LIFESTYLE- Pagina 379

Il Gran Carnevale di Carmagnola 2020

Al via il Gran Carnevale di Carmagnola 2020: l’investitura di Re Peperone e della Bela Povronera, il Gran Galà Retrò, la sfilata dei carri e la grande veglia.

Dal 19 al 25 febbraio 2020 a Carmagnola (TO)

www.comune.carmagnola.to.it 

Tutti gli eventi sono gratuiti

 Tanti gli eventi in programma, con l’investitura di Re Peperone e della Bela Povronera alla quale parteciperanno oltre 200 figuranti, il Gran Galà Retrò con musica e balli anni ’50-’70, magia e animazioni, baby dance e truccabimbi per bambini e ragazzi e la chiusura con la sfilata di carri allegorici e la grande veglia danzante.

Anche quest’anno la Proloco e il Comune di Carmagnola propongono un ricco cartellone di eventi per festeggiare il Carnevale, tutti ad fruizione gratuita.

Da mercoledì 19 a martedì 25 febbraio sono in programma tanti appuntamenti per grandi e piccini.

 

19 febbraio: Il Re Peperone e la Bela Povronera

Si comincia mercoledì 19 febbraio alle 21:00 presso il Salone Antichi Bastioni con la tradizionale cerimonia di investitura di Re Peperone e della Bela Povronera, alias Lorenzo Piana e Karin Borga, con la presentazione della popolare artista Sonia De Castelli.

Un evento che si svolge da tantissimi anni e nel quale il Sindaco Ivana Gaveglio consegnerà alle maschere cittadine le chiavi della città.

La tradizionale ricorrenza, alla quale parteciperanno oltre 50 paesi con più di 200 figuranti, quest’anno riveste un significato particolare per il fatto che Loreno Piana festeggia  il suo 30° anniversario nei panni di Re Peperone.

 

22 febbraio: il Gran Galà Retrò

Sabato 22 febbraio alle 20:30 sempre presso i Bastioni, prenderà il via il Gran Galà Retrò, evento clou di questa edizione del carnevale carmagnolese.

Sulle note della Società Filarmonica di Carmagnola, il Galà sarà dedicato agli anni ‘50-’70 e tutti sono invitati a partecipare con un abbigliamento a tema per ballare sulle musiche della Carneval Band della Filarmonica carmagnolese.

Durante la serata verrà premiato il costume più bello e più fedele al tema con una smart box contenente un weekend per due persone.

La serata sarà allietata anche da pillole di magia e animazione per ragazzi dai 3 ai 10 anni a cura de La Tana dei Monelli.

 

23 febbraio: baby dance, truccabimbi e Nutella Party

Domenica 23 febbraio i bambini saranno i protagonisti della giornata.

Dalle 15:30 presso gli Antichi Bastioni, baby dance con Madame Zorà, truccabimbi a cura della Croce Rossa Italiana Volontari del Soccorso e Nutella Party a cura della Pro Loco.

 

25 febbraio: Sfilata dei carri allegorici e Grande Veglia Danzante 

Si chiude in bellezza martedì 25 febbraio con due appuntamenti: alle ore 15, la grande sfilata dei carri allegorici con Re Peperone e la Bela Povronera.

Il percorso sarà il seguente: Piazza Olimpiadi, Via Roma, Viale Barbaroux, Via Alberti, Via Roccati, Via Roma, Piazza Olimpiadi.

Alle 21, agli Antichi Bastioni, la Grande Veglia Danzante chiuderà i festeggiamenti con l’Orchestra I Roeri.

Adolfo Kind, il padre dello “Ski” in Italia

Il nome Adolfo Kind forse non vi dirà molto, ma la passione per lo Sci in Italia la dobbiamo interamente a questo brillante imprenditore svizzero.

 

Adolfo Kind
Adolfo Kind

Grande amante della montagna, Adolfo Kind fondò il primo club italiano di sci a Torino ed è per questo considerato “il Pioniere dello Ski” nel Belpaese.

Era il lontano 1896, quando Adolfo Kind, ingegnere svizzero del canton Grigioni trapiantato a Torino , ricevette dalla Norvegia due paia di “strani” assi di frassino.

Erano i cosiddetti “Ski“, come erano chiamati nel Nord Europa, più simili a dei “pattini da neve“, già sperimentati con successo a Monaco ed a Grenoble dal 1891.

Entusiasta di questi nuovi attrezzi, l’ingegnere fece rapidamente proseliti tra i suoi amici industriali a Torino.

 

 

I primi “tests” di Kind (1896-1901)

Adolfo Kind
Villa Kind – Via Monti, 48

I primi collaudi degli ski si tennero al Parco del Valentino, a poca distanza dall’abitazione di Kind, lo Chalet in stile nordico ancora oggi visibile in via Monti, 48 (1904).

Confortati dai primi successi, Kind e i suoi pard scelsero presto nuove location alpine per sviluppare l’attrezzatura al meglio.

Teatro della prima discesa sugli Sci avvenuta in Italia – pochi lo sapranno – fu Giaveno.

 

Nel 1898, Kind vi salì in tram, e da lì raggiunse la vetta del Monte Cugno dell’Alpet (2.072 metri), passando per la località Prà Fieul, accanto a Punta Aquila, una delle stazioni sciistiche preferite dai torinesi, per la vicinanza al capoluogo, nel Novecento.

L’anno seguente, venne scelto il monte Tomba, sopra il lago del Moncenisio.

Adolfo Kind
Monte Cugno dell’Alpet

 

Lo Ski Club Torino, il n°1 in Italia (1901)

Nel 1901, Adolfo Kind e i suoi amici fondarono lo Ski Club Torino, forte del supporto del CAI (Club Alpino Italiano).

Primissimo in Italia, il Club aveva uno statuto preciso: fornire alle persone amanti della montagna “allenamento nel pattinaggio e nelle escursioni sciistiche””.

 

Sauze d’Oulx, il primo centro sciistico italiano (1906-1909)

Adolfo Kind
Capanna Kind – Sportinia

Nel 1906, lo Ski Club inaugurò a Sauze d’Oulx, piccolo comune dell’alta Valsusa, la prima stazione sciistica italiana.

Le prime lezioni di sci furono tenute dal norvegese Harald Smith, leggenda sciistica dell’epoca, che si era trasferito in Italia. Il popolare Campo Smith, culla dello sci a Bardonecchia, prese appunto il suo nome.

A Sportinia, sopra Sauze d’Oulx, troviamo ancora la Capanna Kind, che omaggia colui che viene che diede il suo meglio in questa avventura sportiva nuovissima per l’Italia.

Lo svizzero Kind – ormai “italianizzato”- non vide però compiersi del tutto il suo sogno, che stava diventando un vero e proprio progetto imprenditoriale: morì in un incidente sul Piz Bernina, nel 1907.

 

 

Bardonecchia: la passione diventa Sport (1909)

L’avventura pionieristica fu portata avanti orgogliosamente dal figlio, Paolo Kind, che creò ai piedi del monte Colomion (a Campo Smith, per l’appunto) il primo trampolino di salto con gli sci con l’aiuto di Harald.

Se vogliamo, il 1909 è data fondante per lo sci italiano. Nel febbraio di quell’anno, si tenne la prima edizione del Campionato Italiano Assoluto con le discipline di salto, fondo e discesa, davanti a 3000 incuriositi (e infreddoliti) spettatori.

La gara di salto fu vinta dallo stesso Paolo Kind, prima medaglia italiana della specialità. La sezione internazionale della competizione, vide invece trionfare Harald Smith con un salto di ben 43 metri, nuovo record del mondo.

Sfortunatamente, con la fine della prima guerra mondiale, l’attività di salto con gli sci a Bardonecchia finì.

Nel 1930 vennero costruiti i primi impianti di risalita e di conseguenza l’area si trasformò in una stazione di sci alpino.

 

“Passion lives here” – XX Giochi olimpici invernali (2006)

Nel 2006, a quasi 100 anni da quella prima storica gara, il salto ritornò a Bardonecchia, questa volta su un attrezzo diverso, lo Snowboard, “derivato” dallo sci e dall’intuizione di un uomo avanti coi tempi, Adolfo Kind.

A Sauze d’Oulx, culla dello sci Italiano e “casa” alpina di Kind, le Olimpiadi 2006 portarono il Freestyle, disciplina nata come elaborazione dello sci alpino: salti acrobatici e coreografie spettacolari.

Impact Hub Torino festeggia il secondo compleanno

Riceviamo e pubblichiamo   “2 is megl che one!” recitava un famoso spot pubblicitario degli anni ’90. We believe in double Double purpose, double perspective, double impact

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E noi abbiamo voluto riprendere lo slogan per calarlo nella nostra quotidianità, rendendolo il motto che guida le attività di Impact Hub Torino, della sua community e dell’intero network globale. E ovviamente il motto della festa per il secondo compleanno di Impact Hub Torino!
Siamo quindi felici di invitarvi al:
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– IMPACT HUB TORINO’S 2ND BIRTHDAY PARTY –

2 IS MEGL CHE ONE

Venerdì 21 febbraio, h 18:30

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Un’occasione speciale per:
  • incontrare la community e i cofondatori di Impact Hub Torino
  • conoscere cosa abbiamo fatto quest’anno per raggiungere il nostro “2”
  • raccontare il tuo “2”
  • e soprattutto festeggiare insieme il nostro secondo anno d’impatto con musica, food & drink!
E a proposito di food & drink…
Anche quest’anno non mancherà dell’ottima birra e, udite udite, porteremo in Impact Hub Torino uno dei più famosi e storici kebap di Torino: da DEMIR!
Se non lo conoscete ancora, Demir Ergulu è un cuoco turco giunto in Italia nel 1986. Dopo una lunga gavetta nei ristoranti italiani, nel 2000 decise di aprire un locale tutto suo dando vita ad uno dei primi “kebabbari” di Torino! La sua particolarità? Il Kebap preparato solo con carne di manzo italiana di alta qualità!
Al suo stand in cucina, potrete scegliere tra il suo famoso panino Kebap o Falafel, o anche tutti e due se sarete affamati!
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E per non perdere i momenti più importanti, ecco a voi un’anteprima del programma della serata:
18:30 | Accredito e warm up
19:30 | News da Impact Hub Torino
19:45 | Hubbers’ Time
20:15 | Community Impact Awards
20:30 | Party time
22.00 | Maxibon cake & cheers!
Per partecipare è necessario riservare il proprio posto registrandosi su Eventbrite: https://www.eventbrite.it/

La magia senza tempo del Carleve’ ed Turin

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La magia senza tempo del Carleve’ ed Turin.

Maschere, costumi, panorami… le splendide foto di Mario Alesina in una gallery per rivivere la magia del Carnevale.

Mandateci le vostre voto: saremo felici di condividerle con la community de Il Torinese!

 

Di che segno zodiacale è il tuo quartiere?

Di che segno zodiacale potrebbe mai essere la città di Torino, o i suoi quartieri? Ve lo siete mai chiesto?

Il segno zodiacale della città

Segno: Toro?

Nei pregi e nei difetti, in qualche modo, l’accostamento tra Torino e il segno zodiacale del Toro potrebbe anche essere plausibile. Pazienza e costanza, queste le sue virtù, ma non solo.

La testardaggine nel perseguire una meta, nonostante tanta forza significhi lentezza nei movimenti.

In situazioni avverse, poi, il Toro possiede la giusta calma per riprendere le forze e caricare. Non mancano certo i difetti. Una certa possessività e mancanza di autocritica possono talvolta portarlo ad essere presuntuoso.

segno zodiacale - Porta palatina
Porta palatina

… oppure Acquario?

Se volessimo invece seguire un criterio storico, una ricerca avrebbe identificato il 30 gennaio del 9 a.C. come data di fondazione di Iulia Augusta Taurinorum.

Ricostruendo il quadro astronomico del 30 gennaio del 9 a.C., si dimostra che in tale data il sole sorgeva in congiunzione con la costellazione dell’Acquario mentre il segno del Capricorno appariva poco prima dell’alba

Torino, secondo la ricerca condotta dall’astronoma Mariateresa Crosta (Ist. Nazionale di Astrofisica) e dall’archeologo Sandro Caranzano, direttore del Centro Studi Herakles, sarebbe perciò nata sotto il segno dell’Acquario.

Il segno zodiacale dei Quartieri di Torino

Quanto ai singoli quartieri e borghi che popolano Torino, dobbiamo rifarci allo studio condotto dall’astrologo Enrico Castiglioni, membro fondatore del Cida (Centro italiano discipline astrologiche).

Sovrapponendo una raggiera di 12 spicchi alla città, e ponendo al centro piazza Castello, Castiglioni vedeva un nesso tra eventi avvenuti in certi luoghi e l’influsso degli astri sui fatti stessi.

 

Immaginiamo la mappa di Torino suddivisa in 12 settori, e percorriamo la ruota (da nord) in senso antiorario.

Avremo i seguenti 12 accoppiamenti “Segno zodiacale – Quartiere”:

segno zodiacale - Mappa dei Quartieri di Torino
Mappa dei Quartieri di Torino

Ariete – Madonna di Campagna/Vittoria/Lucento

Definito dalla forte presenza di industrie metallurgiche nel Novecento, il quartiere nord di Madonna di Campagna può essere considerato sotto l’influenza “virile” del pianeta Marte, dio della guerra.

Toro – corso Regina Margherita

Lungo la direttrice di uno degli assi più importanti della città, si trovano alcune delle Chiese più importanti: Maria Ausiliatrice, Consolata, Cottolengo. Ciò determina un forte propensione all’elevazione dell’anima ed alla religione.

Gemelli – piazza Statuto/corso Francia/Parella

Zona di intellettuali e commercianti, possiede un magnetismo particolare ed una sofisticatissima aura “occulta”.

Cancro – borgo San Paolo

Dominato dalla Luna, il Cancro estende la sua influenza da corso Vittorio (Grattacielo Sanpaolo, Ogr e carceri), lungo la direttrice di Borgo San Paolo e Parco Ruffini.

Leone – Crocetta/piazza d’Armi

Segno di potere, esercita tutta la sua aristocratica influenza sul quartiere più “in” di Torino, tra corso Re Umberto e la Crocetta. Supportato dall’influsso parziale della Luna, il Leone si estende verso piazza d’Armi: Stadio comunale, caserme, Mirafiori.

Vergine – Porta Nuova/Valentino

Sotto l’influenza di Mercurio, la Vergine presiede i luoghi fieristici e commerciali lungo corso Massimo D’Azeglio e via Nizza (Valentino, Italia 61, Lingotto) oltre a  quelli legati alla cura delle persone (zona Ospedali).

Bilancia – piazza Maria Teresa/Valsalice/Crimea

Segno del bello per eccellenza, la Bilancia governa sui quartieri centrali (Piazza Cavour, via della Rocca) dove arte e bellezza la fanno da padroni. Il Belvedere di Valsalice corona sullo sfondo questa fetta di Torino, luogo di delizie per esteti ed artisti.

segno zodiacale - Gran Madre
Gran Madre

Scorpione – piazza Castello/via Po/Gran Madre

Al tempo della fondazione di Torino, l’asse di via Po toccava tutti i luoghi magici per eccellenza. La Gran Madre sorge sulle ceneri del tempio di Iside, primo culto riconosciuto in città.

La vena rivoluzionaria dello Scorpione si riconosce anche nella zona universitaria, da cui si originano moti di protesta e contestazione.

Sagittario – Mole Antonelliana/Vanchiglia/Sassi

Il profilo aguzzo della Mole ricorda in qualche modo la freccia scoccata dal Centauro del Sagittario.

Urano e Nettuno nel segno conferiscono quel senso di enigmaticità e imprevedibilità: da Vanchiglia a lungo Po Antonelli, e da lì fino a Madonna del Pilone e Sassi (corso Casale/Motovelodromo).

Capricorno – Zona Regio Parco/Cimitero Monumentale/Superga

Segno legato in modo molto forte con tradizioni e passato, domina sul mondo degli inferi e sul contatto con l’Aldilà. La Basilica di Superga, con le Tombe dei Savoia e la lapide del Grande Torino, continua idealmente quella linea guerra-morte determinata dall’influenza di Marte sul segno.

Acquario – Barriera di Milano/Aurora

Luogo di partenza (ed arrivo) dalla città, ma non solo. Le nuove vie a nord simbolicamente rappresentano frecce puntate verso nuovi orizzonti, la trasformazione, le novità.

Pesci – Rebaudengo/Barca/Falchera 

Zona popolata da un’umanità semplice, tutta l’autenticità della nuova Torino, frutto dell’integrazione di nuove culture, ai tempi dell’immigrazione.

Cibo, amicizia e promozione del territorio

Giovedì 27 febbraio nuovo appuntamento a cura di “Noi del territorio, prodotti e servizi”

Silvio Sarri, è il promotore  di “Noi del territorio, prodotti e servizi”, sodalizio attivo  a Pino Torinese che sul territorio promuove iniziative di valorizzazione delle eccellenze agroalimentari locali

 

Le iniziative sono in genere destinate ad un numero massimo di 40 persone, in modo che non si crei confusione e l’organizzazione sia sempre efficiente. Protagonisti i prodotti tipici.

Gli incontri conviviali organizzati da questo gruppo di persone appassionate del loro territorio e riunitesi in comitati spontanei , consentono di creare dialogo e aggregazione tra la gente. L’obiettivo è di organizzare almeno un paio di incontri al mese.

A Santhià si sono incontrati i grandi carnevali piemontesi

I quattro grandi carnevali del Piemonte Orientale – Santhià, Borgosesia, Chivasso e Ivrea – hanno chiamato a raccolta le maschere tradizionali delle varie località piemontesi in una serata organizzata martedì 18 febbraio al “PalaCarvè La Stampa” di Santhià

Dopo l’esibizione della Banda musicale cittadina e delle Majorettes, della Banda musicale “I Giovani”, del Corpo dei pifferi e tamburi, che hanno accompagnato l’ingresso dei vertici del Carnevale storico di Santhià, un componente dell’Ufficio di presidenza ha portato il saluto del Consiglio regionale. Un segnale di attenzione per la storia, la cultura e le variegate tradizioni locali che hanno importanti riflessi economici sul territorio piemontese. Il saluto è stato introdotto da un breve ed emozionale video sui 50 anni della Regione Piemonte.

La serata è stata animata, oltre che dai santhianesi Stevulin d’la Plisera e Majutin dal Pampardù, anche dalle maschere dei carnevali storici di Borgosesia, Chivasso e Ivrea. Vi è stato pure il passaggio di consegne tra la coppia uscente e quella entrante di interpreti delle maschere santhianesi.

Uno spazio è stato dedicato al saluto in diretta telefonica del presidente della Regione e ad un momento di riflessione per esprimere solidarietà a Marcello Segre, vittima di atti d’intolleranza.

La serata si è conclusa in un tripudio di colori e musica, con decine di maschere che hanno sfilato nei loro costumi originali e con il brindisi che ha accompagnato il taglio della torta dedicata ai 50 anni della Regione Piemonte (offerta da Pasqua Bistrò).

Le maschere del Carnevale piemontese si incontrano a Santhià

Martedì 18 febbraio alle 21, al PalaCarvè“La Stampa” di Santhià si svolgerà il tradizionale Gran Galà in onore di tutte le maschere e i personaggi dei Carnevali della tradizione popolare piemontese

 

I personaggi faranno da testimonial alla presentazione ufficiale della coppia scelta per impersonare Stevulin d’la Plisera e Majutin dal Pampardù, le tradizionali maschere santhiatesi

L’evento è organizzato in collaborazione con i Carnevali di Borgosesia, Chivasso e Ivrea,e con il patrocinio del Consiglio regionale del Piemonte, per celebrare i 50 anni dell’istituzione dell’ente regionale.

I quattro grandi Carnevali del Piemonte Orientale hanno deciso di unire le forze per proporre una serata che può essere definita “la festa del Carnevale Piemontese”, nell’ottica di una collaborazione che, rispettando caratteristiche e peculiarità ben distinte, sottolinea un comune denominatore: quello di voler preservare la storia e la cultura locale mediante le rispettive Tradizioni, legate al contesto territoriale e culturale piemontese.

Con questo intento i Direttivi dei rispettivi enti organizzatori hanno esposto alle Istituzioni regionali, con tutto l’entusiasmo che solo la passione e l’amore per il Carnevale può dare,quanta importanza abbiano i Carnevali, sia sotto l’aspetto sociale sia sotto quello economico, per il territorio regionale.

In quest’ottica il Gran Galà 2020 sarà ricordato come un evento unico nel suo genere: infatti, nel corso della serata, interverrà il presidente del Consiglio regionale e sarà presentato l’opuscolo realizzato dal Consiglio regionale dal titolo: “Carnevale in Piemonte. Maschere, personaggi e costumi della tradizione”.

Dopo la presentazione da parte dei quattro Presidenti dei propri Carnevali, con i rispettivi Personaggi Storici e le Maschere Tradizionali, seguirà il saluto di Stevulin e Majutin a tutti gli invitati. La serata continuerà con il tanto atteso passaggio di consegne ai due giovani che impersoneranno le Maschere Ufficiali dell’anno in corso, per concludersi con il taglio della grande “Torta celebrativa” per i 50 anni della Regione Piemonte, prodotta e gentilmente offerta da Pasqua Bistrò. Non mancherà un grande brindisi finale.

 

Gran ballo a Palazzo Lascaris

A Palazzo Lascaris si è tenuto il Gran Ballo d’inverno per festeggiare numerose coppie sposatesi nel 1970, anno dell’istituzione della Regione Piemonte. La serata danzante è stata organizzata dal Consiglio e dalla Giunta regionale nell’ambito delle celebrazioni per i 50 anni dalla nascita della Regione. Gli sposi hanno ricevuto  una pergamena  per le loro nozze d’oro, firmata  dal presidente del Consiglio e della Giunta.

“Orchiday”, rarissime orchidee in mostra

Sabato 15 e domenica 16 febbraio torna da Peraga a Mercenasco (TO) ORCHIDAY, la Mostra Mercato Internazionale di Orchidee giunta quest’anno alla sua sesta edizione

Il Garden Center più grande d’Italia – con i suoi 12.000 mq dedicati a chi ama il verde dove piante e oggetti d’arredo si alternano come nelle migliori selezioni di Pinterest – è pronto ad accogliere appassionati e collezionisti per un appuntamento fatto di bellezza, eleganza, armonia e ricercatezza.

Oltre 20.000 i visitatori attesi, migliaia le piante in mostra, più di 300 gli esemplari di orchidee rarissime da scoprire, di diverse specie e provenienti da ogni parte del mondo: orchidee dai fiori spettacolarmente colorati e profumati, piccolissime, che profumano al calar del sole o che mostrano la propria bellezza per un solo giorno.

A curarne l’allestimento e la selezione il grande esperto e collezionista Giancarlo Pozzi, vero punto di riferimento della floricultura italiana; sono più di 50 gli ibridi da lui creati e registrati presso l’Orchid Register della Royal Horticultural Society di Londra, “l’anagrafe” mondiale delle orchidee.

Per due giorni Peraga si trasforma in un giardino unico al mondo dove ammirare varietà rare e a rischio di estinzione a causa dell’inquinamento e dei cambiamenti climatici.

 

Punte di diamante della mostra la Dendrobium kingianum, l’orchidea più amata nel suo paese natale, l’Australia, l’Encyclia Vitellina (ora Prosthechea vitellina), un’orchidea proveniente da Messico e Guatemala con i suoi da grandi fiori di un colore rosso aranciato estremamente brillante, una tra le specie più spettacolari in assoluto e l’Epic Renè Marquez ‘Flame Thrower un ibrido particolarissimo dalla fioritura sorprendente, colorata e di lunga durata.

Non solo un’esposizione meravigliosa ma anche l’occasione per imparare a riconoscere e amare questo fiore tropicale che incarna bellezza, sensualità ed eleganza: in entrambe le giornate, a partire dalle ore 15, i visitatori potranno partecipare al Corso Gratuito “Orchidee Una Medicina per L’anima”, a cura di Giancarlo Pozzi.