Moresco, Agnello Hornby, Simoni fra gli autori più richiesti
Si è conclusa sabato 14 maggio la quindicesima edizione dell’Ibf – International Book Forum, l’area b2b del Salone Internazionale del Libro di Torino dedicate alla vendita e allo scambio di diritti di traduzione. Un’edizione da record. Presenti quest’anno oltre 700 operatori – tra editori e agenti letterari – da tutto il mondo, di cui 620 preaccreditati online e un centinaio direttamente al Salone. Sono stati oltre 250 gli operatori stranieri giunti al Centro Congressi del Lingotto, per un totale di 41 Paesi rappresentati, dato che stabilisce un record per l’Ibf. Fra le new entries, Taiwan eArmenia. Spagna, Francia e Germania sono stati i Paesi con il maggior numero di delegati, con 27 rappresentanti dalla Francia, tra cui Flammarion, Gallimard e Xo; 33 dalla Germania, tra cui Piper,Suhrkamp, Kunstmann, Hanser e Alexander e 32 dalla Spagna, tra cui Anagrama, Narcea, Sexto Piso. Non è mancata una nutrita delegazione di editori turchi, con 8 rappresentanti tra cui Kalem Agency, Everest Publishing e Tudem Publishing Group.Grande soddisfazione è stata espressa dalla Presidente del Salone, Giovanna Milella: «Più Paesi e più operatori presenti, sia italiani sia stranieri, per una letteratura senza frontiere che realmente aiuta ad avvicinare i popoli e le culture».
Gli affari
Nato per favorire gli incontri tra i grandi player dell’editoria, l’Ibf nel corso degli anni si è rivelato una significativa occasione di contatti internazionali anche per la piccola editoria indipendente, contribuendo alla crescita dei volumi di vendita di diritti editoriali di titoli italiani all’estero. Numerosissime le trattative concluse nei 3 giorni di evento, che ha visto oltre 6.000 incontri in formula speed date, preorganizzati grazie a un’agenda online che ottimizza automaticamente le disponibilità e gli interessi di ciascun partecipante. Un software sviluppato appositamente per la kermesse dalla società torinese Risolviamo e ancora oggi unico in Europa, invidiato da tutte le maggiori fiere internazionali, London Book Fair e Buchmesse comprese. Carmen Prestia, dell’agenzia letteraria Alferj e Prestia, ha annunciato che i diritti di traduzione del nuovo libro di Simonetta Agnello Hornby, Caffè Amaro (Feltrinelli, uscito il 28 aprile) sono già stati venduti in 20 Paesi tra cui Spagna, Francia, Germania e Albania. Mentre La tempesta di Sasà diSalvatore Striano (Chiarelettere) è stato venduto in Francia, Germania, Spagna e Lituania. Il romanzo
contemporaneo La collezionista di libri proibiti di Cinzia Giorgi (Newton Compton, in uscita nelle prossime settimane) è già stato trattato con editori francesi, spagnoli e olandesi. LeeAnn Bortolussi, rights manager di Giunti, è entusiasta dell’iniziativa: “Qui si incontrano agenti che a Londra e Francoforte non si trovano. L’Ibf per noi è l’appuntamento più importante d’Europa” Giunti all’Ibf 2016 ha venduto alla danese Forlaget Palomar Come fossi solo di Marco Magini, titolo che ha vinto il premio Italo Calvino ed è arrivato 3° al Premio Strega giovani”. Dall’agenzia letteraria francese Mon agent et compagnie si dicono molto soddisfatti perché hanno ricevuto offerte da parte di una casa editrice olandese per la traduzione del libro La petit boutique japonaise di Isabelle Artus, titolo già acquistato in Italia da La Nave di Teseo e in uscita nel 2017. Bene anche la sezione audiolibri: Roberta Oliva dell’agenzia Natoli & Oliva ha chiuso un accordo con la tedesca Emons per la vendita dei diritti di un audiolibro di Marcello Simoni. Sabine Schneider, agente tedesca della ScoutingLiteraturAgentur ha avviato trattative molto avanzate con 10 Paesi per la vendita di due libri di Carlo Grande (Terre Alte – Ponte alle Grazie e La via dei Lupi – Tea Libri) e delle opere di Antonio Moresco. Malpaso, editore spagnolo, è in trattativa avanzata per oltre 10 titoli di editori italiani; gli egiziani diOsiris sono molto interessati ai titoli delle case editrici Minimum Fax, Sosia e Pistoia, Giunti e Il Castoro. I turchi di Tudem hanno in corso trattative avanzate con gli italiani di Ampi Margini e con i francesi di Ed. Denoel.
L’International Book Forum 2016 è una iniziativa del Salone Internazionale del Libro di Torino, realizzata dalla Fondazione per il Libro, la Musica e la Cultura e sostenuta dalla Regione Piemonte, che può contare, anche per questa edizione, sul supporto e la collaborazione di ICE-Agenzia.

Dal 7 al 27 maggio Rita Barbero, in arte Purpleryta, espone per la prima volta a Torino, in centro, da EnneGi di Nadia Giacometti
Tutte le trame dei film 
Le confessioni – Drammatico. Regia di Roberto Andò, con Toni Servillo, Connie Nielsen e Pierfrancesco Favino. Un gruppo di ministri dell’Economia delle grandi potenze, sotto la guida del direttore del Fondo Monetario internazionale, è riunito in un lussuoso albergo sulle rive del Baltico. Con loro alcuni ospiti, tra cui il monaco Roberto Salus, irreprensibile e pericolosamente non malleabile. All’indomani di quello che appare come un suicidio ma che potrebbe avere tutti i connotati di un omicidio, come si comporteranno i presenti con le manovre che si sarebbero dovute votare? Dal regista pluripremiato per “Viva la libertà”, anche questa volta affiancato dalla prova eccellente di Servillo. Durata 100 minuti. (Ambrosio sala 3, Eliseo rosso, Romano sala 1)
La foresta dei sogni – Drammatico. Regia di Gus Van Sant, con Matthew McConaughey, Naomi Watts e Ken Watanabe. Ultimo film dell’autore di “ Will Hunting” duramente contrastato all’ultimo festival di Cannes. L’inoltrarsi di un americano lungo le pendici del monte Fuji, in Giappone, luogo ove la contemplazione e la prospettiva della morte convivono, tra realtà e magia, l’incontro dell’uomo con un imprenditore del Sol Levante, l’istinto di sopravvivenza. Durante il percorso, i vari flashback ci riportano alla vita familiare del protagonista, ai suoi rapporti con la moglie, un lutto che ci si deve lasciare poco a poco alle spalle. L’occasione per controllare di persona se il pubblico festivaliero abbia espresso un giudizio del tutto errato (qualche amico se ne era tornato a casa sostenendo che Van Sant aveva fatto un robusto racconto filosofico pieno di poesia). Durata 110 minuti. ( Reposi) 




The boy – Horror. Regia di William Brent Bell, con Lauren Cohan e Rupert Evans. Greta, nel desiderio di lasciarsi alle spalle un periodo di vita travagliato, si rifugia in un villaggio inglese dove è assunta da una coppia in una villa vittoriana, come baby sitter del loro figlio di otto anni. Non un figlio, comprenderà ben presto la ragazza, ma una bambola a grandezza naturale. Una serie di eventi inspiegabili e terrificanti succedono, la mettono in serio pericolo e ostacolano la relazione che lei ha avviato con un giovane del villaggio. Durata 97 minuti. (Massaua, Reposi, The Space, Uci)
The Dressmaker – Il diavolo è tornato – Commedia. Regia di Jocelyn Moorhouse, con Kate Winslet, Judy Davis e Liam Hamsworth. All’inizio degli anni Cinquanta, divenuta una affermata stilista, Tilly torna da Parigi nel piccolo paese natio di Dungatar, nel cuore dell’Australia, da cui era stata cacciata anni prima. Con una ventata di modernità, costruendo abiti per le donne acide e immalinconite di Dungatar, Tilly avrà modo di far luce sul suo lontano passato. Grande successo all’ultimo TFF. Eccellente prova della Winslet al centro di un film che pur facendosi giudicare (pressoché) positivamente non riesce mai a definire le proprie scelte (commedia, divertimento surreale, percorso drammatico, un faticoso altalenarsi?) in maniera definitiva. Durata 118 minuti. (Lux sala 1, Massaua, Reposi, The Space, Uci)

Da un libro di Mario De Maglie nasce un dipinto di introspezione e sospensione di Stefano Veronesi
uomini e una donna: Stefano, Alfredo e Barbara ) sono partiti con lo scopo di rintracciarlo. In una Turchia meridionale, bruciata dal sole d’agosto, dopo cinque anni di assoluto silenzio, chi cercano ognuno dei tre? L’amico d’infanzia, il grande reporter o l’unico uomo mai amato? Inizia così una settimana di misteri nel Kurdistan. Lettere, enigmi, messaggi da decifrare e strane figure. Ogni incontro appare casuale, ma introduce al mistero di una realtà, quella curda, che sopravvive alla guerra più dimenticata del pianeta. La storia vira in giallo e si dipana davanti al lettore come un road-movie tra le strade e le coste della Turchia, fino a un finale a sorpresa. Il libro affronta un tema caldo, ora come vent’anni fa. I circa 30 milioni di curdi costituiscono uno dei più grandi gruppi etnici privi di un territorio nazionale. Per oltre un secolo molti di loro hanno lottato per un Kurdistan indipendente o perlomeno autonomo, con mezzi sia politici sia militari. Tuttavia i governi degli stati che li ospitano si
sono sempre opposti all’idea di uno Stato curdo e perfino alla concessione di un autonomia politica e culturale. Un territorio immenso, che si sviluppa nella parte settentrionale e nord-orientale della Mesopotamia, la terra fra i due fiumi Tigri e Eufrate. Il territorio abitato dai curdi si trova prevalentemente in Turchia ma comprende vaste zone in Siria, Iraq, Iran, e in misura minore Armenia. Il Kurdistan turco, che i curdi chiamano Bakur, protagonista del libro di Fovanna, è un vasto territorio che comprende la parte sud orientale della Turchia dal confine siriano fino all’Iran, dove vivono circa 20 milioni di persone e ha il suo centro culturale e politico nella città di Diyarbakir, una vera e propria capitale simbolica del Kurdistan che conta quasi 2 milioni di abitanti. Ed è proprio lì che vene arrestato l’inviato de “Il Giorno”. La polvere del tempo, sui bei libri, non si posa mai e men che meno su “Il pesce elettrico” che Fernanda Pivano descrisse così: “Questi dialoghi sono maledettamente belli, sarebbero piaciuti a Hemingway”. E se lo diceva lei, traduttrice di tutti i grandi scrittori americani, amica personale di Hemingway e musa dei poeti e dei cantanti della beat generation, non c’è ragione alcuna per farsi rodere dal dubbio.
Dieci titoli di punta di cui cinque allestimenti coprodotti con importanti enti teatrali
Dal 14 al 26 marzo andrà in scena la “Manon Lescaut” di Puccini, con Orchestra e Coro del teatro Regio diretti da Gianandrea Noseda. La regia, classica ma non convenzionale, è del celebre attore Jean Reno. L’allestimento rispetta l’ambientazione settecentesca prescritta nel libretto, che diventa, invece, rarefatta e simbolica nella parte finale, nelle scene del deserto. Sarà presente un cast di eccezione con Maria José Siri, Gregory Kunde, Dalibor Jenis e Carlo Lepore.


DALL’8 AL 15 MAGGIO IL PALAZZO DELL’ENOFILA DI ASTI DIVENTA POLO CULTURALE. FOCUS SULLA FIGURA DELLA DONNA DURANTE LA GRANDE GUERRA, FOTOGRAFIE, FUMETTI, GIORNALI SATIRICI, MOTO D’EPOCA