Inaugurato al Centro Commerciale ‘Il Gigante’ di La Loggia, in provincia di Torino, il nono Pet store ‘Animali che passione’. Il nuovo spazio, che occupa una superficie di 300 metri quadri, è interamente dedicato a prodotti e servizi per animali domestici con una proposta di oltre 6.000 articoli dedicati al ‘food’ e al ‘non food’, partendo dalle cucce, per arrivare ai tiragraffi e agli acquari. Una scelta dettata anche dai dati riguardante il sempre più ampio interesse dei consumatori verso questo settore: un italiano su tre possiede almeno un animale domestico, con una preferenza particolare per cani (42%) e gatti (34%) e – secondo gli ultimi dati diffusi dal Consiglio regionale del Piemonte – sul territorio regionale risultano censiti oltre 1.150.00 cani e circa 1.200.000 gatti. “Da ormai diversi anni – spiega il responsabile del progetto Stefano Cammaroto – il gruppo ‘Gigante’ è impegnato a 360 gradi nella cura degli animali d’affezione. Oltre a proporre realtà come quella aperta a La Loggia, ci dedichiamo ad azioni sociali quali la promozione di raccolte alimentari organizzate con l’associazione Balzoo per sostenere le famiglie proprietarie di cani o gatti in difficoltà economica e tutte quelle strutture che si dedicano a questa causa. Un progetto che lo scorso anno ha consentito di garantire donazioni per oltre 70 tonnellate di cibo e prodotti”.
PENSIERI SPARSI di Didia Bargnani


Nicola Gallino ha presentato il suo nuovo volume “Giri turistici d’autore in Piemonte” (Edizioni del Capricorno – 144 pagine, 14 euro). Ottimo regalo per Natale, prezzo contenuto ed ottimo effetto. Perché non è la soluta guida, e non assomiglia ad una guida tradizionale e molto di più simile ad un atlante letterario sentimentale delle campagne piemontesi. In un’epoca in cui mete, indirizzi e recensioni sono a portata di clic, Gallino parte da una domanda provocatoria: che cosa può offrire ancora la carta stampata?La risposta è nel lavoro di selezione, filtraggio e montaggio che un autore può fare meglio di qualsiasi algoritmo. Non interessano gli orari dei musei o i numeri di telefono dei ristoranti: interessa lo sguardo su un territorio e le storie che lo abitano.
Il Villaggio di Babbo Natale torna a Rivoli
22^ edizione
Ingresso gratuito
Dal 7 dicembre 2025 al 6 gennaio 2026
Rivoli si riempie di magia: la Casa di Babbo Natale e la casetta del Postino anche quest’anno saranno nel suggestivo piazzale del Castello
Animazione gratuita tutti i giorni, per un mese
Da oltre vent’anni, ormai, Natale a Rivoli è Il Villaggio di Babbo Natale, tra i primi nel suo genere nati in Italia e ad ingresso gratuito. Per la sua ventiduesima edizione, il Villaggio è pronto ad accogliere famiglie e bambini nel mese più magico dell’anno, tutti i giorni, dal 7 dicembre 2025 al 6 gennaio 2026, tra luci, attrazioni, tradizioni e momenti di festa.
Piazzale Mafalda di Savoia, il punto più panoramico della città, ospiterà anche quest’anno la Casa di Babbo Natale, l’Ufficio Postale e i laboratori artistici per bambini ad ingresso gratuito, da sempre il punto di forza di questo evento. I laboratori si svolgeranno negli spazi del Castello, a cura dal Dipartimento Educazione del Castello di Rivoli. Per l’occasione i visitatori del Villaggio potranno accedere al Museo con un biglietto d’ingresso agevolato.
“Il Villaggio di Babbo Natale è una delle tradizioni più amate dai rivolesi e ogni anno sappiamo quanto bambini e famiglie lo attendano. Negli ultimi due anni abbiamo scelto di farlo crescere, ampliandone gli spazi e portando la Casa di Babbo Natale al Castello, per offrire un’esperienza ancora più ricca, bella e accessibile. – dichiara il sindaco Alessandro Errigo – Rivoli conferma così la sua vocazione a essere una città viva e accogliente, capace di valorizzare le proprie eccellenze e di unire cultura, territorio e comunità. Vedere così tante realtà collaborare per creare magia in città è il segno più concreto della Rivoli che vogliamo costruire: una città che accoglie e che sa regalare meraviglia a chi la vive e a chi viene a scoprirla.”
“Sempre maggiore la sinergia con le realtà del territorio per creare un programma ricco che coinvolge molte aree della città – dichiara Simona Pravato direttrice del Consorzio TurismOvest – dal Dipartimento Educazione del Castello di Rivoli con i suoi laboratori artistici, all’animazione e agli allestimenti curati dai negozi, dalle gallerie, dai Soci del nostro Consorzio e dalle tante associazioni che ringrazio”.
Tanti i luoghi coinvolti dalla magia delle feste per creare un percorso ricco di meraviglia e scoperta. Dal cuore del centro storico al suggestivo piazzale Mafalda di Savoia, ai piedi del maestoso Castello di Rivoli, partendo da piazza Martiri della Libertà, passando per via F.lli Piol, piazza Portici, piazza Matteotti, la Torre della Filanda, raggiungendo anche la Galleria Vart e via Bruere. Ogni angolo sarà vestito a festa per accogliere visitatori di ogni età!
Numerose le Associazioni e le realtà coinvolte nel programma di quest’edizione: il Gruppo Alpini Rivoli con il Presepe Alpino esposto alla Torre della Filanda, richiamo ai valori di pace, solidarietà e speranza; i soldatini dello Schiaccianoci grazie all’Ass. Gruppo Storico Marsaglia 1693; l’animazione a cura di Croce Rossa di Rivoli, Aps Golden alla Riscossa, Gruppo Majorettes Rivolese; la Fattoria Didattica Ippocastano che nei weekend porterà i pony nei pressi della Casa di Babbo Natale; l’esposizione del presepe di Via Bruere; i cori della Coop. Chronos, della Scuola Primo Levi e della Scuola Salotto e Fiorito; l’animazione in alcune giornate a cura dei negozi di Via Piol, piazza San Rocco, piazza Portici, Galleria Vart e presso la Torre della Filanda.
Il Babbo più atteso dai piccini sarà nella sua casetta tutti i giorni ad accogliere desideri e sogni dei più piccoli, insieme alla slitta, ai suoi aiutanti e alla Renna Cometa. Non mancherà il Postino nel suggestivo ufficio postale per scrivere e inviare le letterine a Babbo Natale, circa 7 mila quelle partite nell’ultima edizione.
Invece il guastafeste per eccellenza, il Grinch, con la sua grotta suggestiva, trova spazio nel cuore della storica piazza Matteotti, ogni sabato e domenica, insieme ad una casetta per una pausa golosa.
Infine piazza Martiri della Libertà ospiterà le tipiche casette di legno dedicate alle golosità che proporranno prelibatezze dolci e salate, e troverà spazio anche la pista di pattinaggio, per provare uno degli sport più amati dell’inverno.
Per raggiungere il Villaggio e scoprire la città, muovendosi agevolmente, oltre al Trenino di Babbo Natale, ci sarà l’attivazione speciale di una navetta che effettuerà il servizio di collegamento verso il piazzale del Castello, per facilitare gli spostamenti e visitare tutte le location nei weekend e nei giorni festivi.
Per dare il via all’edizione 2025, l’appuntamento è domenica 7 dicembre alle ore 10,30 in piazza Martiri della Libertà dove si terrà la tradizionale festa inaugurale, alla presenza delle Autorità, con l’esibizione del Gruppo Majorettes Rivolese e del Piccolo Coro Sister Queen degli Istituti Riuniti Salotto e Fiorito. La giornata sarà arricchita anche con alcuni appuntamenti pomeridiani, dalla Passeggiata Benefica con gli amici a quattro zampe a favore dell’associazione Aslan e i suoi progetti di pet therapy (partenza alle 14 da piazza Martiri, con arrivo all’ospedale di Rivoli) alla Castagnata Alpina in piazza Matteotti, dalle 15 alle 19.
Previsti, durante il mese di apertura, numerosi eventi e tante occasioni di divertimento. Per salutare le festività e dare il benvenuto all’anno nuovo, lunedì 5 gennaio in piazza San Rocco è prevista la grande festa con animazione dalle 16 che si concluderà alle 17 con lo storico Falò della Befana.
Il Villaggio di Babbo Natale anche quest’anno sarà aperto tutti i giorni (dal lunedì al venerdì, il giorno di Natale e il 1° gennaio dalle 15 alle 19; sabato e domenica, oltre a 26 dicembre e 6 gennaio apertura anche al mattino dalle 10 alle 13) per portare i visitatori nelle atmosfere tipiche del periodo con animazione gratuita per bambini, attrazioni per tutti e programmi specifici per le scuole.
Fiore all’occhiello dell’evento, infatti, sono le aperture esclusive e totalmente gratuite dedicate alle scuole nelle mattinate prima delle vacanze di Natale. Gli alunni potranno divertirsi con lo spettacolo di magia di Babbo Natale, spedire una letterina insieme alla classe, partecipare ai laboratori del Dipartimento Educazione del Castello di Rivoli e iniziare così ad assaporare insieme le Festività. Nell’ultima edizione sono stati 2 mila i bambini delle scuole coinvolti, non solo in arrivo da Rivoli ma provenienti da tutto il Piemonte, per un totale di ottanta classi di trenta diversi istituti.
Il Villaggio di Babbo Natale è organizzato da TurismOvest, con il contributo della Città di Rivoli, il patrocinio del Comune di Buttigliera Alta, della Città Metropolitana di Torino, della Regione Piemonte, del Consiglio Regionale del Piemonte e della Camera di Commercio di Torino.
Per informazioni: 011/9561043 (da lunedì al venerdì in orario 9-12,30), info@turismovest.it. Oppure visitare il sito www.turismovest.it, Facebook Il Villaggio di Babbo Natale.
Dettaglio PROGRAMMA
PROGRAMMA
Il Nuovo Itinerario di Babbo Natale
1) LA CASA DI BABBO NATALE Piazzale Mafalda di Savoia (Castello di Rivoli)
Babbo Natale: ascolta i tuoi desideri e ti racconta le sue storie!
Orario
dal lunedì al venerdì + 25 dicembre e 1 gennaio: orario 15-18,30
sabati, domeniche + 26 dicembre e 6 gennaio: orario 10-13 e 15-19
INGRESSO GRATUITO
2) I LABORATORI del Dipartimento Educazione del Castello di Rivoli
Orario
dal lunedì al venerdì: 9, 10, 11, 12, 15, 16, 17, 18, 19, 22, 23, 29, 30 dicembre, orario 15-18,30
sabati, domeniche e festivi: 7, 8, 13, 14, 20, 21, 27, 28 dicembre e 3, 4, 6 gennaio: orario 10-13 e 15-18,30
(24 dic: orario 15-17,30. Laboratori chiusi: 25, 26, 31 dicembre e 1, 2, 5 gennaio)
INGRESSO GRATUITO
3) L’UFFICIO POSTALE DI BABBO NATALE Piazzale Mafalda di Savoia (Castello di Rivoli)
il Postino di Babbo Natale ti aiuterà a scrivere e spedire la tua letterina
Orario
dal lunedì al venerdì + 25 dicembre e 1 gennaio: orario 15-18,30,
sabati, domeniche + 26 dicembre e 6 gennaio: orario 10-13 e 15-19
INGRESSO GRATUITO
Inoltre
I PONY DI BABBO NATALE 7, 8, 13, 14, 20, 21 dicembre e 3, 4, 6 gennaio: orario 15-18,30
ANIMAZIONE C.R.I. Rivoli 20, 21, 27, 28 dicembre e 6 gennaio: orario 10-13 e 15-19
4) ESPOSIZIONI D’ARTE E PRESEPE ALPINO, presso la Torre della Filanda in via Al Castello 8
7, 8, 12, 13, 14, 19, 20, 21, 26, 27, 28 dicembre e 2, 3, 4, 6 gennaio, orario 15-19
Inoltre:
8 dicembre, ore 10,30-18, Laboratorio di pittura e caffetteria
13-14 dicembre, ore 10-20, Mercatino di Natale e caffetteria
5) LA GROTTA DEL GRINCH e la Casetta dei dolcetti in Piazza Matteotti
lo strano personaggio verde cercherà di rovinare le feste a tutti!
Orario
sabati e domeniche: orario 10-13 e 15-19
6) PISTA DI PATTINAGGIO SU GHIACCIO in Piazza Martiri della Libertà
per provare uno degli sport invernali più semplici e divertenti
Orario
dal lunedì al venerdì + 25 dicembre e 1 gennaio: orario 15-19
sabati, domeniche e dal 20 dic. al 6 gen. (esclusi 25 dic. e 1 gen.): orario 10-13,30 e 14,30-19
solo su prenotazione, apertura straordinaria: orario 20-22
Inoltre:
Sabato 13 dicembre, ore 16, Esibizione Coro Scuola Primo Levi di Rivoli
Domenica 14 dicembre, ore 16,30, Esibizione Coro D’Altrocanto Coop. Soc. Chronos di Rivoli
7) LE CASETTE DELLE GOLOSITA’ in Piazza Martiri della Libertà
le Botteghe in legno per degustare qualche prelibatezza di stagione
Orario
dal lunedì al venerdì + 25 dicembre e 1 gennaio: orario 15-19
sabati, domeniche + 26 dicembre e 6 gennaio: orario 10-13 e 15-19
INGRESSO GRATUITO
8) ATTRAZIONI per bambini, in Piazza Portici
Orario giostrine
dal lunedì al venerdì + 25 dicembre e 1 gennaio: orario 15-19
sabati, domeniche + 26 dicembre e 6 gennaio: orario 10-13 e 15-19
8, 13, 14, 20, 21 dicembre, ore 15,30-18 “Il Natale di Frozen” truccabimbi, palloncini, attività’ per bimbi
13 e 20 dicembre, ore 14,30-18 Esposizione e laboratori per bimbi – Coop. Soc. Chronos
9) ALLESTIMENTI E PERCORSO DI MACCHININE, presso la Galleria Vart in corso Susa 22
7, 13, 14, 20, 21, 27, 28 dicembre e 4, 6 gennaio: orario 15-18
10) ESPOSIZIONE ALL’APERTO DI PRESEPI ARTIGIANALI, in via Bruere 282, Cappella Madonna
del Rosario, dall’8 dicembre al 10 gennaio. Inoltre, il 24 dicembre dalle ore 21,15:
Spettacolo “Emozioni” e a seguire: Concerto di Natale del Coro di Bruere, Santa Messa e brindisi
11) PIAZZA SAN ROCCO, RACCOLTA SOLIDALE di generi alimentari per famiglie in difficoltà e
FALO’ DELLA BEFANA, lunedì 5 gennaio
Ore 16,00: animazione per bambini
Ore 17,00: accensione Falò della Befana
12) FAI SHOPPING NEL NEGOZI tra nuovi allestimenti, luminarie e musica!
Come raggiungere le nuove location del Villaggio e scoprire la Città:
· IL TRENINO DI BABBO NATALE “RIVOLZONZO”
· NAVETTA GRATUITA (DIREZIONE: CASTELLO DI RIVOLI)
PARTENZA DAL PUNTO INFO DI PIAZZA MARTIRI DELLA LIBERTA’
ogni sabato e domenica + 26 dicembre e 6 gennaio: orario 10-13 e 15-19
25 dicembre e 1 gennaio: orario 15-19
Dove parcheggiare:
· Parcheggio multipiano di via Rita Levi Montalcini 5 (aperture straordinarie: sabati 6, 13, 20 dic. con orario 8-22, domeniche 7, 14, 21 dic. con orario 10-19)
· Castello (viale Papa Giovanni XXIII, via M. Melano, corso al Castello)
· Via Balegno
· Viale Partigiani d’Italia
· parcheggio interrato Piazza I Portici
· Piazza Aldo Moro
· Cimitero (corso Francia)
INOLTRE…Gadget ufficiali e idee regalo firmate “Babbo Natale” in vendita al Punto Info di
Piazza Martiri e alla Casetta del Postino sul Piazzale del Castello
– La Renna COMETA: è la Mascotte Ufficiale del Villaggio!
– La Copertina Magica: per riscaldarti durante i riposini invernali
– Il Paniere del Villaggio: tanti prodotti tipici del territorio da degustare nei giorni di
Festa
COSTRUISCI IL TUO WEEKEND O LA TUA GITA A RIVOLI
– per famiglie e gruppi: accoglienza e visite guidate
– per le scuole: programmi specifici al Villaggio, sulla Pista e Laboratori didattici (su
prenotazione)
a cura di Turismovest: info@turismovest.it
Contattaci subito!!!
Il Villaggio di Babbo Natale è organizzato da TurismOvest, con il contributo della Città di Rivoli, il patrocinio del Comune di Buttigliera Alta, della Città Metropolitana di Torino, della Regione Piemonte, del Consiglio Regionale del Piemonte e della Camera di Commercio di Torino.
Per informazioni: 011/9561043 (da lunedì al venerdì in orario 9-12,30) info@turismovest.it Oppure visitare i siti www.turismovest.it; www.ilvillaggiodibabbonatale.it. Si può rimanere aggiornati sull’evento anche sulla pagina Facebook Il Villaggio di Babbo Natale.
Scopri – To alla scoperta di Torino
A Torino, quando arriva il freddo, c’è un profumo che attraversa i portici e si infila nelle osterie come un vecchio amico: quello della bagna cauda. È un piatto che sembra semplice, quasi umile, ma custodisce una storia di viaggi, di campagne e di convivialità che ha segnato l’identità gastronomica piemontese. Oggi, mentre i ristoranti torinesi continuano a reinterpretarla, la bagna cauda rimane una delle esperienze più sincere da vivere in città.
La sua origine non è interamente torinese, ma Torino ha avuto un ruolo decisivo nel trasformarla da pietanza contadina a rito urbano. Nata nelle Langhe come salsa energetica per i vendemmiatori, a base di acciughe sotto sale, aglio e olio, arrivò presto nei mercati cittadini insieme alle barbatelle, ai carrettieri e alle famiglie che cercavano lavoro in città. Qui la ricetta trovò gli ingredienti migliori, le acciughe spagnole che arrivavano nello storico mercato di Porta Palazzo e l’aglio di Caraglio, considerato da molti il più adatto per ottenere una salsa morbida e profumata senza essere aggressiva.
L’arte della preparazione
Preparare la bagna cauda perfetta a Torino è considerato quasi un gesto rituale. Le acciughe devono essere dissalate con pazienza, l’aglio tagliato fine e cotto lentamente fino a diventare una crema. Qualcuno aggiunge una noce di burro, altri giurano che un goccio di latte attenui l’asprezza senza tradire la ricetta. Le verdure che la accompagnano parlano di stagioni: cardi gobbi di Nizza Monferrato, peperoni di Carmagnola, topinambur, cavolo verza, barbabietole. Ogni famiglia, ogni chef, ogni trattoria custodisce una variante che racconta un pezzo di Piemonte.
Negli ultimi anni si sono diffuse anche versioni più leggere, con meno aglio o addirittura con l’aglio cotto nel latte per renderlo più digeribile. Ma a Torino c’è ancora chi difende la versione tradizionale, convinto che la bagna cauda sia un piatto che non va addomesticato: o la si ama o la si teme, e questo fa parte del suo fascino.
I ristoranti di Torino che la celebrano
Il capoluogo piemontese ha fatto della bagna cauda una bandiera, e alcune tavole sono diventate luoghi di pellegrinaggio per gli appassionati. In molti ricordano ancora le serate affollate di certe osterie del Quadrilatero, dove il profumo della salsa usciva dalle porte spalancate e attirava studenti, famiglie e turisti incuriositi. In una trattoria di Borgo San Paolo, lo chef racconta spesso di aver imparato la ricetta da sua nonna: durante le prime nebbie autunnali preparavano il fujot di terracotta che manteneva la salsa calda al centro del tavolo, mentre le chiacchiere si mescolavano al vapore dei cardi appena tuffati.
Nel quartiere Vanchiglia c’è un ristorante che propone la bagna cauda solo due mesi l’anno. Il proprietario, con un sorriso furbo, dice che è il piatto a decidere quando vuole comparire: «La bagna cauda è come un ospite importante, arriva quando è il momento giusto». La loro versione è celebre per il profumo intenso e per le verdure che cambiano ogni settimana, a seconda del raccolto che arriva dai piccoli produttori della collina torinese.
Anche alcune trattorie storiche della zona di San Salvario mantengono viva la tradizione delle serate dedicate, in cui la bagna cauda diventa un pretesto per stare insieme. Un cameriere racconta che una volta un gruppo di amici napoletani, alla loro prima esperienza, aveva ordinato due fujot “per assaggiare”. Dopo mezz’ora, conquistati dalla salsa fumante, ne avevano chiesti altri quattro, ridendo e domandandosi come avessero potuto vivere senza.
Le varianti che raccontano la città
Torino ha sempre avuto la capacità di integrare culture e influenze diverse, e questo vale anche per la bagna cauda. Alcuni ristoranti del centro propongono una versione “rossa”, arricchita con un pizzico di peperoncino. Altri preferiscono la variante “ricca”, con tartufo nero grattugiato sopra la salsa calda, un’idea nata pare in un locale vicino al Po, dove lo chef voleva proporre qualcosa che unisse la tradizione contadina alla raffinatezza sabauda.
La città ospita ogni anno anche cene collettive dedicate alla bagna cauda, momenti in cui il piatto diventa un racconto corale: torinesi di lungo corso, studenti fuori sede e curiosi provenienti da altre regioni si siedono allo stesso tavolo e condividono risate, mani unte e racconti che nascono spontanei.
Torino e la bagna cauda continuano così a camminare insieme: un piatto caldo, generoso, che non ha paura di essere intenso e che più di molti altri sa trasformare una cena in un’esperienza. Chi arriva in città e decide di provarla scopre presto che non si tratta solo di una salsa, ma di un rito, un modo tutto piemontese di stare a tavola e di raccontare la propria storia attraverso il cibo.
NOEMI GARIANO

Nuovo o usato?
Chi abbia almeno la mia età ricorderà gli anni del boom economico, intorno al 1960, periodo che ha visto lo sviluppo degli acquisti con cambiali o, in casi più rari, in contanti per la lavatrice, l’automobile, il televisore, il frigorifero e, in generale, tutto ciòche rappresentava l’innovazione di quei tempi, lasciata alle spalle una guerra devastante.
Nessuno a quell’epoca avrebbe acquistato elettrodomestici o auto usate (o, come si diceva allora, di seconda mano) per due validi motivi: uno pratico, perché non esisteva ancora in mercato dell’usato di quei beni e, in secondo luogo, perché quegli acquisti rappresentavano uno status symbol, ovvero si acquistava per possedere ed utilizzare l’oggetto ma anche, e soprattutto, per farne mostra con i vicini, i parenti ed i colleghi.
Ricordo ancora quanti recandosi a lavorare in FIAT mostravano con aria di superiorità la loro 500 (in alcuni casi la 600) ai colleghi che, per ragioni che non tocca a noi sindacare, possedevano soltanto la bicicletta.
Verso gli anni ’80, iniziando la crisi che perdura tuttora, fecero la prima comparsa i mercatini dell’usato, alcuni raggruppati sotto un franchising, che permettevano da un lato di disfarsi degli oggetti ereditati da genitori o parenti vari, non più necessari o anche solo non più desiderati e, dall’altro, di acquistare un oggetto pagandolo molto meno del nuovo.
In realtà la vendita dell’usato, almeno in Italia, non è mai decollata del tutto perché, probabilmente, il desiderio un oggetto per primi è più forte della necessità di risparmiare.
Ecco, quindi, che se si eccettuano le auto a chilometri zero, dove il risparmio è di svariate migliaia di euro, o la tradizionale compravendita di immobili, sono una minima parte quelli che acquistano una cucina usata, un televisore usato, o altri mobili usati.
Persino le concessionarie auto hanno dovuto studiare nuove forme di vendita per incentivare l’acquisto delle autovetture di seconda e anche terza mano, ad esempio consentendo di inserire nel pagamento rateale la manutenzione ordinaria, polizze che coprono ogni rischio, il soccorso stradale, ecc. così da sopperire con la sicurezza al disagio dell’autoveicolo usato.
I prezzi ridotti enormemente di elettrodomestici, smartphone, computer e via dicendo hanno ulteriormente accentuato la disaffezione degli utenti nei confronti dell’usato, preferendo il nuovo anche se di qualità inferiore o addirittura scadente ad un usato di qualità.
Le convenzioni sociali, poi, fanno il resto: non posso comprare usato un capo di abbigliamento o una borsa griffati perché, se non me l’hanno mai visti indossati, capiscono subito che arrivano dal mercatino; meglio, quindi, andare sul nuovo a costo di doverci privare di altro per arrivare a fine mese.
Vale la pena sacrificarsi per apparire agli occhi degli altri come gli altri si aspettano? Ha senso apparire secondo schemi che non ci appartengono piuttosto che vivere la nostra vita come piace a noi e come ci soddisfa?
Che senso può avere spendere cifre enormi per un qualcosa di nuovo che abbandoniamo dopo poco perché passato di moda, perché cambiano i nostri gusti o semplicemente perché la tecnologia si evolve e rende il nostro acquisto obsoleto in breve tempo?
Sergio Motta
Domenica 7 dicembre
La Natività dipinta da Defendente Ferrari nel 1531, scena centrale del grande polittico nella chiesa di Sant’Antonio di Ranverso, è il punto di partenza della visita tematica “Presepe!”, in programma domenica 7 dicembre alle 15.30. Si tratta di un appuntamento alla scoperta di storie, personaggi e simboli del Presepe. Il polittico fu realizzato come vita da larte degli abitanti di Moncalieri per la scampata pestilenza. Collocato a Ranverso dal 1532, dopo un lungo e accurato trasporto fra le campagne piemontesi, è oggi una delle opere più rappresentative del Rinascimento piemontese. Nella scema centrale è raffigurata la Natività, ai lati compaiono i Santi protettori della peste; Sant’Antonio Abate e San Sebastiano a sinistra, San Rocco e San Bernardino da Siena a destra. Nella predella sono illustrati sette episodi nella vita di Sant’Antonio Abate, mentre la cornice lignea dorata e le ante dipinte internamente ed esternamente completano la magnificenza dell’opera, che segna il superamento dello stile gotico e l’affermazione compiuta del linguaggio rinascimentale.
Precettoria di Sant’Antonio di Ranverso – località Sant’Antonio di Ranverso, Buttigliera Alta, Torino.
Costo visita: 5 euro oltre al costo del biglietto: intero 5 euro/ridotto 4 euro
Indispensabile la prenotazione entro il giorno che precede la visita – info e prenotazioni: da mercoledì a domenica – 011 6200603 – ranverso@biglietteria.ordinamauriziano.it
Mara Martellotta
Allo Spazio “OPEN” di “Fondazione Time2”, degustazione solidale di vini del Piemonte a sostegno delle attività della “Fondazione”
Giovedì 11 dicembre, dalle 18 alle 20 o dalle 21 alle 23
Sarà “una serata inedita, capace di connettere territorio, gusto e solidarietà trasformando ogni calice in un gesto concreto per una società più aperta e un territorio attivo nel cambiamento”. E’ questo, secondo gli organizzatori, l’obiettivo de “Il vino delle feste”, evento di degustazione solidale a sostegno di “Fondazione Time2”, l’“Associazione” fondata nel 2019 da Antonella e Manuela Lavazza, con lo scopo di affiancare – nelle due sedi “OPEN” e “Casa Mistral” aperte la prima a Torino e la seconda ad Oulx, in Valsusa – persone con disabilità nel passaggio all’età adulta e nel costruire il loro futuro su basi di “uguaglianza” e “pari opportunità”, attraverso attività educative, sportive e inserimenti lavorativi.
L’appuntamento è per giovedì 11 dicembre presso lo spazio “OPEN – Spazio aperto di diversità” in corso Stati uniti 62/B, a Torino, con la possibilità di adesione in due diverse fasce orarie: dalle 18 alle 20 o dalle 21 alle 23.
L’idea, sicuramente interessante e di alto profilo, umano e culturale, per tutti i (più o meno incalliti, ma sempre nella giusta misura)“wine lovers” é quella di dar vita ad un’autentica esperienza sensoriale attraverso le aree più interessanti, sotto tale aspetto, del Piemonte: dalle Langhe al Roero, dal Monferrato al Canavese. Attorno a calici e bottiglie selezionate ci saranno le “storie dei produttori” con la possibilità di scegliere i vini delle prossime Feste, trasformando un semplice gesto quotidiano in un atto di sensibilità e responsabilità collettiva. “Le narrazioni delle cantine, il legame con la terra, l’identità di un prodotto che porta con sé un paesaggio: tutto questo diventa il ponte tra i produttori, gli appassionati e la comunità … Ogni calice degustato e ogni bottiglia acquistata contribuiranno infatti ad implementare i progetti della ‘Fondazione’, rafforzando un modello in cui il territorio non è solo cornice, ma attore attivo di cambiamento”.
Sedici le Cantine presenti e attentamente selezionate. Tutte hanno offerto in dono per l’evento di solidarietà i vini delle loro migliori etichette mettendo a disposizione una selezione limitata in due fasce di prezzo (15–20 Euro e 30–50 Euro). All’ingresso, i partecipanti riceveranno un “kit degustazione” comprensivo di calice, portacalice, grissini e mappa delle cantine partecipanti. Il contributo d’ingresso è di 5 Euro, che sarà scalato in caso di acquisto di una o più bottiglie. L’evento è riservato a persone maggiorenni. Tutto il ricavato sarà destinato alle attività della Fondazione Time2.
“L’appuntamento – concludono gli organizzatori – si propone quindi come molto più di una semplice degustazione: è, infatti, un’occasione per riconoscere il valore della diversità – produttiva e umana – e per praticare un consumo consapevole”.
“OPEN – Spazio Aperto di Diversità” è stato progettato per accogliere tutti: gli spazi sono accessibili in carrozzina, sono presenti bagni accessibili e “gender-neutral”, e sono disponibili “cuffie antirumore” su richiesta.
Per esigenze specifiche di accessibilità è possibile contattare la “Fondazione Time2” all’indirizzo accessibilità@fondazionetime2.it o al numero telefonico 011/ 78 65 45.
g.m.
Nelle foto: cortile esterno “OPEN-Spazio Aperto di Diversità” e Locandina evento
Natale alla Reggia di Venaria e al Borgo Antico
La Reggia di Venaria e il Borgo Antico cittadino ospitano la quinta edizione
di “Immaginaria”, la rassegna-evento delle festività natalizie promossa dal
Consorzio delle Residenze Reali Sabaude e dalla Città di Venaria Reale
Videomapping, aperture serali, concerti, spettacoli, laboratori, sfilate e mercatini di Natale
si alternano dal 6 dicembre 2025 al 6 gennaio 2026 nella magica cornice del Centro
Storico cittadino e della Reggia di Venaria, con il ricco programma di Immaginaria
2025.
Il Centro Storico e il Borgo antico diventano un palcoscenico unico di luci e suoni che
ricreano la suggestiva atmosfera del Natale, inglobando le facciate della Reggia che si
animano con forme e colori attraverso le proiezioni di Luminographie realizzate
dell’artista Gaspare Di Caro. Il videomapping d’artista a sua volta rappresenta l’ultimo atto
di “Into the Light”, il programma culturale della Reggia di Venaria dedicato al tema della luce
A partire dal 7 dicembre gli spazi barocchi della Reggia ospitano concerti, laboratori e
attività per famiglie a tema natalizio, e dal 26 dicembre fino al 5 gennaio, nel cuore
delle festività, la proposta si arricchisce con le Sere di Natale alla Reggia: aperture
serali fino alle ore 22 del Piano Nobile e della mostra in corso Fernand Leger! accessibili
con un biglietto a tariffa speciale. Un’occasione per vivere la magia del Natale tra luci,
atmosfera regale, arte e architettura.
La Reggia di Venaria si colora delle magiche atmosfere natalizie e accoglie il pubblico con un grande albero di Natale posto al centro della Piazza della Repubblica, in fronte alla Torre dell’Orologio, e con le affascinanti Luci d’Artista lungo Via Mensa, nel Borgo Antico.
A partire dal 22 dicembre, ad impreziosire e rendere speciale la visita del pubblico che raggiungerà la Reggia nel periodo delle festività natalizie, La Venaria Reale presenta il Presepe del Re: un meraviglioso presepe con 120 figure artistiche del settecento napoletano, messe a disposizione dall’Istituto Centrale per la Demoetnoantropologia di Roma (già Museo Nazionale delle Arti e Tradizioni Popolari). Con la progettazione e la costruzione scenografica di Nicola Maciariello e l’allestimento di Nicolò Giacalone, il presepe espone una parte della raccolta di figure presepiali formatasi in occasione della grande Mostra di Etnografia italiana tenutasi a Roma in piazza d’Armi per l’Esposizione Internazionale del 1911 per il Cinquantenario dell’Unità d’Italia.
Il magico e affascinante Presepe del Re, attende i visitatori della Reggia nella Sacrestia della Cappella di Sant’Uberto, al termine del percorso di visita, ed è compreso nel biglietto di ingresso alla Reggia, alla mostra “Cavalieri. Dai Templari a Napoleone” e ai Giardini.
Gli orari di visita al presepe sono i medesimi della Reggia.
Dal Martedì al Venerdì: 9 – 17; Sabato: 9 – 21.30; Domenica: 9 – 20.
La Cappella di Sant’Uberto ospiterà, alla mezzanotte del 24 dicembre la Messa di Natale.
A partire dalle ore 23, ci sarà la veglia di preghiera presso la Chiesa della Natività di Maria Vergine, in Piazza dell’Annunziata, nel Borgo Antico di Venaria Reale.
Una processione attraverso via Mensa, condurrà alla Cappella di Sant’Uberto, dove verrà celebrata la Santa Messa di mezzanotte.
Tra colline, borghi e montagne, il Piemonte offre incontri autentici e percorsi lenti che trasformano il modo di scoprire un territorio.
C’è un momento, in ogni viaggio, in cui ci si accorge di non essere più semplici visitatori, può succedere mentre si ascolta il racconto di un artigiano, mentre si impara un gesto antico in una cucina di famiglia, o mentre si cammina su un sentiero che qualcuno percorre da una vita, è lì che comincia il turismo esperienziale.
Sempre più persone oggi non cercano solo luoghi da vedere, ma incontri da vivere. Vogliono sentirsi parte di un territorio, anche solo per un giorno. Lontano dalle visite veloci e dalle fotografie scattate di corsa, emerge il desiderio di rallentare, di entrare nella trama quotidiana dei luoghi, di ascoltare chi li abita. È un modo di viaggiare che richiede apertura, curiosità, disponibilità a lasciarsi sorprendere. 
Il turismo esperienziale nasce da qui: dall’idea che un luogo non si conosce davvero finché non si incrociano gli sguardi delle persone che lo custodiscono. È un modo di viaggiare che mette al centro le comunità locali, non più comparse, ma protagoniste. Chi accoglie non offre solo un servizio: condivide un pezzo della propria vita, quel gesto crea una relazione che arricchisce entrambe le parti. Il viaggiatore porta rispetto e attenzione, chi ospita ritrova valore nelle proprie tradizioni e nella propria storia. È un equilibrio delicato, che può diventare una forma di turismo sostenibile e responsabile, capace di generare economie diffuse senza snaturare l’identità dei territori.
In questo scenario il tempo assume un nuovo ritmo. Non è più una risorsa da ottimizzare, ma un compagno di viaggio. Si scopre che fermarsi, ascoltare, prendersi un’ora in più per capire un gesto o un racconto, non è una perdita: è il cuore stesso dell’esperienza. Il turismo esperienziale invita a lasciarsi condurre con lentezza, a vivere i luoghi con la stessa intensità con cui si vive un incontro importante.
Il Piemonte è una regione che invita naturalmente al turismo esperienziale, qui ogni territorio racconta qualcosa e lo fa attraverso le persone che lo abitano, le tradizioni che resistono e i paesaggi che cambiano volto a ogni stagione.
Nelle Langhe, nel Roero e nel Monferrato, l’esperienza nasce spesso intorno al vino e alla terra. Entrare in una piccola cantina significa ascoltare storie di famiglia, capire la fatica dietro un vigneto, scoprire gesti tramandati che trasformano l’uva in un racconto liquido. Le colline non si attraversano soltanto: si vivono camminando tra i filari, parlando con chi li cura ogni giorno, lasciandosi guidare dai ritmi lenti del paesaggio. Spostandosi verso le montagne, nelle valli alpine l’esperienza prende la forma di una passeggiata con una guida del posto, di una visita a una baita, di un laboratorio in cui si impara un antico mestiere. Qui il viaggio diventa immersione: il silenzio, la natura e le storie degli abitanti accompagnano chi arriva e lo portano a rallentare, a osservare, a sentire i luoghi con maggiore intensità.
Anche nelle città e nei borghi, il Piemonte offre un turismo esperienziale fatto di incontri e dettagli. Nei giardini storici, nelle botteghe artigiane, nelle strade che custodiscono memoria, si scopre un patrimonio che vive grazie alle persone che lo raccontano, ai loro aneddoti, alla passione con cui aprono le porte del proprio lavoro o della propria casa.
Questo modo di viaggiare funziona qui perché la regione ha scelto di valorizzare la sostenibilità, il rispetto per l’ambiente e il coinvolgimento delle comunità locali. L’esperienza non è costruita a tavolino: nasce dalla vita reale dei luoghi, dalla loro identità.
In Piemonte chi viaggia non solo vede, ma partecipa. Va via con un ricordo che non è una semplice immagine: è un profumo, una voce, un gesto imparato. È il privilegio di aver toccato l’essenza di un territorio che ama raccontarsi lentamente, e’ un nuovo modo di viaggiare che non e’ turismo, ma conoscenza e fusione con l’ambiente circostante, naturale e umano.
