È una Juve da sogno!

Allo Stadium va in scena una Juventus scintillante che travolge il Napoli 3-0 nel big match della 22ª giornata e si porta a un solo punto dalla vetta. Avvio feroce dei bianconeri: intensità alta, ritmo europeo e un primo tempo di qualità. Thuram sfiora il gol colpendo il palo, poi al 22’ David sblocca la gara. Conceição va vicino al raddoppio, fermato solo da un salvataggio miracoloso di Buongiorno sulla linea.
Nella ripresa l’episodio che indirizza il match: errore pesante di Juan Jesus, Yildiz ringrazia e firma il 2-0. Conte prova a cambiare volto al Napoli con l’esordio di Giovane e il ritorno di Lukaku, ma la Juve controlla e non concede. Nel finale Kostic cala il tris e fa esplodere lo Stadium.
Una vittoria netta, matura, che profuma di grande Juve. E mentre il campo parla chiaro, resta la sensazione di un lavoro memorabile che sta dando frutti importanti.

Enzo Grassano

Soka Gakkai, formazione universitaria con due borse di studio

Master in Mediazione Interculturale

In occasione della Giornata Internazionale dell’educazione, che si è tenuta il 24 gennaio scorso, l’Istituto Buddista Italiano Soka Gakkai ha sostenuto un investimento nell’alta formazione universitaria. All’Università di Torino sono state finanziate, infatti, due borse integrali per il Master in Mediazione Interculturale, dedicato alla formazione di mediatori, essenziali in una società che necessita di professionisti capaci di costruire ponti tra culture diverse.

L’iniziativa è sostenuta con fondi 8 × mille della Soka Gakkai Italiana, risponde ad un contesto in cui oltre 78 mila giovani all’anno emigrano all’estero, rendendo strategico investire in formazione di eccellenza. Questo impegno si inserisce in una visione più ampia. Dal 2020 ad oggi la Soka Gokkai Italiana ha investito 8.45 milioni di euro  in 41 progetti educativi raggiungendo 38659 persone in tutta Italia.
L’impegno dell’Istituto Italiano Soka Gakkai assume particolare rilevanza, soprattutto di fronte ad un Paese diviso a metà. Se è vero, infatti, che i tassi di dispersione scolastica hanno registrato un miglioramento, purtroppo l’accesso a un’educazione inclusiva rappresenta ancora un miraggio.

“L’educazione è un diritto umano, un bene pubblico e una responsabilità pubblica”. Con queste parole l’Assemblea Generale delle Nazioni Unite ha proclamato la Giornata Internazionale dell’Educazione, celebrando la sua importanza per la pace e lo sviluppo.
Un ruolo multidimensionale che affonda le origini  nella celebre “Paideia”, il modello pedagogico dell’antica Grecia, che abbracciava tutte le sfere della vita per la formazione di un individuo completo. Una visione olistica della formazione che riflette l’impegno della Soka Gokkai italiana.
In Italia il tasso di abbandono scolastico tra i giovani resta critico al 19%, con un adolescente su quattro che inizia l’anno scolastico  senza materiali didattici per difficoltà economiche. A questa fragilità si aggiunge un’ulteriore emergenza, secondo un ultimo reportage UNICEF. Il 50% dei giovani ha assistito a discriminazioni di vario genere e il 10 per cento è stato vittima di cyberbullismo.

“L’educazione è per noi una forza trasformativa capace di liberare l’individuo dalla sfiducia. L’educazione dovrebbe mirare alla felicità della persona e alla sua piena realizzazione sociale” – ha dichiarato Anna Conti, vicepresidente dell’Istituto Buddista Italiano Soka Gokkai – Per questo i nostri interventi dedicati, che hanno raggiunto 38659 persone, si sono focalizzati sull’importanza dei giovani come co-creatori di una nuova era culturale.
Nella nostra visione, quindi, non vogliamo limitarci a trasmettere nozioni, desideriamo fornire antidoti concreti all’esclusione, alla discriminazione e alla violenza,  promuovendo un concetto di cittadinanza globale, parità di genere, rispetto per la vita e gestione non violenta del conflitto. Crediamo, infatti, che un’educazione circolare rappresenti il seme per far germogliare un cambiamento duraturo e positivo- conclude la vicepresidente.
All’Università di Torino sono state finanziate due borse di studio per il Master in Scienze Religiose e Mediazione Interculturale  dedicato alla formazione di mediatori, essenziali in una società multiculturale.

Mara Martellotta

Davide, morto a 19 anni: forse investito da un’auto e abbandonato

La morte di Davide Borgione, 19 anni, resta avvolta da molti interrogativi. Il giovane è stato trovato in gravissime condizioni nella notte a Torino, nella zona di San Salvario, all’incrocio tra corso Marconi e via Nizza. Soccorso da alcuni passanti che hanno chiamato il 118, è stato trasportato d’urgenza all’ospedale CTO, dove è deceduto poco dopo nonostante i tentativi di rianimazione.

Accanto al ragazzo è stata trovata una bicicletta elettrica, ma la dinamica dell’accaduto non è ancora chiara. Tra le ipotesi al vaglio degli investigatori c’è quella di un investimento da parte di un’automobile, che potrebbe essersi allontanata senza fermarsi a prestare soccorso. Al momento non risultano testimoni diretti e le indagini si concentrano sull’analisi delle immagini delle telecamere di sorveglianza della zona.

Davide era conosciuto per la sua passione per il calcio e per la musica e aveva trascorso la serata con amici prima di rientrare verso casa.

“Più libertà, più crescita”. Sergio Bartoli (Lista Cirio): «Da Azione un approccio riformista, anche in Piemonte»

MILANO – Si è tenuto oggi a Milano, presso il Teatro Manzoni, il convegno “Più libertà, più crescita”, con esponenti di primo piano della politica nazionale, dell’industria, dell’informazione e dell’Università.

Il dibattito è stato arricchito da contributi di assoluto livello del mondo accademico, economico e imprenditoriale, con gli interventi di Stefano Caselli, Dean della SDA Bocconi School of Management, Laura Colnaghi, Presidente e Amministratore Delegato del Gruppo Carvico, Carlo Cottarelli, Direttore dell’Osservatorio sui Conti Pubblici Italiani dell’Università Cattolica di Milano, Emma Marcegaglia, Presidente di Marcegaglia Holding e Vicepresidente ISPI, Giovanni Orsina, docente dell’Università LUISS di Roma, e Gianfelice Rocca, Presidente del Gruppo Techint e dell’Istituto Clinico Humanitas.Un confronto impreziosito anche dal contributo del mondo dell’informazione, grazie agli interventi di Antonio Polito, Vicedirettore del Corriere della Sera, e Alessandro Sallusti, opinionista Mediaset.

Nel confronto è emersa con forza la linea riformista portata da Carlo Calenda, che ha richiamato la necessità di difendere la libertà oggi seriamente sotto pressione, contrastando tanto le derive populiste quanto gli estremismi di destra e di sinistra, rilanciando una visione europea ambiziosa: la costruzione degli Stati Uniti d’Europa come unica vera difesa strategica per il nostro futuro.

Nel corso del dibattito, Alberto Cirio ha ricordato che nella maggioranza che governa il Piemonte è presente Azione, con il consigliere Sergio Bartoli, definendolo un esponente importante della loro maggioranza. Cirio ha inoltre sottolineato come queste azioni non siano avvenute nella periferia del Paese, ma siano state indirizzate con precisione dal segretario nazionale di Forza Italia, Antonio Tajani, a conferma di una scelta politica consapevole e strutturata a livello nazionale.

«Da questo dialogo emerge una convinzione che condivido profondamente – commenta Bartoli che ha preso parte all’evento: serve un approccio riformista, basato sui dati e sulle soluzioni, non sull’ideologia. È questa la direzione di Azione, come impostata dal Segretario Calenda: meno propaganda, più competenza; meno tifoserie, più responsabilità. Libertà economica, competitività e sviluppo richiedono scelte pragmatiche, riforme vere e una politica capace di decidere, assumendosi fino in fondo la responsabilità di governare la complessità, senza rifugiarsi nella propaganda o negli estremismi. Come Azione, e come forza di governo in Piemonte, lavoriamo ogni giorno per portare questo approccio riformista dentro le istituzioni. È solo così che si rafforza il Paese, si tutelano i territori e si costruisce un’Europa più solida e credibile».

Il Museo di Scienze naturali si rinnova

La Regione Piemonte investe sulle migliorie del museo di proprietà regionale di Scienze Naturali di Torino con un intervento appaltato a dicembre del 2025 dell’importo di 4 milioni di euro. Il cantiere è finalizzato alla riqualificazione delle aree di accoglienza, al potenziamento dei servizi al pubblico e al recupero dei cortili storici, nel pieno rispetto del valore monumentale dell’edificio. I lavori, finanziati nell’ambito del Fondo per lo Sviluppo e la Coesione, rappresentano un passaggio fondamentale per uno dei beni faro del patrimonio regionale migliorandone l’accessibilità, la funzionalità e la qualità complessiva dell’esperienza di visita.

«Questo intervento – dichiara l’Assessore al Patrimonio e ai Fondi di Sviluppo e Coesione Gian Luca Vignale – è un esempio concreto di come le risorse FSC possano essere utilizzate per valorizzare il patrimonio pubblico. Investire sul Museo di Scienze Naturali significa investire su un bene identitario della Regione, rendendolo più efficiente, sicuro e accogliente, senza tradirne la storia e il valore architettonico». L’Assessore Vignale ha effettuato, a tal proposito, un sopralluogo nella giornata odierna accompagnato dal Direttore Ingegnere Marco Fino.

Il progetto prevede la riorganizzazione dell’atrio e delle gallerie storiche, la realizzazione di nuovi spazi per l’accoglienza, il bookshop e la caffetteria, il potenziamento delle aule didattiche, il completo adeguamento dei servizi igienici e il superamento delle barriere architettoniche. Particolare attenzione è riservata alla riqualificazione dei cortili interni, che torneranno a essere spazi armonici con il complesso e la storia della struttura grazie alla rimozione di manufatti antiestetici e fuori dal contesto di pregio.

«Il Museo Regionale di Scienze Naturali – afferma l’assessora alla Cultura Marina Chiarelli – è un presidio culturale fondamentale per Torino e per tutto il Piemonte. Questi lavori non sono solo un intervento edilizio, ma un vero progetto di potenziamento culturale: migliorano l’esperienza dei visitatori, rafforzano l’offerta educativa e didattica e restituiscono dignità e centralità a spazi storici di straordinario valore. È un passo decisivo per rendere il museo sempre più aperto, accessibile e attrattivo per cittadini, scuole e turisti. Rappresentano solo uno degli interventi che riguardano il grande investimento che la Regione sta promuovendo su questo polo e sulla rete dei musei regionali».

«Come Museo Regionale di Scienze Naturali siamo grati ed estremamente felici che l’Amministrazione continui fattivamente a crede nel progetto ed a prodigarsi per darci l’opportunità di proseguire con la riapertura degli spazi espositivi. Quest’ultimo finanziamento ci permetterà di completare tutto il piano terra, di ripristinare l’ingresso da via Giolitti e di permettere ai cittadini di fruire di nuovi spazi al Museo, non solo espositivi. Grazie a questi lavori infatti sarà ripristinato l’accesso al pubblico alla biblioteca ed ai magnifici cortili interni, che vogliamo diventino uno spazio pubblico da vivere liberamente» conferma il direttore del museo ingegnere Marco Fino.

L’intervento si inserisce in una strategia più ampia di valorizzazione dei luoghi della cultura regionali, con l’obiettivo di coniugare tutela del patrimonio, innovazione e qualità dei servizi. Al termine dei lavori, il Museo Regionale di Scienze Naturali potrà contare su spazi rinnovati, più funzionali e inclusivi, capaci di sostenere pienamente la sua missione scientifica, educativa e divulgativa.

 

BardoLesa 2026: la gara più pazza del mondo sotto una fitta nevicata

E’ STATA VINTA DALLA TOUR EIFFEL

Ancora una volta la BardoLesa, celebre gara amatoriale per equipaggi a bordo di pittoresche slitte autocostruite, non ha tradito le aspettative. Una sfida che mette insieme creatività, ingegno e un pizzico di follia nell’affrontare una rocambolesca discesa lungo la zona parterre di arrivo delle piste di Campo Smith, nel comprensorio Bardonecchia Ski, organizzata dalla Pro Loco di Bardonecchia e Comune di Bardonecchia in collaborazione con ASD Colomion.

Sabato 24 gennaio, sotto una fitta nevicata, una folla in delirio ed un tifo da stadio hanno accompagnato le performance di tutti gli equipaggi iscritti: dalle realizzazioni più semplici a quelle più elaborate e curate nei minimi dettagli. Tra le creazioni più appariscenti ed originali è stata senza dubbio una copia fedele in scala della Tour Eiffel, giunta incredibilmente al traguardo superando curve, salti e ostacoli disseminati lungo il percorso reso ancor più insidioso da una fitta nevicata. La giuria non ha avuto dubbi premiando il monumento simbolo di Parigi quale miglior creazione della nona edizione della BardoLesa.

“La BardoLesa è l’evento più atteso e divertente dell’inverno – ha dichiarato Vittorio Montabone, Vice Sindaco di Bardonecchia e ideatore dell’evento – un momento di intrattenimento dedicato a tutti coloro in soggiorno nella nostra stazione turistica. Una sfida nata per gioco, organizzata dalla Pro Loco Bardonecchia, che di anno in anno è cresciuta sempre più divenendo un evento capace di richiamare migliaia di spettatori. Grazie a condizioni di innevamento ottimali, la stagione turistica a Bardonecchia prosegue alla grande. Lo sguardo è già rivolto ai mesi di febbraio e marzo con l’arrivo di diversi gruppi di tour operator, nazionali ed internazionali, e di tutti coloro che sceglieranno di trascorrere il periodo compreso tra le settimane bianche in programma dal Carnevale sino alla vigilia di Pasqua sulle nostre splendide montagne più che mai innevate”.

“Il Suono delle nostre radici”, cinquanta anni del metodo Suzuki

Una grande festa corale partirà da Torino e attraverserà tutto il Paese per un anno intero. Nel 2026 oltre quaranta concerti ed eventi in tutta Italia celebreranno il metodo che ha rivoluzionato la didattica musicale, mettendo al centro tanto la crescita dell’individuo quanto quella dell’artista.
Torino celebra un traguardo storico per la musica e l’educazione. Il 2026 segna, infatti, il cinquantesimo anniversario del metodo Suzuki che, grazie ai musicisti Lee Robert e Antonio Mosca, pionieri di un sogno educativo e musicale, da Torino si è diffuso in tutto il Paese.
Nel1976 nasceva la prima scuola Suzuki in Italia e prendeva forma l’orchestra Suzuki, oggi considerata la più giovane orchestra da camera d’Europa. Si tratta di un’esperienza che ha dimostrato, in modo concreto, cosa accade quando si dà fiducia  ai bambini e si investe nella loro educazione musicale sin dalla prima infanzia.

Lunedì 9 febbraio prossimo il teatro Alfieri ospiterà il concerto “Il Suono delle nostre Radici”, che inaugura  ufficialmente l’anno Suzuki, dando il via a dodici mesi di celebrazioni diffuse su tutto il territorio nazionale.
Per la prima volta,  si incontreranno sul palcoscenico tre generazioni di musicisti  formatisi all’Accademia Suzuki,  l’Orchestra Humoresque, formata da bambini dai 6 ai 10 anni, l’Orchestra Suzuki ( ragazzi dagli 8 ai 16 anni ) e l’Orchestra degli ex Allievi, composta da musicisti dai 20 ai 65 anni.
Il concerto racchiude in sé  l’essenza di questo anniversario, tre orchestre, tre generazioni, un’unica comunità sul palco, per raccontare cinquanta anni di storia con uno sguardo aperto verso il futuro.
Il metodo Suzuki si basa su un principio rivoluzionario,  che la musica possa essere appresa come una lingua madre, attraverso l’ascolto, l’imitazione e la condivisione fin dai primi anni di vita. “Il talento non è un dono raro, ma il frutto dell’amore e della perseveranza” diceva Shinichi Suzuki, fondamento ancora oggi di una pedagogia che ha dato vita ad oltre sessanta scuole in Italia e coinvolto più di 1000 ex allievi, tra musicisti professionisti, docenti, direttori d’orchestra e cittadini consapevoli.

“Cinquanta anni di metodo Suzuki hanno creato una comunità viva fatta di musicisti, insegnanti, genitori e famiglie – ha sottolineato Liviana Pittau, vice presidente  e direttrice dell’Accademia torinese. Per valorizzare tutto ciò che questa storia ha generato è nato l’Anno Suzuki, una grande festa che celebra il Metodo per un intero anno. Torino, città che per prima ha creduto in questo progetto, continua a essere il cuore di questa storia straordinaria”.
L’Anno Suzuki è promosso e coordinato dall’Accademia Suzuki in collaborazione con l’Istituto Italiano Suzuki con il contributo della Fondazione CRT e sotto il patrocinio della Regione Piemonte, Città Metropolitana di Torino e Città di Torino.
Le celebrazioni del cinquantesimo anniversario si svilupperanno attraverso un calendario diffuso di eventi che coinvolgerà  le più prestigiose istituzioni musicali e culturali torinesi e nazionali. Un programma di oltre quaranta appuntamenti tra concerti, iniziative formative e progetti musicali territoriali, fino all’evento di chiusura del 21 dicembre 2026 all’Auditorium Giovanni Agnelli del Lingotto.

“I cinquanta anni di storia del metodo Suzuki – ha dichiarato l’assessora alla Cultura della Città di Torino Rosanna Purchia – raccontano un impegno costante nell’accompagnare generazioni di giovani lungo il loro percorso di crescita artistico. Molti di questi musicisti, oggi attivi in molteplici orchestre di Torino e non solo, si esibiranno al fianco degli attuali allievi dell’Accademia in un fitto programma di concerti che celebrerà il metodo Suzuki, segno tangibile  di una comunità che si riconosce e di un legame che rimane vivo nel tempo. Come Città di Torino abbiamo accompagnato  questo percorso, convinti del valore di un progetto che investe nelle nuove generazioni e nella loro formazione,  rendendo la cultura un’esperienza accessibile e continua”.

Il primo grande momento simbolico del 2026  sarà  il 9 febbraio, al teatro Alfieri, con il concerto inaugurale “Il Suono delle nostre Radici “, un dialogo musicale tra le orchestre di età diverse, che offrirà al pubblico un viaggio emozionante attraverso cinquanta anni di educazione musicale secondo il metodo Suzuki.
Sotto la direzione di Antonio Mosca e Marco Mosca, il programma, presentato da Filippo Cavallo e Clara Piccoli ex allievi e violoncellisti, spaziare dai brani della tradizione didattica di Shinichi Suzuki e della musica popolare fino alle grandi pagine orchestrali di Mozart, Vivaldi,  Brahms, Popper, Migliavacca, Fiocco e Rossini.

A febbraio due saranno gli appuntamenti,  il 13 alle 18 l’Anno Suzuki si aprirà al territorio con “Sinfonie in maschera” al teatro Giacosa di Ivrea e coinvolgerà le scuole Suzuki del Canavese e di Aosta. Il 16 febbraio al Conservatorio Giuseppe Verdi di Torino gli ex allievi Suzuki Francesco e Stefano Cerrato suoneranno con l’Ensemble Armoniosa, all’interno della stagione dell’Unione Musicale.

Lunedì 9 febbraio 2026 ore 20.30 al teatro Alfieri di Torino

Biglietti per bambini 10 euro, Adulti 15 euro.

Prenotazioni 3804614154 info@suzukicenter.it

Mara Martellotta

La Polizia postale di Torino smantella rete di pedopornografia: coinvolto 17enne

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La rete di  pedofili coinvolgeva un sacerdote di Brescia e un medico di Chivasso, nel Torinese. Ma il fulcro dell’organizzazione era un ragazzo minorenne di Como, 17 anni, che gestiva il gruppo Telegram attraverso il quale le immagini pedopornografiche venivano diffuse in tutta Italia. I membri del gruppo non si limitavano a scambiarsi il materiale, ma lo producevano direttamente, e abusavano delle vittime coinvolte. Al termine di due anni di indagini sotto copertura, la polizia postale di Torino ha denunciato il diciassettenne e arrestato tre uomini: un 52enne di Cuneo e un 40enne di Genova, accusati di detenzione di materiale ottenuto tramite sfruttamento sessuale di minori, e un 27enne residente a Pordenone, che deve rispondere anche del reato di produzione di materiale pedopornografico. L’operazione è il risultato di una lunga attività investigativa condotta dagli specialisti del Centro operativo per la sicurezza cibernetica di Piemonte e Valle d’Aosta.