LIFESTYLE- Pagina 237

Addio grafologia?

La grafologia è una scienza, spesso considerata parente povera della psicologia, che con questa ha molti legami, come pure consociologia e criminologia.

Molti di noi pensano che la grafologia consenta unicamente di risalire all’autenticità di una firma, se cioè sia realmente stata apposta da chi dice di averlo fatto, se sia una copia o se sia una contraffazione vera e propria.

In realtà la grafologia è molto di più. Dal segno lasciato dall’autore su un foglio di carta si evincono moltissimi elementi: dalla dimensione delle lettere e la loro direzione (dritte? inclinate e da che parte?), la continuità del tratto o le interruzioni, la pressione del tratto sul foglio, l’aspetto complessivo dello scritto (ordinato? disordinato?) e molto altro ancora.

Occorre innanzitutto considerare che la scrittura, pur composta da elementi inconsci e indicatrice del carattere dell’autore, risente molto della cultura di chi scrive: una bassa scolarizzazione traspare da una scrittura infantile, incerta, talvolta fluttuante; senza arrivare alla calligrafia com’era uso nelle scuole prima del secondo conflitto mondiale, una persona dotata di cultura superiore mostra solitamente una grafia regolare, leggibile, ordinata. Fanno eccezione a questa regola i medici, per ragioni che sfuggono all’umana comprensione.

La scrittura, tuttavia, è un’arte che va coltivata: quando si sta molto senza scrivere (è il caso di chi abbia avuto l’ingessatura ad un arto o, per ragioni varie, non abbia scritto per lungo tempo) la grafia cambia, in peggio, rendendo incerto il tratto, producendo lettere deformi ed una grafia complessivamente disordinata.

Ma, e qui veniamo al titolo dell’articolo, quanti scrivono ancora a mano oggi? Non intendo la lista della spesa (spesso abbreviata che solo chi l’ha scritta è in grado di comprenderla) o il promemoria appicciato al frigo, ma una cartolina, una lettera, il rendiconto di un evento.

Ai seminari a cui ho partecipato nel corso di qualche decennio e, poi, a quelli di cui sono stato relatore ho notato che il numero di quanti prendevano appunti diminuiva drasticamente col passare degli anni: un tempo, con le sedie dotate di piano laterale per scrivere, si riempivano pagine e pagine di appunti; ora basta un semplice registratore vocale del costo di 30 euro per avere sempre a portata di mano la registrazione e, grazie al convertitore “speech to text”, creare il file di testo da quell’audio.

Le cartoline e le lettere non esistono più, persino le ricette mediche sono interamente digitali; se escludiamo la firma sui contratti si possono contare sulle dita di una mano le cose che ancora compiliamo manualmente.

Come fare quindi a verificare l’autenticità di un documento? L’autenticità di una firma?

La tecnologia, nel 99% dei casi, modifica le cose non compiendo solo un’azione peggiorativa: non compiliamo più manualmente un documento, ma lo inviamo via mail e tramite i dati dei server di posta si può risalire all’identità della persona. Falsifichiamo una firma ma la scansioniamo con cura: le stampanti lasciano un codice invisibile sul foglio stampato dal quale si può risalire quanto meno a chi abbia acquistato la stampante o dove essa si trovi.

Quando la grafologia era massimamente applicata non esistevano i social: su questi ultimi non si scrive a mano, non si firma nulla nel senso classico del termine ma sono forse più eloquenti dello scritto manuale.

Pensate soltanto alle foto che postiamo, a cosa scriviamo, a quali post mettiamo (o no) il like, chi siano i nostri amici, come commentiamo i post altrui, a quali gruppi siamo iscritti, su quali pagine siamo attivi e molto, molto altro ancora.

Al di là dell’indicazione pura e semplice di “ansioso”, “romantico”, “immaturo” o altre caratteristiche desumibili da un’analisi grafologica, l’alone che ci circonda sui social è di gran lunga molto più eloquente di quanto non lo sia la scrittura a mano. Quasi sempre le aziende alle quali presentiamo domanda di assunzione fanno un giretto sui social per vedere che tipi siamo: se scrivo peste e corna degli imprenditori, se sono un rivoluzionario in pectore molto difficilmente verrò contattato; allo stesso modo gli inquirenti che stiano investigando su un reato per il quale siamo indagati verificheranno se, sui social e più in generale in rete, vi siano elementi che possano concorrere all’ipotesi accusatoria.

Pertanto, mentre ricordiamo la grafologia come una scienza lentamente in via di estinzione, facciamo attenzione a ciò che scriviamo e facciamo sui social perché per 12 mesi quei dati restano disponibili a chiunque possa chiederne (tramite la Magistratura) l’accesso; inoltre, se una lettera di vecchio stampo mandata ad un giornale (è un esempio) per accusare Tizio integra il reato di diffamazione, diffamare qualcuno sui social diventa più grave perché l’enorme numero di persone raggiungibile costituisce un’aggravante (art. 595 comma 3 C.P.).

Dunque, se proprio non riuscite a non insultare o diffamare qualcuno sul web il consiglio è di stare lontano dal pc, o la voglia vi passerà quando vi arriverà l’informazione di garanzia.

Sergio Motta

Extra Cuoca. Il talento delle donne per l’olio extra vergine di oliva

 

Sono 3 le cuoche professioniste che rappresentano il Piemonte in finale al concorso nazionale

 

Martedì 21 novembre 2023 a Perugia la “sfida ai fornelli”

 per decretare le vincitrici della seconda edizione del concorso nazionale

Sono tre le cuoche professioniste del Piemonte in finale alla terza edizione di “Extra Cuoca – Il talento delle donne per l’olio extra vergine”, il concorso nazionale dedicato alle cuoche professioniste promosso dal Comitato di Coordinamento del Premio Ercole Olivario e dall’Associazione Nazionale Donne dell’Olio, in partnership con Lady Chef (Dipartimento femminile della FIC – Federazione Italiana Cuochi) e  la collaborazione tecnica dell’Università dei Sapori di Perugia, del programma televisivo Agrisapori e di Italia a Tavola.

Ecco i nomi e le ricette delle tre finaliste piemontesi:

Cristina Cuscunà di Torino, con il primo piatto “Trittico di sapori (gnocchetti di zucca in emulsione di ceci e ortiche in doppia consistenza)” per cui ha utilizzato l’olio dell’Azienda 5 F di Sabrina Gerini “Fiorolio”;

Ionela Monteanu di Pessinetto (TO), con il primo piatto “Risotto ai ricci di mare, granny smith e gamberi rossi” per cui ha utilizzato l’Olio Extra Vergine di oliva Redoro;

Sara Peron con l’antipasto “Tra terra e mare c’è di mezzo l’olio” per cui ha utilizzato l’olio Olea Albero della vita – Dop Riviera Ligure dell’Azienda Lucchi e Guastalli.

Queste le altre cuoche finaliste, provenienti da diverse regioni italiane:

Abruzzo

Antonina Di Giacomo di Miglianico (Chieti), con l’antipasto “Baccalà in olio cottura, la sua pelle croccante, pancotto e insalatina in agrodolce” per cui ha utilizzato l’olio dell’Azienda Sandro Di Giacomo – DOP Aprutino pescarese;

Enza Liberati di Pescara con il dolce “I diversi aromi della mandorla. Panna cotta speziata, crumble croccante senza glutine, massa croccante craquelin, coulis alla mela verde e ganache di cioccolato all’acqua” per cui ha utilizzato l’olio dell’Azienda Sandro Di Giacomo – DOP Aprutino pescarese;

Adelaide Melles di Teramo con il primo piatto “Risotto alla zucca con crema di caprino, crumble di porcini e nocciole tostate mantecato con olio extravergine di oliva” per cui ha utilizzato l’olio dell’Azienda Sandro Di Giacomo – DOP Aprutino pescarese;

 

Basilicata

Carmela Rinaldi di Potenza, con il primo piatto “Tortello colorato” per cui ha utilizzato l’olio dell’Azienda Villa Damiani Previati Monticello Bio;

Campania

Federica Sapienza di Casagiove (Caserta), con l’antipasto “MatrimOLIO” per cui ha utilizzato l’olio Hirpinia DOP del Frantoio SanComaio;

Lazio

Orietta Di Lieto di Terracina (LT), con l’antipasto “Vegan Circle” per cui ha utilizzato l’olio dell’Azienda Adria Misiti Le Camminate;

Maria Nasso di Latina, con il dolce “Come le api ai fiori – Itrana, miele e vanilcapra” per cui ha utilizzato l’olio dell’Az. Agr. Molino 700 – Molì cultivar Itrana bio;

Annarita Nobili di Ripi (FR), con il secondo piatto “Le Camminate” per cui ha utilizzato l’olio dell’Azienda Adria Misiti – Le Camminate;

Rosa Nutolo di Latina, con il secondo piatto “Il mare d’autunno” per cui ha utilizzato l’olio Verde mare dell’Az. Agricola Cosmo Di Russo;

Marzia Righetti di Frascati (RM), con il secondo piatto “Ossobuco di rana pescatrice in CBT con olio “le camminate” di itrana 100%, su coulis di pomodorino giallo, chips di zucca profumata alla menta limonata e pane di lariano” per cui ha utilizzato l’olio dell’Azienda Adria Misiti – Le Camminate;

Naomi Spaziani di Patrica (FR), con l’antipasto “Semplicità Sublime” per cui ha utilizzato l’olio Molì di Cultivar Itrana dell’Az. Agr. Molino 700;

 

Lombardia

Carla Durante con l’antipasto “Oliva all’Olio” per cui ha utilizzato l’olio Olea Albero della vita – Dop Riviera Ligure dell’Azienda Lucchi e Guastalli;

Alessia Moscati con il secondo piatto “Manzo all’olio e polenta taragna” per cui ha utilizzato l’olio dell’Azienda 5 F di Sabrina Gerini “Fiorolio”;

Marche

Barbara Settembri di S. Elpidio a Mare (FM), con il dolce “Lingotto d’oro” per cui ha utilizzato l’olio Verde dell’azienda L’Olivaio;

 

Molise

Andrea Soledad Lopez con il primo piatto “Esplorando la penisola al sapore di extravergine” per cui ha utilizzato l’olio Molensis dell’Azienda Marina Colonna;

 

Puglia

Pasqualina Lazari di Lecce, con il secondo piatto “Fave & Friends” per cui ha utilizzato l’Olio Mimì dell’Azienda Donato Conserva;

Fabiana Milone di Margherita di Savoia (Barletta Andria Trani), con il dolce “L’ulivo dolce della Puglia e i suoi frutti” per cui ha utilizzato l’olio La Coratina dell’Azienda Di Martino Schinosa;

 

Toscana

Irene Filograsso di Firenze, con l’antipasto “La bruschetta della mi nonna” per cui ha utilizzato l’olio dell’azienda Franci Monocultivar Maurino Delicate;

Maria Giulia Frova di San Casciano in Val di Pesa (FI), con il primo piatto “Ribollita con perle di olio evo” per cui ha utilizzato l’olio Leccio del Corno – Prunicce Toscano IGP;

 

Trentino Alto Adige

Patrizia Sperandio di Malè (Trento), con il dolce “Non ti scordar di me” per cui ha utilizzato l’olio Riva del Garda – 46° Parallelo;

 

Valle d’Aosta

Ornella Corsi di Chatillon (AO), con il dolce “Torta di nocciole con ganache al cioccolato bianco” per cui ha utilizzato l’olio dell’azienda 5 F di Sabrina Gerini “Fiorolio”;

Cristina Pietrosanti di Ollignan – Quart Aosta, con il primo piatto “Rouge et noir al profumo di limone” per cui ha utilizzato l’olio dell’azienda 5 F di Sabrina Gerini “Fiorolio”;

 

Veneto

Emanuela Marcon di Lido Jesolo (Venezia), con il dolce “Coppa ciocco fondente, evo e olivetta Sant’Agata” per cui ha utilizzato l’olio Redoro bio;

Glorimar Medina di Portogruaro (VE), con l’antipasto “Millefoglie d’autunno a Venezia” per cui ha utilizzato l’olio Redoro Olio Extra Vergine di oliva;

Gabriella Pizzo di Padova, con il primo piatto “Green Heart” per cui ha utilizzato l’Olio Extra Vergine di oliva Redoro.

Le professioniste della ristorazione, si sono espresse con le loro ricette per le quattro categorie in gara previste dal regolamento 2023: Antipasti e altre preparazioni (finger food, contorni, torte salate, tramezzini, cocktail), Primi Piatti, Secondi Piatti e Dolci, utilizzando gli oli e.v.o. finalisti al concorso nazionale Ercole Olivario 2023, dedicato alle eccellenze olearie italiane, la cui eccellenza è garantita grazie ai rigidi criteri di selezione regionale prima e nazionale dopo e della II edizione de “La Goccia d’Ercole” sezione del concorso Ercole Olivario introdotta per la valorizzazione delle piccole produzioni olearie.

Gli elaborati, sono stati sottoposti al vaglio di una Giuria di esperti multidisciplinare che ha esaminato le ricette assegnando un punteggio basato sulla valutazione di una serie di parametri come l’attenzione prestata al profilo sensoriale dell’olio prescelto, la cura nella scelta degli ingredienti utilizzati, la valorizzazione dei prodotti locali, la gradevolezza desumibile dalla descrizione della ricetta, l’aspetto estetico valutabile dalla foto del piatto, la salubrità e il profilo nutrizionale del piatto proposto e infine l’originalità, creatività e innovazione come valori aggiunti.

Le finaliste del concorso “Extra Cuoca” 2023, si “sfideranno ai fornelli” il giorno martedì 21 novembre 2023, presso l’Università dei Sapori di Perugia, preparando in diretta le ricette proposte, in presenza della giuria nazionale – presieduta da Giorgio Donegani, Tecnologo alimentare ed esperto di nutrizione e composta da Alessandra Baruzzi Presidente di Ladychef e giudice internazionale di cucina, Antonietta Mazzeo giornalista enogastronomica e altri due giudici internazionali di cucina – che assaggerà gli elaborati per poi proclamare e premiare le 8 vincitrici della seconda edizione del concorso, la prima e la seconda classificata per ognuna delle 4 categorie in gara ed assegnare eventuali menzioni speciali.

Il Teatro Regio brinda con Alta Langa

AL VIA LA PARTNERSHIP TRA IL CONSORZIO ALTA LANGA E IL TEATRO REGIO DI TORINO
Il perlage delle Alte Bollicine Piemontesi sarà protagonista dei brindisi alla “prima”
di tutte le opere in calendario fino al giugno 2024

 

Il Consorzio Alta Langa ha stretto una partnership con il Teatro Regio di Torino, uno dei più antichi, grandi e importanti teatri d’opera al mondo.

La presentazione della Stagione 2023/2024, che si è svolta il 7 giugno scorso, ha dato ufficialmente il via alla collaborazione.

Il perlage delle Alte Bollicine Piemontesi accompagnerà i brindisi alla ”prima” di tutte le opere fino a giugno 2024: La Juive (21 settembre), La bohème (21 ottobre), La rondine (17 novembre), Don Pasquale (25 gennaio 2024), Un ballo in maschera (21 febbraio 2024), La fanciulla del West (22 marzo 2024), Le Villi (19 aprile 2024), Der fliegende Holländer (L’Olandese volante 17 maggio 2024), Il trittico (21 giugno 2024).

Il Teatro Regio di Torino è uno dei più antichi teatri d’opera al mondo in attività: le sue origini risalgono al 1740, anno in cui venne inaugurato come magnifico luogo di rappresentanza della corte sabauda. Progettato dall’architetto Benedetto Alfieri con criteri innovativi, divenne presto meta dei grand tour dell’epoca. Dopo quasi due secoli ininterrotti di spettacoli, l’antico edificio, un teatro all’italiana con cinque ordini di palchi, venne distrutto da un violento incendio nella notte tra l’8 e il 9 febbraio 1936. L’incendio non interruppe la programmazione del Regio, che proseguì in altri teatri della città, sino all’apertura dell’attuale complesso.

Il suo design unico al mondo si deve al genio dell’architetto Carlo Mollino. Venne inaugurato nel 1973con I Vespri siciliani di Verdi, nell’unica regia di Maria Callas e Giuseppe Di Stefano: proprio quest’anno dunque, il nuovo Teatro Regio celebra il mezzo secolo di attività.

Il 6 luglio l’opera I Vespri siciliani sarà riproposta in forma di concerto di gala per celebrare i 50 anni. In questa importante ricorrenza si brinderà con le Alte Bollicine Piemontesi e sarà presentato in esclusiva un Alta Langa signature cocktail dedicato a Regio 50 (Alta Langa DOCG, Vermouth di Torino Extra Dry, Acquavite di vino, Miele di Tiglio, garnish: Verbena).

Mathieu Jouvin, Sovrintendente del Teatro Regio commenta: In omaggio alla storica inaugurazione del 1973 abbiamo programmato I Vespri siciliani di Giuseppe Verdi, un Concerto di Gala con un cast stellare diretto da Riccardo Frizza. Sono particolarmente lieto di inaugurare così la partnership con il Consorzio Alta Langa nello spirito di condividere ancor di più la gioia della musica”.

Ci piace pensare che un brindisi con l’Alta Langa DOCG diventi parte del rituale del Teatro Regio, luogo simbolo di Torino e del Piemonte in cui l’arte, la cultura e l’emozione sono protagoniste assolute – conclude la presidente di Consorzio Alta Langa, Mariacristina Castelletta -. Siamo fieri di questa collaborazione: l’Alta Langa DOCG è pronta a dare spettacolo, libiamo ne’ lieti calici!”.

“La Notte dei Bikini” all’ippodromo di Vinovo

Ci sono appuntamenti che hanno segnato in positivo la storia recente dell’Ippodromo di Vinovo e quando tornano è sempre una festa. Succederà mercoledì 5 luglio con “La Notte dei Bikini”: sul palco 15 bellissime modelle indosseranno abiti e accessori di Particolari di Martina Silvestri, Rinascimento La Camiceria, Ivanna Shumska e l’intimo di Nicoletta Intimo. A condurre la serata con la consueta competenza e grazia sarà Elia Tarantino, accompagnata dalla musica di Franco Frassi. E chi vuole potrà assistere allo spettacolo comodamente seduto nella terrazza del nostro Ristorante Pizzeria “La Scuderia”, prenotando un tavolo al numero 345.7787032.

Ma ci sarà molta qualità anche nelle otto corse in programma, a partire dalla Selezione Regionale del “Trofeo delle Regioni”, manifestazione sempre molto sentita dalla categoria e riservata ai Gentleman iscritti al Club Piemonte Liguria. Una corsa con i nastri sulla distanza del doppio km, con un solo penalizzato Beatles Boy Treb il quale avrà alle guide non il suo proprietario Marco Scarton, ma Stefano Manzato. Fra i favoriti, Singapore, Uragano Op e Bananarama Jet, senza dimenticare proprio Beatles.

Molta attesa anche per il premio Nuove Leve che vedrà dietro le ali dell’autostart sette debuttanti assoluti di 2 anni che hanno superato la prova di qualifica al via per la prima volta. Una prova sempre seguita con molta trepidazione dagli addetti ai lavori, per capire quanto comincia a valere il loro lavoro sui puledri. In pista genealogie importanti come quelle di Felipe Roc, fratello di Chuky Roc e First Love Bar, primo prodotto di Terra Del Rio.

Appuntamento dalle ore 19,30, come sempre con ingresso gratuito per tutti.

Fake news: come si costruiscono facilmente

Chi di voi conosce la storia del Paradiso terrestre, in cui Adamo ed Eva vivevano tranquillamente a sbafo dell’Onnipotente finché il serpente non tentò la donna inducendola a cogliere la mela dall’albero, addentarla ed offrirla al suo uomo scatenando l’ira di Dio?

Tutti hanno alzato la mano, senza rendersi conto che si tratta di una clamorosa bufala o, come si usa dire oggi con termine più raffinato, una fake news.

 

Michelangelo-Il peccato originale

Non si discute sulla veridicità o meno della creazione del mondo descritta dal libro della Genesi, ma dei dettagli dell’episodio.

Leggiamo la Genesi: “Il Signore Dio fece germogliare dal suolo ogni sorta di alberi graditi alla vista e buoni da mangiare, tra cui l’albero della vita in mezzo al giardino e l’albero della conoscenza del bene e del male. (Genesi 2,9). Il Signore Dio diede questo comando all’uomo: «Tu potrai mangiare di tutti gli alberi del giardino, ma dell’albero della conoscenza del bene e del male non devi mangiare, perché, quando tu ne mangiassi, certamente moriresti». (Genesi 2, 16-17). Il serpente (definito dal testo sacro la più astuta delle bestie selvatiche), instillò il dubbio in Eva che“vide che l’albero era buono da mangiare, gradito agli occhi e desiderabile per acquistare saggezza; prese del suo frutto e ne mangiò, poi ne diede anche al marito, che era con lei, e anch’egli ne mangiò.(Genesi 3, 1-7).

Qualcuno ha letto la parola “mela” nel testo? No, si parla genericamente di un frutto; l’identificazione nella mela è un tipico caso di fake news, un abbellimento di una scena altrimenti anonima che non attira più di tanto l’attenzione. E probabilmente si tratta di un errore di trascrizione, l’albero del bene e del “male” è diventato l’albero delle “mele”.

Nonostante che 5.000 anni fa non esistesse Internet o Facebook, l’immagine della mela si diffuse e divenne la norma nelle rappresentazioni pittoriche, scultoree, letterarie.

La scelta della mela fu aiutata dalla tradizione: si pensi a Paride che dà in premio ad Afrodite (scegliendola come la più bella tra le dee dell’Olimpo), una mela.

L’immagine del peccato originale con Eva, Adamo, il serpente e la mela è diventata una fake news accettata da tutti gli artisti (Michelangelo, Domenichino, Masolino, Tiziano, Rubens, e tanti altri).

Insomma, basta un nonnulla e il falso si impone sul vero, soprattutto oggi, con la diffusione

rapidissima e incontrollata delle notizie.

Vogliamo ricordare le fake più diffuse?

 

 

 

La Terra è piatta: è la base di tutte le teorie “anticonformiste”, sostenuta da una percentuale stimata nel 10% della popolazione, convinta ancora oggi che, arrivati alle colonne d’Ercole o giù di lì il mondo finisca e si precipiti nel vuoto, come il mitico Ulisse nel canto XXVI dell’Inferno di Dante. Inutile spiegare che migliaia di studiosi, astronomi, fisici, hanno dimostrato il contrario (sono tutti al soldo dei “poteri forti” che hanno modificato la realtà imponendo una dittatura geografica); inutile far vedere le immagini satellitari dalle quali si vede chiaramente che il mondo è una sfera che ruota su se stessa (montaggi televisivi).

 

L’uomo non è mai stato sulla Luna: le partenze dei vari razzi lanciati da Cape Canaveral, le passeggiate sul suolo lunare, le orbite intorno al nostro satellite sono spezzoni di film girati ad Hollywood con attori che non hanno mai volato neppure su un elicottero.

Avviso per chi ci crede: sappiate che è una fake news, ma non come credete voi: il fatto è che in realtà i film sono stati girati a Cinecittà da Checco er pataccaro…

 

Il Covid non esiste: il virus che ha causato milioni di contagiati, milioni di morti, bloccate le economie del pianeta è un’invenzione delle grandi case farmaceutiche (le famose “big pharma”) ,che hanno trovato il modo di fare miliardi di dollari vendendo vaccini.

Vaccini che fra l’altro (qui la fantasia dei creatori delle fake news tocca il suo massimo) sono, a seconda della fantasia, acqua distillata, oppure misteriose soluzioni che provocano tremende malattie a lungo termine, oppure contengono microchip che a breve ci condizioneranno grazie a comandi lanciati attraverso la rete 5G, oppure renderanno sterili tutte le donne europee e americane, in base ad un piano di dominio del pianeta da parte di Xi Jing Ping.

E allora vi segnalo, per fare bella figura, la fake news più bella che ho inventato io, grazie alla quale potrete intrattenere tutti i vostri amici lasciandoli a bocca aperta: Cristoforo Colombo non è mai sbarcato in America!

Sissignori, la vita del navigatore genovese è stata manipolata.

In realtà Cristoforo era un povero mozzo, orfano di entrambi i genitori, che voleva navigare, ma nessun capitano lo accettava nella ciurma perché era un ubriacone che girava da una taverna all’altra ingurgitando Barbera e Sciacchetrà fino a stramazzare per terra. Un giorno, disperato, si unì ad un gruppo di altri alcolizzati, salì su un veliero, buttò a mare l’equipaggio e salpò verso occidente. Naturalmente, siccome a bordo scorreva più vino che acqua nel Po, la nave procedette a zig zag fino a fare naufragio sull’isola d’Elba. Qui Cristoforo s’inginocchiò, benedisse il cielo per non essere affogato, e, ancora sotto i fumi dell’alcol, iniziò a scrivere le sue memorie, farneticando di avventurosi viaggi nell’oceano verso terre inesplorate. Il diario finì misteriosamente nelle mani della regina di Spagna Isabella che lo gabellò come documento storico per mettere le mani sul nuovo continente

Non ci credete?

Andate su Internet, troverete tutti i dettagli che vi consentiranno di collocare Colombo vicino a tutti gli altri “falsari” della realtà, da Galileo Galilei e Newton ad Armstrong e Aldrin, da Sabin e Fleming a Burioni e Crisanti.

E se andrete in vacanza all’Isola d’Elba, non dimenticate di andare a visitare la spiaggia di Portoferraio sulla quale Colombo fece naufragio…

Gianluigi De Marchi 

demarketing2008@libero.it

Un milione di modi per dire ti amo…

LIBERAMENTE di Monica Chiusano
Un milione di modi per dire ti amo …
tante parole, tante forme , tante innumerevoli volontà di sognare e volare grazie alla forza del potere del cuore ..
Ma ricordiamoci che per amare basta essere innanzitutto sinceri e appartenere  all’elegante etica dell’educazione….
il resto viene da se’!
La rilassatezza degli intenti è  la  virtù più amabile capace di creare la libertà più deliziosa in noi stessi e di conseguenza anche per coloro che abbiamo o avremo accanto.

Agri Food & Beverage Festival Latino di scena a Carmagnola

7-8-9 Luglio 2023

Piazza Mazzini

Ingresso gratuito

 

A LUGLIO , da venerdì 7 a domenica 9, a Carmagnola si incontrano la cucina tradizionale latina, le leccornie degli street fooder italiani e il sapore e la qualità dei birrifici artigianali.

Saranno presenti anche alcuni stand di artigianato tipico.

Dopo il successo del 2022,La ‘Città del Peperone’ ospiterà in piazza Mazzini,salotto Carmagnolese,la seconda Edizione del Festival Latino”AGRI FOOD & BEVERAGE FESTIVAL LATINO”’, offrendo un cocktail vincente tra buona cucina, buon bere e tanti momenti di spettacolo dal ritmo sudamericano, un vero e proprio ‘ponte’ tra i due mondi, il tutto a cura di D&N Eventi e Associazione Chef dal Mondo con il patrocinio del Comune di Carmagnola,del Distretto Urbano di Carmagnola e del Distretto del Cibo del Chierese-Carmagnolese.

La proposta è davvero varia e rivolta a tutti: si inizia il venerdì con gli Artisti professionisti della scuola di ballo di Ilario Parise “SSD W LA DANZA” che si alterneranno con altri artisti coordinati dalla bravissima Elisa Dj  e che intrattterranno il pubblico a ritmo e danza con le più belle musiche latine di succcesso.

 

E ancora, direttamente dal famoso tour con Jovanotti dell’estate 2022, tornano il Sabato 8, gli strepitosi “Timbales Percussion” e, a seguire, ancora musica e DJ dell’Agenzia di spettacoli “I 2e 20″

 

Infine la domenica carmagnolese sarà animata dal conosciutissimo gruppo musicale havano cubano” Familia Loca”che si alterneranno con Elisa DJ e i suoi artisti.

La Familia Loca è composta da un nucleo di artisti nativi di Cuba che da anni girano il mondo portando le loro sonorità latine nelle piazze, nei club, nei teatri e nei locali. La Familia Loca è molto conosciuta tra i connazionali che vivono in Italia e alle loro esibizioni vantano sempre una ricca presenza anche sudamericana.

Un concerto dai toni cangianti, dove musica popolare cubana, le radici afrocubane, latinjazz contemporaneo e musica latino americana si mescolano in un affresco tipico di nostri giorni , tutto questo per un finale schioppettante all’altezza dell’atteso evento.

Main Sponsor del Festival Latino Carmagnolese e la Concessionaria di Auto CAR ON LINE sita in Carmagnola in via Poirino 71 che ringraziamo per la collaborazione,unitamente agli altri sponsor.

 

Inoltre, poiché “Agri Food & Beverage Festival Latino’ è organizzato pensando a tutti, per l’intera durata dell’evento saranno presenti giochi gonfiabili,con pista quad, per il divertimento di grandi e piccini.

 

Orari:

Venerdì 7 18:00/24:00
Sabato 8: 11:00/24:00
Domenica 9: 11:00/24:00

 

Dalla nuova Edit una nuova energia per la città

Edit rilancia come polo culturale e musicale. Non solo food and beverage e loft ma anche un nuovo ricco cartellone.

Un social hub al centro degli eventi: EDIT Torino, EDIT Milano e EDIT Porto Urbano, entrato recentemente nell’universo EDIT, annunciano un ricco calendario di appuntamenti.

Ci sono posti dove si va a bere e mangiare, altri in cui si va a dormire, altri ancora dove si fa cultura e ci si intrattiene con arte e spettacoli.

E poi ci sono posti come EDIT, che riuniscono tutto ciò in un unico spazio nel quale assorbire le vibrazioni della città e del nostro tempo condividendole con gli altri.

Da EDIT si possono gustare (e produrre) eccellenti birre artigianali, ma è molto più di un pub. Si può scoprire cibo di qualità ma è molto più di un ristorante. Si possono ascoltare musica e comici di talento, ma è più di un club. Si può passare la notte in un EDIT loft quando si è in viaggio, ma è molto più di un bed&breakfast.

EDIT è un vero e proprio “social hub”. Un polo di gusto, cultura, incontro, condivisione dove vivere un’esperienza di socialità lontana dai luoghi comuni. Perché EDIT è l’esatto opposto del luogo comune.

Da EDIT “succedono cose”. E ne succederanno sempre di più. Ogni giorno. A Torino, nella originaria struttura dell’ex fabbrica INCET, nella sede milanese e da poco anche presso il Porto Urbano. Quest’ultimo, entrato recentemente nell’universo EDIT, è un’area nella quale la cultura del buon bere si miscela con la cultura tout court. Lo spazio in riva ai Murazzi sarà teatro per diversi eventi, prodotti in proprio da EDIT o ai quali EDIT offre ospitalità: concerti, mostre e installazioni, con una attenzione particolare ai nuovi fermenti artistici. Senza dimenticare la musica giovane di tendenza, protagonista delle serate del giovedì, mentre il venerdì sarà di scena il jazz e il sabato sarà dedicato agli amanti del vinile con selezioni musicali da intenditori.

Nata nel 2017 come spazio urbano riqualificato, nel cuore di un quartiere periferico torinese dove l’integrazione si costruisce giorno dopo giorno, EDIT si è trasformata senza perdere la propria vocazione: essere un magnete di energia urbana, da restituire ai cittadini e ai turisti all’interno di un ambiente accogliente, vivace e orientato al futuro.

Quella vocazione oggi si rinnova e si rilancia, con una densa stagione di eventi che sottolineano la volontà di non stare mai fermi e di continuare a essere un punto di riferimento per il tessuto urbano e umano che lo circonda.

I suoi spazi ospiteranno sempre più forme diverse, nel contesto più informale e libero possibile.

Il martedì sera vedrà incroci trasversali tra l’universo del food e quelli di teatro e cinema. Il mercoledì ,a partire da settembre, gli incontri con protagonisti del giornalismo e del teatro si alterneranno a scrittori di talento e alle esibizioni di nuovi, irresistibili stand-up comedian. Il giovedì spazio alla musica live, con un genere diverso protagonista per tutto il mese: a luglio sarà la volta del blues. Il weekend parte al venerdì con il mash up tra dj set elettronici e musica suonata da strumenti “veri”, per proseguire il sabato con una selezione musicale che accompagnerà verso la notte.

Dichiara Alberto Peroglio, CEO di Edit:

Credo che EDIT sia un progetto visionario che merita per la sua originalità di evolvere da opera unica in un modello da sviluppare e replicare in nuove location.

Siamo un team che raccoglie il testimone dal fondatore Marco Brignone per raggiungere questo scopo.

EDIT è un luogo di incontro di persone, stili e culture, dove dormire, mangiare, bere intorno ad un impatto 4.0 di produzione di birra, avvolti da tanta musica, arte e cultura.

Un social hub secondo le tendenze più moderne di ospitalità ma realizzato con uno stile e una classe che solo un italiano di talento e appassionato della bellezza poteva immaginare.”

Anche EDIT Milano avrà al venerdì e al sabato un palinsesto in cui la musica sarà al centro delle emozioni, con dj set a base di vinili e raffinate selezioni musicali .

Tutto ciò insieme agli altri. Perché è questo che un vero social hub deve fare: “to EDIT space for people”.

Disegnare un luogo per la gente, con la gente.

Un luogo dove, gustare, ascoltare, vivere, sperimentare, creare, immaginare, condividere.

IL CALENDARIO DEGLI APPUNTAMENTI

EDIT TORINO

LUGLIO

Giovedì 6 | Live Garden “Better Call Blues” | 21.30 – 23.00

Venerdì 7 | DJ Set Garden Ermes | 22.30 – 02.00

Sabato 8 | DJ Set Garden “Disco Denuncia” | 22.30 – 02.00

Venerdì 14 | DJ Set Garden Ermes | 22.30 – 02.00

Sabato 15 | DJ Set Garden | 22.30 – 02.00

Gemelle di 94 anni: ricordi di scuola a Torino

Caro direttore, ho messo giù alcune note di Vita dettatemi da mia mamma e dalla zia, gemelle di 94 anni il 20/5 scorso.

Giovanna Seghesio
“Noi che …. Il 1°Ottobre inizia la Scuola e nell’anno scolastico 1935/36 la 1^Elementare alla Cesare Battisti Torino (San Paolo).
 Alle 8 ogni mattina, la Messa dello Scolaro. A Natale si legge e si scrive con penna e pennino, il calamaio incorporato nel piano del banco sotto il quale si pone la cartella in cuoio o crosta che durerà 5 anni. Grembiule e fiocco, scarpe lucide e capelli raccolti. In Primavera la signorina Maestra si sposa e ci vuole, piccole damigelle, alle sue nozze con l’abito bianco, coroncina e borsina della 1^Comunione, fatti da mamma Benedetta (Dina), sarta. I Genitori danno carta bianca ai nostri Maestri/Educatori, sicuri della loro competenza ed autorevolezza per la nostra Istruzione/Educazione. La pagella è trimestrale, le materie 15 circa, incluse Disciplina (Condotta) e Igiene e cura della persona. Le valutazioni sono: Lodevole/Buono/Sufficiente/etc. Il Sabato mattina, grandi pulizie dell’Aula con cera, strofinaccio e olio di gomito!
E’ bello stare insieme, studiare, lavorare e giocare. Si Inizia a capire il valore delle persone che ci stanno vicino e ci aiutano a crescere e a formarci. La II^ Guerra Mondiale non ci permetterà di proseguire gli studi come avremmo voluto! A Dogliani, nelle Langhe, sfollate per 3 anni dai nonni materni…nel cuore la nostra Torino dove papà lavora, la Scuola, i Maestri e i  Compagni. Nelle lunghe sere al suono della fisarmonica di Beppe cantiamo. Il Rosario: si prega e si accennano piccole recite teatrali con pesanti mantelle e vecchi cappelli in feltro…”

Compie dieci anni: MoleCola rinnova il look

L’ICONICA LATTINA DELLA COLA 100%MADE IN ITALY DIVENTA POP
NUOVE GRAFICHE PER IL PRODOTTO ESPORTATO IN TUTTO IL MONDO
 
Compie dieci anni MoleCola, la prima cola 100% Made in Italy ideata da Francesco Bianco e Graziano Scaglia in quel di Torino su ispirazione di un’antica ricetta piemontese di fine Ottocento. 
 
E per festeggiare questo compleanno importante, la lattina di MoleCola si rifà il look con uno stile pop che ne sottolinea l’innata eleganza già presente anche nelle iconiche bottiglie di vetro ispirate all’italianità. Le nuove lattine ideate da Curve Studio hanno tappo rosso e tappo nero per le versioni classiche e senza zucchero, mentre la MoleCola senza caffeina mantiene il colore verde: su tutte, a simbolo di garanzia del Made in Italy, l’icona del tricolore. 
 
“La volontà di questo cambiamento – spiega Giorgia Scaglia, responsabile marketing di MoleCola, nasce dall’idea di rendere ancora più giovane e riconoscibile questo prodotto, con grafiche dal nuovo spirito, fresco e internazionale che rispecchiano la nostra azienda, giovane, frizzante e pop”.
 
Venduta in tutta Italia e in 48 paesi del mondoMoleCola quest’anno sarà prodotta in 6 milioni di esemplari in totale. “La prima produzione di dieci anni fa – racconta Francesco Bianco – fu di 100 mila pezzi: oggi vendiamo il 55% della produzione in Italia e il 45% all’estero con Usa, Francia, paesi dell’Est e paesi arabi come migliori mercati. All’estero MoleCola piace soprattutto al ristoratore italiano che cerca il Made in Italy per i suoi clienti e trova nel nostro prodotto la risposta alla sua domanda”. 
 
MoleCola è infatti un progetto 100% italiano che parte da Torino per collaborare con l’eccellenza di tutto il territorio nazionale: la parte aromatica viene estratta a Firenze, da Giotti, che a Scandicci dal 1928 lavora i migliori aromi naturali; lo zucchero arriva dall’Emilia Romagna che con Italia Zuccheri riunisce in una cooperativa 5700 aziende agricole che ricavano dalle barbabietole uno zucchero 100% italiano; la produzione delle lattine è a Fidenza (Pr), italiano il cartone con cui si realizza il Tripack. E che il cuore di MoleCola sia italiano lo certifica anche Italcheck, organismo senza scopo di lucro che si occupa della tutela del Made in Italy e che salvaguarda il consumatore da falsificazioni e dalla minaccia dell’Italian sounding. MoleCola inoltre sostiene Renken Onlus, associazione di cooperazione internazionale senza fine di lucro attiva dal 2006 in Senegal nell’ambito della tutela dei minori con progetti specifici di sostegno alla salute, alla formazione e all’istruzione dei bambini della comunità di Malika (Dakar).
 
MoleCola si può acquistare, oltre che nelle lattine da 33 cl e in quella da 25 cl unicamente per la versione senza caffeina, anche nelle bottiglie in vetro 90.60.90 ispirate alle icone della moda italiana, progetto che si è aggiudicato l’International Design Award (IDA). Le lattine costano dagli 80 centesimi della grande distribuzione ai 3,50 euro del settore horeca. 
 
Per maggiori informazioni: www.molecolaitalia.it