CULTURA E SPETTACOLI- Pagina 899

Sul Filo del Circo entra nel vivo

circo 23Venerdì 15 e Sabato 16 luglio il Festival Sul Filo del Circo entra nel vivo della sua programmazione proponendo il titolo più atteso del cartellone, Machine de Cirque dell’omonima compagnia canadese, proveniente da quel fertile laboratorio artistico del Quebec che oltre a dare i natali al Cirque du Soleil 32 anni fa, ha prodotto alcune delle più prestigiose compagnie attuali tra cui appunto quella che va in scena alle Serre di Grugliasco questo week end. Machine de Cirque, propone un livello tecnico elevatissimo, una mise en scene raffinata, e spunti ironici divenuti dei veri e propri cult virali sui social network con oltre 40 milioni di visualizzazioni della loro storica gag degli asciugamani contesa dalle emittenti televisive di tutto il mondo. A volte comici, a volte nostalgici, i cinque artisti manipolano magistralmente vari oggetti di scena come la bascula, le clave da giocoliere, una batteria e perfino degli asciugamani! Non esitano a spogliarsi, pronti a mostrare la loro anima così come i loro corpi per far ridere, commuovere e specialmente per impressionare. Uno spettacolo energico, audace, comico e poetico, assolutamente imperdibile che ruota intorno ad una imponente struttura che consente agli artisti di esibirsi in esercizi davvero spettacolari. Intero 18 €; ridotto 15 €. La Biglietteria è aperta da Lunedì a Venerdì (10.00-13.00 e 16.00-19.00) e sabato (10.00-13.00) presso la Segreteria di Cirko Vertigo in Via Lanza 31 e dalle ore 19.30 nelle serate di spettacolo. È consigliata la prenotazione ai numeri di telefono 011.0714488 oppure 327.7423350 e via mail all’indirizzo biglietteria@sulfilodelcirco.com. Biglietti disponibili sul circuito Vivaticket.it.

Per informazioni www.sulfilodelcirco.com.

Dalla Cina a palazzo Carignano

risorgimento museoIl responsabile dei servizi culturali del governo di Hong Kong, Mr.Chan Ki-hung, ha visitato  il Museo Nazionale del Risorgimento Italiano, accompagnato dal direttore Ferruccio Martinotti (nella foto in basso). Chan Ki-hung è venuto in Italia per partecipare alla XXIV conferenza generale dell’ICOM che si è svolta a Milano e per visitare i principali musei di Firenze e di Torino.
“A Hong Kong c’è tanta voglia d’Italia – ha dichiarato Chan Ki-hung – Si vuole conoscererisorgimento museo 3 non solo l’arte italiana, ma anche la storia del vostro Paese. Per questo la visita al Museo Nazionale del Risorgimento è stata per me una vera emozione. Ho scoperto un museo importante, moderno, che sa raccontare anche agli stranieri la storia d’Italia e d’Europa”. “A Hong Kong vive la più grande comunità italiana di tutta la Cina – continua Chan Ki-hung –  circa 3.000 persone, che da sempre hanno avuto la capacità di portare le proprie conoscenze e condividerle, aprendosi alla cultura locale. Il nostro obiettivo e il nostro auspicio quindi è quello di avviare presto anche con il Museo Nazionale del Risorgimento una rapporto di collaborazione, così come già accade
cina risorgimentocon i principali musei del mondo, dal Louvre al British Museum, al Metropolitan Museum”.
“È stato per noi un vero piacere accogliere oggi il responsabile dei servizi culturali del governo di Hong Kong – dichiara il direttore del Museo Nazionale del Risorgimento Ferruccio Martinotti- da parte nostra ci sarà tutta la disponibilità ad avviare in futuro una collaborazione che permetta di far conoscere anche ad Hong Kong il grande patrimonio storico e culturale che il Museo del Risorgimento possiede. Già oggi il nostro Museo è frequentato dai turisti cinesi: un numero che vogliamo incrementare offrendo dal prossimo autunno a tutti i visitatori stranieri la  possibilità di scaricare una app multilingue, tra le quali appunto il cinese, che agevolerà loro la visita”.

(foto: il Torinese /Museo Risorgimento)

17 luglio del ’36. Ottant’anni dopo, la guerra di Spagna

Ottant’anni fa, il 17 luglio del 1936 ( un torrido venerdì ) la città  spagnola di Melilla, situata sulla costa orientale del Marocco,nell’Africa del Nord,  venne occupata da reparti della legione spagnola al comando del colonnello Juan Yagüe spagna hemingwayEra il primo atto dell’ “Alzamiento”, la ribellione di alcuni generali nazionalisti (Francisco Franco, Emilio Mola, Gonzalo Queipo De Llano e José Enrique Varela) nei confronti del legittimo governo repubblicano. “Rivolta in Spagna e nel protettorato del Marocco”, titolò in prima pagina il “Corriere della sera” del 19 luglio 1936. Il generale Franco, preso il controllo delle Canarie, volò in Marocco e assunse il comando dell’Esercito d’Africa, composto da 47 mila uomini. Da lì fece partire, con un messaggio in codice – “su tutta la Spagna il cielo è senza nubi” – l’ordine d’insurrezione per tutte le guarnigioni della penisola iberica. L’obiettivo era di occupare subito Madrid, la capitale e rovesciare il governo. Nel febbraio di quell’anno, alle elezioni politiche, le forze di sinistra avevano conquistato la maggioranza grazie al primo esperimento di Frontespagna 69 popolare (repubblicani moderati, socialisti, comunisti e cattolici baschi autonomisti). I rivoltosi confidavano di ottenere in pochi giorni un successo pieno, ma le forze governative, appoggiate da operai e contadini, stroncarono la ribellione a Madrid, Barcellona e in molti centri industriali del Nord e dell’Est. Ciononostante i ribelli riuscirono ad imporsi in Navarra, Galizia e Nuova Castiglia e ad occupare le principali città dell’Andalusia come Cadice, Cordoba e Siviglia. Migliaia di uomini e donne accorsero volontariamente ad ingrossare i reparti della milizia popolare in difesa della Repubblica e in quasi tutte le fabbriche  si crearono battaglioni di operai. Il peso dei primi combattimenti fu sostenuto da questi reparti non addestrati e male armati ma furono proprio quest’ultimi ad impedire il compimento del colpo di stato, attaccando, spesso disarmati, le caserme, recuperando armi, convincendo i soldati di leva a passare dalla parte del popolo. Iniziò così la sanguinosa guerra civile che durò tre anni, fino al 1939.Francisco Franco chiese aiuto a Italia e Germania, che non si fecero pregare, inviando immediatamente una flotta aereo-navale in grado di fare da ponte tra il Marocco e il sud della Spagna. I falangisti del Generalísimo, furono così in grado di sostenere una guerra di lunga durata, grazie all’aiuto delle truppe italo-tedesche e degli ingenti mezzi militari e denaro. Il contingente inviato da Benito Mussolini arrivò a sessanta mila soldati nel gennaio 1937. Un numero ben superiore ai seimila tedeschi della divisione Condor ( gli esecutori del bombardamento della città basca di Guernica, episodio che venne immortalato nel spagna 47celebre ed omonimo quadro di Pablo Picasso). A fianco del legittimo governo, presieduto dal socialista Francisco Largo Caballero, si schierarono solo l’Unione Sovietica e il Messico che, seppur non entrando ufficialmente in guerra, cercarono di sostenere i repubblicani di Spagna con ogni mezzo.  Le grandi democrazie europee (Gran Bretagna e Francia in testa) mantennero invece una posizione ambigua e di sostanziale neutralità che finì per favorire tragicamente i franchisti.Lo sdegno per quanto avveniva in terra iberica  scosse le coscienze di gran parte dell’opinione pubblica democratica e migliaia di volontari accorsero da tutto il mondo per dare vita alle Brigate Internazionali, combattendo in difesa della Repubblica. Carlo Rosselli, socialista e antifascista (che nel 1937 venne ucciso in Francia insieme al fratello Nello da sicari legati al regime fascista ) pronunciò una frase rimasta nella storia: “Oggi a Madrid domani a Roma, siamo antifascisti poiché non misuriamo la patria a cannoni e a frontiere, la nostra patria corrisponde con quella di tutti gli uomini liberi”. I volontari “internazionali” furono sessantamila ( dei quali quattromila italiani) , provenendo da più di cinquanta nazioni dei cinque continenti. Uomini che, attraversando i confini, solcando i mari e rischiando la propria vita si impegnarono su diversi fronti in oltre due anni di battaglie come quelle di Madrid e Guadalajara, nelle grandi offensive repubblicane su Belchite, Teruel e sull’Ebro. Tra questi, intellettuali del calibro di  George Orwell, Ernest Hemingway, John spagna 45Dos Passos, che combatterono, scrissero romanzi e reportages, osservarono e raccontarono. Nel tardo autunno del 1938, pressato dalle democrazie occidentali impegnate nella politica del “non intervento“, il governo repubblicano decise il ritiro dal fronte delle Brigate internazionali, che tennero una memorabile parata di addio – la “despedida” – il 29 ottobre del 1938 a Barcellona,salutati da Dolores Ibárruri, lapasionariacon un memorabile discorso di commiato. Pochi mesi dopo, il 28 marzo 1939, i nazionalisti  – dopo la caduta di Barcellona e della Catalogna – occuparono Madrid e Valencia. La guerra civile, dopo tre anni di violenti combattimenti e più di un milione di morti, finiva con la caduta della Repubblica e l’inizio della lunga dittatura del “Caudillo” Francisco Franco. Si era ormai  alla vigilia della seconda guerra mondiale e la guerra civile spagnola ne aveva rappresentato, nei fatti, la prova generale. In quei giorni Adolf Hitler intimava la “restituzione” di Danzica e di lì a poco  avrebbe ordinato alla Wehrmacht di varcare i confini della Polonia, invadendola. Al secondo conflitto mondiale la Spagna, dilaniata dal conflitto interno, non prese parte, permettendo al regime franchista di sopravvivere fino al 1975, a differenza di quelli fascista e nazista, continuando a reprimere gli oppositori con la “feroz matanza“.

Marco Travaglini

Morbelli, dopo la visita di Sgarbi il concorso

morbelli monferratoAngelo Morbelli, pittore divisionista, amico e corrispondente di Pellizza da Volpedo visse ed operò nella frazione Colma di Rosignano Monferrato, comune collinare distante a circa una decina di chilometri da Casale Monferrato. L’associazione Amis d’la Curma per ricordarne il nome propone da dodici anni un concorso di pittura estemporanea che gli è intitolato. L’evento si terrà sabato 16 luglio a Villa Maria, residenza dei Morbelli dove si trova anche lo studio di Angelo Morbelli che è stato recuperato a cura dell’Associazione e visitato recentemente da Vittorio Sgarbi che ha avuto parole di elogio per il pittore monferrino – accompagnato dall’allora assessore alla cultura del Comune di Casale e critico d’arte Giuliana Romano Bussola – e dai ricercatori dell’Università Normale di Pisa che hanno compiuto studi sui materiali e sull’archivio dell’artista. Lo studio Morbelli, in concomitanza con il concorso, sarà visitabile dalle ore 15 alle 17. L’evento, che ha il patrocinio della Regione Piemonte, dei comuni di Casale e Rosignano ed il contributo del Csva, incomincia alle ore 9 con la timbratura delle tele che dovranno essere consegnate entro le 16.30. Poi ,la giuria esaminerà le opere in concorso ed il “verdetto” sarà reso noto, con la relativa premiazione, alle 18. La manifestazione si chiuderà alle 19 con un rinfresco nella cornice delle colline monferrine.

Festival di Letteratura dei ragazzi “Gianni Rodari”

omegna freccia rodariA Omegna al via il bando

La città di Omegna ha bandito, all’interno della terza edizione del Festival di letteratura per ragazzi, organizzato dal 22 ottobre al 5 novembre, il regolamento del concorso del premio Gianni Rodari 2016 la cui premiazione è prevista per il  5 novembre. Il premio “Gianni Rodari Città di Omegna” è organizzato dall’Assessorato alla Cultura in collaborazione con il Parco della Fantasia Gianni Rodari, dedicato al grande scrittore nato proprio in quella località sulle sponde del lago d’Orta. Il premio è suddiviso in tre sezioni: albi illustrati, fiabe e filastrocche e rappresentazioni teatrali. Per le prime due sezioni il concorso è riservato alle opere edite nel periododal 1 luglio 2015 al 30 giugno 2016. Per la sezione teatrale saranno allestiti durante l’anno scolastico 2016-2017, in collaborazione con la direzione artistica della Fondazione Teatro Ragazzi di Torino, alcuni spettacoli per i quali una giuria, composta da ragazzi delle scuole cittadine, sarà chiamata a dare valutazioni motivate. Gli autori vincitori delle tre sezioni riceveranno un premio di 500,00  euro per ciascuna e per quella degli albi illustrati è altresì prevista un’esposizione delle illustrazioni. La giuria, presieduta dal prof. Pino Boero dell’università di Genova, è composta dalla vedova di Gianni Rodari, Maria Teresa Ferretti , dallo omegna buzio rodaristudioso di letteratura per l’infanzia e di storia dell’illustrazione Walter Fochesato,  dalla scrittrice Anna Lavatelli e da Alessandro Buzio, assessore alla cultura ad Omegna. Il bando scade il prossimo 31 luglio. Entro la stessa data le compagnie teatrali, interessate a presentare un proprio spettacolo, dovranno inoltrare richiesta al comune di Omegna. La premiazione si svolgerà nel prossimo autunno, durante le giornate del  Festival. “Per Omegna è un’occasione in più per ricordare Gianni Rodari,  il suo più illustre concittadino – afferma Alessandro Buzio – ; un uomo riservato ma dotato di grande sensibilità e curiosità, un intellettuale e un artista assai più ricco e complesso di quanto comunemente si creda. Rodari, infatti, oltre ad essere scrittore e poeta per bambini è stato maestro elementare, giornalista, fondatore e direttore del “Pioniere” e del “Giornale dei Genitori”, straordinario pedagogo; una figura poliedrica, quindi, che anche attraverso versi e filastrocche ha richiamato l’attenzione a temi sociali di grande importanza”. E aggiunge: “promuovere questo festival rodariano e fare esprimere direttamente i ragazzi delle scuole sulle opere teatrali è coerente con la curiosità che ha sempre omegna rodarianimato Gianni Rodari nella sua ricerca sui processi dell’invenzione e della fantasia, con la  capacità di esprimersi in modo semplice e far arrivare a tutti un pensiero che oggi è più che mai vivo”, aggiunge. Dalle avventure di Cipollino alle novelle scritte a macchina, dai racconti come “C’era due volte il barone Lamberto”a “Gelsomino nel paese dei bugiardi” fino alla “Grammatica della fantasia” a “La storia degli uomini”, Gianni Rodari ci ha lasciato un messaggio importantissimo, con la dissacrazione dei luoghi comuni e lo stravolgimento del linguaggio che aiuta a liberarci dal conformismo e dai pregiudizi a oltrepassare gli schemi. “ I suoi continui esperimenti linguistici, il riportare tutto ad una forma semplice, chiara, sincera anche nei discorsi più impegnati, ha smosso il lettore a pensare, a provare ad agire, anche solo a dargli la possibilità di immaginare”,afferma il giovane assessore alla cultura, rilevando come “anche le immagini innescano una creatività e le favole sono educative”. Non a caso,Gianni Rodari, parlando delle favole diceva che era “un modo per entrare nella realtà, anzi che attraverso la porta dal tetto, dalla finestra”. E il festival a lui dedicato intendere proprio parlare con la lingua della fantasia.

Marco Travaglini

Musica alle Corti per il Classic Festival

TUTTI GLI APPUNTAMENTI SONO A INGRESSO LIBERO FINO A ESAURIMENTO POSTI

Inaugurazione mercoledì 13 luglio ore 18.00, Circolo dei lettori, via Bogino 9

“…SULL’ESTREMO CONFIN DEL MARE…”

MUSICA CORTI 2

In occasione del Classical Music Festival la città di Torino apre nuovamente al pubblico le principali corti dei suoi palazzi barocchi.

La mostra ‘Arte alle Corti’, percorso di sculture e installazioni d’arte contemporanea, diventa il palcoscenico per i concerti di Musica alle Corti che durante le giornate del Festival vanno a completare il cartellone, dedicato quest’anno alle suggestioni d’Oriente.

In questa proposta sono coinvolti gli insegnanti e gli studenti, stranieri e italiani, dei Conservatori di Torino e del Piemonte, nell’ottica di allargare il bacino di fruizione del repertorio classico a un pubblico giovane e il più eterogeneo possibile. All’interno della rassegna trovano spazio anche appuntamenti speciali, come il concerto a Palazzo Barolo del violinista Vlad Maistorovici in collaborazione con l’Istituto Romeno di Cultura e Ricerca Umanistica di Venezia, o il duo nipponico formato da Kazuhito e Koyumi Yamashita a San Pietro in Vincoli in occasione del 150° anniversario delle relazioni tra Italia e Giappone.

Ancora una volta la musica d’arte diventa occasione per scoprire piccoli e grandi tesori artistici e architettonici, siano essi oltre confine o appena dietro l’angolo.

MUSICA CORTI 1

“Quest’anno Musica alle Corti allarga ulteriormente il proprio orizzonte, coinvolgendo nel proprio programma giovani musicisti italiani e stranieri, la cui provenienza arriva a toccare l’Estremo Oriente passando attraverso l’Est europeo e la Cina. Rileviamo con soddisfazione il coinvolgimento attivo dei tanti partner istituzionali e privati, oltre alla presenza vivacissima di associazioni costituite da seconde generazioni. Abbiamo deciso di continuare a scommette su un format che colloca la Musica d’Arte in luoghi e orari non tradizionali, circostanza che ci permette di intercettare e soddisfare quelli che definiamo i nuovi pubblici della Cultura, tema cruciale delle attuali politiche culturali in Europa e che qui, a Torino, trova interessanti sviluppi e sempre più felice attuazione.” 

Matteo NEGRIN, direttore artistico di Musica alle Corti

 

“Io parto per La Merica”

800_Tascabile_Canti_Si intitola “Io parto per La Merica” e riporta alcuni testi dei canti degli emigranti di inizio secolo che dal Piemonte partivano per l’America e la Francia. Il n.64 dei tascabili di Palazzo Lascaris ci riporta alle atmosfere cupe dei bastimenti che sbarcavano a Ellis Island migliaia di emigranti in cerca di fortuna. Tra la fine dell’800 e gli anni ’20 del Novecento più di un milione e mezzo di piemontesi andarono a vivere negli Stati Uniti, in Sudamerica, in Francia e in Svizzera. Emigravano soprattutto dalle campagne e portarono con se non solo la speranza di una vita migliore, ma anche le barbatelle per impiantare le vigne in terra straniera e i suoni dei canti della loro terra: un modo per non perdere il legame affettivo e per sentire il suono della propria lingua. Oggi sono sei milioni i Piemontesi sparsi per il mondo e in molti casi, soprattutto le vecchie generazioni, utilizzano ancora il loro dialetto d’origine piuttosto che l’italiano per parlare con i connazionali emigrati con loro. La musica, le canzoni, i balli popolari sono stati per molti decenni il segno di un importante legame con la terra d’origine. Un patrimonio di parole – spesso tramandate soltanto a voce – che racconta il dolore del distacco, le tragedie del viaggio e dei naufragi, le difficoltà di integrazione in terra straniera, ma anche i successi di chi ha fatto fortuna e torna soddisfatto al paese da cui era partito.  I testi della pubblicazione sono stati raccolti e commentati da Valter Giuliano, vicepresidente della Rete Italiana di Cultura Popolare.Il tascabile “Io parto per La Merica. Canti dell’emigrazione piemontese” è in distribuzione gratuita presso l’Ufficio Relazioni con il Pubblico di via Arsenale 14/G a Torino.

FC – www.cr.piemonte.it

Il ricordo dell’ANCR sulla guerra di Spagna

SPAGNA GUERRA 5In 5 film-documenti

 A ottant’anni di distanza dall’alzamiento, dalla ribellione cioè di sei generali e di una cospicua parte dell’esercito al legittimo governo della Spagna repubblicana che dette avvio a una guerra civile destinata a durare ben più di tre anni, l’Archivio Nazionale Cinematografico della Resistenza riporta l’attenzione su quella vicenda chiave della storia del Novecento con una piccola rassegna cinematografica. Quella vicenda sembra ormai lontanissima ma in realtà costituisce  uno dei nuclei portanti della storia dell’Europa contemporanea. Non furono solo una drammatica anticipazione della Seconda guerra mondiale, dello scontro fra due inconciliabili concezioni dell’Europa e dei suoi assetti, ma un banco di prova per gli europei antifascisti (e per gli antifascisti di tutto il mondo), per l’impegno e laSPAGNA GUERRA 2 responsabilità dirette che molti si assunsero volontariamente, per l’uso generoso e intelligente di tutti gli strumenti della cultura e della comunicazione che molti intellettuali scelsero di fare con passione in nome della libertà, della democrazia, della giustizia sociale contro i loro negatori nazifascisti.La guerra civile spagnola ha ancora oggi un fascino e un’attualità perché è uno di quei momenti in cui i cittadini d’Europa si impegnarono a decidere in prima persona la qualità del loro futuro. Scrisse Paolo Gobetti per introdurre quarant’anni fa una sua rassegna sulla guerra civile spagnola: “Nella Spagna di quegli anni tutto era possibile, anche cambiare il corso della storia; purtroppo le cose andarono nel senso opposto a quello auspicato; le armi nazifasciste, il disinteresse delle democrazie occidentali, l’aiuto interessato di Stalin distrussero l’attesa di un’utopia annunciata”. Due film che l’ANCR presenta in questa prima, breve, parte della rassegna sono opere coeve importanti di registi antifascisti come Joris Ivens e André Malraux (in verità quest’ultimo era uno scrittore che si misurò per l’unica volta con il cinema), c’è un cinegiornale per la Repubblica del 1936, ci sono inoltre due SPAGNA GUERRAfilm del periodo franchista in cui la memoria della guerra civile si riflette con straordinaria ma cifrata intensità e, infine, un film uscito appena dopo la morte di Franco, un primo film della nuova Spagna. Il programma della rassegna, che si terrà a Torino presso la sala proiezioni del Museo diffuso della Resistenza in Corso Valdocco 4/a ,  prevede per martedì 19 luglio, alle ore 17, “The Spanish Earth” di Joris Ivens (Contemporary Historians Inc, Stati Uniti, 1937, 52’34”) e “Reportage del movimiento revolucionario en Barcelona” di Mateo Santos (Cnt Fai, Spagna, 1936,22′);mercoledì 20 luglio, sempre alle 17, verrà proiettato “Espoir”, di André Malraux (Francia, 1944, 70′) mentre alla sera, alle 21 ( (presso l’ Hub Multiculturale Cecchi Point di via Cecchi 17, sempre a Torino) si potrà vedere il film “El espíritu del la colmena/,Lo spirito dell’alveare” di Victor Erice (1973, 94′). Giovedì 21 luglio, ore 17, “Cría cuervos” di Carlos Saura (1975, 105′) e, per finire, venerdì 22 luglio, stessa ora,”Las largas vacaciones del ’36 – Le lunghe vacanze del ’36″,di Jaime Camino, (1976, 107′). Come sempre i film saranno introdotti da brevi presentazioni.

Marco Travaglini 

Da dove veniva Alberto da Rivoli?

rivoli castelloAlberto da Rivoli è nominato per la prima volta dallo storico piemontese Goffredo Casalis, con la lapidaria annotazione di “potestà della Repubblica di Genova nel 1261”, facendo riferimento a quanto scritto dallo storico precedente “Giustiniano”. Tuttavia, secondo il mio studio, tale citazione sarebbe errata! Infatti, l’unico storico che si è occupato dei potestà genovesi di quell’epoca è stato l’illustre vescovo Agostino Giustiniani nell’autorevolissima opera “Annali genovesi”, che però non riporta alcun Alberto da Rivoli, bensì il Alberto da Rivola, dove il “da Rivola” è riferito ad una famiglia originaria di Bergamo e bene attestata dalle fonti storiche (la stessa Enciclopedia Treccani dedica una voce a quest’ultimo). Le citazioni successive a quelle del Casalis sono dunque a mio avviso errate (tesi avvalorata dall’errata citazione del nome dello stesso storico Giustiniani divenuto “Giustiano”): forse peraltro ne esiste solo un’altra, cioè quella del 1906 di una guida di Rivoli, “Rivoli e i suoi dintorni” di Edoardo Barraja.

Il link alla consultazione del mio studio, dal titolo “Alberto da Rivoli: a historical figure?” del 4 luglio 2016 è:

https://www.academia.edu/26729541/Alberto_da_Rivoli_a_historical_figure

Marco Ciaramella

(l’autore è ingegnere, appassionato di storia medievale della Val di Susa , blogger amministratore della pagina facebook “Sacra di San Michele – Unofficial”, che conta 9900 followers).

Torino Classical Music Festival: sei giorni di grande musica

Piazza San Carlo, il gioiello barocco di Torino tornerà a essere – dal 12 al 17 luglio – il naturale palcoscenico a cielo aperto del festival cittadino. Il pubblico sarà sedotto da opere, sinfonie e concerti proposti dall’Orchestra e il Coro del Teatro Regio, dall’Orchestra Sinfonica Nazionale della Rai e dall’Orchestra Filarmonica di Torino, con la partecipazione di grandi interpreti e solisti

(foto: M. Bursuc)

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Nell’anno del 150° anniversario delle relazioni tra Giappone e Italia il capoluogo piemontese saluta l’estate con un simbolico ponte musicale tra Oriente e Occidente: la quarta edizione del Torino Classical Music Festival vuole infatti essere un omaggio alle atmosfere del Sol Levante e di altri mondi che hanno saputo suggestionare e ispirare le note dei più grandi compositori.

Accanto ai concerti in piazza il cartellone è arricchito anche dagli appuntamenti di Musica alle Corti (dal 13 al 17 luglio) e da un omaggio dell’Academia Montis Regalis alle Quattro stagioni di Vivaldi (il 15 luglio alle 18 Grattacielo Intesa Sanpaolo, ingresso gratuito con prenotazione obbligatoria su www.torinoclassicalmusic.it). Il primo è un affascinante percorso che accompagna il pubblico alla scoperta dei cortili dei palazzi barocchi più belli della città attraverso le note dei giovani musicisti, italiani e stranieri, dei Conservatori di Torino e del Piemonte. L’altro, che si terrà nella cornice del nuovo grattacielo Intesa Sanpaolo, sarà un concerto che evocherà il legame culturale e commerciale che ha unito Venezia e l’Oriente.

La manifestazione – ideata dalla Città di Torino e realizzata dalla Fondazione per la Cultura Torino grazie alla conferma della presenza di importanti Main Partner come Intesa Sanpaolo e Iren da sempre sostenitori dell’offerta musicale della Città e alla fiducia di nuovi sponsor quali Alfa Romeo, Nexive, Valmora, Relais San Maurizio e Fresia Alluminio – vuole essere un’occasione di accesso per tutti al grande repertorio della musica classica.

In una città che da sempre vanta un’offerta musicale unica in Italia – dalla storia quarantennale di Settembre Musica all’autorevolezza delle stagioni del Teatro Regio, dell’Auditorium Rai, dell’Unione Musicale, di Lingotto Musica, dell’Orchestra Filarmonica di Torino e dell’Accademia Stefano Tempia – il Torino Classical Music è un festival che  favorisce la partecipazione autentica degli appassionati e del  pubblico che spesso per la prima volta si affaccia all’eccezionale patrimonio della musica d’arte.

bursuc sancarloIn occasione del Classical Music Festival la città di Torino apre nuovamente al pubblico le principali corti dei suoi palazzi barocchi. La mostra ‘Arte alle Corti’, percorso di sculture e installazioni d’arte contemporanea, diventa il palcoscenico per i concerti di Musica alle Corti che durante le giornate del Festival vanno a completare il cartellone, dedicato quest’anno alle suggestioni d’Oriente.

In questa proposta sono coinvolti gli insegnanti e gli studenti, stranieri e italiani, dei Conservatori di Torino e del Piemonte, nell’ottica di valorizzare giovani talenti e offrire loro un “palcoscenico” d’eccezione.

Gli spettacoli in piazza San Carlo iniziano alle 21.30. Tutte le sere – quindici minuti prima di ogni appuntamento – alle 21.15 sarà proiettata “guida all’ascolto” realizzato con la collaborazione di Alberto Mattioli, giornalista e critico musicale (12, 14, 15 luglio) e Giampaolo Pretto direttore musicale dell’Orchestra Filarmonica di Torino (13, 16 e 17 luglio) che permetterà di essere introdotti alla scoperta di quanto si andrà ad ascoltare.

Si parte martedì 12 luglio con l’Orchestra e il Coro del Teatro Regio.

A inaugurare il TCMF 2016 è Madama Butterfly, la tragedia giapponese in due atti dalle raffinate alchimie timbriche e dai continui richiami a modelli melodici giapponesi: una musica orientale rivisitata dal più grande operista italiano del Novecento, Giacomo Puccini. Su libretto di Illica e Giacosa, in una nuova versione appositamente scritta da Vittorio Sabadin per l’eccezionale cornice torinese, l’opera, allestita in forma semiscenica e senza intervalli, conduce lo spettatore attraverso gli intrecci di questa tragedia giapponese intrisa di esotismo. Per l’occasione, al MAO-Museo d’Arte Orientale, dal 28 giugno al 24 luglio si potrà ammirare la mostra ‘Madama Butterfly. Architettura, scenografia e musica’. Esposizione dei lavori degli studenti del Politecnico di Torino, in collaborazione con il Teatro Regio.

Mercoledì 13 luglio va in scena l’Orchestra Filarmonica di Torino a cui sono affidate le grandi pagine concertistiche per strumento solista, anche se quest’anno uno spazio più ampio è dedicato al repertorio sinfonico. Il primo appuntamento è con il trombettista Roberto Rossi che esegue in veste di solista il Concerto per tromba in mi bemolle maggiore di Haydn e, Miriam Prandi, giovane violoncellista reduce da recenti successi anche nella nostra città, il Concerto per violoncello di Saint-Saens. L’Orchestra chiude poi con la celeberrima Sinfonia n. 4 “Italiana” di Mendelssohn.

Il 14 luglio è la volta dell’Orchestra Sinfonica Nazionale della Rai che quest’anno presenta due concerti imperdibili, sempre con Juraj Valčuha sul podio.  I protagonisti della serata sono due grandi Strauss: il compositore tedesco Richard Strauss, con la Suite dall’opera Der Rosenkavalier e la Danza dei sette veli dall’opera Salome e l’austriaco Johann Strauss, di cui sono proposti brani che vanno dallaMaerchen aus dem Orient alla Trisch-trasch Polka.

L’Orchestra del Teatro Regio ritorna in scena venerdì 15 luglio: Donato Renzetti dirige un programma che comprende brani di Antonín Dvořàk, Jean Sibelius e Leonard Bernstein in un ideale viaggio musicale che unirà l’Europa con l’America. Una pagina festosa per regalare un sorriso a tutto il pubblico presente in piazza.

Sabato 16 luglio l’Orchestra Sinfonica Nazionale della Rai, diretta sempre da Juraj Valčuha, porta in piazza le splendide pagine di autori russi come Sergej Prokof’ev, con i brani scelti dalle suite del balletto Romeo e Giulietta, Aleksandr Borodin con le Danze polovesiane da Il Principe Igor, omaggia l’Italia con il poema sinfonico Pini di Roma di Ottorino Respighi per chiudere infine in bellezza con il celeberrimo Boléro diMaurice Ravel.

Il TCMF si conclude domenica 17 luglio con concerto dell’Orchestra Filarmonica di Torino che avrà come protagonisti due solisti orientali:Suyoen Kim, violinista coreana da due anni partner artistico di OFT, che realizza il famosissimo Concerto per violino di Čajkovskij e, Chloe Mun, pianista coreana vincitrice dell’edizione 2015 del Concorso Busoni, che interpreta il Secondo Concerto di Rachmaninoff. La serata si chiude poi in modo energico e sfavillante, nel più puro stile di OFT, con una selezione delle Danze slave op. 46 di Dvořák.

Per godere al meglio la partecipazione, saranno posizionati tre grandi schermi: due ai lati del palco e uno dietro al monumento del Caval ‘d Brôns. Inoltre, per consentire al pubblico di assistere comodamente agli eventi di ogni serata come lo scorso anno, in piazza si troveranno 2mila e 400 sedie.

 

“Per il Teatro Regio è motivo di grande orgoglio partecipare al Torino Classical Music Festival, una vera e propria festa popolare e gratuita che coinvolge, appassiona e offre a tutti l’opportunità di ascoltare la più bella musica in un’atmosfera di condivisione piuttosto rara. Quest’anno, nel 150° anniversario delle relazioni tra Giappone e Italia, il Festival avrà come tema La grande musica: un ponte tra Oriente e Occidente, le note dei più grandi compositori di tutti i tempi accoglieranno i torinesi e i turisti nell’elegante piazza San Carlo, offrendo un viaggio attraverso le principali culture musicali del mondo. Il Teatro Regio è felice di portare in scena Madama Butterfly di Giacomo Puccini, su libretto di Illica e Giacosa in una nuova versione scritta da Vittorio Sabadin, appositamente creata per il grande pubblico di piazza San Carlo. L’allestimento, in forma semiscenica e senza intervalli, sarà di grande impatto visivo nel pieno rispetto dello spirito e dell’ambientazione giapponese dell’opera. L’altra presenza del Teatro Regio sarà il concerto che proporrà brani di Antonín Dvořàk, Jean Sibelius e Leonard Bernstein, in un ideale viaggio musicale che unirà l’Europa con l’America. Nulla di meglio della Sinfonia n. 9 op. 95, detta “Dal Nuovo Mondo” di Dvořàk nella quale la matrice classica europea si mescola sapientemente agli spirituals in una composizione dall’incredibile ricchezza. Walter Vergnano – Sovrintendente Teatro Regio Torino

 

La musica è condivisione, comunicazione, emozione, bellezza, energia. Questi i valori chiave che ogni anno si ritrovano nei concerti in Piazza San Carlo, per chi ha la fortuna di partecipare, sia come spettatore che come musicista. Un’esperienza davvero unica, anche per la stessa Orchestra Sinfonica Nazionale della Rai: una straordinaria occasione per eseguire il grande repertorio sinfonico in una atmosfera “leggera”.          Un evento culturale di altissimo livello proposto in una cornice popolare che trasuda entusiasmo. Un appuntamento ricorrente quindi, che, a partire dalla memorabile esecuzione delle Nove sinfonie di Beethoven dirette dal maestro Valčuha, si è spinta fino alla altrettanto “sorprendente” esecuzione con “spada laser” della colonna sonora di guerre stellari. Quest’ anno altri due concerti imperdibili, sempre con Juraj Valčuha sul podio, che evocano l’Oriente e l’Occidente. Il 14 luglio alle 21.30 sono protagonisti due grandi Strauss: il compositore tedesco Richard Strauss, con la Suite dall’opera Der Rosenkavalier e la Danza dei sette veli dall’opera Salome, e l’austriaco Johann Strauss, di cui sono proposti brani che vanno dalla Maerchen aus dem Orient alla Trisch-trasch Polka. Il 16 luglio, sempre alle 21.30, si potranno ascoltare splendide pagine di autori russi come Sergej Prokof’ev, con i brani scelti dalle suite del balletto

 

Romeo e Giulietta, e Aleksandr Borodin, con le Danze polovesiane da Il Principe Igor. Si omaggia poi l’Italia con il poema sinfonico Pini di Roma di Ottorino Respighi e si chiude in bellezza con il celeberrimo Boléro di Maurice Ravel. Paola Carruba – Sovrintendente dell’Orchestra Sinfonica Nazionale della Rai

 

“All’interno del Festival, fin dal primo anno, l’Orchestra Filarmonica di Torino è sempre stata chiamata a valorizzare ed eseguire i più rappresentativi concerti per strumento solista. Ci è sembrato dunque naturale interpretare il tema Oriente ed Occidente non solo in modo ideale, ma in modo fisico e tangibile, coinvolgendo nelle nostre serate solisti la cui nazionalità, sensibilità ed esperienza fossero legate a questi due universi solo apparentemente distanti. Vogliamo invece leggere il repertorio che abbiamo scelto come un punto di incontro universale, un luogo dove ritrovarsi a casa indipendentemente dalle proprie origini, certi che questo segnale sia fondamentale da veicolare attraverso la grande musica in una manifestazione così seguita e apprezzata. E sono particolarmente felice che a dirigere questo meraviglioso incontro dal podio sia Giampaolo Pretto, nostro nuovo Direttore musicale, con cui abbiamo lavorato insieme già per costruire questo evento e a cui auguro il più grande successo”.Michele Mo, Presidente e Direttore Artistico dell’Orchestra Filarmonica di Torino

Sul sito www.torinoclassicalmusic.it sarà possibile:

  • consultare, giorno per giorno, il programma del festival;
  • scaricare e leggere, anche sul proprio smartphone, le note descrittive della musica in programma;
  • seguire le presentazioni video delle singole composizioni (guide all’ascolto di ogni serata) realizzate con la collaborazione con Alberto Mattioli e Miriam Prandi;
  • interagire con l’esecuzione in corso attraverso l’hashtag #TOCLASSICA16 da utilizzare sui social network (Instagram, Twitter, Facebook, Google +, etc.)

La comunicazione e la creatività del Torino Classica Music Festival è stata affidata alla Coop. Sociale  IL MARGINE. Il disegno utilizzato per l’immagine guida è stato realizzato da Riccardo Mauro dell’area laboratori “AREALAB” e Officine A.L.MA  della stessa. Un modo per dimostrare come i soggetti che operano nel sociale sono parte attiva della vita culturale della città, dove la diversità è patrimonio comune e restituisce ricchezza in termini d’integrazione sociale e culturale, per un rinnovato senso di cittadinanza.

L’ORCHESTRA DEL TEATRO REGIO è l’erede del complesso fondato alla fine dell’Ottocento da Toscanini, sotto la cui direzione vennero eseguite le prime assolute di Manon Lescaut e La bohème di Puccini. Direttori di fama internazionale si sono alternati alla sua guida e, dal 2007, Gianandrea Noseda ricopre il ruolo di Direttore musicale del Teatro Regio. Il Coro del Teatro Regio è diretto dal 2010 da Claudio Fenoglio. I complessi artistici del Regio si sono esibiti in tutta Europa, più volte in Cina e in Giappone, a San Pietroburgo, e, nel 2014, in un importante tour in Nord America. Nel 2016 il Teatro è stato ospite d’onore al 44° Hong Kong Festival; a Parigi e a Essen; ad agosto, sarà al prestigioso Savonlinna Opera Festival. Intensa l’attività discografica, sono disponibili in DVD le più interessanti produzioni delle ultime stagioni prodotte da Rai e Unitel Classica. Tra le incisioni discografiche più recenti, tutte dirette da Gianandrea Noseda, figurano cd per Deutsche Grammophon, Chandos e Warner.

L’ORCHESTRA SINFONICA NAZIONALE DELLA RAI nacque nel 1994. I primi concerti furono diretti da Georges Prêtre e Giuseppe Sinopoli. Da allora all’organico originario si sono aggiunti molti fra i migliori strumentisti delle ultime generazioni. Dal novembre 2009 Juraj Valčuha è il Direttore principale. James Conlon sarà il nuovo Direttore principale a partire da ottobre 2016. Grazie alla presenza nei palinsesti radiofonici e televisivi, l’orchestra ha contribuito alla diffusione del grande repertorio sinfonico e delle pagine dell’avanguardia storica e contemporanea, ottenendo riconoscimenti artistici, editoriali e discografici. Accanto alle stagioni concertistiche e ai cicli speciali a Torino, l’OSN Rai è spesso ospite di importanti festival nazionali e internazionali e protagonista di prestigiosi appuntamenti istituzionali e di trasmissioni in mondovisione.

L’ORCHESTRA FILARMONICA DI TORINO dal 1993 realizza al Conservatorio di Torino una propria stagione sinfonica. Protagonisti di ogni concerto, concepito come un “evento speciale” che si sviluppa attorno a uno specifico tema, sono i grandi capolavori del periodo barocco e classico. Grande attenzione è dedicata anche alla musica contemporanea, spesso appositamente commissionata, e a brani di rara esecuzione. Da maggio 2016 Michele Mo riveste il ruolo di Direttore artistico, affiancato alla Direzione musicale da Giampaolo Pretto. L’Orchestra Filarmonica di Torino collabora con prestigiosi direttori e con solisti di fama internazionale, tenendo concerti in Italia e all’estero, ed è protagonista di numerosi festival, tra i quali MITO SettembreMusica. Ha inciso per Naxos, Claves, Victor, RS e Stradivarius ed è in corso di pubblicazione un cd per Decca con musiche di Azio Corghi.

LA FONDAZIONE ACADEMIA MONTIS REGALIS è un’istituzione piemontese impegnata da vent’anni nella diffusione della musica antica. Nel 1994 ha dato vita a un’orchestra barocca e classica con l’intento di promuovere il repertorio sei-settecentesco secondo criteri storici e con l’utilizzo di strumenti originali. È nata così l’Academia Montis Regalis, che fin dall’inizio della propria attività è stata diretta dai più importanti specialisti internazionali nel campo della musica antica e rappresenta oggi una realtà professionale tra le più apprezzate a livello nazionale e internazionale. Diretta stabilmente, da alcuni anni, da Alessandro De Marchi, l’Orchestra ha partecipato a importanti lavori discografici che hanno ottenuto numerosi riconoscimenti in campo internazionale. Dal 2010 l’Academia Montis Regalis è il gruppo residente presso il prestigioso Festival Innsbrucker Festwochen dove ogni anno mette in scena un’opera barocca e realizza diversi progetti cameristici.

l Torino Classica Music Festival ha realizzato una media partnership con La Stampa.

 

TUTTI GLI APPUNTAMENTI SONO GRATUITI – Numero verde 800 329 329

Informazioni sul programma del Festival:

www.torinoclassicalmusic.it