Il Consorzio Alta Langa dedica a Torino gli scatti del progetto di comunicazione invernale
Per il suo servizio fotografico invernale, il Consorzio Alta Langa ha scelto Torino: le inconfondibili atmosfere del capoluogo sabaudo, le piazze, le strade e le eleganti architetture, i bei portici, i palazzi storici, la collina che abbraccia sinuosa il corso del Po e il fascino dell’arco alpino, con le cime innevate sullo sfondo, sono protagonisti degli scatti che il Consorzio ha realizzato in questi giorni.
Ognuna delle fotografie del progetto – circa 40 in totale, 14 delle quali sono state già pubblicate sui profili Facebook e Instagram del Consorzio (@altalangadocg) – rappresenta un angolo iconico della città ed è dedicata a uno specifico produttore e a una sua cuvée di Alta Langa; altre fotografie sono riservate invece all’etichetta istituzionale del Consorzio.
La pubblicazione degli scatti nelle pagine social proseguirà giorno dopo giorno; al termine, tutte le foto saranno raggruppate in una gallery sul sito istituzionale (www.altalangadocg.com), nutrendo e rafforzando quel sentimento di “Orgoglio Piemontese” che ancora oggi, come nei primi anni di vita del Consorzio, ispira e identifica le bollicine di Alta Langa.
ALTA LANGA DOCG – L’Alta Langa Docg è il metodo classico tradizionale del Piemonte. Una denominazione con una storia molto lunga: fu il primo metodo classico a essere prodotto in Italia, fin dalla metà dell’Ottocento, nelle “Cattedrali Sotterranee” oggi riconosciute Patrimonio dell’Umanità Unesco.
È fatto di uve Pinot Nero e Chardonnay, in purezza o insieme in percentuale variabile; può essere bianco o rosé, brut o pas dosé e ha lunghissimi tempi di affinamento sui lieviti, come prevede il severo disciplinare: almeno 30 mesi.
L’Alta Langa è esclusivamente millesimato, riporta cioè sempre in etichetta l’anno della vendemmia.
La scienza dovrà dimostrare ai suoi detrattori di essere in grado di contribuire ad aiutare e proteggere la razza umana, senza pretendere però di assurgere a unico Dio salvifico,
Esce ufficialmente Cantine d’Italia 2021, la Guida per l’Enoturista a cura di Go Wine. Come ogni anno mantiene come periodo di uscita il mese di dicembre.
Un nome che non passa inosservato e che soprattutto rende in qualche modo omaggio al bellissimo palazzo dell’800 in cui è nato. Il Garamond (luogotenente dei dragoni di Napoleone) infatti, nasce all’interno di quello che una volta era la scuderia del reggimento dei dragoni Piemontesi ed è in questa perfetta ambientazione storica che lo Chef Santino, siciliano di nascita (e nel cuore), mette a nostra disposizione le sue qualità in un perfetto mix di tradizione sicula e sabauda.
Le piccole entrée riescono già a confermare le previsioni, tartine finger food prendono spazio sul tavolo, un misto di mare e terra con un insolito prosciutto d’anatra che ha stuzzicato il palato e incuriosito lo stomaco! Il pane di lievito madre accompagnato dall’olio d’oliva artigianale ha rubato il cuore nella semplice genuinità.
spolverata in piccola quantità a bordo piatto, una chicca, a mio avviso, per nulla scontata!
Un ristorante questo di cui non ci si dimentica facilmente, attuale e moderno, che anche in tempi non facili come questi, riesce a mettersi in gioco grazie alle mille risorse dello chef e dei suoi collaboratori, riuscendo a portare anche dentro le nostre case tutto il suo sapere e la sua passione!