ECONOMIA E SOCIETA'- Pagina 201

Il Museo A come Ambiente ha ospitato la 17esima giornata per la custodia del Creato

Iniziativa promossa dall’Arcidiocesi di Torino

 

Sabato 17 settembre scorso si è celebrata la 17esima giornata per la custodia del Creato, che ha avuto luogo presso il Museo A come Ambiente in corso Umbria 90.

A promuovere la giornata l’Arcidiocesi di Torino, in particolare il suo Ufficio Pastorale Sociale e del Lavoro, diretto da Alessandro Svaluto Ferro. nell’ambito della suaCommissione Regionale del Piemonte e Valle d’Aosta.

“La giornata nazionale per la custodia del creato – spiega Gaetano Quadrelli, responsabile Pastorale sociale del lavoro Piemonte e Valle d’Aosta – rappresenta un’iniziativa della conferenza episcopale italiana, in sintonia con le altre comunità ecclesiali europee. Si tratta di una giornata dedicata a riaffermare  l’importanza, anche per la fede, dell’ambientalismo.

Tema di quest’anno, titolo anche del messaggio dei Vescovi Italiani per la 17esima Giornata nazionale per la Custodia del Creato, è “Prese il pane, rese grazie””.

“ Quante cose sa dirci un pezzo di pane –  aggiunge Gaetano Quadrelli – Basta saperlo ascoltare. Purtroppo  spesso il pane ci sembra scontato ed è talmente “quotidiano” da non attirare il nostro sguardo. Non si apprezza, ma troppo spesso si usa; non si guarda, si mangia. Lo consumiamo  automaticamente senza badarci”.

“Invece – aggiunge Gaetano Quadrelli – il pane è un dono della terra, frutto del lavoro di molte persone e, quindi, va ricevuto con gratitudine. L’essere grato è  un atteggiamento fondamentale per un cristiano e, per questo motivo, siamo chiamati a vivere la dinamica della condivisione, del dono che deve diventare uno stile di vita per la cittadinanza. Politica e economia devono dar vita alla civiltà dell’amore”.

Dopo gli interventi di Gaetano Quadrelli, Delegato regionale dell’Ufficio Pastorale, Sociale e del Lavoro, e di monsignor Marco Arnolfo, Arcivescovo di Vercelli e Vescovo incaricato per la PSL, è stato affrontato il tema della sostenibilità nella proposta dell’ecologia integrale e della Laudato Si da Isabella Brianza dell’Azione Cattolica di Torino.

“ Il Papa – ha spiegato Isabella Brianza – afferma che siamo arrivati ad un punto di rottura tra l’unione umana il creato e che dobbiamo agire. In occasione della giornata mondiale di preghiera per la cura del Creato,  tenutasi il primo settembre 2022, il Santo Padre ha inviato un messaggio che rappresenta il tema e l’invito del Tempo del Creato di quest’anno, che si concluderà con la festa di San Francesco. Come Chiesa chiediamo di assumere questi temi con una certa serietà, mantenendo un occhio vigile su chi ci governa”.

Il Santo Padre ha ribadito che si tratta di un momento speciale per tutti i cristiani per pregare e prendersi cura, tutti insieme, della casa comune. Questo tempo è stato originariamente ispirato dal Patriarcato Ecumenico di Costantinopoli e rappresenta un’opportunità per coltivare una vera e propria “conversione ecologica”, che Giovanni Paolo II ha incoraggiato di fronte alla ‘catastrofe ecologica’ preannunciata nel 1970. Da un lato notiamo un dolce canto che loda il nostro amato Creatore; dall’altro un grido amaro che si lamenta dei maltrattamenti umani.

“Questo dolce canto – spiega Isabella Brianza – ci invita a praticare “una spiritualità ecologica”, attenta alla presenza di Dio nel mondo della natura. Il Laudato sì  rappresenta un invito a fondare la nostra spiritualità sulla “consapevolezza amorevole di non essere separati dalle altre creature, ma di formare con gli altri esseri umani dell’universo una stupenda comunione universale”. Il messaggio del Santo Padre invita, in questo tempo del Creato, a riprendere a pregare nella grande cattedrale del creato, godendo del “grandioso coro cosmico” delle creature che cantano le loro Lodi nei confronti di Dio”.

“Quella dolce canzone – spiega il Messaggio del Santo Padre – è  accompagnata da un grido amaro, meglio da un coro di grida amare; per prima è la sorella madre terra che grida. In balia dei nostri eccessi consumistici, essa geme e ci implora di fermare i nostri abusi, la sua distruzione”.

Claudia Galetto di Ires Piemonte ha dibattuto il tema del “Cambio di paradigma e Politiche di sostenibilità.  A che punto è  il Piemonte?”, spiegando come sia necessario intervenire in questi tempi di crisi e che una trasformazione etica si debba accompagnare ad una lotta rivolta  a trasformare la biodiversità.

“Siamo di fronte a una crisi climatica e a una crisi sociologica – ha spiegato Claudia Galletto, ripetendo le parole del Papa, che fa un riferimento al fatto che non si tratta di due crisi separate, quella ambientale si accompagna a quella sociale. Vi è  quindi un tema fondamentale che è quello della necessità  di un cambio di paradigma e di far intervenire la sostenibilità nel compito di custodire il creato”.

“L’Agenda 2030 – aggiunge Claudia Galletto – è  fondamentale e ha introdotto elementi di novità,  collegando la dimensione sociale a quella ambientale. Il paradigma della sostenibilità  dimostra che il nostro Paese sta mettendo a segno un lavoro importante per capire quale sia la domanda e, a partire da questa, costruire strutture nuove. Emerge la drammaticità  degli effetti sociali e ambientali sui modelli di sviluppo e la necessità  di un riequilibrio tra ambiente e società.  Di qui l’importanza fondamentale di educare la popolazione perché  possa saper comprendere la nuova situazione e attuare l’accelerazione del cambiamento. Lo sviluppo sostenibile consiste, quindi, sull’equilibrio tra l’ambiente e la società, spesso messo in crisi dai problemi legati ai cambiamenti climatici, che provocano danni di non poca rilevanza, come sul lago Maggiore”.

A questi interventi ha fatto seguito una tavola rotonda ricca di esperienze e riflessioni critiche sull’intreccio tra sostenibilità, giustizia e utilizzo consapevole delle risorse naturali.

Il Presidente della Coldiretti Piemonte, Roberto Moncalvo, è  intervenuto sul tema della “Terra e cibo: energie per il futuro”, individuando l’importanza della mission di una strategia regionale, per rompere le logiche settoriali e far emergere politiche efficaci”.

Di qui l’importanza di un documento di economia e finanza creato nell’ambito di un solido sistema istituzionale, comprensivo del mondo della ricerca, capace di coordinarsi e strutturarsi al fine di attuare questo cambiamento. L’approccio deve risultare sistemico e non verticale, capaci di affrontare i cambiamenti di domanda, le criticità e fragilità.  Dovranno anche essere messi in atto strumenti di pianificazione delle differenze geografiche e delle caratteristiche socio economiche e ambientali.

“La pandemia prima e poi la guerra – spiega Roberto Moncalvo – hanno messo in crisi alcune certezze relative alla disponibilità  di energia e fatto avanzare la possibilità di eventuali cambiamenti nella disponibilità di materie prime. Oggi diverse produzioni risultano bloccate dall’impossibilità  di far funzionare le celle frigorifere. Le forze politiche stanno semplificando notevolmentele questioni, parlando anche di una possibile soluzione del nucleare, che sarà  pronta tra 20-25 anni. Assistiamo anche a cambiamenti climatici mai avvenuti prima. Nelle Marche è  caduta in poche ore l’acqua che cade in sei mesi.

Di qui la necessità di una modifica del PNRR”.

Francesca Vietti, che ha parlato a nome delle diocesi di Biella, Casale Monferrato, Novara e Vercelli, ha concentrato il suo intervento sul Report Terre d’acqua, sottolineando l’importanza dell’acqua come principio vitale e patrimonio universale comune. Il valore dell’acqua risulta etico e religioso, in quanto lo Spirito di Dio aleggiava sulle acque. Fondamentale è anche la conoscenza del territorio, indispensabile per affrontare il tema della cautela nell’uso dell’acqua, considerando come il medesimo bacino del Po sia stato trasformato dall’uomo. È  anche stato avviato un progetto nelle scuole superiori dal titolo “Cura della casa Comune”, il cui primo esperimento è stato avviato nel 2020, a Vercelli.

Una preziosa testimonianza è giunta dal Vicepresidente dell’Ucid presidente del CAAT, Marco Lazzarino, che ha spiegato come il Centro Agroalimentare  sia nato nel 2002 e veda impegnati all’interno  della filiera i grossisti,  anello di congiunzione tra i produttori e i consumatori finali. La raccolta differenziata è statapotenziata e da tempo ormai è stato avviato un progetto di collaborazione con il Banco Alimentare, perché determinati prodotti che conferiscono nell’isola ecologica possano essere recuperati. Giovani studenti universitari sono impegnati in questa attività  di recupero e due volte la settimana fanno il giro di tutti i grossisti,  per recuperare la merce. Ciò  avviene nella tarda mattinata e consente il recupero di 15-20 tonnellate di cibo l’anno.Questo è  un significativo esempio di economia circolare”.

Mara Martellotta 

Di corsa per salvare l’ambiente!

SVELATO IL RICCO PROGRAMMA DEI TRE GIORNI DI MANIFESTAZIONE. CORRIDORI AMATORIALI E PROFESSIONISTI RIPULIRANNO LE VALLI CHISONE E GERMANASCA MA CIASCUNO SARÀ CHIAMATO A FARE LA PROPRIA PARTE.

A Villar Perosa, comune ospitante la seconda edizione del Campionato Mondiale di Plogging, è stato svelato il calendario degli eventi. Dal 30 settembre al 2 ottobre, Pinerolo e i territori dell’Unione Montana delle Valli Chisone e Germanasca saranno la sede di una competizione innovativa e unica nel suo genere.

100 atleti e atlete da tutto il mondo, selezionati tramite gare qualificanti e una competizione online, saranno chiamati a correre liberamente lungo i sentieri della valle raccogliendo il cosiddetto littering, i piccoli rifiuti abbandonati a bordo strada. Svedesi, spagnoli, italiani e greci si sfideranno sulle montagne del pinerolese, dimostrando che basta poco per dare un segnale, e che un mondo migliore e più pulito può essere raggiunto un passo alla volta se camminiamo (o corriamo) tutti insieme.

La prima edizione della manifestazione, lo scorso autunno, aveva permesso di rimuovere dall’ambiente quasi 800 kg di rifiuti, un risultato inatteso, che ha dimostrato come anche nelle aree più pulite si nascondano brutte sorprese.

Venerdì 30 settembre si svolgerà la Child Plogging Session, con la collaborazione della Fondazione Compagnia di San Paolo, rivolta ai bambini e alle bambine delle scuole di Villar Perosa. Nel pomeriggio, l’arrivo degli atleti decreterà l’inizio della seconda edizione del Campionato, con la consegna dei pacchi gara e la cerimonia di apertura al Teatro Sociale di Pinerolo.

Il giorno seguente, sabato 1° ottobre, la gara vera e propria avrà luogo con partenza dal Comune di Villar Perosa, dove per tutta la giornata si svolgeranno eventi ed attività presso il parco Agnelli. Artisti di strada, musica dal vivo e intrattenimento accompagneranno la competizione, con collegamenti in diretta dal campo di gara. Dopo l’arrivo degli atleti, l’apertura dei sacchi e il conteggio dei rifiuti da parte degli ufficiali di gara permetterà di

realizzare la classifica finale, sulla base della distanza percorsa, del dislivello complessivo e della qualità e quantità dei rifiuti raccolti. Questi saranno infatti trasformati in CO2 non emessa in atmosfera, grazie al riciclo del littering raccolto.

Domenica 2 ottobre presso gli impianti sportivi di Pomaretto (TO) si svolgeranno le premiazioni dei vincitori, con la proclamazione del Campione e della Campionessa Mondiale di Plogging 2022.

Un importante ruolo sarà giocato anche dal pubblico che parteciperà all’evento, perché durante la manifestazione ciascuno sarà chiamato a consegnare le proprie vecchie scarpe da ginnastica. Grazie alla partnership con Eso Sport, infatti, queste verranno raccolte e riciclate, realizzando pavimentazioni per parchi giochi per bambini. Non saranno solo i runner qualificati a dare il proprio concreto contributo alla salvaguardia dell’ambiente, ma ognuno dei presenti potrà fare la propria parte.

Roberto Cavallo, runner e direttore della gara, racconta l’importanza di questa manifestazione a livello internazionale: “Come comitato organizzatore siamo molto soddisfatti, sia perché siamo qui a lanciare la seconda edizione del Campionato Mondiale di Plogging, dopo il successo della prima, ma anche e soprattutto per la straordinaria partecipazione di questi ultimi mesi, che ha preso il via a partire dalle qualificazioni. Abbiamo ricevuto candidature per ospitare le finali da diverse parti d’Italia e mi complimento con Villar Perosa per l’ottimo progetto presentato, così come oltre cento gare da tutto il mondo ci hanno contattato per diventare gare qualificanti.

Le gare ammesse e le qualificazioni virtuali hanno permesso di avere finalisti provenienti da una decina di nazioni del mondo. Mi fa piacere sottolineare anche la partecipazione di alcuni rappresentanti paralimpici, a dimostrare come il plogging oltre ad essere una disciplina che fa bene a sé stessi e all’ambiente, sia altamente inclusiva.”

Per il secondo anno, Fondazione Compagnia di San Paolo è a fianco del Campionato Mondiale di Plogging, in programma a Villar Perosa. L’evento si sposa perfettamente con gli obiettivi e le finalità della Fondazione, progettati in linea con le direttive dell’Agenda 2030 “– ha dichiarato Alberto Anfossi, Segretario Generale dell’ente torinese – “Lo sport e le attività ricreative sono infatti collegati a otto SDGs, dell’Agenda 2030 dell’ONU con legami diretti con gli obiettivi di salute, sociali, economici, di sviluppo, per la pace e la sostenibilità. La nostra attenzione nei confronti dell’attività fisica e sportiva ha avuto inizio

con il bando Muoviamoci! lanciato nel 2020 in collaborazione tra l’Obiettivo Pianeta e l’Obiettivo Persone, per contribuire a sostenere e diffondere nella città di Torino l’attività fisica e sportiva come strumento di promozione di corretti stili di vita, di inclusione, di educazione e di cittadinanza attiva ed è poi proseguito con i bandi “Sportivi per natura”, che ci ha permesso di collegare tre tematiche importanti, attività fisica, salute e natura, sostenendo le ASD impegnate nella cura dell’ambiente e “Simbiosi” e “Mutamenti” correlati a temi globali, come il capitale naturale nei centri cittadini e l’adattamento ai cambiamenti climatici.”

Da diversi anni sto provando a cambiare un comportamento che ritengo segno di una società disfunzionale, senza alcun rispetto per gli altri e per la terra: l’abbandono di rifiuti – racconta Erik Ahlström, creatore del termine plogging, All’inizio, facendo plogging, non creavo grandi cambiamenti, ad eccezione del mio stato d’animo. Poi, questa caccia al tesoro per adulti, ha trovato un nome, plogging, e si è velocemente diffuso in tutto il mondo. È un onore essere presente al secondo Campionato Mondiale di Plogging, e vedere che sempre più questo fenomeno si allarga e coinvolge nuovi pubblici. Noi dobbiamo cambiare le cose!

L’evento è realizzato da AICA, E.R.I.C.A. soc. coop., ACEA Pinerolese Industriale e Plogga, patrocinato da Ministero della Transizione Ecologica, Regione Piemonte, Unione Montana delle Valli Chisone e Germanasca, Comune di Villar Perosa, Comune di Pinerolo, Rai per il Sociale Radio 2, realizzato con la collaborazione di UISP Piemonte e UISP Pinerolo. Sostengono il Campionato Mondiale in qualità di main sponsor Fondazione Compagnia di San Paolo, Sisea e SCARPA. Sostengono inoltre la manifestazione i gold sponsor Eso Sport, Entsorga, Nova Coop. Partner tecnici sono Assocarta, PEFC, Montecolino, Montura, CDC RAEE, Ricrea, CoReVe, Carlsberg, Morato Pane, Albafisio, wedosport, Art&award.

Eco del Chisone, e Envi.info sono i media partner della manifestazione.

Per maggiori informazioni visita il sito www.worldploggingchampionship.com

Fondo sanitario nazionale, non si penalizzino gli anziani

L’assessore regionale alla Sanità del Piemonte Luigi Icardi è intervenuto alla Conferenza unificata delle Regioni per esprimere tutta la contrarietà della Regione Piemonte al provvedimento del Governo che modifica i criteri di riparto del Fondo Sanitario Nazionale, una norma che penalizza fortemente le Regioni con la maggiore percentuale di popolazione anziana, come il Piemonte e la Liguria, favorendo quelle con maggiore prevalenza di giovani, come la Campania.

Il Piemonte, in assoluto la Regione più penalizzata, formalizzerà la difesa degli interessi della propria popolazione anziana, impugnando il provvedimento nelle sedi di competenza istituzionale.

L’assessore piemontese parla di una “manina di sinistra” che quest’estate è intervenuta a cambiare le regole del riparto per favorire la Regione Campania, guarda caso l’unica che non aveva firmato il riparto e fatto ricorso e che così oggi ottiene oltre 50 milioni in più, ai danni del Piemonte, che invece perde 25 milioni di euro di finanziamenti nazionali per la Sanità.

Il principio secondo cui uno vale uno, che tanti danni ha già fatto al nostro paese, argomenta l’assessore alla Sanità del Piemonte, in questo caso colpisce gli anziani, perché sono proprio gli anziani e non i giovani, come tutti possono facilmente constatare, i più bisognosi di cure.

Se tutti hanno gli stessi diritti, denuncia ancora l’assessore, disconoscere per logiche di Palazzo il bisogno di cure agli anziani non è accettabile, perché è contro quell’uguaglianza che rappresenta uno dei principi cardine della nostra Costituzione.

Giachino: “Torino, sveglia! altrimenti non ci riprenderemo più”

Caro Direttore,

mentre a Torino da anni non si riesce neanche a sbloccare la rotonda di piazza Baldissera , mentre a Torino i lavori della Metropolitana 2 partiranno dopo oltre dieci anni dalla inaugurazione della Linea 1, mentre a Torino aumenta la disoccupazione, a Genova in poco più di un anno hanno costruito il nuovo Ponte e ora sta partendo la costruzione della nuova Diga che porterà al raddoppio dei volumi di traffico in arrivo e all’aumento della occupazione. A Genova i terminal portuali sono gestiti dai maggiori operatori logistici mondiali (come se a Torino fossero arrivate a investire tutti i maggiori produttori di auto del mondo). A Genova stanno realizzando un’area tecnologica che occuperà 25.000 persone. Torino è prima per disoccupazione giovanile. Nei giorni scorsi  il Sindaco di MILANO ha organizzato un convegno di MILANO – PARIGI che la rete ferroviaria Alta Velocità avvicinerà tantissimo e non lo fa Torino che ne avrebbe bisogno come il pane di mettersi in rete con Lione, Genova e Milano?
In questa situazione a Torino , che vede ridursi le produzioni FIAT , e che deve difendere il settore dall’indotto dalla scelta europea di puntare tutto sul l’elettrico , Torino che vede peggiorare le condizioni di vita dei Quartieri periferici dimenticati, mentre i lavori della TAV procedono ad una lentezza mondiale come ha scritto l’Europa .
Nel 1800 In 13 anni costruirono il primo Traforo ferroviario alpino al mondo oggi ci impieghiamo quasi trent’anni. In 13 anni Cavour uni l’Italia ,fece partire là costruzione della rete ferroviaria , fece politica agraria , industriale e marittima.
A Torino da vent’anni tante dichiarazioni di intenti   ma la nostra economia continua a crescere meno della media nazionale e tra le 44 Aree Metropolitane europee con oltre 1,5 milioni di abtanti, Torino è solo 41a e Napoli 43a, con tanti problemi occupazionali e sociali. Solo grazie all’attivismo di grandi Parroci , di CARITAS e SERMIG la situazione sociale non esplode . Lo Russo firma un patto col Sindacato mentre avrebbe dovuto farlo con gli imprenditori che sono gli unici a creare posti di lavoro.
Il 10 Novembre 2018 la nostra Piazza civica  SITAV disse No alla Decrescita. Vincemmo la  battaglia contro i NOTAV , salvammo l’opera, l’Europa ora aumenta il suo finanziamento per l’opera , ma la Citta’ , dalla Amministrazione alla politica  è rimasta ferma . Ringrazio Iddio per gli imprenditori che continuano a investire qui ma siccome ne abbiamo persi molti e la nostra crescita è sempre più bassa della media nazionale . Occorre molto di più per rilanciare economia , lavoro e futuro. LORUSSO fa l’accordo col sindacato? Avrebbe dovuto farlo con gli imprenditori e con i gruppi che gestiscono i patrimoni finanziari torinesi e con le Banche.

La mia speranza è che attraverso il Suo giornale si riesca a sollecitare tutta la Citta’ , a riprendere slancio economico e sociale e a investire nel futuro e nel rilancio della Città. Possibile che le grandi scelte di CAVOUR , la grande VISION del Prof. Giuseppe Grosso cui si deve la nostra rete autostradale e i trafori autostradali e la lezione di Sindaci come Peyron e Porcellana e di politici come Bodrato e DonatCattin non abbiano lasciato germogli nei cuori e nelle teste dei torinesi di oggi?

Mino GIACHINO 
SITAV

Abitare collaborativo a Moncalieri, ecco il progetto

La solidarietà è una disposizione d’animo, ma è anche un’azione concreta e fattibile

La Città di Moncalieri, Fondazione Dravelli, Rimediare Ri-mediare e BuonAbitare danno il via a un progetto che si propone come un’occasione per tornare a riflettere sulle politiche abitative, a partire da linee strategiche già consolidate con la possibilità di sperimentare la costruzione di una
nuova politica urbana orientata a promuovere l’abitare collaborativo. La solidarietà è una disposizione d’animo, ma è anche un’azione
concreta e fattibile. È il contrario della chiusura e
dell’isolamento autoreferenziale. La solidarietà è la condizione per una vita sociale serena, ma è fondamentale anche per la realizzazione personale.
Lo scenario intende ri-costruire una città in cui: l’innovazione sociale, i beni comuni, le comunità locali, la dimensione della cura diventino parole chiave di una nuova progettualità che, grazie ad
infrastrutture coerenti, offra l’opportunità di accorciare le distanze, per generare nuove comunità competenti, per co-generare nuovi spazi pubblici e privati e per favorire pratiche di vicinato solidale.

Tornano le domeniche di prevenzione di Nonno Ascoltami! nelle piazze italiane

Si parte il 18 settembre con 6 appuntamenti consecutivi. Udito Italia: «Accendiamo i riflettori sull’importanza della salute uditiva»

 

Stiamo assistendo a una ridistribuzione demografica senza precedenti, in cui entro il 2050 la proporzione di anziani tenderà a raddoppiare, passando dall’11% al 22% della popolazione totale. Nei prossimi 5 anni, per la prima volta nella storia dell’umanità, il numero di individui di età uguale o superiore a 65 anni supererà quello dei bambini al di sotto dei 5 anni. Gli anziani avranno un ruolo sempre più importante nella società ma soprattutto avranno voglia di essere protagonisti della vita sociale. Un anziano sano è fondamentale per la società, bisogna quindi favorirne il mantenimento dell’autosufficienza e della qualità di vita. E fondamentale in questo senso è l’udito, il cui ruolo nel mantenimento di una vitta attiva è troppo spesso sottovalutato. Ed è proprio l’obiettivo di Udito Italia, sensibilizzare i cittadini sull’importanza della salute uditiva. Per questo ogni anno la Onlus porta in giro per l’Italia la sua campagna di prevenzione più importante: “Nonno Ascoltami! – L’Ospedale in piazza”. Per l’edizione 2022 in totale 6 domeniche, dal 18 settembre fino al 23 ottobre, una campagna sostenuta dall’Oms e dal Ministero della Salute, che si affida alla consolidata formula con medici specialisti, professionisti sanitari e volontari per una giornata a disposizione dei cittadini per aiutarli a conoscere meglio questo importante senso, l’udito.

La Tredicesima edizione della campagna partirà il 18 settembre e il programma si snoderà su 6 domeniche (fino al 23 ottobre) coinvolgendo più di 30 piazze con medici specialisti e tecnici dell’udito che per un’intera giornata saranno a disposizione dei cittadini nelle piazze di riferimento.

Tutte le date e le città sono disponibili sul sito: https://uditoitalia.it/cosa-facciamo/campagne-di-sensibilizzazione/nonno-ascoltami/

Anche quest’anno si consolida la partnership con Croce Rossa

Tornano Nonno Smart, Nonno Express e la Piazza in diretta

Computer, smartphone, app, social network: oggi anche per i nonni è sempre più importante essere in rete. I “digital volunteer” IBM durante le domeniche di Nonno Ascoltami! metteranno a disposizione la propria competenza per trasformare la tecnologia in un compagno utile ed affidabile per la terza età. Inoltre quest’anno  si rafforza l’attenzione verso l’educazione digitale degli anziani grazie alla collaborazione con BearIT, azienda specializzata in tecnologie informatiche che ha curato i contenuti della Guida Nonno Sm@rt che in versione cartacea e digitale sarà distribuita in occasione della campagna oltre ad essere scaricabile on line. Una serie di utilissimi consigli, accompagnati anche da video, per spiegare il funzionamento delle app, dello Spid e per prevenire le truffe sul web. Infine, ogni domenica mattina, ad accompagnare l’evento in piazza anche un appuntamento in live streaming – “La Piazza in diretta” – per approfondire temi sulla salute uditiva con medici e ospiti in studio che risponderanno in diretta alle domande dei cittadini.

I dati della salute uditiva

In Italia sono oltre 7 milioni le persone con problemi di udito, corrispondenti all’12,1% della popolazione, una persona su tre (tra gli over 65). Solo il 31% della popolazione ha effettuato un controllo dell’udito negli ultimi 5 anni, mentre il 54% non l’ha mai fatto. Solo il 25% di coloro che potrebbero averne beneficio usa l’apparecchio acustico, nonostante l’87% di chi ne fa uso, dichiari migliorata la propria qualità di vita

Al livello mondiale, l’Oms stima che circa il 5% della popolazione “convive” con una perdita uditiva e si prevede che circa una persona su quattro entro il 2050 sperimenterà una forma di diminuzione dell’udito (pari a quasi 2,5 miliardi di persone in tutto il mondo).

Oggi, in occasione del lancio della campagna, presso il Ministero della Salute, numerosi esperti sono stati chiamati a confrontarsi sul tema dell’invecchiamento attivo.

Hanno partecipato all’evento, tra gli altri: il giornalista Luciano Onder, Marcella Marletta, già direttore generale Dispositivi Medici, Ministero Salute, coordinatrice comitato scientifico Fondazione Mesit, Nazario Pagano, senatore,  Elvia Raia, Presidente nazionale Senior Italia Federcentri, Fernanda Gellona, direttore Confindustria Dispositivi Medici; Corrado Canovi, segretario generale Fia (Federazione Italiana Audioprotesisti), Giuseppe Tortoriello, Presidente AOOI, Associazione Otorinolaringologi Ospedalieri Italiani, Francesco Florenzano,  Presidente  UNIEDA (Unione italiana educazione degli adulti), Francesco Saverio Mennini, Professore di Economia Sanitaria e Economia Politica, Research Director-Economic Evaluation and HTA, CEIS, Università degli Studi di Roma “Tor Vergata”, Marco Cossolo, presidente Federfarma Francesco Asdrubali, presidente Aia (Associazione Italiana Acustica), Francesca Picierno, portavoce della Questura di Roma; Antonio Magi, presidente Sumai, Antonio Vittorino Gaddi,  presidente Associazione Italiana di Telemedicina; Floriana Ferrara, Corporate Social Responsibility Country Manager di IBM, Marco Silvestri, Amministratore BearIT.

Vino, un’ottima annata ma tanti problemi

PRESENTATE LE PREVISIONI VENDEMMIALI DI ASSOENOLOGI, ISMEA E UIV

VINO, VENDEMMIA: VIGNETO ITALIA PIÙ FORTE DI CALDO E SICCITÀ. QUALITÀ UVE SORPRENDENTE, QUANTITÀ SUPERA MEDIA ULTIMI 5 ANNI (+3%)

 

SUL MERCATO PESANO INCOGNITE CONGIUNTURALI, BENE L’EXPORT MA VALORI GONFIATI DA INFLAZIONE

(Roma, 14 settembre 2022). Un’annata soddisfacente per quantità e sorprendente per qualità. Secondo le previsioni vendemmiali dell’Osservatorio Assoenologi, Ismea e Unione italiana vini, presentate oggi al Mipaaf, la siccità e il caldo record di quest’anno non hanno compromesso il vigneto Italia che, all’avvio della campagna vendemmiale, promette uve di qualità dal buono all’ottimo, con una quantità in linea con la media delle ultime annate. A garantire la tenuta del prodotto finale, oltre alle provvidenziali piogge di agosto, il lavoro straordinario di ricerca e applicazione dei produttori su una vite sempre più resiliente alle avversità climatiche e metereologiche. Secondo i dati presentati oggi alla presenza, tra gli altri, del ministro e del sottosegretario alle Politiche agricole, Stefano Patuanelli e Gian Marco Centinaio, la produzione 2022 dovrebbe infatti attestarsi intorno ai 50,27 milioni di ettolitri di vino, la stessa quantità dello scorso anno (50,23 milioni di ettolitri di vino il dato Agea 2021) e a +3% rispetto alla media del quinquennio 2017-2021, anche se rimane cruciale l’andamento meteorologico delle prossime settimane. Condizioni climatiche favorevoli alla maturazione delle uve potrebbero infatti far virare le previsioni in segno positivo, mentre un clima inadatto per le varietà tardive influirebbe negativamente sul prodotto vendemmiale.

Secondo Fabio Del Bravo, responsabile Direzione Servizi per lo Sviluppo Rurale Ismea: “In termini di mercati l’Italia ha chiuso la campagna 21/22 con rialzi dei listini soprattutto nei vini al vertice della piramide qualitativa. Le prime battute della nuova campagna delineano uno scenario ancora incerto dove a pesare sono le molte incognite legate anche alle tensioni sui costi e alla logistica, che già lo sorso anno avevano creato preoccupazioni agli operatori ma che ora sono ancora più pressanti. I buoni risultati produttivi stimati, a dispetto dei timori estivi sulla siccità, fanno sì che ci sarà disponibilità di prodotto di qualità anche in questa campagna e, mentre sul fronte estero la domanda sembra tenere seppur non con i brillanti risultati del 2021, su quella interna si evidenzia qualche segnale di cedimento negli acquisti presso la distribuzione moderna anche se si deve considerare il recupero del fuori casa”.

 

“La vendemmia in corso ci sta consegnando una qualità delle uve che va da buona a ottima – ha dichiarato Riccardo Cotarella, presidente di Assoenologi -. Molto dipende dalle aree di riferimento, mai come in questa stagione il giudizio quanti-qualitativo è totalmente a macchia di leopardo e questo è dovuto essenzialmente a un clima estremo che ha pesantemente condizionato, in particolare, i mesi di maggio, giugno e soprattutto luglio con punte di calore che hanno superato i 40 gradi e una siccità tanto prolungata. Fortunatamente, in agosto, su gran parte del Paese – tranne che per qualche eccezione – sono arrivate delle piogge ‘intelligenti’ e cioè che non hanno procurato danni, così da permettere alla vite la sua ripresa vegetativa e di portare a maturazione le uve senza particolari stress. Ma a contenere gli effetti negativi dei cambiamenti climatici è stato anche l’approccio scientifico che noi enologi abbiamo messo in campo a sostegno dei vigneti. Oggi più che mai sono fondamentali scienza e ricerca nella viticoltura e in cantina, spazio ad apprendisti stregoni del vino non c’è più, se mai ci fosse stato in passato. Da qui alla fine di settembre confidiamo in un tempo soleggiato, caldo il giusto e magari accompagnato da una leggera brezza, così che le uve ancora da raccogliere possano arrivare alla perfetta maturazione così da andare a produrre vini capaci di imporsi ancora una volta sugli scenari enologici nazionali e internazionali”.

 

Per il presidente di Unione italiana viniLamberto Frescobaldi: “La vigna si è rivelata ancora una volta il pivot della filiera, dimostrando come anche con caldo e siccità si possa fare vini di alta qualità e volumi soddisfacenti. Un plauso va poi a imprese e produttori, che una volta di più hanno aiutato le piante a fronteggiare nel migliore dei modi le avversità del clima. Ma la partita non termina con la vendemmia, perché specie in una fase congiunturale così delicata emerge sempre più la consapevolezza che si possa e si debba fare meglio sul fronte del valore del nostro vino. Il tanto declamato record produttivo non è infatti una condizione sufficiente per generare ricchezza: le “rese valoriali” del vigneto Italia – secondo un’analisi realizzata dall’Osservatorio Uiv – registrano performance nettamente inferiori rispetto a quelle francesi, che segna una redditività tripla per ogni ettaro coltivato (16,6mila euro vs 6 mila) e per ogni ettolitro prodotto (294 vs 82 euro). Serve fare ancora strada per garantire una remuneratività direttamente proporzionale alla qualità prodotta, con un percorso che parta da un governo del settore più razionale in materia di denominazioni di origine fino al vino comune. Dobbiamo ambire a scrivere – o riscrivere – una vera carta vocazionale dei nostri territori, ancorata a indicatori reali, con poche regole ma chiare per tutti i soggetti coinvolti, dai produttori agli enti di controllo per finire al trade e ai consumatori”.

Andamento climatico e vegetativo

Con un -46% di precipitazione cumulata da inizio anno a fine luglio rispetto alla media degli ultimi 30 anni, il 2022 si è distinto come l’anno più siccitoso dal 1800 ad oggi, aggravato anche dalle temperature più calde delle ultime cinque decadi. Una congiuntura climatica eccezionale, mitigata dalle piogge di agosto, che non ha danneggiato il vigneto Italia dove, pur mantenendo alta la soglia di attenzione al meteo delle prossime settimane, si attende un’annata più che buona con uve caratterizzate da gradazioni potenziali medio alte. Particolare attenzione è rivolta ai tenori polifenolici delle uve a bacca rossa che determinano potenziali aspettative di eccellenza per i vini da invecchiamento. Dal punto di vista fitosanitario, la situazione del vigneto italiano appare generalmente ottima, con rarissimi attacchi di patogeni.

Geografia del vigneto Italia e Europa 2022

Resta stabile anche la classifica delle Regioni italiane, capeggiata dal Veneto che, con 11,5 milioni di ettolitri, produce da solo oltre 1/5 del vino italiano. Seguono Puglia ed Emilia-Romagna, con rispettivamente 10,6 e 7,4 milioni di ettolitri, per un prodotto complessivo delle tre Regioni pari al 59% dell’intero vigneto italiano. Sul fronte degli andamenti, la peculiarità della stagione non consente di formulare previsioni omogenee neanche nello stesso areale. Nel Nord Ovest si assiste alla importante flessione della Lombardia (-20%), seguita da quella più moderata del Piemonte (-9%) e della Liguria (-5%) mentre si stima in crescita la Valle d’Aosta (+10%). A Nord-Est segnalate in recupero rispetto allo scorso anno sia Trentino Alto Adige (+10%) che Emilia Romagna (+4%) mentre perdite di lieve entità potrebbero esserci in Veneto (-3%), con il Friuli Venezia Giulia sostanzialmente stabile. Meno variabile la situazione al Centro, dove si assiste al deciso rialzo dei volumi per Umbria (+10%) e Toscana (+12%), seguito da un più moderato aumento nelle Marche e nel Lazio (entrambe a +5%). Al Sud il lieve incremento della Puglia (+3%) si contrappone alla leggera flessione della Sicilia (-5%); si prevede una produzione stabile per l’Abruzzo, il Molise e la Calabria. In crescita anche Campania (+4%), Sardegna (+15%) e Basilicata (10%).

Per quanto riguarda la qualità, in linea generale si aspettano vini eccellenti in Trentino Alto Adige e Sicilia, mentre puntano l’asticella sull’“ottimo” Piemonte, Val d’Aosta, Friuli Venezia-Giulia, Toscana, Lazio, Umbria, Abruzzo, Molise, Puglia e Sardegna, con Liguria, Emilia-Romagna, Marche, Campania, Basilicata e Calabria più caute su previsioni “buone/ottime”. “Buone” invece le attese per le etichette lombarde e venete.

Secondo le stime produttive rilevate oggi dal segretario generale dell’associazione degli imprenditori europei Ceev, Ignacio Sánchez Recarte, anche nel Vecchio Continente si registra un’alta variabilità delle produzioni dovuta al clima. Nel complesso il vigneto Europa ha tenuto, con una crescita della Francia sulla media del quinquennio (+3,5%, a 44 mln di hl), mentre scala la Spagna, dove è prevista una contrazione sul periodo del 16%. Stabili i livelli produttivi in Germania e Portogallo.

Il mercato, il primo semestre dell’export tricolore

Con la vendemmia 2022 l’Italia del vino mantiene il primato produttivo mentre quello del fatturato rimane in casa francese. Sul fronte del mercato, secondo le ultime elaborazioni su base Istat, l’Italia ha chiuso il primo semestre con il record in valore di 3,8 miliardi di euro (+13,5% sul pari periodo 2021) mentre è piatto il trend dei volumi esportati: +0,4%. I fermi e frizzanti imbottigliati segnano un +10,3% in valore ma cedono in volume l’1,2%. Inarrestabile la performance del comparto spumanti, che nella prima parte dell’anno sfiorano il miliardo di euro in valore (+25,5%), con i volumi a +10,6%. In netta crescita – soprattutto per effetto dell’inflazione – il prezzo medio che sale del 13,1% e addirittura di quasi il 18% negli Stati Uniti, il cui mercato è tenuto in piedi anche dal dollaro forte. Nel primo buyer al mondo la crescita tricolore in valore è infatti del 13,3%, con i volumi in contrazione del 3,8%.

Link alla cartella per scaricare il report completo e le foto della conferenza stampa: https://bit.ly/3RXjmnY

 

Produzione di vino e mosto in Italia (migliaia di ettolitri)

Media 2017-2021 2021 2022* Var.% 2022*/2021
Piemonte 2.708 2.770 2.510 -9%
Valle d’Aosta 15 15 16 10%
Lombardia 1.386 1.318 1.050 -20%
Trentino-Alto A. 1.356 1.237 1.360 10%
Veneto 11.502 11.750 11.456 -3%
Friuli-V.Giulia 1.868 2.019 2.019 0%
Liguria 41 41 39 -5%
Emilia-Romagna 7.627 7.117 7.380 4%
Toscana 2.169 2.050 2.290 12%
Umbria 374 346 380 10%
Marche 836 853 895 5%
Lazio 788 854 895 5%
Abruzzo 3.260 3.348 3.348 0%
Molise 223 243 243 0%
Campania 680 673 700 4%
Puglia 9.193 10.368 10.630 3%
Basilicata 81 87 95 10%
Calabria 110 117 117 0%
Sicilia 4.192 4.577 4.331 -5%
Sardegna 415 449 515 15%
Italia 48.825 50.232 50.270 0%

 

Fonte: Agea per il 2021 e *stima Assoenologi, Ismea e UIV per il 2022

 

Legambiente: Giretto d’Italia – bike to work 2022

 
Al via la 12esima edizione della gara urbana che spinge la mobilità sostenibile: crescono i Comuni aderenti all’iniziativa realizzata da Legambiente in collaborazione con Euromobility

Casa-lavoro e casa-scuola in bici o su mezzi di micromobilità elettrica: sfida al maggior numero di spostamenti verdi, aperta anche ai dipendenti in smart working tramite “check-point virtuali”

Milano, Torino, Napoli e Palermo tra i capoluoghi protagonisti del Giretto che coinvolge 38 piazze

L’edizione piemonte si svolge nell’ambito del progetto Europeo Life MODERn (Nec)
 

Città italiane sempre più “alternative” negli spostamenti casa-lavoro e casa-scuola: cresce il numero di Comuni che aderiscono a Giretto d’Italia – bike to work, l’iniziativa realizzata da Legambiente in collaborazione con Euromobility per promuovere la mobilità sostenibile nei centri urbani di tutto lo Stivale.

La gara, giunta alla sua 12esima edizione, chiama a raccolta Comuni, mobility manager di enti e imprese, scuole primarie e secondarie, associazioni e cittadini: per partecipare alla competizione è sufficiente recarsi a scuola o a lavoro in bicicletta, monopattino, motorino elettrico, monowheel, e-bike, hoverboard o segway passando per uno dei check-point predisposti nelle città coinvolte nel Giretto d’Italia 2022. Alternativamente, per i dipendenti in smart working segnalati dalle aziende o dagli enti coinvolti sarà possibile partecipare tramite check-point virtuale, rispondendo a un sondaggio online sul tema dello spostamento casa-lavoro. Un modo per comprendere anche il lavoro agile: perché lo smart working è importante per tutti quei lavoratori che purtroppo ancora si muovono in auto, in termini di spostamenti risparmiati, congestione del traffico e riduzione di emissioni inquinanti e climalteranti.
Risulterà vincitore del Giretto d’Italia 2022 il Comune che, nelle due ore scelte dagli aderenti per il monitoraggio – nell’intervallo compreso tra le 7.00 e le 10.00 del mattino – avrà totalizzato il maggior numero di spostamenti tramite mezzi di mobilità sostenibile.

Organizzata nell’ambito della Settimana Europea della Mobilità Sostenibile, quest’anno la gara coinvolge 38 diverse piazze. I monitoraggi bike to work e bike to school del Giretto d’Italia 2022 saranno effettuati il 16 settembre ad Alessandria, Aosta, Beinasco (TO), Bologna, Bolzano, Cagliari, Carmagnola (TO), Carpi (MO) Chiavari (GE), Cuneo, Fano (PU), Ferrara, Foggia, Genova, Milano, Modena, Napoli, Novara, Padova, Palermo, Parma, Pavia, Pesaro, Piacenza, Piossasco (TO), Potenza, Ravenna, Reggio Emilia, Roma, Torino, Trento, Treviso, Verona; il 20 settembre a Udine; il 21 settembre a Jesi (AN); il 22 settembre a L’Aquila, Monza e Pisa.

“Di anno in anno, registriamo un aumento del numero di Comuni e di realtà che aderiscono a Giretto d’Italia, iniziativa che intercetta una crescente voglia di mobilità sostenibile tra i tanti cittadini che quotidianamente si spostano in città per raggiungere le scuole così come i luoghi di lavoro. – dichiara Giorgio Zampetti, direttore generale di Legambiente – Occorre incrementare il bike to work e rendere i grandi centri urbani italiani in grado di competere con le grandi capitali europee, disincentivando l’utilizzo delle automobili in cui il Belpaese detiene ancora il triste primato nel Vecchio Continente. Salutiamo perciò con favore la recente approvazione del Piano generale della mobilità ciclistica: un’occasione importante per puntare concretamente su una mobilità integrata, intermodale e sostenibile, e trasformare così le nostre città e le nostre strade in luoghi più vivibili e sicuri, specie attraverso la creazione di percorsi ciclopedonali casa-scuola e casa-lavoro”.

Nell’ambito del Giretto d’Italia 2022, ciascuna amministrazione comunale, scuola o azienda aderente può prevedere incentivi per i partecipanti: offrendo, ad esempio, omaggi e biglietti per l’estrazione di premi o bonus colazione a quanti utilizzeranno mezzi di mobilità sostenibile per recarsi a scuola o a lavoro o, ancora, chiedendo loro di passare per i varchi individuati, così da creare una sorta di competizione tra classi, uffici e aziende. L’obiettivo è sempre quello di riempire il più possibile la città di mezzi sostenibili, nel rispetto delle prescrizioni post-Covid. I Circoli di Legambiente, il personale dei Comuni e/o degli enti coinvolti e i volontari delle altre associazioni aderenti localmente vigileranno sul corretto svolgimento della sfida.L’edizione piemonte si svolge nell’ambito del progetto Europeo Life MODERn (Nec) che si propone di migliorare il sistema di valutazione degli impatti dell’inquinamento atmosferico sugli ecosistemi italiani secondo quanto previsto dalla Direttiva NEC.

L’Ucid promuove la 17esima giornata della custodia del creato

Tra gli interventi quello del Vicepresidente della Sezione UCID di Torino e anche Presidente del CAAT di Torino, Marco Lazzarino.

 

L’Ucid di Torino promuove la “diciassettesima Giornata per la Custodia” del creato che, per l’Arcidiocesi di Torino, si svolgerà sabato 17 settembre prossimo dalle 9 alle 16.30 presso il Museo A come Ambiente, in corso Umbria 90. Vi partecipano l’Arcidiocesi di Torino Ufficio Pastorale Sociale e del Lavoro, Commissione regionale della PSL Piemonte e Val d’Aosta.

I lavori prenderanno avvio alle 9.15 con gli interventi del Delegato Regionale dell’Ufficio Pastorale Sociale e del Lavoro, Gaetano Quadrelli, e monsignor Marco Arnolfo, arcivescovo di Vercelli e vescovo incaricato per la PSL.

La prima tematica che verrà trattata riguarda ‘Quale sostenibilità nella proposta dell’ecologia integrale e della Laudato Si’, su cui parlerà Isabella Brianza. Claudia Galletto di Ires Piemonte esaminerà il tema del “Cambio di paradigma e politiche di sostenibilità. A che punto è il Piemonte?”

Dalle 10.45 si terrà una tavola rotonda ricca di esperienze e riflessioni critiche sull’intreccio tra sostenibilità,  giustizia e utilizzo consapevole delle risorse naturali. Su questo tema interverrà Roberto Moncalvo, presidente di Coldiretti Piemonte. Un interessante “Report Terre d’acqua” è  curato da Francesca Vietti, a nome delle diocesi di Biella, Casale Monferrato, Novara e Vercelli.

Il Presidente del CAAT, Marco Lazzarino, parlerà  di “Esempi di Economia circolare del CAAT di Torino”; Luca Perino illustrerà l’esperienza del progetto “L’energia nel Bosco”.

A partire dalle 11.45 si terrà un dialogo tra Giorgio Brizio, di Friday for Future di Torino, e Alessandro Svaluto Ferro, direttore UPSL di Torino.

Seguirà poi un momento di celebrazione ecumenica e un pranzo offerto da Coldiretti Piemonte.

Una preziosa opportunità sarà quella della visita guidata e del laboratorio presso il Museo A come Ambiente.

Mara Martellotta

Pnrr, il Poli e le infrastrutture di ricerca

IL POLITECNICO DI TORINO PARTECIPA ALLA CREAZIONE DI TRE INFRASTRUTTURE DI RICERCA PER DARE NUOVI IMPULSI ALL’INNOVAZIONE

 

Al progetto iENTRANCE@ENL per la generazione

e lo stoccaggio di energia verde

assegnati più di 75 milioni di euro

 

Insieme le tre infrastrutture riceveranno circa115 milioni di euro

Sono stati assegnati i finanziamenti per l’attuazione del “Fondo per la realizzazione di un sistema integrato di infrastrutture di ricerca e innovazione” – Investimento 3.1 del PNRR – Missione 4, “Istruzione e Ricerca” – Componente 2, “Dalla ricerca all’impresa” pubblicati dal Ministero dell’Università e della Ricerca il 20 dicembre 2021 e il Politecnico di Torino farà parte di ben tre di queste infrastrutture sulle trenta totali previste. Tradotto in cifre, le infrastrutture in cui è coinvolto l’Ateneo riceveranno in totale circa 115 milioni di euro, di cui più di 15,5 milioni al Politecnico di Torino.

L’investimento complessivo del PNRR sulle infrastrutture di ricerca è di 1,08 miliardi di euro, e ha ’obiettivo di facilitare l’interazione tra la conoscenza scientifica generata da infrastrutture di ricerca di alta qualità e il settore economico, per dare impulso all’innovazione.

“Per il Politecnico e per il nostro territorio l’ottenimento di questi finanziamenti e l’essere parte di questi tre nuovi poli di ricerca a livello nazionale rappresenta un risultato importantissimo che sarà un volano per l’economia e per l’occupazione di profili altamente qualificati. L’Ateneo potrà così dotarsi di nuove attrezzature e connettersi a reti nazionali e internazionali per condurre le proprie ricerche in sinergia con aziende ed enti di ricerca di altissima qualità”, commenta il Rettore del Politecnico Guido Saracco.

LE INFRASTRUTTURE DI RICERCA IN CUI È COINVOLTO IL POLITECNICO

 

  • iENTRANCE@ENL – Infrastructure for ENergy TRAnsition aNd Circular Economy @ EuroNanoLab

Nuovi materiali, processi e sistemi per la generazione, lo stoccaggio e la distribuzione dell’energia sono cruciali per il futuro del nostro pianeta. La “Infrastructure for Energy Transition and Circular Economy @ EuroNanoLab” (iENTRANCE@ENL) si propone di diventare l’infrastruttura di ricerca di riferimento a livello italiano per la ricerca su nanomateriali per l’energia, processi e dispositivi per produzione verde, stoccaggio e distribuzione di energia, caratterizzazione di materiali alla micro e nanoscala, tecnologie per la realizzazione di strumenti e sistemi.

Sarà strutturata in 6 nodi geografici riconosciuti a livello internazionale in aree di ricerca complementari coordinati da uno hub centrale. Il nodo di Torino, al quale contribuiscono Politecnico di Torino e INRiM – Istituto Nazionale di Ricerca Metrologica – si occuperà di materiali, processi sostenibili e sistemi, inclusa la loro caratterizzazione metrologica, per la transizione energetica e l’economica circolare.

Si tratta di un’iniziativa strategica in grado di mettere a sistema le competenze del Politecnico – presenti in infrastrutture regionali quali CO2CCL, https://co2circlelab.eu/ e del MITE come SEASTAR, https://www.seastar.center/ – nella sintesi di nanomateriali funzionali e nella loro lavorazione per la produzione e utilizzo di idrogeno per la cattura e la valorizzazione dell’anidride carbonica, per la raccolta di energia rinnovabile lontano dalla costa (offshore), per i dispositivi elettrochimici impiegati nella conversione e stoccaggio dell’energia e per lo stoccaggio sotterraneo di vettori energetici, con le competenze dell’INRIM in merito alla metrologia, soprattutto per le reti gas e le reti elettriche intelligenti. Questa nuova infrastruttura potenzia significativamente, nella direzione della ricerca per la transizione energetica, la sinergia tra Politecnico e INRiM nel laboratorio congiunto di micro e nano fabbricazione PiQuET (https://piquetlab.it/).

In particolare, l’INRiM metterà a disposizione le competenze metrologiche nello studio delle proprietà magnetiche, elettriche, ottiche e termodinamiche della materia, che si integrano per la realizzazione di standard quantistici delle unità di misura, nonché per materiali innovativi e dispositivi nanostrutturati tipici delle tecnologie emergenti, come la fotonica, la spintronica e la nanoelettronica.

Uno degli obiettivi principali è quello di realizzare prototipi e dimostratori tecnologici, certificati dal punto di vista metrologico, a supporto del piano strategico del Politecnico per la transizione energetica, rafforzato da una prospettiva di economia circolare basata sulla valorizzazione dei rifiuti e sul maggiore utilizzo di energie rinnovabili nella lavorazione dei materiali.

Ente Coordinatore: CNR – Consiglio Nazionale delle Ricerche

Coordinatore scientifico: Vittorio Morandi – CNR-IMM-Bologna

Budget totale: 75.165.078 €

Coordinatore scientifico al Politecnico di Torino: Fabrizio Pirri – Dipartimento Scienza Applicata e Tecnologia (DISAT)

Budget Politecnico di Torino: 14.296.940 €

 

  • GeoSciences IR: un’infrastruttura di ricerca per la Rete Italiana dei Servizi Geologici

Il progetto GeoSciences IR mira a creare la rete italiana per le geoscienze, una nuova infrastruttura di ricerca per la ‘Rete Italiana dei Servizi Geologici’ RISG, un network di coordinamento tra ISPRA, Servizio Geologico d’Italia, e Servizi Geologici Regionali (RGS), ovvero gli uffici tecnici all’interno di Regioni, Province Autonome e Agenzie Ambientali Regionali.

GeoSciences fornirà a ISPRA e RGS competenze e supporto tecnico-scientifico su specifici temi individuati dagli RGS come prioritari. Tale obiettivo sarà principalmente raggiunto attraverso azioni di trasferimento di conoscenze tecnico-scientifiche da parte di Università e Istituti di ricerca riconosciuti come eccellenze a livello nazionale.

Il Politecnico di Torino svilupperà azioni relative alla realizzazione di sistemi informativi dedicati alla gestione delle risorse geologiche nazionali.

L’obiettivo è il superamento dell’attuale frammentazione di dati e competenze sulle georisorse, in particolare sulle materie prime definite critiche dalla Commissione Europea. L’attuale necessità di riattivare la ricerca mineraria è un primo passo per diminuire l’eccessiva dipendenza dalle importazioni di materie prime da mercati internazionali sempre più instabili, al fine di costruire solide filiere domestiche e garantire un approvvigionamento sicuro e sostenibile all’industria italiana.

Il Politecnico sarà inoltre impegnato su specifiche attività di rafforzamento delle capacità di rispondere alle emergenze ambientali e ai relativi piani d’azione attraverso i Servizi Copernicus.

Ente coordinatore: ISPRA – Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale

Coordinatore scientifico: Luca Guerrieri

Budget totale: 16.671.851 €

Coordinatore scientifico al Politecnico di Torino

Budget Politecnico di Torino: Giovanni Andrea Blengini, Dipartimento di Ingegneria dell’Ambiente, del Territorio e delle Infrastrutture (DIATI)

Budget Politecnico di Torino: 681.590 €

  • EBRAINS-Italy – European Brain ReseArch INfrastructureS-Italy

EBRAINS-Italy sarà il nodo italiano dell’infrastruttura distribuita europea di EBRAINS che mira a consentire alle attività cliniche e sperimentali nel settore sanitario di sfruttare adeguatamente le più avanzate tecnologie di modellazione, computazione e analisi dei dati disponibili nel campo delle neuroscienze.

L’obiettivo principale è riunire in un’infrastruttura di ricerca diversi gruppi con competenze trasversali nei campi della modellistica, dell’High Performance Computing e delle neuroscienze sperimentali/teoriche operanti in Italia, integrando le attività al fine di garantire sinergie e generare un sostanziale progresso nella produzione e diffusione di conoscenza nei settori scientifici, industriali e sociali su tutto il territorio nazionale.

I risultati ottenuti dal progetto in termini di know-how saranno resi disponibili da un punto di accesso unico al fine di rafforzare il trasferimento tecnologico e lo sviluppo di nuove collaborazioni internazionali per la ricerca e lo sviluppo.

Il Politecnico di Torino sarà parte del gruppo di “Analysis, Modeling, and Simulation facilities and services” che avrà un ruolo decisivo nel consentire a EBRAINS-Italy di sviluppare tecnologie innovative per la scoperta e la validazione di nuovi farmaci e terapie, protocolli di stimolazione fisica per malattie cerebrali, applicazioni di digital twins, medicina personalizzata e di precisione, robotica bio-ispirata, interfacce cervello-macchina e calcolo neuromorfico.

Nel dettaglio, lo scopo principale del Politecnico di Torino sarà la creazione di un Neuromorphic Computing Lab incentrato sullo studio, lo sviluppo e l’utilizzo di tecnologie neuromorfiche di ultima generazione. Il Neuromorphic Computing Lab fornirà due contributi principali all’infrastruttura:

  • Una piattaforma neuromorfica all’avanguardia per la progettazione e lo sviluppo di applicazioni che sfruttano sistemi informatici digitali/neuromorfici eterogenei;
  • Un framework per dare supporto agli sviluppatori nel processo di ingegnerizzazione end-to-end di simulazioni di Spiking Neural Networks (SNN) eseguite su dispositivi neuromorfici. Tale framework sarà progettato al fine di permettere la simulazioni di modelli SNN osservati in vivo e lo sviluppo di algoritmi di Machine Learning neuromorfici da utilizzare come strumenti per l’analisi dei dati prodotti dai partner del progetto.

Grazie a questi due componenti, il Neuromorphic Computing Lab potrà sviluppare nuovi tipi di sistemi eterogenei che supportino i paradigmi del calcolo neuromorfico in grado di interpretare e imparare continuamente dai dati e risolvere problemi complessi in modo efficiente.

Coordinatore: CNR – Consiglio Nazionale delle Ricerche

Coordinatore scientifico: Michele Migliore – CNR-IBF Institute of Biophysics

Budget totale: 22.370.240 €

Coordinatore scientifico al Politecnico di Torino: Enrico Macii – Dipartimento Interateneo di Scienze, Progetto e Politiche del Territorio (DIST)

Budget Politecnico di Torino: 587.000 €