizzata dalla Barolo&Castles Foundation e dal Comune di Serralunga d’Alba, con la collaborazione della Pro Loco e dei produttori locali.
Ecco i vini che mi sono particolarmente piaciuti
Nella serata del 21 giugno :
BOASSO
Arneis Grappoli 2024
mt 250 , Monta vers nord , vigne di 25 anni , Terr bianco , sciolo , sabbia , poca argilla; 1gg sulle bucce, vinificato in Acciaio.
Pulito, sapido , bel finale lungo e sentore citro pieno/ armonico
Barolo Lazzarito 2021
Mt 300 ,vers s/o , vigne 15 anni , terr calcareo magro , 40 gg sulle bucce , 1mese a cappello sommerso , poi 6mesi botte Rovere Slavonia da 1000 nuove e poi 24 mesi botte Rovere Slavonia da 2500 usate
Lineare, elegante e dinamico, una bella presenza di frutto old style .
Grazie Ezio .
PAOLO MANZONE
Barolo Meriame 2021
Vigne del 1949 ,vers sud ovest, metri 350 , terreno calcare argilloso a medio impasto sciolto, 20 giorni sulle bucce poi 26 mesi in Botte Slavonia da 1500 2000 3000 .
Complex, elegante armonico molto lungo un equilibrio perfetto
Barolo Riserva 2019
80% Meriame vigne del 1949 vers s/o mt 350 e 20% vigne di Serralunga di 30 anni . Vinificato in acciaio ,bucce 20 giorni poi 36 mesi botte rovere di Slovenia da 1500, poi 24 mesi di anfora per farlo ossigenare ( più del vetro e meno che del legno) .
Complex, elegante un bell’abbinamento morbido e il finale davvero interessante .
Grazie Paolo .
RIVETTO
Nascetta Vigna Lirano 2022
Tappo a vite , Vigne di circa 20 anni a Sinio versante Nord, metri 380 , terreno argilloso, ma con presenza calcarea e sabbia , sulle bucce 30% 1mese in terracotta 70% solo 3 gg, vinificato 12 mesi in cemento
Complex, pieno ed equilibrato con una bella ciccia, sentori di menta e Citro
Barolo Serralunga 2021
Mt 320/420 ,Versante est , Vigna San Bernardo Serra Manocino ,30 giorni sulle bucce, terreno argilloso e un po’ calcare poi 24 mesi Botti ungheresi da 3000
Pieno, morbido con una bella beva .
Grazie Enrico.
ETTORE GERMANO
Langhe Nascetta 2022
Tappo a vite, versante est e sud ovest, metri 500,14 gg sulle bucce ,terreno di argilla rossa, pietre, calcare poi 12 mesi in anfora ( per mantenere un certo equilibrio) .
Sapido, lungo, duro, finale mandorlato
Barolo Cerretta 2020
Metri 380, Vigna di 50 anni, versante sud est, 50 giorni sulle bucce di cui il 20% raspo intero per 20 giorni , poi 24 mesi (50% botte di rovere di Slavonia da 2500 50% botte francesi da 700 )
Asciutto, elegante, duro, sentori old style ( bott magnum)
Grazie Elia .
PALLADINO
Nebbiolo 2022
Vigne a Sinio di 40 anni , metri 230 ,terreno argilloso e calcareo con poca sabbia ,15 gg sulle bucce poi 12 mesi Botte Slavonia da 3000
Pulito, pieno ed elegante, un bel finale ancora leggermente duro per long time
Barolo Serralunga 2021
Blend di vigne di Serralunga Parafada San Bernardo Gabutti Serra Ornato , terreni nella parte alta Lequio parte bassa marne di Sant’Agata sono quindi terreni calcarei argillosi con presenza di sabbia soprattutto a Parafada .
fantastico equilibrio con sentori old style .bella armonicità elegante ma un finale duro per long time .
Barolo Parafada 2020
Vigne di 45 anni, versante ovest, metri 230/ 300, terreno 60% Marne di Sant’Agata 40% Lequio malolattica in cemento poi 24 mesi Botti francesi da 2800 e 3100 di Garbellotto
Bei sentori puliti di frutta, fantastico in bocca e pieno con ancora un bel margine old style .
Grazie Alessandro.
SCHIAVENZA
Langhe Nebbiolo 2022
Versante Ovest Vigne Sinio giovani 50% versante sud-est Vigna Serralunga di 10 anni
15 giorni sulle bucce , 15 gg cemento poi acciaio poi 12 mesi di Bottedi Slovenia da 3600 di Garbellotto
Pulito, easy, un vino gastronomico equilibrato
Barolo Cerretta 2020
Metri 390, versante sud est, Vigna del 1989 terreno sabbioso calcareo poco tufo , 15 giorni sulle bucce poi 12 mesi Botte di rovere Slavonia da 3000
Pulito, sentori di funghi, duro sentori old style fantastici e bel margine ancora .
Grazie Luciano.
GUIDO PORRO
Langhe Nebbiolo Camilu 2024
Terreni a Serralunga 70% lato versante est
30% Vigna Rionda parte bassa ,vinificato in acciaio , 28 giorni sulle bucce, terreno tendenzialmente argilloso e calcare.
Fantastico per armonia ed eleganza , easy nel finale, con ancora margine .
Barbera V. S. Caterina 2024
Vigna 50 anni Cru Lazzarito a Serralunga , mt 350terreno di argille e Marne ,12 giorni sulle bucce e poi 8 mesi mix tra acciaio e cemento
Pulito e soprattutto un bel frutto pieno con ancora un bel margine
Barolo V . Lazzairasco 2021
Vigne di 63 anni, esposizione sud ovest, metri 350, terreno di Lequio con sfumature gialle molto tosto, 36 mesi di Botte Rovere di Slavonia da 2500 Garbellotto
Complesso ,duro , stile old style con una bella prospettiva , sentori old style .
Grazie Fabio .
MASSOLINO
Barbera d’Alba 2024
Vigne tra Serralunga Monforte e Alba parte occidentale, vigne di circa 20 anni , vinificazione in acciaio e in cemento .
Pulito ,Easy ,frutto, pieno e Bella beva .
Langhe Nebbiolo 2023
Vigne a Serralunga, Monforte , Alba e Neive fermentazione in legno poi cemento poi 12 mesi di Botte di Rovere di Slovenia da 3500 e 5000 .
Frutta semplice, equilibrio, eleganza, un bel Nebbiolo .
Barolo di Serralunga 2021
Blend di molte vigne a Serralunga e 5% a Castiglione Falletto. 21 giorni sulle bucce , vinificato in acciaio poi Botte di rovere di Slovenia da 5000 per circa tra il 18/24 mesi.
Grazie Franco .
FONTANAFREDDA
Langhe Nebbiolo Casa Mirafiore 2022
Mt 300/400, terreno argilloso con Marne calcaree, 12 giorni sulle bucce e poi altri 12/15 giorni a cappello sommerso poi cemento .
otto mesi di botte di rovere di Slovenia da 3000
Al naso floreale e sentore di noce moscata e tabacco, prugna ,mentre in bocca mantiene una bella dinamicità con un tannino dolce e avvolgente, ma un finale balsamico lungo.
Barolo Paiagallo 2021
Vigna Barolo , versante est‑sud‑est, 320 mt, terreno prevalentemente sabbioso e roccia, 20 gg sulle bucce, vinificato in acciaio poi 30 mesi in botte di rovere di Slavonia da 3000
Bell’equilibrio lineare, a naso, spezie, frutti scuri e vaniglia in bocca una bella armonicità e lunga evoluzione equilibrata.
Grazie Pietro .
GIOVANNI ROSSO
Barolo 2021
Mt 260/380 blend di Vigneti 40% Serralunga 30% Barolo 30% Castiglione Falletto.25 giorni sulle bucce in cemento poi 30 mesi in Barrique di rovere francese da 5000
Al naso sentori floreali di China, Mora e frutta sottospirito in bocca un tannino suadente avvolgente con un bel frutto.
Barolo Ceretta 2020
Mt 350/365 versante sud sud-est, sempre 25 giorni sulle bucce in cemento, poi 30 mesi in Bag di rovere francese da 5000
Al naso, questo è un vino più suadente con sentori Violetta ,ciliegia mentre in bocca il tannino è avvolgente, morbido con un finale equilibrato e dinamico .
Grazie Matilde .
LUCA GANDIN

L’importanza di essere consapevoli dei valori che ci guidano / 1

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I valori personali sono l’elemento che, se conosciuto, rispettato e ben seguito, dà senso, equilibrio e armonia alla nostra esistenza. Essi sono fondamentali per il benessere personale di ognuno di noi. Ma siamo consapevoli dei valori che ci guidano? Li conosciamo davvero?

E il nostro percorso esistenziale, le nostre scelte grandi e piccole, le situazioni in cui decidiamo di entrare o meno, le persone e gli ambienti che scegliamo di frequentare, il lavoro che facciamo, il modo in cui conduciamo la nostra esistenza sono in linea con i nostri valori?

Rispondere consapevolmente e positivamente a queste domande è essenziale per la qualità della nostra vita, per il nostro equilibrio interiore, e per vivere serenamente e in armonia con noi stessi. La maggior parte dei nostri disagi emotivi, delle nostre confusioni e dei nostri squilibri comportamentali nasce proprio dalla non sufficiente conoscenza dei valori che ci guidano.

Valori che sono diversi per ciascuno di noi, che affondano nella nostra più profonda natura, nella nostra specifica personalità e nel carattere, plasmato nel tempo dalle nostre esperienze, e che sono la causa e l’origine delle nostre passioni, desideri, sogni.

Se non li conosciamo sufficientemente e se non li viviamo adeguatamente, ne consegue una serie di negatività che vanno dal disorientamento esistenziale, ai comportamenti contraddittori, e a emozioni negative quali rabbia e frustrazione. Fermarci a riflettere sui nostri valori guida, pertanto, è davvero il primo passo verso un’esistenza piena e gratificante.

Soltanto l’essere consapevoli dei nostri valori ci permette di fare le giuste scelte e conseguentemente di agire nel modo migliore per vivere in pace con noi stessi e proiettati verso il benessere e la nostra armonia personale e della nostra esistenza.

Roberto Tentoni
Coach AICP e Counsellor formatore e supervisore CNCP.
www.tentoni.it
Autore della rubrica settimanale de Il Torinese “STARE BENE CON NOI STESSI”.

(Fine della prima parte)

Potete trovare questi e altri argomenti dello stesso autore legati al benessere personale sulla Pagina Facebook Consapevolezza e Valore.

Vieni avanti cretino

Non passa settimana in cui io non riceva segnalazioni o lamentele su questa o quella azienda, questo o quel funzionario o dirigente, per la sua ottusità, l’incapacità di discernere i problemi reali da quelli che lui stesso ha creato e, in generale, per l’insoddisfazione crescente delle maestranze.

Non ultima una segnalazione pervenutami oggi, nella quale una persona mi segnala che avendo aderito circa 3 mesi fa all’incentivazione aziendale aspettava, giustamente, una risposta per l’esodo che avrebbe dovuto avvenire alla fine di questo mese.

Superfluo dire che solo oggi, a 20 giorni dal possibile esodo, i Soloni abbiano decretato che non c’erano più soldi, che non era possibile accogliere la sua richiesta, ecc ecc.

Al di là della sostanza e del rispetto che tutti i lavoratori meritano in costanza di un rapporto privo di rimproveri, rilievi disciplinari e via dicendo, va da sé che una azienda organizzata secondo la diligenza del buon padre di famiglia (Codice civile docet) non può impiegare tre mesi per dirimere una questione, magari per decisione del padrino di turno, del politico del momento o del dirigente figlioccio di tale, parente di Tizio  segnalato da Caio o, più probabilmente, perché è stata adibita la persona sbagliata alla mansione giusta.

Purtroppo, si è passati da un’Italia, patria di poeti e navigatori, ad un coacervo di professionalità approssimative, di lauree conseguite nelle università più dannose per il Paese, di professionisti, come dice Paolo Cevoli, “inutili come un culo senza buco”. 

Il compianto Piero Angela, che ebbi modo di incontrare ormai molti anni fa, soleva dire:

“L’Italia è un Paese morto.

Non ci sono punizioni per chi sbaglia.

Non ci sono premi per chi merita”

Sindacati che, dopo l’exploit rivendicativo del 1969 (che ha permesso di ottenere lo “Statuto dei lavoratori” solo perché l’allora Ministro del Lavoro, Carlo Donat Cattin, lo offrì alle parti sindacali) hanno pensato bene di tenere il cuore dalla parte dei lavoratori ed il portafoglio da quella degli imprenditori.

Contratti collettivi che, grasso che cola, al rinnovo concedono ai lavoratori 30 euro lordi al mese, salvo riconoscere benefit degni degli Emirati arabi ai dirigenti.

E’ palese che imprese di tale genere siano destinate ad implodere perché qualunque dipendente, presa coscienza dei propri meriti e consapevole dei limiti imposti, cercherà di emergere per rispetto di quell’autostima sviluppata sul campo, che manca a chi la carriera l’ha fatta per meriti altrui o per “chiara fama”.

In un’epoca in cui nulla è più precario del definitivo, proprio chi occupa posizioni apicali dovrebbe viaggiare con le spalle contro il muro per la consapevolezza di essere il primo a rischiare in caso di crisi.

Adagiarsi sugli allori posti sul capo di altri non soltanto è pericoloso, inutile e indice di scarsa professionalità, ma significa non volere la crescita dell’impresa e lo sviluppo delle competenze, ma crogiolarsi grazie a meriti altrui, ringraziando ogni giorno chi ha offerto una possibilità che, altrimenti, sarebbe andata, per merito, ad altri.

Se avete un’idea di massima del panorama imprenditoriale italiano non vi sarà difficile comprendere in quali difficoltà versi la nostra economia che ha ridotto il Belpaese da Paese di spicco a latrina dei Paesi più avanzati. Sono certo che, dopo oltre 700 anni, Dante proclamerebbe a voce ancora più forte: 

“Ahi serva Italia, di dolore ostello, 

nave sanza nocchiere in gran tempesta,

non donna di provincie, ma bordello!”

Credo, però, che la citazione che meglio di ogni altra rende giustizia sia tratta da “La volpe e la maschera da tragedia” di Fedro: “[..] Hoc illis dictum est, quibus honorem et gloriam fortuna tribuit, sensum communem abstulit.”  (Dico questo a coloro a quali la fortuna ha tributato onore e gloria, ma ha tolto il buon senso).

Sergio Motta

Festa della birra di montagna Birrificio Pian della Mussa a Balme 

Arriva la Seconda edizione 

L’appuntamento è dal 24 al 27 luglio a Balme con cibo, musica, tornei sportivi, attività, visite allo stabilimento produttivo e, ovviamente, birra a fiumi.

A un anno dall’inaugurazione della Birreria, il Birrificio Pian della Mussa, uno dei più alti d’Italia (si trova a 1432 metri slm), torna a festeggiare celebrando la seconda edizione della Festa della birra di Montagna con quattro giorni di cibo, musica, tornei sportivi, tanta voglia di stare insieme e, ovviamente, birra a fiumi.
Dopo il grandissimo successo dell’edizione 2024, la Festa torna con un programma ampliato e ancora più divertente, pensato per un pubblico trasversale fatto di giovani, famiglie e amanti del buon cibo e del buon bere.

 

L’appuntamento è dal 24 al 27 luglio a Balme, paesino delle valli di Lanzo ai piedi del Pian della Mussa dove eccellenza, rispetto della natura, tecnologia e amore per il proprio lavoro si incontrano per produrre una birra biologica fatta con l’acqua di montagna, attingendo da una sorgente dedicata (caso unico in Italia) e utilizzandola senza che venga in alcun modo trattata. Qui la famiglia Brero, con Alessio, AD del Pian della Mussa e sua moglie Elisa, responsabile marketing e amministrazione, porta avanti il progetto iniziato diciassette anni fa quando Michele Brero decise di acquisire lo stabilimento del Pian della Mussa, per riscattare il fallimento e riportarlo all’antico splendore. Da allora, l’acqua di questi luoghi è tornata ad essere un’eccellenza produttiva, seguita dalla birra biologica e dal coraggioso progetto della birreria, inaugurata un anno fa come luogo di convivialità e condivisione.

 

E proprio la birreria sarà al centro di un programma che riempirà di momenti, di buon cibo e di ottima birra un lungo weekend estivo, da trascorrere al fresco abbracciati dalle montagne.
Per l’occasione, la birreria proporrà uno speciale menu delle feste, fatto di taglieri, stuzzichini fritti, stinco alla birra, porchetta e formaggi. La proposta sarà affiancata da quella di un gruppo di food truck d’eccellenza, che stazioneranno nel piazzale antistante la birreria per garantire una diversità di scelta al pubblico della Festa. E poi, ovviamente, musica e intrattenimento fino a tarda notte.

Giovedì 24 si inizia alle 19 in birreria con la cena (prenotazione obbligatoria per chi vuole sedersi al tavolo), per poi scatenarsi con la musica dei Back to Vinyl, un dj set con vinili dedicato ai grandi classici degli anni Ottanta e Novanta.

Si continua poi venerdì 25 con il doppio appuntamento gastronomico (pranzo e cena) in birreria tra degustazione di birre e proposte culinarie a tema. Durante la giornata si potranno prenotare in loco le visite guidate in azienda (al mattino dalle 10 alle 12 e al pomeriggio dalle 14 alle 18), per approfondire la conoscenza di una realtà davvero unica.
Per la cena ecco arrivare i food truck, che affiancheranno il menu della birreria: Emporio Vegetale, realtà torinese di ottime soluzioni vegetali pret à Manger, che arriverà a Balme con la sua proposta stagionale, fresca e veg di focacce farcite con verdure e preparazioni golose, oltre a un’offerta di dolci al cucchiaio; poi RockBurger, con la sua proposta di panini dalle note Rock e le proposte orientali di Donburi House.

Per il dolce (o per uno spuntino goloso) ci sarà anche il carrettino della Piccola Gelateria di Montagna L’Ape Drola, impresa locale di Cantoira, produttrice di miele e prodotti della terra delle Valli di Lanzo.

 

Durante la serata ci sarà anche la possibilità di partecipare a una camminata per la Val Servin (con un itinerario adatto a tutti i camminatori, di qualsiasi esperienza – durata 1 h / 1.30 h), con visita al museo delle guide alpine in notturna. Per gli amanti della birra più sedentari e meno esplorativi, concerto alle 20.30.

Sabato 26 sempre disponibile l’opzione del pranzo e cena in birreria con prenotazione, oppure la proposta di Rock burger, Emporio Vegetale e Donburi House.

Oltre alle visite guidate in azienda, dalle 10 alle 16 ci sarà un bel momento di festa e di gioco, con il Circo Wow che proporrà attività per il pubblico di tutte le età raccontando e facendo provare i giochi di una volta (accesso libero e gratuito).

Alle 21 ancora musica con il concerto country e Rock & Roll dei Love Sick Music e poi dalle 23 dj set.

Domenica 27 la Festa prosegue già dalla colazione, con la performance di voce e arpa di Cecilia harp live che si terrà alle 10.30 nel giardino della birreria. Si continua poi per tutto il giorno con la proposta gastronomica, le visite in azienda e con l’intrattenimento del Circo Wow, a cui si aggiunge dalle 11 alle 16 la possibilità per i più piccoli di fare una cavalcata in sella a un pony. Il concerto dei Beatwins, cover band dei Beatles, accompagnerà le attività del pomeriggio, per chiudere in bellezza quattro giorni di grande festa.

 

Il tempo libero dei torinesi: tra parchi cittadini e fughe nel verde

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SCOPRI – TO  ALLA SCOPERTA DI TORINO
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Chi vive a Torino sa che per respirare non serve per forza scappare lontano. La città, oltre a musei, palazzi e caffè storici, offre un patrimonio verde che non ha nulla da invidiare ad altre capitali europee. I torinesi lo sanno bene: quando hanno bisogno di staccare, di rilassarsi o di ritrovare un po’ di silenzio, si rifugiano nei parchi.
Il Parco del Valentino è una vera istituzione. Più di 400.000 metri quadrati di verde affacciati sul Po, con viali alberati, prati per sdraiarsi, angoli ombreggiati per leggere e piste perfette per correre o andare in bicicletta. È uno di quei luoghi dove si mescolano tutte le generazioni: dai bambini che rincorrono le bolle di sapone agli anziani che si ritrovano sulle panchine, dai ragazzi che ballano swing la domenica alle coppie che fanno il primo picnic della stagione.
Poi c’è la Pellerina, la distesa verde più vasta di Torino. Un polmone urbano dove si viene a correre, a portare a spasso il cane, a leggere un libro sotto un albero. Nei fine settimana si organizzano eventi, mercatini, attività per i bambini. Ci sono anche piccoli stagni, ponticelli in legno e spazi dedicati allo sport. È un parco vissuto, autentico, dove si respira la città in versione lenta.
Ma il verde torinese è fatto anche di spazi più raccolti, come il Parco Rignon con la sua villa storica, o il Parco della Tesoriera, che in primavera si riempie di colori e profumi. In centro, i Giardini Reali offrono una pausa elegante tra un museo e una passeggiata sotto i portici, mentre il Parco Dora, con la sua impronta post-industriale, attira giovani, skater e fotografi urbani. Insomma, ogni quartiere ha il suo angolo di natura: e ogni torinese ha il suo posto del cuore dove rallentare.
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Cibo e passeggiate: i piaceri della libertà
Per i torinesi, il tempo libero è anche un’occasione per vivere la città senza fretta. Il sabato mattina, ad esempio, è facile vederli passeggiare tra le bancarelle del mercato di Porta Palazzo o tra i banchi del Balon, alla ricerca di un vinile, un libro usato o un oggetto curioso. Poi si entra in una libreria indipendente, si prende un caffè in un dehors o si fa una pausa in una delle tante pasticcerie che resistono al tempo, con le loro vetrine piene di bignole e cioccolatini.
Nel pomeriggio si passeggia in via Lagrange o via Garibaldi, si sbircia tra i negozi, si entra in una galleria d’arte. E quando viene fame? Niente panico: Torino è una città che ama mangiare bene. Dai piatti della tradizione – come gli agnolotti, il vitello tonnato, la bagna cauda o i plin burro e salvia – alle reinterpretazioni moderne in ristoranti e bistrot che valorizzano i prodotti locali. E poi i formaggi, le nocciole, i vini: ogni pasto diventa un piccolo rituale.
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Weekend nelle Langhe: tra vigne, colline e grandi vini
Quando arriva il fine settimana, la voglia di cambiare panorama si fa sentire. E così i torinesi prendono la macchina e si dirigono verso le Langhe. In poco più di un’ora ci si ritrova immersi in paesaggi che sembrano disegnati: colline coperte di vigneti, borghi antichi, cascine, strade tortuose che regalano scorci sempre diversi.
Langhe, vigneti
A Barolo, piccolo gioiello collinare, si respira l’odore del vino ovunque. È impossibile resistere alla tentazione di fermarsi in una delle tante cantine per una degustazione o di prenotare un tavolo con vista. Ristoranti come Locanda Fontanazza o La Vite Turchese sanno coniugare cucina autentica e panorama mozzafiato. Qui si assaporano piatti come i tajarin al tartufo nero, la carne battuta al coltello o la fonduta di Raschera con verdure di stagione. Tra una passeggiata e l’altra, tra un bicchiere di Barolo e una visita al WiMu – il Museo del Vino – i torinesi riscoprono un tempo diverso, fatto di piccoli piaceri e grandi silenzi.
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Asti e Monferrato: sapori, colline e tradizione
Non solo Langhe. Anche il Monferrato e la zona di Asti sono mete amatissime. Meno affollate ma altrettanto affascinanti, queste colline dolci e ondulate sono punteggiate di borghi, castelli e filari di viti. Qui il tempo scorre ancora più lento, e il legame con la terra è fortissimo.
Asti, con il suo centro storico elegante, è perfetta per una passeggiata tra chiese romaniche, mercatini e botteghe artigiane. Il sabato mattina c’è il mercato in Piazza Alfieri, e in autunno il profumo di tartufi invade le vie del centro. Molti torinesi vengono qui anche solo per pranzare in ristoranti tipici come Tacabanda o Campanaro, dove si trovano piatti come la finanziera, il bunet, il brasato al Barbera.
Nel Monferrato, invece, si cercano esperienze più intime: una camminata tra i noccioleti, una visita in una cantina biologica, una notte in agriturismo con cena a lume di candela. Paesi come Cocconato, Montemagno o Grazzano Badoglio custodiscono una bellezza discreta, lontana dal turismo di massa.
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Alba, il gioiello delle Langhe
E poi c’è Alba, una città che i torinesi sentono un po’ loro. Capoluogo delle Langhe, è il punto di partenza perfetto per esplorare il territorio. Ma è anche una meta in sé: elegante, vivace, autentica. Le sue strade medievali, le torri, le piazze raccolte, i profumi che escono dalle botteghe artigiane: tutto invita alla calma, alla curiosità, al piacere.
Alba è famosa in tutto il mondo per il tartufo bianco, celebrato ogni anno con una fiera internazionale che richiama migliaia di visitatori. Ma la sua offerta non si ferma lì: vini eccellenti, dolci alla nocciola, pastifici storici, osterie con una cucina che sa rinnovarsi senza tradire la tradizione. Piazza Duomo, il ristorante tristellato dello chef Crippa, è un’esperienza unica. Ma anche trattorie come La Piola o Enoclub raccontano con autenticità il territorio.
Qui il tempo libero si fa arte di vivere: si passeggia senza fretta, si mangia con gratitudine, si brinda alla bellezza delle cose semplici. E al ritorno verso Torino, con il bagagliaio pieno di bottiglie e la testa ancora tra le colline, si porta a casa un pezzetto di quella quiete.
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Noemi Gariano

“Joyful green together!” per ridurre l’impatto delle feste di laurea

“Joyful green together!” è il claim della campagna di comunicazione e sensibilizzazione avviata dal Politecnico di Torino in collaborazione con Città di Torino e Amiat Gruppo Iren per ridurre l’impatto ecologico dei festeggiamenti di laurea. L’obiettivo è rendere un momento di gioia e celebrazione, come quello delle proclamazioni dei neo-dottori e dottoresse, anche occasione per promuovere la sostenibilità, garantendo allo stesso tempo il rispetto degli spazi comuni e cittadini.

Infatti, a fronte di problematiche ambientali e di decoro urbano causate da coriandoli, fumogeni, rifiuti abbandonati e affissioni non autorizzate, a partire dalla scorsa sessione di proclamazioni l’Ateneo, insieme ai partner, ha avviato una campagna di sensibilizzazione e interventi concreti per promuovere comportamenti più responsabili.

La campagna si fonda su un appello alla responsabilità da parte dei laureandi e delle laureande e delle loro famiglie e amici: è stato fornito un decalogo di comportamenti sostenibili realizzato in collaborazione con il Green Team di Ateneo e promosso sui canali di comunicazione digitali e social, ma proposto anche durante le cerimonie di laurea con segnaletica apposita e messaggi sugli schermi.

Per invogliare dottori e dottoresse ad abbandonare i coriandoli, che risultano essere una delle problematiche ambientali più impattanti dei festeggiamenti, l’Ateneo ha poi offerto a chi ha conseguito il titolo nella sessione primaverile delle bolle di sapone realizzate ad hoc per la campagna: un’alternativa ecologica ai coriandoli, con packaging in bioplastica.

Grazie a Città di Torino e Amiat Gruppo Iren, infine, sono stati potenziati i punti di raccolta con contenitori per vetro, carta, plastica e indifferenziato dedicati ai festeggiamenti. Nello specifico, sono stati messi a disposizione, durante le sessioni di laurea, 24 contenitori suddivisi tra le diverse frazioni; il contributo di Amiat prevede inoltre interventi di pulizia e uno svuotamento ad hoc dei cestini nelle giornate dei festeggiamenti

I primi risultati sono incoraggianti: è in corso un monitoraggio giornaliero attivo da luglio 2024, che dimostra come nella sessione di marzo-aprile 2025, 9 rilevazioni su 10 hanno registrato un uso di coriandoli inferiore alla media e 6 su 10 una riduzione delle affissioni non autorizzate. L’iniziativa intende proporsi come un progetto pilota per stimolare i cittadini a trovare soluzioni sostenibili anche per altri momenti di festa in spazi pubblici di Torino.

 

«Con la campagna “Joyful green together!” vogliamo dimostrare che la sostenibilità può essere parte integrante dei momenti più belli della vita accademica. Celebrare la laurea in modo consapevole significa non solo rispettare l’ambiente e la città che ci ospita, ma anche rafforzare il senso di comunità e responsabilità che caratterizza il nostro Ateneo. I risultati ottenuti finora ci incoraggiano a proseguire su questa strada, valorizzando comportamenti positivi e coinvolgendo attivamente studentesse, studenti e le loro famiglie in un cambiamento culturale concreto», commentano Silvia Barbero, Vicerettrice per la Comunicazione e la Promozione del Politecnico e Fulvio Corno, Vicerettore per la Formazione.

 

“Ogni piccolo gesto può fare la differenza quando si parla di sostenibilità ambientale. Questa campagna è un esempio concreto di come, anche nei momenti di festa, si possano adottare comportamenti alternativi che rispettano l’ambiente, senza rinunciare alla gioia della celebrazione. Come Città di Torino, stiamo lavorando con il Politecnico di Torino e altri partner per raggiungere la neutralità climatica, grazie agli impegni che sono stati inseriti nel Climate City Contract, nell’ambito della missione europea NetZeroCities: tra questi, una buona raccolta differenziata e la riduzione dei rifiuti sono degli step fondamentali. “Joyful green together!” ci invita a ripensare le nostre abitudini in modo creativo e consapevole, contribuendo a rendere Torino una città più sostenibile e vivibile per tutte e tutti.”, aggiunge Chiara Foglietta, Assessora alla Transizione ecologica e digitale della Città di Torino.

“Siamo orgogliosi di contribuire a un progetto che coinvolge gli studenti dell’ateneo, responsabilizzandoli ma, allo stesso tempo, rendendoli protagonisti di un impegno concreto per l’ambiente. Questa iniziativa si inserisce pienamente nell’impegno quotidiano di Amiat a creare alleanze capaci di promuovere comportamenti sostenibili, educare al rispetto della città e rafforzare la cultura ambientale delle nuove generazioni: insieme al Politecnico e alla Città di Torino, vogliamo dimostrare che è possibile celebrare, con responsabilità” conclude Paola Bragantini, Presidente Amiat.