Poste Italiane come ogni anno celebra la Festa degli innamorati e dedica a San Valentino quattro cartoline filateliche raccolte in un cofanetto personalizzato. Le speciali cartoline, colorate ed animate, seguono lo stile di quelle del 2018 permettendo così ai tanti che le hanno acquistate di dare seguito alla collezione. Un’occasione unica per ogni collezionista o per chi, semplicemente, desidera ricordare e festeggiare in modo originale la giornata di San Valentino. Il kit filatelico può essere acquistato nei 19 uffici postali con sportello filatelico della provincia di Torino e negli “Spazio Filatelia” di Milano, Genova, Trieste, Verona, Venezia, Firenze, Roma, Roma 1 e Napoli dove, fino a sabato 16 febbraio, saranno disponibili anche gli annulli speciali.
Ventagli delle montagne
In contemporanea con la mostra omonima esposta al Museo nazionale della Montagna, la Galleria Spagnuolo di Palazzo Lascaris ospita fino all’8 marzo una selezione di 40 ventagli promozionali a tema montano, insieme ad una trentina di carte da collezione, manifesti e fotografie realizzati tra metà Ottocento e gli anni ‘40 del ‘900. Tutti i materiali provengono dalla collezione del Museomontagna. Da giovedì 7 febbraio a venerdì 8 marzo la mostra “Ventagli delle montagne” è visitabile a Palazzo Lascaris dal lunedì al venerdì dalle 9 alle 17, con ingresso gratuito. Il ventaglio promozionale nasce in Europa a metà Ottocento come veicolo di promozione turistica per alberghi, luoghi termali ed eventi, come le grandi Esposizioni nazionali e internazionali. Con l’inizio del ‘900 il ventaglio diventa strumento per pubblicizzare le più svariate tipologie di servizi e prodotti: il produttore di scarpe, il droghiere, le sale da ballo e le imprese di servizi, prime fra tutte quelle di onoranze funebri che lo utilizzano come biglietto da visita. La mostra è realizzata dal Museo nazionale della Montagna in collaborazione con il Consiglio regionale del Piemonte e la Camera di Commercio di Trento ed è esposta in due sedi: il Museo della Montagna di Torino e Palazzo Lascaris, sede del Consiglio regionale del Piemonte. L’esposizione sarà visitabile anche a Trento, Palazzo Roccabruna, dal 12 aprile all’11 maggio 2019 in occasione del Trento Film Festival.
L’amore di Torino per i cani
Torino è decisamente la città amica dei cani, si incontrano di ogni taglia e tipologia, code che scodinzolano in ogni parte della città, discorsi in linguaggio canino frequentissimi e animati, padroni innamorati che passeggiano con loro ad ogni ora pur di farli divertire.

Il Comune ha dedicato ai quadrupedi più di 90.000 mq, con oltre 50 aree sparse per ogni quartiere dove posso socializzare e stare liberi come il Parco della Pellerina o il Parco Ruffini, accoglienza negli esercizi commerciali, sui trasporti pubblici e perfino in alcuni musei. Il capoluogo sabaudo è in testa riguardo alla quantità di strutture turistiche che li accettano ed è consigliata come meta a chi non rinuncia alle vacanze con il proprio animale domestico.
E’ bello vedere fuori da ristoranti, negozi e bar ciotole con l’acqua dove i nostri amati animali si possono rinfrescare, è comodo andare a fare la spesa con loro, leggere un libro e gustare un caffè senza doverli lasciare a casa o in macchina, qualcuno si è inventato perfino un servizio di asilo in accordo col dentista. A tutto ciò si aggiunge la solidarietà e il vero amore per questi esseri senzienti da parte di coloro che ogni anno adottano circa 250 cani al canile della città, un’altra dimostrazione di quanto Torino sia un modello in fatto di cultura cinofila e di quanto i cani siano coinvolti nella vita di tutti i giorni, nella famiglia, nella società.
Un riavvicinamento alla natura insomma, una spinta per fare vita all’aperto godendo di una
compagnia allegra e incondizionatamente fedele di supporto per gli anziani più soli, preziosa per i bambini il cui apporto positivo alla sfera emotiva e relazionale durante la crescita è oramai certo. I cani sono “quella cosa a metà tra bambini e angeli” diceva Totò, “chi non ha avuto un cane non sa cosa significhi essere amato” affermava Schopenhauer mentre Pennac parla di meditazione riferendosi alle nostre passeggiate con loro, non sono solo una compagnia quindi, i nostri amici possiedono un potere taumaturgico, curativo e ci supportano quotidianamente senza avanzare nessuna richiesta particolare se non quella di stare con noi e a Torino questo loro desiderio è davvero esaudibile ovunque.
Amiamoli, passiamo del tempo con loro sfruttando le possibilità che abbiamo in questa bellissima città senza dimenticare però di rispettare una serie di regole e consuetudini di buona e civile convivenza come portarli sempre al guinzaglio, mettere la museruola quando previsto e mantenere le strade pulite non lasciando le loro tracce indesiderate, è una responsabilità e una dimostrazione di civiltà importante e necessaria.
Maria La Barbera
Ieri, quando c'era un domani
perlomeno penso di ricordarmi i carbonari che partivano da Stura e portavano da via Lauro Rossi il carbone fino a Porta Palazzo. Si stendeva sopra a grandi lenzuola e si vendeva al chilo. I venditori erano uomini oramai tutti neri in volto e chi comprava erano donne con i mariti che lavorano alla Feroce (la Fiat). Allora a Porta Palazzo si andava anche di domenica. Rigorosamente a piedi e nei momenti eccezionali il ritorno in tram. Giusto perché si era fatto tardi ed alle 12,30 si doveva pranzare. Anche la classe operaia aveva i suoi tempi. Allora non c’ era costruito nulla dei mercati coperti. Piccolo, vedevo il mondo molto più grande. Porta Palazzo era uno spazio enorme come un mare che allora non avevo ancora conosciuto. Al centro venditori di piatti che battevano per venderli. Microfono alla bocca urlavano: fate la vostra offerta. Non sempre la base economica era rispettata in su. Anzi il più delle volte l’offerta era al ribasso. E poi i dialetti. Uno spettacolo. Con calabresi o napoletani che per farsi capire si inventavano improbabili lingue miste tra torinese ed italiano producendo un idioma naif.
elementare. Ci davano il voto per la bella calligrafia. Sono sempre stato una schiappia. Salutando come una liberazione la prima macchina da scrivere Olivetti Lettera 22. Ogni anno si doveva comprare una penna Aurora. Dal cartolaio, 500 lire. Porta Palazzo, 450 lire. Prezzo base ovviamente. Poi si trattava. Colore permettendo . Più tardi sarebbe arrivato lo stupendo libro La donna della domenica di Fruttero e Lucentini con il successivo e stupendo film con Mastroianni, il mirabile commissario Santamaria. Porta Palazzo era luogo d’ incontro delle regioni di Italia. Ed anche qui non tutto era perfetto. Anzi si capiva, si intuiva che qualcosa non andava. Chiedevo a mio padre: chi sono quei signori? Caporali. Chi sono i caporali? Sfruttatori che fanno lavorare in nero le persone che ingaggiano.
Nero? Senza contratti di lavoro. Sicurezza zero . Soprattutto nell’ edilizia. Ma anche le boite come i mercati rionali o i mercati generali. Polizia mai vista. Imparata la prima lezione sull’ ingiustizia sociale. Ed ora? In fondo in molti casi, in troppi casi, nulla è cambiato. E se volete, passando il tempo molto è peggiorato. Quando hanno deciso di istituire il mercato del baratto mi è parsa una cosa buona e giusta. Un tentativo di integrazione, attraverso una cosmopolita rigatteria dove potevi trovare un po’ di tutto. Vestiti usati, soprammobili e altre cose. Poi si sono affacciate storie di furti. O di rom che spaccavano gli appositi contenitori di vestiti usati per rubarli e rivenderli. Storie di illegali, e oggi come ieri ciò che sembrava positivo è diventato negativo. Ieri difficile integrazione tra il Sud ed il Nord. Con la “variabile ” della criminalità organizzata. Oggi tra gli immigrati di tutte le parti del mondo ed una Torino impoverita e spaurita. Ieri c’ era la Fiat che assumeva. Non sempre le condizioni di lavoro erano accettabili. Si moriva di lavoro. Si costruivano alloggi in ogni dove, senza un piano regolatore . Tutto caotico e non proprio tipico di un paese civile. Oggi questa confusione è aumentata. Ieri luci ed ombre. Oggi stiamo cercando le luci che non troviamo, così il ricordo é anche un modo di sopravvivere. Ed in fondo ci piace più la Porta Palazzo di ieri, quando c’era un domani che oggi non intravedo. Ieri, quando c’era un domani
perlomeno penso di ricordarmi i carbonari che partivano da Stura e portavano da via Lauro Rossi il carbone fino a Porta Palazzo. Si stendeva sopra a grandi lenzuola e si vendeva al chilo. I venditori erano uomini oramai tutti neri in volto e chi comprava erano donne con i mariti che lavorano alla Feroce (la Fiat). Allora a Porta Palazzo si andava anche di domenica. Rigorosamente a piedi e nei momenti eccezionali il ritorno in tram. Giusto perché si era fatto tardi ed alle 12,30 si doveva pranzare. Anche la classe operaia aveva i suoi tempi. Allora non c’ era costruito nulla dei mercati coperti. Piccolo, vedevo il mondo molto più grande. Porta Palazzo era uno spazio enorme come un mare che allora non avevo ancora conosciuto. Al centro venditori di piatti che battevano per venderli. Microfono alla bocca urlavano: fate la vostra offerta. Non sempre la base economica era rispettata in su. Anzi il più delle volte l’offerta era al ribasso. E poi i dialetti. Uno spettacolo. Con calabresi o napoletani che per farsi capire si inventavano improbabili lingue miste tra torinese ed italiano producendo un idioma naif.
elementare. Ci davano il voto per la bella calligrafia. Sono sempre stato una schiappia. Salutando come una liberazione la prima macchina da scrivere Olivetti Lettera 22. Ogni anno si doveva comprare una penna Aurora. Dal cartolaio, 500 lire. Porta Palazzo, 450 lire. Prezzo base ovviamente. Poi si trattava. Colore permettendo . Più tardi sarebbe arrivato lo stupendo libro La donna della domenica di Fruttero e Lucentini con il successivo e stupendo film con Mastroianni, il mirabile commissario Santamaria. Porta Palazzo era luogo d’ incontro delle regioni di Italia. Ed anche qui non tutto era perfetto. Anzi si capiva, si intuiva che qualcosa non andava. Chiedevo a mio padre: chi sono quei signori? Caporali. Chi sono i caporali? Sfruttatori che fanno lavorare in nero le persone che ingaggiano.
Nero? Senza contratti di lavoro. Sicurezza zero . Soprattutto nell’ edilizia. Ma anche le boite come i mercati rionali o i mercati generali. Polizia mai vista. Imparata la prima lezione sull’ ingiustizia sociale. Ed ora? In fondo in molti casi, in troppi casi, nulla è cambiato. E se volete, passando il tempo molto è peggiorato. Quando hanno deciso di istituire il mercato del baratto mi è parsa una cosa buona e giusta. Un tentativo di integrazione, attraverso una cosmopolita rigatteria dove potevi trovare un po’ di tutto. Vestiti usati, soprammobili e altre cose. Poi si sono affacciate storie di furti. O di rom che spaccavano gli appositi contenitori di vestiti usati per rubarli e rivenderli. Storie di illegali, e oggi come ieri ciò che sembrava positivo è diventato negativo. Ieri difficile integrazione tra il Sud ed il Nord. Con la “variabile ” della criminalità organizzata. Oggi tra gli immigrati di tutte le parti del mondo ed una Torino impoverita e spaurita. Ieri c’ era la Fiat che assumeva. Non sempre le condizioni di lavoro erano accettabili. Si moriva di lavoro. Si costruivano alloggi in ogni dove, senza un piano regolatore . Tutto caotico e non proprio tipico di un paese civile. Oggi questa confusione è aumentata. Ieri luci ed ombre. Oggi stiamo cercando le luci che non troviamo, così il ricordo é anche un modo di sopravvivere. Ed in fondo ci piace più la Porta Palazzo di ieri, quando c’era un domani che oggi non intravedo. I "tumin al verd", un classico piemontese
I tomini freschi di latte vaccino a pasta morbida, dal gusto leggermente acidulo, hanno origini antichissime e spiccano tra i tipici antipasti della cucina piemontese.
I classici – tumin al verd – preparati con ingredienti semplici come prezzemolo, acciughe, aglio e peperoncino ci permettono di preparare una ricetta particolarmente stuzzicante, perfetta per una cena autunnale da consumare con gli amici in allegria.
***
Ingredienti
1 rotolo di tomini freschi
1 mazzetto di prezzemolo
1 spicchio di aglio
4 filetti di acciuga sott’olio
1 peperoncino piccante
1 tuorlo d’uovo sodo
1 pezzettino di pane secco
Sale, aceto bianco, olio evo q.b.
***
Per preparare il bagnetto verde, mettere a bagno il pezzetto di pane nell’aceto, lavare bene il prezzemolo, asciugarlo e tritarlo con la mezzaluna, aggiungere i filetti di acciuga, l’aglio, il peperoncino, il tuorlo ed il pane ben strizzato dall’aceto, aggiustare di sale e aggiungere l’olio. Mescolare il tutto con cura e disporre sopra ai tomini precedentemente tagliati a fette. Servire a temperatura ambiente con un buon bicchiere di vino rosso piemontese.
Paperita Patty
I “tumin al verd”, un classico piemontese
I tomini freschi di latte vaccino a pasta morbida, dal gusto leggermente acidulo, hanno origini antichissime e spiccano tra i tipici antipasti della cucina piemontese.
I classici – tumin al verd – preparati con ingredienti semplici come prezzemolo, acciughe, aglio e peperoncino ci permettono di preparare una ricetta particolarmente stuzzicante, perfetta per una cena autunnale da consumare con gli amici in allegria.
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Ingredienti
1 rotolo di tomini freschi
1 mazzetto di prezzemolo
1 spicchio di aglio
4 filetti di acciuga sott’olio
1 peperoncino piccante
1 tuorlo d’uovo sodo
1 pezzettino di pane secco
Sale, aceto bianco, olio evo q.b.
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Per preparare il bagnetto verde, mettere a bagno il pezzetto di pane nell’aceto, lavare bene il prezzemolo, asciugarlo e tritarlo con la mezzaluna, aggiungere i filetti di acciuga, l’aglio, il peperoncino, il tuorlo ed il pane ben strizzato dall’aceto, aggiustare di sale e aggiungere l’olio. Mescolare il tutto con cura e disporre sopra ai tomini precedentemente tagliati a fette. Servire a temperatura ambiente con un buon bicchiere di vino rosso piemontese.
Paperita Patty
Dolce crema catalana
Il classico dessert di tradizione spagnola, un dolce molto semplice che e’ una delizia della pasticceria, apprezzato sempre ed ovunque. Una crema morbida, delicata, dal gusto equilibrato, aromatizzata al limone, ricoperta da una caratteristica crosticina di zucchero croccante. Assolutamente irresistibile!
***
Ingredienti
500ml. di latte intero
100gr. di zucchero semolato
3 cucchiai di zucchero di canna
2 cucchiai di maizena
4 grossi tuorli
1 stecca di vaniglia
1 cucchiaino di cannella in polvere
Buccia grattugiata di limone bio
***
Portare ad ebollizione il latte con la scorza di limone e la stecca di vaniglia, lasciar sobbollire per dieci minuti. In una ciotola sbattere i tuorli con lo zucchero e la maizena. Filtrare il latte ed aggiungerlo a filo, mescolando, al composto di uova. Cuocere per cinque minuti poi, versare negli stampi da forno individuali e riporre in frigo per alcune ore. Prima di servire, spolverizzare la superficie con lo zucchero di canna e la cannella in polvere, sistemare in forno sotto il grill sino ad ottenere una crosticina color caramello. Servire subito.
Paperita Patty
Mele al forno: sapori e ricordi d’infanzia
Le mele cotte evocano ricordi e profumi d’infanzia, un comfort food della stagione invernale. Non necessitano di elaborate cotture, sono buone cosi’, nella loro semplicita’, un alimento prezioso per il nostro organismo per le loro spiccate proprieta’ benefiche. Di facile digestione rappresentano un dessert ideale per tutti, sia per un fine pasto che per una dolce merenda.
***
Ingredienti
4 grosse mele
La scorza di un limone
Una noce di burro
Poco vino bianco secco
2 chiodi di garofano
2 cucchiai di zucchero di canna
Un pizzico di zenzero in polvere
Un pizzico di cannella
Poca acqua
Lavare e asciugare bene le mele, sistemarle in una pirofila da forno, versare un dito di acqua e il vino bianco, aggiungere la scorza del limone, i chiodi di garofano e cospargere le mele con la cannella, lo zenzero, lo zucchero di canna e un poco burro. Cuocere a 200 gradi per circa 30 minuti o sino a quando il liquido e’ diventato uno sciroppo caramellato.
Paperita Patty
San Valentino romantico a Superga
Informazione promozionale
Cena, serenata e salita in cupola
Una notte romantica ed esclusiva in uno dei luoghi magici di Torino

Una sala normalmente chiusa al pubblico riservata ad un massimo di 30 coppie.
Una rosa al tavolo.
Candele profumate.
Due musicisti pronti a trasformare in melodia i vostri pensieri e sentimenti dedicandoli, sotto forma di serenata, alla persona che amate.
Un menù musicale su ciascun tavolo
Questi sono solo alcuni degli ingredienti del S. Valentino più romantico di Torino.
Fuori dall’orario di apertura, immersi nella quiete e nella suggestione della Basilica di Superga 30 coppie potranno vivere una serata indimenticabile. Occhi negli occhi con la persona amata, trascorrerete una serata fuori dal tempo gustando un’ottima cena nella meravigliosa “Sala Petterlin”, normalmente chiusa al pubblico – privatizzata ed allestita per l’occasione.
Held Eventi, in collaborazione con “La Paranza del Geco” e “Simone Campa – Arte e Tradizione”, vi offrirà anche la possibilità di dedicare una serenata alla vostra dolce metà.
Riprendendo lo stile tradizionale della posteggia napoletana (partenopea) e della serenata su commissione – eseguita da sempre sotto al balcone dell’innamorata – in occasione della cena di San Valentino due musicisti di grande talento passeranno tavolo per tavolo offrendo un brano musicale ad ogni coppia.

Simone Campa | voce, chitarra classica e battente, flauti, fisarmonica diatonica, percussioni
Angelo Palma | voce, chitarra classica
Un canto d’amore, una serenata, una dedica in musica con chitarra, mandolino, fisarmonica diatonica, intrecciando le proprie voci in testi e parole d’amore e di sentimento, tra passione e romanticismo.
Quali saranno le canzoni che potrete dedicare?
Sarà presente su ogni tavolo un “menù musicale” su cui saranno riportati i brani da poter richiedere, affinché ogni coppia possa scegliere quale brano desidera come momento di intrattenimento musicale. Il repertorio dei brani spazia dalle tradizioni italiane alla canzone francese, dai classici sudamericani al Messico e Cuba, dalla Spagna all’Andalusia.
Terminata la cena, sarà possibile salire i 131 gradini che conducono sulla cupola della Basilica per l’ultimo bacio della serata da scambiarsi sotto le stelle ed osservando il panorama di Torino da uno dei punti più alti e romantici della città.
MENU’ DELLA SERATA
Cocktail di benvenuto
Antipasti
-Gamberone rosso su vellutata di zucca e timo
-Flan ‘800
-Chateaubriand di tonno in crosta di pistacchi di Bronte e spume di sairass ai profumi di agrumi
Primi
– Risotto del Re
– Crema Parmantier e le sue croccantezze
Secondo
– Guazzetto di pescato con finocchi gratin
Dolce
– Cuore caldo della Basilica
Vino – Solis Vis di Tenuta Montemagno
Acqua – Caffè
Inizio evento: h 20.00
Fine evento: h.23.00 ca
Prenotazione obbligatoria.
Evento ideato e realizzato da Held Eventi s.n.c.
Quota di partecipazione:
Intero € 62.00
Riduzioni, sconti e gratuità riservati ai possessori della Held Eventi Gold Card.
La quota comprende:
Serenata dedicata per ciascuna coppia
Biglietto per la salita alla cupola della Basilica di Superga in notturna
Info Line dedicata
Servizio Memo
Referente in loco
CONVENZIONI:Cral Regione Piemonte, Cral Comune di Moncalieri, Assocral, Cisl Card, Tessera “Io Studio” come da convenzioni stipulate con i relativi enti e non cumulabili.
INFORMAZIONI E PRENOTAZIONI: Per ulteriori informazioni in merito a questo evento e/o per essere ricontattati dalla segreteria organizzativa, inviare una mail con scritto “INFO VALBAS 14” oppure “PRENOTAZIONE VALBAS 14” all’indirizzo: torinese@held-eventi.com
(FOTO MARIO ALESINA)

