Volley Serie A: 12.853 spettatori per la Finale di Coppa Italia Frecciarossa 

Era nell’aria, ma i dati finali hanno superato le migliori previsioni: la Finale della Coppa Italia Frecciarossa è ufficialmente sold-out. Sono 12.853 gli spettatori che accorreranno per assistere alla Finale dell’Inalpi Arena, la squadra Campione del Mondo di Scandicci contro la squadra Campione d’Europa e d’Italia di Conegliano in programma oggi, domenica 25 gennaio alle ore 15 in diretta Rai 2. Un nuovo record storico per la pallavolo italiana, in un weekend che ha già raggiunto obiettivi incredibili e unici, con più di 25mila persone che in questa due giorni hanno animato e animeranno le sfide delle eccellenze della Serie A.

Questo il commento del Presidente della Lega Pallavolo Serie A Femminile, Mauro Fabris: “Quello a cui abbiamo assistito all’Inalpi Arena non è solo un evento sportivo, è un punto di svolta per l’intero movimento. Portare oltre 25.000 persone in due giorni in una delle eccellenze impiantistiche italiane è un risultato senza precedenti che premia la nostra volontà di osare, responsabilmente, una prova che la nostra Serie A può e deve crescere ancora. Il dato di oggi, con 12.853 spettatori, segna il record storico assoluto per la Lega Volley Femminile: un passaggio, non definitivo, che conferma la bontà delle scelte della Lega nel puntare su palcoscenici iconici, sfidanti, che però ci ha premiato con le splendide immagini di questo fine settimana”.

“Conoscere la Storia e capire per chi amministra fa la differenza”

“E ci guadagna la gente” 

Egregio Direttore,
Alcuni giorni fa si è tenuto un incontro tra Sindaci del rivolese e della Bassa Valle in cui si è messa in alternativa il prolungamento della Metro a Rivoli con la TAV, una delle dieci reti europee di trasporto su rotaia , lunga tremila chilometri che collega tra loro Paesi che valgono 1/5 del PIL europeo e che metterà in rete almeno altri tre corridoi ferroviari che collegano i porti del Mediterraneo con i porti del Nord Europa con l’obiettivo di caricare il più possibile su rotaia i container e la merce che arriva via mare e portarli a destinazione senza inquinare . Personalmente ritengo che chi si candida ad amministrare la cosa pubblica dovrebbe dare un esame sulla Storia d’italia, sul Risorgimento e sulle scelte strategiche che il Paese ha fatto negli ultimi duecento anni. Le Alpi come ci ha insegnato Cavour sono un impedimento strutturale per i nostri collegamenti con l’Europa. Il primo appunto di Cavour al Re parlava propriodi questo. Se Tu chiedi a Sindaci, Deputati  Senatori, Consiglieri Comunali e Regionali quanti hanno studiato il libro di Rosario Romeo che più di tutti spiega la strategia di governo del più grande Statista europeo dell’800 ,come venne definito Cavour dagli inglesi Ti cadranno le braccia. Cavour fece allargare il porto di Genova per spingere la economia piemontese. Cavour disegnò la rete ferroviaria e spinse la nascita dell’Ansaldo così l’Italia mentre metteva i binari costruiva anche le locomotive che trainavano i carri ferroviari. Nel 1857 il più piccolo degli Stati europei approvò l’opera del Secolo, il traforo del Frejus. Quella era gente che aveva la Vision su dove portare il Paese ma sapeva anche essere molto efficiente nel realizzare le opere perché sapeva bene che noi avevano un PIL che era un quarto di quello inglese ed eravamo poveri e arrivavamo in ritardo alla industrializzazione. La Scuola di governo piemontese e’ stata la migliore Scuola di governo italiana . Solo i Governi De Gasperi degli anni cinquanta che ci dettero il Boom economico possono essere paragonati ai Governi di Cavour e Giolitti. La risposta di Cavour al Re che gli elencava i contrari al Traforo dovrebbe essere controfirmata da chi va al governo oggi : “Maestà noi dobbiamo governare anche per quelli che non capiscono”. Come sai i trasporti sono responsabili per un terzo dell’inquinamento che causa decine di migliaia di morti ogni anno, in particolare coloro che hanno problemi di respirazione. La costruzione delle nuove reti europee di trasporto su rotaia ridurranno strutturalmente per sempre una delle tre cause di inquinamento. Tutti gli altri mezzi di trasporto inquinano, chi più chi meno. Treno e Metropolitane sono le due modalità di trasporto green più importanti. MAdrid da sola ha più km di rete di metropolitane di tutta l’Italia messa insieme. Come sai da noi il PCI è sempre stato contrario alle autostrade e alle metropolitane. Al Sindaco Peyron che voleva costruire la Metropolitana negli anni 50, il capogruppo del PCI in Consiglio comunale rispose : “Signor Sindaco gli operai preferiscono andare in auto”. Nel 75 il manifesto del PCI era NO ALLE GRANDI OPERE così nel 76 dopo la vittoria di Novelli il Comune rinunciò al finanziamento del Governo . Riuscimmo ad avere la Linea 1 solo perché era una delle condizioni poste del CIO per darci le Olimpiadi del 2006.
TAV e Metro sono però due cose diverse. La TAV porta sviluppo e crescita della economia . Noi siamo il Paese europeo ad averne più bisogno perché abbiamo un Debito Pubblico di 3000 miliardi (nel 2011 quando arrivò Monti eravamo sotto i 2000 miliardi ) che ci costano 90 miliardi di interessi l’anno . Soldi tolti alla Scuola, alla Sanità etc.etc. La TAV come il Terzo Valico e il Brennero sono indispensabili per farci crescere di almeno un punto di PIL in più all’anno come ho scritto nel mio ultimo libro presentato alla Camera dal dott. Gianni Letta.
La maggiore crescita economica genera l’aumento delle somme incassate dallo Stato e che annualmente vengo ripartite alla Sanità , alla Scuola e al Trasporto pubblico locale.
Se qualcuno dei Sindaci avesse mai amministrato una azienda saprebbe che gli investimenti sono prioritari per far crescere il fatturato della azienda col quale fatturato si pagano stipendi del personale, affitti e servizi. Ecco perché sono sempre stato favorevole sia alla TAV che al prolungamento della Metropolitana a Rivoli oltre che alla linea 2 che avrebbe dovuto essere progettata massimo in due anni dopo l inaugurazione del 2006 (primo sabato di febbraio). E qui arriviamo alla seconda questione. Che affronto simpaticamente e scherzosamente. Il Vice presidente della Città Metropolitana Suppo , il giovane Sindaco di Condove, chiudendo la riunione dice “se proprio devono fare la TAV allora ci diano là Metro sino a Rivoli come compensazione. Sono completamente d’accordo solo che io questa proposta “Lasciateci fare la TAV e noi finanzieremo la Metro sino a Rivoli ” la feci da Sottosegretario di Stato ai trasporti nel 2011 in Comune a Rivoli quando firmai insieme all’allora Presidente della Peovincia Saitta la richiesta di finanziamento al Governo per prolungare là Metro sino a Rivoli.
Se i NoTav lo avessero capito allora invece di darmi del ricattatore oggi avremmo la TAV e la Metro a Rivoli. Capire prima fa sempre la differenza , in particolare per quelli che hanno responsabilità amministrative e le cui scelte ricadono su tutti noi.
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Mino GIACHINO 
Responsabile torinese UDC

Prima Giornata della prevenzione veterinaria

25 GENNAIO 2026

In Piemonte ogni anno visitati quasi 40 milioni di animali per garantire la salubrità delle carni

Il 25 gennaio 2026 si celebra per la prima volta la Giornata Nazionale della Prevenzione Veterinaria, un appuntamento istituito con la Legge 1° aprile 2025, n. 49 e pensato per promuovere la cultura della prevenzione veterinaria e rafforzare l’approccio One Health, che riconosce il legame tra salute umana, salute animale e tutela dell’ambiente.

I veterinari

I veterinari svolgono un ruolo chiave in questo sistema, contribuendo a tutelare la salute umana mediante la sorveglianza delle malattie infettive e parassitarie degli animali che in molti casi possono trasmettersi all’uomo, al controllo degli allevamenti per il benessere animale e la sostenibilità ambientale, alla sicurezza degli alimenti di origine animale e alla tutela della biodiversità.

Gli allevamenti e la filiera agroalimentare

Il controllo sanitario degli animali destinati alla produzione di carne, latte e uova è essenziale per garantire prodotti sicuri e di qualità sulle tavole dei consumatori. Attraverso ispezioni, monitoraggi e piani di prevenzione, i servizi veterinari contribuiscono a ridurre l’uso improprio di farmaci, come gli antibiotici, contrastando il fenomeno dell’antimicrobico-resistenza.

La medicina veterinaria

Altrettanto importante risulta il ruolo della medicina veterinaria anche per garantire la salute ed il benessere degli animali da compagnia, sempre più presenti nelle famiglie italiane: visite veterinarie regolari permettono di individuare precocemente patologie spesso silenziose, migliorando la qualità e l’aspettativa di vita di cani, gatti e altri animali domestici ed esotici presenti nelle nostre case. Inoltre, una corretta informazione dei proprietari favorisce comportamenti responsabili, come l’identificazione tramite microchip, la sterilizzazione e il rispetto delle esigenze etologiche degli animali.

Alcune azioni in Piemonte

Sicurezza Alimentare: controlli rigorosi “dal campo alla tavola”. Ogni passaggio della filiera produttiva è monitorato per garantire che carne, latte e derivati siano privi di rischi per il consumatore.

Gestione della Fauna Selvatica: il Piemonte è in prima linea nella gestione della Peste Suina Africana (PSA), con interventi di sorveglianza e biocontenimento che sono diventati un riferimento per la gestione delle emergenze epidemiologiche.

Anagrafe degli Animali d’Affezione: Una gestione dell’anagrafe canina e felina che riduce l’abbandono e favorisce una convivenza urbana responsabile.

 

Le collaborazioni

La Regione Piemonte mantiene da anni una stretta collaborazione con l’Istituto Zooprofilattico Sperimentale del Piemonte, Liguria e Valle d’Aosta. Questa sinergia permette di applicare le più moderne tecniche di analisi genomica per tracciare i virus in tempo reale, anticipando possibili focolai prima che diventino emergenze.

 

Alcuni dati

In Piemonte gli iscritti agli Ordini professionali provinciali dei medici veterinari sono 3 mila: 450 impegnati nelle Asl, all’Istituto Zooprofilattico Sperimentale per le attività nell’ambito dei dipartimenti di prevenzione, nell’amministrazione regionale e, in qualità di docenti, nel Dipartimento delle scienze veterinarie dell’Università di Torino, mentre 2.550 sono impegnati nella clinica degli animali da compagnia, nelle attività zooiatriche, dove contribuiscono con la veterinaria pubblica ad assicurare la sicurezza delle produzione agro-alimentari, o dipendenti di aziende private (laboratori, mangimifici, industrie alimentari, ecc.).

I veterinari delle Asl piemontesi ogni anno visitano quasi 40 milioni di animali per garantire la salubrità delle carni bovine, suine e avi-cunicole immesse sul mercato, con oltre mille analisi igienico-sanitarie lungo la filiera del latte.

Sulla base dei controlli effettuati, e su richiesta delle imprese, i servizi veterinari delle Asl emettono annualmente oltre 25 mila certificati per permettere l’export di alimenti piemontesi, facilitando l’accesso delle aziende locali ai mercati internazionali e promuovere i prodotti del territorio.

Negli allevamenti di animali da reddito vengono effettuati ogni anno oltre 5 mila controlli per garantire il rispetto del benessere animale, l’identificazione dei capi e il corretto utilizzo del farmaco veterinario, oltre ad essere effettuati quasi 28 mila accessi in stalla per prevenire la diffusione di malattie infettive.

La rettrice dice no al concerto, attacco dei collettivi: “atteggiamento vigliacco e autoritario”

L’Università ha disposto la chiusura temporanea di Palazzo Nuovo, sede storica delle facoltà umanistiche, dopo che sui social era stata pubblicizzata una festa a sostegno di Askatasuna, accompagnata da slogan come “Que vive Askatasuna” e dalla presenza di dj e artisti. L’iniziativa, però, non aveva ricevuto alcuna autorizzazione ufficiale e non offriva garanzie adeguate sul piano della sicurezza. La rettrice ha chiarito che, se l’evento fosse stato organizzato ugualmente, l’ateneo avrebbe informato le autorità competenti.

Il provvedimento ha provocato una dura reazione da parte di collettivi studenteschi e ambienti antagonisti, . Secondo i contestatori, la rettrice avrebbe ceduto alle pressioni delle forze dell’ordine, restringendo così gli spazi di aggregazione e socialità all’interno dell’università.”In piena sessione viene blindato Palazzo Nuovo per impedire lo svolgimento di una festa, come se ne sono fatte tante fino ad oggi, momenti in cui condividiamo una socialità fuori dalle logiche del profitto, organizzata e autogestita dalle studentesse e dagli studenti che ogni giorno vivono l’ateneo.

Riteniamo quello della rettrice un comportamento vigliacco, autoritario e inutilmente allarmista, che succube delle intimidazioni della questura cerca in ogni modo di montare casi mediatici dal nulla ed esercitare la propria influenza su tutte le emanazioni istituzionali della città”. Così in una nota  sui social, il Collettivo universitario autonomo (Cua), realtà studentesca vicina al centro sociale Askatasuna, dopo la decisione della rettrice dell’Università di Torino di chiudere Palazzo Nuovo, sede delle facoltà umanistiche, fino a lunedì per motivi di sicurezza

LE REAZIONI POLITICHE
«Preservare la libertà di espressione di un luogo sacro per lo studio come un Ateneo è un dovere di ogni cittadino. È questo quello che ha fatto, ancora una volta, Cristina Prandi, Magnifica Rettrice dell’Università di Torino, ed è anche per questo che esprimo a lei la mia solidarietà, come in passato avevo avuto modo di manifestarle tutto il mio apprezzamento per il prezioso lavoro già svolto in questi mesi», lo dichiara Paolo Zangrillo, ministro per la Pubblica amministrazione, che prosegue:
«La decisione di chiudere temporaneamente il Polo universitario di Palazzo Nuovo è un atto di responsabilità istituzionale, assunto per garantire la sicurezza degli studenti, del personale e dei beni pubblici, di fronte al rischio concreto di iniziative non autorizzate e a un clima di tensione alimentato da sigle che strizzano l’occhio ad Askatasuna e ad altre realtà eversive.
Siamo di fronte a una galassia antagonista impegnata a pianificare disordini, scontri e attacchi alle Forze dell’Ordine. Chi diffonde manuali di guerriglia urbana, inneggia alla violenza e minaccia le istituzioni si colloca deliberatamente fuori da ogni perimetro di dialogo civile. L’Ateneo è un luogo di sapere, libertà e confronto democratico e non può diventare una zona franca per l’illegalità né un palcoscenico per feste abusive o iniziative che mettono a rischio l’incolumità pubblica. Accusare di autoritarismo chi tutela sicurezza e legalità significa ribaltare la realtà ed è un gioco pericoloso che va fermato», conclude il ministro Zangrillo
«Askatasuna e i satelliti di eversione che le ruotano attorno non hanno nulla a che vedere con il diritto allo studio. Le Università non possono e non devono concedere alcuno spazio, né fisico né politico, a chi sostiene organizzazioni che hanno già annunciato per il prossimo 31 gennaio una giornata di guerriglia, distruzione e attacchi alle Forze dell’Ordine. Alla Rettrice Cristina Prandi va la nostra piena solidarietà e il nostro totale appoggio per la fermezza con cui ha scelto di dire no alla prepotenza e all’intimidazione», dichiarano il senatore Roberto Rosso, vicecapogruppo di Forza Italia a Palazzo Madama e vicesegretario regionale del partito, e Marco Fontana, segretario cittadino di Forza Italia a Torino che proseguono
«Gli insulti e le minacce rivolti alla Rettrice confermano la pericolosità di certi ambienti. Chi oggi attacca l’Ateneo non difende gli studenti, ma tenta di piegare l’università agli interessi di un universo antagonista che da anni usa Torino come laboratorio di scontro. La chiusura temporanea di Palazzo Nuovo è una scelta obbligata di sicurezza, non censura. È irresponsabile far finta che il problema non esista mentre gli stessi circuiti diffondono online manuali di guerriglia urbana e istruzioni operative per colpire le Forze dell’Ordine.
L’università non è una zona franca né una retrovia logistica per centri sociali e gruppi che pianificano disordini. Il tempo dell’ambiguità è finito: o si sta con lo Stato e con la legalità, o si è complici di chi vuole trasformare Torino in un campo di battaglia», concludono Rosso e Fontana.

Rock Jazz e dintorni a Torino: i Nomadi e Flavio Giurato Quartet

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GLI APPUNTAMENTI MUSICALI DELLA SETTIMANA

Lunedì. Alla Bottega Baretti si esibisce Mark Bonifati.

Martedì. Alla Cricca Matteo Castellano canta Jannacci.

Mercoledì. All’Hiroshima Mon Amour è di scena Vegas Jones. Al Vinile suona Felicia Juno Ensemble.

Giovedì. Alla Divina Commedia si esibisce la House Band. Al Blah Blah suonano i Medusa +Malibu Stacey. All’Hiroshima è di scena il quintetto Si’ Boom! Voilà!

Venerdì. Al Magazzino sul PO sono di scena gli Hate Moss. Alla Divina Commedia si esibiscono i Secret Chords. All’Hiroshima suonano i Mefisto Brass. Al Circolo Sud è di scena la Piccola Compagnia “Behemoth”. Al Circolino suona  Giorgio Diaferia Ensemble. Al Vinile si esibisce il Trio Marciano & Silver. Al Blah Blah suonano i No More Extasy + Hexabrot.

Sabato. Al Teatro Colosseo arrivano i Nomadi. Al Folk Club suona il quartetto di Flavio Giurato. Alla Divina Commedia si esibiscono i Bluescreen. Alla Suoneria di Settimo  è di scena la Banda Osiris. Al Circolo Sud si esibisce Ila Rosso. Al Vinile suona Diane Kowa 6 Piaggio Soul Combination.

Domenica. Allo Ziggy sono di scena Nyos + Gordonzola. Al Blah Blah suona Iguana Project + The Bang Tales. Al Vinile si esibiscono Milkway + Funkyfied.

Pier Luigi Fuggetta

Lupi, nuovi attacchi al bestiame

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“Dobbiamo riportare un equilibrio nella fauna selvatica ma anche aumentare e rendere più tempestivi risarcimenti e sostegni per le difese passive”

 

Il governo ha emanato il decreto che dispone definitivamente il declassamento del lupo a specie con protezione semplice. Sono quindi possibili interventi di contenimento rispettando precise quote ripartite tra le regioni. Intanto non si fermano gli attacchi al bestiame da parte di lupi. Negli ultimi due mesi si sono moltiplicate le aggressioni agli animali al pascolo, soprattutto su ovini e caprini. Sono colpite un po’ tutte le zone della provincia di Torino ma i danni sono stati particolarmente pesanti nella Bassa valle di Susa dove un allevatore è stato attaccato più volte e, nonostante le precauzioni, compresi i recinti elettrificati, ha perso oltre 20 pecore e capre. Tutti gli attacchi si sono verificati in zone urbanizzate e per nulla isolate. Attacchi che si sommano a quelli denunciati nei mesi precedenti.

«Regione e Città Metropolitana devono attuare programmi di riequilibrio delle popolazioni di lupo in provincia di Torino – chiede il presidente di Coldiretti Torino, Bruno Mecca Cici – Ma accanto a questa strada i nostri allevatori chiedono risarcimenti congrui e soprattutto tempestivi oltre che maggiore sostegno per le pratiche di difesa passiva del bestiame».

Lupi continuano ad essere avvistati nelle ore notturne accanto all’autostrada della valle di Susa e lungo le statali di fondovalle. Ma gli agricoltori segnalano avvistamenti un po’ ovunque mentre cresce la preoccupazione tra gli abitanti dei territori rurali dove da tempo si segnalano anche uccisioni di cani da parte di lupi che non trovano altre prede. Del resto, le prede naturali del lupo per le quali ha svolto anche un ruolo di regolazione, oggi sono specie in forte contrazione a causa dell’eccessiva presenza di predatori.

«È ormai saltata ogni forma di equilibrio nella fauna selvatica. Mentre i cinghiali si spostano dai boschi per distruggere le coltivazioni i lupi attaccano sempre di più i capi di bestiame degli allevatori. Una situazione che, da tempo, è diventata insostenibile».

Mancano ancora i dati per il 2025 ma nel corso del 2024 sono stati registrati dai Servizi Veterinari sul sistema informativo regionale ARVET n. 534 eventi predatori al bestiame domestico, per un totale di n. 1.894 capi coinvolti (1.092 morti, 81 feriti e 721 dispersi). Nell’anno 2023 è stato registrato dai Servizi Veterinari un totale di n. 1.501 capi coinvolti (1.009 morti, 88 feriti e 404 dispersi).

Anche gli ultimi dati dei censimenti del progetto di monitoraggio Life-Wolfalps registrano una presenza in aumento anche solo rispetto a due anni fa con una stima di 464 esemplari presenti in Piemonte.

«Apprezziamo che molti sindaci del territorio stiano prendendo posizione in difesa degli agricoltori e a favore di una regolazione di quelle specie di fauna selvatica con cui è sempre più difficile la convivenza. Ultima in ordine di tempo l’iniziativa del sindaco di Roure, che ha segnalato a Regione e Prefettura la situazione difficile che si vive nel territorio della val Chisone dove sono presenti decine di lupi. Nessuno vuole riportare all’estinzione specie di fauna selvatica come il lupo ma ci pare assolutamente legittimo chiedere che la fauna selvatica non scacci l’Uomo dalla montagna. La presenza del lupo deve cessare di essere una delle grandi difficoltà che sempre più scoraggiano gli allevatori a continuare a svolgere un lavoro prezioso che da 5.000 anni è in simbiosi con l’ambiente naturale alpino».

Davide, morto a 19 anni: forse investito da un’auto e abbandonato

La morte di Davide Borgione, 19 anni, resta avvolta da molti interrogativi. Il giovane è stato trovato in gravissime condizioni nella notte a Torino, nella zona di San Salvario, all’incrocio tra corso Marconi e via Nizza. Soccorso da alcuni passanti che hanno chiamato il 118, è stato trasportato d’urgenza all’ospedale CTO, dove è deceduto poco dopo nonostante i tentativi di rianimazione.

Accanto al ragazzo è stata trovata una bicicletta elettrica, ma la dinamica dell’accaduto non è ancora chiara. Tra le ipotesi al vaglio degli investigatori c’è quella di un investimento da parte di un’automobile, che potrebbe essersi allontanata senza fermarsi a prestare soccorso. Al momento non risultano testimoni diretti e le indagini si concentrano sull’analisi delle immagini delle telecamere di sorveglianza della zona.

Davide era conosciuto per la sua passione per il calcio e per la musica e aveva trascorso la serata con amici prima di rientrare verso casa.

Da domenica 1° febbraio autovelox in corso Grosseto e corso Giulio Cesare

 

Dalla mezzanotte di domenica 1 febbraio saranno attivi i due nuovi autovelox fissi di corso Grosseto, in corrispondenza del civico 169, nel tratto tra via Casteldelfino e via Leonardo Fea e di corso Giulio Cesare, all’altezza del civico 283, tra via Oxilia e via Scotellaro.

I nuovi impianti per il controllo elettronico della velocità, che sono stati regolarmente approvati dal Ministero delle infrastrutture e Trasporti, rileveranno automaticamente da remoto, con fotogrammi, le infrazioni per il superamento del limite di velocità di 50 chilometri all’ora.

“Serviranno a garantire la sicurezza stradale su due direttrici di grande scorrimento – spiega l’assessore alla Polizia locale e alla Sicurezza, Marco Porcedda – Solo con la garanzia del rispetto delle regole da parte di tutti automobilisti, ciclisti e pedoni possono viaggiare sicuri. Sino ad ora l’installazione di dispositivi fissi ha portato ad una riduzione significativa di incidenti, soprattutto mortali”.

La fornitura e la realizzazione dei nuovi impianti omologati per il controllo elettronico della velocità, è stata affidata a 5T s.r.l., società in house della Città di Torino, per un totale di 600mila euro.

I due autovelox, che saranno indicati dalla apposita segnaletica prescritta dal Ministero delle Infrastrutture e Trasporti, riveleranno e terranno traccia dei veicoli che oltrepassano il limite di velocità consentito e invieranno al centro di controllo di 5T i dati e le immagini dei transiti per le operazioni di accertamento e verbalizzazione da parte della Polizia Locale. Non sarà tenuta traccia di dati sensibili e immagini relative a veicoli non in presunta violazione.

TorinoClick

Il giro d’Italia in 80 dolci approda a Torino

Il sipario più dolce d’Italia si alza su Torino. Dalle grandi platee nazionali approda in città  “Il giro d’Italia in 80 dolci”, monologo teatrale totalmente incentrato sulla cultura italiana della pasticceria, fatta di artigianalità ed eccellenza delle materie prime e l’importanza della formazione.
Mercoledì 28 gennaio, alle 10.30, alla piazza dei Mestieri, verrà portato in scena il monologo unico nel suo genere, ideato e interpretato da Tiziana Di Masi, alias La Signora in Dolce, investigatrice pasticciera, scrittrice, storyteller e, soprattutto, esponente di primo piano nel panorama italiano del teatro civile, nominata da Forbes come una delle cento donne di successo in Italia nel 2024.
Con il giro in Italia in 80 dolci la pasticceria si apre ad un pubblico diverso da quello televisivo o dei social, per dare vita a uno spettacolo  e a un vero e proprio teatro umano del gusto.

La pièce andrà in scena in un luogo simbolo della città, dove l’arte del fare diventa inclusione e futuro per i giovani, e un luogo in cui la cultura si fa mezzo per diffondere la bellezza verso i giovani stessi grazie alle proposte fatte all’interno di un annuale cartellone eventi , in cui è inserito anche questo spettacolo. L’unicità di questo progetto inedito di teatro gastronomico è rappresentata dalla formula che prevede il “Gran finale” affidato  a un maestro o maestra dell’arte pasticciera. In ogni replica sarà un big del settore a chiudere lo spettacolo, raccontando dal palco il legame tra la sua pasticceria e il territorio dove va in scena la rappresentazione. A fine show si farà degustare agli spettatori il dolce iconico da lui scelto.
Gli special guest sul palco torinese saranno proprio due studenti della piazza dei Mestieri, due futuri pasticceri, a testimonianza di come la formazione in pasticceria possa aprire nuove strade e trasformare il talento in opportunità.

I grandi dolci della tradizione italiana amati in tutto il mondo non avranno più segreti per il pubblico e si sveleranno attraverso una narrazione originale ed adatta a qualsiasi tipo di audience, in un monologo teatrale multimediale e interattivo per compiere insieme un viaggio appassionante mai compiuto prima nei dolci.

Piazza dei Mestieri

Via Durandi 13, Torino

Ingresso gratuito

Prenotazione obbligatoria tramite eventi@piazzadeimestieri.it

Mara Martellotta

Al via i festeggiamenti per l’Abbazia di Novalesa

Voglia di Medioevo, anzi di Alto Medioevo. Salone pieno zeppo di gente all’Archivio di Stato di Torino ad ascoltare i monaci benedettini della Novalesa e alcuni storici medievisti nel convegno che ha aperto le celebrazioni per i 1300 anni dalla fondazione della celebre Abbazia, fondata nel 726 tra i monti della Val Cenischia. E dire che non c’era Alessandro Barbero, illustre storico dell’ “età di mezzo”, trascinatore di folle immense, a parlare di Medioevo. Eppure, ad ascoltare i benedettini della Novalesa c’era tanta gente e molti sono rimasti fuori, nella gelida piazzetta Mollino, per motivi di sicurezza. Chi l’avrebbe mai detto, eppure è così, anche vicende di 13 secoli fa affascinano il pubblico.

Riscossa del Medioevo? Certamente un desiderio di riscoprire un’epoca appassionante e un forte interesse culturale per una fase storica ampiamente rivalutata dalla storiografia moderna. Proprio nel Medioevo sorsero le prime università, cattedrali e abbazie, invenzioni e scoperte di varie tipo, fermenti artistici e culturali. Altroché decadenza e secoli bui! L’esatto contrario. Le celebrazioni per la fondazione della Novalesa si apriranno di fatto il 30 gennaio in Abbazia con i Vespri presieduti dal cardinale Repole e continueranno fino a ottobre con un ricco calendario di eventi, tra cui concerti d’organo e musica sacra, pellegrinaggi nei dintorni del monastero con l’urna di Sant’Eldrado (abate della Novalesa nel IX secolo), conferenze, meditazioni e il 28 giugno la posa della stele commemorativa della fondazione dell’Abbazia.  Filippo Re