L’angolo del Private Banker / di Fabio Ferrarese
Ciclicamente accade che i Mercati finanziari vengano colpiti da fasi di accentuata volatilità, nelle quali accade che la fiducia degli investitori venga in qualche modo minata da incertezze di natura economica, da cambiamenti in materia di politiche monetarie o fiscali, da contagi finanziari o ancora da tensioni geopolitiche. Che cosa fare in questi momenti? Prima di tutto bisogna non farsi prendere dal panico, ma usare la calma per razionalizzare i dati reali e poi bisogna andare a cercare nel passato quali sono stati i comportamenti e le scelte che effettivamente hanno pagato. Sono passati 26 anni da quando ho iniziato questa magnifica esperienza nel mondo degli investimenti di natura finanziaria ed oggi ho maturato le seguenti convinzioni:
LE FASI DI RIBASSO DEI MERCATI POSSONO DIVENTARE MOMENTI INTERESSANTI. Le fasi di discesa sono uno dei momenti naturali di un Mercato al rialzo: è normale, direi persino salutare, assistere a più di una correzione nel corso di un Mercato rialzista. Uno storno dei Listini azionari è spesso un buon momento per investire in azioni, perché le valutazioni delle Società diventano più appetibili e chi decide di comprarle ha maggiori possibilità di realizzare rendimenti al di sopra della media al momento del rimbalzo di Mercato. Alcuni dei peggiori ribassi a breve termine sui mercati azionari sono stati storicamente seguiti da rimbalzi e nuovi massimi.
USCIRE E TENTARE DI RIENTRARE NEI MERCATI NORMALMENTE NON PAGA.
I risultati delle esperienze passate ci insegnano che perdere anche solo cinque dei giorni di migliore performance nel mercato può avere un impatto devastante sui risultati a lungo termine, quindi ne consegue che rimanere investiti consente di trarre beneficio dalla tendenza al rialzo delle Borse nel lungo periodo. Quelle che in gergo tecnico vengono definite come “le strategie di market timing”, con continue chiusure e aperture di posizioni, alla fine rischiano di pregiudicare i vostri rendimenti futuri perché il tempo di entrata e di uscita dai Mercati è la cosa più difficile da cogliere, rischiando, così facendo, di lasciarsi sfuggire i giorni di recupero migliori e le opportunità di acquisto più interessanti che si presentano normalmente nei periodi di volatilità.
NEL LUNGO PERIODO IL RISCHIO AZIONARIO RIPAGA. Chi decide di investire in azionario si assume dei rischi maggiori rispetto, ad esempio, a chi investe in titoli obbligazionari di Enti Sovrani, ma è anche ripagato da rendimenti mediamente più alti nel lungo termine. Per comprendere bene questo aspetto dell’investimento va ricordato che rischio e volatilità non sono sinonimi. I prezzi delle azioni possono oscillare più del loro valore intrinseco durante gli alti e bassi dei Mercati, per cui la volatilità dei prezzi spesso crea soltanto delle opportunità. Nel lungo termine le quotazioni azionarie sono determinate dagli utili societari ed è dimostrato come di solito esse superino di gran lunga gli altri tipi di investimento in termini reali (cioè al netto dell’inflazione).
Per chi decide dunque di fare degli investimenti quello che può fare veramente la differenza per vivere correttamente e serenamente le proprie scelte è l’impostazione mentale. Se siete consapevoli sin dall’inizio che può accadere che nel corso di un investimento emergano delle fasi di volatilità come quella che attualmente stiamo vivendo, è difficile che poi veniate colti di sorpresa ed è assai più probabile che riusciate a reagire razionalmente. Se riuscite ad accettare che la volatilità è una parte integrante dell’investimento, diventerà poi certamente più semplice assumere un atteggiamento razionale e restare concentrati sugli obiettivi di lungo termine.
Per curiosità ed approfondimenti potete scrivere a fabio.ferrarese@yahoo.it
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XIII edizione. Direzione scenica a cura di Francesco Sgrò e Riccardo Massidda.
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sbrodolature, mai un qualcosa di troppo o ancor più di banale, Massimo Dapporto, oltre a ricoprire il ruolo di Charlie, nelle vesti di adattatore ha fatto suo il compito, per piccole note, che più spiegano senza mai disturbare, di porre qua e là tra il testo originale qualche accenno di attualità, inserendo con garbo frasi che sentiamo o viviamo oggi quotidianamente ma ieri impensabili; dando pure maggior spessore al quadro di una società (quella dell’autore) che soltanto un anno dopo il debutto della commedia avrebbe cancellato quella legge contro l’omosessualità, il “Buggery act”, che era in vigore dal lontanissimo 1533 e che già aveva tra gli altri colpito persone come Oscar Wilde (si fece due anni a Reading) o Alan Turing, che all’indomani dei suoi studi, determinanti per la sconfitta nazista, fu condannato alla castrazione chimica e preferì togliersi la vita.