Gli eventi di Slow Food Piemonte e Valle d’Aosta che andranno in scena dal 22 al 26 settembre sono interessanti, divertenti, curiosi, golosi… Un viaggio lungo cinque giorni attraverso le eccellenze e le curiosità del territorio, alla scoperta di tradizioni antiche e dimenticate, di sapori inediti e tutti da scoprire. Tra degustazioni e incontri, tutti gratuiti ma su prenotazione, chi visita Terra Madre e Salone faccia tappa in Piazza Valdo Fusi, vero e proprio quartier generale di Slow Food Piemonte e Val d’Aosta.
Volete conoscere tutto sulle erbe spontanee? Non perdete il laboratorio che insegna a coltivarle e utilizzarle (Erbe spontanee e birre Baladin – Sabato 24 Settembre ore 15.00-18.00) . Ingresso libero su prenotazione.
Per chi ama la natura e i boschi c’è da scoprire il progetto Custodi dei Castagneti. Se ne parla Sabato 24 settembre ore 17.30 Jazz Club Torino, degustando carne “bionda di langa” e castagne della valle Mongia. (Ingresso libero fino ad esaurimento posti).
Antichissime botti, birra e tradizione per un evento internazionale ed esclusivo: Le botti nella gastronomia giapponese. Sabato 24 Settembre ore 13.00 Spazio Baladin. Laboratorio di presentazione della tradizione e della storicità della botte Kioke in Giappone.
Per chi vuole approfondire il tema del riso, prodotto di eccellenza del territorio piemontese, sono in programma una serie di incontri a cura de La Strada del Riso Vercellese di qualità, per conoscere il prodotto, le sue varietà, i metodi di valutazione della qualità e le tecniche di degustazione. (Giovedì 22 settembre ore 11 Jazz Club Torino ; Giovedì 22 settembre ore 17.30 Jazz Club Torino, Lunedì 26 settembre ore 17 padiglione Camera di Commercio di Torino) Ingresso libero fino ad esaurimento posti.

Se per voi Salone fa rima con degustazione, ecco alcuni appuntamenti da segnare in agenda:
Miasse e formaggio fresco della Valchiusella (Sabato 24. Ore 15. Magazzini Oz. Ingresso libero fino ad esaurimento posti)
Aglio, Castelmagno e agnello Sambucano (Giovedì 22. Ore 18. Open Baladin. Ingresso libero fino ad esaurimento posti)
Maestri del Gusto: caffè e birra (Sabato 24 Settembre ore 11. Open Baladin. Ingresso libero fino ad esaurimento posti).
Le focacce e i dolci piemontesi (Lunedì 26 Settembre ore 13.00. Open Baladin. Ingresso libero fino ad esaurimento posti)
Il Salone di Slow Food Piamonte e Val D’Aosta non è solo cibo ma anche turismo, formazione, storia, lavoro, arte, cultura…
Ulteriori informazioni nel comunicato in allegato.
Il programma completo delle attività è disponibile sul sito www.slowfoodpiemonte.com
(foto: il Torinese)
All’anagrafe era registrato come Ottorino, ma tutti a Casale Monferrato lo chiamavano Ettore. Ed Ettore Berardi, pugliese di Ruvo, arrivato in Piemonte, nella città monferrina nel dopoguerra è ancora oggi uno dei casalesi che fanno conoscere la capitale del Monferrato ed il Piemonte in Italia e non solo
unica collezione di cappelli, tra cui quello papale che gli derivò da Portobello, la trasmissione condotta da Enzo Tortora. A fare gli onori di casa del sarto di fama nazionale, cavaliere di gran croce (la più alta onorificenza della Repubblica Italiana), membro della giunta camerale di Alessandria (si deve a lui se la Camera di commercio alessandrina aprì la sua sede casalese), presidente della Pro loco, e soprattutto ambasciatore di Casale, città in cui è vissuto sino alla sua scomparsa e che ha profondamente amato più di tanti casalesi, c’erano le figlie Patrizia e Gabriella e il sindaco di Conzano Emanuele Demaria. E definirlo ambasciatore, anche se magari non avrebbe voluto questo titolo, non è improprio perché portò sempre alto il nome di Casale e del Monferrato, nei
suoi vari contatti e dal suo atelier di via Roma, proprio davanti alla facciata dell’antico convento di Santa Croce, passarono negli anni protagonisti della politica italiana (era molto amico del ministro Adolfo Sarti) o uomini di spettacolo come Alberto Lupo o Enzo Tortora, o lo scrittore Romano Battaglia ed il cantante Claudio Villa, soltanto per citarne alcuni. “Forbice d’oro” i suoi, vestiti e le sue cravatte sovente vivacemente colorati, denotavano, oltre all’abilità di sarto, anche la creatività di un artista, aiutato dalla moglie Carla. Oggi non ci sono più entrambi, lui ha terminato il suo cammino terreno nel 2000, ad 81, anni, lei quattro anni fa. Chi scrive non può dimenticare l’amicizia, sincera, che legava Ettore Berardi alla sua. Mio nonno Ettore, primo direttore dell’allora Banca di Casale e mio padre Marco, geometra, soprattutto alla sera, quando uscivano dall’ufficio, prima di tornare a casa passavano da lui, per fare quattro chiacchiere, una consuetudine durata per anni. E anche il sottoscritto, prima bambino, poi ragazzino, è stato tante volte in quell’atelier. E il ricordo della cappelliera, dove erano esposti alcuni suoi pezzi da collezione (tra cui quello papale) è ancora vivo. Come pure il bancone sulla
sinistra e quella porta che una volta aperta face accedere all’ascensore ed al “misterioso” mondo della sartoria con il magazzino delle stoffe al primo piano, il laboratorio al secondo e l’abitazione di famiglia al terzo. Sono tutti flash di un mondo che non c’è più, di una Casale che è cambiata. La bella mostra di Poppi Posillipo e le interessanti iniziative collegate permettono di ritornare a quell’epoca e rendono davvero omaggio ad un uomo che ha molto amato Casale senza se e senza ma e che dalla sua città adottiva merita, a questo punto, di essere ricordato. La mostra avrà un contorno di eventi che si susseguiranno ogni settimana. Il 10 settembre, alle 18, ci sarà la tavola rotonda “L’artista e l’artigiano: poeti di bellezza”, il 17 settembre, alla stessa ora, verrà presentato un racconto per immagini di Alessandra Ruffino: “Giovanni Tamburelli una vita a fuoco”. Poi il 24 settembre ci sarà una nuova tavola rotonda “Anni 70 il grigio a colori. Gli anni di piombo e la poetica di Berardi”, mentre l’ultimo evento in scaletta sarà, ancora una volta alle 18 del 2 ottobre, la presentazione del catalogo e del docufilm realizzati nell’occasione.


Un’idea originale e divertente per rendere speciale un coloratissimo buffet o un aperitivo con gli amici.
e un successo si misura dall’affluenza del pubblico e dall’entusiasmo con cui segue l’evento, “La Bella e la Voce 2016” è stata la dimostrazione di quanto questa formula sia esatta.
Sarà banale, ma anche a Torino si contrasta il caldo mangiando gelati. I dati di Confartigianato parlano chiaro: d’estate gelato e birra muovono l’economia.
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Poche settimane all’apertura del nuovo Salone del Gusto che, all’aperto e diluita per la città. Dal 22 al 26 settembre si terrà su un’area espositiva di 28 mila metri quadri
INFORMAZIONE COMMERCIALE
Domenica 28 agosto, dalle ore 15.00 alle 18.15, la motrice 116 del 1911 torna per la “Domenica Atts”