LIFESTYLE- Pagina 510

Sbarca a Torino "Oculus", elettronica in ambito medico per la formazione a distanza

oculus1oculus2oculus3

Lo introduce un team di medici flebologi che opera in ambito pubblico mutualistico seguendo tecniche innovative non invasive

 

Oggi un nuovo strumento innovativo, Oculus, consente di sfruttare la realtà virtuale immersiva per simulare esperienze specifiche, risultando prezioso anche in campo medico per l’aggiornamento tecnico. Questo dispositivo elettronico è stato presentato a Torino il 28 ottobre da Jean Daniel Rostan,  medico chirurgo che fa parte di VeinCareTeam, un team di medici che opera in ambito flebologico, e da un regista, David Arnaud.

 

Oculus è un rivoluzionario sensore per la realtà virtuale che consente di proiettare chi lo indossa in mondi esplorabili a 360 gradi. Nato su Kickstarter e comprato all’inizio del 2014 da Facebook,  Oculus è stato disponibile a partire dal 2015. Utilizzato in vari campi, quali quello del trekking virtuale, è stato già impiegato in Francia come simulatore in campo medico. Nel Dipartimento di Chirurgia dell’Ospedale Europeo Georges Pompidou di Parigi è stato filmato, infatti, l’inserimento di una protesi all’anca e il video è stato poi trasformato in una esperienza virtuale, la prima di questo genere.  Secondo i più recenti studi  la diffusione di questa apparecchiatura è in crescendo, anche grazie a marchi come Samsung, e risulta ipotizzabile un incremento della sua diffusione anche negli anni a venire.

 

Il progetto del primo video per Oculus in ambito medico in Italia verte sull’incontro tra due universi tecnologicamente all’avanguardia, per renderli reciprocamente funzionali. Da una parte figurano i più moderni strumenti di intervento chirurgico, affiancati da trattamenti non invasivi, per esempio in campo flebologico, dall’altra l’esigenza sempre crescente di divulgazione in campo medico.  A livello di didattica, infatti,  la formazione medica specialistica sta richiedendo un’attenzione sempre più crescente rivolta a modelli di intervento meno impattanti sul paziente e sulla sua qualità di vita. Formazione significa, quindi, anche rendere più comprensibili al medico generico i percorsi che il suo paziente dovrà affrontare, una volta che venga indirizzato verso un determinato specialista.

 

Oculus, quindi, diventa un prezioso strumento di supporto per VeinCareTeam, un gruppo di medici formato dai chirurghi Giorgio Ovidio Bitossi,  Daniele Maggio e Jean Daniel Rostan, nati tutti a Torino e laureatisi presso la Facoltà di Medicina e Chirurgia del capoluogo subalipino, e dal 2012 membri dell’American College of Phlebology. Questo team applica le più moderne tecniche e metodologie, già in uso a livello internazionale, per rendere quelli che un tempo erano veri e propri ricoveri delle procedure ambulatoriali, occupandosi anche di formazione nel settore medico. Opera a livello mutualistico a Torino presso il gruppo Humanitas all’ospedale Gradenigo e alla clinica Cellini e presso lo stesso gruppo anche in Lombardia. Uno strumento come Oculus,  grazie all’apporto del regista David Arnaud, da sempre specializzato nella ripresa di sport estremi, si sta rivelando preziosissimo per la formazione a distanza di personale medico,  con un’attenzione particolare al paziente,  alle sue esigenze e patologie connesse.

Mara Martellotta

“OMBRE, MISTERI E TORMENTI”, HALLOWEEN ALLA MANTA

Al Castello della Manta nel Cuneese

manta misteroDopo il successo delle passate edizioni, venerdì 30 e sabato 31 ottobre 2015, dalle ore 19 alle 23, torna “Ombre, misteri e tormenti”, un’occasione imperdibile per vivere la festività di Halloween nelle affascinanti sale del Castello della Manta (CN), bene del FAI – Fondo Ambiente Italiano. Due serate coinvolgenti a cura degli attori della Compagnia Torino Teatro in cui sarà possibile visitare l’antico maniero alla scoperta dei suoi episodi più nascosti e misteriosi, immersi nell’atmosfera ideale per ascoltare la cupe storie di presenze incorporee che ancora vi aleggiano.

 

Durante questo speciale appuntamento gli spettatori avranno l’opportunità di ascoltare gli avvincenti e tenebrosi racconti di personaggi eterei che vagano per le sale del castello: una cuoca curiosa, attenta custode dei segreti del maniero e dei suoi abitanti, una monaca nostalgica, sofferente vittima di una triste storia d’amore, un giullare arguto, prezioso narratore di enigmatiche storie, e la famosa Dama Bianca che tuttora fa i dispetti a coloro che entrano nei suoi alloggi. Tra sussurri, rumori e bisbigli le stanze del Castello della Manta si animeranno di inquiete presenze per festeggiare le notti più spaventose dell’anno!

 

Al termine del percorso, prodotti in assaggio offerti da Azienda Agricola Biologica Roberta Capannadi Valgrana (CN), produttore di eccellenza della rete Paesi e Paesaggi – Bel Andrè, Bel Anar. L’assaggio è incluso nel costo del biglietto.

                                    

                                                                                              

Le visite guidate, per gruppi di 35 persone, partiranno ogni mezz’ora dalle ore 19 alle ore 22.30 e sono su prenotazione obbligatoria al numero 0175-87822. La manifestazione si svolgerà anche in caso di maltempo.

VACCINI, SAITTA: “NELLA NOSTRA REGIONE I RIFIUTI SONO SOLO IL 2%"

In Piemonte circa il 97% dei nuovi nati si sottopone alla vaccinazione nel primo anno di vita

 

vaccino“Nella nostra Regione è in vigore un Piano regionale di prevenzione vaccinale che, da oltre dieci anni, basa la propria iniziativa sul principio della adesione consapevole alla vaccinazione da parte dei genitori. In Piemonte circa il 97% dei nuovi nati si sottopone alla vaccinazione nel primo anno di vita. Solo il 92% circa accetta invece la vaccinazione contro il morbillo, la parotite e la rosolia proposta all’età di 15 mesi. Se si eliminano i soggetti irreperibili, i ‘rifiuti veri’ (cioè le famiglie che rifiutato in modo convinto e motivato la vaccinazione) sono circa il 2%. Pertanto, se il fenomeno del rifiuto vaccinale è leggermente in crescita anche nella nostra Regione, tuttavia, confrontando i nostri risultati con quelli di altre Regioni, possiamo concludere che l’approccio promozionale degli operatori dei nostri servizi vaccinali ha impedito il radicamento e la crescita nel nostro territorio di movimenti antivaccinali”: è quanto dichiarato dall’assessore regionale alla Sanità Antonio Saitta rispondendo in Aula a un Question time posto dalla consigliera regionale Maria Chiara Chiapello che chiedeva di conoscere la posizione della Giunta regionale in materia di vaccinazioni, a seguito dell’allarme relativo al fenomeno del rifiuto vaccinale.

 

“L’elevato livello di copertura raggiunto nel primo anno di vita è frutto del lavoro di promozione attiva svolto dagli operatori dei servizi vaccinali che sono stati tutti formati nel corso degli anni – ha aggiunto Saitta – Il livello più basso ottenuto dalla vaccinazione antimorbillo indica una particolare diffidenza verso questo specifico vaccino e non verso le vaccinazioni in genere. Le persone diffidenti che rifiutano la vaccinazione rappresentano una minoranza di soggetti generalmente molto informati (anche se in modo distorto), spesso attivamente impegnati nelle campagne di rifiuto delle vaccinazioni e che difficilmente cambiano la propria opinione anche dopo i colloqui con i nostri operatori”. 

La legge di stabilità tenta di assecondare la debole ripresa

Palazzo-chigi

LA GANGALA VERSIONE DI GIUSI /

di Giusi La Ganga

 

Si coglie una qualche attenuazione dell’impegno della lotta all’evasione fiscale e alla riduzione della spesa pubblica improduttiva.  L’aumento del tetto  all’uso di contanti e il sostanziale accantonamento della spending review sembrano essere qualcosa di più di un indizio. D’altra parte il consenso, in tempi di populismo e demagogia, si conquista più facilmente così che con il rigoroso spirito riformatore. Ed è purtroppo comunque meglio questo delle alternative che, a destra come a sinistra, minacciosamente incombono

 

 Era difficile commentare subito la legge di stabilità approvata dal Consiglio dei Ministri, perché per molti giorni è stata ballerina.  Con una procedura, che ha dei precedenti, ma che stavolta è apparsa esageratamente disinvolta, il CdM non ha approvato un testo preciso, ma indirizzi generici, che poi per molti giorni successivi si sono tradotti in norme più precise, ma cangianti.  Ora che la pallina della roulette sembra si sia fermata, si può azzardare qualche commento, anche se di qui all’approvazione parlamentare cambierà ancora parecchio.

 

  Partiamo da una cosa positiva: l’impostazione generale della manovra è leggermente espansiva, per assecondare gli ancora deboli segni di ripresa dell’economia. Non so come finirà il braccio di ferro con l’Unione Europea, ma il tentativo di superare i vincoli stretti imposti va considerato positivo. Così come l’indirizzo generale, reclamizzato assai più che concretamente praticato, di una riduzione della pressione fiscale.  In sostanza la riduzione si limita alla tassazione sulla casa. E’ discutibile partire dalla tassazione sul patrimonio anziché da quella sul reddito, ma tant’è: meglio questo che niente.

 

Le altre riduzioni sono in realtà mancati aumenti (le famose clausole di salvaguardia, che avrebbero dovuto far aumentare di due punti l’IVA) e quindi non percepibili dal cittadino. Bene anche qualche segnale di sostegno alla spesa sociale, anche se, appena possibile, sarebbe opportuno pensare ad un ridisegno globale e, perché no, affrontare la questione di un reddito minimo garantito, collegato a politiche che organizzino il reimpiego dei disoccupati.

 

  Naturalmente molto dipenderà da come concretamente si svilupperà, al di là delle norme, l’azione di governo. Se, ad esempio, il gettito dei soppressi tributi sulla casa sarà compensato da trasferimenti di entità e con tempi identici, i comuni non subiranno contraccolpi, altrimenti l’impatto sarà fortemente negativo. Ed a poco vale il proclama per cui gli enti locali non potranno aumentare le tasse. Alcune aumenteranno lo stesso, perché sono corrispettivi di servizi (tassa rifiuti, p.e.) ovvero, ineluttabilmente, qualche servizio dovrà essere ridimensionato. Speriamo che non finisca così.

 

   Segnalo inoltre una questione poco chiara.  L’odiato canone Rai è stato leggermente ridotto, ma renderà 500 milioni in più, perché riscosso insieme alla bolletta elettrica.  Il maggior gettito andrà, non so con quanta legittimità, allo Stato e non alla Rai. Un canone infatti corrisponde ad un servizio reso, altrimenti diventa una banalissima sovrattassa.  A questo punto non sarebbe stato meglio abolire il canone, sostituendolo con un moderno tributo sull’uso dell’etere per le telecomunicazioni?  Idea che gira in Parlamento da una trentina d’anni.

 

   Infine mi pare di cogliere una qualche attenuazione dell’impegno della lotta all’evasione fiscale e alla riduzione della spesa pubblica improduttiva.  L’aumento del tetto  all’uso di contanti e il sostanziale accantonamento della spending review sembrano essere qualcosa di più di un indizio. D’altra parte il consenso, in tempi di populismo e demagogia, si conquista più facilmente così che con il rigoroso spirito riformatore. Ed è purtroppo comunque meglio questo delle alternative che, a destra come a sinistra, minacciosamente incombono.

7° SALONE GAMMADONNA: “COME CAMBIA L’ITALIA?

 gammadonna

#TiriamoLeSomme” Presentazione del 7° Salone Nazionale dell’imprenditoria Femminile e Giovanile

 

L’evento è promosso dall’Associazione unitamente alla Camera di commercio di Torino e al suo Comitato dell’Imprenditoria Femminile viene presentato giovedì 29 ottobre, alle ore 10  presso la Sala Giunta di Palazzo Birago, Camera di commercio di Torino Via Carlo Alberto 16. Interverranno: • Andrea Talaia – Vice Presidente della Camera di commercio di Torino • Cristina Balbo – Direttore Regionale Piemonte, Valle d’Aosta e Liguria Intesa Sanpaolo • Silvana Neri – Presidente Comitato IF della Camera di commercio di Torino • Mario Parenti – Presidente Associazione GammaDonna Nell’occasione saranno presentati i più recenti dati sull’imprenditoria femminile in Italia e in Piemonte e le 5 storie d’impresa che riceveranno il riconoscimento Giuliana Bertin Creativity Award . Il Salone Nazionale GammaDonna, nato a Torino nel 2004 e giunto alla 7° edizione, si è affermato negli anni come la più importante manifestazione nazionale su queste tematiche. Per gli alti contenuti e finalità ha ottenuto la speciale medaglia di riconoscimento da parte del Presidente della Repubblica. La Regione Piemonte e il Comune di Torino lo hanno sostenuto fin dalla sua nascita, insieme ai principali Ministeri. Valentina Communication, Agenzia con oltre 30 anni di esperienza nella comunicazione, ne è l’ideatrice e l’organizzatrice.

Il Patto per il sociale 2015-2017

Costruire le condizioni per affrontare il disagio che attraversa la comunità piemontese

 

REGIONE PALAZZO“Il Patto per il sociale 2015-2017. Un percorso politico partecipato”, approvato il 19 ottobre dalla Giunta regionale, vuole costruire le condizioni per affrontare il disagio che attraversa la comunità piemontese e rappresenta il risultato di un attento lavoro di ascolto e confronto con le realtà rappresentative di questo mondo, quali Comuni, Province, enti gestori, sindacati, Forum del terzo settore e cooperative.

 

“Il Patto – chiarisce l’assessore alle Politiche sociali, alla Famiglia e alla Casa, Augusto Ferrari – vuole essere innanzitutto un processo per attivare una dinamica partecipativa capace di coinvolgere una pluralità di attori territoriali in una logica di reciprocità e corresponsabilità, e costruire le condizioni più adeguate per affrontare il disagio che avvertono le nostre comunità, nella consapevolezza che non rappresenta qualcosa di residuale, né un’appendice della vita sociale, ma un fenomeno multiforme che, strutturalmente, accompagna e caratterizza la loro vicenda storica e umana. La Regione, proprio in coerenza con la sua funzione programmatoria e legislativa, avverte fortemente il compito di agevolare il processo di partecipazione e creare le condizioni normative ed organizzative affinché gli obiettivi, individuati come prioritari, vengano effettivamente perseguiti attraverso interventi strutturati e coerenti. La cooperazione tra attori diversi, per storia e funzione, rappresenta la strada maestra per aprire una nuova stagione del nostro sistema di welfare ed è, nel contempo, la modalità più virtuosa per riscoprire il senso profondo del legame sociale”.

 

Tre sono gli assi strategici che compongono il Patto:

 

* l’integrazione sociosanitaria, per la la ricostruzione di un sistema che si articoli in maniera omogenea e dia certezze ai servizi ed alle risorse tramite l’istituzione di una cabina di regia che si occuperà di servizi domiciliari, semiresidenziali e residenziali per persone anziane, disabili, minori e pazienti psichiatrici, servizi sanitari di continuità assistenziale, interventi di carattere sociale, sistemi e flussi informativi su questi ambiti;

* l’inclusione sociale ed il contrasto alle diverse forme di povertà, da ottenere con l’integrazione di linee di intervento come il sostegno al reddito, l’accompagnamento al reiserimento socio-lavorativo, il diritto all’abitare, il sostegno alimentare;

* il sostegno alle responsabilità genitoriali e la prevenzione del disagio minorile, da ottenere potenziando e promuovendo i Centri per le famiglie, integrati con i servizi alla prima infanzia e costruiti come luoghi aperti di partecipazione diretta per intercettare nuovi bisogni e diffondere una cultura e una prassi della prevenzione di disagi che, soprattutto durante l’infanzia e l’adolescenza, possono diventare esplosivi e richiedere, poi, interventi traumatici.

 

foto: il Torinese – redazione -www.regione.piemonte.it

Addio serrande abbassate per crisi: più negozi in uno e meno spese con il coworking

vetrine15

saldi1platti lavoriPrima della delibera che verrà approvata in questi giorni, due negozi non potevano coesistere nello stesso locale in quanto considerati supermercato.  Ora per i quasi 18 mila i locali sotto i 250 metri potrebbero aprirsi nuove prospettive

 

Il caro affitti che ha desertificato buona parte della zona di piazza Cln, dove negozi storici hanno chiuso la serranda perché non potevano più permettersi di pagare cifre salatissime, potrebbe trovare una soluzione. Ora, grazie ad una delibera comunale, infatti, più commercianti potranno “coabitare” in un unico negozio. Prima di oggi, sotto la Mole, ad ogni numero civico poteva corrispondere una sola partita Iva. L’assessore al Commercio Domenico Mangone ha voluto dare una svolta.  

 

«Diamo la possibilità di far nascere dei coworking aziendali tra imprenditori – dichiara Mangone alla Stampa – per far sì che chi dispone di spazi in esubero accolga altri colleghi dentro il suo negozio. E per consentire al nuovo imprenditore di avviare un’attività senza accollarsi grandi costi”. Il sistema del coworking sarà applicabile solo ai locali commerciali fino a 250 metri quadri. Oltre tale soglia entrano in vigore vincoli commerciali che riguardano garanzie da offrire al Comune. Comunque potrebbe già essere un sollievo per i negozianti in difficoltà, potersi accordare con altri colleghi sulla divisione degli spazi e delle spese. Basta ovviamente rispettare tutte le regole amministrative, e soprattutto le norme igienico – sanitarie in caso di attività commerciale alimentare.Già fanno tendenza locali che ospitano caffè, gastronomia e panetteria: da domani potremmo vedere insieme anche altre categorie commerciali.

 

Prima della delibera che verrà approvata in questi giorni, due negozi non potevano coesistere nello stesso locale in quanto  considerati supermercato.  Ora per i quasi 18 mila i locali sotto i 250 metri potrebbero aprirsi nuove prospettive.  

 

(Foto: il Torinese)

Equilibrio di genere nelle Regioni, l'odg di Laus

I presidenti  intendono “farsi parte attiva perché ciascun Consiglio approvi i necessari provvedimenti legislativi in materia elettorale per sancire il principio di parità, se ancora non recepito”

 

consiglio lascarisAssicurare l’equilibrio di genere nelle leggi elettorali regionali: è questo l’obiettivo di un ordine del giorno, proposto dal presidente Mauro Laus, approvato dall’Assemblea plenaria della Conferenza dei presidenti dei Consigli regionali, che si è svolta a Milano il 22 ottobre. Oltre al Coordinatore, presidente Franco Iacop (Friuli Venezia Giulia), e al presidente del Consiglio lombardo Raffaele Cattaneo, erano presenti i presidenti Piero Lacorazza (Basilicata), Nicola Irto (Calabria), Simonetta Saliera (Emilia-Romagna), Francesco Bruzzone (Liguria), Antonio Mastrovincenzo (Marche), Vincenzo Niro (Molise), Mauro Laus (Piemonte), Giovanni Ardizzone (Sicilia), Donatella Porzi (Umbria), Marco Vierin (Valle d’Aosta), i vicepresidenti Roberto Bizzo (Bolzano) e Giuseppe Longo (Puglia).

 

 “All’approvazione della proposta di legge nazionale, oggi all’esame della  Camera – spiega Laus   nelle nostre Regioni nessun intervento legislativo in materia elettorale potrà prescindere dalla parità di genere. Ma resterà la zona grigia dell’immobilismo. Nessun obbligo sarà previsto infatti per quelle assemblee che non intendano modificare le norme vigenti nel loro territorio ed è proprio qui che si inserisce il dispositivo del mio ordine del giorno. Con il via libera all’atto di indirizzo la Conferenza ha inteso spronare le Regioni ad attestarsi spontaneamente sui migliori standard in materia di parità e tra queste il Piemonte da troppo attende un’iniziativa di legge”.

 

 Il documento proposto da Laus punta infatti a garantire l’equilibrio di genere nei Consigli regionali, anche in vista del fatto che è in discussione in Parlamento un disegno di legge, giunto ormai a fine corsa, sui principi fondamentali da recepire nelle leggi elettorali delle Regioni.

Condividendo “il principio sotteso alla proposta parlamentare di incentivare gli strumenti atti a permettere alle donne e agli uomini le stesse opportunità di accesso alle competizioni elettorali a livello regionale”, sulla base dell’ordine del giorno i presidenti  intendono “farsi parte attiva perché ciascun Consiglio approvi i necessari provvedimenti legislativi in materia elettorale per sancire il principio di parità, se ancora non recepito”.

 

Il testo del documento:

 

 ORDINE DEL GIORNO MISURE PER EQUILIBRIO DI GENERE NEI CONSIGLI REGIONALI

 

 I Presidenti delle Assemblee legislative delle Regioni e delle Province autonome, riuniti in Assemblea plenaria a Milano il 22 ottobre 2015

 CONSIDERATO CHE

–           il momento storico attuale è cantiere di grandi cambiamenti istituzionali per il Paese e per il nostro sistema di democrazia rappresentativa;

–           espressione di una democrazia pienamente compiuta è certamente una presenza femminile nelle Istituzioni tale da permettere una rappresentanza equilibrata dei sessi ed una pari opportunità per donne e uomini di essere protagonisti nelle scelte sociali e politiche decisive per la collettività;

–           l’impegno riformatore di questa fase storica può animare le migliori energie della politica, della società civile e dell’economia e permettere alle Istituzioni di selezionare le classi dirigenti ampliando il bacino di concorrenza con le risorse, competenze e abilità detenute dalla parte femminile e maggioritaria della popolazione;

–           la sfida comune da parte delle assemblee legislative regionali è stata accolta già a seguito delle elezioni regionali del 2010 con il Forum nazionale delle Elette conclusosi con l’impegno di trasformare l’esito del dibattito in interventi comuni da portare avanti nei Consigli regionali;

–           molte Regioni hanno modificato le discipline elettorali e previsto meccanismi di incentivazione e, in questo modo, la presenza femminile nelle assemblee legislative regionali è passata dal 12% nel 2010 al 17,5% nel 2015;

–           il tendenziale processo di rafforzamento della presenza femminile nelle assemblee legislative – ma non ancora vicino all’equilibrio di genere – seppur connesso ad una pluralità di fattori da considerare a seconda dei contesti in cui operano, non può prescindere da strumenti anche elettorali capaci di rimuovere gli ostacoli che impediscono la pari effettività tra donne e uomini nell’accesso alle cariche elettive.

 TENUTO CONTO CHE

–           la Costituzione affida alla Repubblica il compito di promuovere la pari opportunità tra donne e uomini ed alle leggi regionali il compito di promuovere «la parità di accesso tra donne e uomini alle cariche elettive» e rimuovere «ogni ostacolo che impedisce la piena parità delle donne e degli uomini nella vita sociale, culturale ed economica»;

–           tutte le Regioni hanno inserito disposizioni statutarie di principio e specifiche previsioni normative nelle leggi elettorali tesi alla promozione dell’equilibrio di genere;

–           passi avanti in tale direzione sono stati fatti negli ultimi tempi dalla legge 23 novembre 2012, n. 215, che inserisce tra i principi fondamentali che devono ispirare le legge elettorali regionali anche la «promozione della parità tra donne e uomini nell’accesso alle cariche elettive attraverso la predisposizione di misure che permettano di incentivare l’accesso del genere sottorappresentato alle cariche elettive»;

–           nell’ultima legislatura la legge 65/2014 di modifica del sistema elettorale per il rinnovo del Parlamento europeo, la legge 52/2015 sul nuovo sistema elettorale della Camera dei deputati e la legge 149/2013 di abolizione del finanziamento pubblico ai partiti hanno introdotto nuove disposizioni volte a garantire l’effettività di una competizione equilibrata tra donne e uomini a livello nazionale ed europeo.

 VISTE

–           le proposte di legge all’esame del Parlamento su più stringenti princìpi fondamentali dettati dalla legge 165/2004;

–           la proposta di legge di riforma costituzionale all’esame del Parlamento che  modifica l’articolo 122, primo comma, della Costituzione, affidando in modo esplicito alla legge statale la determinazione dei principi fondamentali per promuovere l’equilibrio tra donne e uomini nella rappresentanza.

 

RITENUTO

–           che nel rispetto delle competenze dello Stato, le Regioni concorrono con tutti gli enti costitutivi della Repubblica alla realizzazione della democrazia paritaria e allo sviluppo di un sistema ispirato ai principi della eguaglianza sostanziale e delle pari opportunità;

–           che nell’assetto costituzionale la parità di accesso alle cariche elettive è un principio assolutamente meritevole di tutela e deve essere promosso e garantito da parte del legislatore statale e regionale;

–           che nell’accesso alle proprie cariche elettive le Regioni sono chiamate a creare le condizioni per la realizzazione di una effettiva parità di occasioni per donne e uomini, implementando le doverose azioni volte a realizzare una democrazia sostanzialmente paritaria;

–           che la scelta del sistema elettorale regionale consente al legislatore anche la scelta tra i vari e diversificati mezzi rivolti al riequilibrio e al raggiungimento dell’eguaglianza sostanziale, fermo restando che il risultato finale debba essere effetto delle libere scelte degli elettori, a cui la legge offre strumenti utilizzabili a loro discrezione (Corte cost. sentenza n. 4/2010).

 RILEVATO

–           che le leggi elettorali regionali che sono state approvate hanno disposto meccanismi volti alla promozione delle pari opportunità con diversi livelli di intensità;

–           che la parità di accesso tra donne e uomini alle cariche elettive costituisce innanzitutto una questione di civiltà giuridica e sociale e, conseguentemente, dovrebbe essere superfluo o ridondante inserire in legge il principio dell’equilibrio di genere

 CONDIVIDONO

il principio sotteso alla proposta parlamentare di incentivare gli strumenti atti a permettere alle donne e agli uomini le stesse opportunità di accesso alle competizioni elettorali a livello regionale;

 RITENGONO

conformemente alle competenze legislative che la Costituzione vigente attribuisce, di farsi parte attiva perché ciascun Consiglio regionale approvi i necessari provvedimenti legislativi in materia elettorale per sancire il principio di parità, se ancora non recepito.

Next to Normal, la prima al Superga

 Lo spettacolo non è tratto da alcun libro o film di successo: è una drammaturgia pensata e scritta per il teatro

 

superga teatroLa nuova direzione artistica del Teatro Superga di Nichelino, Alessio e Fabio Boasi per Reverse e Claudia Spoto, direzione del Teatro Colosseo, per inaugurare la stagione teatrale 2015/’16 ha fortemente voluto il musical “Next to Normal” in scena il 30 e il 31 ottobre, emblema del cambiamento di rotta della direzione artistica verso linguaggi teatrali innovativi. Le tre repliche di “Next to Normal” a Nichelino rappresentano il debutto del tour nazionale del musical, prodotto dalla Scuola di Teatro Musicale di Novara in collaborazione con la Compagnia della Rancia, uniche date nel 2015 dello spettacolo, nato in Piemonte, che, dopo un’anteprima a marzo per gli addetti ai lavori al Teatro Coccia di Novara, sceglie il Teatro Superga per un debutto che lo vedrà nel 2016 in sole altre tre grandi città italiane. Un Musical rivoluzionario nel panorama del Teatro Musicale italiano, in quanto presenta diverse peculiarità nelle tematiche affrontate, un punto di rottura che rende “Next to Normal” un prodotto teatrale innovativo, con caratteristiche distanti dalla tradizione italiana del genere.

 

La forza dirompente di “Next to Normal”, moderna e innovativa è subito chiara quando – dopo ben 11 nomination – vince 3 premi ai Tonysuperga teatro 2 AwardsTM 2009. Nel 2010 vince anche il Premio Pulitzer, diventando così l’ottavo spettacolo musicale della storia a ricevere un premio tanto prestigioso. “Next to Normal” nasce nel 1998 come un workshop di 10 minuti dal titolo Feeling Electric; dieci anni dopo, il passo tra la prima rappresentazione Off e la consacrazione a Broadway è breve: lo spettacolo debutta al Booth Theatre nella primavera del 2009. “Next to Normal” accompagna gli spettatori nei meandri della mente umana: una tipica famiglia americana, in cui, a guardar bene, non c’è proprio nulla di normale. Tra un filo sottile di ironia e imprevedibili colpi di scena si fanno largo, con spiazzante modernità, temi che non ci aspetteremmo di trovare in uno spettacolo musicale “tradizionale”: disturbo bipolare, allucinazioni, elettroshock, psicofarmaci, lutti, suicidi – i cui effetti ricadono sulla vita quotidiana di genitori e figli – e il tentativo disperato di vivere una vita “quasi normale”, nonostante tutto. I personaggi di “Next to Normal” – la famiglia Goodman, composta da una madre, un padre, due figli adolescenti, più gli psichiatri e il giovane Henry – si cimentano con la potente teatralità di una partitura musicale pluripremiata, esprimendo un’infinita gamma di sfumature emotive. “Next to Normal” non è tratto da alcun libro o film di successo: è una drammaturgia pensata e scritta per il teatro.

 

 

Venerdì ore 21:00 – sabato doppia replica ore 16:30 e ore 21:00

PRIMA NAZIONALE

 

musica Tom Kitt – liriche e libretto Brian Yorkey

liriche italiane Andrea Ascari

adattamento e regia Marco Iacomelli – supervisione artistica Saverio Marconi

produzione STM in collaborazione con Compagnia della Rancia

interpreti: Francesca Taverni (Diana), Antonello Angiolillo (Dan), Luca Giacomelli Ferrarini (Gabe), Laura Adriani (Natalie), Renato Crudo (Henry), Brian Boccuni (Dr. Madden)

 

 

Informazioni e prevendite biglietti: Teatro Superga, Via Superga 44 – Nichelino (To)

Nuovo orario di biglietteria: dal martedì al sabato dalle ore 15 alle ore19 biglietteria@teatrosuperga.it | 011.6279789

Acquisto online su www.teatrosuperga.it e prevendite abituali del Circuito Ticketone

 

 

“In un momento in cui l’arte del teatro è in profonda mutazione e sta riacquistando anche la parola perduta, questo spettacolo di parole e musica, ma che non è un musical, di azione e pensiero, di commedia e dramma, si pone al crocevia di un vasto quadro di linguaggi espressivi mescolati che danno alla fine un brillantissimo risultato sotto il profilo drammaturgico, scenografico, musicale, attoriale e guardando al pubblico giovane. Infatti Next to normal appartiene al Futuro della scena ma tenendo presenti le virtù di un Grande Passato.”

 

Maurizio Porro

 

 

NOTE DI REGIA

 

È lunedì sera, e anche a New York sono pochi i teatri aperti. Per tutta la settimana ho assistito ai più grandi successi tradizionali in scena a Broadway, ma non voglio rinunciare alla mia ultima serata a Manhattan. Così, passeggiando con l’amico che mi ha accompagnato in questo viaggio, ci imbattiamo nel teatro che ospita un famoso titolo, che avevo già visto a Londra anni prima, e che, nonostante sia lunedì, è aperto per la recita. Di fronte a questo teatro, però, ce n’è un altro, anch’esso aperto.Lo spettacolo mi è completamente nuovo: i manifesti hanno un gusto contemporaneo, il tratto grafico è pulito ed efficace. Il cartellone annuncia che il libretto ha vinto il Pulitzer e la partitura un Tony Award. Non resisto: punto sul titolo sconosciuto e così diverso dagli altri. Esco da quel teatro due ore più tardi, dopo aver riso, e pianto, e di nuovo riso, e di nuovo pianto, consapevole di aver visto qualcosa che, prima di allora, non esisteva.“Next to Normal” è una rivoluzione nel mondo del teatro musicale.È teatro come ce l’ha raccontato Tennessee Williams, scosso da arguta ironia, con la forza di una partitura musicale straordinaria e vicina anche al gusto del pubblico più giovane. Mettere in scena “Next to Normal” non è soltanto rappresentare uno spettacolo, ma fornire una chiave di lettura del reale, partendo da un’esperienza teatrale. L’allestimento di questo straordinario racconto permette al pubblico italiano di apprendere una nuova via del medium teatrale musicale: è la prova che questo genere può affrontare tutti i temi, ed essere un efficace strumento di discussione e di riflessione sulla società contemporanea.

 

Marco Iacomelli

 

In Piemonte buco da 6 miliardi: il governo dimentica di varare il decreto salva – Regione

Chiamparino: “il provvedimento ci avrebbe permesso di affrontare parzialmente il problema. Ora rischiamo di avere problemi per l’assestamento”

 

REGIONE PALAZZOTra rimpalli di responsabilità fra la Giunta precedente di Roberto Cota e quella attuale di Sergio Chiamparino, il disavanzo della Regione Piemonte è a quota 5,8 miliardi. Un dato ufficiale, lo ha certificato la Corte dei Conti nella seduta per la parifica del bilancio 2014. Alla Regione sono stati mossi numerosi rilievi, ma Chiamparino non rinuncia a lanciare una frecciata nei confronti del Governo, che non ha varato in tempo un decreto salva Regione. “Ovvio che andasse  così, dato che  il governo non ha varato il decreto come invece avevamo concordato col ministero dell’Economia e che ci avrebbe permesso di affrontare parzialmente il problema. Ora rischiamo di avere problemi per l’assestamento”.

 

In questo senso arriva anche l’appello del deputato Pd Andrea Giorgis: “Il Governo anticipi in un decreto le disposizioni, concordate con il Presidente Chiamparino, per risolvere le incertezze interpretative del decreto sblocca crediti,  in modo da consentire al Piemonte di predisporre un piano di rientro praticabile (e così rimediare agli errori della precedente amministrazione Cota). Si tratterebbe peraltro di un decreto a costo zero che avrebbe come principale effetto quello di consentire all’amministrazione piemontese di proseguire nell’opera di risanamento”.

 

All’attacco le opposizioni. Ironico Maurizio Marrone, capogruppo di Fratelli d’Italia a Palazzo Lascaris: “Da una parte un tele-Governo concentrato politicamente solo a sopire i dissidi interni alla maggioranza con un premier Renzi abituato a vedere il Piemonte unicamente come sfondo per i suoi selfie, dall’altra un Sergio Chiamparino che da Presidente delle Regioni italiane sta consentendo un’umiliazione potenzialmente fatale per la nostra … Con questo centrosinistra di dilettanti allo sbaraglio sempre pronti a mettersi in cattedra il Piemonte rischia di trovarsi sommerso da miliardi di debiti che sarebbero stati alleggeriti con la vera applicazione del decreto sblocca-crediti! Non è solo colpa di Roma, ricordiamo come la Giunta Chiamparino stia accumulando ritardi assurdi sul l’attivazione dei bandi per i fondi strutturali europei, errore strategico che rischia di appesantire ulteriormente l’assestamento di bilancio su voci come il sostegno all’impresa ed il welfare!”.

 

Matteo Renzi provvederà a varare il decreto. Ma non sarebbe stato meglio coordinarsi in anticipo ed evitare questo pasticcio?

 

IL COMUNICATO DEL CONSIGLIO REGIONALE

Comunicazione del vicepresidente Reschigna sul giudizio di parifica della Corte dei Conti

 

“Il provvedimento annunciato dal Governo ci metterebbe nella condizione di gestire la situazione dopo il giudizio di parifica della Corte dei Conti”.

 

Così si è espresso il vicepresidente della Giunta regionale, Aldo Reschigna, nel corso della comunicazione sul giudizio della Corte, chiesta dalle opposizioni, tenutasi in apertura di seduta il 21 ottobre.Si tratta dei 5,8 miliardi accertati dai giudici della Corte dei conti nell’udienza del 20 ottobre riguardante la parifica del bilancio 2014 in gran parte derivanti dal complesso delle anticipazioni previste dal Dl 35/2013 per pagare i debiti dei fornitori. L’eventuale provvedimento governativo (secondo una bozza concordata con la Conferenza delle Regioni) risolverebbe la situazione concernente gli oltre 3 miliardi erogati per il 2013 e il 2014. Considerando, oltre a questo, i 969 milioni di euro di fondi perenti già pagati nel 2015 e ulteriori voci, l’impegno per i prossimi anni della Regione scenderebbe attorno a 1,6 miliardi, con un costo che dovrebbe assestarsi sui 230 milioni annui.

La sentenze della Corte costituzionale e della Corte dei Conti hanno di volta in volta interpretato la situazione derivate dall’utilizzo da parte delle Regioni italiane dei fondi messi a disposizione dal Dl 35/2013.

 

 “La Regione ha pedissequamente applicato l’articolo 3 del Dl 35/2013 – ha spiegato il vicepresidente Reschigna. Abbiamo e stiamo solo chiedendo al Governo di poter lavorare in una situazione di certezza per rimettere a posto i conti nei prossimi anni, un compito arduo ma possibile in questi termini. Non abbiamo chiesto nessuna elargizione al governo ma solo di risolvere la condizione di incertezza. Tutte le risorse ottenute sia nel passato che nel presente sono solo state utilizzate esclusivamente per il risanamento dei conti”.

 

Il presidente del gruppo consiliare di Forza Italia, Gilberto Pichetto, è intervenuto per sottolineare la complessità della situazione, nella quale “tutte le Regioni hanno usato gli stessi criteri. Siamo stati e saremo a fianco dell’Esecutivo regionale per chiedere al Governo il provvedimento promesso”.

 

“L’interpretazione data dalle Regioni del Dl 35/2013 è forse un po’ più larga del dovuto – ha affermato Davide Bono (M5S). Ci preoccupa che questa manovra possa essere vista a livello europeo come un aggiramento dello sforamento del pareggio di bilancio”.

 

AB