Anche il pubblico ha mostrato di gradire il film : la sala del Reposi dove è stato proiettato il primo giorno era gremitissima e con una lunga coda anche all’esterno del cinema
Keeper , opera prima del belga Guillaume Senez, ha vinto il premio della giuria del 33 Torino Film Festival capitanata da Valerio Mastandrea. Anche il pubblico ha mostrato di gradire il film : la sala del Reposi dove è stato proiettato il primo giorno era gremitissima e con una lunga coda anche all’esterno del cinema. E’ la storia molto dolce di due quindicenni innamorati, Maxime e Mélanie, posti di fronte a una decisione importante, quella di diventare o meno genitori ma anche quella di diventare maturi. La gravidanza inaspettata della ragazza, che sconvolge le vite e gli equilibri della coppia, all’inizio si presenta come indesiderata, ma in seguito sarà difesa con grande convinzione contro ogni pressione e previsione, in particolare da Maxime. La novità del film consiste soprattutto nel presentare il problema dal punto di vista di lui, del padre e non, come di solito è avvenuto per altri film, dalla parte di lei, della madre ( vedi Juno del 2007 o “16 anni e incinta” di Mtv). Significativo ed emblematico il titolo, Keeper, che nel linguaggio anglofono e francofono è il portiere di calcio, che incassa i colpi dell’avversario con prontezza e decisione, la stessa che in questo caso si rivela necessaria per difendersi dagli attacchi improvvisi della vita. Bravi i giovani attori: Kacey Mottet Klein ( Maxime) e Galatea Bellugi ( Mèlanie).Il bilancio complessivo dell’edizione di quest’anno è stato davvero positivo e soddisfacente : sale piene e consenso di pubblico con un 5 per cento in più rispetto all’edizione precedente registrato già al primo week end del festival. E già si pensa all’edizione del 20016 : sarà dal 18 al 26 novembre, come ha annunciato l’infaticabile e bravissima Emanuela Martini.
(Foto: il Torinese)
Helen Alterio









È in corso fino al 21 novembre prossimo al Centro Congressi della Regione Piemonte il XIV Congresso Nazionale Sipo, della Società italiana di psico-oncologia, rivolto principalmente agli psicologi e dedicato al supporto psicologico al malato oncologico e cronico e ai loro familiari. Sabato mattina saranno ammessi anche i volontari delle associazioni di supporto. In un momento di ristrettezze di risorse da parte del Sistema Sanitario Nazionale, questo congresso diventa l’occasione preziosa per festeggiare il trentennale della Società e analizzare la dicotomia presente tra la necessità di queste cure psicologiche per il malato e i suoi familiari e la scarsità di risorse messe a disposizione. Lo spirito del congresso è quello di avallare e confermare l’importanza della multidisciplinarieta’ della psico-oncologia, attraverso incontri di confronto e dialogo. Nel congresso vengono discussi lo stato dell’arte dell’assistenza psico-oncologica in Italia, con una particolare attenzione rivolta al problema della strutturazione degli psicologi all’interno del Sistema Sanitario Nazionale, la valutazione degli outcome dei trattamenti psicologici nel contesto oncologico, l’integrazione tra psico-oncologia e cure palliative, l’impatto della spending review che la psico-oncologia sta subendo nella gestione delle risorse oncologiche e ospedaliere. Un’intera mattinata sarà poi dedicata alla tematica delle terapie complementari. Un altro tema che verrà affrontato riguarda la sempre più impellente necessità da parte della psico-oncologia di interfacciarsi con gli aspetti biologici che sono in rapporto con gli ambiti emozionali, nella valutazione dei rapporti con lo stress, la psiche e l’immunità. Verranno inoltre approfonditi gli aspetti cognitivi e psichici del dolore, che devono necessariamente integrarsi con quelli antalgici.
Torna in scena al teatro Astra il 20 e 21 novembre alle 19, il testo epistolare di Steven Berkoff, dal titolo “L’amore segreto di Ofelia”, dopo il successo ottenuto nella passata stagione del Teatro Piemonte Europa. Si tratta di una collaborazione con il Festival delle Colline Torinesi, che affida scena e interpretazione di Amleto e Ofelia rispettivamente a Michele di Mauro e Carlotto Viscovo. Nato come reading- concerto, “L’amore segreto di Ofelia” porta sul palcoscenico il suono live di Gup Alcaro e le scene di Lucio Diana. Ofelia, dopo il celebre monologo “Essere o non essere” di Amleto, nella prima scena del terzo atto, è obbligata dal padre a restituite a Amleto doni e lettere da lui ricevuti. Da questa memorabile scena trae ispirazione Berkoff, che si interroga sul contenuto di queste lettere d’amore. La fanciulla vive il delinearsi della tragedia, sempre un po’ di riflesso rispetto al principe protagonista. Berkoff inventa un carteggio tra i due amanti parallelo al dramma shakespeariano. Attraverso questo, regala allo spettatore immagini di amor cortese, desiderio sessuale e presagi di imminenti catastrofi, dando vita a un’originale forma di “drammaturgia epistolare in versi”. Grazie alle pagine roventi di questo epistolario, il pubblico è invitato a un continuo rimando al dramma shakespeariano, nella conferma che Shakespeare risulta un autore universale, capace di cantare l’amore e gli altri sentimenti umani in una dimensione, appunto, universale, che travalica ogni spazio e ogni epoca.